22 Novembre 2011

Ad Arezzo prime pietre della ricostruzione
Grande successo per la manifestazione del Pd

Un’Italia da ricostruire col lavoro e il confronto quotidiano e costante fra politica e cittadini, fra amministratori e realtà sociale. E’ un PD attivo e aperto quello che si candida a essere la forza politica più credibile per il Governo del Paese e fa questo ripartendo dai territori, dalle comunità locali, dall’incontro con le persone. Ad Arezzo questo “esperimento” di nuova politica funziona ed è stato sorprendente, ieri sera, il successo raccolto dalla manifestazione promossa dal Coordinamento Provinciale alla Borsa Merci a cui ha partecipato l’on. Paolo Gentiloni. Erano presenti tantissimi militanti, rappresentanti istituzionali, tanti cittadini ed esponenti del mondo del lavoro, delle associazioni e della parte più vitale della nostro tessuto sociale. Tutti insieme per porre insieme le prime pietre della ricostruzione.
Dopo l’introduzione del segretario provinciale Marco Meacci si sono susseguiti interventi volti a offrire un quadro, ovviamente parziale, della realtà sociale e produttiva aretina. Sul palco sono saliti il delegato RSU della Beltrame Antonio Fascetto, il responsabile produzione di Power-One Luciano Raviola, la delegata PD per le politiche di genere Erika Falsini, il responsabile dell’Osservatorio Caritas Andrea Dalla Verde, il sindaco Maurizio Seri, membro della consulta dei piccoli Comuni di ANCI.
Esperienze dirette e proposte utili per una prima analisi della situazione nel mondo del lavoro e dell’impresa, degli effetti della crisi sulle categorie più esposte al disagio sociale, delle difficoltà crescenti per gli enti locali.
“Abbiamo creduto molto in questa iniziativa e siamo stati ripagati”, dichiara Marco Meacci. “Siamo convinti che il PD in questa cruciale fase di svolta non possa giocare un ruolo di secondo piano. Essenziale è la concretezza. Tanto c’è da fare, per l’Italia e anche per la nostra realtà locale: tanto potrà e dovrà fare la politica nazionale, ma sta anche a noi dare il buon esempio, a tutti i livelli. Iniziamo a fissare le priorità: veniamo da un anno di grande impegno e grandi risultati, ma il lavoro vero inizia adesso. Pensiamo prima di tutto alla coesione sociale, al lavoro, al rilancio occupazionale, al sostegno ai giovani e al loro spirito di iniziativa, alle politiche culturali, alla scuola. Ma lavoriamo anche per una politica che si riavvicini alla gente. Opportuno, come abbiamo detto ieri sera, un ridimensionamento dei costi e dei privilegi, la riduzione di tanti inutili orpelli e burocrazie, ma bisogna andare a colpire dove c’è reale necessità, non penalizzando gli enti locali. Serve poi una nuova legge elettorale nazionale che ci auguriamo figuri nell’agenda politica del nuovo governo: se non dovesse arrivare saremo noi a proporre nel 2013 le primarie. La grande voglia di rinnovamento, di impegno civile per un’Italia migliore che si respira in questi giorni è un grande tesoro che non va disperso”.

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Ad Arezzo prime pietre della ricostruzione
Grande successo per la manifestazione del Pd

