Via l’Unità dalla bacheca della fabbrica“Atto grave, clima sociale non va inasprito”



Agli operai e al quotidiano fondato da Antonio Gramsci sono arrivati tanti attestati di solidarietà e vicinanza, tra cui quello del segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli.
“Solidarizziamo con l’Unità e i lavoratori della Magneti Marelli. L’Unità è un quotidiano da sempre attento e storicamente vicino al mondo del lavoro. Per questo l’esclusione, proprio all’interno di una fabbrica, di questa voce democratica ci pare un atto grave, anche per il valore simbolico”, è il messaggio di Manciulli.
“Ogni volta che viene meno uno spazio di espressione, lo spettro delle opinioni viene limitato per tutti, anche per chi la pensa diversamente. In questo momento poi, in cui l’Italia sta cercando di venire fuori da una crisi che riguarda tutti, è davvero ingiustificato ogni gesto che inasprisca il clima tra aziende e parti sociali”, conclude il segretario del Pd della Toscana.
L’articolo di oggi de l’Unità che racconta la solidarietà di lavoratori, politici, intellettuali
Via l’Unità dalla bacheca della fabbrica“Atto grave, clima sociale non va inasprito”



Agli operai e al quotidiano fondato da Antonio Gramsci sono arrivati tanti attestati di solidarietà e vicinanza, tra cui quello del segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli.
“Solidarizziamo con l’Unità e i lavoratori della Magneti Marelli. L’Unità è un quotidiano da sempre attento e storicamente vicino al mondo del lavoro. Per questo l’esclusione, proprio all’interno di una fabbrica, di questa voce democratica ci pare un atto grave, anche per il valore simbolico”, è il messaggio di Manciulli.
“Ogni volta che viene meno uno spazio di espressione, lo spettro delle opinioni viene limitato per tutti, anche per chi la pensa diversamente. In questo momento poi, in cui l’Italia sta cercando di venire fuori da una crisi che riguarda tutti, è davvero ingiustificato ogni gesto che inasprisca il clima tra aziende e parti sociali”, conclude il segretario del Pd della Toscana.
L’articolo di oggi de l’Unità che racconta la solidarietà di lavoratori, politici, intellettuali
Manciulli: “Il finanziamento pubblico ai partitiè democrazia ma ci vogliono regole trasparenti”
Intervista pubblicata il 19 febbraio 2012 da la Repubblica Firenze, a cura di Massimo Vanni



