3 Gennaio 2012

Liberalizzazioni commercio, Ferrucci: “Importante la concertazione tra Enti locali, categorie e sindacati”

“Il processo di liberalizzazione del commercio è di livello europeo, in questo quadro la Regione Toscana si è sempre adoperata per governare attivamente tale processo. Le modifiche apportate nelle settimane scorse al codice del commercio, e la scelta nell’ultima finanziaria regionale su questo specifico tema sono coerenti con tale impostazione”.
Così il responsabile Economia e Lavoro del Pd Toscana Ivan Ferrucci interviene sulle liberalizzazioni degli orari di apertura nel settore del commercio.
“Noi pensiamo che alla base di una corretta attività commerciale nelle nostre città – prosegue Ferrucci – il metodo della concertazione tra enti locali, categorie economiche e sindacati sia ancora più importante del passato per governare tale processo. Per questo indipendentemente dall’esito dei ricorsi alla Corte costituzionale, che sono stati fatti dalla Regione in coerenza con le azioni adottate in questi mesi, auspico che il lavoro di concertazione sia portato avanti come è avvenuto fino ad oggi, affinché si tenga conto di tutti, delle opportunità per i consumatori e delle condizioni dei lavoratori”.

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2 Gennaio 2012

Mozione Pd alla Camera su crisi dell’ippica

Presentata alla Camera dei Deputati una mozione urgente predisposta dai deputati Pd della Commissione Agricoltura, che è competente in materia di ippica. Nella mozione, che è firmata anche dai deputati toscani del Pd, si chiede al Governo di intervenire con la massima urgenza riguardo alla situazione di grave difficoltà che sta attraversando il settore.

 

MOZIONE

La Camera dei Deputati

premesso che

il 19 dicembre scorso le associazioni di categoria del trotto, del galoppo e degli ippodromi hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti per denunciare la situazione di crisi drammatica del mondo dell’ippica che a partire dall’inizio del prossimo anno rischia la chiusura delle attività;

si tratta di una importante tradizione del nostro Paese e di una realtà sportiva che ha contribuito a diffondere una immagine positiva dell’Italia nel mondo;

l’ulteriore drastica riduzione per il 2012 dello stanziamento che l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI, ex UNIRE) destina a corse, allevamento e gestione degli ippodromi mette tutta la filiera ippica italiana dal 1° gennaio prossimo nelle condizioni di non avere un futuro, con migliaia di persone da subito prive di lavoro, quindicimila cavalli da destinare al macello con effetti disastrosi sull’indotto e con l’impossibilità da parte dello Stato di introitare, come è avvenuto nel 2011, circa 180 milioni di euro di imposte;

di fronte alla proposta avanzata dall’ASSI ex UNIRE agli ippodromi di rinnovo della convenzione relativa al 1° trimestre 2012 con un taglio del 50% dei contributi fissi, lasciando inalterati i proventi delle scommesse – che comunque sono in calo – numerose società che gestiscono ippodromi fra cui Roma Capannelle, Pisa e Palermo, Torino, Bologna, Varese e Cesena, hanno deciso di sospendere l’attività di corse dal 1° gennaio 2012;

gli stessi ippodromi hanno dichiarato la propria disponibilità a riavviare temporaneamente le loro attività, seppur in perdita, nel caso il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali avvii decisamente un imprescindibile percorso di ristrutturazione del settore che non trova riscontro nelle modalità operative ad oggi comunicate da ASSI;

anche le categorie produttive (proprietari, allevatori, allenatori, fantini ecc.) e le organizzazioni dei giudici di gara hanno deciso di non accettare le proposte ASSI proclamando lo stato d’agitazione e si asterranno dalla partecipazione alle corse dal 1° gennaio;

le condizioni di profonda difficoltà del settore ippico vengono ormai da lontano, almeno da quando lo Stato, con il DPR n. 168 del 1998 in attuazione della legge 23 dicembre 1996 n. 662, ha trasferito dall’UNIRE al Ministero delle finanze la gestione delle scommesse sulle corse dei cavalli senza la tutela e gli investimenti che sarebbero stati necessari per evitare la riduzione degli spettatori negli ippodromi e dei volumi di gioco come invece è avvenuto in altri Paesi;

