Minacce a Renzi, la solidarietà di Manciulli: “La scritta contro di lui è da condannare con forza e nettezza”
“Piena solidarietà a Matteo Renzi. La scritta di minacce contro di lui lasciata su un muro a Firenze evoca una stagione buia del passato e va condannata con forza e nettezza”. Così il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, appresa la notizia della scritta minatoria contro Matteo Renzi tracciata su un muro a Firenze.
“UnoAerre, positivo l’interesse delle realtà imprenditoriali aretine”
Seguiamo con attenzione le vicende legate al futuro della UnoAerre, marchio storico del mondo imprenditoriale aretino, azienda-simbolo della nostra provincia e riferimento tuttora fondamentale per il settore orafo e tutto il suo indotto.
Siamo convinti che questa azienda possa ancora svolgere un ruolo fondamentale ed essere uno dei pilastri su cui fondare il complessivo rilancio del nostro sistema economico locale. Da questo punto di vista valutiamo positivamente la presenza di più manifestazioni di interesse riguardo all’acquisto di questo importante marchio, segno evidente che questa realtà ha ancora possibilità di sviluppo importanti e che l’opportunità non sfugge all’attenzione del mondo imprenditoriale.
Ci auguriamo che su queste basi si possa arrivare ad un rilancio vero che vada oltre la semplice operazione di salvataggio e porti future ricadute positive sia per quanto riguarda l’occupazione e lo sviluppo che il marketing territoriale. Valutiamo positivamente che a manifestare interesse sia stato in queste ultime ore anche uno fra i principali imprenditori della nostra provincia, segnale della volontà di continuare a investire mantenendo un forte legame con il territorio, conservando quindi al marchio UnoAerre un’identità prettamente aretina che riteniamo importante anche in vista delle future sfide sul mercato internazionale.
coordinamento provinciale Pd Arezzo
Sani risponde a Fuscagni: “La maggioranza che governa la Toscana è solida. La nostra idea di apertura ai moderati non vuole escludere nessuno”
“La maggioranza del presidente Rossi che governa la Toscana è solida e sta portando avanti riforme importanti. Sono fantasie quelle del Pdl che ipotizza che venga messa in discussione. Immaginiamo che per l’opposizione sia un problema il consenso che il centrosinistra ha in Toscana, in un momento oltretutto in cui il Pdl è alle prese con i propri problemi interni oltre che con la Lega, come abbiamo sentito da Alfano”.
Così Luca Sani, coordinatore della segreteria del Pd toscano, risponde alla nota di Stefania Fuscagni.
“Il Pdl regionale, alle prese con i congressi che stanno spaccando quel partito, non si è accorto che nel Paese si è aperta una nuova fase politica con il loro fallimento di governo, con i disastri combinati per i conti pubblici dello Stato. La nostra idea di apertura ai moderati che abbiamo avviato per le amministrative è un’idea di politica che legge proprio la nuova fase del Paese, che non vuole escludere nessuno e non vuole riconsegnare l’Italia nelle mani di un centrodestra che l’ha rovinata. E’ comprensibile che il Pdl tema questo dialogo, soprattutto alle porte delle elezioni amministrative, e cerchi di strumentalizzare le nostre posizioni fantasticando su contrapposizioni interne al Pd e al centrosinistra”, conclude Sani.
Europa, alleanze, governo Monti e grandi opereIntervista all’Unità di Andrea Manciulli
Intervista pubblicata il 7 marzo 2012 da l’Unità – Toscana, a cura di Vladimiro Frulletti


A Roma sostenete il governo. In Toscana lei apre all’Udc. È l’effetto Monti?
«No, ma c’è un punto essenziale da tener presente che dopo la caduta di Berlusconi e la grave difficoltà che il Paese sta vivendo i temi della discussione sono cambiati».
Cambiati come?
«Non sono più sufficienti alleanze basate sull’essere contro Berlusconi. L’effetto positivo prodotto da Monti è che si è tornati a discutere di politica, che ci si confronta sul merito delle cose, su cui poi si può essere o no concordi, non su slogan. Siamo in un altro campo da gioco, l’asticella s’è alzata e anche le alleanze devono esserne all’altezza. Serve un evoluzione del centrosinistra».
