NEWSLETTER PD TOSCANA n. 16/2013 – 18 luglio
NEWSLETTER PD TOSCANA
N. 16/2013 – 18 luglio
PD TOSCANA. LA SEGRETERIA DI IVAN FERRUCCI – Leggi
“NON SOLO REGOLE O NOMI: SERVE UN CONFRONTO DI MERITO”. INTERVENTO DEL SEGRETARIO REGIONALE IVAN FERRUCCI SU IL TIRRENO DEL 17 LUGLIO 2013 – Leggi
QUARTA ASSEMBLEA REGIONALE DEI SEGRETARI DI CIRCOLO DEL PD DELLA TOSCANA, LA RELAZIONE DEL SEGRETARIO REGIONALE IVAN FERRUCCI. – Leggi
RELAZIONE DI SIMONE NALDONI ALL’ASSEMBLEA REGIONALE SUI TEMI SOCIO-SANITARI – Leggi
PD TOSCANA: “CALDEROLI SI DIMETTA” – Leggi
LAVORO. FERRUCCI: “GIOVANI E AMMORTIZZATORI SOCIALI PRIORITA’. GOVERNO ASCOLTI REGIONI” – Leggi
VENERDÌ EPIFANI A PISTOIA E MONSUMMANO TERME – Leggi
“CULTURA RISORSA STRATEGICA. DOVE SIAMO E DOVE VOGLIAMO ARRIVARE”. IL 25 LUGLIO INCONTRO A SAN MINIATO – Leggi
CON NOI PER L’ITALIA GIUSTA. CAMPAGNA TESSERAMENTO 2013 – Leggi
FESTE DEMOCRATICHE. GUARDA L’AGENDA DELL’ESTATE 2013 IN TOSCANA E SEGNALACI QUELLA DEL TUO COMUNE E DEL TUO CIRCOLO – Leggi
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Debiti alle p.a e politiche del lavoro, Ruggeri (Pd): “Soddisfazione per il risultato raggiunto. Andiamo avanti su questa strada”
17 luglio 2013 – “Riduzione dei tempi per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni e una tranche di investimenti da destinare alle politiche del lavoro, al microcredito e allo sviluppo di alcune aree strategiche per l’economia del territorio. Oggi come Regione abbiamo messo a segno un risultato importante e per questo che non posso che esprimere la mia soddisfazione per il risultato raggiunto; ora più che mai è necessario proseguire su questa strada. In una visione positiva ho colto e apprezzato il segnale arrivato dai consiglieri del gruppo dell’Udc che si sono astenuti durante la votazione finale sulla finanziaria; un gesto che dimostra come su questioni importanti per la Toscana, si possono trovare convergenze interessanti. Infatti, con l’approvazione da parte del consiglio regionale della variazione alla finanziaria e al bilancio – modifiche che erano già state approvate grazie ad un emendamento ad hoc all’interno della commissione affari istituzionali – di fatto siamo riusciti a dare una boccata d’ossigeno ad una parte delle aziende che si vedranno pagare, entro il mese di agosto, i crediti contratti con le pubbliche amministrazione. Tra i settori interessati ci sono quello delle imprese che si occupano di forniture non sanitarie (38 mln) e quello degli enti del servizio sanitario nazionale (230,7 mln). Si tratta di misure importanti che oltre a sanare i debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni, prevedono anche la messa in atto di politiche del lavoro, come gli otto milioni per incentivi alle assunzioni e ai contratti di solidarietà e i tre milioni per i progetti di microcredito destinati alle piccole e piccolissime imprese”.
Così Marco Ruggeri capogruppo Pd in consiglio regionale, sulle misure adottate a seguito dell’approvazione in consiglio regionale, con la variazioni del bilancio e della finanziaria regionali.
