NEWSLETTER PD TOSCANA n. 17/2013 – 25 luglio
NEWSLETTER PD TOSCANA
N. 17/2013 – 25 luglio
APPROVAZIONE VARIANTE PIT, FERRUCCI: “RISULTATO IMPORTANTE PER LA MAGGIORANZA E UNA CHIARA SCONFITTA DEL PDL” – Leggi
AEROPORTO PERETOLA RUGGERI: “SODDISFAZIONE APPROVAZIONE PIT, MAGGIORANZA AUTOSUFFICIENTE: SI APRE PERCORSO IMPORTANTE” – Leggi
PIT. RELAZIONE PER L’AULA DEL PRESIDENTE DELLA SESTA COMMISSIONE GIANFRANCO VENTURI – Leggi
POLITICHE SOCIO-SANITARIE. NASCE A FIRENZE IL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI CONSIGLIERI REGIONALI PD – Leggi
LETTERA MINATORIA AL SINDACO DI CASTELFIORENTINO, RUGGERI E FERRUCCI (PD): “INACCETTABILE QUESTO SUSSEGUIRSI DI INTIMIDAZIONI. SOLIDARIETÀ A OCCHIPINTI, PROSEGUA CON FIDUCIA NEL SUO LAVORO” – Leggi
CON NOI PER L’ITALIA GIUSTA. CAMPAGNA TESSERAMENTO 2013 – Leggi
FESTE DEMOCRATICHE. GUARDA L’AGENDA DELL’ESTATE 2013 IN TOSCANA E SEGNALACI QUELLA DEL TUO COMUNE E DEL TUO CIRCOLO – Leggi
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Aeroporto Peretola Ruggeri: “Soddisfazione approvazione Pit, maggioranza autosufficiente: si apre percorso importante”



“È un progetto che rappresenta una grande occasione di sviluppo per Firenze e per la Toscana, grazie alla sinergia con lo scalo pisano che determinerà la creazione di un sistema aeroportuale fondamentale per l’Italia centrale. – prosegue il capogruppo – È stato sicuramente un passaggio difficile che nessuno se non incosciente avrebbe potuto fare a cuor leggero. C’era bisogno di trovare una via d’uscita a un problema creatosi a inizio legislatura, l’aeroporto di Peretola è in regime di proroga e non era più autorizzabile se non con un pesante declassamento per condizioni di sicurezza: era quindi quanto mai necessario iniziare un percorso verso il suo potenziamento, assieme all’integrazione con l’aeroporto di Pisa che per troppo tempo è stato un alibi per non scegliere e che ora diventa un opportunità di fare un salto di qualità per tutta la Toscana. Sappiamo che comporterà un impatto nella zona circostante e siamo consci che lo sviluppo aeroportuale debba essere compatibile con il tessuto urbano. Proprio per questo l’atto urbanistico contiene già ora una serie di approfondimenti e per come è uscito dal Consiglio regionale, con la risoluzione che lo accompagna, ci consentirà da qui all’approvazione definitiva di rispondere a molte domande che necessitano di un percorso progettuale più dettagliato per essere chiarite. Nel ridisegnare l’area l’introduzione di una rete tramviaria a servizio dell’aeroporto, delle città di Firenze e Prato e dei territori della piana rappresenta un elemento di innovazione e di mitigazione positiva per affrontare il tema della mobilità e dei collegamenti, che, in questa zona genera problemi a livello di inquinamento e vivibilità. Quest’atto ha aperto posizioni trasversalmente diverse che però sono state espresse nel dibattito odierno con chiarezza e onestà intellettuale a riprova della passione politica e del senso di responsabilità che anima quest’assemblea. Possiamo rilevare senza ombra di smentita che la maggioranza pur nelle sue articolazioni si è dimostrata autosufficiente nel voto e che da parte del Pdl si è preferito nascondere le proprie divisioni rifugiandosi nell’astensione, posizione comoda se presa dall’opposizione. Vorrei ringraziare invece quelle forze che seppur d’opposizione hanno alla fine votato a favore, a dimostrazione che oltre che nella maggioranza, numericamente autonoma, la variante del Pit ha raccolto un ampio consenso in chi guarda a merito e prospettiva e non solo a schieramenti politici”.
Aeroporto Peretola Ruggeri: “Soddisfazione approvazione Pit, maggioranza autosufficiente: si apre percorso importante”



“È un progetto che rappresenta una grande occasione di sviluppo per Firenze e per la Toscana, grazie alla sinergia con lo scalo pisano che determinerà la creazione di un sistema aeroportuale fondamentale per l’Italia centrale. – prosegue il capogruppo – È stato sicuramente un passaggio difficile che nessuno se non incosciente avrebbe potuto fare a cuor leggero. C’era bisogno di trovare una via d’uscita a un problema creatosi a inizio legislatura, l’aeroporto di Peretola è in regime di proroga e non era più autorizzabile se non con un pesante declassamento per condizioni di sicurezza: era quindi quanto mai necessario iniziare un percorso verso il suo potenziamento, assieme all’integrazione con l’aeroporto di Pisa che per troppo tempo è stato un alibi per non scegliere e che ora diventa un opportunità di fare un salto di qualità per tutta la Toscana. Sappiamo che comporterà un impatto nella zona circostante e siamo consci che lo sviluppo aeroportuale debba essere compatibile con il tessuto urbano. Proprio per questo l’atto urbanistico contiene già ora una serie di approfondimenti e per come è uscito dal Consiglio regionale, con la risoluzione che lo accompagna, ci consentirà da qui all’approvazione definitiva di rispondere a molte domande che necessitano di un percorso progettuale più dettagliato per essere chiarite. Nel ridisegnare l’area l’introduzione di una rete tramviaria a servizio dell’aeroporto, delle città di Firenze e Prato e dei territori della piana rappresenta un elemento di innovazione e di mitigazione positiva per affrontare il tema della mobilità e dei collegamenti, che, in questa zona genera problemi a livello di inquinamento e vivibilità. Quest’atto ha aperto posizioni trasversalmente diverse che però sono state espresse nel dibattito odierno con chiarezza e onestà intellettuale a riprova della passione politica e del senso di responsabilità che anima quest’assemblea. Possiamo rilevare senza ombra di smentita che la maggioranza pur nelle sue articolazioni si è dimostrata autosufficiente nel voto e che da parte del Pdl si è preferito nascondere le proprie divisioni rifugiandosi nell’astensione, posizione comoda se presa dall’opposizione. Vorrei ringraziare invece quelle forze che seppur d’opposizione hanno alla fine votato a favore, a dimostrazione che oltre che nella maggioranza, numericamente autonoma, la variante del Pit ha raccolto un ampio consenso in chi guarda a merito e prospettiva e non solo a schieramenti politici”.
