18 Novembre 2011

Martini: “Lega allergica alla coesione territoriale”

L’intervento di Claudio Martini, responsabile Forum Enti Locali del Pd, pubblicato su l’Unità, venerdì 18 novembre 2011.

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Pmi, un nuovo Patto sociale dell’economia toscana

Le piccole e medie imprese sono state al centro della Conferenza regionale del Pd “Lavoro autonomo, micro e piccola impresa”, che si è svolta a Empoli venerdì 18 novembre, e a cui ha preso parte anche il responsabile nazionale Economia e Lavoro del Partito Democratico Stefano Fassina.

Oltre cento i presenti e quasi trenta gli interventi dei tanti imprenditori, commercianti e rappresentanti di categorie che hanno portato al confronto di tutti problematiche e proposte da mettere sul piatto per sostenere le pmi, la vera ossatura del nostro sistema produttivo.

Oltre a Fassina, hanno preso parte all’iniziativa il segretario e il responsabile Economia regionale del Pd Andrea Manciulli e Ivan Ferrucci, il capogruppo in consiglio regionale Vittorio Bugli, l’assessore alle attività produttive della Regione Toscana Gianfranco Simoncini, il senatore Achille Passoni, la segretaria empolese del Pd Brenda Barnini e il sindaco Luciana Cappelli, che ha fatto i saluti iniziali.

“Con questa conferenza sul lavoro autonomo, micro e piccola impresa continuiamo il nostro percorso nel mondo economico toscano – ha detto Ivan Ferrucci introducendo l’iniziativa – e lo facciamo con la consapevolezza che di Pmi è fatto il 98% del nostro tessuto produttivo. La forza della nostra economia è nei distretti, nelle eccellenze e nelle esperienze, che hanno fatto crescere il Paese. Il Pd vuole impegnarsi su questo sempre di più favorendo politiche in loro sostegno, ed è un nuovo patto sociale con tutte le forze economiche e produttive che sia punto di riferimento per uscire dalla crisi quello che proponiamo a tutto il sistema-toscana”.

“L’impresa toscana deve crescere per superare la crisi e affrontare la concorrenza globale. È con questo obiettivo – ha iniziato il suo intervento Andrea Manciulli – che sono stati pensati gli ultimi tre Piani Regionali di Sviluppo, perché occorre favorire l’investimento e chi ha investito in passato, per aiutare chi è in mezzo al guado a superare la fase critica e risalire la china. Ci confrontiamo con chi produce e investe perché vogliamo interpretare al meglio questa nuova fase di concretezza e di rilancio del paese di cui c’è bisogno”.

“Il Pd – ha detto Stefano Fassina – è impegnato per una svolta in questo paese, per una ricostruzione economica, morale e sociale. Il lavoro autonomo, la piccola e la micro impresa sono il cuore di questa ricostruzione e quindi il nostro impegno è per approvare rapidamente una riforma del fisco, della pubblica amministrazione, misure di sostegno al credito per i più piccoli. Sappiamo bene che la pmi e i lavoratori autonomi sono in grandissima sofferenza, e soltanto se loro ripartono l’Italia ce la farà”.

“L’impegno che la regione porta avanti nei confronti della piccola impresa – ha ricordato l’assessore Gianfranco Simoncini – sostanzialmente persegue tre obiettivi. Uno è quello di favorire processi di aggregazione perchè abbiamo consapevolezza che con la dimensione attuale che hanno le imprese toscane, se non trovano sinergie rischiano di essere spazzate via nella competizione globale. Inoltre stiamo lavorando molto per valorizzare lo strumento delle reti d’imprese e stiamo cercando di mettere a disposizione delle aziende un sistema di trasferimento tecnologico che permetta loro di fare un salto di qualità. E, da ultimo, forte è l’impegno sul fronte del credito. Come Regione Toscana abbiamo il fondo rotativo che va avanti e stiamo lavorando per garantire l’accesso ai fondi di liquidità e investimenti: dall’inizio del prossimo anno il fondo rotativo verrà finanziato con altri 60 milioni di euro. Crediti, quindi, a tassi vicini allo zero, per imprese che fanno investimenti per aiutare il rilancio”.

