28 Giugno 2013

F35 e difesa comune: spendere meno, spendere tutti – Intervista a Andrea Manciulli su L’Unità

intervista-manciulli-F35«La mozione sugli F-35 approvata l’altro ieri dalla Camera è un primo, importante passo che deve portare alla definizione di un nuovo modello di difesa. Per questo, come Pd intendiamo impegnarci nella messa a punto di un libro bianco sulla difesa nazionale che coniughi una strategia di politica estera con la definizione delle spese militari. Solo così si potrà spendere meno e meglio».
Ad  affermarlo è Andrea Manciulli, vicepresidente della commissione Affari esteri di Montecitorio, responsabile Europa e Difesa nella segreteria nazionale del Pd. «Le nuove esigenze di difesa – rimarca Manciulli – devono tener conto di un dato geopolitico fondamentale che ci riguarda direttamente: il Mediterraneo è oggi divenuto un’area di profonda instabilità. E l’Italia, assieme agli altri Paesi euromediterranei, è chiamata a farsene carico».
Qual è il segno politico della mozione sugli  F35  approvata l’altro ieri alla Camera?
«È quello di un’operazione politica che, sulla base della legge approvata nella scorsa legislatura, attribuisce al Parlamento un potere di indirizzo e di controllo sulle spese militari. Il segno è quello di voler riparametrare le spese e la scelta stessa degli aerei sulla base delle nuove esigenze di difesa e dei maggiori rischi per il nostro Paese. Questo è ilmodo migliore di procedere per costruire una nuova politica di difesa».

Un nuovo modello di difesa. Su quali basi dovrebbe fondarsi?
«Il Pd deve farsi promotore di un maggior rapporto, anche in sede istituzionale, fra la politica estera e la difesa, perché è impensabile comprendere le reali esigenze di difesa se non c’è un chiaro orizzonte strategico dell’Italia e dell’Europa che prenda atto dei mutamenti intervenuti in questi anni».

A cosa si riferisce in particolare?
«Se uno guarda agli ultimi trent’anni, emerge con chiarezza come si sia passati da un’Europa nella quale la frontiera Est era quella più esposta, dal punto di vista dei rischi, alla situazione attuale nella quale il Mediterraneo è diventato la nuova linea di frattura e instabilità. Dubito che si abbia la percezione esatta della portata di questa instabilità: c’è un’area di crisi che dal Medio Oriente – con ciò che accade in Siria e Libano – si estende da un lato alla fascia del Sahel, diventata la nuova area di espansione del terrorismo jihadista, e dall’altro al Maghreb, in particolare per ciò che concerne i precari equilibri nella Libia del dopo-Gheddafi. È evidente che questo scenario cambia radicalmente il nostro bisogno, qualitativo e quantitativo, di politica di difesa. Siamo entrati in una nuova fase in cui la prevenzione e la capacità d’intervento rapido sono gli elementi più importanti di una efficace politica di sicurezza. Per questo l’indagine conoscitiva che dovremo fare è importante. Perché deve preludere – come peraltro hanno fatto altri Paesi – a un progetto di difesa nazionale. In questa direzione va la proposta del Pd di mettere a punto un libro bianco sulla difesa nazionale, che coniughi una strategia di politica estera con la definizione delle necessarie spese militari. Non dobbiamo comprare niente di più di quello che serve, favorendo l’avanzamento tecnologico e una scelta di qualità misurata sui nuovi rischi. Per questo è importante lavorare su due obiettivi… ».

Quali?
«Agire con determinazione per dar vita a un sistema di difesa europeo. Una politica di difesa del Mediterraneo ha corto respiro ed è destinata al fallimento se non c’è un coordinamento tra gli Stati europei che in esso si affacciano. Se c’è un coordinamento, tutti possono spenderemeno e supportarsi reciprocamente per una difesa comune. Il secondo obiettivo a cui puntare è il rilancio di una politica atlantica nella quale l’Europa deve assumere un ruolo centrale, da protagonista in ambito Nato, tanto più necessario di fronte al fatto che gli Stati Uniti stanno spostando sempre più il loro interesse strategico verso il Pacifico».

Quale sarebbe questo ruolo centrale dell’Europa in termini di sicurezza e di politica di difesa?
«Il ruolo di presidio del Mediterraneo. Non è un caso che su questi temi si concentrerà il Consiglio europeo di dicembre dedicato ai temi della Difesa. Unappuntamento di straordinaria importanza a cui l’Italia deve arrivare con idee e proposte ben chiare».

