18 Gennaio 2017

Nota su elezioni amministrative 2017 Comune di Carrara

Oggi martedì 17 gennaio 2017, a Firenze, le forze politiche e civiche facenti parte della coalizione di centro sinistra che hanno sostenuto l’amministrazione comunale di Carrara guidata da Angelo Zubbani nei suoi due mandati amministrativi (rappresentate da: Luca Vinchesi – coordinamento cittadino di Articolo Primo, Giuliano Fazzi – Partito Repubblicano Italiano cittadino, Mirko Giromella – lista civica Carrara Futura, Leonardo Buselli – Partito Socialista Italiano cittadino e Graziano Cipriani – Segretario regionale del PSI) si sono incontrate con il Vice Segretario del Partito Democratico regionale Antonio Mazzeo.
Le stesse, ritenendo fondamentale proseguire in maniera coesa l’esperienza di governo della città di Carrara anche per il prossimo quinquennio, si sono rese disponibili a portare un loro contributo alla costruzione di un progetto politico-amministrativo condiviso insieme all’Unione comunale del Partito Democratico rappresentato nell’occasione dal segretario provinciale Cesare Leri.
A tal fine hanno chiesto pertanto alla Unione Comunale del PD di Carrara di sospendere ogni deliberazione relativa alla individuazione del programma ed al relativo candidato sindaco così da poter offrire all’intera coalizione la possibilità di partecipare attivamente a tali decisioni da assumersi attraverso un tavolo di confronto permanente finalizzato alla ricerca della miglior soluzione nell’interesse esclusivo di Carrara e dei suoi cittadini.
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20 Dicembre 2016

Intervista Dario Parrini, Corriere Fiorentino, 20/12/2016

20 dicembre 2016 – Intervista a Dario Parrini sul Corriere fiorentino. “Il Pd socialista di Rossi e’ da anni ’70. Ma il programma in regione è condiviso. Manterremo separati il livello di governo toscano e il dibattito nazionale”.

QUI L’INTERVISTA

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Intervista Dario Parrini, Corriere Fiorentino, 20/12/2016

20 dicembre 2016 – Intervista a Dario Parrini sul Corriere fiorentino. “Il Pd socialista di Rossi e’ da anni ’70. Ma il programma in regione è condiviso. Manterremo separati il livello di governo toscano e il dibattito nazionale”.

QUI L’INTERVISTA

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12 Dicembre 2016

Parrini: “Subito il congresso del Pd, ma parliamo anche della Regione”. Intervista a Repubblica, 11/12/2016

11 dicembre 2016 – Intervista di Repubblica Firenze al segretario regionale del Partito Democratico della Toscana, Dario Parrini, dopo il referendum del 4 dicembre: “Subito il congresso del Pd, ma parliamo anche della Regione”.

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5 Dicembre 2016

Referendum costituzionale. Il Sì in Toscana al 52,5%. Il commento di Dario Parrini

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5 dicembre 2016 – In Toscana sono stati 1 milione e 105mila i voti per il Sì (pari al 52,5 percento) al referendum costituzionale di ieri. Del  risultato elettorale, che a livello nazionale ha visto la vittoria del no, ha parlato oggi il segretario regionale del Pd Dario Parrini con i vicesegretari Antonio Mazzeo e Donato Montibello, insieme al responsabile enti locali Stefano Bruzzesi.

Il video della conferenza stampa: https://www.youtube.com/watch?v=Hc5YwBVqwmk

 

I risultati:

REFERENDUM COSTITUZIONALE CONFERMATIVO 4 DICEMBRE 2016
Federazione No totale voti validi % Sì % No Totale %
Arezzo 105.361 89.482 194.843 54,1% 45,9% 100,0%
Firenze 275.175 202.531 477.706 57,6% 42,4% 100,0%
Empolese Valdelsa 57.978 41.602 99.580 58,2% 41,8% 100,0%
Grosseto 57.394 64.974 122.368 46,9% 53,1% 100,0%
Livorno 69.884 72.512 142.396 49,1% 50,9% 100,0%
Val di Cornia-Elba 24.709 24.846 49.555 49,9% 50,1% 100,0%
Lucca 60.129 64.547 124.676 48,2% 51,8% 100,0%
Versilia 40.790 51.344 92.134 44,3% 55,7% 100,0%
Massa-Carrara 44.890 63.195 108.085 41,5% 58,5% 100,0%
Pisa 121.609 121.490 243.099 50,0% 50,0% 100,0%
Pistoia 85.756 78.710 164.466 52,1% 47,9% 100,0%
Prato 73.926 58.753 132.679 55,7% 44,3% 100,0%
Siena 88.168 66.022 154.190 57,2% 42,8% 100,0%
 
TOSCANA 1.105.769 1.000.008 2.105.777 52,5% 47,5% 100,0%
 
ITALIA 12.708.905 19.023.638 31.732.543 40,1% 59,9% 100,0%
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3 Dicembre 2016

Infrastrutture. Rossi, Nardella, PD: “Avanti su tutto e uniti, senza ripensamenti e esitazioni”

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10 novembre 2016 – “Avanti su tutto e uniti, senza ripensamenti e esitazioni”. Questo l’impegno comune con cui si è conclusa la riunione di questa sera a Palazzo Sacrati Strozzi di Firenze tra il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini, con il vicesegretario Antonio Mazzeo e il responsabile enti locali Stefano Bruzzesi, il segretario fiorentino Fabio Incatasciato, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della Regione Enrico Rossi.

