Oggi il segretario del Pd Pierluigi Bersani sarà a Firenze per manifestare al fianco della comunità senegalese contro l’estremismo xenofobo costato la vita a Samb Modou e Diop Mor.
Il luogo di ritrovo è in piazza Dalmazia alle 15.
Presente anche il Pd Toscana, come spiega il segretario regionale Andrea Manciulli.“Il Partito Democratico – dice Manciulli – ci sarà, perché questa iniziativa sarà un grande gesto collettivo di sensibilizzazione contro i temi del razzismo e un messaggio corale di solidarietà alla comunità senegalese. Dobbiamo dire forte un no a qualunque gesto o parola di intolleranza, perché il rischio è quello che si formi un humus da cui, come abbiamo visto, possono scaturire tragedie enormi come quella di martedì scorso. La lotta al razzismo e all’intolleranza va rilanciata con grandissima forza: non dimentichiamo mai che nel recente passato l’Europa ha già pagato un prezzo altissimo nei confronti dell’umanità”.
Manciulli, all’indomani della tragedia, aveva voluto rivolgere un pensiero personale alle famiglie e ai conoscenti delle vittime e dei feriti della strage razzista.
“Non basta dire che è un gesto di follia – afferma Manciulli -. Quello che è accaduto rivela un humus preoccupante del quale ci dobbiamo occupare tutti di più. Se si guarda alla biografia di chi ha commesso questo atto, le letture che faceva, cosa scriveva, quali erano i suoi “miti” e anche il modo in cui si è reagito in quegli ambienti, si sente davvero freddo alla schiena”.
“La lotta al razzismo e all’intolleranza – continua il segretario democratico – vanno rilanciate se si vuole davvero ricostruire questo Paese. Bisogna che tutto l’arco politico dica no a questa deriva estremista, di qualsiasi forma questa possa essere”. “Ci vogliamo stringere intorno alle famiglie delle vittime e a tutta la comunità senegalese”.
Intanto crescono di ora in ora le adesioni alla manifestazioni di domani.
Presente in piazza anche la coalizione Toscana Democratica, “in solidarietà verso i familiari di Samb Modou e Diop Mor, nostri concittadini e fratelli, di cui oggi piangiamo la morte per mano di un omicida ispirato dall’ideologia di estrema destra xenofoba e razzista”.
“Vogliamo far sentire alla Comunità Senegalese in Toscana la nostra vicinanza per questo lutto che ha colpito tutta la comunità toscana. Vogliamo chiedere scusa alla Comunità Senegalese per questo omicidio che è maturato dentro un clima di risentimento, odio, paure irrazionali e ignoranza che alimenta il moderno razzismo purtroppo vivo e coltivato da alcune frange della società toscana.
La nostra regione è stata ed è una terra di libertà conquistata con il sacrificio di tanti (compresi i senegalesi che erano impegnati durante il secondo conflitto mondiale con gli eserciti Alleati), di riconoscimento di diritti, di giustizia fin dai tempi dell’abolizione della pena di morte nel Granducato di Toscana, di accoglienza (come abbiamo dimostrato anche di recente con gli immigrati e i profughi provenienti dall’Africa). Ma questa non è una condizione data una volta per sempre e che ci mette al riparo dal morbo del razzismo e dell’odio xenofobo.
Dobbiamo sempre vigilare; dobbiamo continuamente rinnovare i motivi di questo spirito civico, soprattutto nelle giovani generazioni. Anche per questo vogliamo ringraziare la pacifica Comunità Senegalese per la sua presenza nella nostra regione, che è una presenza dignitosa, attiva, apportatrice di valori di fratellanza e di libertà, culturalmente viva. Con la Comunità Senegalese vogliamo percorrere insieme l’ancora lungo cammino che renda sempre più aperta e civile la nostra regione. Per questo, mentre ci stringiamo attorno ai fratelli e alle sorelle di Samb Modou e Diop Mor, vogliamo impegnarci concretamente a rafforzare i diritti civili e per questo siamo impegnati nella raccolta di firme per la proposta di legge a favore del riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli e alle figlie dei cittadini immigrati nati nel nostro paese. Ci sembra il modo migliore per ricordare Samb e Diop; una cosa che li avrebbe certamente fatti felici”.
