12 Gennaio 2015

5 storie toscane raccontate all’Assemblea regionale

foto 2Sabato mattina all’Assemblea regionale sono stati chiamati a intervenire perché rappresentano un esempio di quelle eccellenze nelle quali la nostra terra è già “la Toscana che sarà” e che però spesso non conosciamo o non ricordiamo quando si pensa alla situazione che viviamo. Sono 5 casi di una toscana che sta già cambiando e insegnando modelli di cambiamento.

 
Paolo e Ilaria Marchi – Sono i titolari di un’azienda di viteria e acciai di Campi Bisenzio, nata nel 1939 a Firenze come attività familiare a livello cittadino. Negli anni si è allargata e sviluppata come fornitrice nei settori ad alta tecnologia. Oggi le speciali viti in titanio prodotte dall’azienda fiorentina sono sulla cometa 67P nell’ambito della missione “Rosetta”.
 
 
 Riccardo Panelli – E’ un giovane senese, laureato in psicologia clinica e di comunità e con un dottorato in biologia del comportamento. Ha fondato lo scorso anno, insieme a quattro coetanei, la fattoria sociale “La Mattonaia” a Monteriggioni. Qui svolgono le attività classiche di agricoltura e didattiche. L’obiettivo futuro è coniugarle anche con attività socio assistenziali, come la “pet therapy” e inserimento di persone svantaggiate.
 
 
 Matteo Piras – E’ presidente del consiglio di amministrazione del portale “StarsUp”, con sede a Livorno, che si occupa di equity crowdfunding. E’ il primo ad essere stato autorizzato in Italia per questa attività. Il portale seleziona start-up innovative che abbiano un valido progetto di sviluppo e, sotto la vigilanza della Consob, consente a queste di proporre in rete un’offerta per raccogliere le risorse  necessarie alla sua realizzazione. Gli investitori partecipano ai futuri risultati dell’azienda, come se si trattasse di una micro-quotazione.  
 
 
 Corrado Menchetti – Insieme ai genitori e al fratello prosegue l’attività nel panificio di famiglia a Cesa in Valdichiana. L’attività è cresciuta costantemente nel corso degli anni e ha avuto un’accelerazione con l’apertura di locali a gestione diretta ad Arezzo, Siena e Perugia. L’azienda è passata dai 25 dipendenti di 6 anni fa ai 150 attuali.
 
 
Alessandra Fierabracci – Originaria di Volterra, si è laureata in medicina a Pisa, ha lavorato come ricercatrice in immunologia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna per poi fare ritorno in Italia, a Roma. In Islanda ha ricevuto il titolo di “Miglior inventrice europea” nella sezione “Education”. Ha brevettato nel 2010 un kit per lo screening di soggetti a rischio diabete.

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5 storie toscane raccontate all’Assemblea regionale

foto 2Sabato mattina all’Assemblea regionale sono stati chiamati a intervenire perché rappresentano un esempio di quelle eccellenze nelle quali la nostra terra è già “la Toscana che sarà” e che però spesso non conosciamo o non ricordiamo quando si pensa alla situazione che viviamo. Sono 5 casi di una toscana che sta già cambiando e insegnando modelli di cambiamento.

 
Paolo e Ilaria Marchi – Sono i titolari di un’azienda di viteria e acciai di Campi Bisenzio, nata nel 1939 a Firenze come attività familiare a livello cittadino. Negli anni si è allargata e sviluppata come fornitrice nei settori ad alta tecnologia. Oggi le speciali viti in titanio prodotte dall’azienda fiorentina sono sulla cometa 67P nell’ambito della missione “Rosetta”.
 
 
 Riccardo Panelli – E’ un giovane senese, laureato in psicologia clinica e di comunità e con un dottorato in biologia del comportamento. Ha fondato lo scorso anno, insieme a quattro coetanei, la fattoria sociale “La Mattonaia” a Monteriggioni. Qui svolgono le attività classiche di agricoltura e didattiche. L’obiettivo futuro è coniugarle anche con attività socio assistenziali, come la “pet therapy” e inserimento di persone svantaggiate.
 
 
 Matteo Piras – E’ presidente del consiglio di amministrazione del portale “StarsUp”, con sede a Livorno, che si occupa di equity crowdfunding. E’ il primo ad essere stato autorizzato in Italia per questa attività. Il portale seleziona start-up innovative che abbiano un valido progetto di sviluppo e, sotto la vigilanza della Consob, consente a queste di proporre in rete un’offerta per raccogliere le risorse  necessarie alla sua realizzazione. Gli investitori partecipano ai futuri risultati dell’azienda, come se si trattasse di una micro-quotazione.  
 
