Summit campo largo su alleanza Toscana, ‘ribadita volontà di lavorare insieme’
Riunione dei partiti del campo largo, oggi a Firenze, per fare il punto della situazione sull’alleanza progressista in Toscana. Il summit c’è stato nella sede regionale del Pd. “L’incontro di oggi tra le forze dell’alleanza progressista toscana è stato un momento importante di confronto e condivisione – si dichiara in una nota unitaria diffusa al termine dell’incontro – Ripartiamo dal lavoro che ci ha permesso di costruire una coalizione ampia, unita e vincente alle ultime elezioni regionali, con la volontà di rafforzare questo percorso e dare continuità a un progetto politico che mette al centro i bisogni delle persone, la giustizia sociale e il futuro della nostra regione”. “Abbiamo ribadito la volontà di lavorare insieme, individuando un metodo di confronto e coordinamento tra le forze politiche della coalizione, a partire dall’azione di governo della Regione Toscana – si legge ancora – L’obiettivo è valorizzare il lavoro svolto, affrontare le criticità e condividere le priorità su cui concentrare il nostro impegno, anche attraverso una verifica dei primi mesi della legislatura”. Secondo lo stesso comunicato “la Toscana ha dimostrato che un’alternativa alla destra è possibile quando si mettono davanti a tutto le cose da fare e le risposte da dare ai cittadini. È da qui che vogliamo ripartire, rafforzando il dialogo tra le forze politiche e costruendo un percorso comune anche in vista delle prossime elezioni amministrative”. “L’alleanza progressista e democratica non può essere soltanto un accordo elettorale – si conclude -, ma deve essere un progetto politico capace di parlare alla società, di stare nei territori e di affrontare concretamente i problemi delle persone. Dalla Toscana vogliamo continuare a dare il nostro contributo alla costruzione di un’alternativa credibile alla destra, fondata su valori condivisi, partecipazione e una visione comune del futuro”.
Scuola, Fossi (Pd) e Taddei (Gd): Valditara sfugge al confronto Scuola
Nelle ultime settimane la Toscana è
stata attraversata da un’importante mobilitazione studentesca,
con occupazioni in oltre trenta istituti tra Firenze e il resto
della regione. I documenti politici approvati parlano chiaro: la
questione della scuola non è scollegata dalle difficoltà
materiali delle famiglie, a partire dal caro vita”. Lo dichiarano
in una nota congiunta Emiliano FOSSI, segretario del Pd Toscana,
e Bernardo Taddei, segretario dei GD Toscana.
“Affrontare l’inizio dell’anno scolastico comporta spese
insostenibili: i libri costano tra i 200 e i 300 euro, e per chi
entra in prima superiore la spesa complessiva tocca i 1.000-1.200
euro. Di fronte a questo disagio reale, che accomuna studenti e
lavoratori, lo Stato si dimostra assente sugli investimenti ma
presente solo con la repressione in piazza, come accaduto a
Bologna. Al Festival delle Regioni il ministro Valditara ha
dichiarato di dialogare con gli organismi rappresentativi e non
con le piazze, sostenendo di aver visto le consulte; eppure le
presidenti e i presidenti delle consulte toscane lo hanno
apertamente smentito. Con chi parla davvero il ministro?
Rinchiuso nella sua torre d’avorio, sceglie di delegittimare sia
il dissenso sia le forme elette di rappresentanza, ricalcando
l’atteggiamento della presidente Meloni contro chi sciopera
rimettendoci parte del salario” spiegano FOSSI e Taddei.
“Le scelte dell’esecutivo certificano una totale assenza di
visione democratica per l’istruzione: sono previsti tagli per
centinaia di milioni alla scuola pubblica nei prossimi anni a
fronte di bonus fino a 1.500 euro destinati alle paritarie. Si
agitano bandiere propagandistiche, come il tetto al 30% per gli
alunni con background migratorio, anziché porre l’unico vero
limite necessario: non più di 20 alunni per classe contro il
sovraffollamento. Ridurre a quattro anni gli istituti tecnici
svilisce l’istruzione a mero avviamento al lavoro, negando la
formazione di cittadini critici e consapevoli” aggiungono i
segretari dem.
