Chi c’è dietro la nuova legge della Regione Toscana sugli stage? Un gruppo di ventenni
Intervista al segretario dei Giovani Democratici toscani, Andrea Giorgio, pubblicata sul sito www.repubblicadeglistagisti.it il 31 gennaio 2012. A cura di Eleonora Voltolina
Dietro la nuova legge regionale sui tirocini in Toscana, che per la prima volta in Italia introduce l’obbligo (quantomeno per quelli “non curriculari”) del rimborso spese, c’è un gruppo di ventenni.
È la verità: senza i Giovani Democratici toscani questa legge semplicemente non esisterebbe. Sono stati loro a porre fin dall’inizio del 2010 ai vertici della Regione l’urgenza del problema, a pungolarli affinché passassero dalle parole ai fatti, a lavorare sulla bozza del protocollo per i tirocini di qualità e su quella della legge appena approvata.
I Gd in Toscana contano più di 3mila iscritti; hanno circoli in tutte le province e in più di 80 comuni, e un gruppo su Facebook con 2mila membri. Chi li guida dal febbraio del 2011 è Andrea Giorgio, 25 anni, laureato in Relazioni internazionali all’università di Firenze e a tre esami dal traguardo della specialistica in Scienze del lavoro. Un giovane impegnato in politica fin dal liceo – i primi passi con i movimenti contro la guerra, e subito dopo col Social Forum europeo a Londra e Parigi – e attivo nel partito fin dal momento in cui, dalla fusione di Margherita e DS, nacque il PD.
Insomma ce l’avete fatta. La Toscana è la prima Regione in Italia ad avere una legge sugli stage “alla francese” che impone il rimborso spese e sanziona gli abusi.
“Ce l’abbiamo fatta, sì. È stata lunga però: quasi due anni. L’idea ci venne durante “Job on the Road”, un viaggio fatto dai Giovani Democratici nei luoghi di lavoro del nostro territorio. Girammo ore ed ore di interviste rendendoci conto delle condizioni di lavoro di una generazione e di come la crisi, già dall’inizio, si stesse scaricando sui giovani: dagli imprenditori ai precari. Ci rendemmo conto che mentre la crisi distruggeva i posti di lavoro aumentavano gli stage, un fenomeno che già un po’ conoscevamo ma sul quale cominciammo a raccogliere testimonianze e storie. E venne fuori che troppo spesso sotto c’era un vero e proprio sfruttamento legalizzato. Da questo lavoro preparatorio, ed assieme a voi della Repubblica degli Stagisti, siamo partiti per elaborare una nostra proposta su cui abbiamo raccolto in pochi giorni migliaia di firme e che é diventata presto una battaglia. Un territorio come il nostro non poteva tollerare oltre fenomeni del genere: adesso proveremo ad esportare il nostro successo in altre regioni, in attesa che il governo si renda conto di quanto sia importante regolare questo strumento”.
Sulla proposta di legge qualcuno ha storto il naso, almeno inizialmente.
“È vero, non é stato facile coinvolgere le istituzioni. Tanto loro quanto le varie parti sociali erano forse poco consapevoli dei numeri e delle condizioni degli stage, strumenti abusati senza regole nè tutele che coinvolgevano più di 15mila ragazzi toscani ogni anno. Ci ha aiutato molto il grande spazio che la nostra campagna ha avuto sui media, e la disponibilità del presidente della Regione Enrico Rossi e dell’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, che hanno dimostrato come non occorra il giovanilismo di facciata per risolvere i problemi della nostra generazione [Rossi e Simoncini hanno entrambi passato la cinquantina, ndr]. Tutti poi hanno dato una mano: dalle associazioni di categoria ai sindacati, ed il primo passo é stata la firma di un protocollo tra la parti sociali e la regione che prendeva atto della situazione e si impegnava a riformare il sistema”.
E ora?
“Manca soltanto il regolamento attuativo, che arriverà entro 60 giorni. Poi l’impegno sarà quello di convincere alcuni settori che in questi anni hanno abusato degli stage – penso al commercio, al turismo, alla pubblica amministrazione – che questi contratti non sono delle forme di lavoro a basso costo ma che sono strumenti di formazione e come tali devono essere usati”.
