23 Settembre 2014

Pista aeroporto Firenze. Zappacosta: “Auspichiamo chiarimento. Il Pit punto di equilibrio tra sviluppo e rispetto territorio”

carmine-zappacosta“Auspichiamo un incontro tra Regione, Enac e le società aeroportuali della Toscana per un chiarimento, affinchè si possa mettere fine a discussioni sulla lunghezza della pista di Firenze che potrebbero mettere a rischio l’intera operazione. Il PD toscano sostiene la posizione già presa e contenuta nel Pit, che coniuga e mette in equilibrio il rispetto del territorio e lo sviluppo. La nuova pista di Peretola non deve essere neppure un metro in più di quanto occorre per la sicurezza. Per quanto riguarda il sistema aeroportuale toscano non prescindiamo dal sistema unico: voli internazionali e low cost a Pisa (obiettivo 6,5 milioni di passeggeri), voli business e breve-medio raggio a Firenze (obiettivo 4,5 milioni di passeggeri). Come Pd daremo il nostro sostegno anche a una progettualità infrastrutturale che colleghi in maniera veloce i due aeroporti, a partire dal sistema  ferroviario, e in tal senso un’occasione potrebbe essere anche il rafforzamento della Prato – Lucca – Pisa”.

Così Carmine Zappacosta, responsabile infrastrutture del PD della Toscana,  dopo il consiglio di amministrazione di Enac di ieri che ha discusso sulla lunghezza della nuova pista dell’aeroporto di Firenze individuando la lunghezza di 2400 metri.

“Per quanto abbiamo appreso, dal pronunciamento di Enac sui 2400 metri per la pista non si evince se l’obiettivo di 4,5 milioni di passeggeri a Firenze sia comunque realizzabile con una pista inferiore. Gli aspetti della sicurezza come sempre dovranno essere fondati su dati tecnici e non sulla discrezionalità. Su questo presteremo la massima attenzione. Per fare un esempio, all’aeroporto di Ciampino si raggiungono più di 4,7 milioni di passeggeri con una pista di 2200 metri. A Firenze si può arrivare all’obiettivo di 4,5 milioni non consumando territorio ulteriore rispetto a quanto già previsto dal Pit. Speriamo che la vicenda si risolva al più presto per passare quanto prima ai fatti, a partire da un grande processo di partecipazione sui progetti esecutivi con particolare attenzione al territorio pratese”.

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Pista aeroporto Firenze. Mazzeo: “Al fianco della Regione”

antonio mazzeo 2“Ribadiamo quanto deciso dagli organismi del PD della Toscana e cioè l’appoggio al Pit approvato dal consiglio regionale. La scelta di ENAC è incomprensibile. Bisogna evitare in tutti i modi il rischio di squilibri del sistema aeroportuale toscano e dello sviluppo dei territori toscani”.

Così il responsabile organizzazione del Pd della Toscana, Antonio Mazzeo, dopo il consiglio di amministrazione di Enac di ieri che ha discusso sulla lunghezza della nuova pista dell’aeroporto di Firenze individuando la lunghezza di 2400 metri.

“Siamo quindi al fianco della Regione per le iniziative che riterrà opportune. Nel frattempo auspichiamo che il Governo, per quanto nelle sue facoltà, intervenga e che Enac torni sulla sua scelta e svolga il suo compito di ente regolatore, rispettando la decisione della Regione a cui spetta la pianificazione urbanistica e di sviluppo del territorio”.    

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15 Settembre 2014

“È una legge corretta e democratica”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno

intervento-parrini-legge-elettorale15 settembre 2014 – “Approvata la nuova legge elettorale regionale, il Pd toscano può affermare con fierezza di aver mantenuto tutti gli impegni di riforma istituzionale assunti coi cittadini: abbiamo ridotto da 55 a 40 i consiglieri regionali e da 10 a 8 gli assessori; abbiamo rottamato una brutta legge elettorale reintroducendo le preferenze e permettendo ai cittadini di tornare a contare molto di più delle segreterie dei partiti; per primi in Italia useremo il doppio turno e più di ogni altra regione promuoveremo la parità di genere. Tutto questo senza venir meno al principio che le regole del gioco si cambiano con la principale forza di opposizione, e con un accordo nel quale abbiamo ottenuto assai più di quanto abbiamo concesso. Sulla questione del premio di maggioranza non posso condividere ciò che ha scritto ieri su queste pagine Emanuele Rossi. Il quale, credo per un equivoco, ha indicato come limite della nuova legge elettorale quello che è in realtà uno dei suoi maggiori pregi: la “democratizzazione” del premio di maggioranza in un sistema che, come tutti gli altri sistemi elettorali regionali e comunali, e a differenza del sistema per eleggere i parlamentari, poggia sull’elezione diretta del presidente dell’organo esecutivo. Se, come sostiene Rossi, il “premio alla toscana” fosse sospettabile di incostituzionalità, lo sarebbero due volte tanto tutti gli altri sistemi elettorali regionali, alcuni dei quali modificati di recente. In Toscana, secondo la nuova legge, un candidato presidente che dovesse prevalere con il 38% – e che fosse collegato a liste che, a causa di un massiccio voto disgiunto, si fermassero al 32% – sarebbe costretto, per ottenere il premio di maggioranza, a un turno di ballottaggio. Questa garanzia ad oggi esiste solo in Toscana. In Lombardia (legge 17/2012), nell’ipotesi di lavoro di cui sopra, si attribuirebbe subito alla coalizione del presidente, senza nessun ballottaggio, il 55% dei seggi, e questo per assurdo avverrebbe anche se il presidente vincesse col 30%. La legge lombarda, come quella di tutte le altre regioni, è a turno unico e non prevede che l’assegnazione di un cospicuo premio sia subordinata al raggiungimento di una quota minima di consensi. Le cose stanno così anche in Emilia-Romagna, secondo la legge 21/2014. E stanno così anche in Piemonte, dove si è votato meno di quattro mesi fa. E stanno così anche altrove. E soprattutto stanno così nella legge elettorale universalmente ritenuta la più efficiente del sistema italiano: quella con cui dal 1993 si eleggono direttamente i sindaci nei comuni con più di quindicimila abitanti (che è anche la legge con cui si sono eletti i presidenti delle giunte provinciali finché le province non sono diventate enti di secondo grado). Salvo alcune differenze, la legge dei sindaci del 1993 nasce dalla stessa filosofia che ha ispirato la nuova legge toscana: elezione diretta e congiunta del vertice del potere esecutivo e dell’assemblea elettiva; attribuzione di un forte premio di maggioranza al superamento di una soglia prestabilita; possibilità che la coalizione del candidato sindaco vincitore prenda il 60% dei seggi anche in presenza di un significativo voto disgiunto. Se, quindi, avesse ragione Rossi, dovremmo indiziare di incostituzionalità tutti i sistemi elettorali delle regioni italiane e il sistema di elezione diretta del sindaco. La qual cosa non sembra né possibile né ragionevole. Né credo che il professor Rossi, per il quale provo sincera stima, la pensi”

Dario Parrini, segretario regionale del Pd

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“È una legge corretta e democratica”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno

intervento-parrini-legge-elettorale15 settembre 2014 – “Approvata la nuova legge elettorale regionale, il Pd toscano può affermare con fierezza di aver mantenuto tutti gli impegni di riforma istituzionale assunti coi cittadini: abbiamo ridotto da 55 a 40 i consiglieri regionali e da 10 a 8 gli assessori; abbiamo rottamato una brutta legge elettorale reintroducendo le preferenze e permettendo ai cittadini di tornare a contare molto di più delle segreterie dei partiti; per primi in Italia useremo il doppio turno e più di ogni altra regione promuoveremo la parità di genere. Tutto questo senza venir meno al principio che le regole del gioco si cambiano con la principale forza di opposizione, e con un accordo nel quale abbiamo ottenuto assai più di quanto abbiamo concesso. Sulla questione del premio di maggioranza non posso condividere ciò che ha scritto ieri su queste pagine Emanuele Rossi. Il quale, credo per un equivoco, ha indicato come limite della nuova legge elettorale quello che è in realtà uno dei suoi maggiori pregi: la “democratizzazione” del premio di maggioranza in un sistema che, come tutti gli altri sistemi elettorali regionali e comunali, e a differenza del sistema per eleggere i parlamentari, poggia sull’elezione diretta del presidente dell’organo esecutivo. Se, come sostiene Rossi, il “premio alla toscana” fosse sospettabile di incostituzionalità, lo sarebbero due volte tanto tutti gli altri sistemi elettorali regionali, alcuni dei quali modificati di recente. In Toscana, secondo la nuova legge, un candidato presidente che dovesse prevalere con il 38% – e che fosse collegato a liste che, a causa di un massiccio voto disgiunto, si fermassero al 32% – sarebbe costretto, per ottenere il premio di maggioranza, a un turno di ballottaggio. Questa garanzia ad oggi esiste solo in Toscana. In Lombardia (legge 17/2012), nell’ipotesi di lavoro di cui sopra, si attribuirebbe subito alla coalizione del presidente, senza nessun ballottaggio, il 55% dei seggi, e questo per assurdo avverrebbe anche se il presidente vincesse col 30%. La legge lombarda, come quella di tutte le altre regioni, è a turno unico e non prevede che l’assegnazione di un cospicuo premio sia subordinata al raggiungimento di una quota minima di consensi. Le cose stanno così anche in Emilia-Romagna, secondo la legge 21/2014. E stanno così anche in Piemonte, dove si è votato meno di quattro mesi fa. E stanno così anche altrove. E soprattutto stanno così nella legge elettorale universalmente ritenuta la più efficiente del sistema italiano: quella con cui dal 1993 si eleggono direttamente i sindaci nei comuni con più di quindicimila abitanti (che è anche la legge con cui si sono eletti i presidenti delle giunte provinciali finché le province non sono diventate enti di secondo grado). Salvo alcune differenze, la legge dei sindaci del 1993 nasce dalla stessa filosofia che ha ispirato la nuova legge toscana: elezione diretta e congiunta del vertice del potere esecutivo e dell’assemblea elettiva; attribuzione di un forte premio di maggioranza al superamento di una soglia prestabilita; possibilità che la coalizione del candidato sindaco vincitore prenda il 60% dei seggi anche in presenza di un significativo voto disgiunto. Se, quindi, avesse ragione Rossi, dovremmo indiziare di incostituzionalità tutti i sistemi elettorali delle regioni italiane e il sistema di elezione diretta del sindaco. La qual cosa non sembra né possibile né ragionevole. Né credo che il professor Rossi, per il quale provo sincera stima, la pensi”

