25 Marzo 2016

Alessandra Nardini nuova presidente dei Giovani Democratici Toscana

 

nardini marras

E’ Alessandra Nardini, 28 anni, consigliera regionale eletta nel collegio di Pisa, la nuova presidente dei Giovani Democratici della Toscana. Nardini, da sempre attiva nei giovani dem, è stata eletta all’unanimità su proposta del neosegretario regionale Raffaele Marras.

“Brava, appassionata e competente, Alessandra è e sarà un punto di riferimento per tutti noi” ha commentato Marras.

“Tanta emozione e soddisfazione per la fiducia che il segretario, le ragazze ed i ragazzi toscani hanno riposto in me. Farò di tutto per meritarmerla, perché sono orgogliosa di poter rappresentare un’organizzazione viva, vivace e attiva come quella Toscana, un’organizzazione che in questi anni mi ha fatto crescere moltissimo” ha detto Nardini dopo la sua elezione.

Marras ha poi indicato i membri che comporranno la sua segreteria, espressione di tutto il territorio regionale: obiettivo principale riavvicinare la generazione dei giovani alla politica.

Marras ha tenuto per sé le deleghe a scuola, università e pari opportunità. Quest’ultima singolare scelta: “Solo se saremo noi uomini a parlarne, finalmente, riusciremo davvero a fare un importante passo avanti verso l’uguaglianza. Provare a rinnovare la politica vuol dire anche questo” ha spiegato Marras

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23 Marzo 2016

Mazzeo (PD): “Bene investimenti Regione per boschi e fiumi. Con nuovi stanziamenti risposte concrete ai forestali”

 

mazzeo profilo

“I finanziamenti decisi ieri dalla giunta regionale hanno una doppia valenza: da un lato viene mantenuto l’impegno preso nel nostro programma di governo per la sicurezza idrogeologica del territorio, dall’altro vengono date le prime risposte concrete ai lavoratori di un settore importante come quello dei forestali”.

 

Così Antonio Mazzeo, vicesegretario del PD della Toscana, commenta la delibera approvata ieri dalla giunta regionale toscana per destinare nuove risorse da investire sul territorio e per garantire il regolare pagamento degli stipendi dei lavoratori che questa mattina hanno manifestato a Firenze.

 

“Sappiamo quali e quante difficoltà debbano affrontare gli enti locali – ha spiegato – e le nuove risorse del bilancio regionale serviranno proprio a finanziare i progetti delle Unioni dei comuni per il patrimonio boschivo e a sostenere così il lavoro dei forestali. Parallelamente è stato deciso di effettuare una precisa ricognizione, Unione per Unione, delle attività svolte in questo ambito. Il nostro obiettivo, con il riassetto dei livelli istituzionali e la ripartizione delle deleghe, è quello di riportare questa funzione in carico alla Regione e su questo garantiamo ai lavoratori che, come Partito Democratico, continueremo il percorso di confronto, insieme alla giunta, ai sindacati e ad Anci, ponendo una attenzione prioritaria alle loro istanze”.

 

“Su questo tema – ha concluso – si scontano alcuni ritardi del passato ma siamo soddisfatti del lavoro dell’assessore Remaschi. Dopo tante promesse gli operatori del settore possono infatti toccare con mano i primi risultati concreti e su questa strada sono certo che arriveremo presto a una ridefinizione complessiva della materia. La Toscana, anche su questo, vuole essere un esempio virtuoso: i fondi spesi in manutenzione e prevenzione mettono infatti al sicuro il territorio e i cittadini dalle possibili conseguenze degli eventi imprevisti e consentono di evitare danni economici ben più ingenti. I tanti eventi calamitosi visti in questi anni nel nostro paese ci insegnano che dobbiamo investire prima per non correre ai ripari dopo”.

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Dibattito ipotesi primarie Lucca. Intervento del segretario del PD toscano Dario Parrini

22 marzo 2016 – “Desidero precisare il mio pensiero sul dibattito di questi giorni in merito all’ipotesi di primarie per la scelta del candidato sindaco del Pd e del centrosinistra nelle elezioni comunali di Lucca in programma nel 2017.

La prima considerazione è che ogni cosa va fatta a suo tempo.

Diversi comuni importanti andranno al voto in Toscana nei prossimi mesi: sei sopra i quindicimila abitanti, uno dei quali in provincia di Lucca, Altopascio.
A ottobre ci sarà un referendum costituzionale decisivo per le sorti del Pd e del Paese.
Questi, e non altri, sono gli assilli del Pd toscano. Al perseguimento di questi obiettivi, e non di altri, il Pd, a ogni livello, dovrà dedicare tutte le proprie energie e tutta la propria attenzione.