l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) ha costruito sulle reti di raccolta delle scommesse ippiche buona parte del grande sviluppo del gioco pubblico promuovendo e valorizzando tipologie di giochi che, non avendo alcuna filiera da sostenere, hanno fidelizzato il grande pubblico grazie ad una percentuale di premi enormemente più alta;

la raccolta totale dai giochi per il 2011 è di 80 miliardi di euro, di cui 11 sono destinati all’erario, e risulta pertanto difficile pensare che non si possano reperire le risorse necessarie a salvare il settore dell’ippica italiana ristrutturandolo profondamente;

i principi per la ristrutturazione del settore sono l’attenzione prioritaria agli appassionati spettatori e scommettitori, la trasparenza delle corse e l’applicazione tempestiva delle sanzioni previste dalla giustizia sportiva, la qualità e la selezione degli impianti e degli operatori, gli investimenti finalizzati ad aumentarne l’efficacia, l’autonomia e la competitività contenuti nel documento del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali “Linee di indirizzo strategico per il rilancio dell’ippica italiana” del 29 luglio 2009, elaborato con il concorso delle associazioni di categoria e rimasto inattuato;

impegna il Governo

a istruire immediatamente una sede di confronto con il mondo dell’ippica italiana presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dal quale possa emergere con la massima urgenza un piano di ristrutturazione del settore – che comprenda anche il reperimento delle risorse sufficienti a far ripartire rapidamente le attività – progetto necessario per avviare il processo di riqualificazione essenziale per il superamento della crisi che investe l’intera filiera e garantire un orizzonte pluriennale alle componenti maggiormente qualitative della stessa.

 

Sandro Brandolini,

Nicodemo Oliverio,

Luca Sani,

Paolo Fontanelli,

Luciano Agostini,

Marco Carra,

Angelo Zucchi,

Massimo Fiorio,

Susanna Cenni,

Giuseppina Servodio,

Mario Pepe,

Antonio Cuomo,

Carlo Emanuele Trappolino,

Massimo Vannucci

 

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31 Dicembre 2011

“L’attenzione per i più deboli”. Intervento di Ivan Ferrucci su l’Unità Toscana

Intervento di Ivan Ferrucci, responsabile Lavoro ed Economia del Pd Toscana, pubblicato su l’Unità – Toscana sabato 31 dicembre 2011.

La Finanziaria Regionale del 2012 pone con chiarezza l’obiettivo di uscire dalla crisi economica e sociale, perseguendo il rigore dei conti pubblici ed evidenziando punti fondamentali per il rilancio. Sono previste misure per la riorganizzazione della struttura e la razionalizzazione della spesa regionale; interventi per lo sviluppo migliorando tra l’altro la legge 35 del 2011 per l’accelerazione delle opere pubbliche strategiche di interesse regionale e misure per il sistema infrastrutturale e la mobilità attraverso uno sviluppo sostenibile.

E’ una finanziaria che sta attenta ai più deboli, con la Regione che si sostituisce ai tagli del governo Berlusconi, confermando e aumentando le risorse per le politiche sociali e adottando delle misure di equità come lo strumento Isee con la previsione di un unico modello per tutti gli enti pubblici nella nostra Regione. Ci prepariamo così ad essere una delle prime Regioni a recepire l’eventuale nuova normativa nazionale sull’Isee, perche lo strumento sia più equo. Nella stessa direzione va la scelta regionale dell’aumento dell’addizionale Irpef solo per i redditi sopra 75mila euro, quale segnale di richiesta di maggiori sacrifici a chi ha più possibilità.

Una finanziaria regionale che, grazie all’iniziativa del Pd, ha portato anche a scelte per la riduzione dei costi della politica.

Noi avremo di fronte un anno molto difficile e siamo pronti a fare la nostra parte. Quest’anno deve essere l’anno di avvio di un sistema dei servizi che veda la costituzione di sole cinque aziende (tre dei rifiuti, una dei trasporti e una dell’acqua), di lavori infrastrutturali, del nuovo piano socio sanitario, del piano economico regionale per lo sviluppo e del riordino delle funzioni istituzionali di governo del territorio costruendo un nuovo sistema istituzionale locale.

Temi e scadenze che richiedono un confronto serio e costruttivo nel Consiglio Regionale e con tutte le realtà sociali, economiche e istituzionali. Il Partito Democratico darà il suo contributo con la prossima conferenza programmatica regionale che si svolgerà nella primavera del 2012.

