“Un’altra Europa”, a Firenze il seminario
che guarda oltre la crisi


Il seminario si snoderà su più sessioni dal pomeriggio fino alla sera e si terrà alla sala conferenze della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 26), con inizio alle 14.30 con il saluto del segretario del Pd Metropolitano di Firenze Patrizio Mecacci. Ad aprire i lavori sarà il segretario dei democratici toscani Andrea Manciulli, poi si terrà la prima sessione sulla crisi finanziaria e sul futuro dell’economia europea. A prendere la parola saranno l’eurodeputato del Pd Leonardo Domenici, il capogruppo Pd in consiglio regionale Vittorio Bugli, Massimo D’Antoni, docente presso l’Università di Siena, Emmanuel Lacresse, presidente dell’associazione “Gauche Européenne”, Alessandro Petretto, dell’Università di Firenze e il presidente del Forum Economia del PD nazionale Paolo Guerrieri, docente presso l’Università La Sapienza di Roma.
Con la relazione di Roberto Gualtieri, eurodeputato PD, su “L’Europa politica, l’Europa democratica” si aprirà la seconda sessione che vedrà, coordinati dal segretario dei Giovani Democratici toscani Andrea Giorgio, gli interventi di Raffaello Matarazzo, ricercatore I.A.I., di Miguel Maduro, dell’European University Institute e della docente fiorentina Valeria Fargion. Le conclusioni sono affidate a Claudio Martini, responsabile politiche internazionali del Pd toscano.
Dopo la cena, alle 21 ci sarà la tavola rotonda conclusiva sulle proposte dei progressisti contro la crisi con il presidente del Gruppo S&D Martin Schulz, Leonardo Domenici, il responsabile Esteri del Partito Democratico Lapo Pistelli e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. A coordinare Andrea Manciulli.
“Quanto stiamo vivendo in questi ultimi mesi – dice Andrea Manciulli presentando il seminario – ci fa vedere quanto sia necessario rilanciare il tema dell’Europa politica, sul quale il Pd deve fare la sua battaglia affinché ci sia un confronto franco e di prospettiva. Il peso dei fenomeni economici della globalizzazione ha reso evidente il disequilibrio tra la decisione democratica e la politica da una parte e i mercati dall’altra. E la sensazione che si ha è che non ci sia un luogo politico nell’Unione che possa decidere allo stesso livello della Banca centrale europea. Di sicuro occorre che gli stati investano sull’Unione Europea con una cessione vera dei poteri per andare verso un luogo politico sovranazionale forte. In che termini e con quale architettura è ciò di cui il 9 dicembre parleremo”.
“E’ più importante che mai – afferma Leonardo Domenici – costruire in Europa un punto di vista alternativo ai governi conservatori. Se dall’Italia, dalla Francia e poi dalla Germania usciranno dalle urne governi di centrosinistra, allora forse sarà possibile costruire una nuova stagione dell’Europa, una stagione che tiene conto della responsabilità dei bilanci ma al tempo stesso mette al centro una prospettiva alternativa di uscita dalla crisi, fatta di investimenti, di creazione di lavoro, di economia sostenibile e soprattutto mantenendo una coesione sociale che altrimenti rischia di essere spazzata via da questa crisi.”
“Il PD toscano affronta con grande apertura e impegno il tema Europa, certamente oggi il più importante in assoluto e quello da cui dipende il successo delle manovre di risanamento dei conti pubblici nazionali – ha detto Claudio Martini -. Non c’è oggi politica possibile, su nessun terreno, al di fuori di una chiara scelta europeista. E soprattutto in economia e sulle questioni sociali ed ambientali ciò che si decide a Bruxelles ha un valore eccezionale su ogni scelta che si fa sul territorio, anche nella dimensione regionale e comunale. Discuteremo venerdì del futuro dell’Euro e dell’esigenza di una Europa politica, unita, integrata, non solo sul piano finanziario e dei mercati ma anche su quello istituzionale, fiscale e sociale. E lo faremo dal punto di vista di una forza progressista e riformatrice, che avanza le proprie proposte per un nuovo Trattato e critica le politiche sbagliate imposte dalla Destra europea, quel mix di austerità a senso unico e di ossessione liberista che sta producendo solo recessione, disuguaglianze e tensioni sociali fortissime”.
