24 Ottobre 2011

“E’ il momento dell’equità”
Intervento di Ferrucci su l’Unità

“E’ giunto il momento che chi ha di più paghi di più”. La contro-manovra del Pd nell’intervento di Ivan Ferrucci, responsabile economia e lavoro del Pd Toscana, pubblicato su l’Unità – Toscana il 25 agosto 2011.

L’Unità – Toscana – è il momento dell’equità

 

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21 Ottobre 2011

Ferrucci e Tortolini: “Un dibattito sulla paura mentre la crisi incalza”

Intervento di Ivan Ferrucci, responsabile Economia e Lavoro del Pd Toscana,
e Matteo Tortolini, Coordinatore Area Politiche del Territorio Pd Toscana
Corriere Fiorentino del 20 ottobre 2011

Il governo riformista della nostra Regione si è fondato su un patto tra lavoro, impresa privata e piani pubblici. Lo ha fatto a vari livelli per la ricostruzione post bellica, per il consolidamento di un sistema industriale, per lo sviluppo delle piccole e medie imprese e se oggi la nostra regione a differenza di altre presenta una armatura urbana facilmente leggibile lo si deve allo strumento del piano pubblico attivato anche tramite investimenti privati. Ci sono tantissimi esempi nella nostra regione di buon governo, che hanno creato, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, un tessuto economico e sociale portando la nostra regione tra le più avanzate del Paese. Tornare indietro oggi ci parrebbe davvero curioso in un tempo dove, semmai, c’è la necessità di un nuovo patto sociale, perché il tema vero è ricostruire un’alleanza tra impresa, lavoro e territorio per fronteggiare la crisi, per contrastare la rendita a favore del reddito, per sfidare i conservatorismi di un appagamento regionale che è il vero problema toscano. Per questo serve una maggiore capacità progettuale che definisca chiari obbiettivi, per definire il nostro futuro.

L’identità dei luoghi, la conservazione del paesaggio non può che essere attiva, dinamica, frutto di una cultura di governo che quando trasforma il territorio lo fa sulla base di un piano pubblico capace di sfidare positivamente chi investe a partire dal recupero di ciò che c’è e sul nuovo avendo la forza di alzare l’asticella della qualità, della salvaguardia dell’ambiente, dell’innovazione, progettuale e produttiva. Spesso si assiste a grandi discussioni guidate dalla paura più che dalla volontà di misurarsi nel merito sui problemi e intanto la realtà corre e non aspetta certo noi. La semplificazione delle procedure di pianificazione, il governo dei diritti edificatori per il contrasto alla rendita, la valutazione dei piani, un sistema strutturalmente incentivante per la redazione di piani strutturali realmente strategici e sovra comunali, una pratica partecipativa che si accompagni alla responsabilità rafforzando così la politica, la democrazia e le assemblee elettive, presuppongono una chiara linea di governo ed una intensa cooperazione istituzionale per non ritrovarsi sempre ad accendere i riflettori solo su casi puntuali e vicende specifiche. Più chiara e di respiro sarà l’impronta di governo su questi temi e più agilmente sfuggiremo a dibattiti certamente evocativi tra privato sì o privato no, oppure tra paesaggio e sviluppo, ma lontani anni luce da quella larga parte della società che soffre drammaticamente la crisi e che spesso vede la politica discutere più delle proprie convinzioni anziché tentare di risolvere i problemi.

Ivan Ferrucci

Matteo Tortolini

 

 

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Ferrucci e Tortolini: “Un dibattito sulla paura mentre la crisi incalza”

Intervento di Ivan Ferrucci, responsabile Economia e Lavoro del Pd Toscana,
e Matteo Tortolini, Coordinatore Area Politiche del Territorio Pd Toscana
Corriere Fiorentino del 20 ottobre 2011

Il governo riformista della nostra Regione si è fondato su un patto tra lavoro, impresa privata e piani pubblici. Lo ha fatto a vari livelli per la ricostruzione post bellica, per il consolidamento di un sistema industriale, per lo sviluppo delle piccole e medie imprese e se oggi la nostra regione a differenza di altre presenta una armatura urbana facilmente leggibile lo si deve allo strumento del piano pubblico attivato anche tramite investimenti privati. Ci sono tantissimi esempi nella nostra regione di buon governo, che hanno creato, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio, un tessuto economico e sociale portando la nostra regione tra le più avanzate del Paese. Tornare indietro oggi ci parrebbe davvero curioso in un tempo dove, semmai, c’è la necessità di un nuovo patto sociale, perché il tema vero è ricostruire un’alleanza tra impresa, lavoro e territorio per fronteggiare la crisi, per contrastare la rendita a favore del reddito, per sfidare i conservatorismi di un appagamento regionale che è il vero problema toscano. Per questo serve una maggiore capacità progettuale che definisca chiari obbiettivi, per definire il nostro futuro.