Quindi, ogni riflessione specifica da parte mia è impossibile. E sarebbe, inoltre, inopportuna. Posso fare però delle riflessioni di carattere generale.

Il nostro statuto considera le primarie una cosa bella e importante. Le prevede come via maestra per scegliere gli aspiranti sindaci che si candidano a tale carica per la prima volta e se ricorrono certe condizioni stabilisce che debbano sottoporsi a primarie anche i sindaci uscenti che vogliono candidarsi per un secondo mandato. Per far scattare questa seconda fattispecie lo statuto prevede, giustamente, dei quorum assai elevati. Mentre per impedirla sono necessari dei quorum ancora più alti.

Stiamo parlando del nostro statuto, non di una carta straccia raccolta per strada.

La politica non si fa solo con gli statuti, ovviamente. Ma non viene meglio se si fa contro di essi, o senza.

Anche a Lucca, bisognerà formulare, a tempo debito, un’analisi politica. E dare un giudizio politico.

Non c’è una regola valida sempre e in ogni luogo. Non ci sono, a questo proposito, scelte politiche “normali” e scelte politiche “anomale”. Si può decidere in un senso o nell’altro, secondo una valutazione politica che deve essere intelligente e di ampio respiro, e tener conto di tanti fattori.

Lo dimostra quanto è avvenuto di recente in Toscana.

Nel prossimo mese di giugno, per esempio, voteremo in quattro comuni sopra i diecimila abitanti nei quali il sindaco Pd uscente è ricandidabile: Montevarchi, Cascina, Sansepolcro, Orbetello.
A Sansepolcro il sindaco uscente è stato ricandidato senza primarie, dopo un’analisi e un voto del partito, secondo quanto prevede il nostro statuto.
A Montevarchi il sindaco uscente si sottoporrà a primarie che si terranno il 10 aprile.
A Cascina e a Orbetello il sindaco uscente si è sottoposto a primarie, le ha vinte ed è stato ricandidato.

Una cosa è certa: un sindaco uscente non può dire “se a termini di statuto dovrò partecipare a delle primarie, esco e faccio una mia lista civica”. Affermare questo significherebbe entrare nel campo dell’inaccettabile.

Ma anche questo lo dico in generale, perché io una dichiarazione in questo senso del sindaco Tambellini non l’ho mai sentita. Anzi: so per certo che questo non è il suo pensiero.

L’esempio di come è logico e giusto comportarsi in casi del genere, lo demmo in occasione della ricandidatura a presidente di regione di Enrico Rossi, a inizio 2015. Rossi, con molto anticipo, disse: “se qualcuno ha i numeri di statuto per fare le primarie, io le faccio ben volentieri, anche se sono presidente uscente e ricandidabile”. Nessuno riuscì a raggiungere il quorum di adesioni previsto, che è lo stesso previsto per i sindaci uscenti, e Rossi fu ricandidato senza primarie.
Ma a quell’esito si arrivò dando, come Pd Toscana, un esempio di apertura e di serenità. Un bell’esempio. Che, ne sono certo, anche tutto il Pd di Lucca saprà dare, indipendentemente da quale sarà, tra quelle possibili secondo le nostre regole, la strada che sceglierà di percorrere.

Ma di questo discuteremo a tempo debito: dopo il referendum costituzionale”.

Dario Parrini, segretario PD Toscana

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Dibattito ipotesi primarie Lucca. Intervento del segretario del PD toscano Dario Parrini

22 marzo 2016 – “Desidero precisare il mio pensiero sul dibattito di questi giorni in merito all’ipotesi di primarie per la scelta del candidato sindaco del Pd e del centrosinistra nelle elezioni comunali di Lucca in programma nel 2017.

La prima considerazione è che ogni cosa va fatta a suo tempo.

Diversi comuni importanti andranno al voto in Toscana nei prossimi mesi: sei sopra i quindicimila abitanti, uno dei quali in provincia di Lucca, Altopascio.
A ottobre ci sarà un referendum costituzionale decisivo per le sorti del Pd e del Paese.
Questi, e non altri, sono gli assilli del Pd toscano. Al perseguimento di questi obiettivi, e non di altri, il Pd, a ogni livello, dovrà dedicare tutte le proprie energie e tutta la propria attenzione.

Quindi, ogni riflessione specifica da parte mia è impossibile. E sarebbe, inoltre, inopportuna. Posso fare però delle riflessioni di carattere generale.

