21 Dicembre 2014

Stefania Magi su riorganizzazione Asl. “Tempi definiti, ma confronto vero con attori fondamentali. Importante definizione geografica”

21 dicembre 2014 – “La Regione Toscana si avvia a dare inizio all’annunciato percorso di riorganizzazione del sistema sanitario, verso la riduzione del numero delle aziende sanitarie.
La Toscana è risultata la prima regione italiana per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), risultato 2012 certificato pochi giorni fa dal Ministero della Salute. Mantenere e rilanciare questo risultato, garantendo migliori servizi con minori risorse, richiede il coraggio di cambiamenti complessi, in linea con un percorso nazionale che sta coinvolgendo diversi livelli istituzionali, con l’obiettivo di uno stato più leggero ed efficiente.
Gli scenari possibili sono innumerevoli, nessuno dei quali perfetto. Occorre ascoltare, con un tempo definito, esperti ed attori del mondo della sanità e della società più in generale e definire con loro diverse opzioni, con i pro e contro, calate sulla situazione Toscana. Tra questi, in un tempo anch’esso ben definito, il governo regionale dovrà scegliere il modello che può essere più calzante al nostro territorio. Quindi ascolto, ma con decisori e tempi definiti: è finito il tempo dei tavoli a vuoto della politica italiana, ma non vogliamo nemmeno iniziare un tempo di decisioni avventate.
L’obiettivo è definire un modello attuabile, sostenibile, che favorisca l’accesso dei cittadini ai servizi in funzione del bisogno. La mobilità dei cittadini per la salute deve essere limitata al minimo indispensabile e per prestazioni sporadiche (quelle che accorpate potranno garantire maggiore qualità oltre a minori costi), e deve essere garantita al massimo livello per le urgenze. Deve essere valorizzato il patrimonio di competenze sviluppatosi nei diversi territori”. 

Così la responsabile sanità del PD toscano, Stefania Magi.

“Il modello dovrà essere pensato attentamente anche nella sua definizione geografica. La Toscana Sud per esempio è un’entità per molti aspetti artificiosa, per la sua estensione territoriale e per gli scarsi collegamenti. La provincia di Arezzo e di Grosseto hanno in comune l’utilizzo prevalente, per alcuni servizi di 3° livello, dell’Ospedale Universitario di Siena. Se l’azienda ospedaliera sarà fuori dalla ipotetica mega ASL Toscana Sud, perché Poppi dovrebbe organizzare i propri servizi con l’isola del Giglio, ed il Valdarno con l’Amiata?
Anche il rispetto dei confini provinciali non è da dare per scontato a priori, nel momento in cui parte della provincia di Arezzo guarda la città metropolitana ed esiste in Parlamento una proposta del nostro partito per unire la Toscana con l’Umbria” conclude Stefania Magi.

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Stefania Magi su riorganizzazione Asl. “Tempi definiti, ma confronto vero con attori fondamentali. Importante definizione geografica”

21 dicembre 2014 – “La Regione Toscana si avvia a dare inizio all’annunciato percorso di riorganizzazione del sistema sanitario, verso la riduzione del numero delle aziende sanitarie.
La Toscana è risultata la prima regione italiana per l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (LEA), risultato 2012 certificato pochi giorni fa dal Ministero della Salute. Mantenere e rilanciare questo risultato, garantendo migliori servizi con minori risorse, richiede il coraggio di cambiamenti complessi, in linea con un percorso nazionale che sta coinvolgendo diversi livelli istituzionali, con l’obiettivo di uno stato più leggero ed efficiente.
Gli scenari possibili sono innumerevoli, nessuno dei quali perfetto. Occorre ascoltare, con un tempo definito, esperti ed attori del mondo della sanità e della società più in generale e definire con loro diverse opzioni, con i pro e contro, calate sulla situazione Toscana. Tra questi, in un tempo anch’esso ben definito, il governo regionale dovrà scegliere il modello che può essere più calzante al nostro territorio. Quindi ascolto, ma con decisori e tempi definiti: è finito il tempo dei tavoli a vuoto della politica italiana, ma non vogliamo nemmeno iniziare un tempo di decisioni avventate.
L’obiettivo è definire un modello attuabile, sostenibile, che favorisca l’accesso dei cittadini ai servizi in funzione del bisogno. La mobilità dei cittadini per la salute deve essere limitata al minimo indispensabile e per prestazioni sporadiche (quelle che accorpate potranno garantire maggiore qualità oltre a minori costi), e deve essere garantita al massimo livello per le urgenze. Deve essere valorizzato il patrimonio di competenze sviluppatosi nei diversi territori”. 

