Spending review, se ne parla con il presidente della Regione
Lunedì 6 agosto il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sarà a Stia all’interno della Festa del Pd. Si tratta della prima iniziativa da alcuni mesi a cui prenderà parte nella nostra provincia e sarà un’importante momento di confronto politico in cui si analizzeranno i punti caldi dell’attualità politica. Dagli effetti della spending-review per i nostri territori, al dibattito in vista delle elezioni politiche.
<<Le Feste del Pd sono sempre delle belle occasioni di aggregazione.>> – spiega Marco Meacci – <<Abbiamo chiesto al Presidente Rossi di partecipare ad alcune di queste perché riteniamo che sia importante arricchirle di dibattiti e di momenti di approfondimento che diano qualità e spessore a queste iniziative, soprattutto in vista dei mesi difficili che abbiamo davanti, tra crisi economica ed elezioni politiche alle porte E’ giusto che le personalità di primo piano del nostro partito scendano in campo e diano un segnale ai tanti cittadini che chiedono una politica più vicina e che sappia comunicare e condividere le scelte.>>
L’iniziativa è promossa dal Coordinamento Provinciale e dal Coordinamento del Casentino del Partito Democratico e vedrà la partecipazione dei vertici politici ed istituzionali del Pd in provincia di Arezzo. Interverranno, infatti, in quell’occasione anche il Segretario Provinciale Marco Meacci, il Presidente della Provincia Roberto Vasai, Il Consigliere Regionale Vincenzo Ceccarelli ed il Sindaco di Stia Luca Santini
Spending review, se ne parla con il presidente della Regione
Lunedì 6 agosto il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sarà a Stia all’interno della Festa del Pd. Si tratta della prima iniziativa da alcuni mesi a cui prenderà parte nella nostra provincia e sarà un’importante momento di confronto politico in cui si analizzeranno i punti caldi dell’attualità politica. Dagli effetti della spending-review per i nostri territori, al dibattito in vista delle elezioni politiche.
<<Le Feste del Pd sono sempre delle belle occasioni di aggregazione.>> – spiega Marco Meacci – <<Abbiamo chiesto al Presidente Rossi di partecipare ad alcune di queste perché riteniamo che sia importante arricchirle di dibattiti e di momenti di approfondimento che diano qualità e spessore a queste iniziative, soprattutto in vista dei mesi difficili che abbiamo davanti, tra crisi economica ed elezioni politiche alle porte E’ giusto che le personalità di primo piano del nostro partito scendano in campo e diano un segnale ai tanti cittadini che chiedono una politica più vicina e che sappia comunicare e condividere le scelte.>>
L’iniziativa è promossa dal Coordinamento Provinciale e dal Coordinamento del Casentino del Partito Democratico e vedrà la partecipazione dei vertici politici ed istituzionali del Pd in provincia di Arezzo. Interverranno, infatti, in quell’occasione anche il Segretario Provinciale Marco Meacci, il Presidente della Provincia Roberto Vasai, Il Consigliere Regionale Vincenzo Ceccarelli ed il Sindaco di Stia Luca Santini
Scritte No Tav Isolotto, la condanna unanime del Pd fiorentino
Il coordinamento metropolitano e quello cittadino del Partito Democratico e il circolo Pd Isolotto condannano fermamente il vile atto vandalico avvenuto ieri contro un importante edificio di valore urbanistico storico e religioso della nostra città, deturpato da scritte contro la Tav: un gesto ancora più incomprensibile per la scelta del luogo in cui è stato compiuto.
Siamo per la modernizzazione di questo paese e per l’implementazione della mobilità collettiva su ferro, a scala nazionale, regionale e cittadina. Siamo però sempre pronti a discutere con chi ha opinioni differenti, purchè espresse con mezzi leciti e all’interno di una discussione democratica, com’è ovviamente nel Dna del nostro partito. Non possiamo tollerare che ci sia chi si ostina a esprimere le proprie posizioni senza rispettare persone, oggetti, edifici: in questo caso, trattandosi di un luogo di culto, vogliamo ribadire che è nostra priorità anche il rispetto di chi professa un credo religioso, qualsiasi esso sia, che in questo caso è mancato del tutto. Al parroco e a tutta la comunità parrocchiale del quartiere va quindi tutta la nostra solidarietà.