Segretario Manciulli, soddisfatti del governo Monti?
«E’ sotto gli occhi di tutti il cambio di stile. Il giudizio è positivo, l’immagine dell’Italia non è più la stessa. Questo non è un governo che è solo comunicazione, come Berlusconi, ma entra nel merito. Una svolta positiva, anche se si può non essere d’accordo su alcune cose».
Per esempio su quali cose non siete d’accordo?
«Sul mercato del lavoro sono perplesso su alcuni punti».
Siamo all’articolo 18.
«Su quello è ancora da capire la proposta. Apprezziamo che la questione, a differenza del passato, non sia stata posta in modo ideologica, ma rimaniamo persuasi che dalla crisi si deve uscire senza perdere di vistai diritti. Ora il Pd deve incalzare sul tema della crescita, il solo risanamento non basta».
Monti non è il governo che sognava?
«E’ evidente che questo non è il governo del Pd, noi vorremmo mia via più sociale di uscita dalla crisi. Una direzione più marcata verso chi ha più bisogno, ma siamo altrettanti convinti che serva uno sforzo di unità nazionale per salvare il Paese».
Si attende che il governo Monti cambi il sistema attuale di finanziamento ai partiti?
«Il finanziamento pubblico credo sia la cosa più trasparente e più democratica che si possa avere. Cambierei solo le regole relative alla trasparenza».
E perché il Pd non pubblica i bilanci?
«Il Pd toscano lo fa già, abbiamo il bilancio on line».
Non le varie federazioni.
«Presto lo faranno tutti. Non trovo però scandaloso che chi viene a votare dia 1 euro, perché col suo voto celo può anche togliere: il Pd toscano ha oltre 900 circoli con bollette, computer, fotocopiatrici. La politica costa in tutto il mondo e basarla sui finanziamenti privati significherebbe esporla agli interessi delle lobby. Oltretutto la farebbe solo chi hai soldi».
Candidati alle primarie e alle elezioni non dovrebbero avere l’obbligo della trasparenza sui singoli finanziamenti ricevuti?
«Credo che sia giusto prevederlo. Se Lusi ha sbagliato deve pagare, ma tutti devono dar conto dei soldi che ricevono».
Perché alle primarie qui vincono solo candidati del Pd?
«Da sole le primarie non risolvono mai tutto e serve comunque la politica per arrivarci. E un partito le vince quando i suoi candidati rispondono alle attese di chi vota».
Un candidato scelto senza primarie, come a Lucca, non è un investimento debole?
«Quando c’è confronto e senso di responsabilità non ho timori. Non dimentichiamo com’è andato a Siena l’anno scorso, ma anche ad Arezzo e Grosseto».
Primarie aperte o con l’Albo come chiede Barducci?
«Se si vuole salvare le primarie si deve analizzare bene pregi e difetti. Ne vedo uno, chi perde le primarie anche in Toscana dà vita alle liste civiche. Ne discuteremo quando cambieremo il nostro statuto: le primarie però sono uno strumento per i cittadini che devono scegliere e non per chi si vuole candidare».
Che aspettate allora a presentare la nuova legge elettorale per la Toscana?
«Lo faremo presto, dalla discussione è emersa l’idea del ritorno ai collegi uninominali e, in subordine, delle preferenze».
E che pensa il Pd di una Regione senza più Province?
«Presenteremo una nostra idea, perché anche superando le Province resterebbe l’esigenza di un livello di governo sovracomunale che decida dove fare l’inceneritore o una nuova strada. E i sindaci devono comprendere che, per il bene della Toscana, si deve decidere insieme, oltre la visione localistica».
Manciulli: “Il finanziamento pubblico ai partitiè democrazia ma ci vogliono regole trasparenti”
Intervista pubblicata il 19 febbraio 2012 da la Repubblica Firenze, a cura di Massimo Vanni