Aderisce alla manifestazione anche il Pd metropolitano di Firenze. “Abbiamo liberato Firenze dal fascismo e dall’odio razziale nel 1944, molti di noi non erano nemmeno nati. Abbiamo reso Firenze una città aperta, luogo di incontro e di scambio tra culture, religioni, storie diverse: quello che è successo martedì scorso è inaccettabile, non può essere tollerato né deve essere dimenticato, perchè non fa parte del DNA dei fiorentini”, commenta il segretario Patrizio Mecacci. “In segno di solidarietà verso la comunità senegalese e verso tutta la cittadinanza fiorentina, entrambe oltraggiate dalla violenza di piazza Dalmazia e del mercato di San Lorenzo, sabato saremo in piazza. Mi auguro che saranno tante le persone a sfilare con noi, per gridare ancora una volta fuori il razzismo dal nostro Paese.”
Aderisce alla manifestazione anche il Pd Empolese Valdelsa. “Sabato saremo a Firenze per essere vicini alla comunità senegalese e alla città di Firenze, entrambe offese da un gesto xenofobo e razzista, che non può essere sminuito dalla semplice considerazione del gesto di un folle, ma compreso nella sua gravità. Dopo la morte di Mor Diop e Samb Modou Firenze e la Toscana tutta devono reagire con fermezza per bandire razzismo e fascismo dalle nostre comunità. La politica deve assumersi le sue responsabilità e lavorare per colmare il divario tra una nazione sempre più multiculturale ed uno Stato ancora restio a riconoscere diritti, cominciando con l’approvazione di una nuova legge sulla cittadinanza basata sullo ius soli» afferma la segretaria Brenda Barnini.
Piena adesione alla manifestazione anche da parte dei Giovani Democratici della Toscana. “Partecipiamo convintamente – dice il segretario regionale Andrea Giorgio – per manifestare solidarietà verso la comunità e le famiglie delle vittime. E lo faremo con una precisa piattaforma politica che parte dalle parole di Pape Diaw dette ieri: per anni in Italia la destra ed i suoi rappresentanti istituzionali hanno avvelenato il clima ed esasperato i toni portando sempre più all’intolleranza. Oggi in questa situazione di crisi economica rischiamo che le tensioni si acuiscano ancora di più col rischio di una guerra tra poveri. Dobbiamo ripartire da quello che è successo con tre proposte concrete: subito una nuova legge sulla cittadinanza, per dare diritti a chi oggi ha solo doveri; istituire in tutte le città consulte degli stranieri, per incentivare la partecipazione delle varie comunità alla vita cittadina e coinvolgerle nelle scelte che riguardano anche loro; e, terzo – elenca Giorgio – , consentire anche agli immigrati la partecipazione ai referendum consultivi a livello comunale e provinciale, sempre nella stessa ottica di inclusione alla vita sociale. Sarà questo il nostro impegno per ricordare i ragazzi uccisi, per provare ad andare oltre la retorica delle parole e praticare antirazzismo e inclusione. Da gennaio i Giovani Democratici si faranno promotori della presentazione nei consigli comunali e provinciali della Toscana della proposta di istituzione di questi organismi e di modifica ai regolamenti per i referendum consultivi. E in questo stesso spirito ci impegneremo ancora di più nella raccolta firme per le proposte di legge della campagna “Italia sono anch’io”. Tutto questo – conclude il segretario regionale dell’organizzazione giovanile del Pd – senza dimenticare un’attenzione forte al sociale, per evitare la marginalità, ed al mondo della formazione e delle scuole dove diffondere i valori di rispetto e tolleranza. La politica abbia una funzione pedagogica e recuperi gli errori degli ultimi anni”.
Anche il Pd di Certaldo non mancherà alla manifestazione di Firenze. E domenica 18 dicembre, in occasione della giornata mondiale dei migranti, “si riuniranno in piazza Boccaccio con un gazebo per raccogliere le firme per le due proposte di legge per il diritto di cittadinanza ai migranti che nascono sul suolo italiano e per il diritto di voto alle amministrative per i migranti regolari che risiedono nel nostro territorio» spiega il segretario Yuri Furiesi.
Uno sguardo oltre la crisi, per comprendere quale sarà il nuovo volto dell’Europa politica ed economica, una volta superata la tempesta. Da qui prenderà le mosse la riflessione di “Un’altra Europa. Dopo la crisi, l’Europa politica”, il seminario pubblico organizzato dall’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento Europeo in collaborazione con il Pd Toscana e i Giovani Democratici della Toscana, in programma venerdì 9 dicembre a partire dalle 14 alla Biblioteca delle Oblate di Firenze (via dell’Oriuolo 26).