Debiti alle p.a e politiche del lavoro, Ruggeri (Pd): “Soddisfazione per il risultato raggiunto. Andiamo avanti su questa strada”
17 luglio 2013 – “Riduzione dei tempi per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni e una tranche di investimenti da destinare alle politiche del lavoro, al microcredito e allo sviluppo di alcune aree strategiche per l’economia del territorio. Oggi come Regione abbiamo messo a segno un risultato importante e per questo che non posso che esprimere la mia soddisfazione per il risultato raggiunto; ora più che mai è necessario proseguire su questa strada. In una visione positiva ho colto e apprezzato il segnale arrivato dai consiglieri del gruppo dell’Udc che si sono astenuti durante la votazione finale sulla finanziaria; un gesto che dimostra come su questioni importanti per la Toscana, si possono trovare convergenze interessanti. Infatti, con l’approvazione da parte del consiglio regionale della variazione alla finanziaria e al bilancio – modifiche che erano già state approvate grazie ad un emendamento ad hoc all’interno della commissione affari istituzionali – di fatto siamo riusciti a dare una boccata d’ossigeno ad una parte delle aziende che si vedranno pagare, entro il mese di agosto, i crediti contratti con le pubbliche amministrazione. Tra i settori interessati ci sono quello delle imprese che si occupano di forniture non sanitarie (38 mln) e quello degli enti del servizio sanitario nazionale (230,7 mln). Si tratta di misure importanti che oltre a sanare i debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni, prevedono anche la messa in atto di politiche del lavoro, come gli otto milioni per incentivi alle assunzioni e ai contratti di solidarietà e i tre milioni per i progetti di microcredito destinati alle piccole e piccolissime imprese”.
Così Marco Ruggeri capogruppo Pd in consiglio regionale, sulle misure adottate a seguito dell’approvazione in consiglio regionale, con la variazioni del bilancio e della finanziaria regionali.
“Non solo regole o nomi: serve un confronto di merito”. Intervento del segretario regionale Ivan Ferrucci su Il Tirreno del 17 luglio 2013
17 luglio 2013 – L’editoriale del direttore Roberto Bernabò domenica scorsa fa emergere giusti elementi di riflessione sul Pd Toscano. Siamo di fronte ad una questione di fondo che riguarda la governance e il modello di sviluppo della nostra Regione. La recessione ci pone di fronte scelte strutturali che avranno un impatto sul modello di sviluppo, sullo stato sociale e sul rapporto tra istituzioni locali e Regione e tra Regione e Stato, soprattutto dopo la “mezza” riforma del titolo quinto agli inizi degli anni 2000. Quando un Paese è attraversato da profondi cambiamenti socioeconomici, la classe dirigente viene messa in discussione. E non intendo solo la classe dirigente politica ma tutti i soggetti di rappresentanza economici e sociali. Non c’è dubbio che chi governa è il primo a dover affrontare tale cambiamento, e che in Toscana siamo in grado di affrontarlo più forti di altre realtà, grazie alla virtuosità del modello affermatosi in questi anni. Ma oggi non è sufficiente rimarcare i risultati del nostro sistema socio-sanitario negli ultimi quindici anni o di un diffuso sistema di servizi, messo a punto grazie al decentramento sui territori, avvenuto dalla metà degli anni ’90. Siamo di fronte ad una nuova sfida, lavoriamo con una cronicamancanza di risorse, certo, ma che nello stesso tempo apre la possibilità a nuove opportunità. Ad esempio, il sistema di promozione turistica deve cambiare. Abbiamo tolto le agenzie provinciali ma non abbiamo ancora ridefinito un nuovo modello che promuova la Toscana come un’unica identità caratterizzata però da molteplici realtà: mi riferisco a un nuovo modello istituzionale a livello locale e a un nuovo sistema di programmazione a livello regionale, che ponga le basi per una maggiore competitività e sostenibilità. Noi non vogliamo tornare indietro rispetto alle conquiste che abbiamo ottenuto in questi anni, ovvero, per menzionarne alcune, l’alto tasso di occupazione femminile che avevamo prima della crisi, l’efficienza del sistema di servizi sul territorio, un tessuto economico in grado di competere a livello internazionale, grazie a un forte radicamento di piccole e medie imprese ma anche di grandi realtà imprenditoriali e forti cooperative. All’assemblea regionale ho definito due appuntamenti che voglio realizzare nel mio breve periodo da segretario: un seminario sul riordino delle funzioni istituzionali e la conferenza programmatica. Oggi la discussione è caratterizzata da regole e nomi; e