Segretario Manciulli, soddisfatti del governo Monti?
«E’ sotto gli occhi di tutti il cambio di stile. Il giudizio è positivo, l’immagine dell’Italia non è più la stessa. Questo non è un governo che è solo comunicazione, come Berlusconi, ma entra nel merito. Una svolta positiva, anche se si può non essere d’accordo su alcune cose».
Per esempio su quali cose non siete d’accordo?
«Sul mercato del lavoro sono perplesso su alcuni punti».
Siamo all’articolo 18.
«Su quello è ancora da capire la proposta. Apprezziamo che la questione, a differenza del passato, non sia stata posta in modo ideologica, ma rimaniamo persuasi che dalla crisi si deve uscire senza perdere di vistai diritti. Ora il Pd deve incalzare sul tema della crescita, il solo risanamento non basta».
Monti non è il governo che sognava?
«E’ evidente che questo non è il governo del Pd, noi vorremmo mia via più sociale di uscita dalla crisi. Una direzione più marcata verso chi ha più bisogno, ma siamo altrettanti convinti che serva uno sforzo di unità nazionale per salvare il Paese».
Si attende che il governo Monti cambi il sistema attuale di finanziamento ai partiti?
«Il finanziamento pubblico credo sia la cosa più trasparente e più democratica che si possa avere. Cambierei solo le regole relative alla trasparenza».
E perché il Pd non pubblica i bilanci?
«Il Pd toscano lo fa già, abbiamo il bilancio on line».
Non le varie federazioni.
«Presto lo faranno tutti. Non trovo però scandaloso che chi viene a votare dia 1 euro, perché col suo voto celo può anche togliere: il Pd toscano ha oltre 900 circoli con bollette, computer, fotocopiatrici. La politica costa in tutto il mondo e basarla sui finanziamenti privati significherebbe esporla agli interessi delle lobby. Oltretutto la farebbe solo chi hai soldi».
Candidati alle primarie e alle elezioni non dovrebbero avere l’obbligo della trasparenza sui singoli finanziamenti ricevuti?
«Credo che sia giusto prevederlo. Se Lusi ha sbagliato deve pagare, ma tutti devono dar conto dei soldi che ricevono».
Perché alle primarie qui vincono solo candidati del Pd?
«Da sole le primarie non risolvono mai tutto e serve comunque la politica per arrivarci. E un partito le vince quando i suoi candidati rispondono alle attese di chi vota».
Un candidato scelto senza primarie, come a Lucca, non è un investimento debole?
«Quando c’è confronto e senso di responsabilità non ho timori. Non dimentichiamo com’è andato a Siena l’anno scorso, ma anche ad Arezzo e Grosseto».
Primarie aperte o con l’Albo come chiede Barducci?
«Se si vuole salvare le primarie si deve analizzare bene pregi e difetti. Ne vedo uno, chi perde le primarie anche in Toscana dà vita alle liste civiche. Ne discuteremo quando cambieremo il nostro statuto: le primarie però sono uno strumento per i cittadini che devono scegliere e non per chi si vuole candidare».
Che aspettate allora a presentare la nuova legge elettorale per la Toscana?
«Lo faremo presto, dalla discussione è emersa l’idea del ritorno ai collegi uninominali e, in subordine, delle preferenze».
E che pensa il Pd di una Regione senza più Province?
«Presenteremo una nostra idea, perché anche superando le Province resterebbe l’esigenza di un livello di governo sovracomunale che decida dove fare l’inceneritore o una nuova strada. E i sindaci devono comprendere che, per il bene della Toscana, si deve decidere insieme, oltre la visione localistica».
Il Pd toscano lancia la Scuola sulla legalitàdedicata agli amministratori locali


Venerdì 17 febbraio inizia infatti la prima scuola di formazione del Partito Democratico della Toscana su “Azioni amministrative e cultura della legalità” rivolta a dirigenti ed amministratori locali.
La scuola, la prima del genere in Italia, si avvale della consulenza di Pier Luigi Vigna, già procuratore nazionale antimafia, mentre il coordinamento scientifico é affidato ad Anna Coluccia, criminologa e docente dell’Università di Siena.
Partecipano al progetto relatori di altissimo livello impegnati sui temi della lotta alla criminalità, docenti universitari, politici, magistrati, rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni, ma anche della cultura e dello spettacolo.
Il progetto sarà inaugurato il fine settimana di venerdì 17 febbraio (alle 15.30) e sabato 18 (alle 9.30) presso il Centro di Formazione “Fuligno” (via Faenza 48) a Firenze, dal responsabile legalità del Pd toscano Federico Gelli e dal segretario toscano del partito Andrea Manciulli.
L’attività formativa è scandita in moduli mensili di due giornate che prevedono il venerdì pomeriggio lezioni riservate ai partecipanti, il venerdì sera incontri e conversazioni tra gli intervenuti (“caminetto”, in certi casi, come le presentazioni di libri, aperto al pubblico) e il sabato mattina tavole rotonde anche queste pubbliche.
Gli argomenti che saranno trattati, dopo il fine settimana di inaugurazione del 17 e 18 febbraio, sono: Etica e strategia della comunicazione (2 e 3 marzo), Criminalità economica (23 e 24 marzo), Enti locali e gestione del territorio (13 e 14 aprile), Immigrazione e criminalità (18 e 19 maggio).
Il progetto ha l’obiettivo di spiegare i meccanismi della “grande” e “piccola” illegalità, dalle infiltrazioni mafiose all’intolleranza razziale, di fornire ad amministratori e dirigenti tutti gli strumenti conoscitivi e operativi per mettere in atto delle prassi di buona amministrazione, opporsi meglio alla criminalità organizzata e alla illegalità diffusa e favorire una convivenza civile solidale.
La scuola è realizzata in collaborazione con “Fondazione Caponnetto” e “Avviso Pubblico”.
Qui il programma completo della Scuola.
La presentazione del responsabile Legalità del Pd toscano Federico Gelli
Il segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli
L’ex procuratore Antimafia Pier Luigi Vigna, consulente della Scuola sulla legalità
Il Pd toscano lancia la Scuola sulla legalitàdedicata agli amministratori locali