Per andare dove?
«Per costruire un progetto di cambiamento del Paese perché sul risanamento siamo tutti d’accordo, ma servono anche crescita e sviluppo. Questa è la proposta che deve fare il Pd, ed è su questo che il Pd deve costruire alleanze coerenti. Non sono più concesse ambiguità».
È un avviso a Idv e Sel? La foto di Vasto è già invecchiata?
«Non mi piace discutere di etichette o fotografie, ma di questioni concrete».
E qui nascono i problemi, a cominciare dalla Tav.
«Mi domando ma una coalizione che vuole governare deve proporre o no più linee dell’Alta Velocità, più infrastrutture? Per me deve fare più linee Tav, non meno».
A sinistra però…
«Alt. La sinistra in Europa non è mica solo il luogo di critica alla finanziarizzazione e al liberismo. Questa è una caricatura del Socialismo europeo. In Francia l’Alta Velocità l’ha fatta la sinistra mentre la destra cavalcava la protesta degli agricoltori. Berlino è governata da 30 dalla sinistra che l’ha profondamente modernizzata. La sinistra europea, il Pse, non è arroccata sulla conservazione, ma produce idee per lo sviluppo e quando governa le attua».
I suoi riferimenti al Pse faranno venire l’orticaria agli ex Dc nel Pd.
«Non credo. Il Pd è stata ed è la scelta giusta perché in Italia i confini del centrosinistra e della sinistra non stanno esclusivamente nel recinto socialista. Nella Dc c’è sempre stata una larga parte di cattolici ancorata a un profondo disegno di centrosinistra. E non è un dettaglio se in Italia abbiamo la capitale della cristianità nel mondo. Le nostre specificità sono un valore aggiunto nella sinistra europea, ecco perché è un bene che il Pd dialoghi col Pse portando i suoi elementi peculiari. Più che dividerci sulle famiglie di provenienza dobbiamo confrontarci sull’Europa del futuro».
E in Toscana lei andrà avanti nel dialogo con l’Udc?
«Certo, rompendo col centrodestra l’Udc ha scelto una nuova prospettiva e nelle città in cui si vota o va da solo o si allea con noi. È già successo a Grosseto e può succedere anche a Carrara. E dove, come a Lucca, rompe l’alleanza col Pdl, dà al centrosinistra più chance di vincere. Questi sono fatti difficilmente confutabili. Sinceramente mi meraviglio della meraviglia che le mia disponibilità al dialogo ha provocato».
Anche in Regione? L’Udc vi ha mandato un esplicito invito.
«Le distanze ci sono, ma il dialogo va aperto perché anche qui un’evoluzione dell’Udc c’è stata. Con Martini erano all’opposizione col centrodestra, invece alle regionali del 2010 si sono presentati da soli: non è la stessa cosa. Ho apprezzato che non abbiano chiesto a nessuno di rinnegare le proprie alleanze. Se son rose…».
Sia sull’apertura all’Udc che sul governo Monti il presidente Rossi però non pare, per usare un eufemismo, troppo entusiasta.
«Enrico ha la sua impronta culturale ed è una nostra ricchezza. Ha ragione quando dice che il Pd deve coltivare una propria proposta di governo, però allo stesso tempo penso che rispetto a un anno fa molte cose siano cambiate in meglio. Prima il Paese all’estero era deriso, adesso tutti ci guardano con rispetto e per me, che vengo da una cultura dove gli interessi del Paese vengono prima di tutto, è un fatto importante. Però visto che nel 2013 si voterà e il Pd dovrà avere un proprio progetto politico, è in quest’ottica che non solo le parole ma anche le riforme fatte da Enrico alla guida della Toscana saranno il biglietto da visita migliore di quello che il Pd ha intenzione di fare per tutto il Paese».
Che idea si è fatto della vicenda Lusi-Renzi?
«Che vada fatto tutto il possibile per chiarire quello che è accaduto, dicendo tutto nella massima chiarezza. Semmai sono dispiaciuto per le argomentazioni di alcune giustificazioni».
Quali?