“Siamo nella settimana decisiva per il futuro dell’Europa e dell’Eurozona – ricorda Patrizio Mecacci – . Ai progressisti europei spetta il compito di ridisegnare politiche comunitarie efficaci, dopo il fallimento delle ricette della destra italiana e franco-tedesca. E’ importante che da Firenze, città cruciale anche in altre stagioni della sinistra europea e mondiale, nasca una riflessione di questo livello su queste tematiche”.
“Questo seminario – dice Andrea Giorgio – è per noi un momento importante di formazione ed approfondimento: siamo la generazione dell’Erasmus, quelli che sono cresciuti con l’Europa e non riescono ad immaginarsi di vivere senza, ma siamo anche quelli cui spetta il compito di costruirla finalmente, per cancellare la pesante eredità degli ultimi anni in cui è diventata sinonimo di burocrazia e finanza. Vogliamo un’Europa politica, sociale, democratica. Questo sarà lo spazio del nostro agire politico”.
“Un’altra Europa”, a Firenze il seminario
che guarda oltre la crisi


Il seminario si snoderà su più sessioni dal pomeriggio fino alla sera e si terrà alla sala conferenze della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo 26), con inizio alle 14.30 con il saluto del segretario del Pd Metropolitano di Firenze Patrizio Mecacci. Ad aprire i lavori sarà il segretario dei democratici toscani Andrea Manciulli, poi si terrà la prima sessione sulla crisi finanziaria e sul futuro dell’economia europea. A prendere la parola saranno l’eurodeputato del Pd Leonardo Domenici, il capogruppo Pd in consiglio regionale Vittorio Bugli, Massimo D’Antoni, docente presso l’Università di Siena, Emmanuel Lacresse, presidente dell’associazione “Gauche Européenne”, Alessandro Petretto, dell’Università di Firenze e il presidente del Forum Economia del PD nazionale Paolo Guerrieri, docente presso l’Università La Sapienza di Roma.
Con la relazione di Roberto Gualtieri, eurodeputato PD, su “L’Europa politica, l’Europa democratica” si aprirà la seconda sessione che vedrà, coordinati dal segretario dei Giovani Democratici toscani Andrea Giorgio, gli interventi di Raffaello Matarazzo, ricercatore I.A.I., di Miguel Maduro, dell’European University Institute e della docente fiorentina Valeria Fargion. Le conclusioni sono affidate a Claudio Martini, responsabile politiche internazionali del Pd toscano.
Dopo la cena, alle 21 ci sarà la tavola rotonda conclusiva sulle proposte dei progressisti contro la crisi con il presidente del Gruppo S&D Martin Schulz, Leonardo Domenici, il responsabile Esteri del Partito Democratico Lapo Pistelli e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. A coordinare Andrea Manciulli.
“Quanto stiamo vivendo in questi ultimi mesi – dice Andrea Manciulli presentando il seminario – ci fa vedere quanto sia necessario rilanciare il tema dell’Europa politica, sul quale il Pd deve fare la sua battaglia affinché ci sia un confronto franco e di prospettiva. Il peso dei fenomeni economici della globalizzazione ha reso evidente il disequilibrio tra la decisione democratica e la politica da una parte e i mercati dall’altra. E la sensazione che si ha è che non ci sia un luogo politico nell’Unione che possa decidere allo stesso livello della Banca centrale europea. Di sicuro occorre che gli stati investano sull’Unione Europea con una cessione vera dei poteri per andare verso un luogo politico sovranazionale forte. In che termini e con quale architettura è ciò di cui il 9 dicembre parleremo”.
“E’ più importante che mai – afferma Leonardo Domenici – costruire in Europa un punto di vista alternativo ai governi conservatori. Se dall’Italia, dalla Francia e poi dalla Germania usciranno dalle urne governi di centrosinistra, allora forse sarà possibile costruire una nuova stagione dell’Europa, una stagione che tiene conto della responsabilità dei bilanci ma al tempo stesso mette al centro una prospettiva alternativa di uscita dalla crisi, fatta di investimenti, di creazione di lavoro, di economia sostenibile e soprattutto mantenendo una coesione sociale che altrimenti rischia di essere spazzata via da questa crisi.”