Così la responsabile sanità del PD toscano, Stefania Magi.

“Il modello dovrà essere pensato attentamente anche nella sua definizione geografica. La Toscana Sud per esempio è un’entità per molti aspetti artificiosa, per la sua estensione territoriale e per gli scarsi collegamenti. La provincia di Arezzo e di Grosseto hanno in comune l’utilizzo prevalente, per alcuni servizi di 3° livello, dell’Ospedale Universitario di Siena. Se l’azienda ospedaliera sarà fuori dalla ipotetica mega ASL Toscana Sud, perché Poppi dovrebbe organizzare i propri servizi con l’isola del Giglio, ed il Valdarno con l’Amiata?
Anche il rispetto dei confini provinciali non è da dare per scontato a priori, nel momento in cui parte della provincia di Arezzo guarda la città metropolitana ed esiste in Parlamento una proposta del nostro partito per unire la Toscana con l’Umbria” conclude Stefania Magi.

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19 Dicembre 2014

300 persone per l’iniziativa sul Jobs Act a Navacchio con il ministro Poletti

navacchio

19 dicembre 2014 – Circa 300 persone hanno assistito ieri all’iniziativa del PD al Polo tecnologico di Navacchio dedicata al Jobs Act con il ministro Giuliano Poletti, i segretari pisano e toscano del PD, Francesco Nocchi e Dario Parrini, il responsabile organizzazione regionale Antonio Mazzeo.
Un confronto tra politica e imprese sui temi del lavoro, che ha visto interventi e domande degli amministratori di aziende di diversi settori: dal conciario all’aerospaziale, dalla produzione di software per smartphone all’eolico, solo per fare alcuni esempi.

Nel suo intervento il ministro Poletti ha spiegato l’impegno del governo a superare una condizione normativa per cui il contratto a tempo indeterminato costa più di quello a termine.

Toccato anche il tema delle “false” partite iva, intestate a coloro che in realtà svolgono un lavoro subordinato. L’obiettivo è, da un lato di ricondurre alla condizione reale di dipendente questi lavoratori, dall’altro tutelare quelle partite iva che invece svolgono un reale lavoro autonomo da situazioni come ad esempio i casi di clienti debitori.

Poletti ha parlato anche del quadro istituzionale, che oggi richiede un riassetto adatto ai tempi, con il superamento di livelli che servivano in passato, ma ora non permettono più di governare con l’efficienza e la velocità necessaria.

INTERVISTA A GIULIANO POLETTI – https://www.youtube.com/watch?v=lN3oMik7Zr0

Anche Dario Parrini ha insistito sulla necessità di favorire l’impiego stabile “per i lavoratori, ai quali è giusto garantire una maggiore sicurezza di vita – ha detto il segretario -, ma anche per le imprese e la loro produttività, che è strettamente legata al capitale umano e all’esperienza aziendale di chi lavora all’interno”.
Poi il tema della semplificazione: “Ci mettiamo troppo a decidere: la Francia nel giro di pochi mesi ha proposto e realizzato il dimezzamento delle regioni. Oggi la velocità delle scelte è fondamentale per cogliere le opportunità che si aprono. Pensiamo ad esempio al momento attuale favorevole per l’Europa e l’Italia, con la riduzione del cambio dell’euro verso il dollaro utile all’export, la riduzione dei tassi di interesse ai quali ci indebitiamo, il calo del prezzo del petrolio.”