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F35 e difesa comune: spendere meno, spendere tutti – Intervista a Andrea Manciulli su L’Unità

intervista-manciulli-F35«La mozione sugli F-35 approvata l’altro ieri dalla Camera è un primo, importante passo che deve portare alla definizione di un nuovo modello di difesa. Per questo, come Pd intendiamo impegnarci nella messa a punto di un libro bianco sulla difesa nazionale che coniughi una strategia di politica estera con la definizione delle spese militari. Solo così si potrà spendere meno e meglio».
Ad  affermarlo è Andrea Manciulli, vicepresidente della commissione Affari esteri di Montecitorio, responsabile Europa e Difesa nella segreteria nazionale del Pd. «Le nuove esigenze di difesa – rimarca Manciulli – devono tener conto di un dato geopolitico fondamentale che ci riguarda direttamente: il Mediterraneo è oggi divenuto un’area di profonda instabilità. E l’Italia, assieme agli altri Paesi euromediterranei, è chiamata a farsene carico».
Qual è il segno politico della mozione sugli  F35  approvata l’altro ieri alla Camera?
«È quello di un’operazione politica che, sulla base della legge approvata nella scorsa legislatura, attribuisce al Parlamento un potere di indirizzo e di controllo sulle spese militari. Il segno è quello di voler riparametrare le spese e la scelta stessa degli aerei sulla base delle nuove esigenze di difesa e dei maggiori rischi per il nostro Paese. Questo è ilmodo migliore di procedere per costruire una nuova politica di difesa».

Un nuovo modello di difesa. Su quali basi dovrebbe fondarsi?
«Il Pd deve farsi promotore di un maggior rapporto, anche in sede istituzionale, fra la politica estera e la difesa, perché è impensabile comprendere le reali esigenze di difesa se non c’è un chiaro orizzonte strategico dell’Italia e dell’Europa che prenda atto dei mutamenti intervenuti in questi anni».

A cosa si riferisce in particolare?
«Se uno guarda agli ultimi trent’anni, emerge con chiarezza come si sia passati da un’Europa nella quale la frontiera Est era quella più esposta, dal punto di vista dei rischi, alla situazione attuale nella quale il Mediterraneo è diventato la nuova linea di frattura e instabilità. Dubito che si abbia la percezione esatta della portata di questa instabilità: c’è un’area di crisi che dal Medio Oriente – con ciò che accade in Siria e Libano – si estende da un lato alla fascia del Sahel, diventata la nuova area di espansione del terrorismo jihadista, e dall’altro al Maghreb, in particolare per ciò che concerne i precari equilibri nella Libia del dopo-Gheddafi. È evidente che questo scenario cambia radicalmente il nostro bisogno, qualitativo e quantitativo, di politica di difesa. Siamo entrati in una nuova fase in cui la prevenzione e la capacità d’intervento rapido sono gli elementi più importanti di una efficace politica di sicurezza. Per questo l’indagine conoscitiva che dovremo fare è importante. Perché deve preludere – come peraltro hanno fatto altri Paesi – a un progetto di difesa nazionale. In questa direzione va la proposta del Pd di mettere a punto un libro bianco sulla difesa nazionale, che coniughi una strategia di politica estera con la definizione delle necessarie spese militari. Non dobbiamo comprare niente di più di quello che serve, favorendo l’avanzamento tecnologico e una scelta di qualità misurata sui nuovi rischi. Per questo è importante lavorare su due obiettivi… ».

Quali?
«Agire con determinazione per dar vita a un sistema di difesa europeo. Una politica di difesa del Mediterraneo ha corto respiro ed è destinata al fallimento se non c’è un coordinamento tra gli Stati europei che in esso si affacciano. Se c’è un coordinamento, tutti possono spenderemeno e supportarsi reciprocamente per una difesa comune. Il secondo obiettivo a cui puntare è il rilancio di una politica atlantica nella quale l’Europa deve assumere un ruolo centrale, da protagonista in ambito Nato, tanto più necessario di fronte al fatto che gli Stati Uniti stanno spostando sempre più il loro interesse strategico verso il Pacifico».

Quale sarebbe questo ruolo centrale dell’Europa in termini di sicurezza e di politica di difesa?
«Il ruolo di presidio del Mediterraneo. Non è un caso che su questi temi si concentrerà il Consiglio europeo di dicembre dedicato ai temi della Difesa. Unappuntamento di straordinaria importanza a cui l’Italia deve arrivare con idee e proposte ben chiare».