“In Toscana abbiamo un impianto di norme su innovazione, competitività, internazionalizzazione e sostegno nei momenti difficoltà alle imprese che è stato realizzato proprio per favorirle: sappiamo infatti che il rilancio dell’economia o passa dal sistema delle piccole-medie imprese o non c’è” ha detto Vittorio Bugli. “Abbiamo messo in campo normative – ha continuato – per sveltire tutti gli investimenti e anche sbloccare le opere ferme, cerchiamo di rimettere in moto le infrastrutture con project financing, si tratta di fare quelle cose che servono con decisione perché non possiamo rimanere fermi e l’impegno del Pd e in regione in questo senso è massimo”.

“Questo territorio – ha detto il segretario del Pd dell’empolese-valdelsa Brenda Barnini – ha da dire molto, sia in termini di storia , tradizione, ma anche in termini di sviluppo industriale. L’empolese valdelsa è da sempre uno dei luoghi a maggior densità di piccole e medie imprese e negli ultimi anni penso abbiano saputo fare un salto di qualità dal punto di vista dell’innovazione. E abbiamo deciso di ospitare la conferenza dentro la sede dell’Agenzia per lo sviluppo perché è uno strumento particolare del nostro territorio che tiene insieme tutte le categorie, tutta la parte privata ma anche i comuni dell’empolese valdelsa: è un po’ il luogo in cui le politiche pubbliche cercano di incontrare le esigenze delle imprese”.

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Pmi, un nuovo Patto sociale dell’economia toscana

Le piccole e medie imprese sono state al centro della Conferenza regionale del Pd “Lavoro autonomo, micro e piccola impresa”, che si è svolta a Empoli venerdì 18 novembre, e a cui ha preso parte anche il responsabile nazionale Economia e Lavoro del Partito Democratico Stefano Fassina.

Oltre cento i presenti e quasi trenta gli interventi dei tanti imprenditori, commercianti e rappresentanti di categorie che hanno portato al confronto di tutti problematiche e proposte da mettere sul piatto per sostenere le pmi, la vera ossatura del nostro sistema produttivo.

Oltre a Fassina, hanno preso parte all’iniziativa il segretario e il responsabile Economia regionale del Pd Andrea Manciulli e Ivan Ferrucci, il capogruppo in consiglio regionale Vittorio Bugli, l’assessore alle attività produttive della Regione Toscana Gianfranco Simoncini, il senatore Achille Passoni, la segretaria empolese del Pd Brenda Barnini e il sindaco Luciana Cappelli, che ha fatto i saluti iniziali.

“Con questa conferenza sul lavoro autonomo, micro e piccola impresa continuiamo il nostro percorso nel mondo economico toscano – ha detto Ivan Ferrucci introducendo l’iniziativa – e lo facciamo con la consapevolezza che di Pmi è fatto il 98% del nostro tessuto produttivo. La forza della nostra economia è nei distretti, nelle eccellenze e nelle esperienze, che hanno fatto crescere il Paese. Il Pd vuole impegnarsi su questo sempre di più favorendo politiche in loro sostegno, ed è un nuovo patto sociale con tutte le forze economiche e produttive che sia punto di riferimento per uscire dalla crisi quello che proponiamo a tutto il sistema-toscana”.

“L’impresa toscana deve crescere per superare la crisi e affrontare la concorrenza globale. È con questo obiettivo – ha iniziato il suo intervento Andrea Manciulli – che sono stati pensati gli ultimi tre Piani Regionali di Sviluppo, perché occorre favorire l’investimento e chi ha investito in passato, per aiutare chi è in mezzo al guado a superare la fase critica e risalire la china. Ci confrontiamo con chi produce e investe perché vogliamo interpretare al meglio questa nuova fase di concretezza e di rilancio del paese di cui c’è bisogno”.

“Il Pd – ha detto Stefano Fassina – è impegnato per una svolta in questo paese, per una ricostruzione economica, morale e sociale. Il lavoro autonomo, la piccola e la micro impresa sono il cuore di questa ricostruzione e quindi il nostro impegno è per approvare rapidamente una riforma del fisco, della pubblica amministrazione, misure di sostegno al credito per i più piccoli. Sappiamo bene che la pmi e i lavoratori autonomi sono in grandissima sofferenza, e soltanto se loro ripartono l’Italia ce la farà”.