INTERVISTA A DARIO PARRINI – https://www.youtube.com/watch?v=P8VUbsElWXQ

Il responsabile organizzazione del Pd toscano, Antonio Mazzeo, ha formulato tre proposte, ricordando che derivano dalle oltre 100 iniziative sul tema del lavoro che il PD ha organizzato in Toscana negli ultimi tre mesi: “Per competere in un mondo che cambia molto velocemente le imprese chiedono più rapidità nelle scelte, meno burocrazia, più investimenti. Le tre proposte che emergono sono: defiscalizzazione totale per chi finanzia progetti di ricerca e sviluppo, iniziative per le zone sottosviluppate, un fondo di garanzia giovani. Non dobbiamo ripetere gli errori del passato in cui i finanziamenti a pioggia sono andati anche ad imprese ormai decotte”.

INTERVISTA A ANTONIO MAZZEO – https://www.youtube.com/watch?v=gA5fvUfZnEg

A margine dell’iniziativa del Pd toscano sul Jobs act, il ministro del lavoro Giuliano Poletti, con il segretario regionale Pd Dario Parrini, il responsabile organizzazione Antonio Mazzeo e il segretario pisano Francesco Nocchi, hanno incontrato una delegazione di lavoratori della Provincia di Pisa. Poletti ha riferito di avere parlato in serata con il ministro Marianna Madia e ha rassicurato che nessun lavoratore delle province perdera’ il posto, con l’obiettivo inoltre  che la professionalita’ di ognuno non vada dispersa.

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300 persone per l’iniziativa sul Jobs Act a Navacchio con il ministro Poletti

navacchio

19 dicembre 2014 – Circa 300 persone hanno assistito ieri all’iniziativa del PD al Polo tecnologico di Navacchio dedicata al Jobs Act con il ministro Giuliano Poletti, i segretari pisano e toscano del PD, Francesco Nocchi e Dario Parrini, il responsabile organizzazione regionale Antonio Mazzeo.
Un confronto tra politica e imprese sui temi del lavoro, che ha visto interventi e domande degli amministratori di aziende di diversi settori: dal conciario all’aerospaziale, dalla produzione di software per smartphone all’eolico, solo per fare alcuni esempi.

Nel suo intervento il ministro Poletti ha spiegato l’impegno del governo a superare una condizione normativa per cui il contratto a tempo indeterminato costa più di quello a termine.

Toccato anche il tema delle “false” partite iva, intestate a coloro che in realtà svolgono un lavoro subordinato. L’obiettivo è, da un lato di ricondurre alla condizione reale di dipendente questi lavoratori, dall’altro tutelare quelle partite iva che invece svolgono un reale lavoro autonomo da situazioni come ad esempio i casi di clienti debitori.

Poletti ha parlato anche del quadro istituzionale, che oggi richiede un riassetto adatto ai tempi, con il superamento di livelli che servivano in passato, ma ora non permettono più di governare con l’efficienza e la velocità necessaria.

INTERVISTA A GIULIANO POLETTI – https://www.youtube.com/watch?v=lN3oMik7Zr0

Anche Dario Parrini ha insistito sulla necessità di favorire l’impiego stabile “per i lavoratori, ai quali è giusto garantire una maggiore sicurezza di vita – ha detto il segretario -, ma anche per le imprese e la loro produttività, che è strettamente legata al capitale umano e all’esperienza aziendale di chi lavora all’interno”.
Poi il tema della semplificazione: “Ci mettiamo troppo a decidere: la Francia nel giro di pochi mesi ha proposto e realizzato il dimezzamento delle regioni. Oggi la velocità delle scelte è fondamentale per cogliere le opportunità che si aprono. Pensiamo ad esempio al momento attuale favorevole per l’Europa e l’Italia, con la riduzione del cambio dell’euro verso il dollaro utile all’export, la riduzione dei tassi di interesse ai quali ci indebitiamo, il calo del prezzo del petrolio.”

