Lettera Bersani, Manciulli: “Giusto
coinvolgere le parti sociali”


Così il segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli commenta la lettera di Pier Luigi Bersani inviata a La Repubblica pubblicata oggi.
“E la crisi economica – prosegue Manciulli – si può superare soltanto se si genera quel senso comune di solidarietà nazionale, come viene richiamato nella lettera, in cui si tenga conto di chi è più in difficoltà e risente maggiormente di questa grave situazione. Che si lavori dunque nell’interesse del Paese e degli italiani con un coinvolgimento pieno di tutti, dove il chiedere sacrifici sia fatto avendo l’equità e la giusta suddivisioni degli sforzi come principio da perseguire. Così facendo si terrà insieme il Paese e si porranno le basi per la crescita e le riforme che ci servono”.
Lettera Bersani, Manciulli: “Giusto
coinvolgere le parti sociali”


Così il segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli commenta la lettera di Pier Luigi Bersani inviata a La Repubblica pubblicata oggi.
“E la crisi economica – prosegue Manciulli – si può superare soltanto se si genera quel senso comune di solidarietà nazionale, come viene richiamato nella lettera, in cui si tenga conto di chi è più in difficoltà e risente maggiormente di questa grave situazione. Che si lavori dunque nell’interesse del Paese e degli italiani con un coinvolgimento pieno di tutti, dove il chiedere sacrifici sia fatto avendo l’equità e la giusta suddivisioni degli sforzi come principio da perseguire. Così facendo si terrà insieme il Paese e si porranno le basi per la crescita e le riforme che ci servono”.
Mozione Pd alla Camera su crisi dell’ippica
Presentata alla Camera dei Deputati una mozione urgente predisposta dai deputati Pd della Commissione Agricoltura, che è competente in materia di ippica. Nella mozione, che è firmata anche dai deputati toscani del Pd, si chiede al Governo di intervenire con la massima urgenza riguardo alla situazione di grave difficoltà che sta attraversando il settore.
MOZIONE
La Camera dei Deputati
premesso che
il 19 dicembre scorso le associazioni di categoria del trotto, del galoppo e degli ippodromi hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti per denunciare la situazione di crisi drammatica del mondo dell’ippica che a partire dall’inizio del prossimo anno rischia la chiusura delle attività;
si tratta di una importante tradizione del nostro Paese e di una realtà sportiva che ha contribuito a diffondere una immagine positiva dell’Italia nel mondo;
l’ulteriore drastica riduzione per il 2012 dello stanziamento che l’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI, ex UNIRE) destina a corse, allevamento e gestione degli ippodromi mette tutta la filiera ippica italiana dal 1° gennaio prossimo nelle condizioni di non avere un futuro, con migliaia di persone da subito prive di lavoro, quindicimila cavalli da destinare al macello con effetti disastrosi sull’indotto e con l’impossibilità da parte dello Stato di introitare, come è avvenuto nel 2011, circa 180 milioni di euro di imposte;
di fronte alla proposta avanzata dall’ASSI ex UNIRE agli ippodromi di rinnovo della convenzione relativa al 1° trimestre 2012 con un taglio del 50% dei contributi fissi, lasciando inalterati i proventi delle scommesse – che comunque sono in calo – numerose società che gestiscono ippodromi fra cui Roma Capannelle, Pisa e Palermo, Torino, Bologna, Varese e Cesena, hanno deciso di sospendere l’attività di corse dal 1° gennaio 2012;
gli stessi ippodromi hanno dichiarato la propria disponibilità a riavviare temporaneamente le loro attività, seppur in perdita, nel caso il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali avvii decisamente un imprescindibile percorso di ristrutturazione del settore che non trova riscontro nelle modalità operative ad oggi comunicate da ASSI;
anche le categorie produttive (proprietari, allevatori, allenatori, fantini ecc.) e le organizzazioni dei giudici di gara hanno deciso di non accettare le proposte ASSI proclamando lo stato d’agitazione e si asterranno dalla partecipazione alle corse dal 1° gennaio;