“Il PD toscano affronta con grande apertura e impegno il tema Europa, certamente oggi il più importante in assoluto e quello da cui dipende il successo delle manovre di risanamento dei conti pubblici nazionali – ha detto Claudio Martini -. Non c’è oggi politica possibile, su nessun terreno, al di fuori di una chiara scelta europeista. E soprattutto in economia e sulle questioni sociali ed ambientali ciò che si decide a Bruxelles ha un valore eccezionale su ogni scelta che si fa sul territorio, anche nella dimensione regionale e comunale. Discuteremo venerdì del futuro dell’Euro e dell’esigenza di una Europa politica, unita, integrata, non solo sul piano finanziario e dei mercati ma anche su quello istituzionale, fiscale e sociale. E lo faremo dal punto di vista di una forza progressista e riformatrice, che avanza le proprie proposte per un nuovo Trattato e critica le politiche sbagliate imposte dalla Destra europea, quel mix di austerità a senso unico e di ossessione liberista che sta producendo solo recessione, disuguaglianze e tensioni sociali fortissime”.
“Siamo nella settimana decisiva per il futuro dell’Europa e dell’Eurozona – ricorda Patrizio Mecacci – . Ai progressisti europei spetta il compito di ridisegnare politiche comunitarie efficaci, dopo il fallimento delle ricette della destra italiana e franco-tedesca. E’ importante che da Firenze, città cruciale anche in altre stagioni della sinistra europea e mondiale, nasca una riflessione di questo livello su queste tematiche”.
“Questo seminario – dice Andrea Giorgio – è per noi un momento importante di formazione ed approfondimento: siamo la generazione dell’Erasmus, quelli che sono cresciuti con l’Europa e non riescono ad immaginarsi di vivere senza, ma siamo anche quelli cui spetta il compito di costruirla finalmente, per cancellare la pesante eredità degli ultimi anni in cui è diventata sinonimo di burocrazia e finanza. Vogliamo un’Europa politica, sociale, democratica. Questo sarà lo spazio del nostro agire politico”.
Pd Castelfiorentino, approvato regolamento urbanistico. Cintelli: “Lungo lavoro di concerto tra commissione e consiglio”
Ieri, martedì 6 dicembre, a Castelfiorentino si è tenuta la seduta consiliare terminata con l’approvazione del regolamento urbanistico, giunta al termine di un lungo percorso di lavoro e di concerto fra la commissione Urbanistica e l’intero Consiglio comunale.
«Negli ultimi mesi, parallelamente ai lavori del regolamento urbanistico, è stata votata la variante per la nascita del centro di raccolta intercomunale dei Praticelli, pedina importante a completamento del servizio di raccolta di rifiuti porta a porta, nonché la variante per la nascita di una grande azienda nella filiera che va dalla produzione agricola fino alla trasformazione industriale in prodotti finiti che sorgerà a San Matteo. Il Partito democratico, in questa fase difficile per l’Italia in tutti i settori economici, ha sostenuto la Giunta e il Consiglio nel lavoro di predisposizione degli strumenti in grado di soddisfare, qualora si presentassero le opportunità, le necessità di crescita del nostro paese. La variante appena adottata infatti non solo prevede la riproposizione degli interventi scaduti con il precedente regolamento, ma prova, in seno all’attuale piano strutturale, anche a dare strumenti e soluzioni per la realizzazione di interventi strategici nell’interesse della collettività» dichiara Tania Cintelli, consigliera Pd e presidente della commissione Urbanistica.
Il capogruppo Pd, Devis Dei, chiarisce: «Pensiamo al recupero della Montecatini, vecchio sito industriale all’’interno dell’abitato di Castelfiorentino. Non sarà semplice trovare fondi privati per un intervento di tali dimensioni, ma gli strumenti contenuti nel regolamento permetteranno, non solo vantaggi economici per l’eventuale acquirente, ma anche l’opportunità di rendere più snello e gradevole il carico urbanistico di quell’area con la possibilità di trasferire volumi in altre parti del nostro paese. Con lo stesso metodo sarà possibile sbloccare operazioni su edifici “incompatibili” con il contesto urbano circostante, sempre nell’ottica di una migliore qualità urbanistica e vivibilità del nostro paese. Altro tema su cui abbiamo puntato molto è lo sviluppo delle aree produttive, in un periodo in cui la crisi economica ha messo e sta mettendo in difficoltà anche il nostro distretto industriale. L’apertura della nuova 429 potrà attrarre nuove industrie. Per questo motivo riteniamo importante che le aree produttive vicine ai futuri svincoli siano destinate esclusivamente ad uso produttivo e direzionale».