“L’impegno che la regione porta avanti nei confronti della piccola impresa – ha ricordato l’assessore Gianfranco Simoncini – sostanzialmente persegue tre obiettivi. Uno è quello di favorire processi di aggregazione perchè abbiamo consapevolezza che con la dimensione attuale che hanno le imprese toscane, se non trovano sinergie rischiano di essere spazzate via nella competizione globale. Inoltre stiamo lavorando molto per valorizzare lo strumento delle reti d’imprese e stiamo cercando di mettere a disposizione delle aziende un sistema di trasferimento tecnologico che permetta loro di fare un salto di qualità. E, da ultimo, forte è l’impegno sul fronte del credito. Come Regione Toscana abbiamo il fondo rotativo che va avanti e stiamo lavorando per garantire l’accesso ai fondi di liquidità e investimenti: dall’inizio del prossimo anno il fondo rotativo verrà finanziato con altri 60 milioni di euro. Crediti, quindi, a tassi vicini allo zero, per imprese che fanno investimenti per aiutare il rilancio”.

“In Toscana abbiamo un impianto di norme su innovazione, competitività, internazionalizzazione e sostegno nei momenti difficoltà alle imprese che è stato realizzato proprio per favorirle: sappiamo infatti che il rilancio dell’economia o passa dal sistema delle piccole-medie imprese o non c’è” ha detto Vittorio Bugli. “Abbiamo messo in campo normative – ha continuato – per sveltire tutti gli investimenti e anche sbloccare le opere ferme, cerchiamo di rimettere in moto le infrastrutture con project financing, si tratta di fare quelle cose che servono con decisione perché non possiamo rimanere fermi e l’impegno del Pd e in regione in questo senso è massimo”.

“Questo territorio – ha detto il segretario del Pd dell’empolese-valdelsa Brenda Barnini – ha da dire molto, sia in termini di storia , tradizione, ma anche in termini di sviluppo industriale. L’empolese valdelsa è da sempre uno dei luoghi a maggior densità di piccole e medie imprese e negli ultimi anni penso abbiano saputo fare un salto di qualità dal punto di vista dell’innovazione. E abbiamo deciso di ospitare la conferenza dentro la sede dell’Agenzia per lo sviluppo perché è uno strumento particolare del nostro territorio che tiene insieme tutte le categorie, tutta la parte privata ma anche i comuni dell’empolese valdelsa: è un po’ il luogo in cui le politiche pubbliche cercano di incontrare le esigenze delle imprese”.

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Lucchini, chiesto incontro con ministro Passera
Preoccupazione per stop altoforno

Non sarà un Natale facile per i lavoratori della Lucchini. Il 24 dicembre l’altoforno dell’acciaieria si spegnerà e le duemila tute blu andranno in cassa integrazione. Il Pd della Toscana chiede un incontro urgente con il neo ministro allo Sviluppo per salvare il secondo polo siderurgico d’Italia.

Ad annunciare lo stop è stata una breve nota dell’azienda in cui si spiega che l’altoforno rimarrà inattivo fino al 18 gennaio e che la scelta di  spegnerlo ha a che vedere con  motivi industriali e commerciali (gli ordini scarseggiano) e non con il piano di ristrutturazione attualmente in fase di definizione. Ma i timori per la sorte dei lavoratori e dello stabilimento di Piombino  rimangono, anche perchè dal 15 dicembre 400 operai  andranno già in cig indipendentemente dallo stop del forno.

La notizia arriva a pochi giorni di distanza dallo sciopero generale del settore siderurgico e dalla grande manifestazione che martedì 15 novembre ha portato nelle strade di Piombino oltre 4mila persone – i cittadini al fianco dei lavoratori – all’insegna dello slogan “Sciopero oggi per lavorare domani”.

Fortemente preoccupato è il Pd della Toscana, che chiede con urgenza l’intervento del nuovo governo e un incontro con il neo ministro allo Sviluppo Passera.  “Siamo molto preoccupati per la scelta di spegnere l’altoforno e per l’aggravarsi della situazione dell’azienda. La cassa integrazione per 2.200 lavoratori e’ un duro colpo per tutta la Val di Cornia e la Toscana”, commentano il segretario del Pd toscano Andrea Manciulli, il responsabile Lavoro Ivan Ferrucci, e il consigliere regionale Matteo Tortolini.

