12 Marzo 2012

Sicurezza, Pisa chiede più attenzione al governo

Gli inaccettabili episodi di questi giorni confermano, come diciamo ormai da tempo, che Pisa ha bisogno di maggiore attenzione da parte del Governo sul fronte della sicurezza. Il Comune ha fatto la sua parte con investimenti importanti, dalle assunzioni nel corpo dei vigili urbani alle azioni di contrasto del degrado e per la crescita del decoro urbano del centro e dei quartieri.

Pur senza cedere all’allarmismo, vogliamo difendere una parte fondamentale del nostro patrimonio civile: l’idea che tutti i cittadini abbiano diritto di sentirsi ed essere sicuri. Ora è necessario che il Governo faccia la sua parte e comprenda finalmente la specificità di una città come Pisa, vissuta ogni giorno da 150.000 persone ma in cui gli forze dell’ordine sono calibrate su una popolazione residente di 90.000.

Le carenze di organico della Questura sono di dominio pubblico e molto pesanti: ci auguriamo non sia vero che Pisa è stata esclusa dall’elenco delle città cui verranno assegna ti nuovi agenti, come invece si è letto in questi giorni sulla stampa locale. Il Pd si batterà in ogni sede perché questo non avvenga”.

 

Andrea Ferrante
segretario comunale Pd Pisa

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Tv1 e Nuovo Corriere Aretino, il Pd: “In difesa dell’occupazione e del pluralismo nell’informazione locale”

Il coordinamento provinciale del Partito Democratico di Arezzo esprime preoccupazione per le difficoltà che si stanno palesando in alcune realtà della nostra informazione locale e vuole ribadire il proprio impegno, a tutti i livelli, per la salvaguardia dei posti di lavoro, in difesa della dignità professionale e del pluralismo nella nostra stampa.

In particolare le vicende dell’emittente valdarnese Tv1 e della redazione del Nuovo Corriere Aretino destano grande apprensione e si inseriscono in un quadro già di suo molto complesso sul fronte del lavoro nella nostra provincia.
Il Pd, mettendo come priorità quella della difesa e del rilancio occupazionale, è quindi al fianco delle figure professionali e dei dipendenti che in questi giorni vivono una situazione di grande incertezza nel futuro e chiede che essi possano avere quanto prima adeguate garanzie e rassicurazioni.

Siamo inoltre profondamente convinti che i media locali siano una grande risorsa per il nostro territorio, un perno fondamentale per lo sviluppo del dibattito democratico e uno strumento importante di raccordo fra il mondo istituzionale e politico, la cittadinanza e l’opinione pubblica. Un ridimensionamento della realtà esistente rappresenterebbe quindi un danno pesante a tutta la collettività che è necessità comune cercare di evitare perchè quando si impoverisce l’informazione si impoverisce la democrazia.

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Empolese-Valdelsa, tris d’assi nel Circondario con Martini, Franceschini e Rossi

In pochi giorni nel Circondario arriveranno i big del Partito democratico.
Domenica 18 marzo alle 10 alla fondazione I Care (via 1 settembre) a Fucecchio Claudio Martini, presidente del Forum Politiche Locali del Partito democratico, con il quale saranno affrontati temi sull’attuale situazione politica italiana ed europea e sull’assetto istituzionale del Cirdondario Empolese Valdelsa.
A seguire un pranzo di tesseramento, per prenotazioni chiamare Michele 3477081432 o Ido 3395308893. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito www.pdfucecchio.it.

Venerdì 23 marzo alle 21.30 alla casa del popolo del Pozzale (Empoli) ospite Dario Franceschini, capogruppo Pd camera dei Deputati, per l’iniziativa “Destinazione Italia. Le proposte del Pd per una buona politica”.
Ad intervistare l’onorevole sarà Giacomo Cioni, direttore del quotidiano on line Go News.

Martedì 27 marzo alle 18 al Cenacolo degli Agostiniani di Empoli incontro con Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, che è stato invitato dai Giovani democratici. Titolo dell’iniziativa “Giovani Sì, 334 milioni di buoni motivi per investire sui giovani”. A coordinare l’incontro Alberto Andreotti, capo servizio La Nazione-Empoli.