«L’esperienza dell’industria che nascerà nell’area dell’ex Plp, in parte finanziato dalla Regione Toscana, insegna che è possibile attrarre grandi aziende, sia dal punto di vista occupazionale che da quello della creazione e combinazione di filiere produttive, se si mettono insieme gli interessi degli investitori privati con i finanziamenti pubblici dovuti a importanti progetti strategici, come è stato fatto in questo caso nel segno del Piano Regionale di Sviluppo – conclude Sandro Bartaloni, segretario Pd Castelfiorentino – Ma questo non basta se non si prevedono luoghi sufficientemente capienti per accogliere realtà di tali dimensioni, puntando anche su accordi intercomunali, poiché tali interventi rappresentano un vantaggio per l’Empolese Valdelsa. Per questo dobbiamo e vogliamo continuare a pensare al nostro futuro come fortemente legato a quello dell’intero territorio che ci circonda».
Pisa, il Pd incontra le imprese locali
Fontanelli: “Serve riflessione su problema di accesso al credito”
Mercoledì 5 dicembre, all’hotel San Ranieri di Pisa il Partito Democratico ha incontrato gli imprenditori. Un incontro che è stato promosso dai parlamentari pisani Paolo Fontanelli, Maria Grazia Gatti ed Ermete Realacci, e al quale hanno portato il loro contributo anche Andrea Lulli e Matteo Colaninno, componenti della Commissione Attività produttive delle Camera. L’obiettivo, anche alla luce della gravità della situazione economica e della recente svolta politica, era di ascoltare le istanze delle forze produttive del territorio e ragionare sulle strategie per la crescita e il rilancio. Hanno partecipato diversi imprenditori del territorio pisano che operano in molti settori, dal manifatturiero “tradizionale” a quello più tecnologico, costruzioni, hi-tech, farmaceutico e molti altri.
Si è riflettuto sulla situazione del mercato del lavoro pisano e sulle prospettive di una riforma degli ammortizzatori sociali. Rispetto alla cosiddetta manovra Monti sono emerse grande attesa e preoccupazione, ma anche alcuni elementi di ottimismo. È emersa con forza anche la crescente difficoltà delle nostre aziende nell’accedere al credito e quindi nel finanziare gli investimenti. Oggi più che mai si stanno facendo i conti con un sistema bancario che è sempre più lontano dal territorio, ha la testa fuori dalla nostra provincia e anche dalla Toscana. Si tratta di una questione centrale per la ripresa dello sviluppo, che chiama in causa la politica nazionale ma anche il livello locale, con le categorie economiche e la Camera di Commercio. In particolare, Fontanelli ha posto il problema di “avviare una seria riflessione su questo punto, a partire dalla realtà attuale del nostro territorio. In tal senso è auspicabile l’attivazione di un confronto che coinvolga tutti i soggetti potenzialmente interessati alla presenza di un sistema creditizio più vicino alle esigenze delle imprese e dei cittadini”.
Pisa, il Pd incontra le imprese locali
Fontanelli: “Serve riflessione su problema di accesso al credito”
Mercoledì 5 dicembre, all’hotel San Ranieri di Pisa il Partito Democratico ha incontrato gli imprenditori. Un incontro che è stato promosso dai parlamentari pisani Paolo Fontanelli, Maria Grazia Gatti ed Ermete Realacci, e al quale hanno portato il loro contributo anche Andrea Lulli e Matteo Colaninno, componenti della Commissione Attività produttive delle Camera. L’obiettivo, anche alla luce della gravità della situazione economica e della recente svolta politica, era di ascoltare le istanze delle forze produttive del territorio e ragionare sulle strategie per la crescita e il rilancio. Hanno partecipato diversi imprenditori del territorio pisano che operano in molti settori, dal manifatturiero “tradizionale” a quello più tecnologico, costruzioni, hi-tech, farmaceutico e molti altri.
