22 Settembre 2014

Sicurezza e legalità. Lettera del responsabile toscano del PD Emiliano Poli ai circoli

Cari Segretari,

Credo sia giusto informare iscritti, elettori e simpatizzanti su cosa i dirigenti del Partito ad ogni livello fanno. Il continuo e costante aumento della sfiducia nei politici fa passare in secondo piano il fatto che tante persone a titolo gratuito e volontario dedicano il loro tempo libero alla Politica. Per questo ritengo giusto comunicare periodicamente a chi interessa le attività che svolgo. Con questa comunicazione ne approfitto anche per ribadire la mia disponibilità ad iniziative ed incontri sul vostro territorio. Dopo la mia nomina avvenuta il 4 luglio ho ritenuto opportuno inviare una richiesta di incontro alle principali cariche istituzionali della Toscana. Questo al fine di evidenziare la presenza del Partito su questi temi, mettendomi a disposizione per future collaborazioni. Gli incontri che farò non saranno soltanto atti formali ma serviranno a riportare a livello nazionale proposte e criticità che ascolterò durante gli incontri. Importanti i dibattiti, utili sia per il contributo che possono dare iscritti e simpatizzanti, sia per ascoltare il territorio “mettendoci la faccia”. Con il Prefetto di Firenze ho avuto un lungo e cordiale incontro dove abbiamo discusso di tutte le problematiche della sicurezza della provincia di Firenze. Con il Comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato, Giuseppe Vadalà, abbiamo discusso dell’importanza del lavoro del Corpo soprattutto nell’ambito della sicurezza alimentare, di quella ambientale e nello specifico del problema del traffico illecito di rifiuti che in Toscana sta diventando sempre più un grave problema esponendo la nostra regione a pericolosissime infiltrazioni di tipo mafioso. Ho incontrato Il Generale Biancafarina, Comandante dell’Istituto Geografico Militare ed il Generale Gianfranco Camperi,Comandante dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze. Ritengo opportuno incontrare anche le forze militari del nostro paese sia per dimostrare la vicinanza del Partito, sia per ascoltare da loro eventuali proposte e/o suggerimenti che riporterò a livello nazionale. Il 9 agosto ho partecipato ad un’iniziativa dal titolo: “Legalità…c’è la mafia in Toscana”, che si è tenuta all’interno della Festa dell’Unità di San Vincenzo. Il 1°settembre è entrata in vigore una delibera della Regione Toscana che avrà lo scopo di intensificare i controlli nell’area pratese del Macrolotto per il controllo delle irregolarità in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro, soprattutto a seguito della tragedia di dicembre dove morirono 7 immigrati cinesi. A tal fine e per capire meglio i dettagli della delibera ho incontrato il Dirigente regionale che si è occupato della delibera, il Comandante Regionale della Guardia di Finanza, Generale De Gennaro, il Prefetto di Prato, il Questore di Prato e la Console Cinese. I controlli sulle aziende saranno di tre tipi. Gli ispettori ASL (la Regione Toscana ha assunto 74 nuovi ispettori) verificheranno le condizioni igienico-sanitarie e delle norme legate alla sicurezza sul lavoro, il gruppo Interforze coordinato dalla Prefettura continuerà il proprio lavoro iniziato già da tempo, mentre la Guardia di Finanza si occuperà dei reati legati all’evasione fiscale. Nelle prossime comunicazioni vi fornirò qualche dato sui controlli. A conclusione di questi incontri ho partecipato, assieme al Vice Sindaco di Prato Simone Faggi ad un’iniziativa alla Casa del Popolo di Coiano. Piena sintonia con l’amministrazione comunale sul fatto che il rispetto della legalità deve essere un principio fondamentale per tutti e che non saranno accettati condoni o moratorie di alcun tipo per regolarizzare situazioni di pericolo e abusivismo.
Il 7 settembre è stato il momento del dibattito sul tema Ecomafie organizzato assieme ai Giovani
Democratici di Firenze. La partecipazione di Ettore Squillace Greco, Sostituto Procuratore DDA di Firenze,
ha consentito di analizzare la situazione Toscana (5° regione italiana per questa tipologia di reati) e di far
emergere proposte concrete per affrontare il tema. Sarà mia cura riportare a livello nazionale le proposte
emerse.
Molto interessante l’incontro con il Difensore Civico della Regione Toscana, Dott.ssa Lucia Franchini. Il
Difensore civico regionale è chiamato a difenderei diritti e gli interessi dei cittadini nei rapporti con la
Pubblica Amministrazione, nel rispetto dei principi di imparzialità, efficienza, equità, trasparenza. Il
Difensore civico interviene nei confronti di tutte le amministrazioni pubbliche operanti in Toscana (dai
Comuni alle Province, alle Comunità Montane, fino agli Uffici periferici dello Stato) e dei privati che
gestiscono pubblici servizi. Indispensabile far conoscere le funzioni di questo organo al quale si rivolgono
troppi pochi cittadini, non consapevoli dell’esistenza.
Proficuo l’incontro con il Console del Perù, da poco insediatosi nel nuovo ruolo. Abbiamo parlato delle
principali criticità di integrazione della comunità peruviana. Parteciperò ad una serie di incontri che il
Consolato organizzerà con la comunità peruviana, nei quali saranno affrontate queste problematiche.
Colloquio lungo e cordiale con il Presidente del Tribunale di Firenze, Dott. Enrico Ognibene. L’esperienza del
Dott. Ognibene ha consentito di affrontare molti aspetti e problemi della giustizia italiana. Tanti gli spunti di
riflessione, tante le possibili soluzioni.
Quando si parla di legalità non si può non parlare delle condizioni disumane in cui vivono i carcerati, gli
agenti di Polizia di Penitenziaria e tutte quelle persone che lavorano in questo settore a causa del
sovraffollamento. L’argomento è stato oggetto di discussione con il Provveditore regionale
dell’Amministrazione Penitenziaria Dott. Carmelo Cantone, con il Segretario Nazionale del SAPPE, Dott.
Pasquale Salemme e con la Direttrice del carcere di Sollicciano Mariagrazia Giampiccolo.
Il 16 settembre il Corpo Forestale dello Stato ha organizzato presso l’Abbazia di Vallombrosa
un’interessante iniziativa sulla legalità alla presenza del Comandante Regionale, del Sindaco di Reggello, del
Presidente di Confindustria Firenze Simone Bettini e del fondatore di Libera Don Luigi Ciotti.
Il 17 settembre è stato il giorno degli incontri a Roma dove ho riportato proposte e considerazioni ricevute
durante i miei incontri. Ho incontrato Valeria Fedeli(Vice Presidente del Senato), Sandro Favi (Responsabile
Nazionale Carceri),Riccardo Guido (Consulente della Commissione antimafia), Emanuele Fiano(Responsabile
Nazionale Sicurezza) e neo membro della Segreteria Nazionale.