PIT – Relazione per l’Aula del Presidente della Sesta Commissione Gianfranco Venturi



Adozione dell’integrazione al piano di indirizzo territoriale (PIT) per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell’aeroporto di Firenze secondo le procedure previste dall’articolo 17 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio)
Relazione per l’Aula del Presidente della Sesta Commissione del Consiglio Regionale Gianfranco Venturi
Con il presente provvedimento si conclude un lungo iter iniziato il 26 luglio del 2010, data della deliberazione n. 705 con cui la Giunta regionale ha avviato il procedimento per “l’integrazione del Piano di Indirizzo Territoriale al fine di definire gli indirizzi e le prescrizioni regionali in riferimento all’attuazione del Parco della Piana fiorentina, quale elemento ordinatore, e alla qualificazione dell’aeroporto di Firenze-Peretola”.
La prima relazione del responsabile del procedimento, del 14 febbraio 2011, dà conto del percorso effettuato fino alla presentazione in Consiglio regionale della prima proposta di deliberazione, la n. 105, concernente l’integrazione al PIT, così come la prima relazione del garante della comunicazione .
La prima proposta, la Pdd n. 105, è stata assegnata alle commissioni competenti, Sesta e Settima, nel febbraio 2011.
Le commissioni si sono riunite 11 volte effettuando numerose audizioni con tutti i soggetti interessati.
E’ appunto anche a seguito dell’istruttoria effettuata dalle commissioni, oltre che dell’approfondimento con ENAC sulle caratteristiche funzionali della qualificazione aeroportuale, che la Giunta regionale ha provveduto ad integrare la prima proposta con la pdd 334, assegnata alle commissioni competenti nel marzo 2013.
La nuova Pdd 334:
• individua ulteriori impegni della Regione ad integrazione del progetto Parco Agricolo della Piana;
• ridefinisce le salvaguardie relative al Parco agricolo della Piana a seguito degli approfondimenti effettuati con gli Enti Locali interessati;
• include nelle valutazioni le nuove ipotesi di orientamento della pista per la qualificazione aeroportuale contenute nel documento presentato da ENAC che viene acquisito nel quadro conoscitivo della presente integrazione del PIT, con le conseguenti prescrizioni.
Le modifiche e integrazioni della pdd 334 rispetto alla pdd 105 riguardano in sintesi:
– una più articolata declinazione della disciplina di salvaguardia riferita al Parco agricolo della Piana e l’individuazione di aree “complementari”;
– l’integrazione al Documento di Master Plan del Sistema aeroportuale toscano” e alla relativa Disciplina con l’individuazione degli obiettivi di sviluppo correlato degli aeroporti di Pisa e Firenze;
– Le integrazioni alla Disciplina di Master Plan medesimo con riferimento a:
• le possibili soluzioni di pista (prolungamento pista attuale o pista parallela-convergente) e le relative prescrizioni per il progetto di qualificazione aeroportuale, comprensive delle prescrizioni per il progetto e gli interventi a cura e spese del proponente, ivi compresa la redazione della VIS;
• la definizione della composizione e delle funzioni del Comitato di garanzia;
• la previsione del Dibattito pubblico sui progetti di qualificazione aeroportuale;
Ulteriori integrazioni riguardano:
– gli adeguamenti delle cartografie di piano, consistenti in alcune revisioni minori dei confini e l’introduzione delle aree “complementari” e “funzionali” al Parco;
– le integrazioni ai documenti di valutazione;
– le integrazioni al Quadro Conoscitivo con il Documento presentato da ENAC e con la nota su “Le ricadute economiche del consolidamento dell’offerta aeroportuale della Toscana” di IRPET;
– l’ integrazione al Rapporto del garante della comunicazione per il Pit recante i risultati delle ulteriori attività di informazione e partecipazione espletate.
In particolare Il Documento di piano del PIT è integrato con l’individuazione di un insieme di azioni per l’attuazione del Parco agricolo della piana e per migliorare la sostenibilità del sistema territoriale afferente al Parco, oggetto di sette specifici allegati programmatici che riguardano
1. La “Promozione delle attività agricole e di forestazione legate alle esigenze di mitigazione ambientale, riqualificazione e valorizzazione del Parco della Piana”;
2. Gli “Interventi correlati al Parco agricolo della Piana con particolare riferimento a interventi di piantumazione per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la fruibilità dei percorsi che collegano le aree urbane al parco”;
3. Gli “Investimenti per le aree umide e per la rete ecologica nel Parco agricolo della Piana”;
4. Gli “Interventi correlati al Parco agricolo della Piana per una migliore fruizione del parco archeologico di Gonfienti”;
5. Le “Azioni di risanamento e miglioramento della qualità dell’aria, volte a ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera”;
6. Le “Azioni per la promozione di energia da fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica “;
7. Gli “Interventi di miglioramento della mobilità collettiva nell’area anche al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico”:
In questa fase anche le salvaguardie del progetto Parco agricolo della Piana, i relativi articoli della Disciplina generale del PIT sono stati ridefiniti a seguito degli approfondimenti sia nelle commissioni che con gli enti locali coinvolti.
• Relativamente alla qualificazione aeroportuale la Valutazione Ambientale Strategica prende in esame sia l’evoluzione dello scenario in assenza della integrazione proposta sia la sua evoluzioni alla luce delle previsioni del Parco agricolo della Piana e della qualificazione dell’aeroporto.
Al riguardo sono state esaminate tre areali di fattibilità:
• Quello relativo al prolungamento della pista attuale;
• Quello relativo all’ipotesi di pista parallela convergente che prende come riferimento l’ipotesi di pista 12/30 di ENAC;
• E quello relativo all’ipotesi di pista obliqua che prende come riferimento l’ipotesi di pista 9/27 di ENAC che a seguito della stessa valutazione è risultato eccessivamente impattante.
Nel Documento di piano del Masterplan è stata inserita l’indicazione delle fasi procedurali necessarie all’approvazione del nuovo Piano di Sviluppo aeroportuale dell’aeroporto fiorentino e prevede quali elementi prescrittivi:
• l’utilizzo della pista di atterraggio in modo da garantire la massima tutela degli insediamenti dall’inquinamento acustico ed atmosferico con un utilizzo esclusivamente monodirezionale, senza sorvolo di Firenze, fatte salve situazioni di emergenza;
• l’esclusione della pista di rullaggio in funzione sia della monodirezionalità della pista, sia del controllo delle emissioni inquinanti.