Il dibattito proseguirà fino a sera inoltrata e vi prenderanno parte, tra gli altri, il capogruppo Sd al Parlamento Europeo, Martin Schulz, il responsabile Relazioni internazionali del Pd, Lapo Pistelli, l’eurodeputato Leonardo Domenici, il responsabile Esteri del Pd Toscana, Claudio Martini, il presidente della Regione, Enrico Rossi, e il segretario dei Democratici toscani, Andrea Manciulli. Tra i relatori, saranno presenti anche figure di spicco del mondo economico e docenti universitari.
I lavori avranno inizio alle 14, con l’accredito dei partecipanti.
Alle 14.30, dopo i saluti, sarà presentato il seminario “L’Europa e il Partito democratico”, a cura di Andrea Manciullisegretario regionale del Pd della Toscana, e Patrizio Mecaccisegretario metropolitano del Pd di Firenze.
Alle 15, avrà inizio la prima sessione dei lavori: “La crisi finanziaria e il futuro dell’economia europea”. Dopo la relazione introduttiva di Leonardo Domenici, eurodeputato del Pd, seguiranno gli interventi di:
Prof. Massimo D’Antoni, Università di Siena
Prof. Emmanuel Lacresse, pres. Associazione “Gauche Europeenne”
Prof. Alessandro Petretto, Università di Firenze
Prof. Paolo Guerrieri, Università La Sapienza – Roma, Resp. Forum economia PD
Prof. Miguel Maduro, European University Institute
Alle 17.30 si aprirà la seconda sessione: “L’Europa politica, l’Europa democratica”. Dopo la relazione introduttiva di Roberto Gualtieri, eurodeputato PD, interverranno:
Prof. Raffaello Matarazzo, ricercatore I.A.I.
Prof. Valeria Fargion, Università di Firenze
Claudio Martini, responsabile Esteri PD Toscana
Coordina Andrea Giorgio, segretario Giovani Democratici Toscana
A seguire, dibattito e repliche dei relatori.
Conclusioni del seminario pomeridiano a cura di:
Claudio Martini, responsabile Esteri PD Toscana
Dalle 19.30 alle 20.30, pausa cena all’interno della Biblioteca.
Alle 21 riprenderà la terza sessione di lavoro: “Un’Europa politica e democratica. Le proposte dei progressisti contro la crisi”. Parteciperanno alla tavola rotonda:
Martin Schulz, capogruppo SD al Parlamento europeo
Lapo Pistelli, responsabile Esteri PD
Jean-Yves Le Drian, presidente C.R.P.M., presidente regione Bretagna
Enrico Rossi, presidente Regione Toscana
Leonardo Domenici, eurodeputato PD
Coordina e introduce Andrea Manciulli,segretario PD Toscana.
Il 19 novembre, alla Casa della Creatività a Firenze (vicolo Santa Maria Maggiore 1),
si danno appuntamento gli Stati generali della Cultura in Toscana,
organizzati dal Partito Democratico regionale
I lavori si apriranno alle 9.30, con la tavola rotonda
“Come non svendere il patrimonio. Beni culturali, paesaggio e depotenziamento delle Soprintendenze”
Interverranno:
Mario Lolli Ghettigià direttore regionale dei beni culturali della Toscana
Libero RossiConsiglio superiore dei Beni culturali, come componente CGIL
Pietro Celliavvocato, associazione Le ragioni del restauro
Tre anni fa il governo di centrodestra fece il suo esordio spendendo oltre dieci miliardi di euro tra Alitalia, eliminazione dell’Ici per gli immobili di maggior pregio e blocco della tracciabilità nei pagamenti. Noi dicemmo subito che la crisi imponeva invece di spendere quelle risorse per consentire ai comuni di fare un piano di piccole opere che avrebbero dato lavoro e una spinta all’economia e per ridurre il peso del fisco sulle famiglie meno abbienti.
Oggi possiamo dire di aver visto giusto e in anticipo. Allo stesso modo da tempo abbiamo avviato la definizione di proposte per una riscossa possibile del Paese, per una ricostruzione democratica e per un nuovo patto per lo sviluppo. Tre assemblee nazionali, innumerevoli incontri di studio e lavoro. Conferenze nazionali tematiche. Dopo oltre un anno di lavoro il Partito Democratico può presentare oggi un quadro di proposte e di posizioni sui diversi temi volte a far uscire il Paese dalle secche in cui l’ha fatto incagliare il centrodestra.