Un’Italia da ricostruire col lavoro e il confronto quotidiano e costante fra politica e cittadini, fra amministratori e realtà sociale. E’ un PD attivo e aperto quello che si candida a essere la forza politica più credibile per il Governo del Paese e fa questo ripartendo dai territori, dalle comunità locali, dall’incontro con le persone. Ad Arezzo questo “esperimento” di nuova politica funziona ed è stato sorprendente, ieri sera, il successo raccolto dalla manifestazione promossa dal Coordinamento Provinciale alla Borsa Merci a cui ha partecipato l’on. Paolo Gentiloni. Erano presenti tantissimi militanti, rappresentanti istituzionali, tanti cittadini ed esponenti del mondo del lavoro, delle associazioni e della parte più vitale della nostro tessuto sociale. Tutti insieme per porre insieme le prime pietre della ricostruzione.
Dopo l’introduzione del segretario provinciale Marco Meacci si sono susseguiti interventi volti a offrire un quadro, ovviamente parziale, della realtà sociale e produttiva aretina. Sul palco sono saliti il delegato RSU della Beltrame Antonio Fascetto, il responsabile produzione di Power-One Luciano Raviola, la delegata PD per le politiche di genere Erika Falsini, il responsabile dell’Osservatorio Caritas Andrea Dalla Verde, il sindaco Maurizio Seri, membro della consulta dei piccoli Comuni di ANCI.
Esperienze dirette e proposte utili per una prima analisi della situazione nel mondo del lavoro e dell’impresa, degli effetti della crisi sulle categorie più esposte al disagio sociale, delle difficoltà crescenti per gli enti locali.
“Abbiamo creduto molto in questa iniziativa e siamo stati ripagati”, dichiara Marco Meacci. “Siamo convinti che il PD in questa cruciale fase di svolta non possa giocare un ruolo di secondo piano. Essenziale è la concretezza. Tanto c’è da fare, per l’Italia e anche per la nostra realtà locale: tanto potrà e dovrà fare la politica nazionale, ma sta anche a noi dare il buon esempio, a tutti i livelli. Iniziamo a fissare le priorità: veniamo da un anno di grande impegno e grandi risultati, ma il lavoro vero inizia adesso. Pensiamo prima di tutto alla coesione sociale, al lavoro, al rilancio occupazionale, al sostegno ai giovani e al loro spirito di iniziativa, alle politiche culturali, alla scuola. Ma lavoriamo anche per una politica che si riavvicini alla gente. Opportuno, come abbiamo detto ieri sera, un ridimensionamento dei costi e dei privilegi, la riduzione di tanti inutili orpelli e burocrazie, ma bisogna andare a colpire dove c’è reale necessità, non penalizzando gli enti locali. Serve poi una nuova legge elettorale nazionale che ci auguriamo figuri nell’agenda politica del nuovo governo: se non dovesse arrivare saremo noi a proporre nel 2013 le primarie. La grande voglia di rinnovamento, di impegno civile per un’Italia migliore che si respira in questi giorni è un grande tesoro che non va disperso”.

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Ente CRF, Mazzei nuovo presidente
Gli auguri di buon lavoro di Manciulli

“A Jacopo Mazzei congratulazioni e auguri per questo nuovo incarico. L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze rappresenta un punto di riferimento importante per la realizzazione di opere e progetti in tanti campi della nella società, un’istituzione prestigiosa che da oggi ha una nuova guida e a cui facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro”.
Così il segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli rivolge le congratulazioni a Jacopo Mazzei dopo l’elezione a Presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze avvenuta oggi.

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21 Novembre 2011

Manciulli: «Bene Monti, ma ora
dal Pd spinta per l’equità»

Intervista al segretario regionale del Pd,  Andrea Manciulli,
pubblicata su l’Unità – Toscana,  domenica 20 novembre 2011.

 

«Bene Monti, ma ora dal Pd spinta per l’equità».
Il segretario Pd chiede al neoministro Passera
un incontro con le istituzioni toscane per Lucchini e Breda:
«Serve riavviare una vera politica industriale».

di Vladimiro Frulletti.