le condizioni di profonda difficoltà del settore ippico vengono ormai da lontano, almeno da quando lo Stato, con il DPR n. 168 del 1998 in attuazione della legge 23 dicembre 1996 n. 662, ha trasferito dall’UNIRE al Ministero delle finanze la gestione delle scommesse sulle corse dei cavalli senza la tutela e gli investimenti che sarebbero stati necessari per evitare la riduzione degli spettatori negli ippodromi e dei volumi di gioco come invece è avvenuto in altri Paesi;
l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) ha costruito sulle reti di raccolta delle scommesse ippiche buona parte del grande sviluppo del gioco pubblico promuovendo e valorizzando tipologie di giochi che, non avendo alcuna filiera da sostenere, hanno fidelizzato il grande pubblico grazie ad una percentuale di premi enormemente più alta;
la raccolta totale dai giochi per il 2011 è di 80 miliardi di euro, di cui 11 sono destinati all’erario, e risulta pertanto difficile pensare che non si possano reperire le risorse necessarie a salvare il settore dell’ippica italiana ristrutturandolo profondamente;
i principi per la ristrutturazione del settore sono l’attenzione prioritaria agli appassionati spettatori e scommettitori, la trasparenza delle corse e l’applicazione tempestiva delle sanzioni previste dalla giustizia sportiva, la qualità e la selezione degli impianti e degli operatori, gli investimenti finalizzati ad aumentarne l’efficacia, l’autonomia e la competitività contenuti nel documento del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali “Linee di indirizzo strategico per il rilancio dell’ippica italiana” del 29 luglio 2009, elaborato con il concorso delle associazioni di categoria e rimasto inattuato;
impegna il Governo
a istruire immediatamente una sede di confronto con il mondo dell’ippica italiana presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dal quale possa emergere con la massima urgenza un piano di ristrutturazione del settore – che comprenda anche il reperimento delle risorse sufficienti a far ripartire rapidamente le attività – progetto necessario per avviare il processo di riqualificazione essenziale per il superamento della crisi che investe l’intera filiera e garantire un orizzonte pluriennale alle componenti maggiormente qualitative della stessa.
Sandro Brandolini,
Nicodemo Oliverio,
Luca Sani,
Paolo Fontanelli,
Luciano Agostini,
Marco Carra,
Angelo Zucchi,
Massimo Fiorio,
Susanna Cenni,
Giuseppina Servodio,
Mario Pepe,
Antonio Cuomo,
Carlo Emanuele Trappolino,
Massimo Vannucci
“L’attenzione per i più deboli”. Intervento di Ivan Ferrucci su l’Unità Toscana
Intervento di Ivan Ferrucci, responsabile Lavoro ed Economia del Pd Toscana, pubblicato su l’Unità – Toscana sabato 31 dicembre 2011.
La Finanziaria Regionale del 2012 pone con chiarezza l’obiettivo di uscire dalla crisi economica e sociale, perseguendo il rigore dei conti pubblici ed evidenziando punti fondamentali per il rilancio. Sono previste misure per la riorganizzazione della struttura e la razionalizzazione della spesa regionale; interventi per lo sviluppo migliorando tra l’altro la legge 35 del 2011 per l’accelerazione delle opere pubbliche strategiche di interesse regionale e misure per il sistema infrastrutturale e la mobilità attraverso uno sviluppo sostenibile.
E’ una finanziaria che sta attenta ai più deboli, con la Regione che si sostituisce ai tagli del governo Berlusconi, confermando e aumentando le risorse per le politiche sociali e adottando delle misure di equità come lo strumento Isee con la previsione di un unico modello per tutti gli enti pubblici nella nostra Regione. Ci prepariamo così ad essere una delle prime Regioni a recepire l’eventuale nuova normativa nazionale sull’Isee, perche lo strumento sia più equo. Nella stessa direzione va la scelta regionale dell’aumento dell’addizionale Irpef solo per i redditi sopra 75mila euro, quale segnale di richiesta di maggiori sacrifici a chi ha più possibilità.
Una finanziaria regionale che, grazie all’iniziativa del Pd, ha portato anche a scelte per la riduzione dei costi della politica.
Noi avremo di fronte un anno molto difficile e siamo pronti a fare la nostra parte. Quest’anno deve essere l’anno di avvio di un sistema dei servizi che veda la costituzione di sole cinque aziende (tre dei rifiuti, una dei trasporti e una dell’acqua), di lavori infrastrutturali, del nuovo piano socio sanitario, del piano economico regionale per lo sviluppo e del riordino delle funzioni istituzionali di governo del territorio costruendo un nuovo sistema istituzionale locale.
