2 Dicembre 2011

Dsu, Gd: “Dall’ex direttore Peruzzi
attacchi strumentali a diritti studenti”

“Le critiche al DSU toscano, che abbiamo letto in questi giorni sulle pagine dei quotidiani, ci sembrano strumentali e faziose e confondono questioni personali e politiche. Non entriamo nel merito delle scelte dell’azienda per quanto riguarda gli incarichi dirigenziali, vorremmo però porre l’attenzione su alcune questioni fondamentali che riguardano gli studenti”. Così in una nota il segretario dei Giovani Democratici della Toscana, Andrea Giorgio, e il responsabile università dei Giovani Democratici, Gaetano Caravella.

“L’ex direttore dell’Ardsu Enrico Maria Peruzzi fa riferimento ad una presunta mancanza di meritocrazia nell’assegnazione della borsa, ma non è così: esistono soglie importanti rispetto al numero di Crediti Formativi Universitari necessari al mantenimento della borsa di studio, soglie peraltro innalzate nel recente bando pubblicato a luglio. Rispunta poi l’idea di considerare la media come criterio di merito, un’idea contro cui ci siamo battuti già, data la difficoltà di istituire una media unica per tutte le facoltà senza tenere conto dei differenti carichi di studio. Peraltro lo strumento della media non è presente neanche nelle linee guida nazionali. Le considerazioni di Peruzzi sulla resa degli studenti borsisti sono palesemente smentite dal decimo rapporto Irpet sul sistema universitario in Toscana, che rivela come i borsisti abbiano performance migliori degli altri studenti in termini di esami sostenuti e tempi di conseguimento del diploma.

Per quanto riguarda poi la questione degli studenti stranieri, che sono circa il 13% sul totale dei vincitori della borsa di studio in Toscana, Peruzzi pare aprire all’idea delle quote: un’ipotesi inaccettabile, mentre crediamo che sia giusta l’idea, che gia’ abbiamo portato avanti in varie sedi, della stipulazione di accordi coi Paesi di provenienza per l’istituzione di fondi di garanzia che coprano il DSU in caso di impossibilità  di recuperare gli importi erogati e non restituiti. Sulla questione dei controlli e degli sprechi ci limitiamo a sottolineare che chi li rileva oggi sulla stampa è stato per anni direttore dell’Azienda.

Non possiamo accettare un attacco del genere al diritto allo studio, probabilmente dettato da questioni personali che però rischiano di portare all’ennesima messa in discussione di uno strumento che in Toscana più che nel resto del Paese è garanzia di uguaglianza e mobilità sociale. Il diritto allo studio non può essere ridotto a mero investimento economico ma va considerato come investimento sociale. Così come lo studente non puo’ essere una voce di spesa in bilancio ma un protagonista del futuro della nostra societa’” concludono i Giovani Democratici.

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Dsu, Gd: “Dall’ex direttore Peruzzi
attacchi strumentali a diritti studenti”

“Le critiche al DSU toscano, che abbiamo letto in questi giorni sulle pagine dei quotidiani, ci sembrano strumentali e faziose e confondono questioni personali e politiche. Non entriamo nel merito delle scelte dell’azienda per quanto riguarda gli incarichi dirigenziali, vorremmo però porre l’attenzione su alcune questioni fondamentali che riguardano gli studenti”. Così in una nota il segretario dei Giovani Democratici della Toscana, Andrea Giorgio, e il responsabile università dei Giovani Democratici, Gaetano Caravella.

“L’ex direttore dell’Ardsu Enrico Maria Peruzzi fa riferimento ad una presunta mancanza di meritocrazia nell’assegnazione della borsa, ma non è così: esistono soglie importanti rispetto al numero di Crediti Formativi Universitari necessari al mantenimento della borsa di studio, soglie peraltro innalzate nel recente bando pubblicato a luglio. Rispunta poi l’idea di considerare la media come criterio di merito, un’idea contro cui ci siamo battuti già, data la difficoltà di istituire una media unica per tutte le facoltà senza tenere conto dei differenti carichi di studio. Peraltro lo strumento della media non è presente neanche nelle linee guida nazionali. Le considerazioni di Peruzzi sulla resa degli studenti borsisti sono palesemente smentite dal decimo rapporto Irpet sul sistema universitario in Toscana, che rivela come i borsisti abbiano performance migliori degli altri studenti in termini di esami sostenuti e tempi di conseguimento del diploma.