 
 Corrado Menchetti – Insieme ai genitori e al fratello prosegue l’attività nel panificio di famiglia a Cesa in Valdichiana. L’attività è cresciuta costantemente nel corso degli anni e ha avuto un’accelerazione con l’apertura di locali a gestione diretta ad Arezzo, Siena e Perugia. L’azienda è passata dai 25 dipendenti di 6 anni fa ai 150 attuali.
 
 
Alessandra Fierabracci – Originaria di Volterra, si è laureata in medicina a Pisa, ha lavorato come ricercatrice in immunologia negli Stati Uniti e in Gran Bretagna per poi fare ritorno in Italia, a Roma. In Islanda ha ricevuto il titolo di “Miglior inventrice europea” nella sezione “Education”. Ha brevettato nel 2010 un kit per lo screening di soggetti a rischio diabete.

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Antonio Mazzeo: “La Toscana che sarà” tra partecipazione e orgoglio

foto 1“È stata una grande giornata di partecipazione e democrazia. Una giornata che fa della Toscana l’apripista nazionale nella preparazione dei programmi in vista delle prossime elezioni regionali”. Così il responsabile organizzazione Pd Toscana Antonio Mazzeo al termine della assemblea regionale che si è svolta a San Donnino.
 “Abbiamo deciso di chiamare la nostra assemblea “la Toscana che sarà” perché quella che è partita oggi non è solo una campagna elettorale. È piuttosto il disegno preciso del futuro che vogliamo costruire per la nostra regione. Un futuro che abbia come parola d’ordine il cambiamento e, in nome di questo, ci renda la terra simbolo, in Italia come in Europa, della ripartenza dell’economia e della qualità della vita.
 I gruppi che hanno lavorato in apertura dell’assemblea hanno tracciato i primi schizzi del disegno che ora il Partito Democratico completerà sul territorio insieme alle migliaia di toscani che ne saranno coautori e compartecipi.
E tra i tanti che ci aiuteranno a disegnare il futuro ce ne sono alcuni che abbiamo invitato tra noi perché rappresentano un esempio di quelle eccellenze nelle quali la nostra terra è già “la toscana che sarà”. Quella Toscana che scommette sulla innovazione, la ricerca, il coraggio delle idee. Quella Toscana che spesso non conosciamo o non ricordiamo quando si pensa alla situazione che viviamo. 
 Cinque storie come cinque risposte agli spunti offerti dai gruppi di lavoro, cinque casi che possiamo definire di eccezionale straordinarietà e vorremmo diventassero di quotidiana normalità.
Cinque casi da condividere insieme. Perché la condivisione è l’altro elemento essenziale con cui vogliamo costruire la Toscana che sarà. Il programma del Partito Democratico non sarà solo frutto della elaborazione di un laboratorio politico distante e autoreferenziale ma nascerà insieme ai territori e alle persone che lo animano e ne costituiscono il motore. Saranno i 400mila elettori toscani delle primarie a correggere la bozza nata qui oggi. E in questo confronto avremo sia il coraggio di guardare i problemi e affrontarli a viso aperto, sia l’orgoglio di mettere in evidenzia quello che invece già funziona e che abbiamo costruito in questi anni.Due caratteristiche che guideranno la Toscana di domani e che oggi, partendo proprio dalla nostra terra, sono la linea seguita da chi guida il nostro partito e il nostro governo in Italia. Un percorso nel cui solco, sono certo, la Toscana sarà sempre più protagonista”.

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Antonio Mazzeo: “La Toscana che sarà” tra partecipazione e orgoglio