Temi e scadenze che richiedono un confronto serio e costruttivo nel Consiglio Regionale e con tutte le realtà sociali, economiche e istituzionali. Il Partito Democratico darà il suo contributo con la prossima conferenza programmatica regionale che si svolgerà nella primavera del 2012.
Ivan Ferrucci, responsabile economia e lavoro Pd Toscana
“L’attenzione per i più deboli”. Intervento di Ivan Ferrucci su l’Unità Toscana
Intervento di Ivan Ferrucci, responsabile Lavoro ed Economia del Pd Toscana, pubblicato su l’Unità – Toscana sabato 31 dicembre 2011.
La Finanziaria Regionale del 2012 pone con chiarezza l’obiettivo di uscire dalla crisi economica e sociale, perseguendo il rigore dei conti pubblici ed evidenziando punti fondamentali per il rilancio. Sono previste misure per la riorganizzazione della struttura e la razionalizzazione della spesa regionale; interventi per lo sviluppo migliorando tra l’altro la legge 35 del 2011 per l’accelerazione delle opere pubbliche strategiche di interesse regionale e misure per il sistema infrastrutturale e la mobilità attraverso uno sviluppo sostenibile.
E’ una finanziaria che sta attenta ai più deboli, con la Regione che si sostituisce ai tagli del governo Berlusconi, confermando e aumentando le risorse per le politiche sociali e adottando delle misure di equità come lo strumento Isee con la previsione di un unico modello per tutti gli enti pubblici nella nostra Regione. Ci prepariamo così ad essere una delle prime Regioni a recepire l’eventuale nuova normativa nazionale sull’Isee, perche lo strumento sia più equo. Nella stessa direzione va la scelta regionale dell’aumento dell’addizionale Irpef solo per i redditi sopra 75mila euro, quale segnale di richiesta di maggiori sacrifici a chi ha più possibilità.
Una finanziaria regionale che, grazie all’iniziativa del Pd, ha portato anche a scelte per la riduzione dei costi della politica.
Noi avremo di fronte un anno molto difficile e siamo pronti a fare la nostra parte. Quest’anno deve essere l’anno di avvio di un sistema dei servizi che veda la costituzione di sole cinque aziende (tre dei rifiuti, una dei trasporti e una dell’acqua), di lavori infrastrutturali, del nuovo piano socio sanitario, del piano economico regionale per lo sviluppo e del riordino delle funzioni istituzionali di governo del territorio costruendo un nuovo sistema istituzionale locale.
Temi e scadenze che richiedono un confronto serio e costruttivo nel Consiglio Regionale e con tutte le realtà sociali, economiche e istituzionali. Il Partito Democratico darà il suo contributo con la prossima conferenza programmatica regionale che si svolgerà nella primavera del 2012.
Ivan Ferrucci, responsabile economia e lavoro Pd Toscana
Morte Maria Eletta Martini, il Pd: “Grati per il suo grande impegno per un’Italia migliore”
“Con M

Così Andrea Manciulli, segretario del PD della Toscana, ricorda la figura di Maria Eletta Martini, ex parlamentare ed ex consigliere comunale a Lucca, scomparsa stamattina all’età di 89 anni.
“Al lavoro, tutti insieme, per un anno migliore”
Gli auguri di Manciulli e del Pd Toscana



Penso prima di tutto ai cittadini della Lunigiana e dell’Isola d’Elba, che nei mesi scorsi hanno visto le loro case invase dalla forza brutale dell’acqua e che hanno reagito con grande forza e dignità.
E penso agli uomini e alle donne che hanno perso il lavoro, ai ragazzi e alle ragazze che non riescono a trovarlo, alle famiglie che ogni giorno devono fare scelte anche dolorose per far quadrare i conti. Penso ai tanti imprenditori che stanno facendo di tutto per salvare le loro aziende e i posti di lavoro che hanno creato.
La situazione economica è difficile anche qui da noi, in Toscana, e noi non l’abbiamo mai negato. In questa crisi non esistono isole felici, se non quelle rappresentate dai ricchi e dai ricchissimi che stanno meglio di tutti gli altri anche perché Berlusconi e il centrodestra non li hanno mai chiamati a compartecipare ai sacrifici.