Dall’incontro – fanno sapere i partecipanti al termine della riunione – e’emerso “l’obiettivo ad andare avanti con determinazione sulle quattro questioni maggiormente dibattute in queste settimane: termovalorizzatore, aeroporto, sottoattraversamento Tav con stazione passante e trasporto pubblico locale, in relazione al quale è convincimento comune che si debba portare in fondo il procedimento in corso facendo tutte le scelte idonee a condurci in tempi rapidi a una conclusione utile per tutti i cittadini della Toscana”.

“Abbiamo totale rispetto per il ruolo di ognuno – afferma Dario Parrini – ma allo stesso tempo la politica non può mancare ai suoi doveri di programmazione e di promozione dello sviluppo. Ecco perché è importante ribadire che c’è in tutta la classe dirigente del Pd la massima determinazione a dare attuazione con rapidità, senza costi aggiuntivi e senza tentennamenti alle grandi priorità regionali.”

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Infrastrutture. Rossi, Nardella, PD: “Avanti su tutto e uniti, senza ripensamenti e esitazioni”

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10 novembre 2016 – “Avanti su tutto e uniti, senza ripensamenti e esitazioni”. Questo l’impegno comune con cui si è conclusa la riunione di questa sera a Palazzo Sacrati Strozzi di Firenze tra il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini, con il vicesegretario Antonio Mazzeo e il responsabile enti locali Stefano Bruzzesi, il segretario fiorentino Fabio Incatasciato, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il presidente della Regione Enrico Rossi.

Dall’incontro – fanno sapere i partecipanti al termine della riunione – e’emerso “l’obiettivo ad andare avanti con determinazione sulle quattro questioni maggiormente dibattute in queste settimane: termovalorizzatore, aeroporto, sottoattraversamento Tav con stazione passante e trasporto pubblico locale, in relazione al quale è convincimento comune che si debba portare in fondo il procedimento in corso facendo tutte le scelte idonee a condurci in tempi rapidi a una conclusione utile per tutti i cittadini della Toscana”.

“Abbiamo totale rispetto per il ruolo di ognuno – afferma Dario Parrini – ma allo stesso tempo la politica non può mancare ai suoi doveri di programmazione e di promozione dello sviluppo. Ecco perché è importante ribadire che c’è in tutta la classe dirigente del Pd la massima determinazione a dare attuazione con rapidità, senza costi aggiuntivi e senza tentennamenti alle grandi priorità regionali.”

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2 Dicembre 2016

CON IL “SI” AVREMO UNA CASA ANCORA PIU’ BELLA, di Maurizio Bozzaotre

«Se vince il No non è vero che non cambia nulla; se vince il No ci teniamo la Costituzione più bella del mondo, quella che per settant’anni ha comunque assicurato pace e libertà al nostro Paese»: suona pressappoco così una delle obiezioni provenienti dal variegato e composito “fronte del No” alla riforma costituzionale, quella che tutti noi saremo chiamati ad approvare domenica 4 dicembre. E non c’è dubbio che si tratti di un argomento che per molti, specie a sinistra, abbia una fascinazione: è difficile negare che è anche grazie alla nostra bella Costituzione che l’Italia sia diventato il grande Paese che era e, nonostante tutto, continua ad essere. La suggestione è forte, dunque, anche perché indiscutibilmente poggiata su una evidenza storica.

E però, anche se la suggestione è forte, l’obiezione che essa vorrebbe fondare è invece, come si dice in “giuridichese”, totalmente inconferente. Perché è certamente vero che se vince il “No” ci teniamo la Costituzione più bella del mondo. Ma è altrettanto vero che questo varrà anche se vince il “Sì”: perché la Costituzione continuerà ad essere «quella del ‘48» anche se “passa” la riforma Renzi-Boschi, rimanendo immutata nella sua parte più importante, quella che davvero la contraddistingue e la rende “bella” sul piano valoriale e programmatico.

Sì, perché, come hanno osservato autorevoli commentatori, la riforma di cui si discute NON è una “nuova” Costituzione, bensì tutt’al più un tentativo di… “manutenzione straordinaria” della Costituzione del ’48; un tentativo di rendere più efficiente e razionale l’assetto organizzativo dei pubblici poteri che non tocca minimamente il sistema dei principi fondamentali e dei rapporti tra cittadini e poteri; e non tocca neppure quello che potremmo definire l’assetto “programmatico” della nostra Costituzione, espresso in particolare dal principio di eguaglianza sostanziale (art. 3, secondo comma) e dalle disposizioni sui rapporti economici e sui diritti sociali contenute nella Parte Prima. Così come neppure vengono modificate – se non apportando alcuni limitati correttivi in senso rafforzativo – le garanzie previste dalla Costituzione, quelle che costituiscono il sistema dei “contrappesi” a tutela di tutti noi: Presidente della Repubblica, Corte costituzionale, potere giudiziario.

