Napolitano, Manciulli condanna contestazioni Bologna
“In un paese civile le proprie ragioni non possono prescindere dal rispetto, soprattutto delle istituzioni, e non possono essere permesse prevaricazioni né tantomeno atti di violenza. Le contestazioni di oggi a Bologna sono da condannare con forza per di più perché approfittano di un’occasione di riconoscimento al nostro Presidente della Repubblica, una grande figura in cui sempre di più in questi anni ogni italiano si riconosce. Crediamo che oggi l’indignazione sia quella del Paese, che trova inaccettabile una degenerazione di comportamenti verso colui che più di tutti si fa garante delle regole democratiche e che anche sui temi delle giovani generazioni ha sempre fatto sentire il suo alto richiamo alla politica”.
Così il segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli deplora le contestazioni di oggi a Bologna durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Presidente Napolitano.
Giudici di pace: “Tenere insieme
risparmio, decentramento e efficienza”
Le disposizioni di chiusura del giudice di pace di Empoli e Castelfiorentino sono iniziate con il decreto di agosto del precedente governo Berlusconi e hanno trovato continuità nel segno del risparmio della pubblica amministrazione in questi giorni. Sul tema intervengono vari esponenti del Pd Empolese Valdelsa.
«Comprendiamo la necessità di dimagrire i costi della pubblica amministrazione-dichiara Andrea Campigli, segretario Pd Empoli- ma vogliamo segnalare anche gli sforzi fatti negli anni in questo senso da parte degli enti locali, a fronte di molto poco fatto da parte dello Stato sulle sedi periferiche, come nel caso dei giudici di pace. Riteniamo opportuno ragionare in termini di risparmio soprattutto rispetto alla qualità dei servizi offerti ai cittadini e ai professionisti, e quindi riuscire a mantenere questo tipo di sedi significa in prima battuta non ingolfare gli uffici fiorentini, ma snellire le pratiche, semplificare e ridurre i tempi della giustizia che ancora oggi rappresentano il vero problema in questo ambito».
«I numeri presi a riferimento dal governo per procedere al mantenimento o alla chiusura sono quelli del quinquennio 2004 – 2009 e per il nostro territorio sono numeri inferiori rispetto agli ultimi due anni, dettati proprio da una contingenza e non da una situazione reale, quindi l’invito che noi facciamo è quello di rivedere i parametri di riferimento, considerando inoltre un ampio bacino di utenza complessivo e un territorio variegato con due distretti industriali» chiarisce Brenda Barnini, segretario territoriale.
«Sentiamo la necessità di operare in termini di riduzione dei costi, ma sentiamo anche il bisogno di ritrovare nel decentramento e nella dislocazione di funzioni l’idea di una pubblica amministrazione capace di razionalizzare e riorganizzare aumentando la vicinanza con le comunità. Proponiamo quindi di rivedere i termini dell’operazione, aggiungendo che si possono azzerare i costi delle sedi mettendo a disposizione locali propri, occupati in gran parte da archivi, come nel caso di Castelfiorentino (dove la sede è ancora l’intera palazzina della pretura assente da quindici anni) e anche riorganizzare in maniera diversa, riuscendo a garantire comunque un servizio di front office- così Sandro Bartaloni, segretario Pd Castelfiorentino che aggiunge- L’impegno che chiediamo ai sindaci è quello della disponibilità a interloquire in questi termini con il Ministero, in modo da rivedere l’intera partita della giustizia e trovare soluzioni che tengano insieme la riduzione di costi, la vicinanza ai cittadini e l’efficienza dei servizi».
Giudici di pace: “Tenere insieme
risparmio, decentramento e efficienza”
Le disposizioni di chiusura del giudice di pace di Empoli e Castelfiorentino sono iniziate con il decreto di agosto del precedente governo Berlusconi e hanno trovato continuità nel segno del risparmio della pubblica amministrazione in questi giorni. Sul tema intervengono vari esponenti del Pd Empolese Valdelsa.