Sarà questo progetto che il PD ha preparato con il metodo della più ampia partecipazione alle decisioni, la base del confronto con le altre forze politiche di opposizione per decidere quale programma certo, credibile ed esigibile, proporre agli italiani in alternativa al governo del centrodestra.
L’insicurezza è la condizione del nostrotempo: l’insicurezza può diventarepaura nella vita materiale e quotidianadi milioni di italiani. Da semprela destra italiana descrive un Paeseinsicuro quando è all’opposizionee sicuro quando si trova al governo.Perché la paura produce richiesta dirassicurazione, di interventi di forza,di cambio di governo. La destra esaltala paura perché pensa al consenso,il Partito Democratico lavora perla Sicurezza per sconfiggere la paurae garantire libertà.
Per il PD sicurezza vuol dire innanzitutto:
Sì alla centralità dello Stato in materia di pubblica sicurezza con un forteruolo degli Enti locali;. No alle ronde,alla giustizia “fai da te” e ai Sindaci sceriffi.
Sì a legalità e certezza della pena. LaSicurezza può garantire libertà e diritti dell’individuo solo in un sistema dovevengono fatti rispettare i doveri e la legge. Che è uguale per tutti. No ai continui tagli nel comparto sicurezza, nel sistema degli enti locali, no alle leggi adpersonam.
Sì a una chiara suddivisione dei compiti, per garantire funzionamento, qualità e dignità delle forze dell’ordine, eliminare sprechi, definire con chiarezza le modalità d’impiego e le responsabilità delle varie forze oggi esistenti. No alla militarizzazione dell’ordine pubblico, no alla proliferazione delle forzedi polizia anche locali.
Sì a una lotta senza quartiere alle mafie: incandidabilità in caso di sen-tenze di primo grado per reati di mafia e perdita del diritto a rimborsi elettorali, introduzione del reato di auto riciclaggio, subito operative le norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari negli appalti pubblici, estese anche ai subappaltatori. No alla limitazione delle intercettazioni e alla abolizione dei certi-ficati antimafia.
Nei prossimi 15 anni la spesa per l’istruzione sarà ri-dotta dal 4,2% al 3,4%. La media Ocse è 5,7%. Su 35miliardi di euro di tagli alla spesa pubblica nei prossimitre anni, 13 verranno dall’istruzione (Documento diEconomia e Finanza del governo).Con la crisi econo-mica, invece di sostenere il lavoro, il governo Berlu-sconi compie il più grande licenziamento di massa dellastoria italiana. Anche quest’anno lascia a casa 19.700insegnanti e 14.500 Ata.
LE CONSEGUENZE DEI TAGLI
Classi sovraffollate,migliaia di bambini ebambine senza scuola dell’infanzia, studenti con disabi-lità senza sostegno
Abolizione del tempo pienocon le com-presenze e riduzione delle ore di lezione per ogni ordinedi scuola.
Riduzione dei laboratorie degli insegnantitecnico pratici, bambini in stato d’abbandono per man-canza di collaboratori scolastici.
Abbassamento dell’obbligo d’istru-zionea 15 anni come in Grecia, Cipro e Portogallo, aumento della dispersione e dell’abbandono scolastico,Incremento dei divari sociali e delle disuguaglianze
Meno conoscenza per tutti,Paese più po-vero e meno competitivo
RICOSTRUIAMO L’ITALIA NELLE SCUOLE
Le proposte del Partito Democratico
Riallineare l’investimento in istruzione alla media europeacombattendo l’evasione fiscale, tassando i grandi patri-moni, riallineando la tassazione delle rendite all’Europa.
Più Diritti
Asilo nido non più come servizio a domanda individuale,ma come diritto educativo. Un posto nella scuola del-l’infanzia per tutti i bambini e le bambine del Paese.
Più Istruzione
Valorizzare la scuola primaria che il Governo ha distrutto,in particolare i modelli educativi del tempo pienoe delmodulo a 30 ore con le compresenze.Innovare la scuola media e superiorepartendo dallebuone pratiche didattiche sperimentate dalle scuole au-tonome. Combattere la dispersione scolasticae l’abbandono. Alzare i livelli di apprendimentodegli studenti. Alle superiori, istituire un biennio unitarioe un trienniodi indirizzo, per consentire ai ragazzi di compiere sceltepiù consapevoli per il proprio futuro.