L’identità dei luoghi, la conservazione del paesaggio non può che essere attiva, dinamica, frutto di una cultura di governo che quando trasforma il territorio lo fa sulla base di un piano pubblico capace di sfidare positivamente chi investe a partire dal recupero di ciò che c’è e sul nuovo avendo la forza di alzare l’asticella della qualità, della salvaguardia dell’ambiente, dell’innovazione, progettuale e produttiva. Spesso si assiste a grandi discussioni guidate dalla paura più che dalla volontà di misurarsi nel merito sui problemi e intanto la realtà corre e non aspetta certo noi. La semplificazione delle procedure di pianificazione, il governo dei diritti edificatori per il contrasto alla rendita, la valutazione dei piani, un sistema strutturalmente incentivante per la redazione di piani strutturali realmente strategici e sovra comunali, una pratica partecipativa che si accompagni alla responsabilità rafforzando così la politica, la democrazia e le assemblee elettive, presuppongono una chiara linea di governo ed una intensa cooperazione istituzionale per non ritrovarsi sempre ad accendere i riflettori solo su casi puntuali e vicende specifiche. Più chiara e di respiro sarà l’impronta di governo su questi temi e più agilmente sfuggiremo a dibattiti certamente evocativi tra privato sì o privato no, oppure tra paesaggio e sviluppo, ma lontani anni luce da quella larga parte della società che soffre drammaticamente la crisi e che spesso vede la politica discutere più delle proprie convinzioni anziché tentare di risolvere i problemi.

Ivan Ferrucci

Matteo Tortolini

 

 

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Emergenza carceri:
“I tagli del governo violano i diritti umani”

Basta con i tagli orizzontali alla Giustizia e al settore penitenziario. Basta con le leggi securitarie e punitive. Il governo pensi di più alle condizioni dei detenuti e meno alle magagne giudiziarie del premier. Questo, in sintesi, il messaggio al governo lanciato dal Manifesto sullo stato delle carceri del Pd Toscana. Una decina di misure necessarie “per garantire la vivibilità nei penitenziari, il rispetto dei diritti dei carcerati e la sicurezza del personale penitenziario”.

Il primo passo il governo deve farlo sul terreno delle risorse, rendendo operativo al più presto il Fondo unico della Giustizia, la cui reale consistenza e destinazione, per il momento, sono avvolte dal mistero. Serve poi una riforma della Giustizia, “reale, concreta, che risponda ai bsogni del cittadino, non di Silvio Berlusconi”. Per il Pd, le priorità si riassumono nella depenalizzazione dei reati minori, nel rafforzamente delle misure alternative alla detenzione, nella riforma della Fini-Giovanardi sulla tossicodipendenza e della legge Cirielli sulla recidiva, nella riduzione dei casi di custodia cautelare obbligatori.

A presentare il piano del Pd sono il segretario regionale dei Democratici Andrea Manciulli e la senatrice Silvia Della Monica, responsabile Giustizia del Pd Toscana. “La situazione è ormai fuori controllo – spiegano – si impongono risposte urgenti e di largo respiro, i soliti rimedi tampone o di bandiera non bastano più”. Il Manifesto del Pd, che risponde a un recente appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nasce da uno stato d’emergenza sempre più preoccupante, che anche in Toscana nelle ultime settimane si è palesato in tutta la sua drammaticità. Nel carcere fiorentino di Sollicciano, ad esempio, si è superata di nuovo quota mille detenuti: gli ospiti sono 1.011, un terzo dei quali tossicodipendenti, oltre a 7 bambini costretti a vivere dietro le sbarre con le madri. Praticamente sono il doppio del consentito, visto che la capienza regolamentare del penitenziario sarebbe di 447 detenuti. Nei giorni scorsi, inoltre, si è assistito alla paralisi dell’attività giudiziaria: la Polizia penitenziaria è rimasta letteralmente a secco, senza un centesimo per rifornire di benzina gli automezzi. Una sofferenza che Sollicciano condivide con le altre carceri della Toscana: dal penitenziario di Empoli all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, costretti al gelo per giorni, senza riscaldamento e senza soldi per pagare le bollette.

“Dinanzi alla politica del governo – continuano Manciulli e Della Monica – del cinismo e della indifferenza al rispetto delle condizioni fondamentali di vita nelle carceri e dello sfascio del comparto penale, denunciamo con forza come i tagli di risorse non debbano comportare la violazione dei diritti fondamentali e l’interruzione dei servizi essenziali, quali quello di giustizia, ormai oggetto di una vera e propria opera di demolizione sistematica”.