“Ora il Pd spinga per l’equità». Il segretario dei democratici toscani, Andrea Manciulli promuove il nuovo Governo, ma lo mette subito alla prova chiedendo che il neo ministro convochi subito un incontro con le istituzioni toscane sulle vertenze Lucchini e Breda.
Cosa chiede al Governo?
«Vista la qualità del ministro allo sviluppo economico ci aspettiamo molto sul rilancio delle politiche industriali per venire incontro alle difficoltà delle piccole e medie imprese toscane e per risolvere le vicende di alcune grandi aziende a cominciare dalla Lucchini, dove è stato chiuso l’alto forno per mancanza di ordini, e dalla Breda che rientra nella complicata partita Finmeccanica. Chiediamo un incontro fra istituzioni toscane e Governo perché la nuova fase deve partire proprio dalla centralità del lavoro e dello sviluppo che sono gli unici elementi che possono rilanciare la crescita del Paese».
Ma intanto lei che idea s’è fatto del Governo Monti?
“Il primo effetto positivo è che c’è un altro stile. Sta facendo vedere che un altro modo di governare e possibile».
Quale altro modo?
«Monti entra nel merito delle cose. Dopo anni di battute e toni superficiali è evidente la crescita culturale e di orizzonte. È un punto fondamentale perché per risollevare Paese c’è da togliere la politica dalla palude in cui berlusconismo l’ha fatta sprofondare. Finalmente possiamo confrontarci sui contenuti».
Delle proposte del nuovo Governo quali trova più convincenti?
«Mi piace il fatto che non parli solo di risanamento ma anche di crescita. E dopo anni in cui si è negato che c’era la crisi, salta agli occhi anche l’estrema franchezza. E poi apprezzo fortemente la volontà di coesione che Monti ha espresso. Perché in questi anni c’è stato approccio ideologico ai problemi che ha impedito di trovare soluzioni».
E sulle scelte concrete?
«Mi piace l’idea della patrimoniale e l’approccio costruttivo che ha assunto sulle pensioni e il lavoro. La priorità è liberare risorse da destinare alle nuove generazioni che sono la parte produttiva del Paese, se non riusciremo a tutelare queste non aiuteremo nemmeno le altre».
Sul lavoro di Monti accoglie le tesi di Ichino su cui però non tutto il Pd è d’accordo. E lei?
«Che l’impostazione di Monti sia liberale si sa, ma mi pare propenso al dialogo e a trovare soluzioni condivise. Del resto il ruolo del Pd dovrà essere, appunto, quello di far vivere con forza una dimensione sociale».
Che vuol dire?
«Che si debbano fare cose non gradevoli lo sappiamo tutto, ma se si parte dal presupposto che sarà l’equità la bussola di queste scelte tutto sarà più semplice. Dovranno pagare soprattutto quelli che possono permetterselo. Chi ha di più deve dare di più. E il Pd dovrà svolgere questo compito, dare questa spinta all’ equità».
Resta il fatto che ci sono misure che il Governo dovrà prendere che rischiano di farvi perdere voti.
«Quando le cose si fanno seriamente con equità e esercitando nell’interesse dei cittadini il principio di responsabilità il consenso non si perde. Gli italiani sanno che alcuni sacrifici vanno fatti e sanno che il governo Berlusconi, che come uno struzzo ha messo la testa sotto la sabbia per non vedere problemi, ha fatto deteriorare ulteriormente la situazione. In Toscana oggi la sanità pubblica e il sistema sociale funzionano. Sono il nostro fiore a occhiello. Ma sono il frutto di riforme fatte attraverso scelte non sempre gradevoli nell’immediato. C’è da tornare a un’idea di politica in cui non si insegue consenso a breve, ma si risolvono i problemi della gente. C’è da guardare oltre le mode e il vento. I sondaggi dicevano che l’80% dei tedeschi era contrario a comprare titoli di Stato italiani. Se il governo Merkel avesse guardato ai sondaggi noi oggi saremmo al disastro. Invece ha guardato al futuro dell’Europa e si è assunta quella responsabilità. Questa è politica».
Al Pd e Bersani non conveniva andare alle elezioni?
«Bersani ha dimostrato di essere un uomo di Stato perché un partito come il nostro deve sempre anteporre il Paese a qualsiasi convenienza di parte. Questa generosità farà crescere il nostro consenso e radicamento. Ma il più grande merito è di Napolitano che con forza e tempestività ha ridato ruolo a istituzioni e senso Stato».
Anche l’Europa è parecchio malata.
«L’epicentro di questa crisi è proprio il tema dell’Europa politica e del rapporto fra politica e economia. Il 9 dicembre discuteremo di questo con Martin Schulz e numerosi esponenti dell’economia e della politica europea».
Ma non dovreste riflettere anche sul ruolo del mercato?
«La sfida è come la democrazia può tornare a essere motore dello sviluppo perché è evidente che il mercato come regolatore di democrazia non è sufficiente. Ed è chiaro anche che uno dei grandi slogan di questi anni nel quale in troppi hanno creduto, e cioè che ci vuole meno politica, sia profondamente sbagliato. Italia e Europa torneranno a crescere quando oltre allo sviluppo si saranno capaci di rilegittimare ruolo della politica e delle istituzioni».

 

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Manciulli: «Bene Monti, ma ora
dal Pd spinta per l’equità»

Intervista al segretario regionale del Pd,  Andrea Manciulli,
pubblicata su l’Unità – Toscana,  domenica 20 novembre 2011.

 

«Bene Monti, ma ora dal Pd spinta per l’equità».
Il segretario Pd chiede al neoministro Passera
un incontro con le istituzioni toscane per Lucchini e Breda:
«Serve riavviare una vera politica industriale».

di Vladimiro Frulletti.