Per quanto riguarda poi la questione degli studenti stranieri, che sono circa il 13% sul totale dei vincitori della borsa di studio in Toscana, Peruzzi pare aprire all’idea delle quote: un’ipotesi inaccettabile, mentre crediamo che sia giusta l’idea, che gia’ abbiamo portato avanti in varie sedi, della stipulazione di accordi coi Paesi di provenienza per l’istituzione di fondi di garanzia che coprano il DSU in caso di impossibilità  di recuperare gli importi erogati e non restituiti. Sulla questione dei controlli e degli sprechi ci limitiamo a sottolineare che chi li rileva oggi sulla stampa è stato per anni direttore dell’Azienda.

Non possiamo accettare un attacco del genere al diritto allo studio, probabilmente dettato da questioni personali che però rischiano di portare all’ennesima messa in discussione di uno strumento che in Toscana più che nel resto del Paese è garanzia di uguaglianza e mobilità sociale. Il diritto allo studio non può essere ridotto a mero investimento economico ma va considerato come investimento sociale. Così come lo studente non puo’ essere una voce di spesa in bilancio ma un protagonista del futuro della nostra societa’” concludono i Giovani Democratici.

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28 Novembre 2011

Barnini: “Unione dei Comuni Empolese Valdelsa evoluzione naturale di Circondario”

Brenda Barnini, segretario Pd Empolese Valdelsa, interviene nel merito della proposta del Pdl locale sul superamento del Circondario, la fusione di alcuni comuni e la gestione unificata dei servizi nei comuni.

«Il Pd Empolese Valdelsa accetta volentieri la sfida lanciata dal Pdl per discutere dell’assetto istituzionale del nostro territorio, a partire da alcune considerazioni di fondo che dovrebbero essere patrimonio comune di tutte le rappresentanze.

L’Empolese Valdelsa costituisce un unicum in Toscana e in Italia, mette insieme in un’unica comunità amministrativa e politica territori tra loro molto diversi, tre sistemi economici locali (quello empolese, quello della Valdelsa e quello di Fucecchio), riunisce 180mila abitanti e undici municipi di cui soltanto due (Montaione e Gambassi) contano meno di cinquemila abitanti e ben otto stanno sopra i diecimila. Questi numeri servono se vogliamo comprendere che dar vita ad un’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, percorso di cui il Pd è pienamente convinto e sul quale i nostri amministratori stanno lavorando concretamente per far partire gestioni associate di servizi importanti (personale, SUAP, servizi legali, stazione appaltante), non è cosa di poco conto né può costituire un passo indietro rispetto all’attuale assetto istituzionale. Qui- continua Barnini- viene il ruolo e la riflessione sul Circondario: per quanto ci si ostini a volerlo dipingere come ente inutile o carrozzone di parcheggio per i politici (ricordo a tutti che i sindaci che compongono la Giunta del Circondario non percepiscono alcuna indennità per svolgere questo ruolo, né i consiglieri nell’assemblea hanno diritto a gettoni di presenza), rappresenta uno dei migliori esempi di sussidiarietà e di federalismo, portando più vicino al territorio e ai cittadini la gestione di deleghe provinciali e regionali. Non solo: il Circondario istituito dalla Regione Toscana come ente di decentramento amministrativo regionale per le funzioni sovra comunali, acquista particolare valore nell’ambito della formazione dell’Area Metropolitana fiorentina e può dirsi a tutt’oggi l’unico passo concretamente realizzato per il superamento della Provincia. E aldilà delle chiacchiere i risultati di una politica territoriale che mette insieme ogni giorno undici comuni si misurano anche nella discussione sul piano interprovinciale dei rifiuti. Aver adottato come metodo di raccolta differenziata quello del porta a porta è stata una scelta coraggiosa che richiede un grande sforzo a tutti i cittadini, ma che consente oggi all’Empolese Valdelsa di raggiungere l’85% di rifiuti differenziati e far diminuire così la necessità di previsione di impianti di smaltimento sull’intero ambito territoriale.