«Non mi è piaciuto che ci sia stato chi si sentiva parte di una guerra fra ex Ds e ex Margherita all’interno del Pd. Sono argomentazioni, che al di là della questione delle risorse, mi paiono dannose per il Pd».
A Palermo, ancora una volta, le primarie si sono rivelate amare per il Pd. Meglio rinunciarci?
«No, ma ricordando sempre che le primarie sono un mezzo non un fine. Invece a volte più che per consentire ai cittadini di scegliere, servono a qualcuno per candidarsi. Ci sono difetti da correggere se vogliamo salvarle e io voglio salvarle».
Lei difende le primarie perché in Toscana a differenza che nel resto d’Italia il Pd di solito le vince?
«Per me le primarie non possono sostituire la politica. Dietro ci deve essere un processo politico che porta alla costruzione di una candidatura. In Toscana facciamo così e funziona. Dove invece si organizzano guerre fra bande non funzionano. Anche nelle primarie la politica non è un ingrediente secondario, ma quello fondamentale».
Europa, alleanze, governo Monti e grandi opereIntervista all’Unità di Andrea Manciulli
Intervista pubblicata il 7 marzo 2012 da l’Unità – Toscana, a cura di Vladimiro Frulletti


A Roma sostenete il governo. In Toscana lei apre all’Udc. È l’effetto Monti?
«No, ma c’è un punto essenziale da tener presente che dopo la caduta di Berlusconi e la grave difficoltà che il Paese sta vivendo i temi della discussione sono cambiati».
Cambiati come?
«Non sono più sufficienti alleanze basate sull’essere contro Berlusconi. L’effetto positivo prodotto da Monti è che si è tornati a discutere di politica, che ci si confronta sul merito delle cose, su cui poi si può essere o no concordi, non su slogan. Siamo in un altro campo da gioco, l’asticella s’è alzata e anche le alleanze devono esserne all’altezza. Serve un evoluzione del centrosinistra».
Per andare dove?
«Per costruire un progetto di cambiamento del Paese perché sul risanamento siamo tutti d’accordo, ma servono anche crescita e sviluppo. Questa è la proposta che deve fare il Pd, ed è su questo che il Pd deve costruire alleanze coerenti. Non sono più concesse ambiguità».
È un avviso a Idv e Sel? La foto di Vasto è già invecchiata?
«Non mi piace discutere di etichette o fotografie, ma di questioni concrete».
E qui nascono i problemi, a cominciare dalla Tav.
«Mi domando ma una coalizione che vuole governare deve proporre o no più linee dell’Alta Velocità, più infrastrutture? Per me deve fare più linee Tav, non meno».
A sinistra però…
«Alt. La sinistra in Europa non è mica solo il luogo di critica alla finanziarizzazione e al liberismo. Questa è una caricatura del Socialismo europeo. In Francia l’Alta Velocità l’ha fatta la sinistra mentre la destra cavalcava la protesta degli agricoltori. Berlino è governata da 30 dalla sinistra che l’ha profondamente modernizzata. La sinistra europea, il Pse, non è arroccata sulla conservazione, ma produce idee per lo sviluppo e quando governa le attua».
I suoi riferimenti al Pse faranno venire l’orticaria agli ex Dc nel Pd.
«Non credo. Il Pd è stata ed è la scelta giusta perché in Italia i confini del centrosinistra e della sinistra non stanno esclusivamente nel recinto socialista. Nella Dc c’è sempre stata una larga parte di cattolici ancorata a un profondo disegno di centrosinistra. E non è un dettaglio se in Italia abbiamo la capitale della cristianità nel mondo. Le nostre specificità sono un valore aggiunto nella sinistra europea, ecco perché è un bene che il Pd dialoghi col Pse portando i suoi elementi peculiari. Più che dividerci sulle famiglie di provenienza dobbiamo confrontarci sull’Europa del futuro».
E in Toscana lei andrà avanti nel dialogo con l’Udc?