Il nostro statuto considera le primarie una cosa bella e importante. Le prevede come via maestra per scegliere gli aspiranti sindaci che si candidano a tale carica per la prima volta e se ricorrono certe condizioni stabilisce che debbano sottoporsi a primarie anche i sindaci uscenti che vogliono candidarsi per un secondo mandato. Per far scattare questa seconda fattispecie lo statuto prevede, giustamente, dei quorum assai elevati. Mentre per impedirla sono necessari dei quorum ancora più alti.

Stiamo parlando del nostro statuto, non di una carta straccia raccolta per strada.

La politica non si fa solo con gli statuti, ovviamente. Ma non viene meglio se si fa contro di essi, o senza.

Anche a Lucca, bisognerà formulare, a tempo debito, un’analisi politica. E dare un giudizio politico.

Non c’è una regola valida sempre e in ogni luogo. Non ci sono, a questo proposito, scelte politiche “normali” e scelte politiche “anomale”. Si può decidere in un senso o nell’altro, secondo una valutazione politica che deve essere intelligente e di ampio respiro, e tener conto di tanti fattori.

Lo dimostra quanto è avvenuto di recente in Toscana.

Nel prossimo mese di giugno, per esempio, voteremo in quattro comuni sopra i diecimila abitanti nei quali il sindaco Pd uscente è ricandidabile: Montevarchi, Cascina, Sansepolcro, Orbetello.
A Sansepolcro il sindaco uscente è stato ricandidato senza primarie, dopo un’analisi e un voto del partito, secondo quanto prevede il nostro statuto.
A Montevarchi il sindaco uscente si sottoporrà a primarie che si terranno il 10 aprile.
A Cascina e a Orbetello il sindaco uscente si è sottoposto a primarie, le ha vinte ed è stato ricandidato.

Una cosa è certa: un sindaco uscente non può dire “se a termini di statuto dovrò partecipare a delle primarie, esco e faccio una mia lista civica”. Affermare questo significherebbe entrare nel campo dell’inaccettabile.

Ma anche questo lo dico in generale, perché io una dichiarazione in questo senso del sindaco Tambellini non l’ho mai sentita. Anzi: so per certo che questo non è il suo pensiero.

L’esempio di come è logico e giusto comportarsi in casi del genere, lo demmo in occasione della ricandidatura a presidente di regione di Enrico Rossi, a inizio 2015. Rossi, con molto anticipo, disse: “se qualcuno ha i numeri di statuto per fare le primarie, io le faccio ben volentieri, anche se sono presidente uscente e ricandidabile”. Nessuno riuscì a raggiungere il quorum di adesioni previsto, che è lo stesso previsto per i sindaci uscenti, e Rossi fu ricandidato senza primarie.
Ma a quell’esito si arrivò dando, come Pd Toscana, un esempio di apertura e di serenità. Un bell’esempio. Che, ne sono certo, anche tutto il Pd di Lucca saprà dare, indipendentemente da quale sarà, tra quelle possibili secondo le nostre regole, la strada che sceglierà di percorrere.

Ma di questo discuteremo a tempo debito: dopo il referendum costituzionale”.

Dario Parrini, segretario PD Toscana

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22 Marzo 2016

Attentati Bruxelles, Mazzeo (PD): “Tolleranza zero contro ogni fanatismo ed estremismo”

bruxelles

22 marzo 2016 – “In questo momento serve la massima fermezza per garantire la sicurezza di tutti i cittadini e tolleranza zero contro ogni fanatismo ed estremismo”.

Così Antonio Mazzeo, vicesegretario del PD della Toscana, alla luce delle drammatiche notizie in arrivo da Bruxelles.

“A pochi mesi dai fatti di Parigi torniamo ad essere pervasi da una sensazione di sgomento, di rabbia e di terrore perché ad essere colpiti sono ancora una volta i luoghi della nostra vita quotidiana. Colpire Bruxelles, la capitale d’Europa, significa colpire tutti noi. Noi che siamo la generazione che ha abbattuto i muri, che ha cancellato i confini, che ha creduto e crede fortemente in una Europa unita e libera. E’ questa libertà che vogliono provare a distruggere con attacchi infami e vigliacchi. E’ questa libertà che noi, tutti insieme, continueremo a difendere senza se e senza ma, con l’impegno di tutti i giorni e con la determinazione a combattere e isolare ogni forma di estremismo”.

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Nasce a Piombino il circolo PD “Fabbriche siderurgiche”

Si terrà domani l’assemblea costitutiva del nuovo Circolo PD delle fabbriche siderurgiche di Piombino.

