9 Aprile 2015

Moduli raccolta sottoscrizioni per presentazione candidatura in lista PD al Consiglio Regionale

Consiglio-regionaleQui scaricabili i moduli per la raccolta delle sottoscrizioni per la presentazione delle proposte di candidatura per le liste PD al consiglio regionale della Toscana come da regolamento approvato dalla direzione regionale il 27 febbraio scorso.

Due le modalità di presentazione candidature. Per presentare una candidatura alla Direzione del Coordinamento Territoriale occorre che il candidato presenti una dichiarazione d’intenti anche in forma sintetica, e un numero di firme tra gli iscritti del suo collegio stabilito tra un minimo del 4% e un massimo del 6% dei tesserati certificati 2014 in almeno il 30% dei comuni dell’ambito territoriale del collegio (nel caso del Collegio “Firenze città” in almeno il 30% dei circoli). Oppure il 15% di firme dei componenti dell’assemblea territoriale. Le firme vanno raccolte a partire dalle ore 9.00 del 9 marzo e fino alle ore 20 del 18 marzo 2015.

SCARICA I MODULI:

1) MODULO per sottoscrizione candidatura attraverso firme di ISCRITTI

2) MODULO per sottoscrizione candidatura attraverso firme COMPONENTI ASSEMBLEA Coordinamento Territoriale

NORMATIVA:

Regolamento per la definizione delle candidature nelle liste PD

Codice etico e finanziario per i candidati

Elezioni consiglio Regionale -MODULO Accettazione candidatura

RINVIO SCADENZE ALLA LUCE RINVIO DATA ELEZIONI

Vista l’indizione delle elezioni regionali per il 31 maggio riteniamo opportuno modificare il Regolamento per la presentazione delle candidature  nelle parti in cui si stabiliscono le scadenze, eventualità prevista nel Regolamento stesso.

– Per la raccolta delle firme a sottoscrizione delle proposte di candidatura la nuova scadenza sono le ore 16 di venerdì 27 marzo 2015;
– le candidature dei consiglieri ed assessori uscenti che hanno presentato richiesta di candidatura saranno oggetto di valutazione da parte della Commissione Regionale di Garanzia, entro il 1 aprile 2015;
– le direzioni territoriali per deliberare in merito alla rosa di nomi si riuniranno tra il giorno 7 e il giorno 10 aprile 2015;
– la direzione regionale invece si riunirà tra il 14 e il 17 aprile 2015.

QUI il modulo per l’accettazione della candidatura per la scelta dei candidati nelle liste PD per le elezioni del consiglio regionale 2015, come da regolamento approvato dalla direzione regionale del 27/02/2015:

Elezioni consiglio Regionale -MODULO Accettazione candidatura

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30 Marzo 2015

L’intervento di Dario Parrini in Direzione Nazionale Pd di lunedì 30 marzo

PARRINI-DIREZIONE-30-MARZOIl video dell’intervento del segretario Dario Parrini in Direzione Nazionale Pd di lunedì 30 marzo – GUARDA

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L’intervento di Dario Parrini in Direzione Nazionale Pd di lunedì 30 marzo

PARRINI-DIREZIONE-30-MARZOIl video dell’intervento del segretario Dario Parrini in Direzione Nazionale Pd di lunedì 30 marzo – GUARDA

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“La giunta Rossi bis? Il Pd toscano non è quello di 5 anni fa”, Intervista al segretario regionale Dario Parrini su Repubblica-Firenze del 30 marzo

parrini-repfi-30marzoIl segretario Parrini in vista delle regionali: lavoro come priorità e il rischio dell’astensionismo’

Intervista di Massimo Vanni al segretario regionale Dario Parrini su Repubblica – Firenze