Più qualità
Definire le zone di educazione prioritariaper offrire unascuola pubblica di qualità a partire dalle periferie dellecittà, nel mezzogiorno del Paese nelle zone economica-mente depresse. L’unità d’Italia la ricostruiremo a scuola.Investire sulla formazione in servizio degli insegnanti Scuole aperte tutto il giorno e tutto l’anno, affinché lascuola diventi il cuore pulsante delle comunità locali.
Più tecnologie
Innovazione didattica e infrastrutturazione tecnologicadelle scuole per catturare e accendere la passione per lostudio dei nativi digitali
Più sicurezza
Due edifici scolastici su tre non sono a norma dilegge, per questo è urgente mettere subito in sicurezzail 65 per cento delle scuole italiane. Occorre un pianostraordinario per l’edilizia scolastica, allentando il pattodi stabilità interno per permettere ai Comuni di investirele risorse disponibili in cassa e rifinanziando la legge 23.
ZERO PRECARIETÀ, 100% QUALITA’ DIDATTICA
Il Pd vuole un solo inserimento: contratto a tempo inde-terminato per chi lavora su posti vacanti.È un’OPERAZIONE A COSTO ZEROperché lo Statopaga già le ferie non godute e la disoccupazione. OrganicoFunzionale ad ogni scuola, insegnanti stabili per rispondereai bisogni educativi speciali. Zero precarietà uguale conti-nuità didattica e qualità dell’insegnamento!
Questo governo vede le Politiche sociali come costo e non come fattore di sviluppo, di coesione sociale e redistribuzione del reddito.
Il governo di destra pensa che non esistano diritti sociali da garantire e per questo ha tagliato il Fondo Politiche sociali che finanzia l’assistenza domiciliare, gli asili nido, il fondo famiglia che aiutava le famiglie numerose, i consultori, la formazione delle badanti, gli affitti delle case, il fondo per aiutare i non autosufficienti. Adesso vogliono tagliare la pensione e l’assegno di accompagnamento agli invalidi: la chiamano riforma. In realtà voglio fare cassa sulla parte più debole della società Quando parlano di assistenza intendono solo l’elemosina della social card. Vogliono tornare allo stato sociale ottocentesco, uno stato caritatevole che lascia le famiglie sole di fronte alla necessità di conciliare maternità e lavoro, sole di fronte al problema della disabilità e della non autosufficienza, ma sole anche di fronte alle conseguenze della crisi economica che produce impoverimento e incertezza sul lavoro. Inoltre i pesanti tagli imposti agli Enti Locali stanno producendo danni irreparabili cancellando servizi essenziali per disabili, bambini e famiglie in stato di povertà. Il Governo fa propaganda evocando la sussidiarietà ed il ruolo del terzo settore, in verità hanno tradotto la sussidiarietà nella cancellazione delle politiche pubbliche. Mentre il principio di sussidiarietà ha bisogno di uno stato centrale che definisca i livelli essenziali delle prestazioni e stabilisca obiettivi di servizio verso i quali orientare le risorse. Noi riteniamo centrale la valorizzazione delle energie presenti nella società civile, in tutte le sue forme e pensiamo ad un welfare universale, inclusivo, promozionale che passa per un patto intergenerazionale, in cui tutte le componenti della società possano riconoscersi: un welfare che accompagni le persone in tutte le fasi della vita e risponda ai diversi bisogni che sorgono nei vari momenti delle vicende personali e familiari, così da rinsaldare i legami fra le generazioni.
Le politiche pubbliche devono:
Definire i livelli essenziali delle prestazioni
Governare l’allocazione delle risorse
Disegnare le regole e garantire omogenei livelli di intervento in modo da includere nel sistema tutti i cittadini
Le nostre proposte:
Riconoscere il diritto ad una assistenza minima garantita in caso di disabilità e disagio socio-economico.
Predisporre una rete integrata dei servizi sociali come condizione fondamentale per realizzare il welfare locale e comunitario che costruisce un contesto di vita sociale e civile più avanzato e, insieme al lavoro, consente l’inserimento attivo, combatte l’assistenzialismo e le disuguaglianze, è di sostegno ai compiti di cura svolti dalle persone e dalle famiglie, prende in carico le fragilità, sostiene il reinserimento sociale dei cittadini disabili con percorsi personalizzati.