Avvertiamo con urgenza- conclude il segretario- la necessità di riorganizzare le nostre amministrazioni con l’obiettivo di semplificare le procedure e organizzare uno sviluppo del territorio e dei servizi volto a risolvere la vera emergenza di questo tempo, vale a dire le opportunità di lavoro per le giovani generazioni da cui dipende anche il mantenimento di una coesione sociale e civica. Ben venga se di questo non sarà solo il Pd a discuterne, ma anche gli altri partiti che siedono nell’assemblea del Circondario».

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Pd Grosseto, un Odg in 28 Consigli comunali
per chiedere a Monti attenzione agli enti locali

Pinzuti: «Ordine del giorno per chiedere al governo Monti più attenzione agli Enti locali, ai quali cittadini e imprese richiedono d’intervenire per garantire servizi e investimenti»

 

I Comuni sono alla canna del gas e nel 2012 non avranno le risorse per garantire molti servizi essenziali a cittadini e imprese. Alla vigilia dell’approvazione delle nuove misure di stabilizzazione della finanza pubblica da parte del governo Monti, il Pd maremmano propone un ordine del giorno nei 28 consigli comunali della provincia. Il primo comune a discuterlo sarà quello di Orbetello (lunedì 28 novembre), poi Follonica (martedì 29), Grosseto e Gavorrano (mercoledì 30), a seguire tutti gli altri.

«Dal Governo Monti – spiega la segretaria provinciale Barbara Pinzuti – ci attendiamo una maggiore attenzione nei confronti degli Enti locali, che oggi per mantenere i servizi pubblici sono costretti a vendere pezzi del proprio patrimonio o introdurre tasse di scopo (come quella di soggiorno) nel tentativo di mettere insieme risorse. Poiché cittadini e imprese continuano a chiedere l’intervento degli Enti locali – conclude Pinzuti – con quest’ordine del giorno chiediamo scelte innovative, che diano risposte alle nostre comunità. Chiudere un asilo nido, ridurre l’assistenza domiciliare, non fare manutenzione nelle scuole, sulle strade e nel verde pubblico, o rinunciare ad urbanizzare un’area Pip, infatti, mette in crisi l’intero sistema delle relazioni sociali ed economiche di un territorio».

Per questo l’ordine del giorno del Partito democratico, tra le altre cose, chiede al governo di abbattere del 50% il peso della manovra a carico di Regioni, Province e Comuni, intervenendo su evasione fiscale (oggi a 120 miliardi), tracciabilità del denaro e introduzione di una patrimoniale ordinaria, con una maggiore progressività fiscale a favore dei redditi da lavoro e d’impresa. La creazione di un fondo straordinario per infrastrutture, in particolare di tipo scolastico, prevenzione del dissesto idrogeologico e sviluppo delle infrastrutture immateriali, finanziamento adeguato del Tpl, riordino del sistema del welfare con il ripristino dei fondi sociali per Infanzia e adolescenza e politiche sociali, ma anche la regionalizzazione del Patto di stabilità, con lo sblocco di almeno il 10% dei residui passivi, e il ritorno al 50% (oggi è il 20%) del reintegro del turn over del personale.

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Pd Grosseto, un Odg in 28 Consigli comunali
per chiedere a Monti attenzione agli enti locali

Pinzuti: «Ordine del giorno per chiedere al governo Monti più attenzione agli Enti locali, ai quali cittadini e imprese richiedono d’intervenire per garantire servizi e investimenti»

 

I Comuni sono alla canna del gas e nel 2012 non avranno le risorse per garantire molti servizi essenziali a cittadini e imprese. Alla vigilia dell’approvazione delle nuove misure di stabilizzazione della finanza pubblica da parte del governo Monti, il Pd maremmano propone un ordine del giorno nei 28 consigli comunali della provincia. Il primo comune a discuterlo sarà quello di Orbetello (lunedì 28 novembre), poi Follonica (martedì 29), Grosseto e Gavorrano (mercoledì 30), a seguire tutti gli altri.

