Legge elettorale. Intervento di Dario Parrini alla direzione nazionale del PD
14 novembre 2014 – Qui il video dell’intervento di Dario Parrini, segretario regionale del Pd della Toscana, alla direzione nazionale del partito di ieri, dedicato alla riforma elettorale:
“Ieri sera – spiega Parrini – sono intervenuto in Direzione Nazionale per spiegare le tre ragioni per le quali l’intesa raggiunta tra forze di maggioranza e Fi rappresenta a mio avviso un compromesso avanzato:
1. Siamo il primo Paese ad introdurre un modello – il ballottaggio nazionale, non di collegio – che ci darà maggioranze al contempo rappresentative, legittimate e solide. Un modello destinato a diventare un riferimento a livello internazionale in un periodo che vede i tradizionali meccanismi elettorali sempre meno capaci di produrre governi omogenei e stabili nel Regno Unito, in Spagna, in Canada, in Germania e altrove.
2. La scelta degli eletti avviene in modo trasparente. Liste corte, in media di sei candidati, tutti sottoposti a preferenze tranne il capolista (ho ricordato che con l’Italicum2 avremo liste più corte di quelli esistenti in Spagna e Portogallo, dove vigono sistemi a liste corte e tutte bloccate ritenuti conformi alla Costituzione dalla Corte Costituzionale nella sua sentenza 1/2014 proprio in virtù del numero ridotto, 7/10 nomi in media, dei candidati che ogni partito schiera nelle singole circoscrizioni)
Per la parte bloccata, il collegio plurinominale dell’Italicum2 funzionerà con la logica di un sistema uninominale. Il collegamento tra primo eletto e territorio del collegio (un collegio piccolo, in media di 600 mila abitanti, poco più della metà della provincia di Firenze) è massimo perché massima è la riconoscibilità e valutabilità del capolista. Con le preferenze sarà selezionata un’ampia maggioranza di eletti, secondo i miei calcoli da 370 a 410 in tutto: 240 deputati della maggioranza che prenderà il premio e da 130 a 170 delle altre forze politiche, a seconda di come si distribuirà il voto tra le minoranze e a seconda di quanto sarà ampio l’effetto delle pluricandidature.
3. Se il premio di maggioranza va alla lista, abbassare lo sbarramento al 3% ha un senso: significa concedere ai partiti più piccoli, ma non ai micropartiti, un diritto di tribuna. Che non è, evidentemente, un potere di veto.
In generale: considerati anche i progressi importantissimi sulla parità di genere (60% a 40% obbligatorio sia su capilista che sugli altri candidati), siamo di fronte a un’intesa ampia in cui le cose che corrispondono in pieno ai nostri valori sono assai più delle poche concessioni che abbiamo dovuto fare. È sì un punto di equilibrio. Ma è un punto di equilibrio molto positivo. Di fronte a un risultato del genere, non si può più temporeggiare. Si deve concludere.Perché la riforma elettorale dobbiamo farla non per andare a votare, ma per andare a testa alta in un Paese la cui credibilità e le cui possibilità di ripresa dipendono dal buon esito delle riforme istituzionali tanto quanto dal buon esito delle riforme economiche” conclude Parrini.
25 novembre. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Intervento di Carla Maestrini



L’Unione Europea e il Consiglio d’Europa hanno approvato nel 2011 uno strumento giuridico che vincola gli Stati in materia di prevenzione e lotta contro la violenza sulle donne, la Convenzione di Istanbul, entrata in vigore in Italia il 1 agosto 2014.
L’attuazione della Convenzione di Istanbul è l’occasione per il nostro Paese di agire contro la violenza di genere non soltanto con azioni di prevenzione, punizione e sostegno alle vittime ma, soprattutto, cominciando un percorso di cambiamento culturale e di rimozione di stereotipi e pregiudizi.
Nessuna azione di contrasto, infatti, sarà mai efficace se non sarà sostenuta da un cambiamento di mentalità, nella consapevolezza che la violenza nasce in una situazione di disuguaglianza, che è necessario affrontare il tema della parità fra uomini e donne e rafforzare la rete territoriale tra le istituzioni e le associazioni.