Emiliano Poli

Email: emilianopoli@pdtoscana.it Tel. 335-5299272
Sito: http://www.pdtoscana.it/area-di-lavoro/sicurezza-e-legalita/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/sicurezzaelegalitapdtoscana

Continua a leggere

18 Settembre 2014

“Il passo avanti: più preferenze e meno nominati”, intervento di Dario Parrini sul Corriere fiorentino

il passo avanti più preferenze e meno nominati 18 settembre 2014 – Caro direttore,
in qualità di segretario regionale del Pd vorrei rispondere all’editoriale comparso sul Corriere Fiorentino («Il castello da evitare) del 1o settembre scorso firmato da Franco Camarlinghi (con il quale ci siamo conosciuti qualche tempo fa, alla presentazione di un libro di Antonio Funiciello, quando ancora non ero deputato).
Vorrei in particolare soffermarmi sulla critica che sulla nuova legge elettorale della Toscana Camarlinghi ha rivolto alla decisione di non prevedere che i partiti che sceglieranno di usare il listino bloccato di tre nomi debbano riportare questi nomi sulla scheda. Quella che è stata presentata come una decisione «anti-trasparenza» e a sfondo politico, è in realtà una decisione «anti confusione», e a sfondo puramente tecnico (al punto che l’elettore troverà sulla scheda una dicitura, «candidati regionale presenti», che lo avvertirà se un partito ha fatto la scelta del listino bloccato). Quando dico «confusione» mi riferisco alla confusione che sarebbe potuta sorgere se sulla scheda fossero comparsi i nomi dei candidati bloccati da una parte e quella dei candidati preferenziabili dall’altra. Tenga presente che in nessuno dei sistemi elettorali regionali che usano il listino (e neanche in quello che usammo in Toscana al tempo di Chiti nel 1995 e nel 2000, quando appunto 1o consiglieri regionali su 5o venivano da un listino bloccato) i nomi dei candidati bloccati, pochi o tanti che siano, sono scritti sulla scheda. Noi avremmo potuto riportare questi nomi sulla scheda se avessimo scelto di reintrodurre le preferenze «alla vecchia maniera», cioè con obbligo per l’elettore di indicare la propria preferenza scrivendo sulla scheda il cognome del candidato prescelto, o il suo nome e cognome. Invece, primi in Italia, abbiamo fatto la scelta virtuosa della preferenza agevolata. I nomi dei candidati saranno prestampati sulla scheda con accanto un quadretto da barrare. Questo faciliterà l’espressione del voto di preferenza e ci darà un Consiglio regionale composto di eletti con investitura più ampia di quella che gli eletti hanno avuto nel 1995 e nel 2000, le due volte in cui in Toscana si è votato con un mix di preferenze e nomi bloccati. In quelle due circostanze quello che i politologi chiamano il «tasso di preferenza» fu tra i più bassi d’Italia: espressero una preferenza il15%o degli elettori nel 1995 e il28%o nel 2000. Ciò rendeva gli eletti con le preferenze (questo argomento è molto caro al professor Roberto D’Alimonte e a tutti quelli che amano poco le preferenze) espressione della scelta di una molto piccola minoranza di elettori. Con la preferenza agevolata il tasso di preferenza dovrebbe quasi certamente salire e quasi certamente avremo consiglieri più «rappresentativi».

Post scriptum: secondo le nostre stime nel nuovo Consiglio regionale, che avrà 40 componenti, i consiglieri eletti con le preferenze saranno da 33 a 35 e quelli eletti con listino bloccato da 5 a 7. Cioè i «nominati» saranno, anche nella più sfavorevole delle ipotesi, comunque meno, in percentuale, di quelli che avemmo in Toscana con il sistema usato nel 1995 e 2000 e precedente al Cinghialum. Quel sistema era il Tatarellum. E nel Tatarellum i nominati erano invariabilmente 10 su 5o, cioè il 20%. Alle regionali del maggio scorso in Piemonte, quando è stato eletto Chiamparino, i cittadini hanno votato col Tatarellum e gli eletti “bloccati” sono stati 1o su 5o, come in Toscana 15 e 20 anni fa.

Dario Parrini

Continua a leggere

“Il passo avanti: più preferenze e meno nominati”, intervento di Dario Parrini sul Corriere fiorentino