“Ora il Pd spinga per l’equità». Il segretario dei democratici toscani, Andrea Manciulli promuove il nuovo Governo, ma lo mette subito alla prova chiedendo che il neo ministro convochi subito un incontro con le istituzioni toscane sulle vertenze Lucchini e Breda.
Cosa chiede al Governo?
«Vista la qualità del ministro allo sviluppo economico ci aspettiamo molto sul rilancio delle politiche industriali per venire incontro alle difficoltà delle piccole e medie imprese toscane e per risolvere le vicende di alcune grandi aziende a cominciare dalla Lucchini, dove è stato chiuso l’alto forno per mancanza di ordini, e dalla Breda che rientra nella complicata partita Finmeccanica. Chiediamo un incontro fra istituzioni toscane e Governo perché la nuova fase deve partire proprio dalla centralità del lavoro e dello sviluppo che sono gli unici elementi che possono rilanciare la crescita del Paese».
Ma intanto lei che idea s’è fatto del Governo Monti?
“Il primo effetto positivo è che c’è un altro stile. Sta facendo vedere che un altro modo di governare e possibile».
Quale altro modo?
«Monti entra nel merito delle cose. Dopo anni di battute e toni superficiali è evidente la crescita culturale e di orizzonte. È un punto fondamentale perché per risollevare Paese c’è da togliere la politica dalla palude in cui berlusconismo l’ha fatta sprofondare. Finalmente possiamo confrontarci sui contenuti».
Delle proposte del nuovo Governo quali trova più convincenti?
«Mi piace il fatto che non parli solo di risanamento ma anche di crescita. E dopo anni in cui si è negato che c’era la crisi, salta agli occhi anche l’estrema franchezza. E poi apprezzo fortemente la volontà di coesione che Monti ha espresso. Perché in questi anni c’è stato approccio ideologico ai problemi che ha impedito di trovare soluzioni».
E sulle scelte concrete?
«Mi piace l’idea della patrimoniale e l’approccio costruttivo che ha assunto sulle pensioni e il lavoro. La priorità è liberare risorse da destinare alle nuove generazioni che sono la parte produttiva del Paese, se non riusciremo a tutelare queste non aiuteremo nemmeno le altre».
Sul lavoro di Monti accoglie le tesi di Ichino su cui però non tutto il Pd è d’accordo. E lei?
«Che l’impostazione di Monti sia liberale si sa, ma mi pare propenso al dialogo e a trovare soluzioni condivise. Del resto il ruolo del Pd dovrà essere, appunto, quello di far vivere con forza una dimensione sociale».
Che vuol dire?
«Che si debbano fare cose non gradevoli lo sappiamo tutto, ma se si parte dal presupposto che sarà l’equità la bussola di queste scelte tutto sarà più semplice. Dovranno pagare soprattutto quelli che possono permetterselo. Chi ha di più deve dare di più. E il Pd dovrà svolgere questo compito, dare questa spinta all’ equità».
Resta il fatto che ci sono misure che il Governo dovrà prendere che rischiano di farvi perdere voti.
«Quando le cose si fanno seriamente con equità e esercitando nell’interesse dei cittadini il principio di responsabilità il consenso non si perde. Gli italiani sanno che alcuni sacrifici vanno fatti e sanno che il governo Berlusconi, che come uno struzzo ha messo la testa sotto la sabbia per non vedere problemi, ha fatto deteriorare ulteriormente la situazione. In Toscana oggi la sanità pubblica e il sistema sociale funzionano. Sono il nostro fiore a occhiello. Ma sono il frutto di riforme fatte attraverso scelte non sempre gradevoli nell’immediato. C’è da tornare a un’idea di politica in cui non si insegue consenso a breve, ma si risolvono i problemi della gente. C’è da guardare oltre le mode e il vento. I sondaggi dicevano che l’80% dei tedeschi era contrario a comprare titoli di Stato italiani. Se il governo Merkel avesse guardato ai sondaggi noi oggi saremmo al disastro. Invece ha guardato al futuro dell’Europa e si è assunta quella responsabilità. Questa è politica».
Al Pd e Bersani non conveniva andare alle elezioni?
«Bersani ha dimostrato di essere un uomo di Stato perché un partito come il nostro deve sempre anteporre il Paese a qualsiasi convenienza di parte. Questa generosità farà crescere il nostro consenso e radicamento. Ma il più grande merito è di Napolitano che con forza e tempestività ha ridato ruolo a istituzioni e senso Stato».
Anche l’Europa è parecchio malata.
«L’epicentro di questa crisi è proprio il tema dell’Europa politica e del rapporto fra politica e economia. Il 9 dicembre discuteremo di questo con Martin Schulz e numerosi esponenti dell’economia e della politica europea».
Ma non dovreste riflettere anche sul ruolo del mercato?
«La sfida è come la democrazia può tornare a essere motore dello sviluppo perché è evidente che il mercato come regolatore di democrazia non è sufficiente. Ed è chiaro anche che uno dei grandi slogan di questi anni nel quale in troppi hanno creduto, e cioè che ci vuole meno politica, sia profondamente sbagliato. Italia e Europa torneranno a crescere quando oltre allo sviluppo si saranno capaci di rilegittimare ruolo della politica e delle istituzioni».

 

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19 Novembre 2011

Cultura, le idee del Pd Toscana
agli Stati Generali

“Defiscalizzazione degli investimentimenti privati in cultura, una legge ordinaria per l’Accademia della Crusca, fondi del Fus su base triennale”.