Ivan Ferrucci, responsabile economia e lavoro Pd Toscana

 

PDF Intervento Ivan Ferrucci

 

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“L’attenzione per i più deboli”. Intervento di Ivan Ferrucci su l’Unità Toscana

Intervento di Ivan Ferrucci, responsabile Lavoro ed Economia del Pd Toscana, pubblicato su l’Unità – Toscana sabato 31 dicembre 2011.

La Finanziaria Regionale del 2012 pone con chiarezza l’obiettivo di uscire dalla crisi economica e sociale, perseguendo il rigore dei conti pubblici ed evidenziando punti fondamentali per il rilancio. Sono previste misure per la riorganizzazione della struttura e la razionalizzazione della spesa regionale; interventi per lo sviluppo migliorando tra l’altro la legge 35 del 2011 per l’accelerazione delle opere pubbliche strategiche di interesse regionale e misure per il sistema infrastrutturale e la mobilità attraverso uno sviluppo sostenibile.

E’ una finanziaria che sta attenta ai più deboli, con la Regione che si sostituisce ai tagli del governo Berlusconi, confermando e aumentando le risorse per le politiche sociali e adottando delle misure di equità come lo strumento Isee con la previsione di un unico modello per tutti gli enti pubblici nella nostra Regione. Ci prepariamo così ad essere una delle prime Regioni a recepire l’eventuale nuova normativa nazionale sull’Isee, perche lo strumento sia più equo. Nella stessa direzione va la scelta regionale dell’aumento dell’addizionale Irpef solo per i redditi sopra 75mila euro, quale segnale di richiesta di maggiori sacrifici a chi ha più possibilità.

Una finanziaria regionale che, grazie all’iniziativa del Pd, ha portato anche a scelte per la riduzione dei costi della politica.

Noi avremo di fronte un anno molto difficile e siamo pronti a fare la nostra parte. Quest’anno deve essere l’anno di avvio di un sistema dei servizi che veda la costituzione di sole cinque aziende (tre dei rifiuti, una dei trasporti e una dell’acqua), di lavori infrastrutturali, del nuovo piano socio sanitario, del piano economico regionale per lo sviluppo e del riordino delle funzioni istituzionali di governo del territorio costruendo un nuovo sistema istituzionale locale.

Temi e scadenze che richiedono un confronto serio e costruttivo nel Consiglio Regionale e con tutte le realtà sociali, economiche e istituzionali. Il Partito Democratico darà il suo contributo con la prossima conferenza programmatica regionale che si svolgerà nella primavera del 2012.

Ivan Ferrucci, responsabile economia e lavoro Pd Toscana

 

PDF Intervento Ivan Ferrucci

 

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29 Dicembre 2011

Morte Maria Eletta Martini, il Pd: “Grati per il suo grande impegno per un’Italia migliore”

“Con Maria Eletta Martini scompare una protagonista importante della nostra storia di italiani e di toscani e delle istituzioni, portatrice dei valori della Resistenza e poi della ricostruzione civile e morale del Paese nel dopoguerra. E’ un elenco lunghissimo quello dei suoi contributi concreti per costruire un’Italia migliore, come la legge sul volontariato, che è diventato una colonna della società italiana anche grazie alla sua azione. Per questo voglio esprimere il cordoglio del Partito Democratico della Toscana e insieme la gratitudine per il suo appassionato e instancabile impegno, di cui ancora oggi vediamo il segno”.

Così Andrea Manciulli, segretario del PD della Toscana, ricorda la figura di Maria Eletta Martini, ex parlamentare ed ex consigliere comunale a Lucca, scomparsa stamattina all’età di 89 anni.

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27 Dicembre 2011

“A Sollicciano condizioni intollerabili per detenuti e lavoratori. Il governo Monti intervenga”

Ogni sezione dovrebbe ospitare 20 persone e invece ce sono in media oltre 60. Umidità ovunque, perfino sui materassi. Tre metri quadri di spazio per detenuto, infiltrazioni di acqua, turni massacranti per gli agenti di polizia penitenziaria e per gli educatori.

