Regionali 2015, Comunicazione Pd all’insegna del ‘Fatto in Toscana’ e del ‘Cambiamento’
SCARICA: I MANIFESTI – IL DEPLIANT PIEGHEVOLE
Firenze 8 maggio 2015 – “Fatto in Toscana …il cambiamento”, è questo il claim scelto dal Pd toscano per la sua campagna di comunicazione per queste elezioni regionali, nel materiale cartaceo, manifesti e depliant, nei banner web, spot radiofonici e televisivi predisposti in vista delle ultime 3 settimane prima del voto del 31 maggio.
Nel materiale della campagna, presentata oggi dal segretario regionale Dario Parrini, campeggia la scritta “Fatto in Toscana” come fosse un timbro accanto ai punti di eccellenza e ai risultati conseguiti in questi anni e punta dunque “a valorizzare il lavoro fatto fino ad adesso in regione e rivendicare il cambio di passo del progetto riformista che in Toscana come in Italia stiamo attuando”. Centralità data a tematiche come ‘Creare lavoro e stare al fianco dei lavoratori’, ‘Sicurezza e legalità’, ‘Sanità e welfare’, ‘mobilità’.
Questo il testo dello spot radio: “Qualcuno in questa campagna elettorale dice che il cambiamento in Toscana deve ancora arrivare, ma si è accorto che noi del Pd lo stiamo facendo da anni? In Toscana come in Italia, abbiamo un progetto che nei prossimi 5 anni questo cambiamento lo renderà ancora più solido, nel lavoro nella mobilità nella sicurezza, nella sanità nel turismo nell’attrazione diinvestimenti. Perché il cambiamento in Toscana come in Italia ha il marchio del Pd, il marchio del fatto in Toscana! Il 31 maggio alle regionali vai a votare e scegli il vero marchio del cambiamento: il Pd!”


“Vogliamo – spiega il segretario regionale Dario Parrini – spingere il più possibile sull’acceleratore in queste ultime 3 settimane perché dobbiamo far capire quanto sia importante andare a votare. Qui il cambiamento è in atto con un Pd che offre una squadra di candidati al consiglio regionale che rappresenta una classe dirigente nuova che è cresciuta e si è fatta le ossa in questi anni sul territorio. Si parte da quanto fatto in questi anni dal Presidente Enrico Rossi per un cambio di passo, un ‘alzarci in piedi’ come direbbe lui, sulla scia del dinamismo delle riforme che anche a Roma stanno smuovendo il Paese dopo anni di immobilismo e occasioni mancate. Puntare sul lavoro, lo sviluppo e la creazioni di opportunità per la nostra economia con soluzioni nuove dettate dalle sempre minori disponibilità di risorse. Volevamo comunicare questo: che siamo una regione in movimento e che con questa squadra abbiamo gambe per andare lontano”.
Elezioni 31 maggio 2015 – I candidati Pd al consiglio regionale
QUI L’ELENCO COMPLETO (in file pdf) DEI CANDIDATI
NELL’ORDINE DI LISTA COLLEGIO PER COLLEGIO
CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE REGIONALE SI TORNA A ESPRIMERE LA PROPRIA PREFERENZA PER LA SCELTA DEL CANDIDATO AL CONSIGLIO REGIONALE. L’ORDINE DEI CANDIDATI DOPO I CAPILISTA E’ STATO ESTRATTO A SORTE IN DIREZIONE REGIONALE. PER ESPRIMERE LA PROPRIA PREFERENZA SI DEVE BARRARE LA CASELLA ACCANTO AL NOME DEL CANDIDATO SCELTO. SI POSSONO ESPRIME AL MASSIMO DUE PREFERENZE MA IN QUESTO CASO DEVONO ESSERE SU CANDIDATI OBBLIGATORIAMENTE SU DUE CANDIDATI DI SESSO DIVERSO.
