Infrastrutture, Parrini e Marras (PD): “Bene stanziamenti per Grosseto-Siena e Firenze-Siena”


Così Dario Parrini, segretario del Pd toscano, e Leonardo Marras, membro della segreteria regionale Dem, commentano positivamente l’esito dell’incontro avuto oggi dal Governatore Enrico Rossi con il Vice Ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini, con la previsione di uno stanziamento di 247 milioni per completare gli ultimi due lotti della Grosseto-Siena a quattro corsie, e le rassicurazioni del presidente di Anas Pietro Ciucci circa un investimento di 20 milioni che verrà realizzato nel 2015 per la manutenzione della Siena-Firenze.
“Unire, collegare con rapidità e sicurezza il sud e il nord della Regione può contribuire a facilitare la ripresa, ad arricchire le offerte di tutto il sistema locale, facilitare gli spostamenti per i turisti, rendere più competitiva la parte di Toscana più distante da Firenze. Questo risultato è un riconoscimento e un obiettivo raggiunto di cui ringraziamo il presidente Enrico Rossi e il governo Renzi che lo ha reso possibile”.
“Partito delle opportunità, o dell’eguaglianza”. Dario Parrini su “Europa”


http://www.europaquotidiano.it/2014/10/24/partito-delle-opportunita-o-delleguaglianza/
Le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani e Gianni Cuperlo sull’idea di Renzi del Pd come «partito delle opportunità» rendono esplicite le differenze esistenti tra una concezione moderna e dinamica e una a mio giudizio statica del ruolo della sinistra di governo in Italia.
Cuperlo ha criticato la vocazione maggioritaria del Pd, enfatizzata da Renzi, definendola «trasversalità senz’anima». Con ciò facendoci temere che egli preferisca alla trasversalità della vocazione maggioritaria, che a dire il vero un’anima ce l’ha eccome, l’unilateralità senza voti della sinistra del passato.
Ma è andato oltre: ha sbrigativamente liquidato l’enfasi sulle eguali opportunità come una posizione vecchia in quanto blairiana. Perché Blair, lui dice, è l’Old Labour. Peccato che il Labour di Blair abbia vinto tre elezioni di fila tra il 1997 e il 2005 proprio perché era identitariamente New rispetto all’Old Labour che aveva rimediato quattro sconfitte consecutive consentendo ai conservatori di restare ininterrottamente al governo per diciotto anni a partire dal 1979.
Sintomatica, sotto questo profilo, è la scarsa presa della strategia dell’attuale leader laburista Ed Miliband, venata di Old Labour e basata su una sostanziale sconfessione dell’eredità di Blair: i laburisti si sono fermati al 24% nelle ultime Europee e ristagnano attorno al 30%, ad almeno dieci punti di distanza dalle medie blairiane, nelle intenzioni di voto rilevate in vista delle decisive elezioni politiche dell’anno prossimo.
Ma più rivelatrici ancora di quelle di Cuperlo sono le parole di Bersani: la sinistra delle opportunità, ha detto Pier Luigi, è roba degli anni Ottanta. Non ha aggiunto “come Drive In, Reagan e i paninari” ma l’ha quasi certamente pensato. In queste parole c’è molta superficialità.
A parte che la riflessione sull’ideale politico della eguaglianza delle opportunità è ancora pienamente attuale e attraversa tutta la filosofia politica e l’economia dall’Ottocento ai nostri giorni – da John Stuart Mill a Léon Walras, da Josiah Stamp a Einaudi, a Bobbio, Rawls, Dworkin, Meade e Sen –, Bersani segna un autogol clamoroso in relazione alla Costituzione italiana, che a detta di molti studiosi contiene, all’articolo 3, una delle più belle e penetranti formulazioni dell’ideale delle eguali opportunità: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese».
Lungi dall’essere una roba anni ’80, le eguali opportunità sono almeno una roba del 1946-47, il biennio della Costituente. Proprio per questo il Pd, in quanto partito delle opportunità, è anche il partito dell’articolo 3 della Costituzione, che davvero, nella sua parte programmatica e valoriale, è la più bella del mondo. Un bel bagaglio con cui viaggiare nel futuro.
“Partito delle opportunità, o dell’eguaglianza”. Dario Parrini su “Europa”