“Auspichiamo che quanto prima – continuano – il nuovo ministro incontri i vertici dell’azienda, le rappresentanze sindacali e le istituzioni, e apra subito il Tavolo nazionale sulla siderurgia come chiesto dall’assessore regionale Simoncini. La Lucchini e le acciaierie di Piombino sono il secondo principale polo siderurgico del Paese e come tale la questione è nazionale: è una realtà industriale determinante per il tessuto economico non solo piombinese e toscano ma anche per quello italiano. Per questo deve essere difeso il ciclo integrato e per essere competitivo servono, ad esempio, investimenti nelle infrastrutture nella zona. Non abbiamo molto tempo. Occorre che il nuovo Governo a differenza del passato si interessi subito di questa grave crisi: i lavoratori non devono pagare gli errori di altri e il nostro Paese deve rimanere nella siderurgia, non c’e’ una politica economica efficace se abbandoniamo settori industriali importanti come questo”.

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Lucchini, chiesto incontro con ministro Passera
Preoccupazione per stop altoforno

Non sarà un Natale facile per i lavoratori della Lucchini. Il 24 dicembre l’altoforno dell’acciaieria si spegnerà e le duemila tute blu andranno in cassa integrazione. Il Pd della Toscana chiede un incontro urgente con il neo ministro allo Sviluppo per salvare il secondo polo siderurgico d’Italia.

Ad annunciare lo stop è stata una breve nota dell’azienda in cui si spiega che l’altoforno rimarrà inattivo fino al 18 gennaio e che la scelta di  spegnerlo ha a che vedere con  motivi industriali e commerciali (gli ordini scarseggiano) e non con il piano di ristrutturazione attualmente in fase di definizione. Ma i timori per la sorte dei lavoratori e dello stabilimento di Piombino  rimangono, anche perchè dal 15 dicembre 400 operai  andranno già in cig indipendentemente dallo stop del forno.

La notizia arriva a pochi giorni di distanza dallo sciopero generale del settore siderurgico e dalla grande manifestazione che martedì 15 novembre ha portato nelle strade di Piombino oltre 4mila persone – i cittadini al fianco dei lavoratori – all’insegna dello slogan “Sciopero oggi per lavorare domani”.

Fortemente preoccupato è il Pd della Toscana, che chiede con urgenza l’intervento del nuovo governo e un incontro con il neo ministro allo Sviluppo Passera.  “Siamo molto preoccupati per la scelta di spegnere l’altoforno e per l’aggravarsi della situazione dell’azienda. La cassa integrazione per 2.200 lavoratori e’ un duro colpo per tutta la Val di Cornia e la Toscana”, commentano il segretario del Pd toscano Andrea Manciulli, il responsabile Lavoro Ivan Ferrucci, e il consigliere regionale Matteo Tortolini.

“Auspichiamo che quanto prima – continuano – il nuovo ministro incontri i vertici dell’azienda, le rappresentanze sindacali e le istituzioni, e apra subito il Tavolo nazionale sulla siderurgia come chiesto dall’assessore regionale Simoncini. La Lucchini e le acciaierie di Piombino sono il secondo principale polo siderurgico del Paese e come tale la questione è nazionale: è una realtà industriale determinante per il tessuto economico non solo piombinese e toscano ma anche per quello italiano. Per questo deve essere difeso il ciclo integrato e per essere competitivo servono, ad esempio, investimenti nelle infrastrutture nella zona. Non abbiamo molto tempo. Occorre che il nuovo Governo a differenza del passato si interessi subito di questa grave crisi: i lavoratori non devono pagare gli errori di altri e il nostro Paese deve rimanere nella siderurgia, non c’e’ una politica economica efficace se abbandoniamo settori industriali importanti come questo”.

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17 Novembre 2011

Il PD lancia gli Stati Generali della Cultura
“La crescita dell’Italia riparte anche da qui”

Artisti, responsabili delle istituzioni culturali e politici: tutti intorno ad un tavolo per fare il punto sulla cultura in Toscana. Il PD lancia gli Stati Generali della cultura: sabato 19 novembre alla Casa della creatività di Firenze, dalle 9.30 alle 17.30, si confronteranno operatori del settore e amministratori come la sovrintendente del Maggio Francesca Colombo, l’assessore regionale Cristina Scaletti, l’ex direttore dei beni culturali Mario Lolli Ghetti, il presidente dell’Ort Claudio Martini, lo scrittore Edoardo Nesi, l’assessore senese Lucia Cresti (la città è candidata a capitale della cultura nel 2019), il presidente del Festival Puccini Paolo Spadaccini, la senatrice Vittoria Franco, il presidente del teatro La Pergola Marco Giorgetti, la presidente della Fondazione Toscana Spettacolo Beatrice Magnolfi.