Questa è la sfida che attende il Partito Democratico. L’occasione è l’approvazione di un piano nazionale antiviolenza, previsto dagli articoli 5 e 5bis della legge 119 del 2013, in collaborazione con le amministrazioni, i centri antiviolenza e le associazioni. Dovranno essere definite le linee guida in relazione alle politiche di accoglienza, formazione, supporto, prevenzione e contrasto alla violenza, valide per tutto il territorio nazionale.
I dati sui casi di violenza sulle donne sono drammatici e impongono un impegno serio e responsabile della politica che passa dal necessario cambiamento di mentalità, linguaggio e modo di concepire le relazioni fra gli uomini e le donne nella società.
Carla Maestrini, responsabile pari opportunità Pd Toscana
25 novembre. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Intervento di Carla Maestrini



L’Unione Europea e il Consiglio d’Europa hanno approvato nel 2011 uno strumento giuridico che vincola gli Stati in materia di prevenzione e lotta contro la violenza sulle donne, la Convenzione di Istanbul, entrata in vigore in Italia il 1 agosto 2014.
L’attuazione della Convenzione di Istanbul è l’occasione per il nostro Paese di agire contro la violenza di genere non soltanto con azioni di prevenzione, punizione e sostegno alle vittime ma, soprattutto, cominciando un percorso di cambiamento culturale e di rimozione di stereotipi e pregiudizi.
Nessuna azione di contrasto, infatti, sarà mai efficace se non sarà sostenuta da un cambiamento di mentalità, nella consapevolezza che la violenza nasce in una situazione di disuguaglianza, che è necessario affrontare il tema della parità fra uomini e donne e rafforzare la rete territoriale tra le istituzioni e le associazioni.
Questa è la sfida che attende il Partito Democratico. L’occasione è l’approvazione di un piano nazionale antiviolenza, previsto dagli articoli 5 e 5bis della legge 119 del 2013, in collaborazione con le amministrazioni, i centri antiviolenza e le associazioni. Dovranno essere definite le linee guida in relazione alle politiche di accoglienza, formazione, supporto, prevenzione e contrasto alla violenza, valide per tutto il territorio nazionale.
I dati sui casi di violenza sulle donne sono drammatici e impongono un impegno serio e responsabile della politica che passa dal necessario cambiamento di mentalità, linguaggio e modo di concepire le relazioni fra gli uomini e le donne nella società.
Carla Maestrini, responsabile pari opportunità Pd Toscana
Primarie regionali. Zappacosta risponde a Fontanelli
11 novembre 2014 – “Leggiamo sulla stampa le dichiarazioni dell’onorevole Fontanelli che polemizza sulle decisioni della segreteria regionale in merito al percorso per le candidature regionali. Come Pd regionale abbiamo deciso di seguire le norme dello statuto e dare dignità agli organismi dirigenti. Il primo passo è l’assemblea regionale di dicembre che farà un’ampia discussione di contenuto sull’attuale legislatura regionale e sulle prospettive della prossima per poi esprimersi sulla ricandidatura di Enrico Rossi, su cui in tanti si sono pronunciati e su cui qualcuno nicchia celandosi dietro la necessità di primarie a prescindere dalla valutazione del lavoro fatto.
Per quanto riguarda la selezione dei consiglieri regionali, risulta paradossale la richiesta delle primarie. Con la nuova legge, i posti in lista sottoposti a preferenza sono addirittura superiori a quanti furono i candidati alle primarie del Pd delle scorse regionali. E per di più il voto di preferenza a cui i candidati si sottopongono è quello di tutto l’elettorato, quindi più ampio della platea delle primarie. La modalità di candidature rimarrà la stessa, con una raccolta di firme di un certo numero di iscritti a sostegno e un ruolo da protagonisti dei territori su cui si misureranno anche la responsabilità e la capacità politica dei dirigenti locali. Nella stesura del programma abbiamo previsto innovazioni importanti, ovvero, sia il coinvolgimento dei segretari di circolo e quindi dei rappresentanti degli iscritti, sia la consultazione degli elettori delle primarie”.