AREZZO
Vincenzo Ceccarelli
Lucia De Robertis
Simone Tartaro
Lara Chiarini
Andrea Cutini
Sara Rapini
Andrea Vignini
Valentina Vadi
FIRENZE 1 – città
Stefania Saccardi
Eugenio Giani
Elisabetta Meucci
Andrea Barducci
Donata Bianchi
Leonardo Bieber
Marta Rapallini
Andrea Giorgio
FIRENZE 2 – est (Mugello, Valdarno, Valdisieve, Chianti)
Fiammetta Capirossi
Stefano Prosperi
Maria Grazia Esposito
Luciano Bartolini
Serena Spinelli
Daniele Lorenzini
FIRENZE 3 – Empolese-valdelsa
Serena Buti
Luca Belcari
Denise Latini
Enrico Sostegni
FIRENZE 4 – ovest (Scandicci e Piana)
Monia Monni
Paolo Bambagioni
Vanessa Boretti
Simone Naldoni
GROSSETO
Valentina Culicchi
Leonardo Marras
Barbara Pinzuti
Francesco Rustici
LIVORNO
Gianni Anselmi
Michela Cecchi
Francesco Gazzetti
Serena Biserni
Simone Franchi
Maria Gloria Giani
Valter Ulivieri
Carla Maestrini
LUCCA
Ilaria Giovannetti
Mario Puppa
Cecilia Carmassi
Stefano Baccelli
Maria Cristina Marcucci
Ettore Neri
Lia Chiara Miccichè
Michele Silicani
MASSA CARRARA
Giacomo Bugliani
Milene Mucci
Loris Rossetti
Maria Cristina Volontè
PISA
Antonio Mazzeo
Patrizia Bongiovanni
Francesco Nocchi
Anna Batini
Ivan Ferrucci
Cristina Conti
Andrea Pieroni
Alessandra Nardini
PISTOIA
Massimo Baldi
Alice Giampaoli
Marco Niccolai
Federica Fratoni
Fabrizio Masini
Sabrina Innocenti
PRATO
Nicola Ciolini
Aurora Castellani
Rudi Russo
Ilaria Bugetti
Lorenzo Marchi
Luisa Peris
SIENA
Stefano Scaramelli
Angela Pagni
Marco Spinelli
Rosa Cottone
Simone Bezzini
Alice Raspanti
Elezioni 31 maggio 2015 – I candidati Pd al consiglio regionale
QUI L’ELENCO COMPLETO (in file pdf) DEI CANDIDATI
NELL’ORDINE DI LISTA COLLEGIO PER COLLEGIO
CON LA NUOVA LEGGE ELETTORALE REGIONALE SI TORNA A ESPRIMERE LA PROPRIA PREFERENZA PER LA SCELTA DEL CANDIDATO AL CONSIGLIO REGIONALE. L’ORDINE DEI CANDIDATI DOPO I CAPILISTA E’ STATO ESTRATTO A SORTE IN DIREZIONE REGIONALE. PER ESPRIMERE LA PROPRIA PREFERENZA SI DEVE BARRARE LA CASELLA ACCANTO AL NOME DEL CANDIDATO SCELTO. SI POSSONO ESPRIME AL MASSIMO DUE PREFERENZE MA IN QUESTO CASO DEVONO ESSERE SU CANDIDATI OBBLIGATORIAMENTE SU DUE CANDIDATI DI SESSO DIVERSO.
AREZZO
Vincenzo Ceccarelli
Lucia De Robertis
Simone Tartaro
Lara Chiarini
Andrea Cutini
Sara Rapini
Andrea Vignini
Valentina Vadi
FIRENZE 1 – città
Stefania Saccardi
Eugenio Giani
Elisabetta Meucci
Andrea Barducci
Donata Bianchi
Leonardo Bieber
Marta Rapallini
Andrea Giorgio
FIRENZE 2 – est (Mugello, Valdarno, Valdisieve, Chianti)
Fiammetta Capirossi
Stefano Prosperi
Maria Grazia Esposito
Luciano Bartolini
Serena Spinelli
Daniele Lorenzini
FIRENZE 3 – Empolese-valdelsa
Serena Buti
Luca Belcari
Denise Latini
Enrico Sostegni
FIRENZE 4 – ovest (Scandicci e Piana)
Monia Monni
Paolo Bambagioni
Vanessa Boretti
Simone Naldoni
GROSSETO
Valentina Culicchi
Leonardo Marras
Barbara Pinzuti
Francesco Rustici
LIVORNO
Gianni Anselmi
Michela Cecchi
Francesco Gazzetti
Serena Biserni
Simone Franchi
Maria Gloria Giani
Valter Ulivieri
Carla Maestrini
LUCCA
Ilaria Giovannetti
Mario Puppa
Cecilia Carmassi
Stefano Baccelli
Maria Cristina Marcucci
Ettore Neri
Lia Chiara Miccichè
Michele Silicani
MASSA CARRARA
Giacomo Bugliani
Milene Mucci
Loris Rossetti
Maria Cristina Volontè
PISA
Antonio Mazzeo
Patrizia Bongiovanni
Francesco Nocchi
Anna Batini
Ivan Ferrucci
Cristina Conti
Andrea Pieroni
Alessandra Nardini
PISTOIA
Massimo Baldi
Alice Giampaoli
Marco Niccolai
Federica Fratoni
Fabrizio Masini
Sabrina Innocenti
PRATO
Nicola Ciolini
Aurora Castellani
Rudi Russo
Ilaria Bugetti
Lorenzo Marchi
Luisa Peris
SIENA
Stefano Scaramelli
Angela Pagni
Marco Spinelli
Rosa Cottone
Simone Bezzini
Alice Raspanti
Scuola, Parrini “Rispetto per lo sciopero, ma non tiene conto delle modifiche al ddl promosse dal Pd”