La disciplina di Master Plan contiene inoltre gli impegni da realizzare a carico e spese del proponente ed in particolare per :
– la rinaturalizzazione delle aree aeroportuali non più necessarie da destinare a Parco agricolo della Piana, anche con interventi di piantumazione;
– la salvaguardia della biodiversità e delle specie animali e vegetali;
– la compensazione a seguito di interferenze con siti di importanza naturalistica regionale;
– l’ adeguamento del reticolo idraulico;
– l’ adeguamento e ricucitura della viabilità interferita;
– la mitigazione e compensazione per l’inquinamento atmosferico e acustico;
– il recupero delle parti dei Boschi della Piana interessate dal progetto per la pista parallela convergente, procedendo alla loro rilocalizzazione in area idonea;
– il recupero dei volumi di esondazione sottratti ai territori interessati dalla qualificazione aeroportuale;
– la redazione della Valutazione di Impatto Sanitario del progetto della qualificazione aeroportuale.
Sull’insieme di questi materiali, Le commissioni Sesta e Settima hanno effettuato, anche alla luce della nuova pdd 344, numerose audizioni e consultazioni (6 sedute con varie audizioni più 2 giornate di consultazioni).
Vorrei in questa sede ringraziare i Commissari per un lavoro positivo che assieme abbiamo svolto e con loro vorrei ringraziare tutti gli Uffici che hanno collaborato con i nostri lavori dando prova di disponibilità e competenza
Su richiesta delle commissioni, gli uffici della Giunta hanno provveduto ad unificare in un unico testo le due proposte.
Sono stati richiesti approfondimenti ad ARPAT sulle valutazioni riguardo al rumore aeroportuale, documentazione che è stata inserita come appendice nel rapporto ambientale insieme a rappresentazioni delle curve isofone su una base cartografica più aggiornata (2010).
Oltre alla correzione di errori materiali e altre modifiche di precisazione, in commissione sono stati approvati due emendamenti, entrambi relativi agli allegati programmatici per l’attuazione del Parco agricolo della piana.
In particolare, un emendamento è riferito all’allegato programmatico “Interventi correlati al Parco agricolo della Piana per una migliore fruizione del parco archeologico di Gonfienti”. Con il quale , in relazione all’obiettivo di sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica, si prevede che le aree di proprietà dell’Interporto non interessate da edificazione mantengano la destinazione d’uso a verde fino a quando non sarà definito il progetto di valorizzazione dell’area archeologica.
L’altro emendamento è relativo all’allegato programmatico concernente il miglioramento della mobilità collettiva nell’area interessata dall’integrazione al PIT , con il quale si prevede che, entro il 2013, la Regione e i Comuni interessati debbano valuterare le modalità per la redazione dello studio di fattibilità del collegamento verso Campi e da qui fino a Prato, previi gli opportuni raccordi con le amministrazioni comunali interessate.
Se tutto questo è stato positivo, non vogliamo tacere che la presente proposta di integrazione del PIT ha incontrato soprattutto negli Enti Locali della Piana, nelle Amministrazioni Provinciali interessate ed in alcuni Comitati, consistenti opposizioni che non potevano non trovare riscontro anche nelle posizioni che alcuni commissari hanno poi assunto in sede di conclusione dei nostri lavori.
Si tratta di posizioni motivate da ragioni molteplici che vanno da una non condivisione della scelta stessa volta al potenziamento dell’aeroporto di Peretola, alla preoccupazione che tale scelta possa compromettere il futuro del Parco Agricolo della Piana ed infine alla richiesta di poter avere maggiori dati in ordine ai costi complessivi dell’opera ed all’impatto che l’accresciuto traffico aereo verrebbe ad avere sulle popolazioni della piana.
Si tratta di preoccupazioni presenti anche nel parere che ci è pervenuto da parte del Consiglio delle Autonomie Locali della Toscana che, pur dando parere positivo ha specificato una serie di condizioni al riguardo.
Abbiamo interloquito con tutte queste diverse opinioni, partendo dalla convinzione che il potenziamento dell’aeroporto, così come la valorizzazione del Parco fossero obiettivi irrinunciabili da tenere uniti e verso i quali tendere, con la dovuta attenzione alla salute ed alla qualità della vita delle popolazioni che in vario modo sono coinvolte in questa vicenda.
In molti casi le risposte si sono trovate studiando più attentamente i voluminosi documenti messi a disposizione, anche chiedendo ulteriori integrazioni.
In altri casi si trattava di questioni che pur legittime andavano oltre gli ambiti propri dello strumento in discussione, mentre in altri casi ancora si trattava di questioni che non potevano trovare soluzione in questa fase ma che solo con la concreta adozione dell’integrazione proposta sarebbe stato possibile creare le condizioni per un maggiore approfondimento prima della definitiva approvazione dell’atto.
E’ per rispondere a questa duplice esigenza che abbiamo proposto in commissione la risoluzione n. 205, rispetto alla quale sono nel frattempo maturate anche alcune precisazioni raccolte nella proposta di emendamento alla stessa firmata dai commissari di maggioranza della sesta e settima commissione e che è aperta comunque anche ad ulteriori sottoscrizioni che dovessero aggiungersi in Aula.
Con questa risoluzione si Impegna la Giunta regionale “a richiedere al soggetto proponente l’opera di presentare con ogni possibile urgenza, nella fase immediatamente successiva al voto sull’adozione, un preliminare di Piano di Sviluppo Aeroportuale (PSA), che consenta di accertare, prima dell’approvazione definitiva, sia i costi complessivi di massima necessari per la realizzazione dell’opera, comprensivi dei costi per l’adeguamento del sistema territoriale interessato, che dell’adeguamento delle diverse funzioni aeroportuali ai livelli di traffico previsti a seguito dell’apertura della nuova pista. Tale preliminare di Piano di Sviluppo Aeroportuale dovrà essere dotato di un piano economico/finanziario che ne dimostri la sostenibilità da parte del soggetto proponente. Il soggetto proponente dovrà inoltre fornire approfondimenti che esaminino in modo più compiuto le ricadute dell’impatto acustico ed ambientale sulla base del traffico previsto, delle rotte decollo/atterraggio prevalenti e del tipo di aereomobili che utilizzeranno la nuova pista.