Segnaliamo inoltre venerdì 16 marzo alle 17 presso l’Oratorio San Carlo (via Testaferrata) a Castelfiorentino un importante incontro con l’onorevole Paola De Micheli, responsabile Pd piccole e medie imprese, che insieme a Vittorio Bugli, capogruppo Pd Consoglio regionale, affronterà il tema “Economia e imprese: competitività, innovazione e semplificazione. Il Pd propone e si confronta”. Coordinerà Sandro Bartaloni, segretario Pd Castelfiorentino.

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“Uffici giudiziari, sì alla ristrutturazione
ma no a soppressioni indiscriminate”

Il Pd toscano apre un percorso di ascolto per arrivare ad una proposta di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, un tema molto sentito per alcune comunità locali che ricadono sotto i presidi giudiziari più piccoli. L’invito ai territori, enti locali e addetti ai lavori, è contenuto in un documento a firma del segretario regionale Andrea Manciulli e della responsabile giustizia Silvia Della Monica.

L’attuale geografia giudiziaria in Italia conta 848 uffici del Giudice di Pace, 165 Tribunali e relative Procure, 220 sezioni distaccate di Tribunale, 29 Corti di Appello e relative Procure Generali, “con un’assurda e controproducente dispersione di energie, che potrebbero essere impiegate per migliorare il servizio giustizia ed accelerare i tempi del processo”, si legge nel documento del Pd toscano.
Il percorso di approfondimento nelle diverse realtà riguarda i politici, amministratori e parlamentari, e gli addetti ai lavori, ordini professionali e soggetti istituzionali, per individuare le situazioni più delicate e preservare sul territorio quei presidi giudiziari ritenuti strategici.  

Una razionalizzazione della distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio non è rinviabile. Ma non può essere proseguito il processo di riforma che il governo Berlusconi ha avviato con un blitz parlamentare ad agosto senza coinvolgere enti locali e categorie professionali. Provvedimento che non ci ha convinto per la scelta di criteri guida che non tengono ade­guato conto delle specificità vantate da determinati territori ed, in particolare, per il fatto che per mantenere gli uffici del giudice di pace siano gli enti locali a farsi carico delle spese, seppur consorziandosi”, è il senso del documento.

Ma intanto, proprio sulla base di questa normativa ereditata dal governo precedente, il Governo Monti ha approvato uno schema di decreto legislativo procedendo alla soppressione di 674 uffici del Giudice di pace, di cui 27 in Toscana, e si sta apprestando ad intervenire, con criteri non ancora precisati, anche sulle sezioni distaccate di Tribunale, di cui 12 presenti nella nostra regione e sulle sedi di Tribunale (in Toscana è Montepulciano).

Alla luce di questo “il Partito Democratico della Toscana, lungi dal sostenere miopi battaglie campanilisti­che e ferma l’esigenza che all’opera di ristrutturazione si ponga finalmente mano, sostiene l’opportu­nità di evitare una indiscriminata soppressione e che non vadano a scomparire presidi giudiziari ritenuti strategici nell’ambito del sistema econo­mico e sociale della nostra Regione”.

Per questo si apre il percorso per individuare quali sono le strutture prioritarie e si invitano “tutti i dirigenti ed amministratori locali del Partito Democratico a far pervenire al Forum Giustizia, sentiti i vari attori delle amministrazioni giudiziarie interessate e le categorie professionali coinvolte, propri contributi e valutazioni sulla situazione e sulle priorità del contesto giudiziario locale”.
Alla fine di marzo, i contributi confluiranno in un’apposita confe­renza regionale che darà il via alla proposta finale da portare all’attenzione del partito nazionale e poi del Parlamento.  

 

Il documento integrale del Pd toscano sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

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“Uffici giudiziari, sì alla ristrutturazione
ma no a soppressioni indiscriminate”

Il Pd toscano apre un percorso di ascolto per arrivare ad una proposta di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, un tema molto sentito per alcune comunità locali che ricadono sotto i presidi giudiziari più piccoli. L’invito ai territori, enti locali e addetti ai lavori, è contenuto in un documento a firma del segretario regionale Andrea Manciulli e della responsabile giustizia Silvia Della Monica.