Venerdì 17 febbraio inizia infatti la prima scuola di formazione del Partito Democratico della Toscana su “Azioni amministrative e cultura della legalità” rivolta a dirigenti ed amministratori locali.
La scuola, la prima del genere in Italia, si avvale della consulenza di Pier Luigi Vigna, già procuratore nazionale antimafia, mentre il coordinamento scientifico é affidato ad Anna Coluccia, criminologa e docente dell’Università di Siena.
Partecipano al progetto relatori di altissimo livello impegnati sui temi della lotta alla criminalità, docenti universitari, politici, magistrati, rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni, ma anche della cultura e dello spettacolo.
Il progetto sarà inaugurato il fine settimana di venerdì 17 febbraio (alle 15.30) e sabato 18 (alle 9.30) presso il Centro di Formazione “Fuligno” (via Faenza 48) a Firenze, dal responsabile legalità del Pd toscano Federico Gelli e dal segretario toscano del partito Andrea Manciulli.
L’attività formativa è scandita in moduli mensili di due giornate che prevedono il venerdì pomeriggio lezioni riservate ai partecipanti, il venerdì sera incontri e conversazioni tra gli intervenuti (“caminetto”, in certi casi, come le presentazioni di libri, aperto al pubblico) e il sabato mattina tavole rotonde anche queste pubbliche.
Gli argomenti che saranno trattati, dopo il fine settimana di inaugurazione del 17 e 18 febbraio, sono: Etica e strategia della comunicazione (2 e 3 marzo), Criminalità economica (23 e 24 marzo), Enti locali e gestione del territorio (13 e 14 aprile), Immigrazione e criminalità (18 e 19 maggio).
Il progetto ha l’obiettivo di spiegare i meccanismi della “grande” e “piccola” illegalità, dalle infiltrazioni mafiose all’intolleranza razziale, di fornire ad amministratori e dirigenti tutti gli strumenti conoscitivi e operativi per mettere in atto delle prassi di buona amministrazione, opporsi meglio alla criminalità organizzata e alla illegalità diffusa e favorire una convivenza civile solidale.
La scuola è realizzata in collaborazione con “Fondazione Caponnetto” e “Avviso Pubblico”.
Qui il programma completo della Scuola.
La presentazione del responsabile Legalità del Pd toscano Federico Gelli
Il segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli
L’ex procuratore Antimafia Pier Luigi Vigna, consulente della Scuola sulla legalità
Ferrucci: “Il rilancio dell’occupazione passadalla creazione di nuovi servizi e infrastrutture”