http://www.europaquotidiano.it/2014/10/24/partito-delle-opportunita-o-delleguaglianza/
Le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani e Gianni Cuperlo sull’idea di Renzi del Pd come «partito delle opportunità» rendono esplicite le differenze esistenti tra una concezione moderna e dinamica e una a mio giudizio statica del ruolo della sinistra di governo in Italia.
Cuperlo ha criticato la vocazione maggioritaria del Pd, enfatizzata da Renzi, definendola «trasversalità senz’anima». Con ciò facendoci temere che egli preferisca alla trasversalità della vocazione maggioritaria, che a dire il vero un’anima ce l’ha eccome, l’unilateralità senza voti della sinistra del passato.
Ma è andato oltre: ha sbrigativamente liquidato l’enfasi sulle eguali opportunità come una posizione vecchia in quanto blairiana. Perché Blair, lui dice, è l’Old Labour. Peccato che il Labour di Blair abbia vinto tre elezioni di fila tra il 1997 e il 2005 proprio perché era identitariamente New rispetto all’Old Labour che aveva rimediato quattro sconfitte consecutive consentendo ai conservatori di restare ininterrottamente al governo per diciotto anni a partire dal 1979.
Sintomatica, sotto questo profilo, è la scarsa presa della strategia dell’attuale leader laburista Ed Miliband, venata di Old Labour e basata su una sostanziale sconfessione dell’eredità di Blair: i laburisti si sono fermati al 24% nelle ultime Europee e ristagnano attorno al 30%, ad almeno dieci punti di distanza dalle medie blairiane, nelle intenzioni di voto rilevate in vista delle decisive elezioni politiche dell’anno prossimo.
Ma più rivelatrici ancora di quelle di Cuperlo sono le parole di Bersani: la sinistra delle opportunità, ha detto Pier Luigi, è roba degli anni Ottanta. Non ha aggiunto “come Drive In, Reagan e i paninari” ma l’ha quasi certamente pensato. In queste parole c’è molta superficialità.
A parte che la riflessione sull’ideale politico della eguaglianza delle opportunità è ancora pienamente attuale e attraversa tutta la filosofia politica e l’economia dall’Ottocento ai nostri giorni – da John Stuart Mill a Léon Walras, da Josiah Stamp a Einaudi, a Bobbio, Rawls, Dworkin, Meade e Sen –, Bersani segna un autogol clamoroso in relazione alla Costituzione italiana, che a detta di molti studiosi contiene, all’articolo 3, una delle più belle e penetranti formulazioni dell’ideale delle eguali opportunità: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese».
Lungi dall’essere una roba anni ’80, le eguali opportunità sono almeno una roba del 1946-47, il biennio della Costituente. Proprio per questo il Pd, in quanto partito delle opportunità, è anche il partito dell’articolo 3 della Costituzione, che davvero, nella sua parte programmatica e valoriale, è la più bella del mondo. Un bel bagaglio con cui viaggiare nel futuro.
Sanità. Riduzione Asl Toscana da 16 a 3. Parrini: “Convincenti dichiarazioni Rossi”



Sanità. Riduzione Asl Toscana da 16 a 3. Parrini: “Convincenti dichiarazioni Rossi”



Viareggio, Dario Parrini interviene dopo dimissioni consiglieri e arrivo del Commissario Prefettizio in Comune


