1 Dicembre 2011

«Flessibilità sì, ma anche da parte delle aziende»

“La politica deve scoprire un ruolo nuovo nei rapporti con le forze economiche. Se siamo nell’attuale crisi, anche nel Comune di Lucca, non è solo per colpa dei mercati finanziari, ma anche per la totale assenza di una politica economica e industriale.
Le istituzioni, quindi la democrazia, non possono essere ancelle povere del mercato. C’è bisogno di una politica, di uno stato leggero, capace di essere garante delle regole e dell’equità sociale all’interno del contesto del libero mercato. Parliamo, per esempio, dei rapporti tra lavoratori ed aziende. Per garantire lavoro e presenza dei capitali sul territorio, dobbiamo chiedere flessibilità sia al lavoratore sia alle aziende (flessibilità che non può più essere precarietà). Cambiare più volte lavoro nell’arco della propria esistenza con la possibilità di essere retribuiti adeguatamente quando si è senza occupazione o avere l’opportunità di riqualificarsi professionalmente è a mio avviso un buon modo per chiedere flessibilità sia al capitale sia al lavoro.
Al lavoratore flessibile però, si deve garantire uno stipendio più alto. E’ una sfida che la politica deve impostare, dove possibile, anche a partire dai nostri territori. Possiamo forse immaginare un mondo in cui tutti si lavora a tempo indeterminato per tutta la vita? Sarebbe il mondo ideale, ma oggi porterebbe solo allo stallo ed alla totale disoccupazione giovanile. E’ preferibile un mondo in cui il lavoratore è schiavo e senza diritti? Certamente no, per questo anche dalle aziende è giusto e imprescindibile pretendere flessibilità”.

 

Patrizio Andreuccetti, segretario provinciale del PD di Lucca

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30 Novembre 2011

Festa della Toscana, 225 anni
senza la pena di morte

225 anni di civiltà. Era il 30 novembre del 1786 quando il Graduca Pietro Leopoldo abolì la pena di morte in Toscana. A distanza di oltre due secoli, tutta la regione, con la Festa della Toscana, ricorda quella conquista di civiltà, le sue radici di pace e di giustizia da trasmettere alle giovani generazioni.

La Festa, istituita nel 2000, quest’anno è dedicata al tema “Una storia, tante diversità”, e prevede molte iniziative su tutto il territorio regionale organizzate dal Consiglio regionale, da associazioni e enti locali.

Segui la Festa sul sito del Consiglio Regionale

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Festa della Toscana, 225 anni
senza la pena di morte

225 anni di civiltà. Era il 30 novembre del 1786 quando il Graduca Pietro Leopoldo abolì la pena di morte in Toscana. A distanza di oltre due secoli, tutta la regione, con la Festa della Toscana, ricorda quella conquista di civiltà, le sue radici di pace e di giustizia da trasmettere alle giovani generazioni.

La Festa, istituita nel 2000, quest’anno è dedicata al tema “Una storia, tante diversità”, e prevede molte iniziative su tutto il territorio regionale organizzate dal Consiglio regionale, da associazioni e enti locali.

Segui la Festa sul sito del Consiglio Regionale

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28 Novembre 2011

Manciulli: “Sacrifici necessari
Ma non possono farli sempre i soliti”

Il direttore di Toscana Tv, Daniele Magrini, intervista
il segretario del Pd toscano, Andrea Manciulli,
durante la trasmissione “Metropolis” andata in onda
giovedì 24 novembre 2011.

 

“Il governo Monti – dice Manciulli – è stata una svolta. Il Pd giudicherà sulla base del merito delle cose proposte”. “I sacrifici  – aggiunge il segretario – sono necessari, ma il conto lo deve pagare chi se lo può permettere e non sempre i soliti. Il futuro delle giovani generazioni deve essere la priorità”.

 

“Basta con un governo europeo fatto alla meno – prosegue il segretario democratico -. O si realizza anche un’Europa politica, o altrimenti il suo declino sarà inevitabile”

“In Toscana – aggiunge Manciulli – si muovono tante cose positive, la regione e le nostre città sono amministrate bene. Non è vero che siamo fermi”.