Mi pare che questo documento, non a caso condiviso anche da quanti in commissione non si sono riconosciuti nel voto positivo finale sul provvedimento, possa costituire un valido motivo anche per quanti non ritengono oggi maturo un loro voto positivo sul provvedimento, affinché consentendo l’adozione di questa variante, già da troppo tempo oggetto di discussione, sia reso con ciò possibile un approfondimento delle questioni sollevate per poter esprimere a ragion veduta e con maggiori elementi un voto pienamente convinto in sede di approvazione finale.
Come è noto, il voto nelle commissioni congiunte, sesta e settima, ha visto 6 voti a favore, 2 contrari e 6 astensioni. Per i regolamenti che presiedono ai nostri lavori, anche se i rapporti numerici nelle commissioni non rispettano fedelmente quelli presenti in aula, l’esito del voto comporta il parere contrario delle commissioni medesime.
Spetta ora all’Aula esprimersi in merito agli atti proposti ed alle argomentazioni sollevate decidendo sulla adozione del testo unificato alla vostra attenzione.
PIT – Relazione per l’Aula del Presidente della Sesta Commissione Gianfranco Venturi



Adozione dell’integrazione al piano di indirizzo territoriale (PIT) per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell’aeroporto di Firenze secondo le procedure previste dall’articolo 17 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio)
Relazione per l’Aula del Presidente della Sesta Commissione del Consiglio Regionale Gianfranco Venturi
Con il presente provvedimento si conclude un lungo iter iniziato il 26 luglio del 2010, data della deliberazione n. 705 con cui la Giunta regionale ha avviato il procedimento per “l’integrazione del Piano di Indirizzo Territoriale al fine di definire gli indirizzi e le prescrizioni regionali in riferimento all’attuazione del Parco della Piana fiorentina, quale elemento ordinatore, e alla qualificazione dell’aeroporto di Firenze-Peretola”.
La prima relazione del responsabile del procedimento, del 14 febbraio 2011, dà conto del percorso effettuato fino alla presentazione in Consiglio regionale della prima proposta di deliberazione, la n. 105, concernente l’integrazione al PIT, così come la prima relazione del garante della comunicazione .
La prima proposta, la Pdd n. 105, è stata assegnata alle commissioni competenti, Sesta e Settima, nel febbraio 2011.
Le commissioni si sono riunite 11 volte effettuando numerose audizioni con tutti i soggetti interessati.
E’ appunto anche a seguito dell’istruttoria effettuata dalle commissioni, oltre che dell’approfondimento con ENAC sulle caratteristiche funzionali della qualificazione aeroportuale, che la Giunta regionale ha provveduto ad integrare la prima proposta con la pdd 334, assegnata alle commissioni competenti nel marzo 2013.
La nuova Pdd 334:
• individua ulteriori impegni della Regione ad integrazione del progetto Parco Agricolo della Piana;
• ridefinisce le salvaguardie relative al Parco agricolo della Piana a seguito degli approfondimenti effettuati con gli Enti Locali interessati;
• include nelle valutazioni le nuove ipotesi di orientamento della pista per la qualificazione aeroportuale contenute nel documento presentato da ENAC che viene acquisito nel quadro conoscitivo della presente integrazione del PIT, con le conseguenti prescrizioni.
Le modifiche e integrazioni della pdd 334 rispetto alla pdd 105 riguardano in sintesi:
– una più articolata declinazione della disciplina di salvaguardia riferita al Parco agricolo della Piana e l’individuazione di aree “complementari”;
– l’integrazione al Documento di Master Plan del Sistema aeroportuale toscano” e alla relativa Disciplina con l’individuazione degli obiettivi di sviluppo correlato degli aeroporti di Pisa e Firenze;
– Le integrazioni alla Disciplina di Master Plan medesimo con riferimento a:
• le possibili soluzioni di pista (prolungamento pista attuale o pista parallela-convergente) e le relative prescrizioni per il progetto di qualificazione aeroportuale, comprensive delle prescrizioni per il progetto e gli interventi a cura e spese del proponente, ivi compresa la redazione della VIS;
• la definizione della composizione e delle funzioni del Comitato di garanzia;
• la previsione del Dibattito pubblico sui progetti di qualificazione aeroportuale;
Ulteriori integrazioni riguardano:
– gli adeguamenti delle cartografie di piano, consistenti in alcune revisioni minori dei confini e l’introduzione delle aree “complementari” e “funzionali” al Parco;
– le integrazioni ai documenti di valutazione;
– le integrazioni al Quadro Conoscitivo con il Documento presentato da ENAC e con la nota su “Le ricadute economiche del consolidamento dell’offerta aeroportuale della Toscana” di IRPET;
– l’ integrazione al Rapporto del garante della comunicazione per il Pit recante i risultati delle ulteriori attività di informazione e partecipazione espletate.
In particolare Il Documento di piano del PIT è integrato con l’individuazione di un insieme di azioni per l’attuazione del Parco agricolo della piana e per migliorare la sostenibilità del sistema territoriale afferente al Parco, oggetto di sette specifici allegati programmatici che riguardano
1. La “Promozione delle attività agricole e di forestazione legate alle esigenze di mitigazione ambientale, riqualificazione e valorizzazione del Parco della Piana”;
2. Gli “Interventi correlati al Parco agricolo della Piana con particolare riferimento a interventi di piantumazione per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la fruibilità dei percorsi che collegano le aree urbane al parco”;
3. Gli “Investimenti per le aree umide e per la rete ecologica nel Parco agricolo della Piana”;
4. Gli “Interventi correlati al Parco agricolo della Piana per una migliore fruizione del parco archeologico di Gonfienti”;
5. Le “Azioni di risanamento e miglioramento della qualità dell’aria, volte a ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera”;
6. Le “Azioni per la promozione di energia da fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica “;
7. Gli “Interventi di miglioramento della mobilità collettiva nell’area anche al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico”:
In questa fase anche le salvaguardie del progetto Parco agricolo della Piana, i relativi articoli della Disciplina generale del PIT sono stati ridefiniti a seguito degli approfondimenti sia nelle commissioni che con gli enti locali coinvolti.
• Relativamente alla qualificazione aeroportuale la Valutazione Ambientale Strategica prende in esame sia l’evoluzione dello scenario in assenza della integrazione proposta sia la sua evoluzioni alla luce delle previsioni del Parco agricolo della Piana e della qualificazione dell’aeroporto.