INTERVISTA A DARIO PARRINI – https://www.youtube.com/watch?v=P8VUbsElWXQ

Il responsabile organizzazione del Pd toscano, Antonio Mazzeo, ha formulato tre proposte, ricordando che derivano dalle oltre 100 iniziative sul tema del lavoro che il PD ha organizzato in Toscana negli ultimi tre mesi: “Per competere in un mondo che cambia molto velocemente le imprese chiedono più rapidità nelle scelte, meno burocrazia, più investimenti. Le tre proposte che emergono sono: defiscalizzazione totale per chi finanzia progetti di ricerca e sviluppo, iniziative per le zone sottosviluppate, un fondo di garanzia giovani. Non dobbiamo ripetere gli errori del passato in cui i finanziamenti a pioggia sono andati anche ad imprese ormai decotte”.

INTERVISTA A ANTONIO MAZZEO – https://www.youtube.com/watch?v=gA5fvUfZnEg

A margine dell’iniziativa del Pd toscano sul Jobs act, il ministro del lavoro Giuliano Poletti, con il segretario regionale Pd Dario Parrini, il responsabile organizzazione Antonio Mazzeo e il segretario pisano Francesco Nocchi, hanno incontrato una delegazione di lavoratori della Provincia di Pisa. Poletti ha riferito di avere parlato in serata con il ministro Marianna Madia e ha rassicurato che nessun lavoratore delle province perdera’ il posto, con l’obiettivo inoltre  che la professionalita’ di ognuno non vada dispersa.

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17 Dicembre 2014

Parrini su pista Peretola e sistema aeroportuale toscano: “Non si torna indietro”

aeroporto-peretola-firenze17 dicembre 2014 – “Sulla nuova pista di Peretola e sul sistema aeroportuale toscano la Regione e il Pd regionale hanno deciso e non tornano indietro. Chi sogna di ribaltare scelte ormai definitive pensi ai posti di lavoro che possono derivare da infrastrutture più moderne. Che tutti gli interventi siano sostenibili e appropriati lo garantirà il coordinamento permanente istituito tra giunta regionale e sindaci di Firenze e della Piana. I particolarismi armati di voglie di veto, che già troppi ritardi hanno prodotto in Toscana, non l’avranno più vinta. Si va avanti”.

Così il segretario del Pd toscano, Dario Parrini, interviene commentando il documento del Coordinamento SinistraDem Comuni Piana fiorentina che esprime contrarietà alla realizzazione della nuova pista di Peretola.

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Parrini su pista Peretola e sistema aeroportuale toscano: “Non si torna indietro”

aeroporto-peretola-firenze17 dicembre 2014 – “Sulla nuova pista di Peretola e sul sistema aeroportuale toscano la Regione e il Pd regionale hanno deciso e non tornano indietro. Chi sogna di ribaltare scelte ormai definitive pensi ai posti di lavoro che possono derivare da infrastrutture più moderne. Che tutti gli interventi siano sostenibili e appropriati lo garantirà il coordinamento permanente istituito tra giunta regionale e sindaci di Firenze e della Piana. I particolarismi armati di voglie di veto, che già troppi ritardi hanno prodotto in Toscana, non l’avranno più vinta. Si va avanti”.

Così il segretario del Pd toscano, Dario Parrini, interviene commentando il documento del Coordinamento SinistraDem Comuni Piana fiorentina che esprime contrarietà alla realizzazione della nuova pista di Peretola.