foto 1“È stata una grande giornata di partecipazione e democrazia. Una giornata che fa della Toscana l’apripista nazionale nella preparazione dei programmi in vista delle prossime elezioni regionali”. Così il responsabile organizzazione Pd Toscana Antonio Mazzeo al termine della assemblea regionale che si è svolta a San Donnino.
 “Abbiamo deciso di chiamare la nostra assemblea “la Toscana che sarà” perché quella che è partita oggi non è solo una campagna elettorale. È piuttosto il disegno preciso del futuro che vogliamo costruire per la nostra regione. Un futuro che abbia come parola d’ordine il cambiamento e, in nome di questo, ci renda la terra simbolo, in Italia come in Europa, della ripartenza dell’economia e della qualità della vita.
 I gruppi che hanno lavorato in apertura dell’assemblea hanno tracciato i primi schizzi del disegno che ora il Partito Democratico completerà sul territorio insieme alle migliaia di toscani che ne saranno coautori e compartecipi.
E tra i tanti che ci aiuteranno a disegnare il futuro ce ne sono alcuni che abbiamo invitato tra noi perché rappresentano un esempio di quelle eccellenze nelle quali la nostra terra è già “la toscana che sarà”. Quella Toscana che scommette sulla innovazione, la ricerca, il coraggio delle idee. Quella Toscana che spesso non conosciamo o non ricordiamo quando si pensa alla situazione che viviamo. 
 Cinque storie come cinque risposte agli spunti offerti dai gruppi di lavoro, cinque casi che possiamo definire di eccezionale straordinarietà e vorremmo diventassero di quotidiana normalità.
Cinque casi da condividere insieme. Perché la condivisione è l’altro elemento essenziale con cui vogliamo costruire la Toscana che sarà. Il programma del Partito Democratico non sarà solo frutto della elaborazione di un laboratorio politico distante e autoreferenziale ma nascerà insieme ai territori e alle persone che lo animano e ne costituiscono il motore. Saranno i 400mila elettori toscani delle primarie a correggere la bozza nata qui oggi. E in questo confronto avremo sia il coraggio di guardare i problemi e affrontarli a viso aperto, sia l’orgoglio di mettere in evidenzia quello che invece già funziona e che abbiamo costruito in questi anni.Due caratteristiche che guideranno la Toscana di domani e che oggi, partendo proprio dalla nostra terra, sono la linea seguita da chi guida il nostro partito e il nostro governo in Italia. Un percorso nel cui solco, sono certo, la Toscana sarà sempre più protagonista”.

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9 Gennaio 2015

“La Toscana che sarà”. Il 10 gennaio assemblea del Pd toscano con Debora Serracchiani. Dalle 9.30 “speaker corner”. Dalle 11.30 interventi

9-palco 18 gennaio 2015 – Sabato prossimo 10 gennaio, a San Donnino (Campi Bisenzio – Firenze), è in programma l’assemblea regionale del Partito Democratico della Toscana dedicata al percorso programmatico per le elezioni regionali dal titolo “La Toscana che sarà”. Un momento di confronto che coinvolgerà tutto il gruppo dirigente per iniziare a costruire il programma di governo della prossima legislatura 2015-2020. Previsto anche l’intervento della vicesegretaria nazionale del Pd Debora Serracchiani.

Dalle 9.30 alle 18.30, presso la struttura “Spazio Reale”, la giornata prevede al mattino gli “speaker corner”, tredici gruppi di lavoro aperti ai membri dell’assemblea, ma anche ai segretari di circolo e di unione comunale del PD della Toscana e ai rappresentanti delle istituzioni, per discutere sul futuro della regione a partire dalle istanze e dalle opinioni dei territori.

L’assemblea di sabato è chiamata infatti a definire una prima bozza del programma del Partito Democratico per le elezioni di primavera 2015, che sarà poi sottoposta alla discussione aperta ai circa 400mila elettori delle ultime primarie.

Gli argomenti dei tavoli sono: sanità e sociale; politiche attive del lavoro; nuove opportunità per la crescita; agricoltura e politiche di governo del territorio; servizi pubblici locali; cultura e turismo; scuola e università; infrastrutture; innovazione tecnologica; riassetto istituzionale; marketing del territorio per i comuni; sicurezza e politiche contro il degrado; ambiente e rifiuti.

Nel pomeriggio invece discussione in plenaria con gli interventi dal palco, tra i quali il presidente della Regione Enrico Rossi, che saranno conclusi alle 18 dal segretario regionale Dario Parrini.

Infine le disposizioni finali dell’assemblea e le votazioni, tra cui – come già annunciato il 18 novembre scorso – l’approvazione del regolamento per eventuali elezioni primarie, contenente le regole per la raccolta firme in caso di presentazione di candidature alternative a presidente della Regione ulteriori a quella dell’uscente Enrico Rossi.

Nel corso dell’assemblea sono previsti anche i racconti dei protagonisti di alcune esperienze toscane di realizzazione in diversi campi professionali e sociali.

La prima parte della mattinata che prevede i gruppi di lavoro è riservata ai membri dell’assemblea e agli invitati. A partire dalle 11.30 prende il via la parte in plenaria aperta a tutti.