Dario Parrini, segretario regionale del Pd

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12 Settembre 2014

Legge elettorale toscana. Carla Maestrini: “Primi in Italia per parità di genere”

carla-maestrini12 settembre 2014 – “Come responsabile delle pari opportunità del segreteria regionale del PD esprimo grande soddisfazione per la legge elettorale toscana appena approvata.

La nostra regione diventa con questa legge la prima in Italia per tutela della parità di genere, perché stabilisce la possibilità di esprimere una doppia preferenza nella scelta dei futuri consiglieri regionali, garantendo il principio dell’alternanza di genere.

Un segnale di attenzione che il Partito Democratico ha sostenuto con forza per imprimere un cambiamento significativo nell’intento di valorizzare la presenza e il ruolo delle donne in politica.

In questo senso, va salutata con gioia e legittimo orgoglio l’elezione di Sara Biagiotti  come primo sindaco donna presidente regionale dell’Anci, elezione avvenuta proprio nei giorni scorsi. È una scelta di innovazione la decisione di indicare un sindaco donna di grande competenza che andrà a ricoprire un ruolo di responsabilità, in linea, a livello nazionale, con le scelte del governo Renzi che ha da sempre affidato alle donne incarichi importanti e strategici.”

 

Carla Maestrini, responsabile pari opportunità Pd toscano

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Livorno, le elezioni regionali, il governo nazionale. Intervista a Dario Parrini alla Festa dell’Unità labronica

dario1

12 settembre 2014 – Intervista al segretario regionale PD a margine di un’iniziativa sull’economia con Yoram Gutgeld

QUI L’INTERVISTA VIDEO

 

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Livorno, le elezioni regionali, il governo nazionale. Intervista a Dario Parrini alla Festa dell’Unità labronica

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12 settembre 2014 – Intervista al segretario regionale PD a margine di un’iniziativa sull’economia con Yoram Gutgeld

QUI L’INTERVISTA VIDEO

 

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Legge elettorale toscana. Intervista di Dario Parrini a Repubblica Firenze

intervista parrini 12 settembre repubblica 2014

12 settembre 2014 – “E’ la riforma dei record, abbiamo ottenuto più di quanto concesso”

Clicca qui per scaricare l’intervista

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Legge elettorale toscana. Intervista di Dario Parrini a Repubblica Firenze

intervista parrini 12 settembre repubblica 2014

12 settembre 2014 – “E’ la riforma dei record, abbiamo ottenuto più di quanto concesso”

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11 Settembre 2014

Ordigno davanti Municipio Monsummano Terme, la solidarietà del Pd toscano

11 settembre 2014 – “Solidarietà all’amministrazione di Monsummano e ferma condanna per l’ordigno artigianale esploso questa notte. Quando si assiste a fatti simili non deve esserci spazio per nessuna sottovalutazione. Speriamo che siano individuati al più presto i responsabili di questi gesti che restano gravissimi a prescindere dai danni che fanno e minano la tranquillità delle nostre comunità”. Così il segretario del PD della Toscana, Dario Parrini, esprime la solidarietà del PD toscano al sindaco e ai cittadini di Monsummano per l’ordigno artigianale esploso la scorsa notte. 

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