Betti, che ringrazio per l’impegno con cui ha affrontato una situazione assai problematica, ha ereditato condizioni finanziarie che hanno reso oggettivamente inevitabile la dichiarazione dello stato di dissesto e inattuabile il programma con cui ha vinto le elezioni del 2013.
Allo stesso tempo hanno avuto un impatto destabilizzante le scelte di Sel e le profonde divisioni del centrosinistra e del Pd comunale. Ci sono state scorrettezze e slealtà inaccettabili.
Ora però bisogna prendere atto che una fase si è definitivamente chiusa. È indispensabile che il Pd lavori da subito a ricostruire un forte legame di fiducia con la città e con le forze sociali, economiche e politiche.
In stretto raccordo col Pd territoriale della Versilia, il Pd regionale assumerà responsabilità decisionali dirette, in quanto non pensa che questo compito inedito e delicato possa essere portato avanti in solitudine dal partito comunale viareggino.
C’è uno straordinario bisogno di apertura alle migliori energie e risorse della società civile locale. Per avanzare una nuova proposta di governo solida e credibile, il Pd di Viareggio deve dare risposte convincenti, mettere in campo una più adeguata capacità unitaria e allargare decisamente i confini e il respiro della propria azione politica”.
Cosi’ il segretario del Pd toscano, Dario Parrini, dopo le dimissioni oggi di 13 consiglieri di Viareggio, che portano allo scioglimento del consiglio comunale e all’arrivo del commissario prefettizio.
Servizio idrico. Parrini risponde a Sgherri e Romanelli: “Approccio ideologico. Da esponenti della sinistra radicale delusioni a ripetizione”
15 ottobre 2014 – “Dagli esponenti toscani della sinistra radicale (oggi Sgherri e Romanelli) giungono delusioni a ripetizione. Hanno votato contro la variante al Pit sul sistema aeroportuale toscano. Hanno votato contro la riforma elettorale regionale. Sulla riorganizzazione del servizio idrico integrato, da realizzare tramite aggregazioni saggiamente promosse dal governo nazionale, mostrano un approccio ideologico trascurando la necessità di offrire a cittadini e aziende soluzioni avanzate, realistiche e non retoriche sul fronte degli investimenti, della qualità delle prestazioni e del contenimento delle tariffe. Ripeto ciò che ho detto insediandomi come segretario regionale del Pd e tante altre volte successivamente: per attuare serie politiche di sviluppo in Toscana abbiamo bisogno in tutti i campi di concretezza, di solido riformismo e di una forte cultura di governo”.
Così interviene il segretario regionale del Pd toscano, Dario Parrini, dopo le dichiarazioni odierne del capogruppo Rc-Ci in Consiglio regionale Monica Sgherri e del consigliere Mauro Romanelli sulla riorganizzazione del servizio idrico integrato.
Servizio idrico. Parrini risponde a Sgherri e Romanelli: “Approccio ideologico. Da esponenti della sinistra radicale delusioni a ripetizione”
15 ottobre 2014 – “Dagli esponenti toscani della sinistra radicale (oggi Sgherri e Romanelli) giungono delusioni a ripetizione. Hanno votato contro la variante al Pit sul sistema aeroportuale toscano. Hanno votato contro la riforma elettorale regionale. Sulla riorganizzazione del servizio idrico integrato, da realizzare tramite aggregazioni saggiamente promosse dal governo nazionale, mostrano un approccio ideologico trascurando la necessità di offrire a cittadini e aziende soluzioni avanzate, realistiche e non retoriche sul fronte degli investimenti, della qualità delle prestazioni e del contenimento delle tariffe. Ripeto ciò che ho detto insediandomi come segretario regionale del Pd e tante altre volte successivamente: per attuare serie politiche di sviluppo in Toscana abbiamo bisogno in tutti i campi di concretezza, di solido riformismo e di una forte cultura di governo”.
Così interviene il segretario regionale del Pd toscano, Dario Parrini, dopo le dichiarazioni odierne del capogruppo Rc-Ci in Consiglio regionale Monica Sgherri e del consigliere Mauro Romanelli sulla riorganizzazione del servizio idrico integrato.
Toscana. Elezioni Province. Parrini e Bruzzesi: “Grande soddisfazione per risultati PD”



La esprimono il segretario del Pd toscano, Dario Parrini, e il responsabile enti locali, Stefano Bruzzesi, dopo lo spoglio dei voti per le elezioni provinciali in Toscana.
“A Livorno, dove il risultato non era affatto scontato, Alessandro Franchi diventa presidente della Provincia. Questa volta, la strategia del sindaco grillino del capoluogo, Filippo Nogarin, di coalizzare un gruppo di forze contro il PD ‘a prescindere’, senza elementi programmatici né idee, è stato un autogol. Per noi, dopo la sconfitta alle comunali, la vittoria di ieri è un punto di svolta a Livorno.
Confermare tutte le province significa anche omogeneità politica e collaborazione tra questi livelli territoriali, in particolare verso politiche di area vasta di cui il Pd toscano da sempre è sostenitore” concludono Parrini e Bruzzesi.
Toscana. Elezioni Province. Parrini e Bruzzesi: “Grande soddisfazione per risultati PD”



La esprimono il segretario del Pd toscano, Dario Parrini, e il responsabile enti locali, Stefano Bruzzesi, dopo lo spoglio dei voti per le elezioni provinciali in Toscana.
“A Livorno, dove il risultato non era affatto scontato, Alessandro Franchi diventa presidente della Provincia. Questa volta, la strategia del sindaco grillino del capoluogo, Filippo Nogarin, di coalizzare un gruppo di forze contro il PD ‘a prescindere’, senza elementi programmatici né idee, è stato un autogol. Per noi, dopo la sconfitta alle comunali, la vittoria di ieri è un punto di svolta a Livorno.
Confermare tutte le province significa anche omogeneità politica e collaborazione tra questi livelli territoriali, in particolare verso politiche di area vasta di cui il Pd toscano da sempre è sostenitore” concludono Parrini e Bruzzesi.