Al riguardo sono state esaminate tre areali di fattibilità:
• Quello relativo al prolungamento della pista attuale;
• Quello relativo all’ipotesi di pista parallela convergente che prende come riferimento l’ipotesi di pista 12/30 di ENAC;
• E quello relativo all’ipotesi di pista obliqua che prende come riferimento l’ipotesi di pista 9/27 di ENAC che a seguito della stessa valutazione è risultato eccessivamente impattante.
Nel Documento di piano del Masterplan è stata inserita l’indicazione delle fasi procedurali necessarie all’approvazione del nuovo Piano di Sviluppo aeroportuale dell’aeroporto fiorentino e prevede quali elementi prescrittivi:
• l’utilizzo della pista di atterraggio in modo da garantire la massima tutela degli insediamenti dall’inquinamento acustico ed atmosferico con un utilizzo esclusivamente monodirezionale, senza sorvolo di Firenze, fatte salve situazioni di emergenza;
• l’esclusione della pista di rullaggio in funzione sia della monodirezionalità della pista, sia del controllo delle emissioni inquinanti.
La disciplina di Master Plan contiene inoltre gli impegni da realizzare a carico e spese del proponente ed in particolare per :
– la rinaturalizzazione delle aree aeroportuali non più necessarie da destinare a Parco agricolo della Piana, anche con interventi di piantumazione;
– la salvaguardia della biodiversità e delle specie animali e vegetali;
– la compensazione a seguito di interferenze con siti di importanza naturalistica regionale;
– l’ adeguamento del reticolo idraulico;
– l’ adeguamento e ricucitura della viabilità interferita;
– la mitigazione e compensazione per l’inquinamento atmosferico e acustico;
– il recupero delle parti dei Boschi della Piana interessate dal progetto per la pista parallela convergente, procedendo alla loro rilocalizzazione in area idonea;
– il recupero dei volumi di esondazione sottratti ai territori interessati dalla qualificazione aeroportuale;
– la redazione della Valutazione di Impatto Sanitario del progetto della qualificazione aeroportuale.
Sull’insieme di questi materiali, Le commissioni Sesta e Settima hanno effettuato, anche alla luce della nuova pdd 344, numerose audizioni e consultazioni (6 sedute con varie audizioni più 2 giornate di consultazioni).
Vorrei in questa sede ringraziare i Commissari per un lavoro positivo che assieme abbiamo svolto e con loro vorrei ringraziare tutti gli Uffici che hanno collaborato con i nostri lavori dando prova di disponibilità e competenza
Su richiesta delle commissioni, gli uffici della Giunta hanno provveduto ad unificare in un unico testo le due proposte.
Sono stati richiesti approfondimenti ad ARPAT sulle valutazioni riguardo al rumore aeroportuale, documentazione che è stata inserita come appendice nel rapporto ambientale insieme a rappresentazioni delle curve isofone su una base cartografica più aggiornata (2010).
Oltre alla correzione di errori materiali e altre modifiche di precisazione, in commissione sono stati approvati due emendamenti, entrambi relativi agli allegati programmatici per l’attuazione del Parco agricolo della piana.
In particolare, un emendamento è riferito all’allegato programmatico “Interventi correlati al Parco agricolo della Piana per una migliore fruizione del parco archeologico di Gonfienti”. Con il quale , in relazione all’obiettivo di sistemazione e valorizzazione dell’area archeologica, si prevede che le aree di proprietà dell’Interporto non interessate da edificazione mantengano la destinazione d’uso a verde fino a quando non sarà definito il progetto di valorizzazione dell’area archeologica.
L’altro emendamento è relativo all’allegato programmatico concernente il miglioramento della mobilità collettiva nell’area interessata dall’integrazione al PIT , con il quale si prevede che, entro il 2013, la Regione e i Comuni interessati debbano valuterare le modalità per la redazione dello studio di fattibilità del collegamento verso Campi e da qui fino a Prato, previi gli opportuni raccordi con le amministrazioni comunali interessate.
Se tutto questo è stato positivo, non vogliamo tacere che la presente proposta di integrazione del PIT ha incontrato soprattutto negli Enti Locali della Piana, nelle Amministrazioni Provinciali interessate ed in alcuni Comitati, consistenti opposizioni che non potevano non trovare riscontro anche nelle posizioni che alcuni commissari hanno poi assunto in sede di conclusione dei nostri lavori.
Si tratta di posizioni motivate da ragioni molteplici che vanno da una non condivisione della scelta stessa volta al potenziamento dell’aeroporto di Peretola, alla preoccupazione che tale scelta possa compromettere il futuro del Parco Agricolo della Piana ed infine alla richiesta di poter avere maggiori dati in ordine ai costi complessivi dell’opera ed all’impatto che l’accresciuto traffico aereo verrebbe ad avere sulle popolazioni della piana.
Si tratta di preoccupazioni presenti anche nel parere che ci è pervenuto da parte del Consiglio delle Autonomie Locali della Toscana che, pur dando parere positivo ha specificato una serie di condizioni al riguardo.
Abbiamo interloquito con tutte queste diverse opinioni, partendo dalla convinzione che il potenziamento dell’aeroporto, così come la valorizzazione del Parco fossero obiettivi irrinunciabili da tenere uniti e verso i quali tendere, con la dovuta attenzione alla salute ed alla qualità della vita delle popolazioni che in vario modo sono coinvolte in questa vicenda.
In molti casi le risposte si sono trovate studiando più attentamente i voluminosi documenti messi a disposizione, anche chiedendo ulteriori integrazioni.
In altri casi si trattava di questioni che pur legittime andavano oltre gli ambiti propri dello strumento in discussione, mentre in altri casi ancora si trattava di questioni che non potevano trovare soluzione in questa fase ma che solo con la concreta adozione dell’integrazione proposta sarebbe stato possibile creare le condizioni per un maggiore approfondimento prima della definitiva approvazione dell’atto.
E’ per rispondere a questa duplice esigenza che abbiamo proposto in commissione la risoluzione n. 205, rispetto alla quale sono nel frattempo maturate anche alcune precisazioni raccolte nella proposta di emendamento alla stessa firmata dai commissari di maggioranza della sesta e settima commissione e che è aperta comunque anche ad ulteriori sottoscrizioni che dovessero aggiungersi in Aula.