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26 Giugno 2013

Terremoto, Cdm riconosce lo stato di emergenza. Ferrucci (Pd): “Soddisfazione per la risposta del governo”

TERREMOTO-FOTOGRAMMA226 GIUGNO 2013 – “Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei ministri mette in condizione la nostra Regione di fare interventi necessari per la messa in sicurezza dei territori della Lunigiana e della Garfagnana, colpiti dagli eventi sismici dei giorni scorsi. Inoltre, insieme al riconoscimento dello stato di emergenza per le zone terremotate, il Cdm ha approvato anche quello per alcuni comuni della provincia di Pisa danneggiati dalle avversità atmosferiche del marzo scorso. Pertanto, intendo esprimere soddisfazione per il lavoro svolto dalla Regione nel chiedere fin da subito, e in modo efficace, l’intervento del governo. Un intervento che sarà essenziale per coprire le spese urgenti e proseguire con misure di prevenzione per la messa in sicurezza dei territori soggetti a rischio idrogeologico e sismico”.

Così Ivan Ferrucci consigliere regionale e coordinatore della segreteria del Pd toscano, riguardo il riconoscimento dello stato di emergenza per le zone della Lunigiana e della Garfagnana colpite dal terremoto e per quelle danneggiate dagli eventi atmosferici del marzo scorso nella provincia di Pisa.

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Terremoto, Cdm riconosce lo stato di emergenza. Ferrucci (Pd): “Soddisfazione per la risposta del governo”

TERREMOTO-FOTOGRAMMA226 GIUGNO 2013 – “Il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei ministri mette in condizione la nostra Regione di fare interventi necessari per la messa in sicurezza dei territori della Lunigiana e della Garfagnana, colpiti dagli eventi sismici dei giorni scorsi. Inoltre, insieme al riconoscimento dello stato di emergenza per le zone terremotate, il Cdm ha approvato anche quello per alcuni comuni della provincia di Pisa danneggiati dalle avversità atmosferiche del marzo scorso. Pertanto, intendo esprimere soddisfazione per il lavoro svolto dalla Regione nel chiedere fin da subito, e in modo efficace, l’intervento del governo. Un intervento che sarà essenziale per coprire le spese urgenti e proseguire con misure di prevenzione per la messa in sicurezza dei territori soggetti a rischio idrogeologico e sismico”.

Così Ivan Ferrucci consigliere regionale e coordinatore della segreteria del Pd toscano, riguardo il riconoscimento dello stato di emergenza per le zone della Lunigiana e della Garfagnana colpite dal terremoto e per quelle danneggiate dagli eventi atmosferici del marzo scorso nella provincia di Pisa.

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Terremoto, Cdm riconosce lo stato di emergenza. Rossetti (Pd): “Bene l’intervento tempestivo della Regione e del Governo. Continuiamo ad investire nella prevenzione”

terremoto_lunigiana_fotogramma_126 GIUGNO 2013 – “Una notizia che apprendo con soddisfazione, quella del riconoscimento dello stato di emergenza per le zone della Toscana colpite dai terremoti dei giorni scorsi. Ha fatto bene la Regione Toscana a chiedere tempestivamente l’intervento del governo; una richiesta che era stata sollevata anche nel corso del dibattito in materia durante la seduta del consiglio regionale di ieri. Ora aspettiamo di vedere come saranno investiti questi stanziamenti; torno a ribadire che le priorità sono le opere di prevenzione sul territorio e la messa in sicurezza degli edifici, sia pubblici che privati, e delle infrastrutture. Quanto fatto finora dalla nostra Regione, nell’adeguamento sismico di tanti edifici e nella manutenzione del territorio, è stato importante; per questo dobbiamo proseguire su questa strada perché conosciamo bene quanto sia elevato il rischio idrogeologico e quello sismico della Lunigiana”.

Così Loris Rossetti consigliere regionale Pd e presidente della commissione agricoltura, in merito al riconoscimento da parte del Consiglio dei ministri, dello stato di emergenza per le zone della Toscana colpite dal terremoto.

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Terremoto, Cdm riconosce lo stato di emergenza. Rossetti (Pd): “Bene l’intervento tempestivo della Regione e del Governo. Continuiamo ad investire nella prevenzione”

terremoto_lunigiana_fotogramma_126 GIUGNO 2013 – “Una notizia che apprendo con soddisfazione, quella del riconoscimento dello stato di emergenza per le zone della Toscana colpite dai terremoti dei giorni scorsi. Ha fatto bene la Regione Toscana a chiedere tempestivamente l’intervento del governo; una richiesta che era stata sollevata anche nel corso del dibattito in materia durante la seduta del consiglio regionale di ieri. Ora aspettiamo di vedere come saranno investiti questi stanziamenti; torno a ribadire che le priorità sono le opere di prevenzione sul territorio e la messa in sicurezza degli edifici, sia pubblici che privati, e delle infrastrutture. Quanto fatto finora dalla nostra Regione, nell’adeguamento sismico di tanti edifici e nella manutenzione del territorio, è stato importante; per questo dobbiamo proseguire su questa strada perché conosciamo bene quanto sia elevato il rischio idrogeologico e quello sismico della Lunigiana”.