Così Carmine Zappacosta, membro pisano della segreteria regionale del Pd ribatte alle dichiarazioni di questa mattina di Paolo Fontanelli sul “Tirreno”.
“Risulta incomprensibile come, di fronte agli attuali percorsi ben più collettivi e partecipativi del passato, persone che hanno oltre 35 anni di dirigenza politica alle spalle e ricoprono ruoli di rappresentanza, li contestino, mostrando anche una certa incoerenza rispetto ad altre situazioni in cui loro stessi sono stati rappresentanti del centralismo democratico e di decisioni di pochi, metodo che noi da tempo abbiamo deciso di abbandonare. Non comprendo se sul piano politico, in questo periodo, l’onorevole Fontanelli parli come fondatore di una nuova minoranza. Se così fosse è bene farlo in maniera diretta e in campo aperto, per rispetto delle sensibilità politiche del PD, di minoranza e maggioranza, e tenendo conto del suo ruolo istituzionale di rappresentanza di un territorio che non merita di essere relegato a uno strumentale gioco delle parti” conclude Zappacosta.
Patrimoniale. No alla Cgil da deputati Pd commissione bilancio Parrini e Galli



Così il deputato e segretario del Pd toscano, Dario Parrini, insieme al collega della commissione bilancio, l’economista Giampaolo Galli, oggi, in un intervento su “Europa”, commentano le dichiarazioni, in audizione, di Danilo Barbi, segretario confederale Cgil con delega alle politiche macroeconomiche.
“La proposta della Cgil ha una sua apparente plausibilità, ma le controindicazioni sono pesanti. L’idea in sintesi è questa: ricavare dieci miliardi di euro con un’imposta patrimoniale aggiuntiva sulle famiglie italiane che dispongono di una ricchezza finanziaria netta superiore a 350 mila euro. Secondo i calcoli della Cgil i nuclei familiari con queste caratteristiche sono un milione e duecentomila, il 5% del totale. Queste famiglie dovrebbero dunque fronteggiare un esborso medio annuo aggiuntivo di 8.500 euro. Utilizzando queste risorse per investimenti nei settori dei beni sociali, ambientali e culturali si creerebbero ben 740 mila posti di lavoro. Poniamo, anche se i dubbi in proposito sono consistenti, che una misura del genere sia tecnicamente praticabile: sarebbe politicamente giusto procedere in questa direzione? Si creerebbero posti di lavoro? In Italia le imposte patrimoniali – immobiliari, finanziarie, successioni, registro ecc. – già gravano sui cittadini per quasi tre punti di Pil. Quel che ci serve è davvero aumentarle ancora? Non finiremmo per inventarci grandi progetti che, in un paese come il nostro, rischierebbero, ben che vada, di avere esiti dubbi e tempi di realizzazione incerti, lunghi e comunque incoerenti con l’urgenza di uscire dalla crisi?” domandano i due deputati Pd.
“Alla base della proposta della Cgil c’è una visione di politica economica poco realistica. Se in questo paese si introducesse una patrimoniale davvero capace di fruttare dieci miliardi, la priorità, indipendentemente dalla condizione economica dei soggetti passivi di tale tributo, sarebbe comunque destinare questi proventi ad abbassare altre imposte patrimoniali (come la Tasi, l’Imu sui beni strumentali, il bollo sul conto titoli); oppure a ridurre ulteriormente il costo del lavoro, dato che la tassazione sul lavoro resterà fra le più alte in Europa anche dopo che saranno entrate in vigore le misure previste in legge di stabilità. Inoltre dal progetto della Cgil scaturirebbero spinte depressive sui consumi e soprattutto pericoli di fughe dai depositi bancari e dai titoli pubblici, che rappresentano la gran parte della ricchezza mobiliare degli italiani. Pur se volessimo trascurare questi rischi, che invece non sono affatto da trascurare, è evidente che l’economia e l’occupazione non si rilanciano con più tasse, ma con un prelievo fiscale inferiore, o almeno con un prelievo più equamente distribuito. Per questo anche i proventi addizionali della lotta all’evasione dovranno essere impiegati per ridurre la tassazione, non certo per accrescere la spesa.Quel che in fondo la Cgil sostiene è che si possono trovare risorse per lo sviluppo senza dover passare attraverso la difficile operazione di riduzione delle spesa pubblica proposta dal governo. Ma è tanto suggestivo quanto sbagliato affermare che in Italia la spending review sia una sfida eludibile imboccando la scorciatoia chiamata ‘patrimoniale’. Il paese ha bisogno di verità e non di pericolose illusioni”, concludono Parrini e Galli.