Le politiche economiche della Toscana, invece, hanno sempre avuto un segno opposto.
Noi siamo convinti che chi sta bene e benissimo possa e debba aiutare chi sta peggio, pagando un po’ più degli altri. Per il bene di tutti. E’ la nostra idea di società ed è quello che abbiamo riaffermato approvando, prima di Natale, la manovra finanziaria regionale per il 2012, che prevede l’estensione dell’Isee per l’accesso ai servizi sanitari (cioè, semplificando di molto, ogni famiglia pagherà in base alla sua condizione e alle sue possibilità economiche) e l’aumento dell’Irpef per chi guadagna più di 75mila euro l’anno.
A livello nazionale, gli ultimi mesi del 2011 hanno portato una novità importante: Berlusconi non è più presidente del Consiglio, la politica dell’avanspettacolo è finita (si spera per sempre) e con il nuovo governo si è tornati finalmente a parlare delle cose da fare.
Il governo del senatore Monti sta agendo con lo spirito costruttivo di cui l’Italia aveva e ha assolutamente bisogno e sta dando prova di serietà, una serietà che serve al nostro Paese per tornare ad essere rispettato e credibile a livello internazionale. Noi del Pd avremmo fatto una manovra un po’ diversa, inutile negarlo. Ma, nel poco tempo a disposizione, siamo comunque riusciti a migliorare quella proposta dal governo.
Non votare la manovra, così come entrare in campagna elettorale in una situazione economica come questa, sarebbe stato da irresponsabili: l’Italia era e in parte è ancora sull’orlo del burrone ed è bene ricordare che a portarcela sono stati il governo Berlusconi e il centrodestra.
Per fortuna non sono più loro a guidare l’Italia e adesso, dal punto di vista politico, siamo entrati in una fase nuova. E l’errore che dobbiamo assolutamente evitare, secondo me, è guardare e vivere l’orizzonte che si è aperto con le categorie dell’era berlusconiana.
Ma siamo alla fine dell’anno ed è tempo di auguri, oltre che di analisi politiche.
Allora l‘augurio che mi sento di fare è semplice e difficile al tempo stesso: che l’Italia ritrovi la strada per crescere (economicamente e non solo) e per andare a testa alta in Europa e nel mondo.
A tracciarla è e dovrà essere il Partito Democratico. In Toscana e dalla Toscana ci metteremo, con grande umiltà, a lavorare perché ciò accada e perché il 2012 sia un anno migliore di quello che si sta concludendo.
Buon anno a tutte e a tutti voi!
Un caro saluto,
Andrea Manciulli
segretario Pd della Toscana
“Al lavoro, tutti insieme, per un anno migliore”
Gli auguri di Manciulli e del Pd Toscana



Penso prima di tutto ai cittadini della Lunigiana e dell’Isola d’Elba, che nei mesi scorsi hanno visto le loro case invase dalla forza brutale dell’acqua e che hanno reagito con grande forza e dignità.
E penso agli uomini e alle donne che hanno perso il lavoro, ai ragazzi e alle ragazze che non riescono a trovarlo, alle famiglie che ogni giorno devono fare scelte anche dolorose per far quadrare i conti. Penso ai tanti imprenditori che stanno facendo di tutto per salvare le loro aziende e i posti di lavoro che hanno creato.
La situazione economica è difficile anche qui da noi, in Toscana, e noi non l’abbiamo mai negato. In questa crisi non esistono isole felici, se non quelle rappresentate dai ricchi e dai ricchissimi che stanno meglio di tutti gli altri anche perché Berlusconi e il centrodestra non li hanno mai chiamati a compartecipare ai sacrifici.
Le politiche economiche della Toscana, invece, hanno sempre avuto un segno opposto.
Noi siamo convinti che chi sta bene e benissimo possa e debba aiutare chi sta peggio, pagando un po’ più degli altri. Per il bene di tutti. E’ la nostra idea di società ed è quello che abbiamo riaffermato approvando, prima di Natale, la manovra finanziaria regionale per il 2012, che prevede l’estensione dell’Isee per l’accesso ai servizi sanitari (cioè, semplificando di molto, ogni famiglia pagherà in base alla sua condizione e alle sue possibilità economiche) e l’aumento dell’Irpef per chi guadagna più di 75mila euro l’anno.
