Un’altra Europa
Video – Bugli
Il capogruppo del PD in Regione, Vittorio Bugli, interviene a margine del seminario “Un’altra Europa” alle Oblate di Firenze. “L’Europa deve diventare il DNA del nostro Partito perchè solo con un’ottica europea si può uscire dalla crisi. Alla crisi servono risposte comunitarie, a partire da una tassa una tantum sui grandi patrimoni“.
Un’altra Europa
Video – Mecacci
Il segretario del PD metropolitano di Firenze, Patrizio Mecacci,parla a margine del convegno “Un’altra Europa”: “Firenze ha dato storicamente un contributo alla costruzione di un’altra Europa. E’ stata la sede del Social Forum Europeo e, prima ancora, del vertice della Terza via a metà degli anni 90: dobbiamo ripartire da lì per prendere ciò che c’era di buono e per superare i limiti di quella stagione. In questi giorni il presidente della Regione ha proposto di istituire a Firenze un Centro per gli studi sull’Umanesimo e sul Rinascimento per rilanciare questa prospettiva culturale. Io credo che sia utile collegarlo alla dimensione europea e a basi culturali e politiche nuove, a partire da ciò che Firenze ha rappresentato e può rappresentare per la storia del mondo”.
Un’altra Europa Video – Giorgio
Il segretario regionale dei Giovani Democratici della Toscana, Andrea Giorgio, interviene a margine del seminario “Un’altra Europa” alle Oblate di Firenze. “Siamo europeisti convinti, ma vorremmo un’Europa diversa, un’Europa che la smettesse di parlare solo attraverso le letterine. Un’Europa che rimetta i giovani al centro delle sue politiche“.
Un’altra Europa
Video – Petretto
Il professor Alessandro Petretto, docente dell’Università di Firenze, interviene a margine del seminario “Un’altra Europa” alle Oblate di Firenze. “Nell’ultimo decennio in Italia si è avuto uno tsunami di spesa pubblica: al netto degli interessi, è aumentata del 38,6% quando il Pil è aumentato solo il14%. Crescendo più del Pil, la spesa pubblica risulta insostenibile, la produttività non è aumentata e la crescita non c’è stata. Serve dunque qualificare la spesa pubblica,indirizzarla maggiormente all’investimento pubblico, al capitale umano e meno in spesa corrente“.
Pagliai: “Rafforzare il dibattito di idee
sulla riforma della Giustiza”
“Nell’ambito dell’ultima riunione del Forum Giustizia del PD Toscana sono stati affrontati, con la partecipazione, tra gli altri, dei presidenti degli ordini degli avvocati della Toscana, i temi della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, della riforma della professione forense, della riforma dei riti civili nonché la cruciale e drammatica questione dell’emergenza carceri. Tutti questi temi, come promesso in quella sede, ed a conferma che è su queste questioni che si gioca il futuro di una Giustizia efficiente, veramente giusta, a garanzia dei diritti dei cittadini, sono stati oggetto della relazione tenutasi lo scorso 29.11.2011 in Commissione Giustizia del Senato dal nuovo ministro della Giustizia Paola Severino.
Riassumendo quanto è stato dichiarato in quella sede il ministro ha, comprensibilmente, affermato che per quanto concerne le prospettive di riforma dei codici penale e di procedura penale, pur essendo obiettivi condivisibili e apprezzabili, essi risultino difficilmente attuabili, tenuto conto che i tempi necessari per attuare tali riforme mal si conciliano con quelli di durata della legislatura. L’oggettiva impraticabilità di riforme organiche non esclude l’esigenza di un intervento limitato a singoli aspetti, maggiormente funzionali all’attuazione del programma del Governo di risparmio e di contenimento della spesa per il rilancio dell’economia.
Venendo agli argomenti centrali toccati nella propria relazione il Ministro ha ribadito:
1) Risulta prioritario in primo luogo un intervento in materia carceraria. Al fine di affrontare la questione del sovraffollamento, più che il ricorso all’istituto dell’amnistia l’Esecutivo intende valutare il rafforzamento di altri strumenti deflativi. In tale contesto è stata ritenuta però non opportuna l’adozione di provvedimenti “svuota carceri” in ragione del carattere provvisorio e quindi dell’impatto temporalmente circoscritto di tale provvedimento sulla riduzione della popolazione carceraria.
