Concorso Dirigenti Scolastici annullato, approvato in Commissione Istruzione emendamento. Rocchi e Parrini: “Primo passo fondamentale per soluzione vicenda”


“Questo è il primo passo fondamentale per risolvere la non facile situazione che si era venuta a creare dopo l’annullamento del Concorso e che fa seguito all’impegno che il Pd e lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi si erano presi, e che era stato anticipato ieri ai Dirigenti che lo avevano avvicinato a Firenze. Sono soddisfatto del lavoro fatto in Commissione in questi mesi e spero si possa chiudere la vicenda entro giugno”, commenta segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini, deputato e secondo firmatario dell’emendamento, che proprio ieri aveva avuto un colloquio con una delegazione dei presidi con il Presidente della Regione Enrico Rossi dopo la visita del premier a Firenze.
“L’emendamento, ora parte integrante del testo di legge approderà in Aula e dovrà essere votato entro il prossimo 19 maggio, e – spiegano Rocchi e Parrini – in estrema sintesi, prevede che per il caso di questi Dirigenti scolastici sia predisposta una nuova valutazione con un colloquio orale, ad opera di una Commissione ad hoc, sull’esperienza professionale maturata nel ruolo in questi anni, a seguito della potranno essere confermati nei posti che ricoprono attualmente. Spetterà al Senato la seconda lettura del ddl ma, anche per dare tempi certi al piano straordinario di assunzioni per 100mila docenti, si prevede un’approvazione definitiva entro metà giugno. Questo è un impegno che ci assumiamo” concludono i due parlamentari toscani del Partito Democratico.
Concorso Dirigenti Scolastici annullato, approvato in Commissione Istruzione emendamento. Rocchi e Parrini: “Primo passo fondamentale per soluzione vicenda”


“Questo è il primo passo fondamentale per risolvere la non facile situazione che si era venuta a creare dopo l’annullamento del Concorso e che fa seguito all’impegno che il Pd e lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi si erano presi, e che era stato anticipato ieri ai Dirigenti che lo avevano avvicinato a Firenze. Sono soddisfatto del lavoro fatto in Commissione in questi mesi e spero si possa chiudere la vicenda entro giugno”, commenta segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini, deputato e secondo firmatario dell’emendamento, che proprio ieri aveva avuto un colloquio con una delegazione dei presidi con il Presidente della Regione Enrico Rossi dopo la visita del premier a Firenze.
“L’emendamento, ora parte integrante del testo di legge approderà in Aula e dovrà essere votato entro il prossimo 19 maggio, e – spiegano Rocchi e Parrini – in estrema sintesi, prevede che per il caso di questi Dirigenti scolastici sia predisposta una nuova valutazione con un colloquio orale, ad opera di una Commissione ad hoc, sull’esperienza professionale maturata nel ruolo in questi anni, a seguito della potranno essere confermati nei posti che ricoprono attualmente. Spetterà al Senato la seconda lettura del ddl ma, anche per dare tempi certi al piano straordinario di assunzioni per 100mila docenti, si prevede un’approvazione definitiva entro metà giugno. Questo è un impegno che ci assumiamo” concludono i due parlamentari toscani del Partito Democratico.
Regionali, Parrini: “Vendola ormai fa notizia solo se attacca il Pd. Lasciamo cadere le sue provocazioni”



Questa la reazione di Dario Parrini, deputato e segretario regionale del Pd toscano, alle dichiarazioni di Niki Vendola oggi in una iniziativa elettorale a Massa.
“Da quando 17 anni fa buttò giù Prodi con Bertinotti – ricorda Parrini – Vendola è il simbolo di una sinistra che sa solo farsi del male litigando. Questo modo di far politica non può interessarci. Noi rappresentiamo un’altra sinistra: responsabile, costruttiva e di governo. Occupiamoci quindi in primo luogo delle nostre proposte, che sono concrete, eque e lungimiranti” conclude il segretario regionale del Pd toscano.
Regionali, Parrini: “Vendola ormai fa notizia solo se attacca il Pd. Lasciamo cadere le sue provocazioni”