«Dal Governo Monti – spiega la segretaria provinciale Barbara Pinzuti – ci attendiamo una maggiore attenzione nei confronti degli Enti locali, che oggi per mantenere i servizi pubblici sono costretti a vendere pezzi del proprio patrimonio o introdurre tasse di scopo (come quella di soggiorno) nel tentativo di mettere insieme risorse. Poiché cittadini e imprese continuano a chiedere l’intervento degli Enti locali – conclude Pinzuti – con quest’ordine del giorno chiediamo scelte innovative, che diano risposte alle nostre comunità. Chiudere un asilo nido, ridurre l’assistenza domiciliare, non fare manutenzione nelle scuole, sulle strade e nel verde pubblico, o rinunciare ad urbanizzare un’area Pip, infatti, mette in crisi l’intero sistema delle relazioni sociali ed economiche di un territorio».

Per questo l’ordine del giorno del Partito democratico, tra le altre cose, chiede al governo di abbattere del 50% il peso della manovra a carico di Regioni, Province e Comuni, intervenendo su evasione fiscale (oggi a 120 miliardi), tracciabilità del denaro e introduzione di una patrimoniale ordinaria, con una maggiore progressività fiscale a favore dei redditi da lavoro e d’impresa. La creazione di un fondo straordinario per infrastrutture, in particolare di tipo scolastico, prevenzione del dissesto idrogeologico e sviluppo delle infrastrutture immateriali, finanziamento adeguato del Tpl, riordino del sistema del welfare con il ripristino dei fondi sociali per Infanzia e adolescenza e politiche sociali, ma anche la regionalizzazione del Patto di stabilità, con lo sblocco di almeno il 10% dei residui passivi, e il ritorno al 50% (oggi è il 20%) del reintegro del turn over del personale.

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25 Novembre 2011

Firenze 20Venti, Manciulli: «Trasformare le città per sviluppo e qualità della vita»

“Molte città toscane in questi anni sono oggetto di progetti di trasformazione profondi, anche grandi opere, e se saremo in grado di realizzarli i risultati avranno una prospettiva decennale per le nostre comunità e per le future generazioni. Migliorando le nostre città potremo portare dalla Toscana un contributo di idee utili anche a tutto il Paese. Ci sono alcuni temi che mi interessano particolarmente sul futuro delle città, come il dibattito sulla contemporaneità e l’integrazione con quel grande patrimonio che abbiamo ereditato dal passato. La trasformazione dei centri urbani oggi è una sfida importante per lo sviluppo della società e la qualità di vita. Per questo domani andrò ad ascoltare i lavori dell’iniziativa sulla città del futuro organizzata dal Comune di Firenze”.
Così Andrea Manciulli, segretario del Partito Democratico della Toscana, che domani sarà a “Firenze 20Venti”, l’iniziativa in corso nel Salone dei Cinquecento di Firenze.

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24 Novembre 2011

Domani Giornata contro violenza alle donne
«Non sia soltanto una ricorrenza»

«La giornata internazionale contro la violenza alle donne è l’occasione per ribadire che non basta essere genericamente contro la violenza ma è necessario denunciarne le radici e costruire una diversa e diffusa cultura – dice Tania Cintelli, portavoce delle donne Pd -. Per evitare il rischio che questa giornata si riduca a un rito si deve aprire un conflitto esplicito contro i luoghi comuni, pregiudizi e aspetti culturali, complici della violenza e che ne costituiscono il retroterra naturale».