Si è riflettuto sulla situazione del mercato del lavoro pisano e sulle prospettive di una riforma degli ammortizzatori sociali. Rispetto alla cosiddetta manovra Monti sono emerse grande attesa e preoccupazione, ma anche alcuni elementi di ottimismo. È emersa con forza anche la crescente difficoltà delle nostre aziende nell’accedere al credito e quindi nel finanziare gli investimenti. Oggi più che mai si stanno facendo i conti con un sistema bancario che è sempre più lontano dal territorio, ha la testa fuori dalla nostra provincia e anche dalla Toscana. Si tratta di una questione centrale per la ripresa dello sviluppo, che chiama in causa la politica nazionale ma anche il livello locale, con le categorie economiche e la Camera di Commercio. In particolare, Fontanelli ha posto il problema di “avviare una seria riflessione su questo punto, a partire dalla realtà attuale del nostro territorio. In tal senso è auspicabile l’attivazione di un confronto che coinvolga tutti i soggetti potenzialmente interessati alla presenza di un sistema creditizio più vicino alle esigenze delle imprese e dei cittadini”.
Manovra, Pinzuti: “Province fondamentali
per territori come il nostro”
«La manovra Monti – dichiara la segretaria del Pd maremmano, Barbara Pinzuti – è la conseguenza diretta di anni di negazione dei problemi reali del Paese da parte del governo Berlusconi. Il provvedimento che sarà discusso in Parlamento dà alcune risposte in termini di entrate, ma tende ad essere sbilanciato a discapito di chi le tasse in questi anni le ha sempre pagate. Per questo le organizzazioni territoriali del Partito democratico, come la nostra di Grosseto, hanno chiesto ai gruppi parlamentari di lavorare per dare più equità alla manovra finanziaria aggiuntiva introducendo un prelievo che incida maggiormente sulle rendite patrimoniali e non solo su barche, Suv e auto di lusso. La manovra, così com’è strutturata, infatti, ad oggi colpisce soprattutto i pensionati e i possessori di prima casa, ed è decisamente troppo benevola con chi ha scudato i capitali esportati illecitamente.
C’è poi – aggiunge Pinzuti – il tema della riforma dello Stato che è stato affrontato in modo estemporaneo e demagogico. La Provincia, a maggior ragione in una realtà come la nostra, è un Ente che costituisce un riferimento reale per imprese e cittadini, e non si può pensare di cancellarne il ruolo con un tratto di penna, senza fare un ragionamento serio sulla giusta collocazione di competenze e funzioni di area vasta nell’ambito di una riorganizzazione dello Stato. Noi, come Pd, inoltre, non condividiamo l’azzeramento della rappresentanza politica di un territorio che non potrà mai essere governato direttamente da Firenze, né da un gruppo di dirigenti a capo di uffici decentrati della Regione».
‘Ndrangheta a Milano, per Federico Gelli
anche in Toscana la minaccia è concreta


“Se questi fatti sono successi in una regione ricca come la Lombardia, qualcosa di simile potrebbe succedere anche da noi – ha ammonito Gelli – ed è l’ora di finirla con quelli che continuano a non voler vedere il legame tra criminalità organizzata, politica e imprenditoria. Invece i dati dicono che in Toscana la mafia esiste anche se per fortuna non controlla il territorio. L’ultimo dato preoccupante è quello che riguarda le certificazioni antimafia alle imprese. Nel 2010 nella nostra regione ci sono state 10 società, quasi tutte con sede legale nelle regioni del sud ma anche toscane e che operano nel settore degli appalti pubblici, a cui è stata revocata la certificazione antimafia, in altre parole sospettate di convivenza con la criminalità organizzata”.
“La mafia in Toscana è molto pericolosa – ha detto il giudice Suchan – perché capace di occultarsi e nascondersi sotto una apparente legalità. Questo rende il lavoro di indagine più difficile e delicato”. “Per quanto riguarda invece gli appalti pubblici – ha continuato Gelli – nella nostra regione esiste una normativa che, se pienamente applicata e attualmente non lo è, ci potrebbe difendere meglio dalle infiltrazioni mafiose. Una normativa che prevede l’offerta economica più vantaggiosa, contro quella più utilizzata del massimo ribasso, e una regolamentazione del sub appalto in modo di premiare le imprese più virtuose. A questo proposito ci piacerebbe anche sapere – ha voluto sottolineare l’esponente del Pd – che fine ha fatto il Patto per la sicurezza e la legalità del lavoro in Toscana sottoscritto nel 2007 tra Regione, Province e Comuni insieme a tutte le associazioni di categoria. L’abbassamento del livello di guardia delle nostre istituzioni nel contrasto alle mafie e ai sodalizi criminali è un atteggiamento pericoloso quando invece, complice anche la grave crisi economica, è necessaria – ha concluso – una più grande mobilitazione e impegno per la legalità”.