Il Pd torna in fabbrica. Ci siamo sempre stati certo, ma da domani ci saremo con una presenza più organizzata, attraverso un vero e proprio circolo del partito. Si tratta di un risultato importante, frutto del lavoro di un gruppo di operai del PD che ringrazio e che da qualche mese si ritrova per discutere della situazione attuale, di crisi e opportunità che attraversano l’intero complesso del polo siderurgico di Piombino, Aferpi ed ex Lucchini, Magona, Dalmine e imprese dell’indotto. Rafforziamo le nostre radici in un luogo simbolo della storia della città e dell’industria italiana ma che vuole essere anche simbolo del futuro, di un’Italia e di un territorio che vogliono ripartire” commenta il segretario territoriale del PD Val di Cornia Elba Valerio Fabiani.

Ogni nuovo circolo che nasce nella nostra regione è una bella notizia. Il fatto che sia in un distretto del lavoro la rende ancora più significativa. Questo è il Pd che vogliamo, radicato in tutti i luoghi dove le decisioni politiche hanno i loro effetti. Sono davvero contento che da domani i nostri iscritti che lavorano nelle fabbriche avranno istituzionalizzato un luogo politico in cui parlare e discutere di temi che toccano con mano ogni giorno e sui quali nessuno meglio di loro potrà indirizzarci” commenta il vicesegretario e organizzatore del Pd toscano Antonio Mazzeo.

L’assemblea costitutiva si terrà domani alle 21 nei locali della federazione del Partito Democratico di Piombino in via Marco Polo.

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21 Marzo 2016

Primarie per legge. Dario Parrini presenta proposta alla Camera, Andrea Marcucci al Senato

PARRINI DEF
20 marzo 2016 – “Entro la prossima settimana depositerò una proposta di legge sulla regolamentazione pubblica delle primarie alla quale ho lavorato con i colleghi Edoardo Fanucci e Andrea Marcucci. Il momento di fare una legge nazionale sulle primarie è adesso. Bisogna rompere gli indugi. La proposta che offriamo alla discussione del Pd e degli altri partiti interessati al tema ruota attorno a questi principi-cardine: le primarie pubbliche saranno utilizzabili per scegliere candidati a cariche monocratiche come sindaco, presidente di regione, presidente del consiglio dei ministri; saranno facoltative ma vincolanti per chi sceglie di tenerle; gli organi dello Stato le organizzeranno e ne verificheranno lo svolgimento anche tramite un apposito collegio di garanzia; no alla preregistrazione obbligatoria e sì alla trasparenza sui partecipanti; attribuzione ai singoli partiti di normare con proprio regolamento l’elettorato attivo; concentrazione delle primarie di tutti i partiti per una stessa carica in un solo election day; incentivo forte a servirsi delle primarie prevedendo l’esclusione dal due per mille di chi sceglie di non utilizzarle; obbligo, per vincitori e sconfitti, di rispettarne il risultato, pena sanzioni pecuniarie. Spero che la proposta contribuisca ad aprire un dibattito. Perché le primarie pubbliche non sono un costo, ma un grande investimento in democrazia.”
Cosi’ il deputato e segretario del Partito Democratico della Toscana, Dario Parrini, annuncia una proposta di legge nazionale per regolamentare le elezioni primarie per le cariche monocratiche.
Al Senato il Ddl sarà presentato da Andrea Marcucci: “Presentero’ in Senato nei prossimi giorni il disegno di legge sulle primarie pubbliche che il collega Dario Parrini ha annunciato alla Camera. È la naturale conseguenza della riforma dell’articolo 49 della Costituzione. La gestione sara’ del Viminale. Ci sara’ l’obbligo di rispettare il risultato, la facolta’ dei partiti di convocarle ma chi non lo fara’ non potra’ accedere al due per mille, nessun albo degli elettori ma massima garanzia di trasparenza”.
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Primarie per legge. Dario Parrini presenta proposta alla Camera, Andrea Marcucci al Senato