«Da alcuni anni le donne del Pd – aggiunge Brenda Barnini, segretario Pd Empolese Valdelsa – presenti nei gruppi dirigenti del partito, nelle istituzioni e nel tessuto associativo, hanno insieme promosso iniziative di sensibilizzazione sul contrasto alla violenza di genere ottenendo che questo tema fosse iscritto come priorità nelle agende delle nostre istituzioni. Questo 25 novembre consente infatti di tracciare un bilancio molto positivo. Con la realizzazione del progetto CReA si è costituita una rete interistituzionale a regia pubblica che con la collaborazione delle associazioni che operano nel settore, metterà in campo in modo integrato, strumenti e risorse per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne. Inoltre sono stati presentati progetti a livello regionale e nazionale per ottenere finanziamenti finalizzati a potenziare la rete dei servizi».
«L’impegno delle istituzioni è condizione essenziale per garantire forme di tutela a tutte le donne vittime di violenza che chiedono aiuto – spiega ancora Cintelli -. Ma da solo non è sufficiente. E’ necessario abbattere i luoghi comuni e primo fra tutti che la violenza venga agita da un nemico esterno, magari straniero. La violenza contro le donne è trasversale alle culture, attraversa profondamente la nostra società e purtroppo vive e si perpetra nelle nostre case e nelle nostre famiglie. I dati statistici dicono che gli autori delle violenze sessuali e degli omicidi sono uomini vicini alle vittime: partner, familiari, ex, colleghi. contrasto alla violenza allora non può risolversi con azioni di sicurezza ma con un profondo cambiamento culturale in cui le relazioni tra i due sessi siano paritarie e rispettose delle reciproche differenze. La violenza, infatti, rimanda al rapporto tra potere, libertà e autonomia tra donne e uomini. Spesso le violenze subite dalle donne sono la reazione alle loro scelte di determinazione, di crescita personale. La violenza di genere è quindi in primo luogo una grave violazione dei diritti umani e va combattuta in quanto tale. In secondo luogo produce effetti devastanti oltre che sulle vite individuali anche sul bilancio pubblico. Sono infatti ingenti le risorse consumate per riparare i danni della violenza: spese sanitarie, spese per gli apparati di polizia e di giustizia, e infine per la riduzione della produttività».

«Uno studio recentemente realizzato per l’OMS, mostra che i bambini che assistono alla violenza intrafamiliare sono tre volte più soggetti alla necessità di chiedere un consulto medico, con maggior frequenza necessitano di ricovero ospedaliero e sono più esposti al rischio di insuccesso scolastico. Inoltre questi bambini tendono a ripetere gli stessi comportamenti a cui assistono, innestando una spirale di violenza intergenerazionale.
Il 25 novembre sarà per le donne del Pd – conclude Cintelli – attraverso le numerose iniziative promosse sul territorio, occasione per riaffermare con forza che il contrasto alla violenza contro le donne è un compito che riguarda tutti e per promuovere una assunzione di responsabilità diffusa da parte della collettività».

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I GD dell’Empolese Valdelsa
oggi a Fibbiana, domani a Vitolini

I Giovani democratici dell’Empolese Valdelsa animano le feste autunnali del Partito democratico. Stasera, giovedì 24 novembre, saranno presenti alla Festa democratica autunnale del Pd Montelupo, che si tiene fino a domenica presso il circolo Arci di Fibbiana, dove inaugureranno la Giovanile di Zona. E’ previsto un apericena a partire dalle 19.30, a seguire assemblea territoriale dei GD e poi concerto con la cover band di De Andrè.
Domani, venerdì 25 novembre, a Toscana Democratica presso il circolo di Vitolini (Vinci), concerto di giovani gruppi locali a partire dalle 22.00.
«Vogliamo ripartire con le feste democratiche autunnali per rilanciare la nostra attività e le nostre proposte per il partito ma soprattutto per il nostro Paese – afferma Silvia Vannelli, segretario Gd Empolese Valdelsa -. Queste due sere saranno molto importanti per la nostra organizzazione, ma anche per tutti ragazzi che decideranno di avvicinarsi alla giovanile, tanti gli argomenti di cui parleremo dalla scuola, all’università, all’ambiente, ai giovani italiani e alle politiche lavorative».