non da contenuti. «Prima i contenuti e programmi poi i candidati», è quello che tutti ci dicono. È quanto voglio fare, ecco perché ho chiesto un passo indietro. È questa la vecchia politica? Non credo. Penso che sia piuttosto un tentativo di dare credibilità alla politica. Qualcuno sa cosa pensa Ferrucci o Parrini o chiunque altro su temi come le infrastrutture, il piano socio-sanitario, l’economia, il lavoro, la scuola? Sono convinto che ci siano più elementi di unione che di divisione. È forse un’utopia la mia volontà di chiamare a un confronto di merito il Pd toscano prima del confronto congressuale? Io ci provo. Un percorso con queste caratteristiche può dimostrare che sulle questioni di fondo siamo d’accordo; è ovvio che ci siano divergenze ma dubito che esista una divario di posizioni così largo al nostro interno. Rispetto a questo percorso, io non sarò di ostacolo a una candidatura congressuale che possa rappresentare ampiamente iscritti ed elettori del Pd toscano.
Ivan Ferrucci, segretario regionale del Pd
“Non solo regole o nomi: serve un confronto di merito”. Intervento del segretario regionale Ivan Ferrucci su Il Tirreno del 17 luglio 2013
17 luglio 2013 – L’editoriale del direttore Roberto Bernabò domenica scorsa fa emergere giusti elementi di riflessione sul Pd Toscano. Siamo di fronte ad una questione di fondo che riguarda la governance e il modello di sviluppo della nostra Regione. La recessione ci pone di fronte scelte strutturali che avranno un impatto sul modello di sviluppo, sullo stato sociale e sul rapporto tra istituzioni locali e Regione e tra Regione e Stato, soprattutto dopo la “mezza” riforma del titolo quinto agli inizi degli anni 2000. Quando un Paese è attraversato da profondi cambiamenti socioeconomici, la classe dirigente viene messa in discussione. E non intendo solo la classe dirigente politica ma tutti i soggetti di rappresentanza economici e sociali. Non c’è dubbio che chi governa è il primo a dover affrontare tale cambiamento, e che in Toscana siamo in grado di affrontarlo più forti di altre realtà, grazie alla virtuosità del modello affermatosi in questi anni. Ma oggi non è sufficiente rimarcare i risultati del nostro sistema socio-sanitario negli ultimi quindici anni o di un diffuso sistema di servizi, messo a punto grazie al decentramento sui territori, avvenuto dalla metà degli anni ’90. Siamo di fronte ad una nuova sfida, lavoriamo con una cronicamancanza di risorse, certo, ma che nello stesso tempo apre la possibilità a nuove opportunità. Ad esempio, il sistema di promozione turistica deve cambiare. Abbiamo tolto le agenzie provinciali ma non abbiamo ancora ridefinito un nuovo modello che promuova la Toscana come un’unica identità caratterizzata però da molteplici realtà: mi riferisco a un nuovo modello istituzionale a livello locale e a un nuovo sistema di programmazione a livello regionale, che ponga le basi per una maggiore competitività e sostenibilità. Noi non vogliamo tornare indietro rispetto alle conquiste che abbiamo ottenuto in questi anni, ovvero, per menzionarne alcune, l’alto tasso di occupazione femminile che avevamo prima della crisi, l’efficienza del sistema di servizi sul territorio, un tessuto economico in grado di competere a livello internazionale, grazie a un forte radicamento di piccole e medie imprese ma anche di grandi realtà imprenditoriali e forti cooperative. All’assemblea regionale ho definito due appuntamenti che voglio realizzare nel mio breve periodo da segretario: un seminario sul riordino delle funzioni istituzionali e la conferenza programmatica. Oggi la discussione è caratterizzata da regole e nomi; e non da contenuti. «Prima i contenuti e programmi poi i candidati», è quello che tutti ci dicono. È quanto voglio fare, ecco perché ho chiesto un passo indietro. È questa la vecchia politica? Non credo. Penso che sia piuttosto un tentativo di dare credibilità alla politica. Qualcuno sa cosa pensa Ferrucci o Parrini o chiunque altro su temi come le infrastrutture, il piano socio-sanitario, l’economia, il lavoro, la scuola? Sono convinto che ci siano più elementi di unione che di divisione. È forse un’utopia la mia volontà di chiamare a un confronto di merito il Pd toscano prima del confronto congressuale? Io ci provo. Un percorso con queste caratteristiche può dimostrare che sulle questioni di fondo siamo d’accordo; è ovvio che ci siano divergenze ma dubito che esista una divario di posizioni così largo al nostro interno. Rispetto a questo percorso, io non sarò di ostacolo a una candidatura congressuale che possa rappresentare ampiamente iscritti ed elettori del Pd toscano.