Patrimoniale. No alla Cgil da deputati Pd commissione bilancio Parrini e Galli



Così il deputato e segretario del Pd toscano, Dario Parrini, insieme al collega della commissione bilancio, l’economista Giampaolo Galli, oggi, in un intervento su “Europa”, commentano le dichiarazioni, in audizione, di Danilo Barbi, segretario confederale Cgil con delega alle politiche macroeconomiche.
“La proposta della Cgil ha una sua apparente plausibilità, ma le controindicazioni sono pesanti. L’idea in sintesi è questa: ricavare dieci miliardi di euro con un’imposta patrimoniale aggiuntiva sulle famiglie italiane che dispongono di una ricchezza finanziaria netta superiore a 350 mila euro. Secondo i calcoli della Cgil i nuclei familiari con queste caratteristiche sono un milione e duecentomila, il 5% del totale. Queste famiglie dovrebbero dunque fronteggiare un esborso medio annuo aggiuntivo di 8.500 euro. Utilizzando queste risorse per investimenti nei settori dei beni sociali, ambientali e culturali si creerebbero ben 740 mila posti di lavoro. Poniamo, anche se i dubbi in proposito sono consistenti, che una misura del genere sia tecnicamente praticabile: sarebbe politicamente giusto procedere in questa direzione? Si creerebbero posti di lavoro? In Italia le imposte patrimoniali – immobiliari, finanziarie, successioni, registro ecc. – già gravano sui cittadini per quasi tre punti di Pil. Quel che ci serve è davvero aumentarle ancora? Non finiremmo per inventarci grandi progetti che, in un paese come il nostro, rischierebbero, ben che vada, di avere esiti dubbi e tempi di realizzazione incerti, lunghi e comunque incoerenti con l’urgenza di uscire dalla crisi?” domandano i due deputati Pd.
“Alla base della proposta della Cgil c’è una visione di politica economica poco realistica. Se in questo paese si introducesse una patrimoniale davvero capace di fruttare dieci miliardi, la priorità, indipendentemente dalla condizione economica dei soggetti passivi di tale tributo, sarebbe comunque destinare questi proventi ad abbassare altre imposte patrimoniali (come la Tasi, l’Imu sui beni strumentali, il bollo sul conto titoli); oppure a ridurre ulteriormente il costo del lavoro, dato che la tassazione sul lavoro resterà fra le più alte in Europa anche dopo che saranno entrate in vigore le misure previste in legge di stabilità. Inoltre dal progetto della Cgil scaturirebbero spinte depressive sui consumi e soprattutto pericoli di fughe dai depositi bancari e dai titoli pubblici, che rappresentano la gran parte della ricchezza mobiliare degli italiani. Pur se volessimo trascurare questi rischi, che invece non sono affatto da trascurare, è evidente che l’economia e l’occupazione non si rilanciano con più tasse, ma con un prelievo fiscale inferiore, o almeno con un prelievo più equamente distribuito. Per questo anche i proventi addizionali della lotta all’evasione dovranno essere impiegati per ridurre la tassazione, non certo per accrescere la spesa.Quel che in fondo la Cgil sostiene è che si possono trovare risorse per lo sviluppo senza dover passare attraverso la difficile operazione di riduzione delle spesa pubblica proposta dal governo. Ma è tanto suggestivo quanto sbagliato affermare che in Italia la spending review sia una sfida eludibile imboccando la scorciatoia chiamata ‘patrimoniale’. Il paese ha bisogno di verità e non di pericolose illusioni”, concludono Parrini e Galli.