Quali saranno gli elementi importanti del regolamento?
“Se la legge é un passo importante, che proietta la nostra regione all’avanguardia in Italia, il vero tassello fondamentale sarà proprio il regolamento, che avrà il compito di definire tante questioni cruciali. Sarà importante lavorare per stabilire bene la durata massima degli stage in funzione delle mansioni, eliminando la possibilità di svolgere stage in alcuni settori a basso contenuto formativo. E andrà definito in un minimo di 400 euro il rimborso mensile, già previsto nella legge. Altra questione fondamentale sarà la previsione di un blocco degli stage per le aziende che abbiano fatto ricorso alla cassa integrazione o a procedure di mobilità negli ultimi mesi, per evitare l’«effetto sostituzione». Stiamo poi lavorando per la creazione di un database pubblico online, gestito dalla regione e dai centri per l’impiego, che metta in rete i soggetti promotori, con una classificazione delle imprese per numero di stage attivabili, numero di stage attivati al momento, eventuali provvedimenti sanzionatori a loro carico. Questa è un’idea che abbiamo ripreso da voi della Repubblica degli Stagisti: pensiamo che sarebbe molto utile tanto come punto di ritrovo tra domanda e offerta, quanto come strumento di controllo a disposizione dei vari enti promotori. L’ultima cosa su cui abbiamo avviato una discussione con la regione, ma che inevitabilmente dovrà essere trattata a parte, é l’estensione dei rimborsi – oltre che delle tutele – agli stage curriculari. Su questo c’é una disponibilità di massima ma dovremo lavorare anche assieme agli atenei”.
Quando non vi occupate di stage cosa fate?
“Proviamo ad occupare ogni spazio utile a rappresentare la nostra generazione e a rompere il muro dell’antipolitica. Col nostro esempio cerchiamo giorno dopo giorno di dimostrare come possa essere diversa: un gruppo di ragazzi in gamba, che tutti i giorni spendono gratuitamente il proprio tempo mettendolo a disposizione degli altri. La campagna forse più significativa che abbiamo seguito quest’anno è stata quella che ha portato al progetto «Giovani sì» della Regione Toscana, con 340 milioni di euro in tre anni a favore delle giovani generazioni con incentivi per la stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato, contributi per gli affitti, prestiti agevolati per giovani imprenditori o giovani professionisti, finanziamenti per andare a studiare all’estero e tanto altro”.
Prossimi progetti concreti?
“In questo periodo stiamo raccogliendo le firme per «L’Italia sono anch’io» e a breve presenteremo nei consigli comunali degli ordini del giorno per il riconoscimento della cittadinanza onoraria ai ragazzi nati in Italia e per la creazione dei consigli degli stranieri in tutti i territori. Poi non va dimenticato il lavoro che le singole federazioni e circoli fanno sul territorio, le battaglie per il diritto di accesso alla rete, alle biblioteche, fino al riconoscimento dei diritti civili. E continueremo a lavorare sull’università: evitando che i decreti attuativi del governo portino ad un’omologazione al ribasso del diritto allo studio delle varie regioni, rendendo più progressive le tasse universitarie e provando a costruire migliori sinergie tra atenei e mondo produttivo”.
A breve avrete il congresso dei GD.
“Il 2011 in effetti sarà un anno importante. Intanto perché il congresso nazionale dovrà ridefinire gli obiettivi e lo modalità del lavoro della nostra organizzazione. E poi perché dovremo partecipare alla costruzione del programma del PD alle prossime elezioni politiche: questo Paese ha bisogno di puntare con forza sulla nostra generazione, noi vogliamo intestarci la sua rappresentanza e faremo una battaglia perché i giovani diventino il perno di un programma di governo forte ed ambizioso”.
Contestazione Napolitano, la condanna del Pd
“La vera indignazione è contro le prevaricazioni”


Così il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, ha deplorato ieri le contestazioni a Bologna durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Contestazioni da condannare con forza per di più – aggiunge Manciulli – perché approfittano di un’occasione di riconoscimento al nostro Presidente della Repubblica, una grande figura in cui sempre di più in questi anni ogni italiano si riconosce“.