“Lucca sarà una sfida difficile – continua il segretario, riferendosi all’appuntamento con le amministrative che in primavera chiamerà alla urne la città delle Mura -. Ma ce la dobbiamo mettere tutta. Insieme a Prato è la madre di tutte le battaglie”.

“Nel Pd toscano ci sono dirigenti bravi ad andare sulla fascia e a saltare l’uomo, chi è molto bravo a finalizzare e poi chi, come me, cerca di cucire la squadra dando un po’ i tempi dei passaggi. Ma nessuno si tiene la palla tutta per sé”. Così, infine, Manciulli risponde alla domanda del direttore Magrini sulle diverse personalità forti che fanno parte del Pd. E sul rinnovamento: “Non basta dirlo, va fatto. E in questi anni noi l’abbiamo fatto”.

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Manciulli: “Sacrifici necessari
Ma non possono farli sempre i soliti”

Il direttore di Toscana Tv, Daniele Magrini, intervista
il segretario del Pd toscano, Andrea Manciulli,
durante la trasmissione “Metropolis” andata in onda
giovedì 24 novembre 2011.

 

“Il governo Monti – dice Manciulli – è stata una svolta. Il Pd giudicherà sulla base del merito delle cose proposte”. “I sacrifici  – aggiunge il segretario – sono necessari, ma il conto lo deve pagare chi se lo può permettere e non sempre i soliti. Il futuro delle giovani generazioni deve essere la priorità”.

 

“Basta con un governo europeo fatto alla meno – prosegue il segretario democratico -. O si realizza anche un’Europa politica, o altrimenti il suo declino sarà inevitabile”

“In Toscana – aggiunge Manciulli – si muovono tante cose positive, la regione e le nostre città sono amministrate bene. Non è vero che siamo fermi”.

“Lucca sarà una sfida difficile – continua il segretario, riferendosi all’appuntamento con le amministrative che in primavera chiamerà alla urne la città delle Mura -. Ma ce la dobbiamo mettere tutta. Insieme a Prato è la madre di tutte le battaglie”.

“Nel Pd toscano ci sono dirigenti bravi ad andare sulla fascia e a saltare l’uomo, chi è molto bravo a finalizzare e poi chi, come me, cerca di cucire la squadra dando un po’ i tempi dei passaggi. Ma nessuno si tiene la palla tutta per sé”. Così, infine, Manciulli risponde alla domanda del direttore Magrini sulle diverse personalità forti che fanno parte del Pd. E sul rinnovamento: “Non basta dirlo, va fatto. E in questi anni noi l’abbiamo fatto”.

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Reti: il modello Toscana per uscire dal tunnel

Reti: il modello Toscana per uscire dal tunnel
E’ la regione dove i nuovi accordi hanno coinvolto il maggior numero di aziende. L’obiettivo è di traghettare un sistema con una quota altissima di piccole imprese oltre la crisi con effetti su ordini, acquisti e rapporti con le banche

Articolo pubblicato lunedì 28 novembre 2011 su Repubblica Affari&Finanza.

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Reti: il modello Toscana per uscire dal tunnel

Reti: il modello Toscana per uscire dal tunnel
E’ la regione dove i nuovi accordi hanno coinvolto il maggior numero di aziende. L’obiettivo è di traghettare un sistema con una quota altissima di piccole imprese oltre la crisi con effetti su ordini, acquisti e rapporti con le banche

Articolo pubblicato lunedì 28 novembre 2011 su Repubblica Affari&Finanza.

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Barnini: “Unione dei Comuni Empolese Valdelsa evoluzione naturale di Circondario”

Brenda Barnini, segretario Pd Empolese Valdelsa, interviene nel merito della proposta del Pdl locale sul superamento del Circondario, la fusione di alcuni comuni e la gestione unificata dei servizi nei comuni.

«Il Pd Empolese Valdelsa accetta volentieri la sfida lanciata dal Pdl per discutere dell’assetto istituzionale del nostro territorio, a partire da alcune considerazioni di fondo che dovrebbero essere patrimonio comune di tutte le rappresentanze.