L’argomentazione in base alla quale cambiando la Seconda Parte si vada ad incidere sulla Prima di per sé non prova nulla: si dovrebbe dimostrare che questa “incidenza” vada a peggiorare l’assetto della Prima Parte, ma nessuno è stato in grado di farlo, al netto di formule stereotipate che in questi mesi abbiamo sentito e letto ma che, nonostante siano ripetute ad ogni piè sospinto, rimangono prive di ogni aderenza alla realtà e al testo della riforma. Lo dimostra il fatto che ogni volta alla domanda diretta «ci dite dove sta scritto nel testo quel che voi paventate?» le risposte si facciano improvvisamente – e leopardianamente – vaghe come costellazioni stellari.

La Costituzione è la casa di tutti noi, e ogni casa è fatta di molte parti. Ci sono le fondamenta, i muri portanti, gli impianti, eccetera eccetera. Quel che si sta tentando di fare non è costruire nuove fondamenta o nuove mura, ma semplicemente “adeguare” alcuni impianti alle nuove esigenze della realtà contemporanea, mettendo finalmente mano a quella operazione di manutenzione straordinaria di cui questa nostra bella casa aveva bisogno da molto tempo.

Ecco perché dobbiamo votare Sì al referendum di domenica: per “tenerci” la nostra Costituzione del ’48 e renderla al tempo stesso più vicina a noi e ai nostri bisogni. Insomma, per farla ancora più “bella”.

Maurizio Bozzaotre

Resp. Forum Riassetto Istituzionale

PD Toscana

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La riforma costituzionale merita di essere sostenuta, ecco perchè. Appello al voto del segretario PD Dario Parrini

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“Tra due giorni si vota per il referendum costituzionale.
Io voterò Sì.
Spero che lo farai anche tu.
Voterò Sì per far passare cambiamenti attesi da tanto tempo che renderanno l’Italia più forte, semplice, stabile e credibile.
Voterò Sì perché è assurdo non realizzare nemmeno le cose che per anni e anni tutti hanno definito indispensabili.
Abbiamo due camere doppioni che danno entrambe la fiducia al governo e si rimpallano le leggi ostacolandosi a vicenda.
Non è meglio cambiare? Sì.
Abbiamo un’enormità di conflitti tra Stato e Regioni perché non è chiaro chi deve fare che cosa.
Non è meglio cambiare? Sì.
Abbiamo l’occasione di abolire il Cnel  e i contributi pubblici ai gruppi politici regionali e di ridurre da 945 a 730 il numero dei parlamentari.
Non è meglio farlo? Sì.
Abbiamo l’occasione di far scegliere i senatori non più da 45 milioni ma da 50 milioni di italiani dando il diritto di votare per i senatori anche a 5 milioni di ragazzi tra 18 e 25 anni che oggi non hanno questo diritto.
Non è meglio farlo? Sì.
Abbiamo l’occasione di rendere di fatto obbligatorio il coinvolgimento delle minoranze nella scelta del Presidente della Repubblica e di potenziare gli istituti di garanzia democratica come i referendum, le proposte di legge di iniziativa popolare e i diritti delle opposizioni in Parlamento.
Non è meglio farlo? Sì.
La riforma costituzionale merita di essere sostenuta.
Non è perfetta, perché nessuna riforma lo è.
Ma non vi è alcun dubbio che fa compiere all’Italia un importante passo avanti”.
DARIO PARRINI, SEGRETARIO PD TOSCANA
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1 Dicembre 2016

La ragione più importate per votare sì, di Riccardo Nocentini

locandina bastaunsiCi sono tante ragioni per votare sì al referendum, ma una su tutte é più importante del superamento del bicameralismo perfetto, dell’eliminazione degli enti inutili, della riduzione dei parlamentari e del taglio agli stipendi e ai rimborsi dei consiglieri regionali. É l’idea che l’Italia sia un paese che può ancora cambiare, che non si abbatte, quando cade si rialza ed ha il coraggio di scegliere per dare un futuro migliore ai suoi figli. Un’Italia che non si arrende alla paura, ma costruisce speranza. Un’Italia capace di fornire un alveo dove far scorrere le energie vitali delle sue imprese, dell’associazionismo sociale e culturale, di quella parte della Pubblica amministrazione che la rende  orgogliosa, come la sanità e la  scuola.
Non un’utopia, ma la volontà civica di veder funzionare lo Stato in maniera più semplice ed  efficace, senza un parlamento svuotato dai decreti legge del governo e svilito dai rimpalli tra le camere che perdono nel bosco il senso del proprio agire.
La Costituzione del ’48 che incontra la Costituzione materiale, quella della realtà effettiva delle forze politiche, economiche e sociali,  per attuare quei principi fondamentali che ancora oggi sono vivi, a maggior ragione perché  disattesi. Come un programma di azione, ideale e concreto, per superare lo scarto tra quello che è e quello che vorremmo che fosse.
Riccardo Nocentini, coordinamento Pd Toscana
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