il passo avanti più preferenze e meno nominati 18 settembre 2014 – Caro direttore,
in qualità di segretario regionale del Pd vorrei rispondere all’editoriale comparso sul Corriere Fiorentino («Il castello da evitare) del 1o settembre scorso firmato da Franco Camarlinghi (con il quale ci siamo conosciuti qualche tempo fa, alla presentazione di un libro di Antonio Funiciello, quando ancora non ero deputato).
Vorrei in particolare soffermarmi sulla critica che sulla nuova legge elettorale della Toscana Camarlinghi ha rivolto alla decisione di non prevedere che i partiti che sceglieranno di usare il listino bloccato di tre nomi debbano riportare questi nomi sulla scheda. Quella che è stata presentata come una decisione «anti-trasparenza» e a sfondo politico, è in realtà una decisione «anti confusione», e a sfondo puramente tecnico (al punto che l’elettore troverà sulla scheda una dicitura, «candidati regionale presenti», che lo avvertirà se un partito ha fatto la scelta del listino bloccato). Quando dico «confusione» mi riferisco alla confusione che sarebbe potuta sorgere se sulla scheda fossero comparsi i nomi dei candidati bloccati da una parte e quella dei candidati preferenziabili dall’altra. Tenga presente che in nessuno dei sistemi elettorali regionali che usano il listino (e neanche in quello che usammo in Toscana al tempo di Chiti nel 1995 e nel 2000, quando appunto 1o consiglieri regionali su 5o venivano da un listino bloccato) i nomi dei candidati bloccati, pochi o tanti che siano, sono scritti sulla scheda. Noi avremmo potuto riportare questi nomi sulla scheda se avessimo scelto di reintrodurre le preferenze «alla vecchia maniera», cioè con obbligo per l’elettore di indicare la propria preferenza scrivendo sulla scheda il cognome del candidato prescelto, o il suo nome e cognome. Invece, primi in Italia, abbiamo fatto la scelta virtuosa della preferenza agevolata. I nomi dei candidati saranno prestampati sulla scheda con accanto un quadretto da barrare. Questo faciliterà l’espressione del voto di preferenza e ci darà un Consiglio regionale composto di eletti con investitura più ampia di quella che gli eletti hanno avuto nel 1995 e nel 2000, le due volte in cui in Toscana si è votato con un mix di preferenze e nomi bloccati. In quelle due circostanze quello che i politologi chiamano il «tasso di preferenza» fu tra i più bassi d’Italia: espressero una preferenza il15%o degli elettori nel 1995 e il28%o nel 2000. Ciò rendeva gli eletti con le preferenze (questo argomento è molto caro al professor Roberto D’Alimonte e a tutti quelli che amano poco le preferenze) espressione della scelta di una molto piccola minoranza di elettori. Con la preferenza agevolata il tasso di preferenza dovrebbe quasi certamente salire e quasi certamente avremo consiglieri più «rappresentativi».

Post scriptum: secondo le nostre stime nel nuovo Consiglio regionale, che avrà 40 componenti, i consiglieri eletti con le preferenze saranno da 33 a 35 e quelli eletti con listino bloccato da 5 a 7. Cioè i «nominati» saranno, anche nella più sfavorevole delle ipotesi, comunque meno, in percentuale, di quelli che avemmo in Toscana con il sistema usato nel 1995 e 2000 e precedente al Cinghialum. Quel sistema era il Tatarellum. E nel Tatarellum i nominati erano invariabilmente 10 su 5o, cioè il 20%. Alle regionali del maggio scorso in Piemonte, quando è stato eletto Chiamparino, i cittadini hanno votato col Tatarellum e gli eletti “bloccati” sono stati 1o su 5o, come in Toscana 15 e 20 anni fa.

Dario Parrini

Continua a leggere

15 Settembre 2014

“È una legge corretta e democratica”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno

intervento-parrini-legge-elettorale15 settembre 2014 – “Approvata la nuova legge elettorale regionale, il Pd toscano può affermare con fierezza di aver mantenuto tutti gli impegni di riforma istituzionale assunti coi cittadini: abbiamo ridotto da 55 a 40 i consiglieri regionali e da 10 a 8 gli assessori; abbiamo rottamato una brutta legge elettorale reintroducendo le preferenze e permettendo ai cittadini di tornare a contare molto di più delle segreterie dei partiti; per primi in Italia useremo il doppio turno e più di ogni altra regione promuoveremo la parità di genere. Tutto questo senza venir meno al principio che le regole del gioco si cambiano con la principale forza di opposizione, e con un accordo nel quale abbiamo ottenuto assai più di quanto abbiamo concesso. Sulla questione del premio di maggioranza non posso condividere ciò che ha scritto ieri su queste pagine Emanuele Rossi. Il quale, credo per un equivoco, ha indicato come limite della nuova legge elettorale quello che è in realtà uno dei suoi maggiori pregi: la “democratizzazione” del premio di maggioranza in un sistema che, come tutti gli altri sistemi elettorali regionali e comunali, e a differenza del sistema per eleggere i parlamentari, poggia sull’elezione diretta del presidente dell’organo esecutivo. Se, come sostiene Rossi, il “premio alla toscana” fosse sospettabile di incostituzionalità, lo sarebbero due volte tanto tutti gli altri sistemi elettorali regionali, alcuni dei quali modificati di recente. In Toscana, secondo la nuova legge, un candidato presidente che dovesse prevalere con il 38% – e che fosse collegato a liste che, a causa di un massiccio voto disgiunto, si fermassero al 32% – sarebbe costretto, per ottenere il premio di maggioranza, a un turno di ballottaggio. Questa garanzia ad oggi esiste solo in Toscana. In Lombardia (legge 17/2012), nell’ipotesi di lavoro di cui sopra, si attribuirebbe subito alla coalizione del presidente, senza nessun ballottaggio, il 55% dei seggi, e questo per assurdo avverrebbe anche se il presidente vincesse col 30%. La legge lombarda, come quella di tutte le altre regioni, è a turno unico e non prevede che l’assegnazione di un cospicuo premio sia subordinata al raggiungimento di una quota minima di consensi. Le cose stanno così anche in Emilia-Romagna, secondo la legge 21/2014. E stanno così anche in Piemonte, dove si è votato meno di quattro mesi fa. E stanno così anche altrove. E soprattutto stanno così nella legge elettorale universalmente ritenuta la più efficiente del sistema italiano: quella con cui dal 1993 si eleggono direttamente i sindaci nei comuni con più di quindicimila abitanti (che è anche la legge con cui si sono eletti i presidenti delle giunte provinciali finché le province non sono diventate enti di secondo grado). Salvo alcune differenze, la legge dei sindaci del 1993 nasce dalla stessa filosofia che ha ispirato la nuova legge toscana: elezione diretta e congiunta del vertice del potere esecutivo e dell’assemblea elettiva; attribuzione di un forte premio di maggioranza al superamento di una soglia prestabilita; possibilità che la coalizione del candidato sindaco vincitore prenda il 60% dei seggi anche in presenza di un significativo voto disgiunto. Se, quindi, avesse ragione Rossi, dovremmo indiziare di incostituzionalità tutti i sistemi elettorali delle regioni italiane e il sistema di elezione diretta del sindaco. La qual cosa non sembra né possibile né ragionevole. Né credo che il professor Rossi, per il quale provo sincera stima, la pensi”

Dario Parrini, segretario regionale del Pd

Continua a leggere