Questa la reazione di Dario Parrini, deputato e segretario regionale del Pd toscano, alle dichiarazioni di Niki Vendola oggi in una iniziativa elettorale a Massa.
“Da quando 17 anni fa buttò giù Prodi con Bertinotti – ricorda Parrini – Vendola è il simbolo di una sinistra che sa solo farsi del male litigando. Questo modo di far politica non può interessarci. Noi rappresentiamo un’altra sinistra: responsabile, costruttiva e di governo. Occupiamoci quindi in primo luogo delle nostre proposte, che sono concrete, eque e lungimiranti” conclude il segretario regionale del Pd toscano.
Regionali 2015, Comunicazione Pd all’insegna del ‘Fatto in Toscana’ e del ‘Cambiamento’
SCARICA: I MANIFESTI – IL DEPLIANT PIEGHEVOLE
Firenze 8 maggio 2015 – “Fatto in Toscana …il cambiamento”, è questo il claim scelto dal Pd toscano per la sua campagna di comunicazione per queste elezioni regionali, nel materiale cartaceo, manifesti e depliant, nei banner web, spot radiofonici e televisivi predisposti in vista delle ultime 3 settimane prima del voto del 31 maggio.
Nel materiale della campagna, presentata oggi dal segretario regionale Dario Parrini, campeggia la scritta “Fatto in Toscana” come fosse un timbro accanto ai punti di eccellenza e ai risultati conseguiti in questi anni e punta dunque “a valorizzare il lavoro fatto fino ad adesso in regione e rivendicare il cambio di passo del progetto riformista che in Toscana come in Italia stiamo attuando”. Centralità data a tematiche come ‘Creare lavoro e stare al fianco dei lavoratori’, ‘Sicurezza e legalità’, ‘Sanità e welfare’, ‘mobilità’.
Questo il testo dello spot radio: “Qualcuno in questa campagna elettorale dice che il cambiamento in Toscana deve ancora arrivare, ma si è accorto che noi del Pd lo stiamo facendo da anni? In Toscana come in Italia, abbiamo un progetto che nei prossimi 5 anni questo cambiamento lo renderà ancora più solido, nel lavoro nella mobilità nella sicurezza, nella sanità nel turismo nell’attrazione diinvestimenti. Perché il cambiamento in Toscana come in Italia ha il marchio del Pd, il marchio del fatto in Toscana! Il 31 maggio alle regionali vai a votare e scegli il vero marchio del cambiamento: il Pd!”



“Vogliamo – spiega il segretario regionale Dario Parrini – spingere il più possibile sull’acceleratore in queste ultime 3 settimane perché dobbiamo far capire quanto sia importante andare a votare. Qui il cambiamento è in atto con un Pd che offre una squadra di candidati al consiglio regionale che rappresenta una classe dirigente nuova che è cresciuta e si è fatta le ossa in questi anni sul territorio. Si parte da quanto fatto in questi anni dal Presidente Enrico Rossi per un cambio di passo, un ‘alzarci in piedi’ come direbbe lui, sulla scia del dinamismo delle riforme che anche a Roma stanno smuovendo il Paese dopo anni di immobilismo e occasioni mancate. Puntare sul lavoro, lo sviluppo e la creazioni di opportunità per la nostra economia con soluzioni nuove dettate dalle sempre minori disponibilità di risorse. Volevamo comunicare questo: che siamo una regione in movimento e che con questa squadra abbiamo gambe per andare lontano”.
Regionali 2015, Comunicazione Pd all’insegna del ‘Fatto in Toscana’ e del ‘Cambiamento’
SCARICA: I MANIFESTI – IL DEPLIANT PIEGHEVOLE
Firenze 8 maggio 2015 – “Fatto in Toscana …il cambiamento”, è questo il claim scelto dal Pd toscano per la sua campagna di comunicazione per queste elezioni regionali, nel materiale cartaceo, manifesti e depliant, nei banner web, spot radiofonici e televisivi predisposti in vista delle ultime 3 settimane prima del voto del 31 maggio.
Nel materiale della campagna, presentata oggi dal segretario regionale Dario Parrini, campeggia la scritta “Fatto in Toscana” come fosse un timbro accanto ai punti di eccellenza e ai risultati conseguiti in questi anni e punta dunque “a valorizzare il lavoro fatto fino ad adesso in regione e rivendicare il cambio di passo del progetto riformista che in Toscana come in Italia stiamo attuando”. Centralità data a tematiche come ‘Creare lavoro e stare al fianco dei lavoratori’, ‘Sicurezza e legalità’, ‘Sanità e welfare’, ‘mobilità’.
Questo il testo dello spot radio: “Qualcuno in questa campagna elettorale dice che il cambiamento in Toscana deve ancora arrivare, ma si è accorto che noi del Pd lo stiamo facendo da anni? In Toscana come in Italia, abbiamo un progetto che nei prossimi 5 anni questo cambiamento lo renderà ancora più solido, nel lavoro nella mobilità nella sicurezza, nella sanità nel turismo nell’attrazione diinvestimenti. Perché il cambiamento in Toscana come in Italia ha il marchio del Pd, il marchio del fatto in Toscana! Il 31 maggio alle regionali vai a votare e scegli il vero marchio del cambiamento: il Pd!”