Pd metropolitano e cittadino Firenze
Circolo Pd Isolotto
Scritte No Tav Isolotto, la condanna unanime del Pd fiorentino
Il coordinamento metropolitano e quello cittadino del Partito Democratico e il circolo Pd Isolotto condannano fermamente il vile atto vandalico avvenuto ieri contro un importante edificio di valore urbanistico storico e religioso della nostra città, deturpato da scritte contro la Tav: un gesto ancora più incomprensibile per la scelta del luogo in cui è stato compiuto.
Siamo per la modernizzazione di questo paese e per l’implementazione della mobilità collettiva su ferro, a scala nazionale, regionale e cittadina. Siamo però sempre pronti a discutere con chi ha opinioni differenti, purchè espresse con mezzi leciti e all’interno di una discussione democratica, com’è ovviamente nel Dna del nostro partito. Non possiamo tollerare che ci sia chi si ostina a esprimere le proprie posizioni senza rispettare persone, oggetti, edifici: in questo caso, trattandosi di un luogo di culto, vogliamo ribadire che è nostra priorità anche il rispetto di chi professa un credo religioso, qualsiasi esso sia, che in questo caso è mancato del tutto. Al parroco e a tutta la comunità parrocchiale del quartiere va quindi tutta la nostra solidarietà.
Pd metropolitano e cittadino Firenze
Circolo Pd Isolotto
Manciulli e Tortolini: “Serve una politica pubblica per l’industria”
L’intervento del segretario regionale del Pd Toscana Andrea Manciulli e del responsabile Infrastrutture del Pd Toscana Matteo Tortolini pubblicato su L’Unità Toscana sabato 28 luglio 2012
“La vicenda della siderurgia piombinese per dimensioni del problema, per le implicazioni territoriali e regionali che porta con sé non può che entrare in cima all’agenda del Governo.
Per le aziende siderurgiche piombinesi la questione è trovare un acquirente, nonostante le condizioni difficilissime viste le incognite del mercato e il pesante monte debitorio, sopratutto per Lucchini.
Un aquirente è più probabile trovarlo se si affrontano alla radice i nodi irrisolti della competitività del comparto siderurgico di Piombino la cui situazione si è aggravata anche per effetto della crisi globale. Non c’è altra strada: dobbiamo immaginare un intervento pubblico dei tempi moderni, che non si configuri cioè come un illegittimo aiuto di stato, ma che affronti i costi per le bonifiche, i costi per l’energia, le infrastrutture, aprendo lo spazio a potenziali interessi che si potrebbero affacciare.
Occorre una politica pubblica non assistenzialista ma seria e contemporanea come dovrebbe mettere in campo uno stato autorevole che pensa al proprio futuro industriale, in un territorio dove, a differenza di Taranto, non senza conflitti, si è marciato verso un processo di ambientalizzazione che oggi non ci pone di fronte alla drammatica alternativa tra il lavoro e l’ambiente.
Del resto in tutt’altre condizioni economiche e normative certamente non riproponibili, negli anni ’50 e ’60, l’Italia scommise su di sé diventando un grande paese industriale proprio perché investì su infrastrutture, strade e ferrovie modernizzando un paese distrutto e coperto dalle macerie della guerra.
Ieri a Piombino c’era tutta la città e il territorio, operai, artigiani, studenti, e i commercianti che hanno accompagnato il corteo abbassando le serrande in segno di partecipazione. Un mondo operaio e piccolo imprenditoriale consapevole che il futuro del territorio dovrà essere sempre più articolato rispetto al solo motore siderurgico, ma che oggi la chiusura degli stabilimenti aprirebbe un dramma sociale senza precendenti.