“È una legge corretta e democratica”, intervento di Dario Parrini sul Tirreno

intervento-parrini-legge-elettorale15 settembre 2014 – “Approvata la nuova legge elettorale regionale, il Pd toscano può affermare con fierezza di aver mantenuto tutti gli impegni di riforma istituzionale assunti coi cittadini: abbiamo ridotto da 55 a 40 i consiglieri regionali e da 10 a 8 gli assessori; abbiamo rottamato una brutta legge elettorale reintroducendo le preferenze e permettendo ai cittadini di tornare a contare molto di più delle segreterie dei partiti; per primi in Italia useremo il doppio turno e più di ogni altra regione promuoveremo la parità di genere. Tutto questo senza venir meno al principio che le regole del gioco si cambiano con la principale forza di opposizione, e con un accordo nel quale abbiamo ottenuto assai più di quanto abbiamo concesso. Sulla questione del premio di maggioranza non posso condividere ciò che ha scritto ieri su queste pagine Emanuele Rossi. Il quale, credo per un equivoco, ha indicato come limite della nuova legge elettorale quello che è in realtà uno dei suoi maggiori pregi: la “democratizzazione” del premio di maggioranza in un sistema che, come tutti gli altri sistemi elettorali regionali e comunali, e a differenza del sistema per eleggere i parlamentari, poggia sull’elezione diretta del presidente dell’organo esecutivo. Se, come sostiene Rossi, il “premio alla toscana” fosse sospettabile di incostituzionalità, lo sarebbero due volte tanto tutti gli altri sistemi elettorali regionali, alcuni dei quali modificati di recente. In Toscana, secondo la nuova legge, un candidato presidente che dovesse prevalere con il 38% – e che fosse collegato a liste che, a causa di un massiccio voto disgiunto, si fermassero al 32% – sarebbe costretto, per ottenere il premio di maggioranza, a un turno di ballottaggio. Questa garanzia ad oggi esiste solo in Toscana. In Lombardia (legge 17/2012), nell’ipotesi di lavoro di cui sopra, si attribuirebbe subito alla coalizione del presidente, senza nessun ballottaggio, il 55% dei seggi, e questo per assurdo avverrebbe anche se il presidente vincesse col 30%. La legge lombarda, come quella di tutte le altre regioni, è a turno unico e non prevede che l’assegnazione di un cospicuo premio sia subordinata al raggiungimento di una quota minima di consensi. Le cose stanno così anche in Emilia-Romagna, secondo la legge 21/2014. E stanno così anche in Piemonte, dove si è votato meno di quattro mesi fa. E stanno così anche altrove. E soprattutto stanno così nella legge elettorale universalmente ritenuta la più efficiente del sistema italiano: quella con cui dal 1993 si eleggono direttamente i sindaci nei comuni con più di quindicimila abitanti (che è anche la legge con cui si sono eletti i presidenti delle giunte provinciali finché le province non sono diventate enti di secondo grado). Salvo alcune differenze, la legge dei sindaci del 1993 nasce dalla stessa filosofia che ha ispirato la nuova legge toscana: elezione diretta e congiunta del vertice del potere esecutivo e dell’assemblea elettiva; attribuzione di un forte premio di maggioranza al superamento di una soglia prestabilita; possibilità che la coalizione del candidato sindaco vincitore prenda il 60% dei seggi anche in presenza di un significativo voto disgiunto. Se, quindi, avesse ragione Rossi, dovremmo indiziare di incostituzionalità tutti i sistemi elettorali delle regioni italiane e il sistema di elezione diretta del sindaco. La qual cosa non sembra né possibile né ragionevole. Né credo che il professor Rossi, per il quale provo sincera stima, la pensi”