A livello nazionale, gli ultimi mesi del 2011 hanno portato una novità importante: Berlusconi non è più presidente del Consiglio, la politica dell’avanspettacolo è finita (si spera per sempre) e con il nuovo governo si è tornati finalmente a parlare delle cose da fare.
Il governo del senatore Monti sta agendo con lo spirito costruttivo di cui l’Italia aveva e ha assolutamente bisogno e sta dando prova di serietà, una serietà che serve al nostro Paese per tornare ad essere rispettato e credibile a livello internazionale. Noi del Pd avremmo fatto una manovra un po’ diversa, inutile negarlo. Ma, nel poco tempo a disposizione, siamo comunque riusciti a migliorare quella proposta dal governo.
Non votare la manovra, così come entrare in campagna elettorale in una situazione economica come questa, sarebbe stato da irresponsabili: l’Italia era e in parte è ancora sull’orlo del burrone ed è bene ricordare che a portarcela sono stati il governo Berlusconi e il centrodestra.
Per fortuna non sono più loro a guidare l’Italia e adesso, dal punto di vista politico, siamo entrati in una fase nuova. E l’errore che dobbiamo assolutamente evitare, secondo me, è guardare e vivere l’orizzonte che si è aperto con le categorie dell’era berlusconiana.
Ma siamo alla fine dell’anno ed è tempo di auguri, oltre che di analisi politiche.
Allora l‘augurio che mi sento di fare è semplice e difficile al tempo stesso: che l’Italia ritrovi la strada per crescere (economicamente e non solo) e per andare a testa alta in Europa e nel mondo.
A tracciarla è e dovrà essere il Partito Democratico. In Toscana e dalla Toscana ci metteremo, con grande umiltà, a lavorare perché ciò accada e perché il 2012 sia un anno migliore di quello che si sta concludendo.
Buon anno a tutte e a tutti voi!
Un caro saluto,
Andrea Manciulli
segretario Pd della Toscana
“A Sollicciano condizioni intollerabili per detenuti e lavoratori. Il governo Monti intervenga”



E’ la situazione che si è trovata davanti la delegazione del Pd metropolitano di Firenze che, alla vigilia di Natale, ha visitato il carcere di Sollicciano. Una lunga visita che ha consentito al segretario Patrizio Mecacci, ai senatori Silvia Della Monica e Achille Passoni, ai responsabili dei forum del Pd metropolitano Politiche Sociali Antonio Pala e Giustizia Massimiliano Annetta e al coordinatore del forum Pd toscano Giustizia Stefano Pagliai, di toccare con mano le drammatiche condizioni in cui vivono gli oltre 1000 detenuti (su una disponibilità di 450 posti) e i lavoratori del penitenziario fiorentino.
La delegazione del Pd ha regalato alcuni giochi per l’asilo nido del carcere che ospita i bambini delle detenute.
“La situazione di Sollicciano è nota, ma entrarci dentro è tutta un’altra cosa”, dice il segretario Mecacci. “Ogni sezione, eccetto quella riservata ai transessuali, ospita mediamente 66 detenuti quando invece dovrebbe ospitarne venti e ha soltanto 5 docce. In alcune sezioni manca l’acqua calda e ci sono infiltrazioni di acqua e quindi tracce di umidità praticamente ovunque, perfino sui materassi”.
Le celle, ciascuna di 12 metri quadri, sono state concepite per ospitare un detenuto ed invece ne ospitano almeno 3, quando non addirittura 4.
Il personale di custodia dovrebbe contare su 692 operatori, ma attualmente ne sono attivi meno di 400. Il risultato è che i lavoratori devono sopportare turni massacranti e inoltre operano in condizioni di scarsa sicurezza, se si considera che gli addetti a ciascuna sezione dovrebbero essere 3 per turno ma, a causa della penuria di personale, ne viene utilizzato solo uno.
I tagli ai fondi ministeriali hanno reso la vita all’interno del carcere al limite della sopravvivenza: non possono essere effettuati i normali interventi di manutenzione, in alcune sezioni mancano addirittura la carta igienica e le posate, sono sempre meno i detenuti che partecipano alle attività lavorative perché la diaria è stata ulteriormente ridotta a meno di un euro l’ora (e in ogni caso non ci sarebbe sufficiente personale per il servizio di vigilanza).