E’ la situazione che si è trovata davanti la delegazione del Pd metropolitano di Firenze che, alla vigilia di Natale, ha visitato il carcere di Sollicciano. Una lunga visita che ha consentito al segretario Patrizio Mecacci, ai senatori Silvia Della Monica e Achille Passoni, ai responsabili dei forum del Pd metropolitano Politiche Sociali Antonio Pala e Giustizia Massimiliano Annetta e al coordinatore del forum Pd toscano Giustizia Stefano Pagliai, di toccare con mano le drammatiche condizioni in cui vivono gli oltre 1000 detenuti (su una disponibilità di 450 posti) e i lavoratori del penitenziario fiorentino.

La delegazione del Pd ha regalato alcuni giochi per l’asilo nido del carcere che ospita i bambini delle detenute. 

“La situazione di Sollicciano è nota, ma entrarci dentro è tutta un’altra cosa”, dice il segretario Mecacci. “Ogni sezione, eccetto quella riservata ai transessuali, ospita mediamente 66 detenuti quando invece dovrebbe ospitarne venti e ha soltanto 5 docce. In alcune sezioni manca l’acqua calda e ci sono infiltrazioni di acqua e quindi tracce di umidità praticamente ovunque, perfino sui materassi”. 

Le celle, ciascuna di 12 metri quadri, sono state concepite per ospitare un detenuto ed invece ne ospitano almeno 3, quando non addirittura 4.

Il personale di custodia dovrebbe contare su 692 operatori, ma attualmente ne sono attivi meno di 400. Il risultato è che i lavoratori devono sopportare turni massacranti e inoltre operano in condizioni di scarsa sicurezza, se si considera che gli addetti a ciascuna sezione dovrebbero essere 3 per turno ma, a causa della penuria di personale, ne viene utilizzato solo uno.

I tagli ai fondi ministeriali hanno reso la vita all’interno del carcere al limite della sopravvivenza: non possono essere effettuati i normali interventi di manutenzione, in alcune sezioni mancano addirittura la carta igienica e le posate, sono sempre meno i detenuti che partecipano alle attività lavorative perché la diaria è stata ulteriormente ridotta a meno di un euro l’ora (e in ogni caso non ci sarebbe sufficiente personale per il servizio di vigilanza). 

Questa situazione intollerabile ha cause precise – dice Mecacci – e cioè leggi sbagliate, dannose, come la Bossi-Fini, la Cirielli, la Fini-Giovanardi. La maggior parte delle persone che oggi sono a Sollicciano è detenuta per furti o borseggi e per piccolo spaccio di droga (e almeno il 30% dei detenuti sono tossicodipendenti, diversi dei quali affetti da epatite C). Insomma in carcere ci finiscono soprattutto i più deboli, molti dei quali – penso ai tossicodipendenti – dovrebbero poter stare in altri luoghi come le comunità di recupero”.

“Per questo – conclude il segretario metropolitano del Pd fiorentino – guardiamo con attenzione agli impegni presi dal governo Monti, e in particolare dal nuovo ministro della Giustizia Paola Severino, per migliorare le condizioni dei penitenziari italiani. E’ però evidente che c’è l’esigenza di interventi strutturali”.

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“A Sollicciano condizioni intollerabili per detenuti e lavoratori. Il governo Monti intervenga”

Ogni sezione dovrebbe ospitare 20 persone e invece ce sono in media oltre 60. Umidità ovunque, perfino sui materassi. Tre metri quadri di spazio per detenuto, infiltrazioni di acqua, turni massacranti per gli agenti di polizia penitenziaria e per gli educatori.

E’ la situazione che si è trovata davanti la delegazione del Pd metropolitano di Firenze che, alla vigilia di Natale, ha visitato il carcere di Sollicciano. Una lunga visita che ha consentito al segretario Patrizio Mecacci, ai senatori Silvia Della Monica e Achille Passoni, ai responsabili dei forum del Pd metropolitano Politiche Sociali Antonio Pala e Giustizia Massimiliano Annetta e al coordinatore del forum Pd toscano Giustizia Stefano Pagliai, di toccare con mano le drammatiche condizioni in cui vivono gli oltre 1000 detenuti (su una disponibilità di 450 posti) e i lavoratori del penitenziario fiorentino.

La delegazione del Pd ha regalato alcuni giochi per l’asilo nido del carcere che ospita i bambini delle detenute. 