Con questa risoluzione si Impegna la Giunta regionale “a richiedere al soggetto proponente l’opera di presentare con ogni possibile urgenza, nella fase immediatamente successiva al voto sull’adozione, un preliminare di Piano di Sviluppo Aeroportuale (PSA), che consenta di accertare, prima dell’approvazione definitiva, sia i costi complessivi di massima necessari per la realizzazione dell’opera, comprensivi dei costi per l’adeguamento del sistema territoriale interessato, che dell’adeguamento delle diverse funzioni aeroportuali ai livelli di traffico previsti a seguito dell’apertura della nuova pista. Tale preliminare di Piano di Sviluppo Aeroportuale dovrà essere dotato di un piano economico/finanziario che ne dimostri la sostenibilità da parte del soggetto proponente. Il soggetto proponente dovrà inoltre fornire approfondimenti che esaminino in modo più compiuto le ricadute dell’impatto acustico ed ambientale sulla base del traffico previsto, delle rotte decollo/atterraggio prevalenti e del tipo di aereomobili che utilizzeranno la nuova pista.
Mi pare che questo documento, non a caso condiviso anche da quanti in commissione non si sono riconosciuti nel voto positivo finale sul provvedimento, possa costituire un valido motivo anche per quanti non ritengono oggi maturo un loro voto positivo sul provvedimento, affinché consentendo l’adozione di questa variante, già da troppo tempo oggetto di discussione, sia reso con ciò possibile un approfondimento delle questioni sollevate per poter esprimere a ragion veduta e con maggiori elementi un voto pienamente convinto in sede di approvazione finale.
Come è noto, il voto nelle commissioni congiunte, sesta e settima, ha visto 6 voti a favore, 2 contrari e 6 astensioni. Per i regolamenti che presiedono ai nostri lavori, anche se i rapporti numerici nelle commissioni non rispettano fedelmente quelli presenti in aula, l’esito del voto comporta il parere contrario delle commissioni medesime.
Spetta ora all’Aula esprimersi in merito agli atti proposti ed alle argomentazioni sollevate decidendo sulla adozione del testo unificato alla vostra attenzione.
Approvazione variante Pit, Ferrucci: “Risultato importante per la maggioranza e una chiara sconfitta del Pdl”


Così Ivan Ferrucci segretario regionale del Pd toscano e consigliere regionale, riguardo l’approvazione del Pit durante la seduta dell’assemblea regionale di oggi.
Approvazione variante Pit, Ferrucci: “Risultato importante per la maggioranza e una chiara sconfitta del Pdl”


Così Ivan Ferrucci segretario regionale del Pd toscano e consigliere regionale, riguardo l’approvazione del Pit durante la seduta dell’assemblea regionale di oggi.
Politiche Socio-Sanitarie. Nasce a Firenze il coordinamento nazionale dei consiglieri regionali Pd



Sono alcune delle proposte che oggi a Firenze una ventina di consiglieri regionali del Pd, in rappresentanza di quasi tutte le Regioni italiane, hanno discusso durante una giornata di lavoro promossa dal consigliere e responsabile sanità del partito toscano, Simone Naldoni.
Nasce dunque un coordinamento nazionale degli eletti Pd che seguono, a vario titolo, le problematiche della salute e del sistema sociosanitario. Con tanto di logo (una croce con spicchio di emiciclo e scritta HealthNetwork), che vuole battezzare una rete in grado di produrre idee e confronto tra le diverse esperienze e guarda lontano, fino alle riforme costituzionali che dovrebbero sancire un diverso assetto del rapporto tra Stato, Regioni ed Autonomie locali.
« Nel nostro paese – spiega Simone Naldoni – il dibattito su questo temi è di grande attualità e coinvolge cittadini, associazioni, istituzioni a tutti i livelli, mondo del lavoro, organizzazioni sindacali. Ma registra una importante assenza: i Consiglieri Regionali. Le due commissioni parlamentari istituite allo scopo di misurare la sostenibilità del sistema stanno procedendo ad audizioni di vari stakeholders, esperti e istituzioni, ma ad oggi non risultano inviti ai Consigli Regionali. I governi regionali e il governo nazionale si confrontano nella Conferenza Stato Regioni, come è giusto, poi il dibattito e le decisioni filtrano a livello regionale, arrivano nei Consigli, dove in fin dei conti dobbiamo prendere le decisioni: varare i piani, cambiare le leggi, stabilire se introdurre o meno ticket, programmare l’assistenza e la prevenzione. Per questo occorre far crescere la consapevolezza che al legislatore regionale non può essere lasciato un ruolo “ancillare” di esecutore di decisioni prese altrove. In attesa della riforma istituzionale che a detta di molti dovrebbe prevedere una Camera degli enti locali e alle Regioni, nella quale finalmente possano trovare peso anche gli eletti nei consigli regionali, pensiamo utile avviare un coordinamento nazionale dei Consiglieri Regionali che parta dal PD e dalle materie socio sanitarie, per poi magari estendersi ad altri partiti ed a altre materie, utile per attivare inoltre fuori e dentro il partito una discussioni approfondita».
E i punti da discutere sono tanti, molti già fissati in un primo documento discusso oggi durante la giornata di lavoro dai consiglieri regionali. Si va dal “rifinanziamento dei Fondi Sociale e Sanitario a partire dai due miliardi non previsti a valere sul 2014” al “superamento del sistema dei ticket introducendo eventualmente un più equo sistema di compartecipazione per alcune prestazioni”. E ancora: “superamento dei Piani di Rientro, fermi restando i vincoli di bilancio, attraverso una pianificazione capace di eliminare le storture prodotte da tagli non più sostenibili.
Rivisitazione dei LEA; nuovo Patto della Salute con il coinvolgimento delle Assemblee elettive regionali; rilancio della integrazione sociosanitaria; sviluppo della rete territoriale e implementazione dell’assistenza domiciliare e letti di cure intermedie; sviluppo della rete delle eccellenze con bacini anche sovra regionali per centri di altissima specializzazione; sviluppo della governance fra ASL e Enti locali; sviluppo della partecipazione della cittadinanza attiva e della advocacy dell’utenza alla programmazione sanitaria regionale e nazionale, superando il mero ricorso alle audizioni; superamento delle sacche di precariato presenti nel SSN e nel mondo delle professioni sociali”.