Gli interventi in materia carceraria devono poi essere volti ad un generale rafforzamento dei diritti dei detenuti. Tali diritti risultano a ben vedere fortemente limitati in primo luogo dalla insufficienza e inadeguatezza delle strutture carcerarie. La realizzazione di nuove strutture detentive seppure avviabile richiede tempi lunghi per il completamento. Per fare fronte quindi alla situazione emergenziale attuale appare più opportuno l’implementazione di misure alternative alla detenzione, valutando in primo luogo l’ampliamento dell’ambito applicativo dell’istituto della detenzione domiciliare. Analogamente percorribile appare la via del rafforzamento dell’istituto della messa in prova il quale ha già dato, peraltro nell’ottica del reinserimento sociale, ottimi risultati nella giustizia minorili.
Al fine di alleviare la condizione dei ristretti ritiene necessario istituire una carta dei diritti e dei doveri, da tradursi anche in lingue diverse da quella italiana. Tale piccolo catalogo potrebbe alleviare la sensazione di smarrimento di coloro che entrano in carcere e che, anche per ragioni linguistiche, spesso non sanno cosa sia o meno consentito. Si potrebbe valutare poi prevedere analogo strumento anche per i familiari dei reclusi.
Particolare rilievo sia in termini deflattivi che dei risparmi di spesa potrebbe poi essere svolto dal cosiddetto braccialetto elettronico, il cui uso ad oggi risulta ancora limitato. L’assenso preventivo ad uso del braccialetto potrebbe rappresentare una misure alternativa alla detenzione particolarmente positiva, soprattutto se si considerano i positivi effetti registrati nei paesi in cui esso trova già applicazione.
2) Nella prospettiva del risparmio e dell’efficienza un ruolo centrale deve essere riconosciuto alla giustizia civile, assolutamente funzionale anche al rilancio economico del Paese. Nel riconoscere i positivi interventi posti in essere dal precedente esecutivo sul processo civile, è stato ritenuto necessario un ulteriore rafforzamento dell’efficienza del sistema, anche attraverso il completamento dell’informatizzazione.
3) Un importante fattore per il recupero dell’efficienza e del risparmio è rappresentato poi dalla ridefinizione delle circoscrizioni giudiziarie. Al di là di possibili divergenze sul numero e sulla localizzazione delle circoscrizioni, ritiene che sia esigenza unanimemente condivisibile quella di una riduzione delle stesse. Sul punto è stato ricordato che le premesse per una riforma sono state già dettate dal precedente Esecutivo e che quindi spetta al Governo in carica, nel massimo rispetto di criteri oggettivi, dare attuazione alla delega.
4) Sul tema delle liberalizzazioni è stato sottolineato come esso si inserisca in una chiara cornice normativa in primo luogo comunitaria. Gli interventi posti in essere fino a d oggi rispondevano fra l’altro all’esigenza di dare adeguata attuazione a criteri comunitari. Smentendo i timori palesati dal presidente Berselli è stato osservato come non sia prospettabile nessuna abolizione degli ordini professionali o degli esami di abilitazione. La liberalizzazione implica unicamente l’eliminazione degli ostacoli eccessivi all’accesso e all’esercizio delle professioni. Essa deve essere inoltre accompagnata da un incremento della qualità delle prestazioni professionali rese.
5) E’ stata, altresì, affrontata poi la questione della riforma della magistratura onoraria. Pur riconoscendo l’importante ruolo svolto da essa, risulta condivisibile l’esigenza di una riforma complessiva.
Tali prospettive di riforma ed intervento, per quanto limitate dalla prospettiva temporale che il nuovo Governo si è necessariamente posto – soprattutto a fronte di una troppo lunga stagione nella quale si è parlato solo di leggi ad personam -, hanno trovato il pieno apprezzamento e la disponibilità ad impegnarsi concretamente con proposte precise nel merito da parte della Capogruppo in commissione Giustizia del PD, nonché presidente del Forum PD Toscana, Silvia Della Monica.
In tale direzione, ed anche nella prospettiva delle assemblee programmatiche future sui temi – fra i quali, immancabilmente, la Giustizia, che diverranno oggetto di discussione in vista della costruzione del programma del Partito Democratico per il Governo del Paese riteniamo opportuno che già sui temi indicati dal Ministro, sui quali avevamo già iniziato una discussione a livello regionale, prosegua e si rafforzi quel dibattito di idee e contributi avviato con la riunione del 14.11.2011.