La giunta del Rossi-bis? Sarà ben più renziana del passato. Così dice il segretario toscano del Pd Dario Parrini al via della campagna regionale.
Segretario Parrini, avete ovunque candidati renziani. Qui puntate su Rossi per coprirvi a sinistra o perché l’avete iscritto tra i renziani?
«La lista del Pd sarà plurale in ogni collegio. Rossi è stato ricandidato perché ha ben governato e per l’elevato consenso di cui gode tra i cittadini. Ciò detto, che apprezzi il governo Renzi non può che farmi piacere».
Almeno 6 degli 8 futuri assessori saranno renziani?
«Ora bisogna contrastare il rischio astensionismo spiegando cosa si è fatto e si farà per la Toscana. Parlare ora di giunta sarebbe fuori luogo. Dopo le elezioni Rossi sceglierà in autonomia, guardando a meriti e competenze, e anche al fatto che il Pd toscano di oggi non è quello di cinque anni fa».
La Marson vi accusa di scorrettezze sul Piano del paesaggio, ma se Rossi la rivolesse?
«Dalla Marson sono venute accuse infondate e scomposte. Imbarazzanti per lei. Abbiamo varato un piano all’avanguardia. Tiene insieme sviluppo e ambiente, bellezza e lavoro. Il Pd ha introdotto correzioni e del risultato dovremmo gioire tutti».
I primi sondaggi vi danno maggioritari: vittoria facile?
«Gli altri non hanno credibilità come forze di governo. Noi però ci impegneremo al massimo».
Se il rischio è l’affluenza non è un autogol votare il 31 maggio?
«L’affluenza non dipende da ragioni di calendario».
La ‘sinistra del sì’ di Fattori?
«Gli auguro buon lavoro. Guida un fronte simile alla Rifondazione degli anni ‘90 e coi limiti tipici del massimalismo: dice sì alle proposte irrealistiche e no a quelle realistiche. Peccato che alla Toscana occorrano concrete soluzioni».
Teme il progetto di Landini?
«Rispetto Landini ma non lo temo: è un nuovo Bertinotti che vuol indebolire la sinistra di governo per costruire una piccola sinistra antagonista. È suo diritto provarci. Certo mi dispiacerebbe veder lesa l’autonomia della Cgil. Ma mi sento garantito da come ha reagito Camusso ».
Il programma? La Tav è al palo e la Tirrenica non si farà.
«Il lavoro, su cui Rossi è stato un presidente eccellente, continuerà ad essere la priorità. Sulle infrastrutture, sia materiali che immateriali, ci sarà la svolta, a partire dalla Tirrenica e dalla Darsena Europa a Livorno. Il governo ci sta dando un grosso sostegno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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“La giunta Rossi bis? Il Pd toscano non è quello di 5 anni fa”, Intervista al segretario regionale Dario Parrini su Repubblica-Firenze del 30 marzo

parrini-repfi-30marzoIl segretario Parrini in vista delle regionali: lavoro come priorità e il rischio dell’astensionismo’

Intervista di Massimo Vanni al segretario regionale Dario Parrini su Repubblica – Firenze