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“La Toscana che sarà”. Il 10 gennaio assemblea del Pd toscano con Debora Serracchiani. Dalle 9.30 “speaker corner”. Dalle 11.30 interventi

9-palco 18 gennaio 2015 – Sabato prossimo 10 gennaio, a San Donnino (Campi Bisenzio – Firenze), è in programma l’assemblea regionale del Partito Democratico della Toscana dedicata al percorso programmatico per le elezioni regionali dal titolo “La Toscana che sarà”. Un momento di confronto che coinvolgerà tutto il gruppo dirigente per iniziare a costruire il programma di governo della prossima legislatura 2015-2020. Previsto anche l’intervento della vicesegretaria nazionale del Pd Debora Serracchiani.

Dalle 9.30 alle 18.30, presso la struttura “Spazio Reale”, la giornata prevede al mattino gli “speaker corner”, tredici gruppi di lavoro aperti ai membri dell’assemblea, ma anche ai segretari di circolo e di unione comunale del PD della Toscana e ai rappresentanti delle istituzioni, per discutere sul futuro della regione a partire dalle istanze e dalle opinioni dei territori.

L’assemblea di sabato è chiamata infatti a definire una prima bozza del programma del Partito Democratico per le elezioni di primavera 2015, che sarà poi sottoposta alla discussione aperta ai circa 400mila elettori delle ultime primarie.

Gli argomenti dei tavoli sono: sanità e sociale; politiche attive del lavoro; nuove opportunità per la crescita; agricoltura e politiche di governo del territorio; servizi pubblici locali; cultura e turismo; scuola e università; infrastrutture; innovazione tecnologica; riassetto istituzionale; marketing del territorio per i comuni; sicurezza e politiche contro il degrado; ambiente e rifiuti.

Nel pomeriggio invece discussione in plenaria con gli interventi dal palco, tra i quali il presidente della Regione Enrico Rossi, che saranno conclusi alle 18 dal segretario regionale Dario Parrini.

Infine le disposizioni finali dell’assemblea e le votazioni, tra cui – come già annunciato il 18 novembre scorso – l’approvazione del regolamento per eventuali elezioni primarie, contenente le regole per la raccolta firme in caso di presentazione di candidature alternative a presidente della Regione ulteriori a quella dell’uscente Enrico Rossi.

Nel corso dell’assemblea sono previsti anche i racconti dei protagonisti di alcune esperienze toscane di realizzazione in diversi campi professionali e sociali.

La prima parte della mattinata che prevede i gruppi di lavoro è riservata ai membri dell’assemblea e agli invitati. A partire dalle 11.30 prende il via la parte in plenaria aperta a tutti.

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7 Gennaio 2015

«Il Paese si è rimesso in moto. Adesso è il tempo di investire». Il bilancio di Dario Parrini. Intervista alla Nazione di Empoli

parrininazioneempoli3 gennaio 2014 – «Il Paese si è rimesso in moto. Adesso è il tempo di investire». Il bilancio di Dario Parrini: «Nel 2015 il cambiamento» – Intervista di Francesco Meucci al segretario regionale del Pd toscano su La Nazione di Empoli del 3 gennnaio  2014.

 

di FRANCESCO MEUCCI
DARIO Parrini un anno da deputato e segretario regionale del partito, un anno vissuto molto più a Roma per i lavori parlamentari, e in giro per la Toscana a spiegare in giro per circoli del partito il Jobs Act e le altre riforme del governo Renzi. Con lui tiriamo le somme dell’anno appena chiuso e diamo uno sguardo al prossimo.

Quali sono stati i momenti più importanti del 2014?

«Sicuramente, al primo posto metto il decreto Irpef d aprile, quello sugli 80 euro. Si è trattato di un rafforzamento senza precedenti del potere di acquisto dei lavoratori con i redditi più bassi. Poi la sera delle Europee: abbiamo vinto ampiamente e abbiamo finalmente dimostrato che il partito a vocazione maggioritaria c’è e può ottenere grandi risultati. Infine, lunedì 22 dicembre, quando abbiamo varato la legge finanziaria 2015. E’ la legge di stabilità della svolta:  riduce le tasse e la spesa pubblica  come mai è stato fatto prima; insieme  al jobs act rappresenta una grossa spinta a creare posti di lavoro stabili. Non è stato facile, e soprattutto  non era scontato, riuscire  a ridurre del 30 per cento il costo dei nuovi contratti a tempo indeterminato e far sì che il 2014 fosse  l’ultimo anno con il costo del lavoro dentro l’Irap».