Sono  solo alcune delle proposte emerse dagli Stati Generali della Cultura organizzati dal Pd della Toscana, che si sono svolti sabato 19 novembre alla Casa della Creatività a Firenze.

E’ stata l’occasione per un confronto a 360 gradi sui temi della cultura tra gli operatori del settore, gli amministratori e anche tanti  appassionati.

A presentare le proposte del Pd sono stati Andrea Manciulli, segretario dei democratici toscani, il senatore Andrea Marcucci, responsabile del settore Cultura, e Nicola Danti, presidente della Commissione cultura del Consiglio regionale.

“Al nuovo governo chiediamo di chiudere le partite rimaste aperte in Toscana – hanno detto Manciulli e Danti- dal completamento del finanziamento per il Parco della Musica alla legge per la Crusca. Si deve passare dalla follia dei tagli lineari ad una qualificazione della spesa pubblica culturale”.

Secondo il senatore Andrea Marcucci “Non possiamo però fare affidamento solo sui soldi pubblici. Per aiutare il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival Puccini e le nostre istituzioni culturali-ha proseguito il parlamentare- dobbiamo far approvare una normativa che stabilisca un credito di imposta per le aziende che investono in cultura. La prossima settimana depositerò in Senato una proposta di legge in tal senso. Ultima questione riguarda i criteri di assegnazione del Fus, per dare equilibrio e certezze- ha concluso Marcucci- ai nostri teatri e alle nostre compagnie, chiederemo al nuovo ministro Ornaghi di prevederne l’ assegnazione su base triennale“.

Il segretario Manciulli ha ricordato come da troppo tempo “la Toscana sia seduta sul suo passato”. “La cultura – ha aggiunto nell’intervento conclusivo – non può essere solo commentata. Va fatta vivere, va fatta vivere nella coscienza collettiva e anche nelle nostre città, che richiedono oggi una trasformazione contemporanea“.

Agli Stati Generali hanno preso parte tra gli altri la sovrintendente del Maggio Musicale Francesca Colombo (“Abbiamo chiuso – ha spiegato – un accordo storico con i sindacati ma il governo deve darci gli strumenti per aumentare produttività e flessibilità) , l’ assessore regionale Cristina Scaletti( “Nel 2012 – ha commentato – la Regione Toscana avrà in bilancio per la cultura la stessa cifra prevista nell’anno in corso”), il direttore del Festival Puccini Franco Moretti, la senatrice Vittoria Franco ed il presidente dell’Ort Claudio Martini.

Ad aprire i lavori sono stati la senatrice del Pd Vittoria Franco e Marco Lolli Ghetti, ex direttore dei Beni culturali, che ha ricordato la carenza di personale e il blocco delle assunzioni e che negli ultimi anno hanno mandato in sofferenza le Soprintendenze. Poi è stata la volta di Libero Rossi, sindacalista della Cgil e membro del Consiglio superiore dei Beni culturali, che ha illustrato il “bollettino” provocato da dieci anni di tagli lineari alla cultura: dal 2001 ad esempio sono costati il posto di lavoro a ben 8.200 persone del Mibac. Pietro Celli, presidente dell’associazione “Le ragioni del restauro” ha ricordato che il “patrimonio da tutelare non è solo quello materiale, perchè parimenti prezioso è quello umano, composto dagli operatori specializzati”. Al centro del suo intervento il disegno di legge sulla figura e lo status dei restauratori, “già presentato e da approvare in tempi brevi”. Con un invito a riappropriarci delle cultura, “valore aggiunto per tutto il territorio”, Alessandro Capocchi della Fondazione Campus ha chiuso la prima tavola rotonda.

La seconda, sul “Crollo dei finanziamenti pubblici”, si apre con una riflessione della sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Francesca Colombo, che si rivolge ai privati e li invita a considerare “gli sponsor come investimenti veri e propri”. I tagli mettono a rischio la prossima stagione del Teatro Puccini. E il presidente della Fondazione di Torre del Lago, Paolo Spadaccini, suona l’allarme. “Sono necessari dei criteri oggettivi rapportati ai risultati per la definizione dei finanziamenti” afferma.

Paolo Marcesini, direttore Memo grandi magazzini culturali dà qualche numero: “La cultura – spiega – porta al Pil 68 miliardi di euro all’anno, pari al 4,9% del Pil, e a 1.400.000 occupati, il 5,7% del totale in Italia”. Ma il “costo del mantenimento del patrimonio culturale – aggiunge – è invece inferiore ai 9 miliardi di euro annui”.Presente anche Manrico Ferrucci della Fondazione Teatro Verdi di Pisa, città, spiega, “prima in Italia per investimenti pro capite nel teatro”. Ferrucci invita a investire sui patrimoni regionali con una sorta di federalismo culturale. Chiude la seconda tavola rotonda Andrea Milani del Pd Siena. La successiva si apre con gli interventi di Luca Dini, della Fondazione Teatro di Pontedera, e di Beatrice Magnolfi, presidente della Fondazione Toscana Spettacolo.