L’Empolese Valdelsa costituisce un unicum in Toscana e in Italia, mette insieme in un’unica comunità amministrativa e politica territori tra loro molto diversi, tre sistemi economici locali (quello empolese, quello della Valdelsa e quello di Fucecchio), riunisce 180mila abitanti e undici municipi di cui soltanto due (Montaione e Gambassi) contano meno di cinquemila abitanti e ben otto stanno sopra i diecimila. Questi numeri servono se vogliamo comprendere che dar vita ad un’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, percorso di cui il Pd è pienamente convinto e sul quale i nostri amministratori stanno lavorando concretamente per far partire gestioni associate di servizi importanti (personale, SUAP, servizi legali, stazione appaltante), non è cosa di poco conto né può costituire un passo indietro rispetto all’attuale assetto istituzionale. Qui- continua Barnini- viene il ruolo e la riflessione sul Circondario: per quanto ci si ostini a volerlo dipingere come ente inutile o carrozzone di parcheggio per i politici (ricordo a tutti che i sindaci che compongono la Giunta del Circondario non percepiscono alcuna indennità per svolgere questo ruolo, né i consiglieri nell’assemblea hanno diritto a gettoni di presenza), rappresenta uno dei migliori esempi di sussidiarietà e di federalismo, portando più vicino al territorio e ai cittadini la gestione di deleghe provinciali e regionali. Non solo: il Circondario istituito dalla Regione Toscana come ente di decentramento amministrativo regionale per le funzioni sovra comunali, acquista particolare valore nell’ambito della formazione dell’Area Metropolitana fiorentina e può dirsi a tutt’oggi l’unico passo concretamente realizzato per il superamento della Provincia. E aldilà delle chiacchiere i risultati di una politica territoriale che mette insieme ogni giorno undici comuni si misurano anche nella discussione sul piano interprovinciale dei rifiuti. Aver adottato come metodo di raccolta differenziata quello del porta a porta è stata una scelta coraggiosa che richiede un grande sforzo a tutti i cittadini, ma che consente oggi all’Empolese Valdelsa di raggiungere l’85% di rifiuti differenziati e far diminuire così la necessità di previsione di impianti di smaltimento sull’intero ambito territoriale.

Avvertiamo con urgenza- conclude il segretario- la necessità di riorganizzare le nostre amministrazioni con l’obiettivo di semplificare le procedure e organizzare uno sviluppo del territorio e dei servizi volto a risolvere la vera emergenza di questo tempo, vale a dire le opportunità di lavoro per le giovani generazioni da cui dipende anche il mantenimento di una coesione sociale e civica. Ben venga se di questo non sarà solo il Pd a discuterne, ma anche gli altri partiti che siedono nell’assemblea del Circondario».

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Pd Grosseto, un Odg in 28 Consigli comunali
per chiedere a Monti attenzione agli enti locali

Pinzuti: «Ordine del giorno per chiedere al governo Monti più attenzione agli Enti locali, ai quali cittadini e imprese richiedono d’intervenire per garantire servizi e investimenti»

 

I Comuni sono alla canna del gas e nel 2012 non avranno le risorse per garantire molti servizi essenziali a cittadini e imprese. Alla vigilia dell’approvazione delle nuove misure di stabilizzazione della finanza pubblica da parte del governo Monti, il Pd maremmano propone un ordine del giorno nei 28 consigli comunali della provincia. Il primo comune a discuterlo sarà quello di Orbetello (lunedì 28 novembre), poi Follonica (martedì 29), Grosseto e Gavorrano (mercoledì 30), a seguire tutti gli altri.