Così Loris Rossetti consigliere regionale Pd e presidente della commissione agricoltura, in merito al riconoscimento da parte del Consiglio dei ministri, dello stato di emergenza per le zone della Toscana colpite dal terremoto.

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25 Giugno 2013

Scomparsa Vittorio Cioni. Il cordoglio del Pd toscano

vittorio-cioni25 giugno 2013 – “Il Pd della Toscana esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Vittorio Cioni, una figura che ha fatto parte della classe dirigente che ha contribuito a costruire il nostro Paese. Uomo della politica, delle istituzioni, del mondo del lavoro, tutti ambiti in cui ha svolto il suo ruolo con grande passione e spirito di servizio. In Toscana il suo impegno politico-istituzionale ha corrisposto ad un momento particolare di accrescimento del ruolo della Regione”. Così il segretario del Pd toscano e il coordinatore della segreteria Andrea Manciulli e Ivan Ferrucci esprimono il cordoglio del PD toscano per la morte di Vittorio Cioni.

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Scomparsa Vittorio Cioni. Il cordoglio del Pd toscano

vittorio-cioni25 giugno 2013 – “Il Pd della Toscana esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Vittorio Cioni, una figura che ha fatto parte della classe dirigente che ha contribuito a costruire il nostro Paese. Uomo della politica, delle istituzioni, del mondo del lavoro, tutti ambiti in cui ha svolto il suo ruolo con grande passione e spirito di servizio. In Toscana il suo impegno politico-istituzionale ha corrisposto ad un momento particolare di accrescimento del ruolo della Regione”. Così il segretario del Pd toscano e il coordinatore della segreteria Andrea Manciulli e Ivan Ferrucci esprimono il cordoglio del PD toscano per la morte di Vittorio Cioni.

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Ferrucci (Pd): “Bene pacchetto governo su lavoro per giovani, ricalca progetto Toscana”

GIOVANI-E-LAVORO_large25 giugno 2013 – “È molto positiva la determinazione con cui il Governo vuole puntare su misure per l’occupazione giovanile già a partire dal Consiglio dei Ministri di domani e poi con la volontà di fare pressione in sede europea per concentrare entro il 2014 tutte le risorse comunitarie destinate ai giovani. Quello che il governo nazionale sta intraprendendo valorizza quanto in Toscana è stato portato avanti con il ‘Progetto Giovani Sì’ che ha riscosso un fortissimo interesse tra i giovani grazie ai tanti aspetti previsti per la loro emancipazione: dal contributo affitto, all’iniziativa imprenditoriale, agli stage retribuiti. Il momento è tale che per far ripartire l’economia e anche la speranza vanno indirizzate risorse alle nuove generazioni con misure concrete e l’iniziativa di questi ultimi due anni in Toscana è certamente un apripista”.
Così il coordinatore della segreteria regionale del Pd della Toscana Ivan Ferrucci sui provvedimenti del Governo Letta per favorire l’occupazione giovanile.

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Ferrucci (Pd): “Bene pacchetto governo su lavoro per giovani, ricalca progetto Toscana”

GIOVANI-E-LAVORO_large25 giugno 2013 – “È molto positiva la determinazione con cui il Governo vuole puntare su misure per l’occupazione giovanile già a partire dal Consiglio dei Ministri di domani e poi con la volontà di fare pressione in sede europea per concentrare entro il 2014 tutte le risorse comunitarie destinate ai giovani. Quello che il governo nazionale sta intraprendendo valorizza quanto in Toscana è stato portato avanti con il ‘Progetto Giovani Sì’ che ha riscosso un fortissimo interesse tra i giovani grazie ai tanti aspetti previsti per la loro emancipazione: dal contributo affitto, all’iniziativa imprenditoriale, agli stage retribuiti. Il momento è tale che per far ripartire l’economia e anche la speranza vanno indirizzate risorse alle nuove generazioni con misure concrete e l’iniziativa di questi ultimi due anni in Toscana è certamente un apripista”.
Così il coordinatore della segreteria regionale del Pd della Toscana Ivan Ferrucci sui provvedimenti del Governo Letta per favorire l’occupazione giovanile.

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