L’attuale geografia giudiziaria in Italia conta 848 uffici del Giudice di Pace, 165 Tribunali e relative Procure, 220 sezioni distaccate di Tribunale, 29 Corti di Appello e relative Procure Generali, “con un’assurda e controproducente dispersione di energie, che potrebbero essere impiegate per migliorare il servizio giustizia ed accelerare i tempi del processo”, si legge nel documento del Pd toscano.
Il percorso di approfondimento nelle diverse realtà riguarda i politici, amministratori e parlamentari, e gli addetti ai lavori, ordini professionali e soggetti istituzionali, per individuare le situazioni più delicate e preservare sul territorio quei presidi giudiziari ritenuti strategici.  

Una razionalizzazione della distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio non è rinviabile. Ma non può essere proseguito il processo di riforma che il governo Berlusconi ha avviato con un blitz parlamentare ad agosto senza coinvolgere enti locali e categorie professionali. Provvedimento che non ci ha convinto per la scelta di criteri guida che non tengono ade­guato conto delle specificità vantate da determinati territori ed, in particolare, per il fatto che per mantenere gli uffici del giudice di pace siano gli enti locali a farsi carico delle spese, seppur consorziandosi”, è il senso del documento.

Ma intanto, proprio sulla base di questa normativa ereditata dal governo precedente, il Governo Monti ha approvato uno schema di decreto legislativo procedendo alla soppressione di 674 uffici del Giudice di pace, di cui 27 in Toscana, e si sta apprestando ad intervenire, con criteri non ancora precisati, anche sulle sezioni distaccate di Tribunale, di cui 12 presenti nella nostra regione e sulle sedi di Tribunale (in Toscana è Montepulciano).

Alla luce di questo “il Partito Democratico della Toscana, lungi dal sostenere miopi battaglie campanilisti­che e ferma l’esigenza che all’opera di ristrutturazione si ponga finalmente mano, sostiene l’opportu­nità di evitare una indiscriminata soppressione e che non vadano a scomparire presidi giudiziari ritenuti strategici nell’ambito del sistema econo­mico e sociale della nostra Regione”.

Per questo si apre il percorso per individuare quali sono le strutture prioritarie e si invitano “tutti i dirigenti ed amministratori locali del Partito Democratico a far pervenire al Forum Giustizia, sentiti i vari attori delle amministrazioni giudiziarie interessate e le categorie professionali coinvolte, propri contributi e valutazioni sulla situazione e sulle priorità del contesto giudiziario locale”.
Alla fine di marzo, i contributi confluiranno in un’apposita confe­renza regionale che darà il via alla proposta finale da portare all’attenzione del partito nazionale e poi del Parlamento.  

 

Il documento integrale del Pd toscano sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.

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Val di Cornia-Elba, documento della direzione Pd sul Piano di Rimigliano

Le scelte di pianificazione sulla tenuta di Rimigliano sono indubbiamente legate all’autonomia e agli indirizzi dell’amministrazione comunale di San Vincenzo che si è misurata su questo tema da anni che, fra le altre cose, sono stati attraversati da due elezioni amministrative dove il centrosinistra ha mantenuto larghi livelli di consenso.
Queste scelte sono state anche il frutto di una elaborazione territoriale a cui il Pd e le amministrazioni della Val di Cornia hanno partecipato attivamente, con l’obiettivo di aprire un “nuovo corso” nella vicenda urbanistica comprensoriale attraverso il contributo attivo del Comune di San Vincenzo e delle sue politiche urbanistiche che si stanno progressivamente riallineando ed integrando con la pianificazione del resto del territorio.

A questo cambio di strategia la Regione Toscana ha partecipato attivamente, nel segno della migliore tradizione di cooperazione istituzionale che da sempre ha caratterizzato l’impronta culturale, prima ancora che politica, del governo regionale.
Attraverso anni di lavoro intenso sul piano di Rimigliano sono stati rimessi in discussione diritti edificatori acquisiti da parte della proprietà, cancellate le edificazioni che andavano ad occupare suolo nuovo, trasformata una Rta in albergo e portata ad un terzo delle volumetrie precedenti, sancita l’indivisibilità della proprietà che è il principale strumento con cui si può impedire un processo realmente speculativo.
Sono state scelte pubbliche, trasparenti, nonché suffragate da due elezioni democratiche che hanno determinato questo nuovo orientamento.