“La cultura – dice il segretario del PD toscano Andrea Manciulli – non e’ spreco, inutilità o privilegio come propagandato in questi anni, bensì una risorsa per la crescita del Paese, una consapevolezza che in Toscana abbiamo profondamente radicata. Ora con il nuovo governo ripartiamo dall’esigenza di ricostruire un tessuto favorevole al rilancio delle nostre eccellenze, in un rapporto costruttivo con Regione ed enti locali”.

E Andrea Marcucci, responsabile Cultura dei Democratici toscani, aggiunge: “L’incontro del 19 novembre serve a preparare una proposta costruttiva di gestione dei beni culturali. Serve una maggiore presenza dei privati, con la defiscalizzazione degli investimenti e la semplificazione delle erogazioni liberali. Un sistema che contribuirebbe anche a risolvere molte situazioni delicate in Toscana, a partire dal Maggio Fiorentino”.

Ad aprire i lavori sabato mattina tre tavole rotonde su beni culturali, rapporto con i privati e politiche regionali. Nel pomeriggio invece gli interventi dello scrittore Edoardo Nesi, Marco Giorgetti, Stefania Ippoliti e Cesare Bindi. Dalle 15 alle 17 il dibattito con i contributi dei responsabili cultura del PD delle province toscane e a concludere le relazioni di Marcucci, Manciulli e del presidente della Regione Enrico Rossi.

“La Toscana – dice il presidente della commissione Cultura della Regione – è il luogo dove si potrà misurare l’inversione delle politiche nazionali. Dalle fondazioni liriche ai musei, per arrivare all’Accademia della Crusca, in questi anni con Tremonti abbiamo sofferto la follia dei tagli lineari. Il Pd, anche con l’iniziativa di sabato, punta a riscrivere i fondamentali”.

Prima dell’incontro alla Casa della creatività, in Toscana si sono svolte sei convention provinciali (Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Arezzo e Versilia), mentre gli Stati Generali della cultura si concluderanno a Roma con una grande assemblea nazionale che si terrà il 3 ed il 4 dicembre.

Il Programma in PDF

 

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Il PD lancia gli Stati Generali della Cultura
“La crescita dell’Italia riparte anche da qui”

Artisti, responsabili delle istituzioni culturali e politici: tutti intorno ad un tavolo per fare il punto sulla cultura in Toscana. Il PD lancia gli Stati Generali della cultura: sabato 19 novembre alla Casa della creatività di Firenze, dalle 9.30 alle 17.30, si confronteranno operatori del settore e amministratori come la sovrintendente del Maggio Francesca Colombo, l’assessore regionale Cristina Scaletti, l’ex direttore dei beni culturali Mario Lolli Ghetti, il presidente dell’Ort Claudio Martini, lo scrittore Edoardo Nesi, l’assessore senese Lucia Cresti (la città è candidata a capitale della cultura nel 2019), il presidente del Festival Puccini Paolo Spadaccini, la senatrice Vittoria Franco, il presidente del teatro La Pergola Marco Giorgetti, la presidente della Fondazione Toscana Spettacolo Beatrice Magnolfi.

“La cultura – dice il segretario del PD toscano Andrea Manciulli – non e’ spreco, inutilità o privilegio come propagandato in questi anni, bensì una risorsa per la crescita del Paese, una consapevolezza che in Toscana abbiamo profondamente radicata. Ora con il nuovo governo ripartiamo dall’esigenza di ricostruire un tessuto favorevole al rilancio delle nostre eccellenze, in un rapporto costruttivo con Regione ed enti locali”.

E Andrea Marcucci, responsabile Cultura dei Democratici toscani, aggiunge: “L’incontro del 19 novembre serve a preparare una proposta costruttiva di gestione dei beni culturali. Serve una maggiore presenza dei privati, con la defiscalizzazione degli investimenti e la semplificazione delle erogazioni liberali. Un sistema che contribuirebbe anche a risolvere molte situazioni delicate in Toscana, a partire dal Maggio Fiorentino”.

Ad aprire i lavori sabato mattina tre tavole rotonde su beni culturali, rapporto con i privati e politiche regionali. Nel pomeriggio invece gli interventi dello scrittore Edoardo Nesi, Marco Giorgetti, Stefania Ippoliti e Cesare Bindi. Dalle 15 alle 17 il dibattito con i contributi dei responsabili cultura del PD delle province toscane e a concludere le relazioni di Marcucci, Manciulli e del presidente della Regione Enrico Rossi.