IN PARTICOLARE CONSIDERIAMO PRIORITARIO:
aiutare le famiglie con disabili e non autosufficienti
garantire la rete dei servizi per l’infanzia a partire dal potenziamento degli asili nido
sostenere l’integrazione scolastica e lavorativa dei disabili
assicurare ai giovani le condizioni per acquisire autonomia dalla famiglia di origine e la costruzione di un proprio progetto familiare
concepire la maternità come diritto universale, indipendente dalla condizione lavorativa e sostenuto dalla fiscalità generale
realizzare misure di conciliazione tra vita familiare e lavorativa e costruendo le condizioni per una più equilibrata partecipazione di uomini e donne alla vita familiare (a cominciare dal congedo obbligatorio per i padri alla nascita dei figli)
contrastare la povertà, che ormai interessa non solo le persone e le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta o relativa (nell’insieme circa un quinto della popolazione italiana), ma anche fasce di ceto medio produttivo che risentono della stagnazione dell’economia italiana e dell’accresciuta precarietà del lavoro, aggravate dalla crisi
NOI VOGLIAMO PROMUOVERE L’ISTITUZIONE
DI UN REDDITO DI SOLIDARIETÀ ATTIVA
RIVOLTO ALLE PERSONE CHE PER
QUALUNQUE RAGIONE SI TROVANO
IN CONDIZIONI DI POVERTÀ.
PRECARIETÀ ZERO
eliminazione del vantaggio di costo del lavoro precario rispetto al lavoro stabile.
INTRODUZIONE DI UN SALARIO (O COMPENSO) MINIMO
per legge, in riferimento agli accordi tra le parti sociali, per i lavoratori non coperti dai contratti collettivi, per i contratti a progetto, gli stages.
DIRITTO FONDAMENTALI COMUNI
per tutte le forme di lavoro comprese quelle autonome e professionali, con riguardo alla malattia, agli infortuni, al riposo, alla maternità nonché alla garanzia del reddito, attraverso la riforma e l’estensione degli ammortizzatori sociali.
PROMOZIONE
dell’occupazione femminile attraverso misure fiscali di vantaggio per le donne che lavorano, il potenziamento del sostegno economico e dei servizi alla famiglia, l’estensione del part time agevolato e volontario, il credito d’imposta per l’occupazione femminile nelle aree svantaggiate.
SVILUPPO DELLE POLITICHE ATTIVE
del lavoro nell’ottica della flexsecurity europea attraverso il potenziamento dei servizi per l’impiego per favorire inserimento e reinserimento al lavoro. In questo quadro rafforzamento della formazione permanente da riconoscere come diritto individuale. Per i giovani, rilancio del contratto di apprendistato, con garanzia di una componente formativa qualificata e professionalizzante, come misura di promo accesso al lavoro.
VALORIZZAZIONE DEL LAVORO AUTONOMO E PROFESSIONALE
semplificazione degli adempimenti amministrativi per l’attività di lavoro autonomo, incremento delle deduzioni dalla base imponibile ai fini Irap, sostegni alla qualificazione e riqualificazione, tutele del reddito in caso di inattività temporanea o di cessazione di attività per crisi di mercato, facilitazioni all’accesso al credito e garanzie sui pagamenti.
I CONTRATTI DI LAVORO E LA DEMOCRAZIA
eliminazione dell’art. 8 della manovra di Ferragosto (derogabilità dei contratti nazionali e delle leggi, incluse
INFRASTRUTTURE: GOVERNO ABILE NEGLI ANNUNCI, FALLIMENTARE NEI FATTI
È necessario sbloccare le centinaia di opere piccole e medie, volàno per la nostra economia e davvero strategiche per il Paese.
Solo nel 2010 gli investimenti dello Stato sono diminuiti del 17%. La copertura finanziaria per le opere ferroviarie è ferma al 15%. Cresce il divario infrastrutturale tra Nord e Sud. Dal 2009 ad oggi le risorse per nuove infrastrutture sono diminuite del 34%. 230.000 lavoratori licenziati nel settore delle costruzioni dall’inizio della crisi adoggi. I fondi per fronteggiare il dissesto idrogeologico hanno subìto tagli che mettono a rischio gli interventi già programmati da tutte le regioni italiane. Sono stati dimezzati i finanziamenti all’ANAS per la manutenzione delle strade. Le piccole e medie imprese rischiano il fallimento a causa dei ritardi nei pagamentidella Pubblica Amministrazione a lavori eseguiti. Anche per questo è necessario allentare il Patto di stabilità per le amministrazioni più virtuose.