“Parlare di ‘merito’ senza garantire a tutti la stessa linea di
partenza è una finzione. Questo dicastero sta diventando il
ministero dell’ordine e della punizione: dalla restaurazione del
voto in condotta alla linea securitaria che abbassa
l’imputabilità per i minori, il Governo considera i giovani una
generazione da reprimere e silenziare, non una risorsa su cui
investire” concludono Fossi e Taddei.
Fossi (Pd) ‘Toscana affianchi Campania e Puglia nella battaglia alla Consulta’
“La scelta delle Regioni Campania e Puglia di contrastare il percorso sull’autonomia differenziata davanti alla Corte costituzionale è molto importante e va sostenuta con convinzione. Siamo convinti che anche la Toscana debba fare la propria parte”. Lo dichiara in una nota Emiliano Fossi, deputato e segretario del Pd della Toscana. “Condividiamo e raccogliamo l’appello rivolto dalla rete La Via Maestra al presidente Eugenio Giani – aggiunge -. La Toscana ha già dimostrato la propria contrarietà all’autonomia differenziata e riteniamo importante che continui a farlo, affiancando Campania e Puglia anche nelle iniziative davanti alla Consulta. È una battaglia fondamentale per difendere l’uguaglianza dei diritti di tutte le cittadine e di tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione in cui vivono”.
PRESIDIO CIA MONTECITORIO: PIENA SOLIDARIETA’ DAI PARLAMENTARI PD TOSCANI
“esprimiamo pieno sostegno alla mobilitazione della cia e alle richieste degli agricoltori, che sono a montecitorio per denunciare una situazione sempre piu’ difficile. la proposta europea sulla futura politica agricola comune, con risorse ferme a circa 294 miliardi di euro e un taglio di quasi il 30 per cento alla riserva di crisi, rischia di indebolire un settore strategico per la sicurezza alimentare, l’economia e la tenuta dei territori”. lo si legge in un comunicato congiunto dei deputati e senatori dem eletti in toscana, emiliano FOSSI, marco SIMIANI, simona BONAFE’, federico GIANASSI, marco FURFARO, christian DI SANZO, laura BOLDRINI, arturo SCOTTO, dario PARRINI, silvio FRANCESCHELLI e ylenia ZAMBITO al termine dell’incontro con la delegazione parlamentare toscana – informa il comunicato – dedicato alle criticita’ del comparto agricolo svoltosi a roma.
Agricoltura: Pd Toscana, no ai tagli Pac, servono risorse per imprese e contro caro-gasolio
“Esprimiamo pieno sostegno alla mobilitazione della Cia e alle richieste degli agricoltori, che anche oggi sono a Montecitorio per denunciare una situazione sempre più difficile. La proposta europea sulla futura Politica agricola comune, con risorse ferme a circa 294 miliardi di euro e un taglio di quasi il 30 per cento alla riserva di crisi, rischia di indebolire un settore strategico per la sicurezza alimentare, l’economia e la tenuta dei territori”: è quanto riporta una nota congiunta dei deputati e senatori Dem Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Christian Di Sanzo, Laura Boldrini, Arturo Scotto, Dario Parrini, Silvio Franceschelli e Ylenia Zambito al termine dell’incontro con la delegazione parlamentare toscana, dedicato alle criticità del comparto agricolo svolta oggi martedì 20 ottobre a Roma.
“Anche in Toscana le imprese agricole devono fare i conti con l’aumento dei costi di produzione, a partire dal gasolio, e con margini sempre più ridotti. Servono interventi concreti per sostenere i redditi degli agricoltori, contenere il caro-carburanti e garantire risorse adeguate per affrontare le crisi. Non possiamo chiedere alle aziende di produrre cibo di qualità, tutelare il paesaggio e presidiare le aree rurali, lasciandole sole davanti a costi crescenti e incertezze. Il nostro impegno è quello di portare queste istanze nelle sedi parlamentari e nel confronto con il governo, sostenendo le richieste delle organizzazioni agricole. La Pac deve essere rafforzata, non ridimensionata: difendere l’agricoltura significa tutelare il lavoro, la sovranità alimentare e il futuro delle nostre comunità: risorse adeguate e misure efficaci”: conclude la nota.