PARRINI DEF
20 marzo 2016 – “Entro la prossima settimana depositerò una proposta di legge sulla regolamentazione pubblica delle primarie alla quale ho lavorato con i colleghi Edoardo Fanucci e Andrea Marcucci. Il momento di fare una legge nazionale sulle primarie è adesso. Bisogna rompere gli indugi. La proposta che offriamo alla discussione del Pd e degli altri partiti interessati al tema ruota attorno a questi principi-cardine: le primarie pubbliche saranno utilizzabili per scegliere candidati a cariche monocratiche come sindaco, presidente di regione, presidente del consiglio dei ministri; saranno facoltative ma vincolanti per chi sceglie di tenerle; gli organi dello Stato le organizzeranno e ne verificheranno lo svolgimento anche tramite un apposito collegio di garanzia; no alla preregistrazione obbligatoria e sì alla trasparenza sui partecipanti; attribuzione ai singoli partiti di normare con proprio regolamento l’elettorato attivo; concentrazione delle primarie di tutti i partiti per una stessa carica in un solo election day; incentivo forte a servirsi delle primarie prevedendo l’esclusione dal due per mille di chi sceglie di non utilizzarle; obbligo, per vincitori e sconfitti, di rispettarne il risultato, pena sanzioni pecuniarie. Spero che la proposta contribuisca ad aprire un dibattito. Perché le primarie pubbliche non sono un costo, ma un grande investimento in democrazia.”
Cosi’ il deputato e segretario del Partito Democratico della Toscana, Dario Parrini, annuncia una proposta di legge nazionale per regolamentare le elezioni primarie per le cariche monocratiche.
Al Senato il Ddl sarà presentato da Andrea Marcucci: “Presentero’ in Senato nei prossimi giorni il disegno di legge sulle primarie pubbliche che il collega Dario Parrini ha annunciato alla Camera. È la naturale conseguenza della riforma dell’articolo 49 della Costituzione. La gestione sara’ del Viminale. Ci sara’ l’obbligo di rispettare il risultato, la facolta’ dei partiti di convocarle ma chi non lo fara’ non potra’ accedere al due per mille, nessun albo degli elettori ma massima garanzia di trasparenza”.
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7 Marzo 2016

Raffaele Marras nuovo segretario dei Giovani Democratici della Toscana

bandiere-giovani-democratici1
E’ Raffaele Marras il nuovo segretario dei Giovani Democratici della Toscana. Candidato unitario, è stato eletto ieri a Pistoia e succede all’uscente Andrea Giorgio.

Marras, 25 anni, è stato rappresentante degli studenti nel cda dell’università di Firenze e segretario dei Giovani Democratici dell’area metropolitana di Firenze.

“Ci candidiamo per essere non solo i giovani del Pd, ma per avvicinare e appassionare una generazione alla politica, parlando meno di giovani e di più con i giovani. Siamo tanti, siamo nelle scuole, nelle università, nelle amministrazioni. Vogliamo provare con passione, coraggio e responsabilità a dare risposte ai problemi e ai bisogni dei giovani e dei nostri territori” è il commento di Marras neoeletto.

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Primarie sindaci Toscana. Oltre 10mila al voto in tre comuni. Parrini: “Festa di popolo”

 

bandiere-pd-tre7 marzo 2016 – “Deve ancora una volta masticare amaro chi aveva scommesso su un flop di affluenza alle primarie del centrosinistra. Più di 6.500 votanti a Grosseto, circa 3 mila a Cascina, oltre mille a Vecchiano”.

Così il segretario del PD della Toscana, Dario Parrini, commenta le elezioni primarie per la scelta dei candidati sindaco del centrosinistra che si sono svolte ieri in tre comuni della Toscana. A Grosseto ha vinto Lorenzo Mascagni, e, nel pisano, Alessio Antonelli a Cascina e Massimiliano Angori a Vecchiano.

“Come sempre, le primarie sono state una grande prova di democrazia e di apertura, una festa di popolo, una lezione per gli scettici di professione e gli antipolitici in servizio permanente effettivo. In questo momento ciò che conta non è l’identità dei candidati vincitori perché a vincere sono stati soprattutto il Pd e il centrosinistra, la politica bella che sa dar voce ai cittadini, che non sceglie barricandosi in qualche stanza e non si accontenta di qualche asfittico clic.
La bella politica che ha saputo coinvolgere le persone che ritengono giusto e utile dire la loro nella selezione dei candidati a sindaco chiamati a rendersi degni di governare le proprie città.
L’importante adesso è che i candidati che hanno vinto dimostrino di saper rappresentare da subito anche le ragioni di chi ha perso. E che i candidati che non hanno vinto da subito si mettano al fianco dei vincitori per far sì che ci sia un risultato positivo alle elezioni amministrative. Unità, responsabilità, competenza, entusiasmo, passione civile. Questo ci serve. In Toscana il livello di partecipazione alle primarie è stato molto al di sopra della media nazionale. E questo è un buon segno. Anzi un ottimo segno.
E ovviamente congratulazioni a Lorenzo Mascagni, Alessio Antonelli e Massimiliano Angori e un grazie di cuore a Paolo Borghi, Andrea Paganelli e Cristiano Meciani. Tutti insieme hanno scritto una pagina nettamente positiva per la politica della nostra regione” conclude Parrini.

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