“Crediamo – conclude il segretario toscano del Pd – che oggi l’indignazione sia quella del Paese, che trova inaccettabile una degenerazione di comportamenti verso colui che più di tutti si fa garante delle regole democratiche e che anche sui temi delle giovani generazioni ha sempre fatto sentire il suo alto richiamo alla politica“.
Contestazione Napolitano, la condanna del Pd
“La vera indignazione è contro le prevaricazioni”


Così il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, ha deplorato ieri le contestazioni a Bologna durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Contestazioni da condannare con forza per di più – aggiunge Manciulli – perché approfittano di un’occasione di riconoscimento al nostro Presidente della Repubblica, una grande figura in cui sempre di più in questi anni ogni italiano si riconosce“.
“Crediamo – conclude il segretario toscano del Pd – che oggi l’indignazione sia quella del Paese, che trova inaccettabile una degenerazione di comportamenti verso colui che più di tutti si fa garante delle regole democratiche e che anche sui temi delle giovani generazioni ha sempre fatto sentire il suo alto richiamo alla politica“.
Napolitano, Manciulli condanna contestazioni Bologna
“In un paese civile le proprie ragioni non possono prescindere dal rispetto, soprattutto delle istituzioni, e non possono essere permesse prevaricazioni né tantomeno atti di violenza. Le contestazioni di oggi a Bologna sono da condannare con forza per di più perché approfittano di un’occasione di riconoscimento al nostro Presidente della Repubblica, una grande figura in cui sempre di più in questi anni ogni italiano si riconosce. Crediamo che oggi l’indignazione sia quella del Paese, che trova inaccettabile una degenerazione di comportamenti verso colui che più di tutti si fa garante delle regole democratiche e che anche sui temi delle giovani generazioni ha sempre fatto sentire il suo alto richiamo alla politica”.
Così il segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli deplora le contestazioni di oggi a Bologna durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Presidente Napolitano.
Napolitano, Manciulli condanna contestazioni Bologna
“In un paese civile le proprie ragioni non possono prescindere dal rispetto, soprattutto delle istituzioni, e non possono essere permesse prevaricazioni né tantomeno atti di violenza. Le contestazioni di oggi a Bologna sono da condannare con forza per di più perché approfittano di un’occasione di riconoscimento al nostro Presidente della Repubblica, una grande figura in cui sempre di più in questi anni ogni italiano si riconosce. Crediamo che oggi l’indignazione sia quella del Paese, che trova inaccettabile una degenerazione di comportamenti verso colui che più di tutti si fa garante delle regole democratiche e che anche sui temi delle giovani generazioni ha sempre fatto sentire il suo alto richiamo alla politica”.
Così il segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli deplora le contestazioni di oggi a Bologna durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Presidente Napolitano.
L’impegno per il rilancio
Intervento di Ivan Ferrucci, responsabile economia e lavoro Pd Toscana, pubblicato su l’Unità Toscana domenica 29 gennaio 2012.



Dobbiamo lavorare per favorire sia chi cerca il lavoro, sia il datore di lavoro, adoperandoci per l’introduzione nella nostra legislazione del contratto di inserimento, del salario minimo garantito, dell’abbattimento del costo per le imprese dei contratti a tempo indeterminato e una riforma degli ammortizzatori sociali che tenga insieme i problemi immediati e introducendo una formazione continua e obbligatoria.
Si deve partire dall’accordo del giugno scorso tra sindacati e Confindustria, proprio come auspicato dal presidente Napolitano, concertando con le parti e i corpi intermedi della società le riforme necessarie: occorre il coinvolgimento di responsabilità di tutti in questo momento così delicato.
Ivan Ferrucci
responsabile economia e lavoro PD Toscana
L’impegno per il rilancio
Intervento di Ivan Ferrucci, responsabile economia e lavoro Pd Toscana, pubblicato su l’Unità Toscana domenica 29 gennaio 2012.