La giunta del Rossi-bis? Sarà ben più renziana del passato. Così dice il segretario toscano del Pd Dario Parrini al via della campagna regionale.
Segretario Parrini, avete ovunque candidati renziani. Qui puntate su Rossi per coprirvi a sinistra o perché l’avete iscritto tra i renziani?
«La lista del Pd sarà plurale in ogni collegio. Rossi è stato ricandidato perché ha ben governato e per l’elevato consenso di cui gode tra i cittadini. Ciò detto, che apprezzi il governo Renzi non può che farmi piacere».
Almeno 6 degli 8 futuri assessori saranno renziani?
«Ora bisogna contrastare il rischio astensionismo spiegando cosa si è fatto e si farà per la Toscana. Parlare ora di giunta sarebbe fuori luogo. Dopo le elezioni Rossi sceglierà in autonomia, guardando a meriti e competenze, e anche al fatto che il Pd toscano di oggi non è quello di cinque anni fa».
La Marson vi accusa di scorrettezze sul Piano del paesaggio, ma se Rossi la rivolesse?
«Dalla Marson sono venute accuse infondate e scomposte. Imbarazzanti per lei. Abbiamo varato un piano all’avanguardia. Tiene insieme sviluppo e ambiente, bellezza e lavoro. Il Pd ha introdotto correzioni e del risultato dovremmo gioire tutti».
I primi sondaggi vi danno maggioritari: vittoria facile?
«Gli altri non hanno credibilità come forze di governo. Noi però ci impegneremo al massimo».
Se il rischio è l’affluenza non è un autogol votare il 31 maggio?
«L’affluenza non dipende da ragioni di calendario».
La ‘sinistra del sì’ di Fattori?
«Gli auguro buon lavoro. Guida un fronte simile alla Rifondazione degli anni ‘90 e coi limiti tipici del massimalismo: dice sì alle proposte irrealistiche e no a quelle realistiche. Peccato che alla Toscana occorrano concrete soluzioni».
Teme il progetto di Landini?
«Rispetto Landini ma non lo temo: è un nuovo Bertinotti che vuol indebolire la sinistra di governo per costruire una piccola sinistra antagonista. È suo diritto provarci. Certo mi dispiacerebbe veder lesa l’autonomia della Cgil. Ma mi sento garantito da come ha reagito Camusso ».
Il programma? La Tav è al palo e la Tirrenica non si farà.
«Il lavoro, su cui Rossi è stato un presidente eccellente, continuerà ad essere la priorità. Sulle infrastrutture, sia materiali che immateriali, ci sarà la svolta, a partire dalla Tirrenica e dalla Darsena Europa a Livorno. Il governo ci sta dando un grosso sostegno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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29 Marzo 2015

«Ma quali lobbisti… provo imbarazzo per lei», intervista a Dario Parrini sul Tirreno del 29 marzo

int-parrini-tirreno-29marzoIntervista a Dario Parrini sul Tirreno  del 29 marzo

I lobbisti nelle stanze del Consiglio? «Gravi insinuazioni, provo imbarazzo per lei». Dario Parrini, segretario regionale del Pd, ne è convinto: «Quando la Marson avrà ritrovato la calma, capirà che abbiamo approvato il piano più avanzato di Italia». Va all’attacco il renzianissimo capo deiDem.

Parrini, in aula un consigliere del Pd (Gianluca Parrini, ndr) ha rivolto all’assessore Marson offese pesanti: «Se ci fosse un Nobel per la stupidità politica – ha detto – lei lo avrebbe vinto». Condivide?

«Dico pacatamente all’assessore Marson che chi per difendere le proprie posizioni ricorre non alla critica documentata ma alla delegittimazione dell’altro, accusandolo senza fondamento di essere al servizio di interessi particolari, dimostra poca saggezza politica e di non avere argomenti concreti su cui far leva. Non avere saggezza politica non è una virtù».

Anna Marson ha mosso accuse molto forti al Pd: parla di “Imboscate” per affossare il piano, dice che lei non aveva «favori da restituire» e sarebbe stata mossa solo da interesse collettivo, mentre voi avreste fatto il gioco dei privati, in particolare di alcune multinazionali. Come risponde?

«Penso si sia espressa così in un momento d’ira. Ho provato imbarazzo per lei. Ma io apprezzo sinceramente la passione civile di Anna Marson. Per questo sono sicuro che nemmeno lei, a freddo, si riconoscerà in quello che ha detto in consiglio l’altra sera. Ma lasciamo stare le polemiche e parliamo della sostanza: abbiamo approvato il più avanzato piano paesaggistico italiano. Dovremmo tutti gioirne. Su alcune cose abbiamo condiviso totalmente l’approccio dell’assessore, su altre (ad esempio le norme sull’agricoltura) abbiamo cercato di affermare non interessi privati ma una nostra visione della pianificazione territoriale. Una visione che, sebbene diversa da quella della Marson, è altrettanto legittima. Lei può non condividerla ma non può demonizzarla».

Anche lei più volte ha sostenuto la necessità di salvaguardare il lavoro.

«Noi vogliamo la difesa del paesaggio come la Marson, ma riteniamo che questo obiettivo possa essere raggiunto con norme meno penalizzanti per il lavoro, meno burocraticamente invasive, meno amministrativamente costose e meno testualmente contorte di quelle di alcune parti della versione originaria del piano del paesaggio. Per questo abbiamo voluto e ottenuto modifiche. Per dirla con una battuta: porte aperte al vincoli utili, ma zero vincoli inutili. La divergenza è sempre stata sui mezzi, non sui fini. Sono convinto che anche l’assessore, quando avrà ritrovato la calma, capirà il senso e la bontà di questa posizione. II Pd rispetta lei, lei rispetti il Pd».