Ieri Piombino era l’emblema di ciò che dovrebbe essere l’Italia: il lavoro, l’impresa e le istituzioni unite per il futuro del paese.
Il PD, come sempre, farà la sua parte insieme ad Enrico Rossi e al Sindaco Gianni Anselmi, a fianco dei lavoratori e delle imprese. Per Piombino e per l’Italia”.
Manciulli e Tortolini: “Serve una politica pubblica per l’industria”
L’intervento del segretario regionale del Pd Toscana Andrea Manciulli e del responsabile Infrastrutture del Pd Toscana Matteo Tortolini pubblicato su L’Unità Toscana sabato 28 luglio 2012
“La vicenda della siderurgia piombinese per dimensioni del problema, per le implicazioni territoriali e regionali che porta con sé non può che entrare in cima all’agenda del Governo.
Per le aziende siderurgiche piombinesi la questione è trovare un acquirente, nonostante le condizioni difficilissime viste le incognite del mercato e il pesante monte debitorio, sopratutto per Lucchini.
Un aquirente è più probabile trovarlo se si affrontano alla radice i nodi irrisolti della competitività del comparto siderurgico di Piombino la cui situazione si è aggravata anche per effetto della crisi globale. Non c’è altra strada: dobbiamo immaginare un intervento pubblico dei tempi moderni, che non si configuri cioè come un illegittimo aiuto di stato, ma che affronti i costi per le bonifiche, i costi per l’energia, le infrastrutture, aprendo lo spazio a potenziali interessi che si potrebbero affacciare.
Occorre una politica pubblica non assistenzialista ma seria e contemporanea come dovrebbe mettere in campo uno stato autorevole che pensa al proprio futuro industriale, in un territorio dove, a differenza di Taranto, non senza conflitti, si è marciato verso un processo di ambientalizzazione che oggi non ci pone di fronte alla drammatica alternativa tra il lavoro e l’ambiente.
Del resto in tutt’altre condizioni economiche e normative certamente non riproponibili, negli anni ’50 e ’60, l’Italia scommise su di sé diventando un grande paese industriale proprio perché investì su infrastrutture, strade e ferrovie modernizzando un paese distrutto e coperto dalle macerie della guerra.
Ieri a Piombino c’era tutta la città e il territorio, operai, artigiani, studenti, e i commercianti che hanno accompagnato il corteo abbassando le serrande in segno di partecipazione. Un mondo operaio e piccolo imprenditoriale consapevole che il futuro del territorio dovrà essere sempre più articolato rispetto al solo motore siderurgico, ma che oggi la chiusura degli stabilimenti aprirebbe un dramma sociale senza precendenti.
Ieri Piombino era l’emblema di ciò che dovrebbe essere l’Italia: il lavoro, l’impresa e le istituzioni unite per il futuro del paese.
Il PD, come sempre, farà la sua parte insieme ad Enrico Rossi e al Sindaco Gianni Anselmi, a fianco dei lavoratori e delle imprese. Per Piombino e per l’Italia”.
Manciulli: “Piombino non deve chiudere
Tutti mobilitati per questo impegno”


Il segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli manifesta la sua preoccupazione sulla situazione di crisi delle aziende piombinesi nel giorno dello sciopero generale indetto dai sindacati.
“E’ necessario – continua Manciulli – un rilancio del comparto siderurgico all’interno di un organico progetto nazionale, dove Piombino ne sia uno degli snodi centrali, e dove il Governo sia parte attiva di questa nuova fase. Governo che dovrà muoversi con determinazione anche nella ricerca di nuovi acquirenti per quei soggetti ora presenti sul territorio che si volessero disimpegnare. La vicenda Piombino deve diventare una vertenza nazionale perché se non ci sarà una svolta e le imprese non torneranno a investire qui il danno sarà per l’intera economia italiana. Al Ministro e al Presidente del Consiglio chiediamo di farsi carico al più presto di quanto sta avvenendo: ‘Piombino non deve chiudere’ è l’ammonimento che si è alzato dalla giornata di oggi, questa è la sfida e l’impegno che devono e dobbiamo assumerci tutti. Il Pd è in prima fila in questa battaglia a fianco dei lavoratori”.