“La situazione di Sollicciano è nota, ma entrarci dentro è tutta un’altra cosa”, dice il segretario Mecacci. “Ogni sezione, eccetto quella riservata ai transessuali, ospita mediamente 66 detenuti quando invece dovrebbe ospitarne venti e ha soltanto 5 docce. In alcune sezioni manca l’acqua calda e ci sono infiltrazioni di acqua e quindi tracce di umidità praticamente ovunque, perfino sui materassi”. 

Le celle, ciascuna di 12 metri quadri, sono state concepite per ospitare un detenuto ed invece ne ospitano almeno 3, quando non addirittura 4.

Il personale di custodia dovrebbe contare su 692 operatori, ma attualmente ne sono attivi meno di 400. Il risultato è che i lavoratori devono sopportare turni massacranti e inoltre operano in condizioni di scarsa sicurezza, se si considera che gli addetti a ciascuna sezione dovrebbero essere 3 per turno ma, a causa della penuria di personale, ne viene utilizzato solo uno.

I tagli ai fondi ministeriali hanno reso la vita all’interno del carcere al limite della sopravvivenza: non possono essere effettuati i normali interventi di manutenzione, in alcune sezioni mancano addirittura la carta igienica e le posate, sono sempre meno i detenuti che partecipano alle attività lavorative perché la diaria è stata ulteriormente ridotta a meno di un euro l’ora (e in ogni caso non ci sarebbe sufficiente personale per il servizio di vigilanza). 

Questa situazione intollerabile ha cause precise – dice Mecacci – e cioè leggi sbagliate, dannose, come la Bossi-Fini, la Cirielli, la Fini-Giovanardi. La maggior parte delle persone che oggi sono a Sollicciano è detenuta per furti o borseggi e per piccolo spaccio di droga (e almeno il 30% dei detenuti sono tossicodipendenti, diversi dei quali affetti da epatite C). Insomma in carcere ci finiscono soprattutto i più deboli, molti dei quali – penso ai tossicodipendenti – dovrebbero poter stare in altri luoghi come le comunità di recupero”.

“Per questo – conclude il segretario metropolitano del Pd fiorentino – guardiamo con attenzione agli impegni presi dal governo Monti, e in particolare dal nuovo ministro della Giustizia Paola Severino, per migliorare le condizioni dei penitenziari italiani. E’ però evidente che c’è l’esigenza di interventi strutturali”.

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Intervista al segretario Manciulli:
“Siamo in una nuova stagione politica”

Intervista al segretario regionale del Pd Andrea Manciulli pubblicata su l’Unità Toscana di martedì 27 dicembre 2011.