«E’ questo il partito democratico che più mi piace – ha commentato il segretario regionale Ivan Ferrucci, che ha preso parte al workshop di Firenze – Un partito che, soprattutto nelle istituzioni, si sforza di creare un lavoro e di produrre idee sulle cose concrete, sui bisogni della gente. E sicuramente, quello delle politiche sociosanitarie, in una società che cambia e nel pieno di una crisi di risorse pubbliche, è uno dei temi più sensibili, che presenta il maggiore impatto, insieme al lavoro, sulla vita quotidiana delle persone. Questo coordinamento che nasce a Firenze, nella Toscana che ha fatto del sistema sanitario pubblico il suo miglior biglietto da visita – ha concluso Ferrucci – sia anche un segnale forte per riaffermare un primato della politica, della buona politica al servizio della società e del bene comune principale: la salute».
Alla giornata di lavoro hanno partecipano consiglieri regionali del Pd delle Regioni: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto.
Politiche Socio-Sanitarie. Nasce a Firenze il coordinamento nazionale dei consiglieri regionali Pd



Sono alcune delle proposte che oggi a Firenze una ventina di consiglieri regionali del Pd, in rappresentanza di quasi tutte le Regioni italiane, hanno discusso durante una giornata di lavoro promossa dal consigliere e responsabile sanità del partito toscano, Simone Naldoni.
Nasce dunque un coordinamento nazionale degli eletti Pd che seguono, a vario titolo, le problematiche della salute e del sistema sociosanitario. Con tanto di logo (una croce con spicchio di emiciclo e scritta HealthNetwork), che vuole battezzare una rete in grado di produrre idee e confronto tra le diverse esperienze e guarda lontano, fino alle riforme costituzionali che dovrebbero sancire un diverso assetto del rapporto tra Stato, Regioni ed Autonomie locali.
« Nel nostro paese – spiega Simone Naldoni – il dibattito su questo temi è di grande attualità e coinvolge cittadini, associazioni, istituzioni a tutti i livelli, mondo del lavoro, organizzazioni sindacali. Ma registra una importante assenza: i Consiglieri Regionali. Le due commissioni parlamentari istituite allo scopo di misurare la sostenibilità del sistema stanno procedendo ad audizioni di vari stakeholders, esperti e istituzioni, ma ad oggi non risultano inviti ai Consigli Regionali. I governi regionali e il governo nazionale si confrontano nella Conferenza Stato Regioni, come è giusto, poi il dibattito e le decisioni filtrano a livello regionale, arrivano nei Consigli, dove in fin dei conti dobbiamo prendere le decisioni: varare i piani, cambiare le leggi, stabilire se introdurre o meno ticket, programmare l’assistenza e la prevenzione. Per questo occorre far crescere la consapevolezza che al legislatore regionale non può essere lasciato un ruolo “ancillare” di esecutore di decisioni prese altrove. In attesa della riforma istituzionale che a detta di molti dovrebbe prevedere una Camera degli enti locali e alle Regioni, nella quale finalmente possano trovare peso anche gli eletti nei consigli regionali, pensiamo utile avviare un coordinamento nazionale dei Consiglieri Regionali che parta dal PD e dalle materie socio sanitarie, per poi magari estendersi ad altri partiti ed a altre materie, utile per attivare inoltre fuori e dentro il partito una discussioni approfondita».
E i punti da discutere sono tanti, molti già fissati in un primo documento discusso oggi durante la giornata di lavoro dai consiglieri regionali. Si va dal “rifinanziamento dei Fondi Sociale e Sanitario a partire dai due miliardi non previsti a valere sul 2014” al “superamento del sistema dei ticket introducendo eventualmente un più equo sistema di compartecipazione per alcune prestazioni”. E ancora: “superamento dei Piani di Rientro, fermi restando i vincoli di bilancio, attraverso una pianificazione capace di eliminare le storture prodotte da tagli non più sostenibili.
Rivisitazione dei LEA; nuovo Patto della Salute con il coinvolgimento delle Assemblee elettive regionali; rilancio della integrazione sociosanitaria; sviluppo della rete territoriale e implementazione dell’assistenza domiciliare e letti di cure intermedie; sviluppo della rete delle eccellenze con bacini anche sovra regionali per centri di altissima specializzazione; sviluppo della governance fra ASL e Enti locali; sviluppo della partecipazione della cittadinanza attiva e della advocacy dell’utenza alla programmazione sanitaria regionale e nazionale, superando il mero ricorso alle audizioni; superamento delle sacche di precariato presenti nel SSN e nel mondo delle professioni sociali”.
«E’ questo il partito democratico che più mi piace – ha commentato il segretario regionale Ivan Ferrucci, che ha preso parte al workshop di Firenze – Un partito che, soprattutto nelle istituzioni, si sforza di creare un lavoro e di produrre idee sulle cose concrete, sui bisogni della gente. E sicuramente, quello delle politiche sociosanitarie, in una società che cambia e nel pieno di una crisi di risorse pubbliche, è uno dei temi più sensibili, che presenta il maggiore impatto, insieme al lavoro, sulla vita quotidiana delle persone. Questo coordinamento che nasce a Firenze, nella Toscana che ha fatto del sistema sanitario pubblico il suo miglior biglietto da visita – ha concluso Ferrucci – sia anche un segnale forte per riaffermare un primato della politica, della buona politica al servizio della società e del bene comune principale: la salute».
Alla giornata di lavoro hanno partecipano consiglieri regionali del Pd delle Regioni: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto.
Relazione di Simone Naldoni all’assemblea regionale sui temi socio-sanitari
- Relazione di Simone Naldoni, responsabile Sanità del Pd toscano,
all'assemblea regionale sui temi socio-sanitari, svoltasi il 12 luglio a Firenze -
L’assemblea regionale sulla sanità di venerdì 12 luglio è stata preceduta da alcune iniziative tematiche di approfondimento, tenute con i responsabili sanità del PD delle varie articolazioni territoriali della Toscana. Durante questi incontri preparatori abbiamo affrontato vari temi, dalla riorganizzazione della rete ospedaliera, all’assistenza territoriale, dalle Società della Salute al ridisegno dell’assetto istituzionale delle ASL.
L’incontro plenario è servito ad inserire questi temi nel contesto regionale partendo da alcuni punti cardine:
• Il PD della Toscana è per il sistema sanitario pubblico, che senza demonizzare il rapporto con gli erogatori privati deve essere prevalente e comunque mantenere la stretta regia dell’intero sistema.
• La copertura universalistica è irrinunciabile; a sostenerlo sono, finalmente, anche importanti istituzioni internazionali quali l’ONU e l’OMS, insieme a riviste specializzate del settore come Lancet. Si rende evidente che i paesi nei quali l’universalismo in sanità non è garantito sono quelli dove le comunità sono maggiormente a rischio di esclusione dai servizi e soggetti a spese catastrofiche, con grave danno per la crescita economica e sociale dell’intera comunità. L’assioma liberista dominante nei decenni che abbiamo alle spalle viene quindi ribaltato.
