Regionali, il Ministro Boschi in Toscana Sabato e domenica a sostegno della campagna del Pd e di Enrico Rossi



Sabato 23, Il ministro Boschi sarà a Firenze alle ore 11 presso il cinema Spazio Alfieri, via dell’Ulivo 6, per una iniziativa con il Presidente della Regione e candidato alla rielezione Enrico Rossi, Dario Parrini, segretario regionale del Pd, e i candidati fiorentini al consiglio regionale. Saluto iniziale del sindaco Dario Nardella.






Domenica 24 Maria Elena Boschi, insieme al Presidente Rossi e al segretario regionale Parrini, alle ore 16 sarà a Pisa all’Auditorium Centro Maccarrone con i candidati pisani al consiglio regionale e al sindaco Marco Filippeschi.



Regionali, il Ministro Boschi in Toscana Sabato e domenica a sostegno della campagna del Pd e di Enrico Rossi



Sabato 23, Il ministro Boschi sarà a Firenze alle ore 11 presso il cinema Spazio Alfieri, via dell’Ulivo 6, per una iniziativa con il Presidente della Regione e candidato alla rielezione Enrico Rossi, Dario Parrini, segretario regionale del Pd, e i candidati fiorentini al consiglio regionale. Saluto iniziale del sindaco Dario Nardella.






Domenica 24 Maria Elena Boschi, insieme al Presidente Rossi e al segretario regionale Parrini, alle ore 16 sarà a Pisa all’Auditorium Centro Maccarrone con i candidati pisani al consiglio regionale e al sindaco Marco Filippeschi.



Regionali, Parrini a Brogi: “Basta con gli sguaiati attacchi personali a Rossi”


“Nel merito – aggerma Parrini – è bizzarra l’idea che l’eredità berlingueriana, un’eredità ricca e storicamente complessa, stia tutta nella nicchia massimalista di Sel e di Rifondazione comunista. Molto più di Brogi e di tutti i neo-bertinottiani suoi compagni di strada, quella eredità la rappresenta a mio giudizio Luigi Berlinguer, che ieri, in una bellissima intervista che consiglio a Brogi di leggere a fondo, ha detto parole chiare sul grande valore delle riforme che il Pd sta facendo”, conclude Parrini riferendosi all’intervista dell’ex Ministro all’Istruzione apparsa su La Stampa di ieri
Regionali, Parrini a Brogi: “Basta con gli sguaiati attacchi personali a Rossi”