TRASPORTO PUBBLICO, IL GOVERNO TAGLIA IL DISAGIO AUMENTA
Tagli, tagli e ancora tagli, questa è stata l’azione del Governo nei confronti del trasporto pubblico. Questo vuol diremeno autobus, meno treni, aumento del traffico e dell’inquinamento nelle città e disagi crescenti per tutti i cittadini, a partire dai pendolari. I fondi del trasporto pubblico locale in questi anni di Governo di centrodestra sono stati tagliati continuamente, dimezzati quelli per il trasporto ferroviario. Questo significa portare il sistema del trasporto pubblico al collasso.I servizi di trasporto hanno subìto negli ultimi dieci anni aumenti dei prezzi intollerabilia fronte di un servizio che non è migliorato. In un mondo che corre restare fermi sarebbe un errore imperdonabile. Un Paese come il nostro, che vuole competere a livello mondiale, deve poter contare su diun moderno ed efficiente sistema della mobilità delle persone e delle merci. Per arrivare a questo risultato, la primacosa che dobbiamo affrontare tutti insieme è la sfida culturale per affermareche la mobilità è un elemento decisivo per il rilancio economico, occupazionale e industriale, un volano per una compiuta conversione ecosostenibile degli assetti logistici e infrastrutturali dell’Italia.
DOBBIAMO PUNTARE
SULLA MOBILITÀ,
PER MUOVERCI
DENTRO IL FUTURO.
CHI HA DI MENO È CHIAMATO ANCORA UNA VOLTA A DARE DI PIÙ MENTRE CHI HA DI PIÙ CONTINUERÀ AD AVERE SEMPRE DI PIÙ.
La politica economica del governo è fortemente iniqua sul piano sociale e inadeguata rispetto alle sfide che il Paese ha di fronte: lo sviluppo sostenibile, l’occupazione, in particolare giovanile, l’abbattimento del debito pubblico.
Chi ha di meno è chiamato ancora una volta a dare di più mentre chi ha di più continuerà ad avere sempre di più. Colpisce il reddito da lavoro dipendente e le piccole imprese, indebolisce le famiglie tagliando i servizi erogati da regioni, province e comuni (asili nido, mense scolastiche, trasporti pubblici locali, assistenza).
Aumentando tasse, tariffe ed Iva, penalizza i consumi, gli investimenti delle imprese e l’occupazione. I cittadini onesti sono chiamati a pagare sempre di più, ma sono assenti le riforme per la modernizzazione del Paese.
Il PD ha proposto una strada alternativa, segnata dall’equità, e dalle riforme per lo sviluppo sostenibile;
Riduzione dei costi della politica partendo da un dimezzamento dei parlamentari e dalla ristrutturazione delle istituzioni centrali e territoriali;
Contributo di solidarietà straordinario sui 105 miliardi condonati nel 2009 con lo “scudo fiscale” da destinare al pagamento di una parte dei debiti delle PA verso le PMI e per gli investimenti dei comuni;
Un’imposta patrimoniale ordinaria sui grandi valori immobiliari basata su criteri progressivi;
Lotta vera all’evasione fiscale attraverso tracciabilità dei pagamenti sopra i 300 Euro, obbligo alle imprese di comunicare elenco clienti fornitori, inclusione dello stato patrimoniale nella dichiarazione dei redditi, reintroduzione del reato di falso in bilancio, cosi da recuperare risorse per ridurre i costi del lavoro stabile e combattere la precarietà, ridurre l’Irpef in primis per la mamme lavoratrici, eliminare gradualmente il costo del lavoro dalla base imponibile Irap;
La dismissione di immobili pubblici e un’asta per le frequenze tv per recuperare 25 miliardi di euro da investire nelle infrastrutture e nella logistica;
Un pacchetto di liberalizzazioni efficaci per i servizi bancari ed assicurativi e professionali, l’energia, la distribuzione di carburanti e di farmaci. Fatti concretie non demagogici spot come sull’art. 41 della Costituzione
Stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica (in scadenza al 32/12/2011); politiche industriali per l’innovazione tecnologica e la ricerca, con attenzione prioritaria alle straordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del Mezzogiorno;
Eliminazione dell’articolo 8 della manovra di Ferragosto.
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