Morte David Rossi, Pd: Commissione non può essere piegata a show business
“Esprimiamo forte perplessità per la
gestione del presidente Vinci: prima la fuga di notizie
riservate, di cui non conosciamo l’origine e sulla quale non ci
risulta sia stata aperta un’istruttoria, poi la diffusione
televisiva di nomi e responsabilità ancora da verificare. A ciò
si aggiunge la partecipazione dello stesso presidente alla
trasmissione che aveva diffuso quelle informazioni, sollevando
interrogativi sul rispetto della riservatezza e delle regole
istituzionali. La gestione della Commissione ha esorbitato
andando ben oltre le competenze istituzionali. La Commissione non
può trasformarsi in un tribunale né trasformare ipotesi in
sentenze. Gli elementi acquisiti devono essere trasmessi alle
procure competenti per le verifiche del caso, senza anticipazioni
mediatiche che rischiano di compromettere il corretto
accertamento dei fatti. La ricerca della verità su David Rossi
richiede rigore e rispetto istituzionale, non può piegarsi alle
regole dello show business. Chiediamo quindi che venga fatta
piena chiarezza sulla fuga di notizie e su quanto accaduto, oltre
che sulle modalità di conduzione dei lavori”. Lo dichiarano i
componenti del Pd nella Commissione d’inchiesta sul caso David
Rossi, Marco Lacarra, Emiliano Fossi e Andrea Rossi che
sottolineano: “Il problema non è impedire alla Commissione di
indagare. Il problema è capire come debba farlo un’istituzione
parlamentare quando si trova davanti ad accuse tanto gravi. Se le
ipotesi indicate fossero fondate, l’esposizione mediatica
preventiva delle persone chiamate in causa potrebbe
comprometterne l’accertamento, favorendo allontanamenti, versioni
concordate o la dispersione di elementi utili. Se invece quelle
ipotesi non trovassero riscontro, avremmo esposto persone
identificabili a un’accusa pubblica capace di produrre
conseguenze difficilmente riparabili. In entrambi i casi, sarebbe
stato più prudente mantenere gli elementi acquisiti nel loro
alveo istituzionale, trasmetterli alle procure competenti (come
accaduto in situazioni simili durante la prima commissione
d’inchiesta guidata dal presidente Zanettin) e lasciare alla
magistratura il compito di verificarli con gli strumenti e le
garanzie previste dalla legge. La trasmissione degli atti
all’autorità giudiziaria non rendeva inevitabile la contestuale
esposizione mediatica dei nomi”.
FOSSI (PD), ‘BASTA STRAGI, LA VITA NON E’ UN COSTO DA TAGLIARE’
Nessun lavoro vale una vita. Non
possiamo più considerare la sicurezza nei cantieri una variabile
accessoria o una voce di bilancio su cui risparmiare. Quella dei
morti sul lavoro è una drammatica emergenza nazionale di fronte
alla quale la Toscana non intende rassegnarsi né restare in
silenzio”. Lo afferma Emiliano FOSSI, deputato e segretario del
Pd della Toscana, in occasione del presidio di oggi a Firenze
convocato a seguito dell’incidente costato la vita ad Ayoub
Abourabil, operaio in servizio al cantiere Tav.
“La presenza di tantissimi esponenti del Partito democratico
al presidio – ha detto FOSSI – è un atto di vicinanza e dolore
verso i cari di Ayoub, ma anche una presa di posizione politica
netta: serve un cambio di passo immediato e radicale. Chiediamo
con forza più controlli sul campo, un potenziamento concreto
degli ispettori e una vigilanza rigorosa lungo tutta la filiera
e la catena dei subappalti, dove troppo spesso le tutele si
disperdono. Non bastano le dichiarazioni di principio: occorrono
risorse certe per la prevenzione, normative più stringenti e
sanzioni severissime contro chi calpesta le regole e mette a
repentaglio la pelle di chi lavora”.
FOSSI, ‘DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE UN PARTITO UNITO E IN TRINCEA’
”Dall’Assemblea nazionale di oggi
esce un Partito Democratico coeso e compatto come non mai, pronto a
combattere fino in fondo la battaglia elettorale. Non partiamo da
zero: abbiamo un programma politico nato dal fuoco delle lotte
condotte in questi tre anni sui territori e a livello nazionale.
Grazie alla guida e alla visione di Elly Schlein, il Pd ha impresso
una svolta radicale al proprio baricentro progressista, ritrovando
un’identità forte, netta e finalmente riconoscibile.” Lo dichiara il
deputato Emiliano FOSSI, segretario del Pd Toscana, a margine
dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico.