Fucecchio, “Tutti a scuola insieme”:
il diritto all’istruzione dei bimbi disabili
“Tutti a scuola tutti insieme” è questo il titolo dell’assemblea pubblica che si terrà mercoledì 7 dicembre, alle 21 presso la Fondazione I Care di Fucecchio.
A promuovere la serata il Partito democratico di Fucecchio e dell’Empolese Valdelsa, per porre l’attenzione su ciò che sta accadendo dentro le scuole pubbliche del territorio a causa della drastica riduzione di risorse voluta dal governo Berlusconi, le cui conseguenze si ripercuotono sulla qualità dell’istruzione di tutti i bambini, ma con particolare vigore sui bambini con disabilità. Infatti la riduzione del numero degli insegnanti di sostegno alla classe penalizza il lavoro del corpo insegnante nella valorizzazione della diversità come elemento di crescita della comunità scolastica, con un’adeguata accoglienza della disabilità, rischiando di rendere vano ogni sforzo di insegnanti e genitori per l’istruzione dei bambini disabili, per la loro emancipazione attraverso la conquista di spazi di vita indipendente.
«Noi abbiamo raccolto il messaggio lanciato dal presidente di Autismo Toscana Marino Lupi il quale, in una lettera aperta inviata ai mezzi di comunicazione, denunciava responsabilità gravi da parte di chi dovrebbe garantire l’accesso alla scuola a tutti i bambini, che siano senza o con disabilità», afferma Eluisa Lo Presti, segretaria del Pd Fucecchio, che aggiunge: «E’ compito di tutta la società indignarsi di fronte a diritti calpestati e contribuire a costruire la cultura del valore della diversità . Ecco perché abbiamo convocato le associazioni dei genitori, che hanno figli disabili e con loro abbiamo instaurato un rapporto che ha dato vita a questa iniziativa, in cui sarà presentato il Manifesto del diritto all’istruzione dei bambini e delle bambine con disabilità, sottoscritto da associazioni e cittadini».
La serata vedrà gli autorevoli interventi di Giovanni Di Fede, assessore alla Pubblica Istruzione della provincia di Firenze, Massimo Toschi, consulente del Presidente della Regione Toscana per le politiche di aiuto alle persone disabili, Brenda Barnini, segretaria del Pd Empolese Valdelsa, e dei rappresentanti delle associazioni.
Inoltre, all’assemblea sono invitati tutti gli assessori alla Pubblica Istruzione dei comuni sia del Circondario che del Valdarno Inferiore. «Partecipare a questo evento permetterà ai cittadini di sostenere un processo di costruzione di una società più giusta», conclude Lo Presti.
Dsu, Gd: “Dall’ex direttore Peruzzi
attacchi strumentali a diritti studenti”
“Le critiche al DSU toscano, che abbiamo letto in questi giorni sulle pagine dei quotidiani, ci sembrano strumentali e faziose e confondono questioni personali e politiche. Non entriamo nel merito delle scelte dell’azienda per quanto riguarda gli incarichi dirigenziali, vorremmo però porre l’attenzione su alcune questioni fondamentali che riguardano gli studenti”. Così in una nota il segretario dei Giovani Democratici della Toscana, Andrea Giorgio, e il responsabile università dei Giovani Democratici, Gaetano Caravella.
“L’ex direttore dell’Ardsu Enrico Maria Peruzzi fa riferimento ad una presunta mancanza di meritocrazia nell’assegnazione della borsa, ma non è così: esistono soglie importanti rispetto al numero di Crediti Formativi Universitari necessari al mantenimento della borsa di studio, soglie peraltro innalzate nel recente bando pubblicato a luglio. Rispunta poi l’idea di considerare la media come criterio di merito, un’idea contro cui ci siamo battuti già, data la difficoltà di istituire una media unica per tutte le facoltà senza tenere conto dei differenti carichi di studio. Peraltro lo strumento della media non è presente neanche nelle linee guida nazionali. Le considerazioni di Peruzzi sulla resa degli studenti borsisti sono palesemente smentite dal decimo rapporto Irpet sul sistema universitario in Toscana, che rivela come i borsisti abbiano performance migliori degli altri studenti in termini di esami sostenuti e tempi di conseguimento del diploma.