PD Toscana. Il “Manifesto sullo stato delle carceri”

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Emergenza carceri:
“I tagli del governo violano i diritti umani”

Basta con i tagli orizzontali alla Giustizia e al settore penitenziario. Basta con le leggi securitarie e punitive. Il governo pensi di più alle condizioni dei detenuti e meno alle magagne giudiziarie del premier. Questo, in sintesi, il messaggio al governo lanciato dal Manifesto sullo stato delle carceri del Pd Toscana. Una decina di misure necessarie “per garantire la vivibilità nei penitenziari, il rispetto dei diritti dei carcerati e la sicurezza del personale penitenziario”.

Il primo passo il governo deve farlo sul terreno delle risorse, rendendo operativo al più presto il Fondo unico della Giustizia, la cui reale consistenza e destinazione, per il momento, sono avvolte dal mistero. Serve poi una riforma della Giustizia, “reale, concreta, che risponda ai bsogni del cittadino, non di Silvio Berlusconi”. Per il Pd, le priorità si riassumono nella depenalizzazione dei reati minori, nel rafforzamente delle misure alternative alla detenzione, nella riforma della Fini-Giovanardi sulla tossicodipendenza e della legge Cirielli sulla recidiva, nella riduzione dei casi di custodia cautelare obbligatori.

A presentare il piano del Pd sono il segretario regionale dei Democratici Andrea Manciulli e la senatrice Silvia Della Monica, responsabile Giustizia del Pd Toscana. “La situazione è ormai fuori controllo – spiegano – si impongono risposte urgenti e di largo respiro, i soliti rimedi tampone o di bandiera non bastano più”. Il Manifesto del Pd, che risponde a un recente appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nasce da uno stato d’emergenza sempre più preoccupante, che anche in Toscana nelle ultime settimane si è palesato in tutta la sua drammaticità. Nel carcere fiorentino di Sollicciano, ad esempio, si è superata di nuovo quota mille detenuti: gli ospiti sono 1.011, un terzo dei quali tossicodipendenti, oltre a 7 bambini costretti a vivere dietro le sbarre con le madri. Praticamente sono il doppio del consentito, visto che la capienza regolamentare del penitenziario sarebbe di 447 detenuti. Nei giorni scorsi, inoltre, si è assistito alla paralisi dell’attività giudiziaria: la Polizia penitenziaria è rimasta letteralmente a secco, senza un centesimo per rifornire di benzina gli automezzi. Una sofferenza che Sollicciano condivide con le altre carceri della Toscana: dal penitenziario di Empoli all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, costretti al gelo per giorni, senza riscaldamento e senza soldi per pagare le bollette.

“Dinanzi alla politica del governo – continuano Manciulli e Della Monica – del cinismo e della indifferenza al rispetto delle condizioni fondamentali di vita nelle carceri e dello sfascio del comparto penale, denunciamo con forza come i tagli di risorse non debbano comportare la violazione dei diritti fondamentali e l’interruzione dei servizi essenziali, quali quello di giustizia, ormai oggetto di una vera e propria opera di demolizione sistematica”.

PD Toscana. Il “Manifesto sullo stato delle carceri”

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20 Ottobre 2011

Carceri: “Si rasenta la violazione
sistematica dei diritti umani”

Firenze – “Il Partito Democratico della Toscana denuncia la grave situazione nella gestione delle strutture carcerarie toscane. Quanto avvenuto nell’ultima settimana presso le strutture e nei servizi dell’amministrazione penitenziaria necessita di risposte urgenti e strutturali”.

Così il segretario regionale PD Andrea Manciulli e la senatrice Silvia Della Monica, responsabile giustizia del PD della Toscana, intervengono sull’emergenza carceri presentando anche un ‘Manifesto sullo stato delle carceri’.

“Negli ultimi giorni al carcere di Sollicciano di Firenze – dicono Manciulli e Della Monica – è stata superata la soglia dei mille detenuti (attualmente si trovano in stato di reclusione 1.011 adulti e 7 bambini in detenzione forzata) a fronte di una capienza tollerabile di 447 unità. Le condizioni di vita dei soggetti ristretti, la gran parte dei quali in attesa di giudizio, della polizia penitenziaria, degli educatori, degli assistenti sociali e psicologi e della stessa dirigenza amministrativa, hanno ormai raggiunto il limite della umana sopportazione: la situazione è definitivamente fuori controllo. Si impongono, pertanto, non rimedi tampone o di bandiera, ma risposte urgenti e di largo respiro: la  depenalizzazione dei reati minori, il rafforzamento delle misure alternative alla detenzione, la riforma della legge Fini-Giovanardi sulla tossico-dipendenza e della cosiddetta legge Cirielli sulla recidiva, la riduzione dei casi di custodia cautelare obbligatoria” elencano Manciulli e Della Monica. “E comunque – sottolineano – la modifica delle norme introdotte con una legislazione securitaria, voluta da questo Governo solo per compattare le maggioranze che lo sostengono, che aggravano inutilmente i problemi della giustizia e del carcere”.