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16 Dicembre 2014

Emiliano Poli: “Mafia Capitale: corruzione, moralità e trasparenza”

emiliano poli 3L’Italia è un popolo di improvvisatori. Basta poco per diventare allenatori di calcio, criminologi, avvocati. Queste sono le settimane dove tutti diventano paladini della legalità e della moralità. Sono le settimane in cui tornano di moda le frasi di Enrico Berlinguer sulla moralità o quelle di Paolo Borsellino sull’intreccio stato-mafia.
Io, che nel mio piccolo, mi occupo di queste tematiche mi stupisco dello stupore. Non è certo mia intenzione fare del facile populismo perché quello lo lascio ai politici che non hanno altro da dire, che attaccano per guadagnare voti. Credo nella politica e conosco tanti politici che, ad ogni livello, ogni giorno con la propria onestà cercano di creare un paese migliore. A quelli che si stupiscono però rispondo che è sufficiente guardare ogni anno il CPI (Indice di Percezione della Corruzione) redatto da “Transparency International Italia”. Anche quest’anno l’Italia è al 69° posto. Se considerate che l’Italia è l’ottava potenza industriale del mondo (malgrado la crisi economica che stiamo vivendo), vi renderete conto quanto sia grave la situazione della corruzione in Italia. Quante volte ho sentito dire “chissà quanto sono corrotti i paesi dell’est o quelli africani” Niente di più falso. Noi lo siamo più di Namibia, Ghana, Turchia. Non vi faccio l’elenco.  Fate un sospirone e leggetelo con calma perché probabilmente dopo averlo letto capirete molte cose.
La corruzione italiana è stimata in 60 mld annui. Avete capito bene, 60 miliardi di euro. Una somma che da sola basterebbe in pochi anni a far crescere in modo esponenziale il nostro paese.
Continua lo stupore nel vedere chi si stupisce ascoltando le intercettazioni che testimoniano che quando c’è bisogno di fare soldi non ci si preoccupa dell’immigrato, del tossicodipendente, del disabile. Solo Beppe Grillo è convinto che la mafia abbia una sua “moralità”.
Fin qui i fatti. Troppo facile però limitarsi al racconto. Non sono un giornalista, ma una persona che rappresenta i temi della Legalità del Partito Democratico in Toscana ed è giusto non sottrarmi nel dire come penso sia possibile risolvere i problemi, anche se esponenti molto più autorevoli di me hanno fatto le proprie proposte.