“Nel merito – aggerma Parrini – è bizzarra l’idea che l’eredità berlingueriana, un’eredità ricca e storicamente complessa, stia tutta nella nicchia massimalista di Sel e di Rifondazione comunista. Molto più di Brogi e di tutti i neo-bertinottiani suoi compagni di strada, quella eredità la rappresenta a mio giudizio Luigi Berlinguer, che ieri, in una bellissima intervista che consiglio a Brogi di leggere a fondo, ha detto parole chiare sul grande valore delle riforme che il Pd sta facendo”, conclude Parrini riferendosi all’intervista dell’ex Ministro all’Istruzione apparsa su La Stampa di ieri
Italicum, “Nella legge il senso di un accordo”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno del 19 maggio
Intervento di Dario Parrini sul Tirreno del 19 maggio2015.
La legge toscana prevede un listino bloccato opzionale di massimo tre nomi. È diversissima dalla monocandidatura bloccata “di collegio” dell’Italicum. Si può non amare la prima cosa e apprezzare la seconda? Ovviamente sì.
Nel suo articolo di ieri, Emanuele Rossi incorre in un errore che non posso non rilevare. Egli dice che la decisione del Pd toscano di non utilizzare i capilista bloccati nelle elezioni regionali del 31 maggio è in contraddizione con l’apprezzamento da me manifestato su queste colonne per il sistema dei capilista bloccati dell’Italicum. Quello che Rossi sostiene sarebbe vero se nella nuova legge elettorale toscana ci fossero i capilista bloccati. Invece non ci sono. La legge toscana prevede un listino bloccato opzionale “regionale” di massimo tre nomi. Cosa diversissima dalla monocandidatura bloccata “di collegio” dell’Italicum. Si può non amare la prima cosa e giudicare positivamente la seconda? Ovviamente sì. Il meccanismo della lista regionale non è nemmeno lontano parente dei capilista dell’Italicum. Per tante ragioni. Tra queste la principale è che i capilista bloccati, se consideriamo il voto “in entrata”, si fondano su uno stretto rapporto eletto-elettore in un ambito territoriale ristretto, e sono uno strumento rispondente a una logica uninominale, come dimostra la forte somiglianza tra scheda dell’Italicum e scheda del Mattarellum. La svista di partenza purtroppo inficia irrimediabilmente l’analisi di Rossi: è infatti assai improbabile che da premesse non veritiere (indicare come uguali due sistemi che uguali non sono) possano discendere conclusioni corrette. Tra l’altro, e questa non è una replica a Rossi, nel mio articolo a difesa dell’Italicum citavo la scelta del Pd di non ricorrere al listino regionale bloccato opzionale al solo scopo di sottolineare che alcuni costituzionalisti ed esponenti politici hanno formulato previsioni arbitrarie, poi rivelatesi clamorosamente errate, sulla percentuale di consiglieri regionali toscani che sarebbero stati eletti con le preferenze. Ho citato questo plateale infortunio previsionale sulla legge toscana perché sono sicuro che anche le previsioni di alcuni costituzionalisti ed esponenti politici sull’Italicum sono destinate ad avere la stessa sorte. In particolare le ipotesi su quanti deputati del nuovo Parlamento saranno eletti con le preferenze. Mi si potrebbe a questo punto chiedere perché in Toscana abbiamo difeso e votato una legge contenente un elemento (il listino regionale di massimo tre nomi) che non ci piace. Se questa domanda mi venisse rivolta, risponderei così: per scrivere una legge insieme a una larga parte dell’opposizione consiliare, abbiamo fatto un accordo alla luce del sole. All’interno di questo accordo molto abbiamo ottenuto (ballottaggio, parità e alternanza di genere nelle liste, preferenze, meccanismi anti-frammentazione) e qualcosa abbiamo concesso (segnatamente, il listino, riuscendo però a spuntarla sull’opzionalità, il che ci ha consentito di scegliere di non ricorrervi). Avendo ottenuto assai più di quanto abbiamo concesso, il punto di sintesi finale ci lascia molto soddisfatti. Se poi ci sono dirigenti politici che pensano che si possa scrivere una legge insieme all’opposizione e non concedere nulla, è bene si sappia che costoro si pongono in lotta con il principio di realtà e sul terreno, che a noi non può interessare, della retorica inconcludente.
Dario Parrini
deputato e segretario del Pd Toscana
Italicum, “Nella legge il senso di un accordo”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno del 19 maggio
Intervento di Dario Parrini sul Tirreno del 19 maggio2015.
La legge toscana prevede un listino bloccato opzionale di massimo tre nomi. È diversissima dalla monocandidatura bloccata “di collegio” dell’Italicum. Si può non amare la prima cosa e apprezzare la seconda? Ovviamente sì.
Nel suo articolo di ieri, Emanuele Rossi incorre in un errore che non posso non rilevare. Egli dice che la decisione del Pd toscano di non utilizzare i capilista bloccati nelle elezioni regionali del 31 maggio è in contraddizione con l’apprezzamento da me manifestato su queste colonne per il sistema dei capilista bloccati dell’Italicum. Quello che Rossi sostiene sarebbe vero se nella nuova legge elettorale toscana ci fossero i capilista bloccati. Invece non ci sono. La legge toscana prevede un listino bloccato opzionale “regionale” di massimo tre nomi. Cosa diversissima dalla monocandidatura bloccata “di collegio” dell’Italicum. Si può non amare la prima cosa e giudicare positivamente la seconda? Ovviamente sì. Il meccanismo della lista regionale non è nemmeno lontano parente dei capilista dell’Italicum. Per tante ragioni. Tra queste la principale è che i capilista bloccati, se consideriamo il voto “in entrata”, si fondano su uno stretto rapporto eletto-elettore in un ambito territoriale ristretto, e sono uno strumento rispondente a una logica uninominale, come dimostra la forte somiglianza tra scheda dell’Italicum e scheda del Mattarellum. La svista di partenza purtroppo inficia irrimediabilmente l’analisi di Rossi: è infatti assai improbabile che da premesse non veritiere (indicare come uguali due sistemi che uguali non sono) possano discendere conclusioni corrette. Tra l’altro, e questa non è una replica a Rossi, nel mio articolo a difesa dell’Italicum citavo la scelta del Pd di non ricorrere al listino regionale bloccato opzionale al solo scopo di sottolineare che alcuni costituzionalisti ed esponenti politici hanno formulato previsioni arbitrarie, poi rivelatesi clamorosamente errate, sulla percentuale di consiglieri regionali toscani che sarebbero stati eletti con le preferenze. Ho citato questo plateale infortunio previsionale sulla legge toscana perché sono sicuro che anche le previsioni di alcuni costituzionalisti ed esponenti politici sull’Italicum sono destinate ad avere la stessa sorte. In particolare le ipotesi su quanti deputati del nuovo Parlamento saranno eletti con le preferenze. Mi si potrebbe a questo punto chiedere perché in Toscana abbiamo difeso e votato una legge contenente un elemento (il listino regionale di massimo tre nomi) che non ci piace. Se questa domanda mi venisse rivolta, risponderei così: per scrivere una legge insieme a una larga parte dell’opposizione consiliare, abbiamo fatto un accordo alla luce del sole. All’interno di questo accordo molto abbiamo ottenuto (ballottaggio, parità e alternanza di genere nelle liste, preferenze, meccanismi anti-frammentazione) e qualcosa abbiamo concesso (segnatamente, il listino, riuscendo però a spuntarla sull’opzionalità, il che ci ha consentito di scegliere di non ricorrervi). Avendo ottenuto assai più di quanto abbiamo concesso, il punto di sintesi finale ci lascia molto soddisfatti. Se poi ci sono dirigenti politici che pensano che si possa scrivere una legge insieme all’opposizione e non concedere nulla, è bene si sappia che costoro si pongono in lotta con il principio di realtà e sul terreno, che a noi non può interessare, della retorica inconcludente.
Dario Parrini
deputato e segretario del Pd Toscana
Speciale elezioni regionali 2015