«Certo, rompendo col centrodestra l’Udc ha scelto una nuova prospettiva e nelle città in cui si vota o va da solo o si allea con noi. È già successo a Grosseto e può succedere anche a Carrara. E dove, come a Lucca, rompe l’alleanza col Pdl, dà al centrosinistra più chance di vincere. Questi sono fatti difficilmente confutabili. Sinceramente mi meraviglio della meraviglia che le mia disponibilità al dialogo ha provocato».
Anche in Regione? L’Udc vi ha mandato un esplicito invito.
«Le distanze ci sono, ma il dialogo va aperto perché anche qui un’evoluzione dell’Udc c’è stata. Con Martini erano all’opposizione col centrodestra, invece alle regionali del 2010 si sono presentati da soli: non è la stessa cosa. Ho apprezzato che non abbiano chiesto a nessuno di rinnegare le proprie alleanze. Se son rose…».
Sia sull’apertura all’Udc che sul governo Monti il presidente Rossi però non pare, per usare un eufemismo, troppo entusiasta.
«Enrico ha la sua impronta culturale ed è una nostra ricchezza. Ha ragione quando dice che il Pd deve coltivare una propria proposta di governo, però allo stesso tempo penso che rispetto a un anno fa molte cose siano cambiate in meglio. Prima il Paese all’estero era deriso, adesso tutti ci guardano con rispetto e per me, che vengo da una cultura dove gli interessi del Paese vengono prima di tutto, è un fatto importante. Però visto che nel 2013 si voterà e il Pd dovrà avere un proprio progetto politico, è in quest’ottica che non solo le parole ma anche le riforme fatte da Enrico alla guida della Toscana saranno il biglietto da visita migliore di quello che il Pd ha intenzione di fare per tutto il Paese».
Che idea si è fatto della vicenda Lusi-Renzi?
«Che vada fatto tutto il possibile per chiarire quello che è accaduto, dicendo tutto nella massima chiarezza. Semmai sono dispiaciuto per le argomentazioni di alcune giustificazioni».
Quali?
«Non mi è piaciuto che ci sia stato chi si sentiva parte di una guerra fra ex Ds e ex Margherita all’interno del Pd. Sono argomentazioni, che al di là della questione delle risorse, mi paiono dannose per il Pd».
A Palermo, ancora una volta, le primarie si sono rivelate amare per il Pd. Meglio rinunciarci?
«No, ma ricordando sempre che le primarie sono un mezzo non un fine. Invece a volte più che per consentire ai cittadini di scegliere, servono a qualcuno per candidarsi. Ci sono difetti da correggere se vogliamo salvarle e io voglio salvarle».
Lei difende le primarie perché in Toscana a differenza che nel resto d’Italia il Pd di solito le vince?
«Per me le primarie non possono sostituire la politica. Dietro ci deve essere un processo politico che porta alla costruzione di una candidatura. In Toscana facciamo così e funziona. Dove invece si organizzano guerre fra bande non funzionano. Anche nelle primarie la politica non è un ingrediente secondario, ma quello fondamentale».
Elezioni, una larga alleanza di comunità per Monte San Savino
Il Partito Democratico di Monte San Savino è da tempo quotidianamente impegnato in una campagna di ascolto aperta alle associazioni, alle categorie economiche, alla società civile e alle forze politiche per la costruzione di un programma ed una conseguente proposta di persone in grado di incarnare un Nuovo Progetto Per Monte San Savino. Un progetto che vuole essere di grande cambiamento, fondato sulla cultura della responsabilità.
E’ necessario aprire una nuova fase nel nostro Comune, con rinnovate energie e con profonda consapevolezza, con persone che siano in grado di prendere in mano una situazione complessa, riportando il tessuto socio-economico savinese verso la crescita e il progresso.
Il naufragio della lista civica capeggiata da Carlo Alberto Carini insegna infatti che liste fondate solo su accozzaglie di singole persone, senza un vero progetto e collante politico alle spalle, non hanno capacità di governare una realtà complessa e importante come quella di Monte San Savino.
Serve quindi un progetto forte, solido, e una cultura di governo radicata e diffusa, con persone qualificate e competenti.
In queste settimane il Pd ha avviato incontri con numerose forze politiche.