Marco Giorgetti, del teatro La Pergola, chiede più “attenzione ai giovani”. Claudio Martini, presidente dell’Ort, elogia la Toscana, “consapevole dell’importanza del patrimonio culturale” ma lamenta lo “scarso intervento dei privati, per cui rimane indipensabile l’investimento pubblico”. In tempi di tagli, serve “un nuovo equilibrio fra risorse pubbliche e private, altrimenti è impossibile effettuare programmazioni di lungo periodo”. Chiude la mattinata di lavori l’assessore regionale alla Cultura Cristina Scaletti che, buona nuova, riconferma i finanziamenti della Regione Toscana per le politiche culturali anche per il 2012.

Durante il Case History si susseguono gli interventi di Stefania Ippoliti, di Cesare Bindi e Alessandro Formichella del Pd Prato (che invita a non considerare la creatività come mero prodotto culturale al servizio del turismo). Poi è la volta di Leonardo Bieber del Pd fiorentino che ribadisce la necessità di “tempi certi e regole chiare per l’erogazione dei finanziamenti pubblici degli enti locali alla cultura”. Il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, e Carla Lassini del Pd di Arezzo raccontano l’esperienza degli Stati Generali della Cultura nelle due città. Intanto si alternano gli interventi di Alessandro Agostinelli del Festival del Viaggio, Adalgisa Mazza del Pd della Versilia e Carlo Cortesi del Pd Pistoia.

Il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, porta all’attenzione la delicata situazione del Parco della Pace di Sant’Anna di Stazzema, messo a rischio dai tagli del governo Berlusconi. “Occorre difenderlo con forza – è il suo impegno -. Ogni anno registra 70mila presenze, metà delle quali composte da studenti e un quarto da visitatori stranieri”. Sarebbe un oltraggio chiudere i battenti a uno dei luoghi più significativi della Storia e della Memoria del Paese.

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Cultura, le idee del Pd Toscana
agli Stati Generali

“Defiscalizzazione degli investimentimenti privati in cultura, una legge ordinaria per l’Accademia della Crusca, fondi del Fus su base triennale”.

Sono  solo alcune delle proposte emerse dagli Stati Generali della Cultura organizzati dal Pd della Toscana, che si sono svolti sabato 19 novembre alla Casa della Creatività a Firenze.

E’ stata l’occasione per un confronto a 360 gradi sui temi della cultura tra gli operatori del settore, gli amministratori e anche tanti  appassionati.

A presentare le proposte del Pd sono stati Andrea Manciulli, segretario dei democratici toscani, il senatore Andrea Marcucci, responsabile del settore Cultura, e Nicola Danti, presidente della Commissione cultura del Consiglio regionale.

“Al nuovo governo chiediamo di chiudere le partite rimaste aperte in Toscana – hanno detto Manciulli e Danti- dal completamento del finanziamento per il Parco della Musica alla legge per la Crusca. Si deve passare dalla follia dei tagli lineari ad una qualificazione della spesa pubblica culturale”.

Secondo il senatore Andrea Marcucci “Non possiamo però fare affidamento solo sui soldi pubblici. Per aiutare il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival Puccini e le nostre istituzioni culturali-ha proseguito il parlamentare- dobbiamo far approvare una normativa che stabilisca un credito di imposta per le aziende che investono in cultura. La prossima settimana depositerò in Senato una proposta di legge in tal senso. Ultima questione riguarda i criteri di assegnazione del Fus, per dare equilibrio e certezze- ha concluso Marcucci- ai nostri teatri e alle nostre compagnie, chiederemo al nuovo ministro Ornaghi di prevederne l’ assegnazione su base triennale“.

Il segretario Manciulli ha ricordato come da troppo tempo “la Toscana sia seduta sul suo passato”. “La cultura – ha aggiunto nell’intervento conclusivo – non può essere solo commentata. Va fatta vivere, va fatta vivere nella coscienza collettiva e anche nelle nostre città, che richiedono oggi una trasformazione contemporanea“.