  • Giovanni Giolitti diceva “Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano.”. Il Partito Democratico è partito di Governo ed è dal nostro interno che dobbiamo dimostrare il valore delle regole. Le regole si applicano senza se e senza ma. Per far rispettare le leggi e le regole dobbiamo essere i primi a rispettarle. Occorre che, ad ogni livello, tutti rispettino le regole che ci sono. Non ne servono altre. Moralità significa anche rispetto dei propri iscritti, a partire dal fatto che è immorale che ci siano consiglieri e parlamentari che non versano i contributi economici dovuti al partito. Fuori dal partito chi non rispetta le regole perché non sarà mai credibile nel chiedere il rispetto delle regole agli altri. Basta doppi incarichi, deroghe e contro deroghe.
  • Chi non rispetta le leggi del Partito non venga più candidato a nessun ruolo istituzionale e politico, senza nessuna possibilità di rifugiarsi in partecipate varie.
  • Torniamo ad una selezione vera della classe dirigente. Non sono sufficienti le primarie. Chi vi partecipa deve avere quella trasparenza che i cittadini ci chiedono e pretendono. Deve esserci una selezione vera che non può limitarsi al manuale Cencelli per la suddivisione dei candidati in base alla corrente di riferimento. Democrazia diretta e scelta dei candidati non significa automaticamente scegliere bene ed il sistema della preferenze, se da una parte è positivo, può essere pericoloso se non seguito attentamente.
  • Passando dal finanziamento pubblico a quello privato è necessaria ancora più trasparenza. Nessun appello alla “privacy”. Come elettore, iscritto e dirigente di partito pretendo di sapere da chi arrivano i soldi al mio partito e pretendo di sapere chi sono gli eletti che non versano regolarmente i contributi.
  • Chiunque, nel Partito Democratico venga indagato per reati gravi come la corruzione dovrebbe avere il buon senso di sospendersi dal Partito per non intaccare la fiducia degli elettori nel nostro partito senza necessariamente aspettare la condanna definitiva.
  • Le liste del Partito devono essere pulite e sui candidati non ci deve essere nessuna “macchia”. Al Partito Democratico non devono interessare i “signori delle preferenze”. Il rinnovamento si fa anche in questo modo, partendo da persone che non hanno voti “già acquisiti” ma che li conquistano sul campo con la buona politica e la buona amministrazione.
  • Necessario che a livello nazionale sia istituito il ruolo di “Responsabile Nazionale Legalità”. Il primo partito europeo deve avere un riferimento su un tema così importante. Importante che vengano sensibilizzati i livelli locali del partito affinché questo ruolo diventi sempre più importante e che anche nelle Unioni comunali e Regionali ci siano dei riferimenti che possano contribuire a parlare e fare proposte su questi temi.
  • Elettori ed iscritti devono essere le prime “sentinelle della legalità” per evitare di candidare persone non moralmente degne di stare nel nostro partito.
  • Per la corruzione avrei preferito un Decreto che avrebbe consentito in tempi rapidi l’approvazione di nuove norme. Il disegno di legge consente comunque modifiche che possono essere ancora apportate. Entrando nel merito delle proposte:
  1. Positivo il fatto che non sarà più possibile accedere al patteggiamento se non vengono restituiti i beni ottenuti con la corruzione.
  2. Avrei preferito che la cessazione della prescrizione subentrasse subito e non fra il primo ed il secondo grado di giudizio.
  3. Improrogabile la notevole diminuzione delle stazioni appaltanti (ad oggi oltre 30.000)
  4. Occorre occuparsi non soltanto della “corruzione propria” ma anche della corruzione giudiziaria e della concussione.
  5. Bene l’aspetto della confisca dei beni ai corrotti ma ciò deve andare di pari passo con il ddl governativo sui patrimoni
  6. mafiosi, in modo da rendere più efficaci e veloci le confische.
  7. Occorre inserire tutele per chi denuncia fatti commessi nelle pubbliche amministrazioni.
  8. Il reato di prescrizione va rivisto per tutti i reati e non soltanto per quelli legati alla corruzione.

Per concludere la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, la legalità, la moralità e la trasparenza devono diventare punti fondamentali del programma del Partito Democratico. Solo in questo modo potremo diventare un paese normale, restituendo ai cittadini fiducia nella politica. Il dato dell’astensionismo non può essere sottovalutato. Spetta al Partito Democratico farsi carico del malcontento dei cittadini e dimostrare che la Politica è qualcosa di bello, lasciando l’antipolitica ai populisti, ai cabarettisti ed ai comici.

 

Emiliano Poli,

responsabile Forum Legalità e sicurezza Pd Toscana

 

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Emiliano Poli: “Mafia Capitale: corruzione, moralità e trasparenza”