“Vogliamo – spiega il segretario regionale Dario Parrini – spingere il più possibile sull’acceleratore in queste ultime 3 settimane perché dobbiamo far capire quanto sia importante andare a votare. Qui il cambiamento è in atto con un Pd che offre una squadra di candidati al consiglio regionale che rappresenta una classe dirigente nuova che è cresciuta e si è fatta le ossa in questi anni sul territorio. Si parte da quanto fatto in questi anni dal Presidente Enrico Rossi per un cambio di passo, un ‘alzarci in piedi’ come direbbe lui, sulla scia del dinamismo delle riforme che anche a Roma stanno smuovendo il Paese dopo anni di immobilismo e occasioni mancate. Puntare sul lavoro, lo sviluppo e la creazioni di opportunità per la nostra economia con soluzioni nuove dettate dalle sempre minori disponibilità di risorse. Volevamo comunicare questo: che siamo una regione in movimento e che con questa squadra abbiamo gambe per andare lontano”.
Scuola, Parrini “Rispetto per lo sciopero, ma non tiene conto delle modifiche al ddl promosse dal Pd”
5 maggio 2015 – “Rispetto ma non condivido lo sciopero contro la riforma della scuola: non tiene conto dei contenuti effettivi del provvedimento e combatte un testo già superato dalle modifiche promosse dal Pd votate in commissione alla Camera, non si è fatto un decreto proprio per questo. Il ddl prevede più risorse per assunzione docenti ed edilizia scolastica, modernizzazione dei programmi, centralità di valutazione e merito, responsabilità dirigenti senza mortificare gli organi collegiali. Sui precari l’assunzione senza concorso è impossibile ma ci sarà la valorizzazione dei titoli acquisiti e del servizio svolto. Un buon lavoro, tuttora suscettibile di cambiamenti in Parlamento”.
Così il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini commenta lo sciopero di oggi del mondo della scuola.
“Così termina il decennio della palude”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno del 5 maggio



La riforma elettorale non è un granché e si poteva fare meglio, ha scritto su questo giornale Emanuele Rossi. Non condivido. L’Italicum è una legge molto buona e francamente non me la sento di iscrivermi al club del “si poteva fare di più”. L’immobilismo durato un decennio, il decennio 2005-15 dei grandi propositi inattuati, è per fortuna terminato. L’Italicum approvato ieri definitivamente dalla Camera dei deputati ha svariati pregi: la maggioranza di governo sarà scelta direttamente dai cittadini col voto e non frutto di tira e molla post-elettorali tra i partiti; non ci saranno mai più inciuci o larghe intese; oltre due terzi dei deputati di maggioranza saranno eletti con le preferenze; il premio sarà sempre ampiamente legittimato, perché andrà a chi otterrà almeno il 40% dei voti validi al primo turno o più del 50% al ballottaggio; sarà garantito per la prima volta l’equilibrio di genere; il premio alla lista impedirà la nascita di coalizioni rissose capaci di vincere ma incapaci di governare e incentiverà la riduzione della frammentazione spingendo a creare grandi aggregazioni; come nelle regioni e nei comuni, chi vince governa cinque anni, al termine dei quali va a casa o viene confermato a seconda che abbia male o bene operato. Questo è l’Italicum: stabilità, chiarezza e responsabilità. L’opposto del Porcellum. Altro che un suo aggiustamento. Non è infine vero che “quasi nessuno” degli eletti dei partiti minori sarà scelto con le preferenze. Per essere sicuri dell’elezione dei loro dirigenti principali, è certo che i partiti minori ricorreranno massicciamente alle pluricandidature. Motivo per cui avranno anch’essi non pochi eletti con le preferenze. In un quadro del genere, non è il capolista a decidere “chi fare entrare e chi no”: se, per esempio, risulterà eletto in cinque collegi, il capolista non sceglierà i quattro deputati che saranno eletti nei collegi non oggetto della propria opzione. In quei quattro casi, a contare saranno le preferenze. Dedico un’ultima considerazione a un errore che a mio avviso molti costituzionalisti, non Rossi a dire il vero, hanno compiuto discutendo di Italicum. Insegna la politologia che dei sistemi elettorali va valutato il prevedibile funzionamento. Almanaccare sui casi-limite, per definizione altamente improbabili, è esercizio poco costruttivo. Ne è riprova la furibonda polemica di qualche mese fa sugli effetti del listino bloccato facoltativo della nuova legge elettorale toscana. I suoi più faziosi detrattori sostenevano che avrebbe prodotto un consiglio regionale con la metà o un terzo di eletti senza preferenze. Quel giudizio, lo dicemmo subito, non aveva valore, perché fondato su irrealistiche ipotesi di scuola che trascuravano il peso delle concrete scelte politiche già in quel momento largamente prevedibili. Ora che le liste sono depositate, si può facilmente constatare che di consiglieri regionali eletti col listino ce ne sarà uno soltanto su quaranta, due al massimo. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire.
Dario Parrini,
deputato e segretario toscano del Pd
“Così termina il decennio della palude”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno del 5 maggio