Dobbiamo lavorare per favorire sia chi cerca il lavoro, sia il datore di lavoro, adoperandoci per l’introduzione nella nostra legislazione del contratto di inserimento, del salario minimo garantito, dell’abbattimento del costo per le imprese dei contratti a tempo indeterminato e una riforma degli ammortizzatori sociali che tenga insieme i problemi immediati e introducendo una formazione continua e obbligatoria.
Si deve partire dall’accordo del giugno scorso tra sindacati e Confindustria, proprio come auspicato dal presidente Napolitano, concertando con le parti e i corpi intermedi della società le riforme necessarie: occorre il coinvolgimento di responsabilità di tutti in questo momento così delicato.
Ivan Ferrucci
responsabile economia e lavoro PD Toscana
Giudici di pace: “Tenere insieme
risparmio, decentramento e efficienza”
Le disposizioni di chiusura del giudice di pace di Empoli e Castelfiorentino sono iniziate con il decreto di agosto del precedente governo Berlusconi e hanno trovato continuità nel segno del risparmio della pubblica amministrazione in questi giorni. Sul tema intervengono vari esponenti del Pd Empolese Valdelsa.
«Comprendiamo la necessità di dimagrire i costi della pubblica amministrazione-dichiara Andrea Campigli, segretario Pd Empoli- ma vogliamo segnalare anche gli sforzi fatti negli anni in questo senso da parte degli enti locali, a fronte di molto poco fatto da parte dello Stato sulle sedi periferiche, come nel caso dei giudici di pace. Riteniamo opportuno ragionare in termini di risparmio soprattutto rispetto alla qualità dei servizi offerti ai cittadini e ai professionisti, e quindi riuscire a mantenere questo tipo di sedi significa in prima battuta non ingolfare gli uffici fiorentini, ma snellire le pratiche, semplificare e ridurre i tempi della giustizia che ancora oggi rappresentano il vero problema in questo ambito».
«I numeri presi a riferimento dal governo per procedere al mantenimento o alla chiusura sono quelli del quinquennio 2004 – 2009 e per il nostro territorio sono numeri inferiori rispetto agli ultimi due anni, dettati proprio da una contingenza e non da una situazione reale, quindi l’invito che noi facciamo è quello di rivedere i parametri di riferimento, considerando inoltre un ampio bacino di utenza complessivo e un territorio variegato con due distretti industriali» chiarisce Brenda Barnini, segretario territoriale.
«Sentiamo la necessità di operare in termini di riduzione dei costi, ma sentiamo anche il bisogno di ritrovare nel decentramento e nella dislocazione di funzioni l’idea di una pubblica amministrazione capace di razionalizzare e riorganizzare aumentando la vicinanza con le comunità. Proponiamo quindi di rivedere i termini dell’operazione, aggiungendo che si possono azzerare i costi delle sedi mettendo a disposizione locali propri, occupati in gran parte da archivi, come nel caso di Castelfiorentino (dove la sede è ancora l’intera palazzina della pretura assente da quindici anni) e anche riorganizzare in maniera diversa, riuscendo a garantire comunque un servizio di front office- così Sandro Bartaloni, segretario Pd Castelfiorentino che aggiunge- L’impegno che chiediamo ai sindaci è quello della disponibilità a interloquire in questi termini con il Ministero, in modo da rivedere l’intera partita della giustizia e trovare soluzioni che tengano insieme la riduzione di costi, la vicinanza ai cittadini e l’efficienza dei servizi».
Giudici di pace: “Tenere insieme
risparmio, decentramento e efficienza”
Le disposizioni di chiusura del giudice di pace di Empoli e Castelfiorentino sono iniziate con il decreto di agosto del precedente governo Berlusconi e hanno trovato continuità nel segno del risparmio della pubblica amministrazione in questi giorni. Sul tema intervengono vari esponenti del Pd Empolese Valdelsa.
«Comprendiamo la necessità di dimagrire i costi della pubblica amministrazione-dichiara Andrea Campigli, segretario Pd Empoli- ma vogliamo segnalare anche gli sforzi fatti negli anni in questo senso da parte degli enti locali, a fronte di molto poco fatto da parte dello Stato sulle sedi periferiche, come nel caso dei giudici di pace. Riteniamo opportuno ragionare in termini di risparmio soprattutto rispetto alla qualità dei servizi offerti ai cittadini e ai professionisti, e quindi riuscire a mantenere questo tipo di sedi significa in prima battuta non ingolfare gli uffici fiorentini, ma snellire le pratiche, semplificare e ridurre i tempi della giustizia che ancora oggi rappresentano il vero problema in questo ambito».