Quindi ci lasciamo alle spalle un anno…

«Un anno in cui il Paese si è rimesso in movimento dopo una lunga paralisi. Resta tantissimo da fare, ma bisogna ammettere che prima d’oggi non si era mai fatto così tanto in così pochi mesi».

E il 2015 come sarà?

«Abbiamo fatto vedere che cambiare marcia si può. Chi può investire, adesso lo deve fare. E’ il momento giusto, perché c’è una politica che sa passare dalle parole ai fatti e che è disposta ad affrontare le resistenze e gli agguati che il cambiamento a volte suscita».

Già, in Parlamento avete avuto a che fare con opposizioni particolarmente scatenate…

«E’ incredibile come l’Italia così com’è nuoccia a tanti e, al tempo stesso, faccia comodo a tanti. Un conto è il diritto di opposizione, che va rispettato, un altro il diritto di veto. Rispetto chi dissente, ma andiamo avanti. Certo, continua a sorprendermi vedere che in certi casi la Bindi e Fassina fanno più opposizione di Brunetta».

Il Governo arriverà al termine del mandato o si andrà al voto anticipato?

«Arriveremo al 2018 perché riusciremo ad eleggere in modo ordinato il successore di Napolitano e a portare a termine le riforme».

Quali allora i risultati più importanti di questo anno di governo Renzi?

«Non ci sono più il finanziamento  pubblico ai partiti né elezioni  di primo grado e indennità per gli amministratori provinciali. Una volta che la riforma istituzionale sarà stata approvata, referendum confermativo compreso, le province in quanto tali spariranno e l’Italia potrà dire di aver fatto dimagrire di un terzo il proprio parlamento, portandolo da 945 a 630 membri  elettivi: è una cosa mai successa in nessun Paese nella storia continentale postbellica. Un segnale di serietà: la politica, che chiede ai cittadini e alle imprese di fare la propria parte, in primo luogo riduce se stessa».

 

EMPOLI
«Coraggiose le parole di Brenda sulla fusione»

Il 2015 sarà un anno importante in Toscana con le elezioni regionali di primavera…
«Abbiamo l’onore e l’onere di essere il primo Pd d’Italia. La ricandidatura di Enrico Rossi è la cosa giusta e non credo che eventuali contendenti riusciranno a raccogliere le firme per sfidarlo alle primarie. Andiamo  alle elezioni regionali forti del buon governo messo in campo in questi anni e delle proposte saldamente riformiste che presenteremo  su sanità, sostegno all’innovazione e riassetto istituzionale  e dei servizi pubblici locali».

E in questi giorni si è tornato a parlare di accorpamenti fra Regioni, anche grazie a una tua presa di posizione.

«Dopo lo choc del voto in Emilia-Romagna ho sollevato, insieme ad alcuni colleghi, la questione della riduzione del numero delle Regioni. Dal dibattito che ne è seguito credo di aver colto nel segno».

Nel frattempo si torna anche a discutere di fusioni dei Comuni.

«Le parole del sindaco di Empoli in tal senso mi sono sembrate molto coraggiose e pienamente condivisibili. Se vogliamo comuni in grado di tenere alto il livello dei servizi riducendo i loro costi e la pressione fiscale, e capaci di realizzare opere pubbliche e investimenti sociali nella misura necessaria, aumentarne la dimensione media tramite le fusioni è una scelta obbligata. È poi significativo che da un territorio come questo, da sempre all’avanguardia nell’innovazione istituzionale, sia arrivata la più avanzata proposta di fusione circolata fino a questo momento
in Toscana»

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«Il Paese si è rimesso in moto. Adesso è il tempo di investire». Il bilancio di Dario Parrini. Intervista alla Nazione di Empoli

parrininazioneempoli3 gennaio 2014 – «Il Paese si è rimesso in moto. Adesso è il tempo di investire». Il bilancio di Dario Parrini: «Nel 2015 il cambiamento» – Intervista di Francesco Meucci al segretario regionale del Pd toscano su La Nazione di Empoli del 3 gennnaio  2014.

 

di FRANCESCO MEUCCI
DARIO Parrini un anno da deputato e segretario regionale del partito, un anno vissuto molto più a Roma per i lavori parlamentari, e in giro per la Toscana a spiegare in giro per circoli del partito il Jobs Act e le altre riforme del governo Renzi. Con lui tiriamo le somme dell’anno appena chiuso e diamo uno sguardo al prossimo.

Quali sono stati i momenti più importanti del 2014?