«Dal Governo Monti – spiega la segretaria provinciale Barbara Pinzuti – ci attendiamo una maggiore attenzione nei confronti degli Enti locali, che oggi per mantenere i servizi pubblici sono costretti a vendere pezzi del proprio patrimonio o introdurre tasse di scopo (come quella di soggiorno) nel tentativo di mettere insieme risorse. Poiché cittadini e imprese continuano a chiedere l’intervento degli Enti locali – conclude Pinzuti – con quest’ordine del giorno chiediamo scelte innovative, che diano risposte alle nostre comunità. Chiudere un asilo nido, ridurre l’assistenza domiciliare, non fare manutenzione nelle scuole, sulle strade e nel verde pubblico, o rinunciare ad urbanizzare un’area Pip, infatti, mette in crisi l’intero sistema delle relazioni sociali ed economiche di un territorio».

Per questo l’ordine del giorno del Partito democratico, tra le altre cose, chiede al governo di abbattere del 50% il peso della manovra a carico di Regioni, Province e Comuni, intervenendo su evasione fiscale (oggi a 120 miliardi), tracciabilità del denaro e introduzione di una patrimoniale ordinaria, con una maggiore progressività fiscale a favore dei redditi da lavoro e d’impresa. La creazione di un fondo straordinario per infrastrutture, in particolare di tipo scolastico, prevenzione del dissesto idrogeologico e sviluppo delle infrastrutture immateriali, finanziamento adeguato del Tpl, riordino del sistema del welfare con il ripristino dei fondi sociali per Infanzia e adolescenza e politiche sociali, ma anche la regionalizzazione del Patto di stabilità, con lo sblocco di almeno il 10% dei residui passivi, e il ritorno al 50% (oggi è il 20%) del reintegro del turn over del personale.

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Pd Grosseto, un Odg in 28 Consigli comunali
per chiedere a Monti attenzione agli enti locali

Pinzuti: «Ordine del giorno per chiedere al governo Monti più attenzione agli Enti locali, ai quali cittadini e imprese richiedono d’intervenire per garantire servizi e investimenti»

 

I Comuni sono alla canna del gas e nel 2012 non avranno le risorse per garantire molti servizi essenziali a cittadini e imprese. Alla vigilia dell’approvazione delle nuove misure di stabilizzazione della finanza pubblica da parte del governo Monti, il Pd maremmano propone un ordine del giorno nei 28 consigli comunali della provincia. Il primo comune a discuterlo sarà quello di Orbetello (lunedì 28 novembre), poi Follonica (martedì 29), Grosseto e Gavorrano (mercoledì 30), a seguire tutti gli altri.

«Dal Governo Monti – spiega la segretaria provinciale Barbara Pinzuti – ci attendiamo una maggiore attenzione nei confronti degli Enti locali, che oggi per mantenere i servizi pubblici sono costretti a vendere pezzi del proprio patrimonio o introdurre tasse di scopo (come quella di soggiorno) nel tentativo di mettere insieme risorse. Poiché cittadini e imprese continuano a chiedere l’intervento degli Enti locali – conclude Pinzuti – con quest’ordine del giorno chiediamo scelte innovative, che diano risposte alle nostre comunità. Chiudere un asilo nido, ridurre l’assistenza domiciliare, non fare manutenzione nelle scuole, sulle strade e nel verde pubblico, o rinunciare ad urbanizzare un’area Pip, infatti, mette in crisi l’intero sistema delle relazioni sociali ed economiche di un territorio».

Per questo l’ordine del giorno del Partito democratico, tra le altre cose, chiede al governo di abbattere del 50% il peso della manovra a carico di Regioni, Province e Comuni, intervenendo su evasione fiscale (oggi a 120 miliardi), tracciabilità del denaro e introduzione di una patrimoniale ordinaria, con una maggiore progressività fiscale a favore dei redditi da lavoro e d’impresa. La creazione di un fondo straordinario per infrastrutture, in particolare di tipo scolastico, prevenzione del dissesto idrogeologico e sviluppo delle infrastrutture immateriali, finanziamento adeguato del Tpl, riordino del sistema del welfare con il ripristino dei fondi sociali per Infanzia e adolescenza e politiche sociali, ma anche la regionalizzazione del Patto di stabilità, con lo sblocco di almeno il 10% dei residui passivi, e il ritorno al 50% (oggi è il 20%) del reintegro del turn over del personale.

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