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“L’Italia sono anch’io” ad Arezzo
Il contributo dei Giovani Democratici

Nel corso della mattinata di sabato 19 novembre, giorno di mobilitazione nazionale del comitato promotore di “L’Italia sono anch’io”, anche i Giovani Democratici della Provincia di Arezzo hanno dato il proprio contributo alla causa raccogliendo le firme per le due leggi di iniziativa popolare di cui il progetto si fa portatore.

Il piccolo banchetto sistemato tra una bancarella e l’altra del consueto mercato cittadino di Via Giotto di Arezzo è stato un punto di incontro per tutti i cittadini della nostra provincia, italiani e non, rimasti incuriositi da questo serio programma di riforma delle due leggi attualmente vigenti in merito alla concessione della cittadinanza e del diritto di voto amministrativo.
Come cittadini non più solo di uno stato, ma di un mondo che sempre più si caratterizza come un continuo scambio tra popoli e culture diverse, i Giovani Democratici ritengono fondamentale la revisione delle leggi in vigore, discordanti con le convenzioni europee, per cui, ad esempio, i bambini nati in Italia da genitori stranieri non acquisiscono la cittadinanza neppure se crescono da italiani. La cittadinanza, infatti, è una condizione che non dovrebbe essere acquisita per “sangue”, ma per diritto. Un diritto che spetta a chiunque viva nella nostra società, ne rispetta le norme e le regole, paga tutte le imposte dovute e che quindi contribuisce da un lato alla crescita fiscale del Paese, dall’altro allo sviluppo della stessa comunità. Quale altra giusta definizione può essere data alla parola “cittadino”, se non questa? Ecco perché i Giovani Democratici, come il comitato promotore dell’iniziativa, credono anche che sia giusto conferire ai cittadini stranieri il diritto di voto amministrativo: non è ammissibile che oggi una gran parte di persone che popolano le nostre città non possano decidere chi debba amministrare il bene comune. Queste e altre considerazioni sono state fatte dai nostri ragazzi a tutti i passanti fermatisi a chiedere informazioni e che hanno ritenuto poi giusto appoggiare l’iniziativa con una firma.
Come Giovani Democratici non possiamo che essere lieti dei risultati ottenuti. La campagna, ricordiamo, non è finita: terminerà infatti a febbraio 2012. Invitiamo pertanto tutti coloro che volessero contribuire con una firma a recarsi presso la sede del Coordinamento Provinciale PD, sede anche del gruppo dei Giovani Democratici Provinciali, o negli appositi sportelli “Unico” attivati dal comune di Arezzo.
Qualora foste interessati a saperne di più sul programma de “L’Italia sono anch’io”, vi invitiamo a visitare il sito internet www.litaliasonoanchio.it o la pagina Facebook dedicata.

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23 Novembre 2011

Ferrucci: «No alle dimissioni di Fassina.
Credibili nel mondo del lavoro anche grazie a lui»

Chiedere le dimissioni di Stefano Fassina mi sembra fuori luogo e strumentale. La posizione del Partito Democratico sui temi di economia e lavoro è chiara e allo stesso tempo aperta al confronto come si addice ad un partito come il nostro. L’operato di Fassina in questi mesi è positivo ed è anche dovuta a questo la credibilità che abbiamo oggi nel mondo del lavoro”.
Così il responsabile Economia e Lavoro del PD toscano, Ivan Ferrucci, commenta la richiesta di dimissioni del responsabile nazionale Stefano Fassina, contenuta in un documento dei Liberal PD.
Non mi pare francamente che ci sia contraddizione tra le posizioni di Fassina e le linee di responsabilità e di rigore assunte da Bersani di cui parlano i sottoscrittori del documento. E in riferimento alla vicenda della lettera della Bce, ad esempio, credo che sia fuori luogo pensare che, per un dirigente politico, avere espresso un’opinione rispetto a un’istituzione comunitaria corrisponda a un motivo di allontanamento da un organismo politico come una segreteria di partito”, conclude Ferrucci.

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