Sta quindi prendendo forma un Manifesto di Intenti condiviso da un’ampia alleanza. Il “cantiere” è ancora aperto e stiamo lavorando per allargare ulteriormente la nostra coalizione che vogliamo sia ampiamente rappresentativa delle migliori espressioni di tutto il territorio comunale.
Il nostro è un progetto che punta al meglio e vuole avere con sè le migliori risorse morali, civili, professionali, rappresentative del territorio, del mondo delle associazioni, dell’impegno sociale, della più sincera passione per la vita comunitaria.
Le priorità programmatiche che abbiamo già individuato, riscontrando una generale e promettente convergenza, riguardano:
Servizi Sociali e Sanitari, Scuola e Politiche per i Giovani
Lavoro e Sviluppo Economico compatibile con l’Ambiente
Turismo, Cultura, Artigianato e Prodotti tipici
Sicurezza pubblica ed integrazione sociale
Federalismo Fiscale, Democrazia Partecipativa e Semplificazione burocratica
Dopo l’ottima riuscita della recente iniziativa pubblica sul tema della Sanità incentrata in particolare sul tema della Casa della Salute che ha visto fortemente impegnati per questo obiettivo l’assessore regionale Scaramuccia ed i vertici della Asl di Arezzo, stiamo lavorando per organizzare una nuova importante iniziativa sul tema dello sviluppo economico finalizzato alla creazione di posti di lavoro e di opportunità per le imprese nel rispetto delle vocazioni del territorio.
Contiamo di presentare quanto prima a tutta la popolazione la nostra proposta in vista delle elezioni del 6 e 7 maggio.
Chi è interessato può approfondire le nostre proposte e le nostre iniziative prendendo contatto con il nostro circolo e anche su Facebook, nel profilo Pd Savinese Elezioni.
Benedetta Giombetti
segretario Pd Monte San Savino
Pisa, cittadinanza simbolica ai figli degli immigrati: “Un gesto di civiltà”
“La concessione degli attestati simbolici di cittadinanza da parte della Provincia di Pisa ai bambini stranieri nati in Italia e residenti nel territorio provinciale è un fatto di grande importanza.
Nonostante il silenzio dei grandi media nazionali, e il disprezzo della destra più becera e dei populisti come Beppe Grillo, la campagna “L’Italia sono anch’io” ha colpito nel segno. Ed è significativo che, a pochi giorni dalla consegna alla Camera delle oltre 50.000 firme raccolte in tutto il Paese, prevista per il 6 marzo, si susseguano le iniziative, gli attestati e i riconoscimenti. Il fatto che siano simbolici non li rende meno rilevanti.
“L’Italia sono anch’io” nasce dallo sforzo congiunto di decine di organizzazioni, associazioni e comitati, impegnati nel sociale e nel volontariato, e sul diritto alla cittadinanza dei bambini nati in Italia si sono levate alte e nobili le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di Papa Benedetto XVI.
Come Pd abbiamo aderito con convinzione a livello locale, e non possiamo che ringraziare l’Arci, l’Acli e l’Anpi per le belle iniziative congiunte, segno di una comunanza di valori e di idee che ci conforta e ci spinge a impegnarci ancora.
Identica comunanza si è registrata in Consiglio Provinciale, dove la mozione di adesione alla campagna ha registrato il consenso della maggioranza (Pd, Sel e Idv) allargata a Rifondazione. L’Italia migliore si è mobilitata e siamo orgogliosi di farne parte.
Con la concessione degli attestati simbolici di cittadinanza, nata da una straordinaria idea della Provincia di Pesaro e oggi raccolta a Pisa, questa battaglia di civiltà comincia a trovare le prime realizzazioni concrete.
Auspichiamo che sia solo il punto di partenza e che la Provincia possa coordinare e supportare l’iniziativa dei Comuni, gli enti che possono effettivamente concedere la cittadinanza onoraria, passo ulteriore in avanti rispetto a quella simbolica. Lo ha già fatto, tra i primi in Italia, il Comune di Montescudaio, dove la delibera è stata approvata all’unanimità. E ci sono 12 piccoli cittadini onorari in più. È questa la strada da seguire”.