“Questa situazione intollerabile ha cause precise – dice Mecacci – e cioè leggi sbagliate, dannose, come la Bossi-Fini, la Cirielli, la Fini-Giovanardi. La maggior parte delle persone che oggi sono a Sollicciano è detenuta per furti o borseggi e per piccolo spaccio di droga (e almeno il 30% dei detenuti sono tossicodipendenti, diversi dei quali affetti da epatite C). Insomma in carcere ci finiscono soprattutto i più deboli, molti dei quali – penso ai tossicodipendenti – dovrebbero poter stare in altri luoghi come le comunità di recupero”.
“Per questo – conclude il segretario metropolitano del Pd fiorentino – guardiamo con attenzione agli impegni presi dal governo Monti, e in particolare dal nuovo ministro della Giustizia Paola Severino, per migliorare le condizioni dei penitenziari italiani. E’ però evidente che c’è l’esigenza di interventi strutturali”.
“A Sollicciano condizioni intollerabili per detenuti e lavoratori. Il governo Monti intervenga”



E’ la situazione che si è trovata davanti la delegazione del Pd metropolitano di Firenze che, alla vigilia di Natale, ha visitato il carcere di Sollicciano. Una lunga visita che ha consentito al segretario Patrizio Mecacci, ai senatori Silvia Della Monica e Achille Passoni, ai responsabili dei forum del Pd metropolitano Politiche Sociali Antonio Pala e Giustizia Massimiliano Annetta e al coordinatore del forum Pd toscano Giustizia Stefano Pagliai, di toccare con mano le drammatiche condizioni in cui vivono gli oltre 1000 detenuti (su una disponibilità di 450 posti) e i lavoratori del penitenziario fiorentino.
La delegazione del Pd ha regalato alcuni giochi per l’asilo nido del carcere che ospita i bambini delle detenute.
“La situazione di Sollicciano è nota, ma entrarci dentro è tutta un’altra cosa”, dice il segretario Mecacci. “Ogni sezione, eccetto quella riservata ai transessuali, ospita mediamente 66 detenuti quando invece dovrebbe ospitarne venti e ha soltanto 5 docce. In alcune sezioni manca l’acqua calda e ci sono infiltrazioni di acqua e quindi tracce di umidità praticamente ovunque, perfino sui materassi”.
Le celle, ciascuna di 12 metri quadri, sono state concepite per ospitare un detenuto ed invece ne ospitano almeno 3, quando non addirittura 4.
Il personale di custodia dovrebbe contare su 692 operatori, ma attualmente ne sono attivi meno di 400. Il risultato è che i lavoratori devono sopportare turni massacranti e inoltre operano in condizioni di scarsa sicurezza, se si considera che gli addetti a ciascuna sezione dovrebbero essere 3 per turno ma, a causa della penuria di personale, ne viene utilizzato solo uno.
I tagli ai fondi ministeriali hanno reso la vita all’interno del carcere al limite della sopravvivenza: non possono essere effettuati i normali interventi di manutenzione, in alcune sezioni mancano addirittura la carta igienica e le posate, sono sempre meno i detenuti che partecipano alle attività lavorative perché la diaria è stata ulteriormente ridotta a meno di un euro l’ora (e in ogni caso non ci sarebbe sufficiente personale per il servizio di vigilanza).
“Questa situazione intollerabile ha cause precise – dice Mecacci – e cioè leggi sbagliate, dannose, come la Bossi-Fini, la Cirielli, la Fini-Giovanardi. La maggior parte delle persone che oggi sono a Sollicciano è detenuta per furti o borseggi e per piccolo spaccio di droga (e almeno il 30% dei detenuti sono tossicodipendenti, diversi dei quali affetti da epatite C). Insomma in carcere ci finiscono soprattutto i più deboli, molti dei quali – penso ai tossicodipendenti – dovrebbero poter stare in altri luoghi come le comunità di recupero”.
“Per questo – conclude il segretario metropolitano del Pd fiorentino – guardiamo con attenzione agli impegni presi dal governo Monti, e in particolare dal nuovo ministro della Giustizia Paola Severino, per migliorare le condizioni dei penitenziari italiani. E’ però evidente che c’è l’esigenza di interventi strutturali”.