5 maggio 2015 – “Rispetto ma non condivido lo sciopero contro la riforma della scuola: non tiene conto dei contenuti effettivi del provvedimento e combatte un testo già superato dalle modifiche promosse dal Pd votate in commissione alla Camera, non si è fatto un decreto proprio per questo. Il ddl prevede più risorse per assunzione docenti ed edilizia scolastica, modernizzazione dei programmi, centralità di valutazione e merito, responsabilità dirigenti senza mortificare gli organi collegiali. Sui precari l’assunzione senza concorso è impossibile ma ci sarà la valorizzazione dei titoli acquisiti e del servizio svolto. Un buon lavoro, tuttora suscettibile di cambiamenti in Parlamento”.
Così il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini commenta lo sciopero di oggi del mondo della scuola.
Elezioni regionali 31 maggio 2015 – IL PROGRAMMA



Scarica, leggi e diffondi, il nostro PROGRAMMA per i prossimi 5 anni di mandato
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“Così termina il decennio della palude”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno del 5 maggio



La riforma elettorale non è un granché e si poteva fare meglio, ha scritto su questo giornale Emanuele Rossi. Non condivido. L’Italicum è una legge molto buona e francamente non me la sento di iscrivermi al club del “si poteva fare di più”. L’immobilismo durato un decennio, il decennio 2005-15 dei grandi propositi inattuati, è per fortuna terminato. L’Italicum approvato ieri definitivamente dalla Camera dei deputati ha svariati pregi: la maggioranza di governo sarà scelta direttamente dai cittadini col voto e non frutto di tira e molla post-elettorali tra i partiti; non ci saranno mai più inciuci o larghe intese; oltre due terzi dei deputati di maggioranza saranno eletti con le preferenze; il premio sarà sempre ampiamente legittimato, perché andrà a chi otterrà almeno il 40% dei voti validi al primo turno o più del 50% al ballottaggio; sarà garantito per la prima volta l’equilibrio di genere; il premio alla lista impedirà la nascita di coalizioni rissose capaci di vincere ma incapaci di governare e incentiverà la riduzione della frammentazione spingendo a creare grandi aggregazioni; come nelle regioni e nei comuni, chi vince governa cinque anni, al termine dei quali va a casa o viene confermato a seconda che abbia male o bene operato. Questo è l’Italicum: stabilità, chiarezza e responsabilità. L’opposto del Porcellum. Altro che un suo aggiustamento. Non è infine vero che “quasi nessuno” degli eletti dei partiti minori sarà scelto con le preferenze. Per essere sicuri dell’elezione dei loro dirigenti principali, è certo che i partiti minori ricorreranno massicciamente alle pluricandidature. Motivo per cui avranno anch’essi non pochi eletti con le preferenze. In un quadro del genere, non è il capolista a decidere “chi fare entrare e chi no”: se, per esempio, risulterà eletto in cinque collegi, il capolista non sceglierà i quattro deputati che saranno eletti nei collegi non oggetto della propria opzione. In quei quattro casi, a contare saranno le preferenze. Dedico un’ultima considerazione a un errore che a mio avviso molti costituzionalisti, non Rossi a dire il vero, hanno compiuto discutendo di Italicum. Insegna la politologia che dei sistemi elettorali va valutato il prevedibile funzionamento. Almanaccare sui casi-limite, per definizione altamente improbabili, è esercizio poco costruttivo. Ne è riprova la furibonda polemica di qualche mese fa sugli effetti del listino bloccato facoltativo della nuova legge elettorale toscana. I suoi più faziosi detrattori sostenevano che avrebbe prodotto un consiglio regionale con la metà o un terzo di eletti senza preferenze. Quel giudizio, lo dicemmo subito, non aveva valore, perché fondato su irrealistiche ipotesi di scuola che trascuravano il peso delle concrete scelte politiche già in quel momento largamente prevedibili. Ora che le liste sono depositate, si può facilmente constatare che di consiglieri regionali eletti col listino ce ne sarà uno soltanto su quaranta, due al massimo. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire.