Un caro saluto a tutti
Stefano Pagliai
coordinatore Forum regionale Giustizia
Pagliai: “Rafforzare il dibattito di idee
sulla riforma della Giustiza”
“Nell’ambito dell’ultima riunione del Forum Giustizia del PD Toscana sono stati affrontati, con la partecipazione, tra gli altri, dei presidenti degli ordini degli avvocati della Toscana, i temi della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, della riforma della professione forense, della riforma dei riti civili nonché la cruciale e drammatica questione dell’emergenza carceri. Tutti questi temi, come promesso in quella sede, ed a conferma che è su queste questioni che si gioca il futuro di una Giustizia efficiente, veramente giusta, a garanzia dei diritti dei cittadini, sono stati oggetto della relazione tenutasi lo scorso 29.11.2011 in Commissione Giustizia del Senato dal nuovo ministro della Giustizia Paola Severino.
Riassumendo quanto è stato dichiarato in quella sede il ministro ha, comprensibilmente, affermato che per quanto concerne le prospettive di riforma dei codici penale e di procedura penale, pur essendo obiettivi condivisibili e apprezzabili, essi risultino difficilmente attuabili, tenuto conto che i tempi necessari per attuare tali riforme mal si conciliano con quelli di durata della legislatura. L’oggettiva impraticabilità di riforme organiche non esclude l’esigenza di un intervento limitato a singoli aspetti, maggiormente funzionali all’attuazione del programma del Governo di risparmio e di contenimento della spesa per il rilancio dell’economia.
Venendo agli argomenti centrali toccati nella propria relazione il Ministro ha ribadito:
1) Risulta prioritario in primo luogo un intervento in materia carceraria. Al fine di affrontare la questione del sovraffollamento, più che il ricorso all’istituto dell’amnistia l’Esecutivo intende valutare il rafforzamento di altri strumenti deflativi. In tale contesto è stata ritenuta però non opportuna l’adozione di provvedimenti “svuota carceri” in ragione del carattere provvisorio e quindi dell’impatto temporalmente circoscritto di tale provvedimento sulla riduzione della popolazione carceraria.
Gli interventi in materia carceraria devono poi essere volti ad un generale rafforzamento dei diritti dei detenuti. Tali diritti risultano a ben vedere fortemente limitati in primo luogo dalla insufficienza e inadeguatezza delle strutture carcerarie. La realizzazione di nuove strutture detentive seppure avviabile richiede tempi lunghi per il completamento. Per fare fronte quindi alla situazione emergenziale attuale appare più opportuno l’implementazione di misure alternative alla detenzione, valutando in primo luogo l’ampliamento dell’ambito applicativo dell’istituto della detenzione domiciliare. Analogamente percorribile appare la via del rafforzamento dell’istituto della messa in prova il quale ha già dato, peraltro nell’ottica del reinserimento sociale, ottimi risultati nella giustizia minorili.
Al fine di alleviare la condizione dei ristretti ritiene necessario istituire una carta dei diritti e dei doveri, da tradursi anche in lingue diverse da quella italiana. Tale piccolo catalogo potrebbe alleviare la sensazione di smarrimento di coloro che entrano in carcere e che, anche per ragioni linguistiche, spesso non sanno cosa sia o meno consentito. Si potrebbe valutare poi prevedere analogo strumento anche per i familiari dei reclusi.
Particolare rilievo sia in termini deflattivi che dei risparmi di spesa potrebbe poi essere svolto dal cosiddetto braccialetto elettronico, il cui uso ad oggi risulta ancora limitato. L’assenso preventivo ad uso del braccialetto potrebbe rappresentare una misure alternativa alla detenzione particolarmente positiva, soprattutto se si considerano i positivi effetti registrati nei paesi in cui esso trova già applicazione.
2) Nella prospettiva del risparmio e dell’efficienza un ruolo centrale deve essere riconosciuto alla giustizia civile, assolutamente funzionale anche al rilancio economico del Paese. Nel riconoscere i positivi interventi posti in essere dal precedente esecutivo sul processo civile, è stato ritenuto necessario un ulteriore rafforzamento dell’efficienza del sistema, anche attraverso il completamento dell’informatizzazione.
3) Un importante fattore per il recupero dell’efficienza e del risparmio è rappresentato poi dalla ridefinizione delle circoscrizioni giudiziarie. Al di là di possibili divergenze sul numero e sulla localizzazione delle circoscrizioni, ritiene che sia esigenza unanimemente condivisibile quella di una riduzione delle stesse. Sul punto è stato ricordato che le premesse per una riforma sono state già dettate dal precedente Esecutivo e che quindi spetta al Governo in carica, nel massimo rispetto di criteri oggettivi, dare attuazione alla delega.