Linda Vanni
responsabile immigrazione Pd provinciale di Pisa
Assemblea del Forum Regionale Giustizia
E’ convocata l’assemblea del Forum Regionale Giustizia per il prossimo 9 marzo alle 15 presso la sede del PD Toscana in via Forlanini 162 con il seguente OdG:
1) Revisione circoscrizioni giudiziarie e definizione delle iniziative da intraprendere sul punto;
2) C.d. decreto liberalizzazioni e riforma della professione forense;
3) Aggiornamento sulla situazione carceraria;
4) Determinazioni in vista dell’Assemblea programmatica del 30.03.2012.
Vi aspettiamo!
Silvia Della Monica
Scuola di formazione del Pd “Legalità su la testa!”, seconda sessione dedicata all’etica nell’informazione


Nella lezione di venerdì pomeriggio riservata ai corsisti, inizio ore 15.30, parteciperanno relatori come Santo Della Volpe, giornalista Rai e presidente di Libera Informazione, Paolo Ciampi, presidente dell’Associazione Stampa Toscana e il criminologo Marco Gaetani. Alle 21 è previsto un momento di approfondimento con il “caminetto scientifico” aperto al pubblico.
Il tema è quanto mai attuale e riguarda la lettura della legalità da parte di cinema e teatro con un ospite d’eccezione: il regista Mario Gelardi autore dello spettacolo teatrale “Gomorra”.
Sabato dalle ore 9 al via la tavola rotonda, ad ingresso libero, sul tema dell’etica nella comunicazione pubblica.
Parteciperanno, tra gli altri, Claudio Martini presidente nazionale Forum Enti Locali del Pd, Alberto Spampinato direttore, di Ossigeno per l’Informazione, il giornalista parlamentare Gianfranco Eminente e il vicepresidente di Avviso Pubblico Andrea Benini.
La scuola di formazione sulla legalità è un progetto formativo unico in Italia organizzato dal Forum Legalità del Partito Democratico della Toscana in collaborazione con la Fondazione Caponnetto e Avviso Pubblico.
Si avvale della consulenza di Pier Luigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, e del coordinamento scientifico della professoressa Anna Coluccia, docente dell’Università di Siena. Sono previsti quattro moduli formativi che comprendono vere e proprie lezioni del venerdì pomeriggio riservate ai corsisti, momenti di approfondimento come caminetti scientifici, tavole rotonde e presentazioni di libri insieme agli autori.
I prossimi appuntamenti riguardano la criminalità economica (23 e 24 marzo), enti locali e gestione del territorio (13 e 14 aprile), infine immigrazione e criminalità (18 e 19 maggio).
Beni confiscati alla camorra, Gelli: “Una risposta efficace e concreta alla criminalità”
“La presenza della camorra nella nostra regione è purtroppo un dato ormai certo e ci preoccupa la sua capacità d’infiltrazione e radicamento anche grazie alla crisi economica che rende più facile l’usura, l’estorsione e il riciclaggio”.
E’ questo il commento di Federico Gelli responsabile Legalità e Sicurezza del Pd Toscana in merito all’operazione della Guardia di Finanza che oggi ha sequestrato beni per 41 milioni di euro, in Toscana e altre regioni, riconducibili tramite una fitta rete di prestanome, al clan camorristico Terracciano notoriamente dedito alle estorsioni, all’usura e sfruttamento della prostituzione.
Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Prato, su richiesta del procuratore distrettuale antimafia di Firenze, Giuseppe Quattrocchi.
“Voglio ringraziare le Fiamme Gialle e la Magistratura per questa operazione – sottolinea Gelli – perché colpire duramente i patrimoni della criminalità organizzata è una risposta efficace e concreta. Ma anche le istituzioni non devono abbassare la guardia perché la Toscana non deve diventare terra di conquista da parte dei sodalizi criminali. Per questo – aggiunge – crediamo molto nel nostro progetto della scuola di formazione sulla legalità per amministratori e dirigenti del Partito Democratico che stiamo portando avanti in queste settimane. Siamo convinti infatti che per combattere con efficacia l’infiltrazione mafiosa sia necessario da parte nostra far crescere tutti i giorni la cultura della legalità e diffondere sul territorio le buone pratiche di governo”.