Non vogliamo dare lezioni a nessuno ma nemmeno pensiamo di riceverne, tanto meno dalla destra, dal partito di Verdini e Bertolaso, in questa vicenda stranamente alleato con quei comitati del no che nascono, muoiono e poi si riformano al bisogno. Aldilà di Rimigliano ci preme sottolineare un punto politico di fondo.

La Toscana tra errori e intuizioni, ritardi e innovazioni, si è sempre caratterizzata per un modello di governo fondato sulla cooperazione tra i livelli istituzionale.
Questo è stato il solco nel quale si è mossa anche una cultura politica, quella che ha segnato decenni di governo della regione e dei suoi territori, forte di un rapporto virtuoso con il mondo del lavoro dipendente e autonomo, nel rispetto di un principio inderogabile quale quello dell’autonomia della politica rispetto alla rendita fondiaria cosi come da quella cultura anti industriale che spesso trova sede in quei comitati portatori di interessi particolari e non certo generali.
Crediamo fermamente che lo slogan “ La Toscana avanti tutta”, con cui ci siamo presentati alle elezioni del 2010, si possa concretizzare rinnovando quel rapporto tra istituzioni e società che ha caratterizzato la storia della nostra Regione, facendo le scelte utili per rilanciare la modernizzazione di un territorio regionale che altrimenti rischia sempre di più la marginalità e l’arretratezza.

In questo senso la vicenda di Rimigliano non è che un piccolo esempio di un fenomeno più ampio e che drammaticamente rischia di ingessare ulteriormente una programmazione che già sconta le difficoltà legate alla crisi e alla mancanza di investimenti e che mette in luce la necessità di aggiornare profondamente il modello di governo della Toscana.
Questo cambiamento non potrà che avvenire attraverso un confronto ampio che chiediamo venga aperto fra le forze politiche e nella società toscana e non certo attraverso forzature né tantomeno con l’apertura di conflitti istituzionali. Sette anni per approvare un piano, che nel frattempo è cambiato radicalmente all’insegna dell’ambiente e del corretto uso del territorio, ci appare davvero un tempo sufficiente e forse eccessivo per una regione che nei programmi elettorali si pone obiettivi ambiziosi di efficienza e di trasformazione.

Come il Comune di San Vincenzo anche il Pd ritiene che il Piano di Rimigliano sia in linea con il Pit della Regione Toscana, del resto i principi del Pit sono proprio quelli che hanno ispirato le scelte urbanistiche e politiche su quella pregiata porzione di territorio.
Il Comune di San Vincenzo, nella sua autonomia, fa bene a valutare gli atti al fine di tutelare il buon operato di amministratori onesti che hanno sempre agito nell’interesse generale, del resto proprio la Costituzione Italiana dice chiaramente che la Repubblica è costituita oltre che dalle Regioni e dallo Stato, anche dai Comuni, dalle Province e dalle Città Metropolitane.
Per questi motivi il Comune di San Vincenzo parteciperà alla Commissione Paritetica confrontandosi come ha sempre fatto in questi anni nella massima trasparenza e correttezza istituzionale.

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9 Marzo 2012

Della Monica interviene in Aula su DL Liberalizzazioni

 

L’intervento in Aula della senatrice Silvia Della Monica, responsabile Giustizia del Pd della Toscana, nell’ambito del dibattito sul DL Liberalizzazione su Tribunale delle imprese e libere professioni.

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Della Monica interviene in Aula su DL Liberalizzazioni

 

L’intervento in Aula della senatrice Silvia Della Monica, responsabile Giustizia del Pd della Toscana, nell’ambito del dibattito sul DL Liberalizzazione su Tribunale delle imprese e libere professioni.

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Marcucci ed Orfini per il candidato sindaco Tambellini