Ivan Ferrucci, segretario regionale del Pd
Pd Toscana. Ferrucci ha presentato la sua segreteria. La direzione regionale approva documento di censura contro Calderoli



“Ho voluto fare una segreteria snella di 9 persone – afferma Ferrucci – il più possibile collegiale in vista del congresso, e ritengo inoltre che sia utile che alle riunioni della segreteria partecipino anche i segretari delle federazioni, espressione dei vari territori. E dal momento che nei prossimi mesi ci saranno varie scadenze e un gran lavoro da fare su molte questioni di politica regionale, da affrontare in modo pieno, ho assegnato anche delle deleghe tematiche per seguire anche in periodo congressuale queste questioni con l’attenzione che meritano”.
Per quanto riguarda la Conferenza Programmatica, su proposta dello stesso segretario regionale, e’ stata largamente condivisa la decisione di farla a settembre precedendola con un lavoro approfondito per l’importanza che questo appuntamento deve avere, attraverso il confronto con i territori e iniziative specifiche.
Durante la Direzione è stato anche presentato un documento di censura nei confronti di Roberto Calderoli dopo le offensive parole pronunciate sul ministro all’Integrazione Cecilie Kyenge.
Questo il testo: “La Direzione regionale del Pd della Toscana ritiene gravissime le parole di Roberto Calderoli e che tali offese non possano restare senza alcuna conseguenza ma devono essere seguite dalle dimissioni del Senatore dalla vice presidenza del Senato.
Contro il razzismo non può esserci alcuna indulgenza o tentativo di minimizzare la portata dei fatti. Le parole usate dal senatore Calderoli nei confronti della ministra Kyenge stanno provocando una escalation di dichiarazioni e atti senza precedenti da parte di esponenti leghisti, che dimostra una strategia con cui si vogliono salvare le sorti di un movimento politico in grave crisi occupando lo spazio della destra xenofoba e razzista: tutto ciò assume una gravità eccezionale e rischia di promuovere o giustificare comportamenti fondati su un’idea di superiorità razziale e di discriminazioni sulla base delle origini etniche. Pertanto occorre una ferma condanna e un gesto chiaro di dimissioni di Calderoli che al momento ricopre una delle più alte cariche istituzionali”.
Pd Toscana. Ferrucci ha presentato la sua segreteria. La direzione regionale approva documento di censura contro Calderoli



“Ho voluto fare una segreteria snella di 9 persone – afferma Ferrucci – il più possibile collegiale in vista del congresso, e ritengo inoltre che sia utile che alle riunioni della segreteria partecipino anche i segretari delle federazioni, espressione dei vari territori. E dal momento che nei prossimi mesi ci saranno varie scadenze e un gran lavoro da fare su molte questioni di politica regionale, da affrontare in modo pieno, ho assegnato anche delle deleghe tematiche per seguire anche in periodo congressuale queste questioni con l’attenzione che meritano”.