4) Sul tema delle liberalizzazioni è stato sottolineato come esso si inserisca in una chiara cornice normativa in primo luogo comunitaria. Gli interventi posti in essere fino a d oggi rispondevano fra l’altro all’esigenza di dare adeguata attuazione a criteri comunitari. Smentendo i timori palesati dal presidente Berselli è stato osservato come non sia prospettabile nessuna abolizione degli ordini professionali o degli esami di abilitazione. La liberalizzazione implica unicamente l’eliminazione degli ostacoli eccessivi all’accesso e all’esercizio delle professioni. Essa deve essere inoltre accompagnata da un incremento della qualità delle prestazioni professionali rese.
5) E’ stata, altresì, affrontata poi la questione della riforma della magistratura onoraria. Pur riconoscendo l’importante ruolo svolto da essa, risulta condivisibile l’esigenza di una riforma complessiva.
Tali prospettive di riforma ed intervento, per quanto limitate dalla prospettiva temporale che il nuovo Governo si è necessariamente posto – soprattutto a fronte di una troppo lunga stagione nella quale si è parlato solo di leggi ad personam -, hanno trovato il pieno apprezzamento e la disponibilità ad impegnarsi concretamente con proposte precise nel merito da parte della Capogruppo in commissione Giustizia del PD, nonché presidente del Forum PD Toscana, Silvia Della Monica.
In tale direzione, ed anche nella prospettiva delle assemblee programmatiche future sui temi – fra i quali, immancabilmente, la Giustizia, che diverranno oggetto di discussione in vista della costruzione del programma del Partito Democratico per il Governo del Paese riteniamo opportuno che già sui temi indicati dal Ministro, sui quali avevamo già iniziato una discussione a livello regionale, prosegua e si rafforzi quel dibattito di idee e contributi avviato con la riunione del 14.11.2011.
Un caro saluto a tutti
Stefano Pagliai
coordinatore Forum regionale Giustizia
Manovra, Barnini: “Sì taglio stipendi parlamentari. Sacrifici uguali per tutti”
Il segretario del Pd Empolese Valdelsa, Brenda Barnini, interviene sulla finanziaria proposta dal governo:
«La manovra Monti è necessaria, ma è possibile concordare alcune importanti modifiche, anche se i saldi devono rimanere invariati. Da un lato il recupero dell’inflazione da estendere a tutte le pensioni almeno tre volte la minima, fino alle pensioni di 1500 euro. Per quanto riguarda l’Ici/Imu la franchigia deve salire , devono essere esentati coloro che hanno solo la casa di proprietà come bene, una casa di dimensioni normali, su cui non si può pagare un salasso. Per reperire risorse è possibile alzare il tasso sui capitali scudati , che si può portare al 2,5% o anche la 3%, e non sarebbe certo uno scandalo. O ancora trovando un accordo per tassare i capitali custoditi nei cosiddetti “paradisi fiscali”. Se gli aumenti della benzina vanno realmente a finanziare il trasporto pubblico locale, che sta chiudendo in molte città, per evitare che aumenti il biglietto dei mezzi pubblici, allora i cittadini potranno digerirli meglio.
Per tutte queste ragioni capiamo le ragioni dei sindacati che hanno indetto per oggi uno sciopero unitario, dobbiamo prestare attenzione alle richieste delle parti sociali.
Ma la politica deve fare la sua parte e quindi i tagli agli stipendi dei parlamentari devono essere, come afferma anche il presidente Rossi, una conditio sine qua non per l’approvazione della manovra.
I sacrifici devono essere uguali per tutti ».
Manovra Monti, Manciulli e Ferrucci:
“La nostra sfida perchè sia più equa”


Per questo auspichiamo che si possa correggere nei prossimi giorni sopratutto su alcuni punti: l’innalzamento della soglia oltre la quale scatta il blocco dell`indicizzazione delle pensioni all’inflazione, un passaggio più graduale al nuovo sistema pensionistico e il rispetto degli accordi già siglati tra sindacati e imprenditori per i quali chi è in mobilità coi vecchi requisiti possa andare in pensione. E per quanto riguarda la tassazione sugli immobili l’innalzamento della franchigia per la prima casa. Questo si può fare reperendo le risorse, ad esempio, aumentando ancora la tassazione sui capitali rientrati dall’estero e mettendo a gara le frequenze televisive.