«Sicuramente, al primo posto metto il decreto Irpef d aprile, quello sugli 80 euro. Si è trattato di un rafforzamento senza precedenti del potere di acquisto dei lavoratori con i redditi più bassi. Poi la sera delle Europee: abbiamo vinto ampiamente e abbiamo finalmente dimostrato che il partito a vocazione maggioritaria c’è e può ottenere grandi risultati. Infine, lunedì 22 dicembre, quando abbiamo varato la legge finanziaria 2015. E’ la legge di stabilità della svolta:  riduce le tasse e la spesa pubblica  come mai è stato fatto prima; insieme  al jobs act rappresenta una grossa spinta a creare posti di lavoro stabili. Non è stato facile, e soprattutto  non era scontato, riuscire  a ridurre del 30 per cento il costo dei nuovi contratti a tempo indeterminato e far sì che il 2014 fosse  l’ultimo anno con il costo del lavoro dentro l’Irap».

Quindi ci lasciamo alle spalle un anno…

«Un anno in cui il Paese si è rimesso in movimento dopo una lunga paralisi. Resta tantissimo da fare, ma bisogna ammettere che prima d’oggi non si era mai fatto così tanto in così pochi mesi».

E il 2015 come sarà?

«Abbiamo fatto vedere che cambiare marcia si può. Chi può investire, adesso lo deve fare. E’ il momento giusto, perché c’è una politica che sa passare dalle parole ai fatti e che è disposta ad affrontare le resistenze e gli agguati che il cambiamento a volte suscita».

Già, in Parlamento avete avuto a che fare con opposizioni particolarmente scatenate…

«E’ incredibile come l’Italia così com’è nuoccia a tanti e, al tempo stesso, faccia comodo a tanti. Un conto è il diritto di opposizione, che va rispettato, un altro il diritto di veto. Rispetto chi dissente, ma andiamo avanti. Certo, continua a sorprendermi vedere che in certi casi la Bindi e Fassina fanno più opposizione di Brunetta».

Il Governo arriverà al termine del mandato o si andrà al voto anticipato?

«Arriveremo al 2018 perché riusciremo ad eleggere in modo ordinato il successore di Napolitano e a portare a termine le riforme».

Quali allora i risultati più importanti di questo anno di governo Renzi?

«Non ci sono più il finanziamento  pubblico ai partiti né elezioni  di primo grado e indennità per gli amministratori provinciali. Una volta che la riforma istituzionale sarà stata approvata, referendum confermativo compreso, le province in quanto tali spariranno e l’Italia potrà dire di aver fatto dimagrire di un terzo il proprio parlamento, portandolo da 945 a 630 membri  elettivi: è una cosa mai successa in nessun Paese nella storia continentale postbellica. Un segnale di serietà: la politica, che chiede ai cittadini e alle imprese di fare la propria parte, in primo luogo riduce se stessa».

 

EMPOLI
«Coraggiose le parole di Brenda sulla fusione»

Il 2015 sarà un anno importante in Toscana con le elezioni regionali di primavera…
«Abbiamo l’onore e l’onere di essere il primo Pd d’Italia. La ricandidatura di Enrico Rossi è la cosa giusta e non credo che eventuali contendenti riusciranno a raccogliere le firme per sfidarlo alle primarie. Andiamo  alle elezioni regionali forti del buon governo messo in campo in questi anni e delle proposte saldamente riformiste che presenteremo  su sanità, sostegno all’innovazione e riassetto istituzionale  e dei servizi pubblici locali».

E in questi giorni si è tornato a parlare di accorpamenti fra Regioni, anche grazie a una tua presa di posizione.

«Dopo lo choc del voto in Emilia-Romagna ho sollevato, insieme ad alcuni colleghi, la questione della riduzione del numero delle Regioni. Dal dibattito che ne è seguito credo di aver colto nel segno».

Nel frattempo si torna anche a discutere di fusioni dei Comuni.

«Le parole del sindaco di Empoli in tal senso mi sono sembrate molto coraggiose e pienamente condivisibili. Se vogliamo comuni in grado di tenere alto il livello dei servizi riducendo i loro costi e la pressione fiscale, e capaci di realizzare opere pubbliche e investimenti sociali nella misura necessaria, aumentarne la dimensione media tramite le fusioni è una scelta obbligata. È poi significativo che da un territorio come questo, da sempre all’avanguardia nell’innovazione istituzionale, sia arrivata la più avanzata proposta di fusione circolata fino a questo momento
in Toscana»

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