«Comprendiamo la necessità di dimagrire i costi della pubblica amministrazione-dichiara Andrea Campigli, segretario Pd Empoli- ma vogliamo segnalare anche gli sforzi fatti negli anni in questo senso da parte degli enti locali, a fronte di molto poco fatto da parte dello Stato sulle sedi periferiche, come nel caso dei giudici di pace. Riteniamo opportuno ragionare in termini di risparmio soprattutto rispetto alla qualità dei servizi offerti ai cittadini e ai professionisti, e quindi riuscire a mantenere questo tipo di sedi significa in prima battuta non ingolfare gli uffici fiorentini, ma snellire le pratiche, semplificare e ridurre i tempi della giustizia che ancora oggi rappresentano il vero problema in questo ambito».
«I numeri presi a riferimento dal governo per procedere al mantenimento o alla chiusura sono quelli del quinquennio 2004 – 2009 e per il nostro territorio sono numeri inferiori rispetto agli ultimi due anni, dettati proprio da una contingenza e non da una situazione reale, quindi l’invito che noi facciamo è quello di rivedere i parametri di riferimento, considerando inoltre un ampio bacino di utenza complessivo e un territorio variegato con due distretti industriali» chiarisce Brenda Barnini, segretario territoriale.
«Sentiamo la necessità di operare in termini di riduzione dei costi, ma sentiamo anche il bisogno di ritrovare nel decentramento e nella dislocazione di funzioni l’idea di una pubblica amministrazione capace di razionalizzare e riorganizzare aumentando la vicinanza con le comunità. Proponiamo quindi di rivedere i termini dell’operazione, aggiungendo che si possono azzerare i costi delle sedi mettendo a disposizione locali propri, occupati in gran parte da archivi, come nel caso di Castelfiorentino (dove la sede è ancora l’intera palazzina della pretura assente da quindici anni) e anche riorganizzare in maniera diversa, riuscendo a garantire comunque un servizio di front office- così Sandro Bartaloni, segretario Pd Castelfiorentino che aggiunge- L’impegno che chiediamo ai sindaci è quello della disponibilità a interloquire in questi termini con il Ministero, in modo da rivedere l’intera partita della giustizia e trovare soluzioni che tengano insieme la riduzione di costi, la vicinanza ai cittadini e l’efficienza dei servizi».
Val di Cornia-Elba, il Pd lavorerà su una proposta programmatica comune
E’ stato approvato dalla riunione dei segretari di Circolo della Federazione PD Val di Cornia – Elba il regolamento della Conferenza Programmatica che si terrà a breve. Si apre il conto alla rovescia verso questo tanto importante quanto irrituale momento quando tutti, iscritti e non, saranno invitati ad esprimere la propria idea e la propria opinione: il Partito Democratico si prepara ad ascoltare e recepire le proposte di tutti i cittadini che vorranno contribuire alla costruzione di una proposta politico-programmatica del territorio, piattaforma sulla quale ci confronteremo con altre forze politiche, che ci consentirà di fare più compiutamente i conti con la crisi e con i suoi effetti sul nostro territorio.
“Per la prima volta – sottolinea il segretario PD Valerio Fabiani – la proposta programmatica su cui lavoreremo sarà la stessa, dall’Elba alla Val di Cornia, e sarà anche il frutto di una sinergia più larga con i territori limitrofi. Infatti, non a caso, questo lavoro sta suscitando anche l’interesse dei territori di Castagneto Carducci e della parte nord della Provincia di Grosseto. Su questa piattaforma ci confronteremo con forze politiche e sociali, aprendo una discussione profonda sul futuro di questa parte della Toscana che insiste tra Livorno e Grosseto, finalizzata a mettere in campo una reazione alla crisi. Il Partito Democratico si è sempre caratterizzato per l’utilizzo di strumenti di partecipazione per le candidature attraverso le primarie e, adesso, vuole farlo ancora di più utilizzando strumenti analoghi, di larga partecipazione, per definire anziché i nomi le proposte. L’intento del PD – prosegue il segretario – è quello di accorciare la distanza tra la politica e la società in un contesto di profondo cambiamento, in un clima di crisi che può rivelarsi anche una straordinaria opportunità per mettersi alla prova. Intanto, in preparazione della Conferenza Programmatica Territoriale, arrivano i primi incontri tematici: si parte il 15 febbraio con l’assessore regionale al Diritto della Salute Daniela Scaramuccia, la quale incontrerà il partito, gli amministratori ed i cittadini per mettere a fuoco il tema della sanità.