Agli Stati Generali hanno preso parte tra gli altri la sovrintendente del Maggio Musicale Francesca Colombo (“Abbiamo chiuso – ha spiegato – un accordo storico con i sindacati ma il governo deve darci gli strumenti per aumentare produttività e flessibilità) , l’ assessore regionale Cristina Scaletti( “Nel 2012 – ha commentato – la Regione Toscana avrà in bilancio per la cultura la stessa cifra prevista nell’anno in corso”), il direttore del Festival Puccini Franco Moretti, la senatrice Vittoria Franco ed il presidente dell’Ort Claudio Martini.

Ad aprire i lavori sono stati la senatrice del Pd Vittoria Franco e Marco Lolli Ghetti, ex direttore dei Beni culturali, che ha ricordato la carenza di personale e il blocco delle assunzioni e che negli ultimi anno hanno mandato in sofferenza le Soprintendenze. Poi è stata la volta di Libero Rossi, sindacalista della Cgil e membro del Consiglio superiore dei Beni culturali, che ha illustrato il “bollettino” provocato da dieci anni di tagli lineari alla cultura: dal 2001 ad esempio sono costati il posto di lavoro a ben 8.200 persone del Mibac. Pietro Celli, presidente dell’associazione “Le ragioni del restauro” ha ricordato che il “patrimonio da tutelare non è solo quello materiale, perchè parimenti prezioso è quello umano, composto dagli operatori specializzati”. Al centro del suo intervento il disegno di legge sulla figura e lo status dei restauratori, “già presentato e da approvare in tempi brevi”. Con un invito a riappropriarci delle cultura, “valore aggiunto per tutto il territorio”, Alessandro Capocchi della Fondazione Campus ha chiuso la prima tavola rotonda.

La seconda, sul “Crollo dei finanziamenti pubblici”, si apre con una riflessione della sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Francesca Colombo, che si rivolge ai privati e li invita a considerare “gli sponsor come investimenti veri e propri”. I tagli mettono a rischio la prossima stagione del Teatro Puccini. E il presidente della Fondazione di Torre del Lago, Paolo Spadaccini, suona l’allarme. “Sono necessari dei criteri oggettivi rapportati ai risultati per la definizione dei finanziamenti” afferma.

Paolo Marcesini, direttore Memo grandi magazzini culturali dà qualche numero: “La cultura – spiega – porta al Pil 68 miliardi di euro all’anno, pari al 4,9% del Pil, e a 1.400.000 occupati, il 5,7% del totale in Italia”. Ma il “costo del mantenimento del patrimonio culturale – aggiunge – è invece inferiore ai 9 miliardi di euro annui”.Presente anche Manrico Ferrucci della Fondazione Teatro Verdi di Pisa, città, spiega, “prima in Italia per investimenti pro capite nel teatro”. Ferrucci invita a investire sui patrimoni regionali con una sorta di federalismo culturale. Chiude la seconda tavola rotonda Andrea Milani del Pd Siena. La successiva si apre con gli interventi di Luca Dini, della Fondazione Teatro di Pontedera, e di Beatrice Magnolfi, presidente della Fondazione Toscana Spettacolo.

Marco Giorgetti, del teatro La Pergola, chiede più “attenzione ai giovani”. Claudio Martini, presidente dell’Ort, elogia la Toscana, “consapevole dell’importanza del patrimonio culturale” ma lamenta lo “scarso intervento dei privati, per cui rimane indipensabile l’investimento pubblico”. In tempi di tagli, serve “un nuovo equilibrio fra risorse pubbliche e private, altrimenti è impossibile effettuare programmazioni di lungo periodo”. Chiude la mattinata di lavori l’assessore regionale alla Cultura Cristina Scaletti che, buona nuova, riconferma i finanziamenti della Regione Toscana per le politiche culturali anche per il 2012.

Durante il Case History si susseguono gli interventi di Stefania Ippoliti, di Cesare Bindi e Alessandro Formichella del Pd Prato (che invita a non considerare la creatività come mero prodotto culturale al servizio del turismo). Poi è la volta di Leonardo Bieber del Pd fiorentino che ribadisce la necessità di “tempi certi e regole chiare per l’erogazione dei finanziamenti pubblici degli enti locali alla cultura”. Il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, e Carla Lassini del Pd di Arezzo raccontano l’esperienza degli Stati Generali della Cultura nelle due città. Intanto si alternano gli interventi di Alessandro Agostinelli del Festival del Viaggio, Adalgisa Mazza del Pd della Versilia e Carlo Cortesi del Pd Pistoia.

Il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, porta all’attenzione la delicata situazione del Parco della Pace di Sant’Anna di Stazzema, messo a rischio dai tagli del governo Berlusconi. “Occorre difenderlo con forza – è il suo impegno -. Ogni anno registra 70mila presenze, metà delle quali composte da studenti e un quarto da visitatori stranieri”. Sarebbe un oltraggio chiudere i battenti a uno dei luoghi più significativi della Storia e della Memoria del Paese.