“Bisogna che il governo abbia la consapevolezza – ribadisce il consigliere regionale Matteo Tortolini, responsabile ambiente e infrastrutture del Pd toscano – che c’è bisogno non di un illegittimo aiuto di stato a questo territorio, ma di un intervento pubblico dei tempi moderni, perché la competitività del comparto piombinese dipende anche da politiche pubbliche su bonifiche, energia e infrastrutture”.
“Con le risorse messe in campo per tutta una sere di interventi su Piombino la Regione continua il suo impegno per creare le condizioni affinchè le imprese possano lavorare e svilupparsi, con infrastrutture di supporto e opere per la città”, aggiunge il responsabile Economia e Lavoro del Pd Toscana Ivan Ferrucci. Che commenta positivamente il protocollo d’intesa firmato oggi dal sindaco Gianni Anselmi e dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
“Le istituzioni locali – continua Ferrucci – stanno facendo quanto nelle loro possibilità per rendere questo territorio capace di mantenere gli insediamenti produttivi e anzi essere in grado di attrarre nuovi investimenti e attività. Piombino deve avere un futuro e su questo si gioca una fetta importante della politica industriale del paese”.
Manciulli: “Piombino non deve chiudere
Tutti mobilitati per questo impegno”


Il segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli manifesta la sua preoccupazione sulla situazione di crisi delle aziende piombinesi nel giorno dello sciopero generale indetto dai sindacati.
“E’ necessario – continua Manciulli – un rilancio del comparto siderurgico all’interno di un organico progetto nazionale, dove Piombino ne sia uno degli snodi centrali, e dove il Governo sia parte attiva di questa nuova fase. Governo che dovrà muoversi con determinazione anche nella ricerca di nuovi acquirenti per quei soggetti ora presenti sul territorio che si volessero disimpegnare. La vicenda Piombino deve diventare una vertenza nazionale perché se non ci sarà una svolta e le imprese non torneranno a investire qui il danno sarà per l’intera economia italiana. Al Ministro e al Presidente del Consiglio chiediamo di farsi carico al più presto di quanto sta avvenendo: ‘Piombino non deve chiudere’ è l’ammonimento che si è alzato dalla giornata di oggi, questa è la sfida e l’impegno che devono e dobbiamo assumerci tutti. Il Pd è in prima fila in questa battaglia a fianco dei lavoratori”.
“Bisogna che il governo abbia la consapevolezza – ribadisce il consigliere regionale Matteo Tortolini, responsabile ambiente e infrastrutture del Pd toscano – che c’è bisogno non di un illegittimo aiuto di stato a questo territorio, ma di un intervento pubblico dei tempi moderni, perché la competitività del comparto piombinese dipende anche da politiche pubbliche su bonifiche, energia e infrastrutture”.
“Con le risorse messe in campo per tutta una sere di interventi su Piombino la Regione continua il suo impegno per creare le condizioni affinchè le imprese possano lavorare e svilupparsi, con infrastrutture di supporto e opere per la città”, aggiunge il responsabile Economia e Lavoro del Pd Toscana Ivan Ferrucci. Che commenta positivamente il protocollo d’intesa firmato oggi dal sindaco Gianni Anselmi e dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.
“Le istituzioni locali – continua Ferrucci – stanno facendo quanto nelle loro possibilità per rendere questo territorio capace di mantenere gli insediamenti produttivi e anzi essere in grado di attrarre nuovi investimenti e attività. Piombino deve avere un futuro e su questo si gioca una fetta importante della politica industriale del paese”.