”La priorità politica non è più rinviabile: dobbiamo scardinare alla
radice quel modello economico e capitalistico che negli ultimi decenni
ha generato disuguaglianze e precarietà. Questa è la nostra sfida
storica e non ci tireremo indietro: serve una forza d’urto politica
capace di trasformare radicalmente il Paese e restituire dignità ai
lavoratori e alle comunità,” aggiunge FOSSI. ”Come Pd Toscana siamo
fieri di essere in prima linea in questo percorso di riscatto: lo
dimostrano le nostre leggi coraggiose, le battaglie di piazza, l’unità
nei fatti e le vittorie schiaccianti alle europee, alle regionali e
nei comuni. Un lavoro di resistenza e proposta che è stato il vero
motore per la costruzione del campo progressista nella nostra
regione”.
”L’Assemblea di oggi ci consegna una comunità politica determinata,
forte e senza paura. Il percorso fatto finora è la nostra rampa di
lancio: andiamo all’attacco per costruire un’alternativa di governo
popolare, radicale e vincente per l’Italia”, conclude Fossi.
“MORTE NEL CANTIERE TAV È TRAGEDIA TERRIBILE” FOSSI
‘Un ragazzo di appena 31 anni ha
perso la vita mentre lavorava nel cantiere dell’Alta Velocità a
Firenze, un altro è rimasto ferito. Una tragedia terribile, che
colpisce profondamente tutta la nostra comunità. Alla famiglia, ai
colleghi e ai suoi cari va il mio cordoglio e la vicinanza di tutto il
Partito Democratico della Toscana. Sarà necessario fare piena luce
sulla dinamica dell’incidente e accertare ogni eventuale
responsabilità. Ma una cosa è certa: non possiamo continuare ad
assistere a morti sul lavoro come se fossero una tragica fatalità
inevitabile”. Lo dichiara Emiliano Fossi, segretario del Pd Toscana.
”La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta della
politica, non un tema da evocare soltanto dopo ogni tragedia. Servono
più controlli, più ispettori, investimenti nella prevenzione e
responsabilità precise lungo tutta la filiera degli appalti. Il
governo Meloni deve smetterla di rispondere a questa emergenza con
annunci e dichiarazioni di circostanza: occorrono risorse, norme
efficaci e interventi concreti. La politica ha il dovere di garantire
che ogni persona possa tornare a casa viva dopo una giornata di
lavoro. Ogni morte rappresenta una sconfitta per le istituzioni e per
l’intero Paese. E non possiamo più permettercelo” conclude Fossi.
FAMIGLIE, FOSSI (PD): CRISI DRAMMATICA, ISTAT CERTIFICA FALLIMENTO MELONI
“I dati Istat fotografano una situazione drammatica per le famiglie italiane e certificano il fallimento delle politiche economiche del governo Meloni. Nel secondo trimestre del 2026 il potere d’acquisto è diminuito dello 0,9%, mentre la spesa per consumi è cresciuta dell’1,7%, a fronte di un aumento del reddito disponibile limitato allo 0,4%. La propensione al risparmio è scesa al 6,7%, perdendo 1,2 punti in un solo trimestre. E nel 2025 quasi tre famiglie su dieci, il 29,4%, hanno dichiarato di aver ridotto la spesa alimentare, acquistando meno cibo o prodotti di qualità inferiore. Numeri che raccontano una realtà allarmante: sempre più italiani faticano a sostenere le spese quotidiane e sono costretti a rinunciare anche a beni essenziali”. È quanto dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi commentando la relazione illustrata dal presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026.“Le disuguaglianze territoriali restano profonde: la spesa media mensile delle famiglie nel Nord-est raggiunge i 3.087 euro, contro i 2.215 euro del Sud, con una differenza di 872 euro. A livello nazionale, la spesa media si ferma a 2.782 euro, appena l’1% in più rispetto al 2024, mentre si è arrestato il recupero delle retribuzioni rispetto all’inflazione: nel 2026 la crescita prevista dei salari contrattuali è del 2,5%, contro un’inflazione acquisita del 3%. È il bilancio fallimentare del governo Meloni: dopo anni di promesse, le famiglie hanno meno potere d’acquisto, risparmiano sempre meno e faticano a permettersi persino la spesa alimentare. Altro che successi economici: i dati ufficiali smentiscono la narrazione del governo e dimostrano quanto le sue politiche siano lontane dai problemi reali degli italiani”, conclude.