di Vladimiro Frulletti

“Il  mio pensiero e la vicinanza mia e di tutto il Pd della Toscana va alle famiglie che sono in difficoltà. Ai lavoratori in cassintegrazione o in mobilità, ai precari, alle imprese in crisi, a tutti quelli che vivono con l’inquietudine per il futuro occupazionale. Per loro non saranno feste semplici. Se mi devo augurare che il 2012 sarà un anno migliore di quello che ci stiamo lasciando alle spalle, ecco vorrei che anzitutto lo fosse per loro». Così il segretario dei democratici toscani, Andrea Manciulli, lascia il suo personale augurio a chiusura di un anno particolarmente importante dal punto di vista politico e in vista di un 2012 carico di difficoltà anche per parecchie famiglie toscane.
Manciulli, la manovra del Governo Monti è diventata legge con il vostro sì, ma anche con il no dell’Idv e la netta contrarietà sia di Sel che della Federazione della sinistra, cioè dei vostri alleati in Regione. Potranno esserci ripercussioni in Toscana nelle vostre alleanze?
«Penso che l’anno nuovo richieda a tutti uno spirito diverso: positivo e costruttivo. Non dobbiamo dimenticarci che il 2011 si chiude senza più Silvio Berlusconi al governo dopo 10 anni e col ritorno di una politica nella quale, anche se non si è d’accordo, si discute nel merito con pacatezza e con i toni giusti. Ora non serve l’arroganza di chiudersi nelle proprie certezze. È cambiata la stagione politica e chi volesse considerare questa nuova stagione solo con le categorie di quella vecchia commetterebbe un errore».
Ma il Pd non rischia di pagare un prezzo pesante in termini di consenso?
«Non credo, siamo in crescita. Io ho visto un Pd in palla con un leader, Bersani, capace di anteporre l’interesse nazionale a ogni altra considerazione. Siamo entrati nel merito della manovra, non ci siamo fermati sulla soglia del no pregiudiziale e abbiamo ottenuto diverse modifiche. La manovra non è uscita dal Parlamento come era entrata e questo anche per merito del Pd. Bersani e il Pd da questa fase escono rafforzati».
Il governo Monti deve essere il governo delPd?
«Noi abbiamo deciso di sostenere il governo perché ci voleva uno sforzo collettivo per impedire all`Italia di precipitare nel baratro. Abbiamo dimostrato concretamente affetto e senso di responsabilità per il nostro Paese. Tuttavia la nostra prospettiva è di governarlonoi vincendo le prossime elezioni. Il nostro ruolo è molto chiaro: noi nel sostegno a questo governo vogliamo portare la discussione nel segno dell’equità, delle riforme per la crescita, nella costruzione di un nuovo stato sociale che si rivolga in primo luogo alle giovani generazioni che fin qui sono state lasciate sole. Non dobbiamo nemmeno per un minuto smettere di svolgere il ruolo che deriva dalla nostra vocazione».
Concretamente che significa?
«Che i sacrifici prima di tutto devono spettare a chi ha di più, che c’è da dare respiro alla parte più debole della popolazione e che c’è da dare più forza alla parte più produttiva del Paese. Non ho dubbi che su questi temi il Pd non avrà mai timore a dire quello che riteniamo necessario fare anche a questo governo».
Per il 2012 ci si attende un Pil in calo e la perdita di molti posti di lavoro.
«È la prova che il solo equilibrio dei bilanci non basta. La parola chiave ora deve essere crescita. Come Pd, a livello nazionale e anche in Toscana, dobbiamo concentrare i nostri sforzi in questa direzione».
La manovra della giunta Rossi va in questa direzione?
«È stato fatto un lavoro enorme di cui c’è da ringraziare il presidente, il capogruppo regionale e i consiglieri. Perché la manovra della Toscana ha avuto lo stesso tasso di responsabilità di quella del governo nazionale, ma in più ha mostrato una forte impronta per l`equità. Ecco, questo è un esempio di cosa faremmo noi se fossimo al governo. Non a caso le entrate regionali si basano sul principio che paga di più chi ha di più. E col Progetto Giovani si dice chiaramente quali sono le priorità di spesa».
Sono previsti anche sacrifici.
«È una manovra che prelude a una stagione di riforme vere su sanità, servizi e macchina burocratica e istituzionale. Tutte scelte complesse, ma che vanno fatte perché è assumendosi le responsabilità che si difende l`idea universale e sociale della Toscana che è da sempre il cuore del nostro modello politico».
Cè da vedere se il Pd ce la farà a farle digerire nei vari territori.
«Ce la faremo. Del resto la sanità toscana oggi è un modello di qualità e conti in ordine perché nel passato si sono fatte scelte coraggiose anche sfidando l`impopolarità. Lo faremo anche questa volta coinvolgendo ancora di più i territori, perché sotto questo aspetto dobbiamo ancora migliorare. Come Pd, dai sindaci al Presidente della Regione, passando per i presidenti delle province e i consiglieri regionali, saremo  in campo come una squadra che condivide responsabilità e scelte».
I cittadini ai politici chiedono anche più sobrietà. 
«Qui in Toscana tagliando i consiglieri regionali e abolendo i vitalizi siamo passati dalle dichiarazioni di principio ai fatti. Assieme ai nostri alleati abbiamo compiuto scelte che rendono comprensibile e trasparente a tutti il tema dei costi della politica. Ora la Toscana è la regione più sobria di tutta Italia».
E la legge elettorale ce la farete a cambiarla?
«Penso proprio di sì. Affronteremo la discussione con le forze politiche e il Pd vi andrà con la sua idea di riforma che è emersa dal confronto interno al gruppo consiliare».

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26 Dicembre 2011

Istituti comprensivi, il Pd di Castelfiorentino presenta un odg in Consiglio comunale

Il gruppo consiliare del Partito democratico di Castelfiorentino presenterà nel prossimo consiglio comunale un ordine del giorno sulla questione della costituzione degli istituti comprensivi.