Fabiani su Province
“Il decreto del Governo in materia di Spending Review è decisamente poco chiaro e rischia di lasciare gli enti locali in una situazione di precarietà circa il proprio futuro oltreché rispetto alle risorse disponibili e questo potrebbe compromettere lo svolgimento di servizi importanti per i cittadini” così il Segretario PD Val di Cornia-Elba Valerio Fabiani interviene sulla questione della Province.
“La Pubblica Amministrazione deve essere riformata, le istituzioni riorganizzate per renderle più efficienti e metterle al passo con una società che è radicalmente cambiata in questi anni. È difficile capire cosa accadrà delle province, di fronte a tutta questa confusione ed è quantomeno legittimo domandarsi se non sarebbe stato più opportuno immaginare una riforma più coraggiosa orientata al superamento definitivo di questo livello istituzionale e al rafforzamento dei comuni spingendoli a cooperare e incoraggiando forme di accorpamento “dal basso”, per volontà dei comuni stessi e dei cittadini – Prosegue Fabiani – Penso che rifiutare l’ipotesi di riforma proposta da Rossi e dalla Regione Toscana ben prima che il Governo Monti assumesse un’iniziativa in questa direzione, sia stato un grave errore.
Se in quel momento avessimo affrontato noi per primi questa discussione andando verso una forte semplificazione, immaginando tre macro province, forse il decreto del governo oggi ci avrebbe trovati meno impreparati e quanto meno già con una proposta “toscana” concertata con i territori da portare al tavolo del confronto con il governo centrale.
Tuttavia oggi il quadro è un altro e aldilà di certe discussioni un po’ folcloristiche cui assistiamo, come quelle che riguardano Pisa e Livorno, la verità è che i territori più piccoli e periferici, come il nostro, sono quelli che rischiano di più, all’interno di accorpamenti di grandi aree.
Il nostro territorio deve restare unito e l’unico modo per aumentare il peso specifico politico e istituzionale di questa nostra area è guardarla nella sua dimensione più vasta e omogenea. Non solo la Val di Cornia ma, insieme a noi, Castagneto che con i nostri comuni già condivide molto e che, per bocca del suo sindaco, intende proseguire su questa strada mettendo sempre più servizi e funzioni in comune; l’Isola d’Elba e la costa antistante che rappresentano sempre di più le due facce di una stessa medaglia legate da medesimi problemi e comuni ambizioni – e così conclude il Segretario PD – Dobbiamo rimanere insieme per fare massa critica e scongiurare il rischio di diventare territori marginali. Sarebbe auspicabile restare insieme anche all’area delle Colline Metallifere, perché tutti insieme rappresentiamo quel bacino omogeneo entro il quale è possibile mantenere un adeguato livello di prestazioni dal punto di vista dei servizi al cittadino e per poter meglio progettar il futuro, in termini di sviluppo. Anche per questo motivo, all’interno di una discussione circa una nuova riorganizzazione delle province, dovremmo porre il tema della nostra integrazione con la Toscana meridionale. Non solo per questo, ma anche perché così saremmo più coerenti con un disegno strategico al quale stiamo lavorando da anni. Questa porzione di Toscana che insiste fra Livorno e Grosseto nell’ambito della Toscana meridionale può giocare un ruolo forte all’insegna di un nuovo protagonismo determinato dai fatti e non più da discorsi”.
E conclude “So perfettamente che esistono delle consuetudini nei legami e nei rapporti con la parte settentrionale della Provincia, ma non è questo ad essere messo in discussione. La crisi ha ridotto all’osso le risorse pubbliche, i servizi sono rischio e sappiamo bene che l’unica via d’uscita per garantire l’efficienza è che ci si rivolga ad un bacino più ampio, così come sappiamo bene che il futuro di questo territorio dipenderà in gran parte dalla nostra capacità di candidarsi come sbocco a mare della Toscana meridionale e come snodo logistico strategico dell’Italia centrale. In ogni caso, dopo aver capito cosa succederà con questo decreto, dovremo discutere per giocare tutti insieme le nostre carte”.