Dario Parrini,
deputato e segretario toscano del Pd
“Così termina il decennio della palude”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno del 5 maggio



La riforma elettorale non è un granché e si poteva fare meglio, ha scritto su questo giornale Emanuele Rossi. Non condivido. L’Italicum è una legge molto buona e francamente non me la sento di iscrivermi al club del “si poteva fare di più”. L’immobilismo durato un decennio, il decennio 2005-15 dei grandi propositi inattuati, è per fortuna terminato. L’Italicum approvato ieri definitivamente dalla Camera dei deputati ha svariati pregi: la maggioranza di governo sarà scelta direttamente dai cittadini col voto e non frutto di tira e molla post-elettorali tra i partiti; non ci saranno mai più inciuci o larghe intese; oltre due terzi dei deputati di maggioranza saranno eletti con le preferenze; il premio sarà sempre ampiamente legittimato, perché andrà a chi otterrà almeno il 40% dei voti validi al primo turno o più del 50% al ballottaggio; sarà garantito per la prima volta l’equilibrio di genere; il premio alla lista impedirà la nascita di coalizioni rissose capaci di vincere ma incapaci di governare e incentiverà la riduzione della frammentazione spingendo a creare grandi aggregazioni; come nelle regioni e nei comuni, chi vince governa cinque anni, al termine dei quali va a casa o viene confermato a seconda che abbia male o bene operato. Questo è l’Italicum: stabilità, chiarezza e responsabilità. L’opposto del Porcellum. Altro che un suo aggiustamento. Non è infine vero che “quasi nessuno” degli eletti dei partiti minori sarà scelto con le preferenze. Per essere sicuri dell’elezione dei loro dirigenti principali, è certo che i partiti minori ricorreranno massicciamente alle pluricandidature. Motivo per cui avranno anch’essi non pochi eletti con le preferenze. In un quadro del genere, non è il capolista a decidere “chi fare entrare e chi no”: se, per esempio, risulterà eletto in cinque collegi, il capolista non sceglierà i quattro deputati che saranno eletti nei collegi non oggetto della propria opzione. In quei quattro casi, a contare saranno le preferenze. Dedico un’ultima considerazione a un errore che a mio avviso molti costituzionalisti, non Rossi a dire il vero, hanno compiuto discutendo di Italicum. Insegna la politologia che dei sistemi elettorali va valutato il prevedibile funzionamento. Almanaccare sui casi-limite, per definizione altamente improbabili, è esercizio poco costruttivo. Ne è riprova la furibonda polemica di qualche mese fa sugli effetti del listino bloccato facoltativo della nuova legge elettorale toscana. I suoi più faziosi detrattori sostenevano che avrebbe prodotto un consiglio regionale con la metà o un terzo di eletti senza preferenze. Quel giudizio, lo dicemmo subito, non aveva valore, perché fondato su irrealistiche ipotesi di scuola che trascuravano il peso delle concrete scelte politiche già in quel momento largamente prevedibili. Ora che le liste sono depositate, si può facilmente constatare che di consiglieri regionali eletti col listino ce ne sarà uno soltanto su quaranta, due al massimo. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire.
Dario Parrini,
deputato e segretario toscano del Pd
Italicum, Parrini “Termina decennio dell’immobilismo. Avanti con orgoglio”



Con questo post scritto sul suo profilo Facebook appena approvato l’Italicum Dario Parrini, deputato e segretario regionale del Pd della Toscana, plaude al varo della nuova legge elettorale.
Italicum, Parrini “Termina decennio dell’immobilismo. Avanti con orgoglio”



Con questo post scritto sul suo profilo Facebook appena approvato l’Italicum Dario Parrini, deputato e segretario regionale del Pd della Toscana, plaude al varo della nuova legge elettorale.