“Occorre inoltre che il Governo rinunci alla politica dei tagli orizzontali e indiscriminati alla giustizia e al settore penitenziario, ulteriore causa della invivibilità nelle strutture carcerarie e di ulteriore inammissibile inefficienza. Anzi occorre che renda operativo al più presto il Fondo Unico Giustizia, la cui reale consistenza e destinazione è ancora avvolta dal mistero” secondo il segretario regionale del Pd toscano e la senatrice Della Monica.

“In questi giorni a Firenze si è assistito alla vera e propria paralisi dell’attività giudiziaria a causa dell’assenza di risorse per far fronte ai rifornimenti degli automezzi della Polizia penitenziaria: l’impossibilità di eseguire le traduzioni dei detenuti ha comportato, infatti, il rinvio di innumerevoli processi, in pieno contrasto con i diritti degli imputati e delle parti offese e più in generale in contrasto con la ragionevole durata dei processi invocata dal PD come garanzia per tutti i cittadini, ma imposta dall’attuale maggioranza parlamentare solo per consentire al  presidente del Consiglio di porsi al riparo dai suoi processi”.

“Ma non basta: a causa del mancato pagamento alla società fornitrice è stata interrotta l’erogazione del gas all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino, dove sono recluse 170 persone che già versano in condizioni precarie ed uguale sorte è toccata al carcere di Empoli per morosità nei confronti di Toscana Energia. Dinanzi alla politica del Governo – concludono Andrea Manciulli e Silvia Della Monica –, del cinismo e della indifferenza al rispetto delle condizioni fondamentali di vita nelle carceri e dello sfascio del comparto penale, intendiamo denunciare con forza come i tagli di risorse non debbano comportare la violazione di diritti fondamentali e l’interruzione di servizi essenziali, quali quello della giustizia, ormai oggetto di una vera e propria opera di demolizione sistematica”.

MANIFESTO SULLO STATO DELLE CARCERI DEL PD TOSCANA

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19 Ottobre 2011

Manciulli: “Sì all’ossessione della crescita,
no a quella della leadership”

Il segretario regionale Andrea Manciulli: “Ha ragione Bersani:
parliamo più dei problemi del paese e meno di noi stessi

“In Italia ormai c’è un governo-bunker. Sempre più italiani sentono i morsi della crisi, la disoccupazione giovanile è al 28%, le imprese chiedono misure per la crescita e Berlusconi pensa solo a come tenere la sua poltrona un giorno in più.

Il governo è in agonia, nel nostro orizzonte devono esserci sempre i problemi del Paese e le idee per superarli, come ha giustamente ricordato il segretario Bersani venerdì scorso a Firenze. Le priorità delle persone che si aspettano da noi il rilancio dell’Italia si chiamano lavoro, investimenti, casa, servizi.

E’ su questo che dobbiamo concentrarci, piuttosto che in un dibattito tutto incentrato su noi stessi, sulle regole interne, sulla leadership, sulle tattiche e sul posizionamento – dice il segretario del Partito Democratico della Toscana, Andrea Manciulli -. Non guardiamoci l’ombelico, teniamo sempre alto lo sguardo. Dobbiamo avere l’ossessione della crescita e non quella della leadership. Siamo un partito che è nato 4 anni fa e ha già cambiato 3 segretari e fatto 2 congressi. Se si continua con questa ossessione della leadership, la prossima volta faremmo meglio ad eleggere uno psicanalista invece che un segretario. Questo paese ha bisogno invece del linguaggio della verità, ha bisogno di riforme che ci rimettano in piedi. E non ha bisogno invece di una politica che accarezza sempre per il verso del pelo l’opinione espressa dai sondaggi inseguendo solo il consenso a breve termine. E’ necessario piuttosto che ci si assuma la responsabilità delle riforme che servono e possono salvare il paese. Fa bene Bersani a perseguire questa strada con tenacia”.