Con la nuova legge elettorale regionale si torna a esprimere la propria preferenza per la scelta del candidato al consiglio regionale. L’ordine dei candidati dopo i capilista e’ stato estratto a sorte in direzione regionale. Per esprimere la propria preferenza si deve barrare la casella accanto al nome del candidato scelto. Si possono esprime al massimo due preferenze ma in questo caso devono essere su candidati obbligatoriamente su due candidati di sesso diverso.
QUI L’ELENCO COMPLETO (in file pdf) DEI CANDIDATI NELL’ORDINE DI LISTA COLLEGIO PER COLLEGIO
SCARICA E DIFFONDI:
TUTTE LE INFO SUL VOTO – COME SONO FATTE LE SCHEDE – IL NOSTRO PROGRAMMA
I MANIFESTI – IL DEPLIANT PIEGHEVOLE
LO SPOT RADIO – LO SPOT TV
“Fatto in Toscana …il cambiamento”, è questo il claim scelto dal Pd toscano per la sua campagna di comunicazione per queste elezioni regionali, nel materiale cartaceo, manifesti e depliant, nei banner web, spot radiofonici e televisivi predisposti in vista delle ultime 3 settimane prima del voto del 31 maggio. Nel materiale della campagna campeggia la scritta “Fatto in Toscana” come fosse un timbro accanto ai punti di eccellenza e ai risultati conseguiti in questi anni e punta dunque a valorizzare il lavoro fatto fino ad adesso in regione e rivendicare il cambio di passo del progetto riformista che in Toscana come in Italia stiamo attuando. Centralità data a tematiche come ‘Creare lavoro e stare al fianco dei lavoratori’, ‘Sicurezza e legalità’, ‘Sanità e welfare’, ‘mobilità’. 


SCOPRI CHI SONO I NOSTRI CANDIDATI
AREZZO
Vincenzo Ceccarelli
Lucia De Robertis
Simone Tartaro
Lara Chiarini
Andrea Cutini
Sara Rapini
Andrea Vignini
Valentina Vadi
FIRENZE 1 – città
Stefania Saccardi
Eugenio Giani
Elisabetta Meucci
Andrea Barducci
Donata Bianchi
Leonardo Bieber
Marta Rapallini
Andrea Giorgio
FIRENZE 2 – est (Mugello, Valdarno, Valdisieve, Chianti)
Fiammetta Capirossi
Stefano Prosperi
Maria Grazia Esposito
Luciano Bartolini
Serena Spinelli
Daniele Lorenzini
FIRENZE 3 – Empolese-valdelsa
Serena Buti
Luca Belcari
Denise Latini
Enrico Sostegni
FIRENZE 4 – ovest (Scandicci e Piana)
Monia Monni
Paolo Bambagioni
Vanessa Boretti
Simone Naldoni
GROSSETO
Valentina Culicchi
Leonardo Marras
Barbara Pinzuti
Francesco Rustici
LIVORNO
Gianni Anselmi
Michela Cecchi
Francesco Gazzetti
Serena Biserni
Simone Franchi
Maria Gloria Giani
Valter Ulivieri
Carla Maestrini
LUCCA
Ilaria Giovannetti
Mario Puppa
Cecilia Carmassi
Stefano Baccelli
Maria Cristina Marcucci
Ettore Neri
Lia Chiara Miccichè
Michele Silicani
MASSA CARRARA
Giacomo Bugliani
Milene Mucci
Loris Rossetti
Maria Cristina Volontè
PISA
Antonio Mazzeo
Patrizia Bongiovanni
Francesco Nocchi
Anna Batini
Ivan Ferrucci
Cristina Conti
Andrea Pieroni
Alessandra Nardini
PISTOIA
Massimo Baldi
Alice Giampaoli
Marco Niccolai
Federica Fratoni
Fabrizio Masini
Sabrina Innocenti
PRATO
Nicola Ciolini
Aurora Castellani
Rudi Russo
Ilaria Bugetti
Lorenzo Marchi
Luisa Peris
SIENA
Stefano Scaramelli
Angela Pagni
Marco Spinelli
Rosa Cottone
Simone Bezzini
Alice Raspanti
Speciale elezioni regionali 2015