SABATO 10 FORUM CULTURA DEL PD: MARCUCCI ED ORFINI PER IL CANDIDATO SINDACO TAMBELLINI
 
Lucca, “Card unica per visitare i musei ed i luoghi di cultura di Lucca e della provincia,  e collaborazione nel nome di Puccini  tra Teatro del Giglio, Fondazione di Torre del Lago e la Pergola di Firenze. Sono i temi al centro del forum sulla cultura, organizzato dal Pd della Toscana,  sabato 10 marzo (ore 10 centro Agorà, Piazza dei Servi) e che vede la partecipazione del candidato sindaco del centrosinistra Alessandro Tambellini, e dei responsabili cultura, regionale e nazionale, Andrea Marcucci e Matteo Orfini.
“Sono ormai molte le realtà, anche in Toscana, che hanno lanciato una card unica che consenta l’accesso a musei nazionali e comunali ed ad una serie di altri servizi turistici- spiega il senatore Andrea Marcucci- un’ opportunità che il Pd metterà in campo con la prossima amministrazione comunale. La card porterà l’effige di Giacomo Puccini, così come a Firenze è stata caratterizzata con l’immagine del David”.
L’incontro metterà allo stesso tavolo, nel corso della prima sessione  ‘In nome di Puccini’, Marco Giorgetti, direttore del teatro fiorentino, Franco Moretti, direttore della Fondazione Puccini di Torre del Lago, insieme al segretario territoriale del Pd Patrizio Andreuccetti e a Paolo Marcesini, direttore della rivista nazionale “Memo. Grandi Magazzini culturali”. Nella seconda sessione, dedicata ai luoghi, agli eventi e alle professioni culturali, sono previsti gli interventi di Maria Teresa Filieri, già direttore dei musei nazionali di Lucca, di Vittorio Barsotti, presidente del circolo del jazz, di Massimiliano Dotto, animatore del circolo cinematografico ‘Ezechiele’ e di Luca Baccelli, responsabile cultura del Pd cittadino. A concludere gli interventi di Tambellini ed Orfini

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8 Marzo 2012

Arezzo, Pd impegnato a tutto campo per le pari opportunità: priorità i diritti della donna nel mondo del lavoro

Questa mattina, nella ricorrenza della Festa della Donna, il coordinamento provinciale Pd e quello comunale di Arezzo hanno presentato le molteplici iniziative messe in campo dal partito sulle tematiche della pari opportunità.

“Il tema centrale di quest’anno è la tutela della donna nel mondo del lavoro – dichiara il segretario rovinciale Marco Meacci – e per questo porteremo avanti Comune per Comune, con specifici ordini del giorno e altre iniziative, la battaglia per il ripristino della legge 188 del 2007 che tutelava il mondo femminile dall’inaccettabile piaga delle dimissioni in bianco. E’ questa la punta di un iceberg di un mercato del lavoro che vede ancora le donne troppo penalizzate. Ma l’impegno del Pd è su tutti i livelli e su molteplici piani, anche quello della rappresentanza politica: in questo su scala provinciale crediamo di aver compiuto passi importanti, e la parte femminile è sempre più qualificata e qualificante per il nostro partito, che ha costituito un apposito coordinamento per le politiche di genere, come pure per i nostri circoli e le Unioni Comunali, per le amministrazioni locali e le istituzioni in cui abbiamo dato un contributo per aumentare e consolidare la presenza femminile. Su questo abbiamo fatto una scelta di campo forte, che non si limita a semplici dichiarazioni di intenti, e continueremo a portarla avanti con forza”.

Alla conferenza stampa di stamani hanno preso parte Massimo Macconi della segreteria provinciale Pd, Erika Falsini, responsabile delle politiche di genere del coordinamento provinciale, il segretario comunale di Arezzo Andrea Lanzi e la responsabile politiche di genere del coordinamento comunale Sabrina Candi.

“Come prima cosa in queste ore e nei prossimi giorni il Pd si attiverà con volantinaggi in tutto il territorio, nei luoghi sociali e anche fuori dalle sedi delle principiali aziende – ha dichiarato Erika Falsini –. Il tema primario sarà quello di evidenziare, dati alla mano, la situazione penalizzante per le donne nel mondo del lavoro. Il quadro è allarmante e su questo l’Italia deve compiere scelte importanti. Il Pd ha molte proposte e si è attivato su svariati fronti, anche in sede parlamentare: dal ripristino della legge 188 contro le dimissioni in bianco, per la quale un anno fa è stata depositata in parlamento una specifica richiesta, alla tutela della donna contro fenomeni come quelli del mobbing, un tema che necessita quanto prima di una chiara regolamentazione. Anche una legge come la Golfo-Mosca, che finalmente arriva a una prima disciplina della presenza di genere nei Cda delle aziende quotate in borsa e nei collegi sindacali è un passo importante su cui è opportuno continuare a lavorare”.

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