La riforma elettorale non è un granché e si poteva fare meglio, ha scritto su questo giornale Emanuele Rossi. Non condivido. L’Italicum è una legge molto buona e francamente non me la sento di iscrivermi al club del “si poteva fare di più”. L’immobilismo durato un decennio, il decennio 2005-15 dei grandi propositi inattuati, è per fortuna terminato. L’Italicum approvato ieri definitivamente dalla Camera dei deputati ha svariati pregi: la maggioranza di governo sarà scelta direttamente dai cittadini col voto e non frutto di tira e molla post-elettorali tra i partiti; non ci saranno mai più inciuci o larghe intese; oltre due terzi dei deputati di maggioranza saranno eletti con le preferenze; il premio sarà sempre ampiamente legittimato, perché andrà a chi otterrà almeno il 40% dei voti validi al primo turno o più del 50% al ballottaggio; sarà garantito per la prima volta l’equilibrio di genere; il premio alla lista impedirà la nascita di coalizioni rissose capaci di vincere ma incapaci di governare e incentiverà la riduzione della frammentazione spingendo a creare grandi aggregazioni; come nelle regioni e nei comuni, chi vince governa cinque anni, al termine dei quali va a casa o viene confermato a seconda che abbia male o bene operato. Questo è l’Italicum: stabilità, chiarezza e responsabilità. L’opposto del Porcellum. Altro che un suo aggiustamento. Non è infine vero che “quasi nessuno” degli eletti dei partiti minori sarà scelto con le preferenze. Per essere sicuri dell’elezione dei loro dirigenti principali, è certo che i partiti minori ricorreranno massicciamente alle pluricandidature. Motivo per cui avranno anch’essi non pochi eletti con le preferenze. In un quadro del genere, non è il capolista a decidere “chi fare entrare e chi no”: se, per esempio, risulterà eletto in cinque collegi, il capolista non sceglierà i quattro deputati che saranno eletti nei collegi non oggetto della propria opzione. In quei quattro casi, a contare saranno le preferenze. Dedico un’ultima considerazione a un errore che a mio avviso molti costituzionalisti, non Rossi a dire il vero, hanno compiuto discutendo di Italicum. Insegna la politologia che dei sistemi elettorali va valutato il prevedibile funzionamento. Almanaccare sui casi-limite, per definizione altamente improbabili, è esercizio poco costruttivo. Ne è riprova la furibonda polemica di qualche mese fa sugli effetti del listino bloccato facoltativo della nuova legge elettorale toscana. I suoi più faziosi detrattori sostenevano che avrebbe prodotto un consiglio regionale con la metà o un terzo di eletti senza preferenze. Quel giudizio, lo dicemmo subito, non aveva valore, perché fondato su irrealistiche ipotesi di scuola che trascuravano il peso delle concrete scelte politiche già in quel momento largamente prevedibili. Ora che le liste sono depositate, si può facilmente constatare che di consiglieri regionali eletti col listino ce ne sarà uno soltanto su quaranta, due al massimo. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire.
Dario Parrini,
deputato e segretario toscano del Pd
Italicum, Parrini “Termina decennio dell’immobilismo. Avanti con orgoglio”


Con questo post scritto sul suo profilo Facebook appena approvato l’Italicum Dario Parrini, deputato e segretario regionale del Pd della Toscana, plaude al varo della nuova legge elettorale.