“La Toscana – dice il presidente della commissione Cultura della Regione – è il luogo dove si potrà misurare l’inversione delle politiche nazionali. Dalle fondazioni liriche ai musei, per arrivare all’Accademia della Crusca, in questi anni con Tremonti abbiamo sofferto la follia dei tagli lineari. Il Pd, anche con l’iniziativa di sabato, punta a riscrivere i fondamentali”.

Prima dell’incontro alla Casa della creatività, in Toscana si sono svolte sei convention provinciali (Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Arezzo e Versilia), mentre gli Stati Generali della cultura si concluderanno a Roma con una grande assemblea nazionale che si terrà il 3 ed il 4 dicembre.

Il Programma in PDF

 

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Sabato gli Stati Generali della cultura
Con operatori, Manciulli, Marcucci e Rossi

Il Partito Democratico fa il punto sulla cultura in Toscana a 360 gradi. E lo fa con un incontro pubblico, che si terrà a Firenze sabato 19 novembre alla Casa della creatività (dalle 9.30 alle 17.30) che metterà a confronto amministratori, artisti ed operatori delle principali istituzioni toscane. Tra loro la sovrintendente del Maggio Francesca Colombo, l’assessore regionale Cristina Scaletti, l’ex direttore dei beni culturali Mario Lolli Ghetti, il presidente dell’Ort Claudio Martini, lo scrittore Edoardo Nesi, l’assessore senese (la città è candidata a capitale della cultura nel 2019) Lucia Cresti, il presidente del Festival Puccini Paolo Spadaccini, la senatrice Vittoria Franco, il presidente del teatro La Pergola Marco Giorgetti, la presidente della Fondazione Toscana Spettacolo Beatrice Magnolfi.
A presentare gli “stati generali della cultura” oggi, nel corso di una conferenza stampa, sono intervenuti il segretario toscano del Pd, Andrea Manciulli e Nicola Danti, presidente della commissione cultura in consiglio regionale. Trattenuto invece a Roma, per il voto di fiducia al nuovo Governo, il senatore Andrea Marcucci, responsabile regionale del settore.

La cultura non e’ spreco, inutilità o privilegio come propagandato in questi anni, bensì una risorsa per la crescita del Paese – ha detto Manciulli -, una consapevolezza che in Toscana abbiamo profondamente radicata. Ora con il nuovo governo ripartiamo dall’esigenza di ricostruire un tessuto favorevole al rilancio delle nostre eccellenze, in un rapporto costruttivo con Regione ed enti locali”.
Per Andrea Marcucci “l’incontro di sabato serve a preparare una proposta costruttiva di gestione dei beni culturali. Serve una maggiore presenza dei privati, con la defiscalizzazione degli investimenti e la semplificazione delle erogazioni liberali. Un sistema che contribuirebbe anche a risolvere molte situazioni delicate in Toscana, a partire dal Maggio Fiorentino”.

Ad aprire i lavori sabato mattina tre tavole rotonde su: beni culturali, rapporto con i privati e politiche regionali. Nel pomeriggio invece gli interventi di Edoardo Nesi, Marco Giorgetti, Stefania Ippoliti e Cesare Bindi. Dalle 15 alle 17 il dibattito con i contributi dei responsabili cultura del Pd delle province toscane e a concludere le relazioni di Andrea Marcucci, Andrea Manciulli ed Enrico Rossi.
La Toscana è il luogo dove si potrà misurare l’inversione delle politiche nazionali – ha spiegato Nicola Danti -. Dalle fondazioni liriche ai musei, per arrivare all’Accademia della Crusca, in questi anni con Tremonti abbiamo sofferto la follia dei tagli lineari. Il Pd, anche con l’iniziativa di sabato, punta a riscrivere i fondamentali”.

Prima dell’incontro alla Casa della creatività, in Toscana si sono svolte sei convention provinciali (Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Arezzo e Versilia) mentre gli stati generali della cultura si concluderanno a Roma con una grande assemblea nazionale che si terrà il 3 ed il 4 dicembre.

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Gd Toscana: “Diritti allo studio, diritto al futuro!”

Intervento dei Giovani Democratici della Toscana in occasione della Giornata internazionale del diritto allo studio.
Pubblicato giovedì 17 novembre su l’Unità – Toscana, pag I.

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Gd Toscana: “Diritti allo studio, diritto al futuro!”

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Pubblicato giovedì 17 novembre su l’Unità – Toscana, pag I.

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