Empoli, Giovani Democratici impegnati nella campagna “L’Italia sono anch’io”
Anche i Giovani Democratici di Empoli aderiscono alla campagna nazionale “L’Italia sono anch’io” che promuove il diritto di cittadinanza per i figli di stranieri immigrati in Italia. Per questo domani, sabato 28 gennaio, dalle 16 alle 19 e sabato 4 febbraio, saranno in piazza della Vittoria a Empoli, per raccogliere le firme per questa campagna.
«L’attuale legge – dicono i Gd di Empoli – prevede che questo diritto sia riconosciuto solo una volta raggiunti i diciotto anni di età, ma è una limitazione insensata che colpisce migliaia e migliaia di ragazzi come noi, con i quali condividiamo pomeriggi di studio, ore libere, sogni e aspirazioni. Vogliamo essere tutti protagonisti attivi del futuro dell’Italia, e per questo serve l’integrazione, che non può non partire dalla parità di diritti effettiva e concreta, per riconoscere lo sforzo e l’importanza della presenza straniera in Italia. E’ grazie a questa che possiamo aprirci alla multiculturalità di un mondo in continuo cambiamento e, da un punto di vista economico, godere di un grande contributo per sconfiggere insieme la crisi».
Contestualmente ci sarà anche un volantinaggio per far conoscere il progetto della Regione Toscana Giovani sì.
Il consiglio regionale ha recentemente approvato una innovativa legge, che regolamenta i tirocini per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Questo provvedimento stabilisce in Toscana l’obbligo del rimborso spese forfettario per tutti i tirocini attivati e la previsione di un contributo da parte della Regione anche nel caso in cui l’azienda decida di assumere il tirocinante con un contratto a tempo indeterminato. Volantinaggio anche giovedì 1 febbraio dalle 10 alle 12 al mercato settimanale di Empoli.
Arezzo, via al tesseramento. Marco Meacci: “Il Pd uno sportello aperto per la comunità”


La campagna è stata presentata questa mattina, data scelta sombolicamente poichè in concomitanza con la Giornata della Memoria, presso la sede del coordinamento provinciale dal segretario Marco Meacci insieme con alcuni rappresentanti dei circoli e delle unioni comunali del territorio. Erano presenti Alessandra Guidi del Circolo Sanità, Serena Gialli di Lucignano, Mauro Bronzi di Terranuova e Andrea Lanzi di Arezzo.
“Il 2012 sarà un anno decisivo, per l’Italia e anche per il Partito Democratico”, ha dichiarato Meacci, “è quindi il momento di rafforzare il nostro impegno. La situazione di emergenza ha portato alla soluzione del governo tecnico per evitare che le politiche del centrodestra sprofondassero definitivamente nel baratro; questo però è una stadio solo provvisorio e, come detto, di emergenza. Compito del PD quello di aumentare il suo ruolo di forza del cambiamento, perno della ricostruzione democratica, per un’Italia nuova e profondamente riformata che imbocchi la strada della crescita nell’equità. Per tutto questo c’è bisogno di partecipazione e di impegno e spero che tutti coloro che credono nel nostro progetto, tutti coloro che sognano una grande riscossa civica del nostro paese si uniscano a noi in questa battaglia”.
Il tema fondante della campagna è la necessità di riavvicinare la politica alla comunità, dimostrando come il PD sia fatto di persone che lavorano con passione e dedizione al servizio della gente. “Tutto questo è straordinariamente vero anche nella nostra provincia”, continua Meacci. “Il PD non è un semplice ‘club’ riservato agli appassionati di politica: è una grande forza sociale fatta di persone animate da passione civica sincera. Nostra volontà è di renderlo sempre più forte, coinvolgendo in esso i giovani, i lavoratori, le donne e chi spera in un paese moderno e fondato su nuovi valori. Vogliamo un partito sempre più aperto e capace di dare risposte, senza nascondersi e soprattutto senza filtri, con un grande bagno di umiltà”.