Fabiani su Province
“Il decreto del Governo in materia di Spending Review è decisamente poco chiaro e rischia di lasciare gli enti locali in una situazione di precarietà circa il proprio futuro oltreché rispetto alle risorse disponibili e questo potrebbe compromettere lo svolgimento di servizi importanti per i cittadini” così il Segretario PD Val di Cornia-Elba Valerio Fabiani interviene sulla questione della Province.
“La Pubblica Amministrazione deve essere riformata, le istituzioni riorganizzate per renderle più efficienti e metterle al passo con una società che è radicalmente cambiata in questi anni. È difficile capire cosa accadrà delle province, di fronte a tutta questa confusione ed è quantomeno legittimo domandarsi se non sarebbe stato più opportuno immaginare una riforma più coraggiosa orientata al superamento definitivo di questo livello istituzionale e al rafforzamento dei comuni spingendoli a cooperare e incoraggiando forme di accorpamento “dal basso”, per volontà dei comuni stessi e dei cittadini – Prosegue Fabiani – Penso che rifiutare l’ipotesi di riforma proposta da Rossi e dalla Regione Toscana ben prima che il Governo Monti assumesse un’iniziativa in questa direzione, sia stato un grave errore.
Se in quel momento avessimo affrontato noi per primi questa discussione andando verso una forte semplificazione, immaginando tre macro province, forse il decreto del governo oggi ci avrebbe trovati meno impreparati e quanto meno già con una proposta “toscana” concertata con i territori da portare al tavolo del confronto con il governo centrale.
Tuttavia oggi il quadro è un altro e aldilà di certe discussioni un po’ folcloristiche cui assistiamo, come quelle che riguardano Pisa e Livorno, la verità è che i territori più piccoli e periferici, come il nostro, sono quelli che rischiano di più, all’interno di accorpamenti di grandi aree.
Il nostro territorio deve restare unito e l’unico modo per aumentare il peso specifico politico e istituzionale di questa nostra area è guardarla nella sua dimensione più vasta e omogenea. Non solo la Val di Cornia ma, insieme a noi, Castagneto che con i nostri comuni già condivide molto e che, per bocca del suo sindaco, intende proseguire su questa strada mettendo sempre più servizi e funzioni in comune; l’Isola d’Elba e la costa antistante che rappresentano sempre di più le due facce di una stessa medaglia legate da medesimi problemi e comuni ambizioni – e così conclude il Segretario PD – Dobbiamo rimanere insieme per fare massa critica e scongiurare il rischio di diventare territori marginali. Sarebbe auspicabile restare insieme anche all’area delle Colline Metallifere, perché tutti insieme rappresentiamo quel bacino omogeneo entro il quale è possibile mantenere un adeguato livello di prestazioni dal punto di vista dei servizi al cittadino e per poter meglio progettar il futuro, in termini di sviluppo. Anche per questo motivo, all’interno di una discussione circa una nuova riorganizzazione delle province, dovremmo porre il tema della nostra integrazione con la Toscana meridionale. Non solo per questo, ma anche perché così saremmo più coerenti con un disegno strategico al quale stiamo lavorando da anni. Questa porzione di Toscana che insiste fra Livorno e Grosseto nell’ambito della Toscana meridionale può giocare un ruolo forte all’insegna di un nuovo protagonismo determinato dai fatti e non più da discorsi”.
E conclude “So perfettamente che esistono delle consuetudini nei legami e nei rapporti con la parte settentrionale della Provincia, ma non è questo ad essere messo in discussione. La crisi ha ridotto all’osso le risorse pubbliche, i servizi sono rischio e sappiamo bene che l’unica via d’uscita per garantire l’efficienza è che ci si rivolga ad un bacino più ampio, così come sappiamo bene che il futuro di questo territorio dipenderà in gran parte dalla nostra capacità di candidarsi come sbocco a mare della Toscana meridionale e come snodo logistico strategico dell’Italia centrale. In ogni caso, dopo aver capito cosa succederà con questo decreto, dovremo discutere per giocare tutti insieme le nostre carte”.