• Pur non dimenticando che la spesa sanitaria va tenuta sotto stretto controllo il tema della sostenibilità non deve essere usato come scusa per tagli indiscriminati. La sanità e il sociale hanno fatto molto nel corso degli ultimi anni per dare il loro contributo alla messa in sicurezza dei conti pubblici e ulteriori sacrifici non sono tollerabili. A maggior ragione se si tiene conto del fatto che la spesa sanitaria in Italia è al di sotto della media dei paesi OCSE, pur offrendo buoni servizi e con risultati migliori anche rispetto a chi spende molto di più.
Per il Pd quindi diritti e risorse non sono incompatibili, soprattutto se smettiamo di vedere la spesa socio sanitaria come un mero fardello e la consideriamo per quello che è cioè fattore determinante di coesione sociale e volano di sviluppo, ricerca e occupazione.
Sappiamo bene però che non è possibile rimanere fermi; i sistemi socio sanitari vanno adeguati continuamente al mutare delle situazioni al contorno di natura epidemiologica, demografica e altro ancora. Per questo la Toscana ha reagito a questi cambiamenti e alla crisi economica accelerando alcuni processi di riforma, con alcuni atti di Giunta a partire dall’agosto 2012, capaci di imprimere una torsione al nostro sistema. L’anno 2012 rischiava di essere un anno di svolta per la sanità toscana, mettere in sicurezza i conti non era impresa facile, accogliamo quindi con particolare sollievo il raggiungimento del pareggio di bilancio anche per l’anno passato, così come certificato dall’apposito tavolo di lavoro del Ministero delle Finanze. Le DGR 754 e la 1235, vanno lette in questa ottica e vanno accompagnate con l’importante accordo con la medicina regionale firmato ad inizio 2013.
Si tratta di atti importanti ai quali però occorre ora fornire la necessaria cornice complessiva che soltanto il Piano sociosanitario può assicurare.
Bisogna quindi procedere al più presto con la revisione del PSSIR fermo da oltre un anno, adeguandolo alle nuove esigenze ma portandolo presto in discussione e approvazione, per non accumulare ulteriori e non più giustificabili ritardi.
All’interno del Piano devono essere risolte alcune situazioni pendenti a partire dalle SdS; non si può aspettare oltre. Le soluzioni ci sono, essendo venuta meno fra l’altro l’impossibilità del mantenimento della forma consortile.
Bisogna assolutamente salvaguardare i livelli di integrazione socio sanitaria e professionale, riconfigurando al meglio la governance fra ASL e Enti Locali, veri punti di forza delle SdS. Si può arrivare, attraverso una profonda revisione del Piano e quindi delle leggi di settore, a fornire a tutta la Toscana quegli strumenti necessari per superare l’attuale situazione di stallo e di incertezza, valorizzando le migliori esperienze locali, senza avvilire l’impegno politico istituzionale e amministrativo di coloro che si sono impegnati nel corso di questi anni all’interno delle SdS. Non è politicamente tollerabile sentire definire i consorzi SdS carrozzoni e stipendifici per politici e tecnici, sacrificando questa esperienza sull’altare della battaglia ai costi della politica.
D’altra parte la Toscana non è stata ferma in questi anni nemmeno dove le SdS non sono state attuate e possediamo quindi un ventaglio di esperienze dalle quali attingere, possibilmente fornendo una serie di opzioni che possano far leva su alcuni punti fermi:
• Gestione associata dei servizi sociali
• Governance effettiva fra ASL e Enti Locali
• Rapporto fra le gestioni associate e la ASL di riferimento
• Strumenti per la integrazione professionale.
Per la rete ospedaliera occorre essere chiari: non chiuderemo le strutture piccole ma le doteremo di quelle necessarie funzioni utili a svolgere il compito di presidi inseriti in un contesto territoriale ampio di Area Vasta e in qualche caso di riferimento regionale. Dobbiamo nello stesso tempo tranquillizzare le nostre comunità che vivono con sofferenza questo particolare momento di riorganizzazione e motivare i professionisti sanitari, rendendo esplicito che i protagonisti veri del sistema sanitario sono loro e che su di loro si fa affidamento, per gli ulteriori passi in avanti del nostro sistema.
Le cure primarie hanno avuto una cornice importante grazie all’accordo con la medicina generale di inizio anno; si stanno implementando le AFT e le UCCP e case della salute. Attraverso l’estensione del Chronic Care Model pensiamo di poter dare una risposta di qualità alle esigenze della nostra comunità, in modo appropriato e sostenibile. Il PSSIR deve dare ulteriori certezze, estendendo la copertura territoriale di assistenza alle 24 ore e a tutti i giorni della settimana.
Centrale è il rapporto con le Università; su questo punto non sono sopportabili zone franche. C’è lo spazio per rivedere il sistema universitario toscano nell’ottica duplice della buona formazione universitaria e dell’assistenza sanitaria alla popolazione, la capacità di governo regionale avrà su questo punto un importante banco di prova.
Per quanto riguarda la riforma delle ASL occorre procedere con prudenza e con tappe certe. La riduzione del numero delle Aziende non è un tabù per nessuno, ma dobbiamo mettere in sicurezza conti e qualità dei servizi, oltre alla credibilità politica di mettere in moto un meccanismo che non si inceppi di fronte a localismi, capaci in passato di ritardare processi di riforma di impatto ben minore. Il PD toscano è pronto ad accettare questa sfida che deve essere però interpretata al meglio e senza la furia demagogica e iconoclasta che ha influenzato troppe decisioni dei governi nazionali degli ultimi anni.
Vale la pena fare la battaglia per il superamento dell’istituto dei ticket, iniqua ed esosa tassa sulla salute che colpisce il sistema universalistico, provocando reazioni e comportamenti non virtuosi; a prezzo di rivedere gli stessi LEA, dobbiamo eliminare i ticket attuali e quelli previsti per il futuro. Se non lo pensa la Toscana chi può farlo?
Dobbiamo in conclusione metterci come partito, come governo della regione come professionisti impegnati in sanità, alla testa del processo di innovazione con coraggio e determinazione, per fare in modo di dimostrarci all’altezza del compito e far compiere al sistema toscano un ulteriore passo in avanti.
Simone Naldoni, responsabile Sanità Pd Toscana