Su questa linea fra le novità del 2012 la trasformazione delle sedi del Partito Democratico in veri e propri “punti di ascolto” aperti ai cittadini, con la presenza programmata di rappresentanti istituzionali, amministratori e della dirigenza provinciale.
Un’idea che rappresenta un “unicum” per ora in Italia. Proprio il segretario Meacci ha deciso di garantire uno spazio in cui incontrerà tutti i cittadini che ne faranno richiesta, sulla falsariga di un amministratore pubblico, tutti i sabati mattina dalle ore 10 alle 13 presso la sede del coordinamento provinciale PD.
Sarà possibile aderire al PD partecipando alle molte iniziative delle prossime settimane o prendendo contatto con i circoli, le unioni comunali del territorio e direttamente con il Coordinamento Provinciale.
Proprio il coordinamento provinciale predisporrà dai prossimi giorni una speciale sezione del proprio sito dedicata proprio alla campagna di tesseramento in cui saranno disponibili informazioni e i materiali sia per chi vuole iscriversi che per i circoli. E’ inoltre possibile aderire anche attraverso il web, tramite il sito nazionale del Partito Democratico.
Una luce nel buio per le donne: la mobilitazione parte dai social network
Sono 12 le donne uccise dalla violenza dall’inizio dell’anno, un numero sconcertante che ha mosso subito il movimento nazionale del Se non ora quando, promotore di fiaccolate in alcune delle principali città italiane.
Ad Arezzo l’input è stato lanciato sul web dalla parlamentare Donella Mattesini che ieri ha postato uno status sul suo profilo Facebook condiviso ed apprezzato da molti internauti “Violenza sulle donne: dal 1 gennaio sono già 12 le donne uccise in Italia. Domani “Se non ora quando” promuove in alcune città italiane, fiaccolate contro la violenza sulle donne. Ad Arezzo non è prevista. Propongo che ognuna di noi accenda nella propria casa, una luce per tutta la notte. Una luce per le donne contro la violenza. Che dite? Facciamo il passaparola? “. All’appello hanno risposto in tanti ed è stato creato un evento in cui viene richiesto di cambiare l’immagine del profilo con quella di una candela e di lasciare accesa, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 gennaio, una luce nelle abitazioni come simbolo di speranza contro la violenza. La notizia è stata rilanciata anche su Twitter e retweetta dal comitato nazionale del SNOQ “La #fiaccolata di #arezzo nasce su twitter grazie a @donemattesini”. Il tamtam ha così attirato l’attenzione dei twitteri di differenti città che hanno seguito la scia mossa sul web e provato a rilanciare l’idea anche nei rispettivi territori.
“Lo scorso anno sono state 127, una ogni tre giorni” spiega l’On. Mattesini “Un dato impressionante che deve far riflettere, basti ricordare che il femmicidio è la prima causa di morte in Italia per le donne tra i sedici ed i quarantaquattro anni e che nella maggior parte delle volte è trattato come se fosse un elemento fisiologico e inevitabile nei rapporti umani. L’impegno che voglio e vogliamo continuare a prenderci tutte insieme con “Una luce nel buio” è quello di non dimenticare perché ogni donna che subisce una violenza è una sconfitta per tutta la collettività”.
L’evento su Facebook: Una luce nel buio per le donne.
Una luce nel buio per le donne: la mobilitazione parte dai social network
Sono 12 le donne uccise dalla violenza dall’inizio dell’anno, un numero sconcertante che ha mosso subito il movimento nazionale del Se non ora quando, promotore di fiaccolate in alcune delle principali città italiane.