Con la nuova legge elettorale regionale si torna a esprimere la propria preferenza per la scelta del candidato al consiglio regionale. L’ordine dei candidati dopo i capilista e’ stato estratto a sorte in direzione regionale. Per esprimere la propria preferenza si deve barrare la casella accanto al nome del candidato scelto. Si possono esprime al massimo due preferenze ma in questo caso devono essere su candidati obbligatoriamente su due candidati di sesso diverso.
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“Fatto in Toscana …il cambiamento”, è questo il claim scelto dal Pd toscano per la sua campagna di comunicazione per queste elezioni regionali, nel materiale cartaceo, manifesti e depliant, nei banner web, spot radiofonici e televisivi predisposti in vista delle ultime 3 settimane prima del voto del 31 maggio. Nel materiale della campagna campeggia la scritta “Fatto in Toscana” come fosse un timbro accanto ai punti di eccellenza e ai risultati conseguiti in questi anni e punta dunque a valorizzare il lavoro fatto fino ad adesso in regione e rivendicare il cambio di passo del progetto riformista che in Toscana come in Italia stiamo attuando. Centralità data a tematiche come ‘Creare lavoro e stare al fianco dei lavoratori’, ‘Sicurezza e legalità’, ‘Sanità e welfare’, ‘mobilità’. 


SCOPRI CHI SONO I NOSTRI CANDIDATI
AREZZO
Vincenzo Ceccarelli
Lucia De Robertis
Simone Tartaro
Lara Chiarini
Andrea Cutini
Sara Rapini
Andrea Vignini
Valentina Vadi
FIRENZE 1 – città
Stefania Saccardi
Eugenio Giani
Elisabetta Meucci
Andrea Barducci
Donata Bianchi
Leonardo Bieber
Marta Rapallini
Andrea Giorgio
FIRENZE 2 – est (Mugello, Valdarno, Valdisieve, Chianti)
Fiammetta Capirossi
Stefano Prosperi
Maria Grazia Esposito
Luciano Bartolini
Serena Spinelli
Daniele Lorenzini
FIRENZE 3 – Empolese-valdelsa
Serena Buti
Luca Belcari
Denise Latini
Enrico Sostegni
FIRENZE 4 – ovest (Scandicci e Piana)
Monia Monni
Paolo Bambagioni
Vanessa Boretti
Simone Naldoni
GROSSETO
Valentina Culicchi
Leonardo Marras
Barbara Pinzuti
Francesco Rustici
LIVORNO
Gianni Anselmi
Michela Cecchi
Francesco Gazzetti
Serena Biserni
Simone Franchi
Maria Gloria Giani
Valter Ulivieri
Carla Maestrini
LUCCA
Ilaria Giovannetti
Mario Puppa
Cecilia Carmassi
Stefano Baccelli
Maria Cristina Marcucci
Ettore Neri
Lia Chiara Miccichè
Michele Silicani
MASSA CARRARA
Giacomo Bugliani
Milene Mucci
Loris Rossetti
Maria Cristina Volontè
PISA
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Francesco Nocchi
Anna Batini
Ivan Ferrucci
Cristina Conti
Andrea Pieroni
Alessandra Nardini
PISTOIA
Massimo Baldi
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Federica Fratoni
Fabrizio Masini
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PRATO
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Ilaria Bugetti
Lorenzo Marchi
Luisa Peris
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Stefano Scaramelli
Angela Pagni
Marco Spinelli
Rosa Cottone
Simone Bezzini
Alice Raspanti
Elezioni. Scontri e contestazioni a Salvini, Parrini: “Condanna netta. Ma da lui serie interminabile di provocazioni”
Fi


Così il segretario regionale del PD della Toscana Dario Parrini commenta i fatti avvenuti oggi a Massa e Viareggio dove il leader della Lega Nord era per dei comizi elettorali.
Elezioni. Scontri e contestazioni a Salvini, Parrini: “Condanna netta. Ma da lui serie interminabile di provocazioni”
Fi


Così il segretario regionale del PD della Toscana Dario Parrini commenta i fatti avvenuti oggi a Massa e Viareggio dove il leader della Lega Nord era per dei comizi elettorali.