Per quanto riguarda la Conferenza Programmatica, su proposta dello stesso segretario regionale, e’ stata largamente condivisa la decisione di farla a settembre precedendola con un lavoro approfondito per l’importanza che questo appuntamento deve avere, attraverso il confronto con i territori e iniziative specifiche.
Durante la Direzione è stato anche presentato un documento di censura nei confronti di Roberto Calderoli dopo le offensive parole pronunciate sul ministro all’Integrazione Cecilie Kyenge.
Questo il testo: “La Direzione regionale del Pd della Toscana ritiene gravissime le parole di Roberto Calderoli e che tali offese non possano restare senza alcuna conseguenza ma devono essere seguite dalle dimissioni del Senatore dalla vice presidenza del Senato.
Contro il razzismo non può esserci alcuna indulgenza o tentativo di minimizzare la portata dei fatti. Le parole usate dal senatore Calderoli nei confronti della ministra Kyenge stanno provocando una escalation di dichiarazioni e atti senza precedenti da parte di esponenti leghisti, che dimostra una strategia con cui si vogliono salvare le sorti di un movimento politico in grave crisi occupando lo spazio della destra xenofoba e razzista: tutto ciò assume una gravità eccezionale e rischia di promuovere o giustificare comportamenti fondati su un’idea di superiorità razziale e di discriminazioni sulla base delle origini etniche. Pertanto occorre una ferma condanna e un gesto chiaro di dimissioni di Calderoli che al momento ricopre una delle più alte cariche istituzionali”.
Pd Toscana: “Calderoli si dimetta”


“La Direzione regionale del Pd della Toscana ritiene gravissime le parole di Roberto Calderoli e che tali offese non possano restare senza alcuna conseguenza ma devono essere seguite dalle dimissioni del Senatore dalla vice presidenza del Senato.
Contro il razzismo non può esserci alcuna indulgenza o tentativo di minimizzare la portata dei fatti. Le parole usate dal senatore Calderoli nei confronti della ministra Kyenge stanno provocando una escalation di dichiarazioni e atti senza precedenti da parte di esponenti leghisti, che dimostra una strategia con cui si vogliono salvare le sorti di un movimento politico in grave crisi occupando lo spazio della destra xenofoba e razzista: tutto ciò assume una gravità eccezionale e rischia di promuovere o giustificare comportamenti fondati su un’idea di superiorità razziale e di discriminazioni sulla base delle origini etniche. Pertanto occorre una ferma condanna e un gesto chiaro di dimissioni di Calderoli che al momento ricopre una delle più alte cariche istituzionali”
Pd Toscana: “Calderoli si dimetta”


“La Direzione regionale del Pd della Toscana ritiene gravissime le parole di Roberto Calderoli e che tali offese non possano restare senza alcuna conseguenza ma devono essere seguite dalle dimissioni del Senatore dalla vice presidenza del Senato.
Contro il razzismo non può esserci alcuna indulgenza o tentativo di minimizzare la portata dei fatti. Le parole usate dal senatore Calderoli nei confronti della ministra Kyenge stanno provocando una escalation di dichiarazioni e atti senza precedenti da parte di esponenti leghisti, che dimostra una strategia con cui si vogliono salvare le sorti di un movimento politico in grave crisi occupando lo spazio della destra xenofoba e razzista: tutto ciò assume una gravità eccezionale e rischia di promuovere o giustificare comportamenti fondati su un’idea di superiorità razziale e di discriminazioni sulla base delle origini etniche. Pertanto occorre una ferma condanna e un gesto chiaro di dimissioni di Calderoli che al momento ricopre una delle più alte cariche istituzionali”
Assemblea segrtetari di circolo. 52 mila gli iscritti nel 2012 e 847 i circoli. 90 mila i toscani che hanno preso la tessera almeno una volta negli ultimi quattro anni


San Miniato Basso (Pisa) 13 luglio 2013 – Ottocentoquarantasette circoli in tutta la regione con 52.584 iscritti nel 2012, di cui il 38,12% donne e 3.299 under 30. E sono 90 mila i toscani che negli ultimi quattro anni hanno preso almeno una volta la tessera.