Dario Parrini, segretario regionale del Pd

Continua a leggere

12 Settembre 2014

Legge elettorale toscana. Carla Maestrini: “Primi in Italia per parità di genere”

carla-maestrini12 settembre 2014 – “Come responsabile delle pari opportunità del segreteria regionale del PD esprimo grande soddisfazione per la legge elettorale toscana appena approvata.

La nostra regione diventa con questa legge la prima in Italia per tutela della parità di genere, perché stabilisce la possibilità di esprimere una doppia preferenza nella scelta dei futuri consiglieri regionali, garantendo il principio dell’alternanza di genere.

Un segnale di attenzione che il Partito Democratico ha sostenuto con forza per imprimere un cambiamento significativo nell’intento di valorizzare la presenza e il ruolo delle donne in politica.

In questo senso, va salutata con gioia e legittimo orgoglio l’elezione di Sara Biagiotti  come primo sindaco donna presidente regionale dell’Anci, elezione avvenuta proprio nei giorni scorsi. È una scelta di innovazione la decisione di indicare un sindaco donna di grande competenza che andrà a ricoprire un ruolo di responsabilità, in linea, a livello nazionale, con le scelte del governo Renzi che ha da sempre affidato alle donne incarichi importanti e strategici.”

 

Carla Maestrini, responsabile pari opportunità Pd toscano

Continua a leggere

Livorno, le elezioni regionali, il governo nazionale. Intervista a Dario Parrini alla Festa dell’Unità labronica

dario1

12 settembre 2014 – Intervista al segretario regionale PD a margine di un’iniziativa sull’economia con Yoram Gutgeld

QUI L’INTERVISTA VIDEO

 

Continua a leggere

Livorno, le elezioni regionali, il governo nazionale. Intervista a Dario Parrini alla Festa dell’Unità labronica

dario1

12 settembre 2014 – Intervista al segretario regionale PD a margine di un’iniziativa sull’economia con Yoram Gutgeld

QUI L’INTERVISTA VIDEO

 

Continua a leggere

Legge elettorale toscana. Intervista di Dario Parrini a Repubblica Firenze

intervista parrini 12 settembre repubblica 2014

12 settembre 2014 – “E’ la riforma dei record, abbiamo ottenuto più di quanto concesso”

Clicca qui per scaricare l’intervista

Continua a leggere

Legge elettorale toscana. Intervista di Dario Parrini a Repubblica Firenze

intervista parrini 12 settembre repubblica 2014

12 settembre 2014 – “E’ la riforma dei record, abbiamo ottenuto più di quanto concesso”

Clicca qui per scaricare l’intervista

Continua a leggere