Il momento non è semplice e non pensiamo che possa essere attuato per intero il programma del Pd, vista la composizione della maggioranza che sostiene questo governo. Notiamo però positivamente la tassazione sui capitali e sui prodotti finanziari, le risorse indirizzate ad incentivare l’assunzione di giovani e donne, quelle per il trasporto pubblico, il rifinanziamento della protezione civile e quello per infrastrutture mediante anche la defiscalizzazione. Come anche la reintroduzione di agevolazioni fiscali alle famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati; un maggior rigore sull’evasione fiscale e l`assenza di condoni. Ma il dato importante è che il peso di questa manovra fa emergere la drammaticità della situazione del nostro Paese che per tre anni è rimasta nascosta e non è stata affrontata dal governo Berlusconi.
Visto l’impatto delle misure prese, comprendiamo le ragioni dello sciopero e ai sindacati che lo hanno proclamato si deve prestare attenzione e ascolto, e per questo giudichiamo positivamente che Monti abbia convocato le parti sociali per oggi. Anche per questo noi daremo un contributo per rispondere alle attese del mondo del lavoro con l’azione in Parlamento affinché si rafforzi il principio di equità nella richiesta di sacrifici ai cittadini.
È appena iniziata una nuova fase politica e se l’Europa avrà la capacità di avviare una profonda revisione del sistema istituzionale, finanziario ed economico, noi in Italia avremo 12 mesi nei quali questo Governo potrà fare quelle riforme necessarie e nei quali si definisca un nuovo patto sociale. Tutti siamo chiamati a questa sfida, e dobbiamo raccoglierala per il bene del Paese.
Andrea Manciulli segretario regionale Pd Toscana
Ivan Ferrucci responsabile Economia e Lavoro Pd Toscana
Leggi l’articolo pubblicato su l’Unità Toscana domenica 11 dicembre 2011
Manovra Monti, Manciulli e Ferrucci:
“La nostra sfida perchè sia più equa”


Per questo auspichiamo che si possa correggere nei prossimi giorni sopratutto su alcuni punti: l’innalzamento della soglia oltre la quale scatta il blocco dell`indicizzazione delle pensioni all’inflazione, un passaggio più graduale al nuovo sistema pensionistico e il rispetto degli accordi già siglati tra sindacati e imprenditori per i quali chi è in mobilità coi vecchi requisiti possa andare in pensione. E per quanto riguarda la tassazione sugli immobili l’innalzamento della franchigia per la prima casa. Questo si può fare reperendo le risorse, ad esempio, aumentando ancora la tassazione sui capitali rientrati dall’estero e mettendo a gara le frequenze televisive.
Il momento non è semplice e non pensiamo che possa essere attuato per intero il programma del Pd, vista la composizione della maggioranza che sostiene questo governo. Notiamo però positivamente la tassazione sui capitali e sui prodotti finanziari, le risorse indirizzate ad incentivare l’assunzione di giovani e donne, quelle per il trasporto pubblico, il rifinanziamento della protezione civile e quello per infrastrutture mediante anche la defiscalizzazione. Come anche la reintroduzione di agevolazioni fiscali alle famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati; un maggior rigore sull’evasione fiscale e l`assenza di condoni. Ma il dato importante è che il peso di questa manovra fa emergere la drammaticità della situazione del nostro Paese che per tre anni è rimasta nascosta e non è stata affrontata dal governo Berlusconi.
Visto l’impatto delle misure prese, comprendiamo le ragioni dello sciopero e ai sindacati che lo hanno proclamato si deve prestare attenzione e ascolto, e per questo giudichiamo positivamente che Monti abbia convocato le parti sociali per oggi. Anche per questo noi daremo un contributo per rispondere alle attese del mondo del lavoro con l’azione in Parlamento affinché si rafforzi il principio di equità nella richiesta di sacrifici ai cittadini.
È appena iniziata una nuova fase politica e se l’Europa avrà la capacità di avviare una profonda revisione del sistema istituzionale, finanziario ed economico, noi in Italia avremo 12 mesi nei quali questo Governo potrà fare quelle riforme necessarie e nei quali si definisca un nuovo patto sociale. Tutti siamo chiamati a questa sfida, e dobbiamo raccoglierala per il bene del Paese.
Andrea Manciulli segretario regionale Pd Toscana
Ivan Ferrucci responsabile Economia e Lavoro Pd Toscana
Leggi l’articolo pubblicato su l’Unità Toscana domenica 11 dicembre 2011
Morte Furio Diaz, il cordoglio di Manciulli