Ad Arezzo l’input è stato lanciato sul web dalla parlamentare Donella Mattesini che ieri ha postato uno status sul suo profilo Facebook condiviso ed apprezzato da molti internauti “Violenza sulle donne: dal 1 gennaio sono già 12 le donne uccise in Italia. Domani “Se non ora quando” promuove in alcune città italiane, fiaccolate contro la violenza sulle donne. Ad Arezzo non è prevista. Propongo che ognuna di noi accenda nella propria casa, una luce per tutta la notte. Una luce per le donne contro la violenza. Che dite? Facciamo il passaparola? “. All’appello hanno risposto in tanti ed è stato creato un evento in cui viene richiesto di cambiare l’immagine del profilo con quella di una candela e di lasciare accesa, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 gennaio, una luce nelle abitazioni come simbolo di speranza contro la violenza. La notizia è stata rilanciata anche su Twitter e retweetta dal comitato nazionale del SNOQ “La #fiaccolata di #arezzo nasce su twitter grazie a @donemattesini”. Il tamtam ha così attirato l’attenzione dei twitteri di differenti città che hanno seguito la scia mossa sul web e provato a rilanciare l’idea anche nei rispettivi territori.
“Lo scorso anno sono state 127, una ogni tre giorni” spiega l’On. Mattesini “Un dato impressionante che deve far riflettere, basti ricordare che il femmicidio è la prima causa di morte in Italia per le donne tra i sedici ed i quarantaquattro anni e che nella maggior parte delle volte è trattato come se fosse un elemento fisiologico e inevitabile nei rapporti umani. L’impegno che voglio e vogliamo continuare a prenderci tutte insieme con “Una luce nel buio” è quello di non dimenticare perché ogni donna che subisce una violenza è una sconfitta per tutta la collettività”.
L’evento su Facebook: Una luce nel buio per le donne.
Marcucci (Pd): “Biblioteca nazionale di Firenze, servono nuove assunzioni”
Roma, 26 gennaio- “La cronica carenza di personale della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze sta causando un lento ma inesorabile deterioramento dei servizi all’ampio pubblico che la frequenta. Al ministro Ornaghi chiedo di intervenire, assicurando nuove assunzioni, anche attraverso l’adozione di progetti speciali”.
Lo chiede in un interrogazione urgente il senatore Andrea Marcucci, responsabile cultura del Pd della Toscana, in merito alla sospensione della distribuzione dei libri tre pomeriggi alla settimana decisa dall’istituto, a causa del sottodimensionamento dell’organico.
“Le Biblioteche nazionali servono ancora?- si chiede il parlamentare- a mio giudizio si, ma dobbiamo renderci conto che il trend dei pensionamenti, mai rimpiazzati da nuovo personale, porta naturalmente alla fine di questi enti. A Firenze dal 1986 ad oggi, la pianta organica si è assottigliata di ben 167 dipendenti- prosegue Marcucci- per questo è necessario intervenire con urgenza. Il ministro Ornaghi si è mosso molto bene in questi due mesi di governo, spero che con il concorso di tutto il Parlamento, sia possibile individuare soluzioni concrete per Firenze”
Marcucci (Pd): “Biblioteca nazionale di Firenze, servono nuove assunzioni”
Roma, 26 gennaio- “La cronica carenza di personale della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze sta causando un lento ma inesorabile deterioramento dei servizi all’ampio pubblico che la frequenta. Al ministro Ornaghi chiedo di intervenire, assicurando nuove assunzioni, anche attraverso l’adozione di progetti speciali”.
Lo chiede in un interrogazione urgente il senatore Andrea Marcucci, responsabile cultura del Pd della Toscana, in merito alla sospensione della distribuzione dei libri tre pomeriggi alla settimana decisa dall’istituto, a causa del sottodimensionamento dell’organico.
“Le Biblioteche nazionali servono ancora?- si chiede il parlamentare- a mio giudizio si, ma dobbiamo renderci conto che il trend dei pensionamenti, mai rimpiazzati da nuovo personale, porta naturalmente alla fine di questi enti. A Firenze dal 1986 ad oggi, la pianta organica si è assottigliata di ben 167 dipendenti- prosegue Marcucci- per questo è necessario intervenire con urgenza. Il ministro Ornaghi si è mosso molto bene in questi due mesi di governo, spero che con il concorso di tutto il Parlamento, sia possibile individuare soluzioni concrete per Firenze”