L’assessore sostiene che alla scrittura degli emendamenti, nelle stanze del Consiglio, ci fossero consulenti delle aziende, lobbisti insomma. Non è grave?

«Queste sono insinuazioni gravi e prive di basi, pura fiction».

Come giudica il lavoro fatto da Rossi? E Renzi che ne pensa, lo ha sentito?

«Rossi ha fatto un ottimo lavoro. Ha fatto sintesi in maniera ammirevole, con tenacia. Renzi non l’ho sentito ma so come la pensa: ritiene un obiettivo essenziale tanto la difesa del paesaggio quanto la riduzione della burocrazia per favorire i buoni investimenti che creano posti di lavoro».

M.N.

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«Ma quali lobbisti… provo imbarazzo per lei», intervista a Dario Parrini sul Tirreno del 29 marzo

int-parrini-tirreno-29marzoIntervista a Dario Parrini sul Tirreno  del 29 marzo

I lobbisti nelle stanze del Consiglio? «Gravi insinuazioni, provo imbarazzo per lei». Dario Parrini, segretario regionale del Pd, ne è convinto: «Quando la Marson avrà ritrovato la calma, capirà che abbiamo approvato il piano più avanzato di Italia». Va all’attacco il renzianissimo capo deiDem.

Parrini, in aula un consigliere del Pd (Gianluca Parrini, ndr) ha rivolto all’assessore Marson offese pesanti: «Se ci fosse un Nobel per la stupidità politica – ha detto – lei lo avrebbe vinto». Condivide?

«Dico pacatamente all’assessore Marson che chi per difendere le proprie posizioni ricorre non alla critica documentata ma alla delegittimazione dell’altro, accusandolo senza fondamento di essere al servizio di interessi particolari, dimostra poca saggezza politica e di non avere argomenti concreti su cui far leva. Non avere saggezza politica non è una virtù».

Anna Marson ha mosso accuse molto forti al Pd: parla di “Imboscate” per affossare il piano, dice che lei non aveva «favori da restituire» e sarebbe stata mossa solo da interesse collettivo, mentre voi avreste fatto il gioco dei privati, in particolare di alcune multinazionali. Come risponde?

«Penso si sia espressa così in un momento d’ira. Ho provato imbarazzo per lei. Ma io apprezzo sinceramente la passione civile di Anna Marson. Per questo sono sicuro che nemmeno lei, a freddo, si riconoscerà in quello che ha detto in consiglio l’altra sera. Ma lasciamo stare le polemiche e parliamo della sostanza: abbiamo approvato il più avanzato piano paesaggistico italiano. Dovremmo tutti gioirne. Su alcune cose abbiamo condiviso totalmente l’approccio dell’assessore, su altre (ad esempio le norme sull’agricoltura) abbiamo cercato di affermare non interessi privati ma una nostra visione della pianificazione territoriale. Una visione che, sebbene diversa da quella della Marson, è altrettanto legittima. Lei può non condividerla ma non può demonizzarla».

Anche lei più volte ha sostenuto la necessità di salvaguardare il lavoro.

«Noi vogliamo la difesa del paesaggio come la Marson, ma riteniamo che questo obiettivo possa essere raggiunto con norme meno penalizzanti per il lavoro, meno burocraticamente invasive, meno amministrativamente costose e meno testualmente contorte di quelle di alcune parti della versione originaria del piano del paesaggio. Per questo abbiamo voluto e ottenuto modifiche. Per dirla con una battuta: porte aperte al vincoli utili, ma zero vincoli inutili. La divergenza è sempre stata sui mezzi, non sui fini. Sono convinto che anche l’assessore, quando avrà ritrovato la calma, capirà il senso e la bontà di questa posizione. II Pd rispetta lei, lei rispetti il Pd».