emiliano poli 3L’Italia è un popolo di improvvisatori. Basta poco per diventare allenatori di calcio, criminologi, avvocati. Queste sono le settimane dove tutti diventano paladini della legalità e della moralità. Sono le settimane in cui tornano di moda le frasi di Enrico Berlinguer sulla moralità o quelle di Paolo Borsellino sull’intreccio stato-mafia.
Io, che nel mio piccolo, mi occupo di queste tematiche mi stupisco dello stupore. Non è certo mia intenzione fare del facile populismo perché quello lo lascio ai politici che non hanno altro da dire, che attaccano per guadagnare voti. Credo nella politica e conosco tanti politici che, ad ogni livello, ogni giorno con la propria onestà cercano di creare un paese migliore. A quelli che si stupiscono però rispondo che è sufficiente guardare ogni anno il CPI (Indice di Percezione della Corruzione) redatto da “Transparency International Italia”. Anche quest’anno l’Italia è al 69° posto. Se considerate che l’Italia è l’ottava potenza industriale del mondo (malgrado la crisi economica che stiamo vivendo), vi renderete conto quanto sia grave la situazione della corruzione in Italia. Quante volte ho sentito dire “chissà quanto sono corrotti i paesi dell’est o quelli africani” Niente di più falso. Noi lo siamo più di Namibia, Ghana, Turchia. Non vi faccio l’elenco.  Fate un sospirone e leggetelo con calma perché probabilmente dopo averlo letto capirete molte cose.
La corruzione italiana è stimata in 60 mld annui. Avete capito bene, 60 miliardi di euro. Una somma che da sola basterebbe in pochi anni a far crescere in modo esponenziale il nostro paese.
Continua lo stupore nel vedere chi si stupisce ascoltando le intercettazioni che testimoniano che quando c’è bisogno di fare soldi non ci si preoccupa dell’immigrato, del tossicodipendente, del disabile. Solo Beppe Grillo è convinto che la mafia abbia una sua “moralità”.
Fin qui i fatti. Troppo facile però limitarsi al racconto. Non sono un giornalista, ma una persona che rappresenta i temi della Legalità del Partito Democratico in Toscana ed è giusto non sottrarmi nel dire come penso sia possibile risolvere i problemi, anche se esponenti molto più autorevoli di me hanno fatto le proprie proposte.

  • Giovanni Giolitti diceva “Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano.”. Il Partito Democratico è partito di Governo ed è dal nostro interno che dobbiamo dimostrare il valore delle regole. Le regole si applicano senza se e senza ma. Per far rispettare le leggi e le regole dobbiamo essere i primi a rispettarle. Occorre che, ad ogni livello, tutti rispettino le regole che ci sono. Non ne servono altre. Moralità significa anche rispetto dei propri iscritti, a partire dal fatto che è immorale che ci siano consiglieri e parlamentari che non versano i contributi economici dovuti al partito. Fuori dal partito chi non rispetta le regole perché non sarà mai credibile nel chiedere il rispetto delle regole agli altri. Basta doppi incarichi, deroghe e contro deroghe.
  • Chi non rispetta le leggi del Partito non venga più candidato a nessun ruolo istituzionale e politico, senza nessuna possibilità di rifugiarsi in partecipate varie.
  • Torniamo ad una selezione vera della classe dirigente. Non sono sufficienti le primarie. Chi vi partecipa deve avere quella trasparenza che i cittadini ci chiedono e pretendono. Deve esserci una selezione vera che non può limitarsi al manuale Cencelli per la suddivisione dei candidati in base alla corrente di riferimento. Democrazia diretta e scelta dei candidati non significa automaticamente scegliere bene ed il sistema della preferenze, se da una parte è positivo, può essere pericoloso se non seguito attentamente.
  • Passando dal finanziamento pubblico a quello privato è necessaria ancora più trasparenza. Nessun appello alla “privacy”. Come elettore, iscritto e dirigente di partito pretendo di sapere da chi arrivano i soldi al mio partito e pretendo di sapere chi sono gli eletti che non versano regolarmente i contributi.
  • Chiunque, nel Partito Democratico venga indagato per reati gravi come la corruzione dovrebbe avere il buon senso di sospendersi dal Partito per non intaccare la fiducia degli elettori nel nostro partito senza necessariamente aspettare la condanna definitiva.
  • Le liste del Partito devono essere pulite e sui candidati non ci deve essere nessuna “macchia”. Al Partito Democratico non devono interessare i “signori delle preferenze”. Il rinnovamento si fa anche in questo modo, partendo da persone che non hanno voti “già acquisiti” ma che li conquistano sul campo con la buona politica e la buona amministrazione.
  • Necessario che a livello nazionale sia istituito il ruolo di “Responsabile Nazionale Legalità”. Il primo partito europeo deve avere un riferimento su un tema così importante. Importante che vengano sensibilizzati i livelli locali del partito affinché questo ruolo diventi sempre più importante e che anche nelle Unioni comunali e Regionali ci siano dei riferimenti che possano contribuire a parlare e fare proposte su questi temi.
  • Elettori ed iscritti devono essere le prime “sentinelle della legalità” per evitare di candidare persone non moralmente degne di stare nel nostro partito.
  • Per la corruzione avrei preferito un Decreto che avrebbe consentito in tempi rapidi l’approvazione di nuove norme. Il disegno di legge consente comunque modifiche che possono essere ancora apportate. Entrando nel merito delle proposte:
  1. Positivo il fatto che non sarà più possibile accedere al patteggiamento se non vengono restituiti i beni ottenuti con la corruzione.
  2. Avrei preferito che la cessazione della prescrizione subentrasse subito e non fra il primo ed il secondo grado di giudizio.
  3. Improrogabile la notevole diminuzione delle stazioni appaltanti (ad oggi oltre 30.000)
  4. Occorre occuparsi non soltanto della “corruzione propria” ma anche della corruzione giudiziaria e della concussione.
  5. Bene l’aspetto della confisca dei beni ai corrotti ma ciò deve andare di pari passo con il ddl governativo sui patrimoni
  6. mafiosi, in modo da rendere più efficaci e veloci le confische.
  7. Occorre inserire tutele per chi denuncia fatti commessi nelle pubbliche amministrazioni.
  8. Il reato di prescrizione va rivisto per tutti i reati e non soltanto per quelli legati alla corruzione.