Sono questi i numeri del Partito Democratico toscano che oggi a San Miniato Basso, in provincia di Pisa, ha svolto la sua quarta assemblea regionale di segretari comunali e di circolo con il segretario regionale Ivan Ferrucci e il responsabile nazionale Organizzazione del Partito Democratico Davide Zoggia. Occasione che è stata momento di confronto tra i dirigenti del Pd sul territorio in cui si è parlato del partito e di che forma dargli in vista del congresso, delle forme di finanziamento ai movimenti politici, del governo nazionale e del ruolo che deve avere il Pd al suo interno, ma si è parlato anche delle principali questioni in discussione a livello regionale in questo momento.
Ad aprire i lavori è stato Ivan Ferrucci che è partito parlando della situazione economica regionale, ricordando che ci sono 25 mila cassaintegrati in Toscana, e della necessità che il Governo attivi politiche che diano risposte in tempi brevi a problemi come lavoro e ammortizzatori sociali. Il segretario ha inoltre annunciato che il 19 luglio a Firenze “abbiamo convocato una riunione con responsabili sanità del Pd di tutte le regioni d’Italia per stilare una piattaforma programmatica unica da sottoporre al governo in modo da coordinare la politica sanitaria in un’epoca di sempre minori risorse”. “Ho voluto parlare di temi concreti – ha detto Ferrucci – perchè credo che discutere solo di regole sia segno di una debolezza di identità politica e culturale. Per questo auspico un confronto congressuale sui contenuti, e credo che appuntamenti come quello di oggi, la Conferenza Programmatica regionale a Firenze di sabato prossimo e il seminario sul riordino degli enti locali che vogliamo fare a settembre, siano d’aiuto a questo dibattito. Ci sono questioni aperte anche da 20 anni che vanno affrontate e abbiamo l’occasione per farlo”.
Entrando poi nel merito delle ipotesi di modifica dello Statuto del Pd Ferrucci sostiene che “non ci debba essere l’automatismo per cui il segretario del Pd debba anche il candidato premier. Ritengo che finchè il nostro rimarrà un sistema di Repubblica Parlamentare le due figure vadano separate, almeno finchè vige l’attuale ordinamento. Le regole e la forma che si dà un partito devono essere coerenti con l’architettura istituzionale in cui opera. Nell’ambito di una riforma dello Stato la mia idea è che si debba andare verso un sistema semi-presidenzialista e solo in quel momento la coincidenza delle due figure, segretario e premier, può avere un senso”.
Mentre sul finanziamento pubblico ai partiti Ferrucci ha proposto di definire un regolamento finanziario regionale dove si preveda che le risorse vadano ai circoli: “L’obbiettivo del Pd toscano è avere un bilancio regionale che sia autonomo dal finanziamento pubblico, pertanto in funzione di questo obbiettivo, nel caso in cui il finanziamento spettante alla struttura regionale rimanesse, nelle nuove forme che eventualmente prevederebbe la legge, quello che arriverebbe a noi in gran parte lo trasferiremmo ai coordinamenti territoriali e ai circoli per la loro attività politica”.

E al termine di vari interventi di segretari comunali o di circolo di varie province ha preso la parola Davide Zoggia. “Come partito nazionale – ha affermato il responsabile Organizzazione del Pd – ci aspettiamo dalla Toscana un contributo importante per il congresso, sopratutto in termini di contenuti. Perchè questa è una regione dove c’è sempre stato alto livello di consenso e c’è l’abitudine all’esperienza amministrativa e di governo. Su questo ci contiamo moltissimo. È stato interessante capire che anche qui è molto sentita la questione di far partire il percorso congressuale dal basso, cioè prima i circoli, poi per i segretari comunali, provinciali e regionale, prima della fase nazionale. Quello di oggi è un ulteriore contributo che porteremo al dibattito nazionale che stiamo svolgendo in questi giorni, sia per quanto riguarda le regole sia sul merito delle varie tematiche affrontate”