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Cultura, le proposte del Pd Toscana
al nuovo governo

“Defiscalizzazione degli investimentimenti privati in cultura, una legge ordinaria per l’Accademia della Crusca, fondi del Fus su base triennale”.

Sono le proposte emerse dagli stati generali della cultura organizzati oggi dal Pd della Toscana alla casa della creativita’ di Firenze.

A presentarle Andrea Manciulli, segretario dei democratici, il senatore Andrea Marcucci, responsabile del settore e Nicola Danti, presidente della commissione cultura del consiglio regionale.

“Al nuovo governo chiediamo di chiudere le partite rimaste aperte in Toscana – hanno detto Manciulli e Danti- dal completamento del finanziamento per il Parco della Musica alla legge per la Crusca. Si deve passare dalla follia dei tagli lineari ad una qualificazione della spesa pubblica culturale”.

Secondo il senatore Andrea Marcucci “Non possiamo però fare affidamento solo sui soldi pubblici. Per aiutare il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival Puccini e le nostre istituzioni culturali-ha proseguito il parlamentare- dobbiamo far approvare una normativa che stabilisca un credito di imposta per le aziende che investono in cultura. La prossima settimana depositerò in Senato una proposta di legge in tal senso. Ultima questione riguarda i criteri di assegnazione del Fus, per dare equilibrio e certezze- ha concluso Marcucci- ai nostri teatri e alle nostre compagnie, chiederemo al nuovo ministro Ornaghi di prevederne l’ assegnazione su base triennale“.

Nel corso dei lavori degli stati generali, sono intervenuti tra gli altri la sovrintendente del Maggio Musicale Francesca Colombo (“Abbiamo chiuso – ha spiegato –  un accordo storico con i sindacati ma il governo deve darci gli strumenti per aumentare produttività e flessibilità) , l’ assessore regionale Cristina Scaletti( “Nel 2012 – ha commentato – la Regione Toscana avrà in bilancio per la cultura la stessa cifra prevista nell’anno in corso”), il direttore del Festival Puccini Franco Moretti, la senatrice Vittoria Franco ed il presidente dell’ Ort Claudio Martini.

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Cultura, le proposte del Pd Toscana
al nuovo governo

“Defiscalizzazione degli investimentimenti privati in cultura, una legge ordinaria per l’Accademia della Crusca, fondi del Fus su base triennale”.

Sono le proposte emerse dagli stati generali della cultura organizzati oggi dal Pd della Toscana alla casa della creativita’ di Firenze.

A presentarle Andrea Manciulli, segretario dei democratici, il senatore Andrea Marcucci, responsabile del settore e Nicola Danti, presidente della commissione cultura del consiglio regionale.

“Al nuovo governo chiediamo di chiudere le partite rimaste aperte in Toscana – hanno detto Manciulli e Danti- dal completamento del finanziamento per il Parco della Musica alla legge per la Crusca. Si deve passare dalla follia dei tagli lineari ad una qualificazione della spesa pubblica culturale”.

Secondo il senatore Andrea Marcucci “Non possiamo però fare affidamento solo sui soldi pubblici. Per aiutare il Maggio Musicale Fiorentino, il Festival Puccini e le nostre istituzioni culturali-ha proseguito il parlamentare- dobbiamo far approvare una normativa che stabilisca un credito di imposta per le aziende che investono in cultura. La prossima settimana depositerò in Senato una proposta di legge in tal senso. Ultima questione riguarda i criteri di assegnazione del Fus, per dare equilibrio e certezze- ha concluso Marcucci- ai nostri teatri e alle nostre compagnie, chiederemo al nuovo ministro Ornaghi di prevederne l’ assegnazione su base triennale“.

Nel corso dei lavori degli stati generali, sono intervenuti tra gli altri la sovrintendente del Maggio Musicale Francesca Colombo (“Abbiamo chiuso – ha spiegato –  un accordo storico con i sindacati ma il governo deve darci gli strumenti per aumentare produttività e flessibilità) , l’ assessore regionale Cristina Scaletti( “Nel 2012 – ha commentato – la Regione Toscana avrà in bilancio per la cultura la stessa cifra prevista nell’anno in corso”), il direttore del Festival Puccini Franco Moretti, la senatrice Vittoria Franco ed il presidente dell’ Ort Claudio Martini.

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18 Novembre 2011

Martini: “Lega allergica alla coesione territoriale”

L’intervento di Claudio Martini, responsabile Forum Enti Locali del Pd, pubblicato su l’Unità, venerdì 18 novembre 2011.

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