Per concludere la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, la legalità, la moralità e la trasparenza devono diventare punti fondamentali del programma del Partito Democratico. Solo in questo modo potremo diventare un paese normale, restituendo ai cittadini fiducia nella politica. Il dato dell’astensionismo non può essere sottovalutato. Spetta al Partito Democratico farsi carico del malcontento dei cittadini e dimostrare che la Politica è qualcosa di bello, lasciando l’antipolitica ai populisti, ai cabarettisti ed ai comici.

 

Emiliano Poli,

responsabile Forum Legalità e sicurezza Pd Toscana

 

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11 Dicembre 2014

Parrini: “Sel contro la maggioranza in Toscana, un pezzo di Pd contro il governo a Roma: due esempi di sinistra irresponsabile”

parrini-direzione-nazionale11 dicembre 2014 – “In Regione Sel vota contro la maggioranza sul bilancio regionale 2015 mandandola sotto in commissione. A Roma, un pezzo di Pd vota contro il governo unendosi alle opposizioni. Due esempi di sinistra irresponsabile e inaffidabile. Il riformismo e la serietà sono un’altra cosa. La lealtà e la cultura di governo anche”.
Lo scrive su Facebook il deputato e segretario del Pd della Toscana, Dario Parrini, commentando due fatti politici avvenuti nella giornata di ieri:  il voto di SEL contro il bilancio e la finanziaria regionale in Toscana e il voto contrario al governo a Roma di un gruppo di deputati del PD in commissione affari costituzionali alla Camera.  

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Parrini: “Sel contro la maggioranza in Toscana, un pezzo di Pd contro il governo a Roma: due esempi di sinistra irresponsabile”

parrini-direzione-nazionale11 dicembre 2014 – “In Regione Sel vota contro la maggioranza sul bilancio regionale 2015 mandandola sotto in commissione. A Roma, un pezzo di Pd vota contro il governo unendosi alle opposizioni. Due esempi di sinistra irresponsabile e inaffidabile. Il riformismo e la serietà sono un’altra cosa. La lealtà e la cultura di governo anche”.
Lo scrive su Facebook il deputato e segretario del Pd della Toscana, Dario Parrini, commentando due fatti politici avvenuti nella giornata di ieri:  il voto di SEL contro il bilancio e la finanziaria regionale in Toscana e il voto contrario al governo a Roma di un gruppo di deputati del PD in commissione affari costituzionali alla Camera.  

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