L’assessore sostiene che alla scrittura degli emendamenti, nelle stanze del Consiglio, ci fossero consulenti delle aziende, lobbisti insomma. Non è grave?

«Queste sono insinuazioni gravi e prive di basi, pura fiction».

Come giudica il lavoro fatto da Rossi? E Renzi che ne pensa, lo ha sentito?

«Rossi ha fatto un ottimo lavoro. Ha fatto sintesi in maniera ammirevole, con tenacia. Renzi non l’ho sentito ma so come la pensa: ritiene un obiettivo essenziale tanto la difesa del paesaggio quanto la riduzione della burocrazia per favorire i buoni investimenti che creano posti di lavoro».

M.N.

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26 Marzo 2015

Piano Paesaggistico, Parrini: “Il Pd è riuscito a far passare una posizione riformista e non ideologica”

alpiapuane26 marzo 2015 – “In queste settimane si è discusso molto del piano del paesaggio della Toscana. Tante le falsità messe strumentalmente in giro. Il Pd è riuscito a far passare una posizione riformista e non ideologica. Grazie al nostro impegno la Toscana salvaguarderà il proprio paesaggio meglio di ogni altra regione, e lo farà senza eccessi settari, tutelando al contempo lo sviluppo e il lavoro”.

Così il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini sul Pit

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Piano Paesaggistico, Parrini: “Il Pd è riuscito a far passare una posizione riformista e non ideologica”

alpiapuane26 marzo 2015 – “In queste settimane si è discusso molto del piano del paesaggio della Toscana. Tante le falsità messe strumentalmente in giro. Il Pd è riuscito a far passare una posizione riformista e non ideologica. Grazie al nostro impegno la Toscana salvaguarderà il proprio paesaggio meglio di ogni altra regione, e lo farà senza eccessi settari, tutelando al contempo lo sviluppo e il lavoro”.

Così il segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini sul Pit

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20 Marzo 2015

Regionali, Mazzeo: “Da Fattori parole che lasciano di stucco. Usa vecchi classici dei grillini senza averne la novità, già diventata vecchia”

mazzeo-stretta20 MARZO 2015 – “Lasciano di stucco le prime frasi da candidato governatore di Tommaso Fattori sul Pd, piene di vecchi classici dei grillini senza averne neanche la novità, che peraltro adesso è già vecchia. Se parte così con la sua campagna credo proprio che sia il primo passo falso”.

Questa la reazione del responsabile organizzazione del Pd della Toscana Antonio Mazzeo alle parole del candidato presidente Tommaso Fattori oggi in conferenza stampa circa i ‘milioni di euro a disposizione del Pd’ per la prossima campagna elettorale.

“Ma quali milioni di euro, quali poteri economici?! Il Pd – continua Mazzeo – è l’unico partito che ha i propri bilanci online da anni, consultabili da tutti, e vorremmo sapere quando gli altri faranno altrettanto. Traiamo finanziamento dalle tessere degli iscritti, vorremmo sapere chi può dire altrettanto, e dal 2×1000 di cui sta per partire la campagna di informazione, dopo che siamo stati promotori della legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

E per quanto riguarda le elezioni faccio presente a Fattori che il Pd della Toscana nel Regolamento interno e nel Codice Etico (entrambi consultabili sul nostro sito) per la campagna elettorale per i nostri candidati a consigliere regionale si è imposto limiti rigorosi per quanto riguarda le spese e avremo un limite a 30 mila euro, cioè il 20% in meno del limite esistente in tutte le altre regioni. E abbiamo anche stabilito limitazioni stringenti sui mezzi pubblicitari utilizzabili proprio per impostare la nostra campagna elettorale all’insegna della sobrietà”.

“E’ triste – conclude il  responsabile Organizzazione del Pd toscano – vedere che Sel, alla ricerca di sensazionalismo, utilizzi certi argomenti e certi toni. Consigliamo loro di uscire dal recinto dei rancori e di essere più seri, parlando di proposte concrete e realizzabili e potersi confrontare su questo. Quel giorno stapperemo lo spumante”

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