Per quanto riguarda poi la questione degli studenti stranieri, che sono circa il 13% sul totale dei vincitori della borsa di studio in Toscana, Peruzzi pare aprire all’idea delle quote: un’ipotesi inaccettabile, mentre crediamo che sia giusta l’idea, che gia’ abbiamo portato avanti in varie sedi, della stipulazione di accordi coi Paesi di provenienza per l’istituzione di fondi di garanzia che coprano il DSU in caso di impossibilità di recuperare gli importi erogati e non restituiti. Sulla questione dei controlli e degli sprechi ci limitiamo a sottolineare che chi li rileva oggi sulla stampa è stato per anni direttore dell’Azienda.
Non possiamo accettare un attacco del genere al diritto allo studio, probabilmente dettato da questioni personali che però rischiano di portare all’ennesima messa in discussione di uno strumento che in Toscana più che nel resto del Paese è garanzia di uguaglianza e mobilità sociale. Il diritto allo studio non può essere ridotto a mero investimento economico ma va considerato come investimento sociale. Così come lo studente non puo’ essere una voce di spesa in bilancio ma un protagonista del futuro della nostra societa’” concludono i Giovani Democratici.
Dsu, Gd: “Dall’ex direttore Peruzzi
attacchi strumentali a diritti studenti”
“Le critiche al DSU toscano, che abbiamo letto in questi giorni sulle pagine dei quotidiani, ci sembrano strumentali e faziose e confondono questioni personali e politiche. Non entriamo nel merito delle scelte dell’azienda per quanto riguarda gli incarichi dirigenziali, vorremmo però porre l’attenzione su alcune questioni fondamentali che riguardano gli studenti”. Così in una nota il segretario dei Giovani Democratici della Toscana, Andrea Giorgio, e il responsabile università dei Giovani Democratici, Gaetano Caravella.
“L’ex direttore dell’Ardsu Enrico Maria Peruzzi fa riferimento ad una presunta mancanza di meritocrazia nell’assegnazione della borsa, ma non è così: esistono soglie importanti rispetto al numero di Crediti Formativi Universitari necessari al mantenimento della borsa di studio, soglie peraltro innalzate nel recente bando pubblicato a luglio. Rispunta poi l’idea di considerare la media come criterio di merito, un’idea contro cui ci siamo battuti già, data la difficoltà di istituire una media unica per tutte le facoltà senza tenere conto dei differenti carichi di studio. Peraltro lo strumento della media non è presente neanche nelle linee guida nazionali. Le considerazioni di Peruzzi sulla resa degli studenti borsisti sono palesemente smentite dal decimo rapporto Irpet sul sistema universitario in Toscana, che rivela come i borsisti abbiano performance migliori degli altri studenti in termini di esami sostenuti e tempi di conseguimento del diploma.
Per quanto riguarda poi la questione degli studenti stranieri, che sono circa il 13% sul totale dei vincitori della borsa di studio in Toscana, Peruzzi pare aprire all’idea delle quote: un’ipotesi inaccettabile, mentre crediamo che sia giusta l’idea, che gia’ abbiamo portato avanti in varie sedi, della stipulazione di accordi coi Paesi di provenienza per l’istituzione di fondi di garanzia che coprano il DSU in caso di impossibilità di recuperare gli importi erogati e non restituiti. Sulla questione dei controlli e degli sprechi ci limitiamo a sottolineare che chi li rileva oggi sulla stampa è stato per anni direttore dell’Azienda.
Non possiamo accettare un attacco del genere al diritto allo studio, probabilmente dettato da questioni personali che però rischiano di portare all’ennesima messa in discussione di uno strumento che in Toscana più che nel resto del Paese è garanzia di uguaglianza e mobilità sociale. Il diritto allo studio non può essere ridotto a mero investimento economico ma va considerato come investimento sociale. Così come lo studente non puo’ essere una voce di spesa in bilancio ma un protagonista del futuro della nostra societa’” concludono i Giovani Democratici.