In questo quadro la Regione Toscana continua nei fatti a dare il suo contributo con misure volte al sostegno dei giovani e delle imprese, approvando nell’ultimo consiglio regionale la nuova legge toscana sui tirocini. Il Paese deve puntare a recuperare la capacità produttiva che è alla base della crescita della nostra economia: solo favorendo ciò, fornendo infrastrutture, servizi e quindi competitività alle imprese si potrà aumentare il livello occupazionale e stabilizzarlo.
Per questo penso che per riformare il mercato del lavoro non si possa partire dall’articolo 18 o da ipotesi di cancellazione della cassa integrazione. Sugli ammortizzatori bisogna tenere conto, come ha detto giustamente Bersani, di una crisi conclamata che è in corso e non sarà breve. Dobbiamo lavorare per favorire sia chi cerca il lavoro, sia il datore di lavoro, adoperandoci per l’introduzione nella nostra legislazione del contratto di inserimento, del salario minimo garantito, dell’abbattimento del costo per le imprese dei contratti a tempo indeterminato e una riforma degli ammortizzatori sociali che tenga insieme i problemi immediati e introducendo una formazione continua e obbligatoria.
Si deve partire dall’accordo del giugno scorso tra sindacati e Confindustria, proprio come auspicato dal presidente Napolitano, concertando con le parti e i corpi intermedi della società le riforme necessarie: occorre il coinvolgimento di responsabilità di tutti in questo momento così delicato.
Ivan Ferrucci
responsabile economia e lavoro PD Toscana
(intervento pubblicato su l’Unità del 29 gennaio 2012)
Ferrucci: “Il rilancio dell’occupazione passadalla creazione di nuovi servizi e infrastrutture”



In questo quadro la Regione Toscana continua nei fatti a dare il suo contributo con misure volte al sostegno dei giovani e delle imprese, approvando nell’ultimo consiglio regionale la nuova legge toscana sui tirocini. Il Paese deve puntare a recuperare la capacità produttiva che è alla base della crescita della nostra economia: solo favorendo ciò, fornendo infrastrutture, servizi e quindi competitività alle imprese si potrà aumentare il livello occupazionale e stabilizzarlo.
Per questo penso che per riformare il mercato del lavoro non si possa partire dall’articolo 18 o da ipotesi di cancellazione della cassa integrazione. Sugli ammortizzatori bisogna tenere conto, come ha detto giustamente Bersani, di una crisi conclamata che è in corso e non sarà breve. Dobbiamo lavorare per favorire sia chi cerca il lavoro, sia il datore di lavoro, adoperandoci per l’introduzione nella nostra legislazione del contratto di inserimento, del salario minimo garantito, dell’abbattimento del costo per le imprese dei contratti a tempo indeterminato e una riforma degli ammortizzatori sociali che tenga insieme i problemi immediati e introducendo una formazione continua e obbligatoria.
Si deve partire dall’accordo del giugno scorso tra sindacati e Confindustria, proprio come auspicato dal presidente Napolitano, concertando con le parti e i corpi intermedi della società le riforme necessarie: occorre il coinvolgimento di responsabilità di tutti in questo momento così delicato.
Ivan Ferrucci
responsabile economia e lavoro PD Toscana
(intervento pubblicato su l’Unità del 29 gennaio 2012)
Contestazione Napolitano, la condanna del Pd
“La vera indignazione è contro le prevaricazioni”



Così il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, ha deplorato ieri le contestazioni a Bologna durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Contestazioni da condannare con forza per di più – aggiunge Manciulli – perché approfittano di un’occasione di riconoscimento al nostro Presidente della Repubblica, una grande figura in cui sempre di più in questi anni ogni italiano si riconosce“.
“Crediamo – conclude il segretario toscano del Pd – che oggi l’indignazione sia quella del Paese, che trova inaccettabile una degenerazione di comportamenti verso colui che più di tutti si fa garante delle regole democratiche e che anche sui temi delle giovani generazioni ha sempre fatto sentire il suo alto richiamo alla politica“.
Contestazione Napolitano, la condanna del Pd
“La vera indignazione è contro le prevaricazioni”



Così il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, ha deplorato ieri le contestazioni a Bologna durante la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Contestazioni da condannare con forza per di più – aggiunge Manciulli – perché approfittano di un’occasione di riconoscimento al nostro Presidente della Repubblica, una grande figura in cui sempre di più in questi anni ogni italiano si riconosce“.
“Crediamo – conclude il segretario toscano del Pd – che oggi l’indignazione sia quella del Paese, che trova inaccettabile una degenerazione di comportamenti verso colui che più di tutti si fa garante delle regole democratiche e che anche sui temi delle giovani generazioni ha sempre fatto sentire il suo alto richiamo alla politica“.