Jobs act. Prosegue il giro di incontri in Toscana del segretario regionale Pd Parrini. Le prossime date
Proseguono le iniziative in Toscana del segretario regionale PD e deputato, Dario Parrini, per spiegare i dettagli delle riforme proposte dal governo Renzi e confrontarsi con le parti sociali, in particolare sui temi della legge di stabilità e del ‘Jobs act’.
Domani, venerdì 7 novembre, alle 21, alla biblioteca comunale di Reggello (Firenze), Parrini interviene all’iniziativa “Economia e lavoro” con il sindaco Cristiano Benucci, il parlamentare PD Lorenzo Becattini, Simone Bettini, presidente di Confindustria Firenze e Mario Battistini della segreteria CGIL di Firenze. Coordina la serata Guido Mori, segretario PD dell’Unione comunale di Reggello.
Sabato 8 novembre alle 17 Parrini sarà a Massarella (Fucecchio) presso il Circolo Arci.
Domenica 9 novembre alle 10.30 nuovo incontro al Circolo Arci di Cerreto Guidi.
Lunedì 10 novembre il segretario regionale incontra le assemblee comunale e territoriale del Pd di Lucca presso Palazzo Ducale (sala Tobino).
FOTO copertina: Gianni Parrini
Commissione Europea, Danti (Pd): “Juncker si occupi di far tornare il primato della politica nelle scelte europee. Con i fatti serve cura dimagrante per la burocrazia dopo l’era Barroso”
4 novembre 2014 – “Il neo presidente della Commissione Europea sa che solo con i fatti e il ritorno della politica nelle scelte europee sarà veramente superata l’era Barroso, fatta soprattutto di vincoli e burocrazia. Non e’ attaccando l’Italia e Matteo Renzi che la burocrazia arriverà alla cura dimagrante necessaria in Europa e anche nel nostro Paese, dove proprio il Governo Renzi sta con forza lavorando su questo. Ci auguriamo che proprio con Juncker torni a primeggiare la politica dentro la Commissione europea, solo così sarà possibile costruire una nuova Europa”. Così l’europarlamentare Pd Nicola Danti commenta le dichiarazioni del neo presidente della Commissione europea Juncker nei confronti del premier italiano Matteo Renzi.
Raffinazione, Danti su crisi settore:”Commissione spieghi azioni da mettere in campo. La crisi potrebbe mettere in discussione l’attività di stabilimenti specializzati come Eni di Livorno”


“Ho anche chiesto alla Commissione – conclude Danti – di fare luce sull’impatto che la crisi del settore petrolifero ed energetico potrebbe avere sulla sicurezza del nostro Paese, data la presenza di numerosi scenari di crisi nelle immediate vicinanze dei confini europei”.
Sparatoria Limite sull’Arno. Emiliano Poli: “Solidarietà all’Arma”
“I fatti accaduti a Limite testimoniano quanto sia importante tenere alta la guardia in zone che, all’apparenza, potrebbero sembrare immuni da fatti di questo genere. Oggi, come è giusto che sia, deve essere il momento della solidarietà all’Arma dei Carabinieri, al Capitano Pontilio ed al suo collega ferito, solidarietà alla quale io e tutto il Partito Democratico della Toscana ci uniamo, affermando la nostra stima e ringraziamento a tutte le forze dell’ordine che ogni giorno sono impegnate a difesa dei cittadini. Da domani però quanto accaduto non deve finire nel dimenticatoio ed occorre mettere in campo tutti gli strumenti necessari affinché la sicurezza dei cittadini venga salvaguardata. Ogni territorio ha le sue specificità e queste vanno analizzate, portando sempre avanti un confronto costante fra istituzioni, forze dell’ordine e tutte le rappresentanze politiche, economiche e sociali presenti sul territorio”.
Così il responsabile forum sicurezza e legalità del PD toscano, Emiliano Poli, sulla sparatoria di Limite sull’Arno.