«I numeri presi a riferimento dal governo per procedere al mantenimento o alla chiusura sono quelli del quinquennio 2004 – 2009 e per il nostro territorio sono numeri inferiori rispetto agli ultimi due anni, dettati proprio da una contingenza e non da una situazione reale, quindi l’invito che noi facciamo è quello di rivedere i parametri di riferimento, considerando inoltre un ampio bacino di utenza complessivo e un territorio variegato con due distretti industriali» chiarisce Brenda Barnini, segretario territoriale.
«Sentiamo la necessità di operare in termini di riduzione dei costi, ma sentiamo anche il bisogno di ritrovare nel decentramento e nella dislocazione di funzioni l’idea di una pubblica amministrazione capace di razionalizzare e riorganizzare aumentando la vicinanza con le comunità. Proponiamo quindi di rivedere i termini dell’operazione, aggiungendo che si possono azzerare i costi delle sedi mettendo a disposizione locali propri, occupati in gran parte da archivi, come nel caso di Castelfiorentino (dove la sede è ancora l’intera palazzina della pretura assente da quindici anni) e anche riorganizzare in maniera diversa, riuscendo a garantire comunque un servizio di front office- così Sandro Bartaloni, segretario Pd Castelfiorentino che aggiunge- L’impegno che chiediamo ai sindaci è quello della disponibilità a interloquire in questi termini con il Ministero, in modo da rivedere l’intera partita della giustizia e trovare soluzioni che tengano insieme la riduzione di costi, la vicinanza ai cittadini e l’efficienza dei servizi».
Val di Cornia-Elba, il Pd lavorerà su una proposta programmatica comune
E’ stato approvato dalla riunione dei segretari di Circolo della Federazione PD Val di Cornia – Elba il regolamento della Conferenza Programmatica che si terrà a breve. Si apre il conto alla rovescia verso questo tanto importante quanto irrituale momento quando tutti, iscritti e non, saranno invitati ad esprimere la propria idea e la propria opinione: il Partito Democratico si prepara ad ascoltare e recepire le proposte di tutti i cittadini che vorranno contribuire alla costruzione di una proposta politico-programmatica del territorio, piattaforma sulla quale ci confronteremo con altre forze politiche, che ci consentirà di fare più compiutamente i conti con la crisi e con i suoi effetti sul nostro territorio.
“Per la prima volta – sottolinea il segretario PD Valerio Fabiani – la proposta programmatica su cui lavoreremo sarà la stessa, dall’Elba alla Val di Cornia, e sarà anche il frutto di una sinergia più larga con i territori limitrofi. Infatti, non a caso, questo lavoro sta suscitando anche l’interesse dei territori di Castagneto Carducci e della parte nord della Provincia di Grosseto. Su questa piattaforma ci confronteremo con forze politiche e sociali, aprendo una discussione profonda sul futuro di questa parte della Toscana che insiste tra Livorno e Grosseto, finalizzata a mettere in campo una reazione alla crisi. Il Partito Democratico si è sempre caratterizzato per l’utilizzo di strumenti di partecipazione per le candidature attraverso le primarie e, adesso, vuole farlo ancora di più utilizzando strumenti analoghi, di larga partecipazione, per definire anziché i nomi le proposte. L’intento del PD – prosegue il segretario – è quello di accorciare la distanza tra la politica e la società in un contesto di profondo cambiamento, in un clima di crisi che può rivelarsi anche una straordinaria opportunità per mettersi alla prova. Intanto, in preparazione della Conferenza Programmatica Territoriale, arrivano i primi incontri tematici: si parte il 15 febbraio con l’assessore regionale al Diritto della Salute Daniela Scaramuccia, la quale incontrerà il partito, gli amministratori ed i cittadini per mettere a fuoco il tema della sanità.