L’articolo 19 della manovra estiva (legge 111/2011) ha imposto la nascita e il dimensionamento di istituti comprensivi che abbiano un numero minimo di 1.000 studenti (per Castelfiorentino significherebbe un unico istituto di circa 1800 studenti, passando dalle attuali due autonomie scolastiche ad una sola).

L’imposizione del provvedimento contenuto nella manovra è esclusivamente dettata da ragioni economiche. L’obiettivo del precedente governo era quello di risparmiare 172 milioni di euro, sopprimendo 1.130 scuole e altrettanti posti di lavoro di dirigente scolastico, di personale amministrativo, di collaboratore scolastico.

In quest’ottica di tagli, l’unica su cui si è mossa la politica scolastica del Governo Berlusconi-Tremonti-Gelmini, si blocca qualsiasi sviluppo progettuale di una vera autonomia scolastica e una riflessione approfondita sulle condizioni che possono rendere l’Istituto Comprensivo un modello di qualità.                               

«Con il documento presentato, il Pd intende impegnare il Sindaco e la Giunta a non sottostare ad una imposizione così frettolosa, attendendo gli esiti dei vari ricorsi presentati rispetto al provvedimento in questione. Sindaco e Giunta dovranno inoltre sfruttare il tempo a disposizione per coinvolgere tutta la comunità scolastica (docenti, genitori, istituzioni), facendosi promotori e coordinatori di un’analisi approfondita sull’eventualità di uno o più Istituti Comprensivi, per arrivare ad una proposta condivisa con tutti i soggetti coinvolti. A nostro avviso il modello organizzativo dell’Istituto Comprensivo può rispondere bene alle necessità culturali e didattiche della scuola di base. Rispettando le tradizioni gloriose delle scuole dell’infanzia, elementari e medie, l’Istituto Comprensivo le invita a ripensarsi in un comune progetto pedagogico, in una idea condivisa di scuola dai 3 ai 14 anni. Continuità, trasversalità dei curricoli, effettiva progressione degli apprendimenti negli allievi, possono nel Comprensivo trovare una loro sintesi, che il progetto dell’Autonomia Scolastica realizzerebbe compiutamente, dove gli insegnanti della comunità si prendono cura e di cui diventano responsabili insieme. Ma un tale “laboratorio di idee” può nascere solo da un percorso coerente, unitario, condiviso, accompagnato da una crescita culturale della comunità e in cui l’amministrazione si pone come soggetto di guida e coordinamento, con il compito strategico di analizzare la realtà e identificare le specificità del nostro territorio. Solo alla fine di questo percorso potrà essere presentata una proposta efficace sull’organizzazione del nostro sistema scolastico». Così  i membri del gruppo consiliare del Partito democratico di Castelfiorentino.

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22 Dicembre 2011

Acqua e rifiuti: “Bene la riforma approvata oggi in consiglio regionale. Si può tenere insieme investimenti e controllo pubblico”

“La riforma delle ATO approvata oggi dal consiglio regionale è una risposta seria e di governo ai temi posti dai referendum del giugno scorso, e mette al centro il ruolo pubblico nella gestione dei servizi pubblici locali e in particolare sul servizio idrico integrato senza fragili velleitarismi”.

Così il coordinatore dell’Area politiche del territorio e ambiente del Pd toscano, Matteo Tortolini, e il responsabile Servizi pubblici locali, Gabriele Toti, commentano positivamente l’approvazione oggi in consiglio regionale della legge che disciplina la riorganizzazione delle Autorità di Ambito territoriali ottimali del servizio idrico integrato e del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, che prevede una sola autorità di ambito per la gestione idrica che subentra ai precedenti sei Ato e tre per quanto riguarda i rifiuti.

“Con questa legge – affermano Tortolini e Toti – non solo la Toscana conferma l’attenzione a questi settori strategici ma anche il ruolo nella programmazione. E nell’ambito delle nuove autorità, il ruolo degli enti locali, dei Comuni in particolare, potrà essere anche più incisivo col nuovo assetto che è stato delineato. Ed è importante il fatto che nel quadro della programmazione si tenga conto di tutte le realtà regionali, compresi i piccoli centri. Quanto approvato oggi fa parte di un progetto più ampio che il Pd ha per la gestione del servizio idrico integrato all’interno del quale c’è l’attenzione agli investimenti e la tutela dei consumatori”.

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