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Manciulli: “Sì all’ossessione della crescita,
no a quella della leadership”

Il segretario regionale Andrea Manciulli: “Ha ragione Bersani:
parliamo più dei problemi del paese e meno di noi stessi

“In Italia ormai c’è un governo-bunker. Sempre più italiani sentono i morsi della crisi, la disoccupazione giovanile è al 28%, le imprese chiedono misure per la crescita e Berlusconi pensa solo a come tenere la sua poltrona un giorno in più.

Il governo è in agonia, nel nostro orizzonte devono esserci sempre i problemi del Paese e le idee per superarli, come ha giustamente ricordato il segretario Bersani venerdì scorso a Firenze. Le priorità delle persone che si aspettano da noi il rilancio dell’Italia si chiamano lavoro, investimenti, casa, servizi.

E’ su questo che dobbiamo concentrarci, piuttosto che in un dibattito tutto incentrato su noi stessi, sulle regole interne, sulla leadership, sulle tattiche e sul posizionamento – dice il segretario del Partito Democratico della Toscana, Andrea Manciulli -. Non guardiamoci l’ombelico, teniamo sempre alto lo sguardo. Dobbiamo avere l’ossessione della crescita e non quella della leadership. Siamo un partito che è nato 4 anni fa e ha già cambiato 3 segretari e fatto 2 congressi. Se si continua con questa ossessione della leadership, la prossima volta faremmo meglio ad eleggere uno psicanalista invece che un segretario. Questo paese ha bisogno invece del linguaggio della verità, ha bisogno di riforme che ci rimettano in piedi. E non ha bisogno invece di una politica che accarezza sempre per il verso del pelo l’opinione espressa dai sondaggi inseguendo solo il consenso a breve termine. E’ necessario piuttosto che ci si assuma la responsabilità delle riforme che servono e possono salvare il paese. Fa bene Bersani a perseguire questa strada con tenacia”.

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Tpl, il Pd incontra i lavoratori del settore

“I tagli del governo e la riforma regionale del Trasporto Pubblico Locale”
Il Partito Democratico incontra i lavoratori delle aziende TPL della provincia di Firenze
Domani alle 18 Sala DLF in via Alamanni 4/A a Firenze

Firenze – Nell’ambito delle diverse iniziative del PD nei settori del mondo del lavoro, domani, giovedì 20 ottobre, il Partito Democratico incontra i lavoratori delle aziende di trasporto pubblico locale della provincia di Firenze. Presso la Sala DLF in via Alamanni 4/A a Firenze, infatti, si terrà alle 18 l’assemblea dal titolo “I tagli del governo e la riforma regionale del trasporto pubblico locale” a cui parteciperanno il responsabile Economia e Lavoro del Pd della Toscana Ivan Ferrucci, il coordinatore regionale del partito dell’Area politiche del territorio, ambiente e infrastrutture, Matteo Tortolini; il responsabile Trasporti del Pd toscano Valerio Vannetti, Mirko Dormentoni, dell’Esecutivo del Pd Metropolitano di Firenze e Giovanni Abenante, responsabile Circolo Mobilità e Trasporti PD Firenze.

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18 Ottobre 2011

Fallimento Sasch, Ferrucci:
“Cenni ha sbagliato due volte”

Sasch, Ferrucci: “Il sindaco di Prato ha fallito due volte.
Preoccupati per i lavoratori e le aziende artigiane”.

Firenze – «Il fallimento della Sasch è una notizia che ci preoccupa e che ci rattrista per i risvolti pesanti che avrà sull’occupazione e sulle residue speranze delle aziende artigiani creditrici di recuperare anche un piccola parte dei crediti. Si tratta di un ulteriore duro colpo al già fragile sistema del manifatturiero pratese, un fatto che deve spingere tutti ad interrogarsi sulle scelte e le prospettive di un comparto che ha bisogno di recuperare lo smalto dei tempi migliori. Questo potrà avvenire se, in primo luogo da parte degli imprenditori, si smetterà di guardare al mercato globalizzato solo in funzione della riduzione dei costi di produzione, con la delocalizzazione e a scapito della qualità del prodotto. Ora bisognerà operare affinché i costi e le ferite di questo fallimento non ricadano esclusivamente sui lavoratori e sui terzisti. Questo anche perché si tratta dell’azienda che vede il sindaco di Prato tra i protagonisti in negativo di quel fallimento, una posizione delicata che non invidiamo e che ripropone in tutta la sua attualità la questione dell’inopportunità del doppio ruolo politico-imprenditore. Nel caso del sindaco Cenni, purtroppo per Prato, i risultati sono negativi su tutti e due i fronti».

Così Ivan Ferrucci, consigliere regionale e responsabile lavoro ed economia della segreteria del Pd toscano, interviene sulla vicenda del gruppo Sasch.

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