Pd Toscana. Tesseramento 2015 in linea con il 2014. 40mila iscritti
5 febbraio 2016 – Bilancio positivo per il Partito Democratico della Toscana che nel tesseramento 2015, chiuso 4 giorni fa, conferma il dato del 2014, cioè di circa 40mila iscritti. Il dato, che sarà certificato ufficialmente nelle prossime settimane, è stato presentato oggi dal segretario del Pd toscano Dario Parrini insieme al vice Antonio Mazzeo e al responsabile enti locali Stefano Bruzzesi.
Dario Parrini ha voluto commentare, a proposito di tesseramento, anche le dichiarazioni, rilasciate oggi da Pierluigi Bersani e Nico Stumpo sulla stampa e poi al convegno Nens.
“In Toscana abbiamo oggi gli stessi iscritti del 2014 grazie al grande impegno di militanti e dirigenti locali. Dichiarazioni come quelle di Bersani e Stumpo oggi sono preoccupanti e rappresentano il contrario della verità e un insulto al lavoro e alla passione di questi militanti e dirigenti che meriterebbero più rispetto – dice il segretario Pd Parrini riferendosi anche alla dichiarazione di Stumpo secondo cui “ormai al Pd si iscrivono solo gli amici di Cuffaro” -. I dati toscani sono una smentita plateale dei teorici della ‘grande fuga del Pd’: le loro previsioni tetre restano regolarmente sulla carta. Quello che ci dicono i dati toscani è che il 95% di chi era iscritto si reinscrive e che i nuovi iscritti sono il doppio dei rifiuti. E che l’unico periodo in cui gli iscritti sono crollati è stato quello della segreteria Bersani 2009-2013 quando perdemmo centinaia di migliaia di tesserati oltre che tre milioni e mezzo di voti” conclude Parrini.
A spiegare il dato toscano e’Antonio Mazzeo.
“Dei 40mila iscritti, 4mila sono nuovi iscritti e altri 2mila sono iscritti degli anni precedenti che non si erano tesserati nel 2014 ma hanno confermato la tessera nel 2015. Quattro federazioni, Empoli, Piombino, Lucca e Pistoia e 227 circoli nella regione, hanno gia’ superato il numero di iscritti del 2014 e, una volta finiti di inserire i dati, credo che anche altre federazioni faranno lo stesso. Quando c’e’ spirito di squadra e tutti si lavora nella stessa direzione i risultati arrivano e le polemiche sul presunto calo del tesseramento restano alle spalle” dice Mazzeo.
Amministrative Grosseto. Pd Toscana: “Bene primarie di coalizione, scelta in linea con statuto Pd. Come Roma, Milano, Napoli e altre citta’”
6 febbraio 2016 – La segreteria regionale del Pd toscano appoggia la scelta del Pd locale di effettuare primarie di coalizione per il candidato sindaco di Grosseto.
“Nell’ultima direzione regionale del Pd dedicata alle amministrative, abbiamo affermato, cosi’ come stabilisce il nostro statuto, che nei territori in cui la coalizione è un valore aggiunto e ci sono partiti e liste che insieme a noi condividono un’idea di governo, organizzare con questi partiti primarie di coalizione e’un obbligo morale e politico.
Grosseto e’uno di questi casi, in cui abbiamo il dovere di allargare la partecipazione nella scelta del candidato sindaco agli elettori non solo del Pd, ma dei partiti e liste che con noi si candidano al governo della citta’.
Pur essendo partito di maggioranza non interpretiamo questo come motivo di autosufficienza. Lo statuto nazionale del Pd stabilisce infatti che in via prioritaria si opti per primarie di coalizione. Ed e’infatti quando sta accadendo anche a Milano in queste ore, cosi’come a Roma e Napoli e in moltissime altre citta’ italiane” dicono il vicesegretario Pd della Toscana Antonio Mazzeo e il responsabile enti locali Stefano Bruzzesi.
“La coalizione presentata oggi a Grosseto serve non solo per vincere le elezioni, ma per continuare a dare stabilità amministrativa e propulsione riformista al governo della città” concludono Mazzeo e Bruzzesi.
Parlamento stabilisce obbligo di quote rosa nelle leggi elettorali regionali Mazzeo (Pd Toscana): “Orgogliosi di avere anticipato la legge nazionale”
L’equilibrio di genere nelle liste elettorali che la legge nazionale da ieri impone alle Regioni esiste già nella legge Toscana da oltre un anno e l’attuale consiglio è stato eletto a maggio 2015 proprio con liste composte per metà da uomini e per metà da donne.
“Siamo orgogliosi di essere stati in Toscana gli apripista di una norma che ora è legge per tutte le regioni. Già nel 2015 abbiamo votato attraverso la nuova legge elettorale regionale che prevede parità tra uomini e donne nelle liste e doppia preferenza di genere. Esattamente quello che la legge nazionale prevede adesso per tutte le regioni, anzi di più, visto che nelle nostre liste abbiamo previsto una parità 50 a 50 mentre la legge nazionale consente un rapporto di 60 a 40”
commenta il vicesegretario dem della Toscana Antonio Mazzeo in merito alla legge nazionale approvata ieri secondo cui le Regioni a statuto ordinario sono tenute a disciplinare il sistema elettorale regionale con l’adozione di specifiche misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive.
“Oggi in molti giustamente esultano per questo risultato nazionale, ma in Toscana abbiamo precorso i tempi approvando la nuova legge elettorale regionale nel 2014. Ci preme però ricordare che in quella occasione il nostro intento di arrivare ad una proposta il più condivisa possibile fu attaccato, in maniera pesante, da più di una forza politica. E quel testo, che invece noi volemmo e difendemmo fortemente, oltre alla parità di genere nelle liste, ha restituito agli elettori anche il sistema delle preferenze nella scelta dei consiglieri, ed oggi vediamo con soddisfazione che è diventato un modello a livello nazionale. Quanto approvato dal parlamento, insomma, è la dimostrazione che la buona politica si fa con le buone proposte e, oggi più che mai, possiamo ribadire che quelle che arrivavano alla nostra legge furono solo accuse strumentali di chi sa essere soltanto contro qualcosa e vede ovunque fantasmi che non esistono”.
Parlamento stabilisce obbligo di quote rosa nelle leggi elettorali regionali Mazzeo (Pd Toscana): “Orgogliosi di avere anticipato la legge nazionale”
L’equilibrio di genere nelle liste elettorali che la legge nazionale da ieri impone alle Regioni esiste già nella legge Toscana da oltre un anno e l’attuale consiglio è stato eletto a maggio 2015 proprio con liste composte per metà da uomini e per metà da donne.
“Siamo orgogliosi di essere stati in Toscana gli apripista di una norma che ora è legge per tutte le regioni. Già nel 2015 abbiamo votato attraverso la nuova legge elettorale regionale che prevede parità tra uomini e donne nelle liste e doppia preferenza di genere. Esattamente quello che la legge nazionale prevede adesso per tutte le regioni, anzi di più, visto che nelle nostre liste abbiamo previsto una parità 50 a 50 mentre la legge nazionale consente un rapporto di 60 a 40”
commenta il vicesegretario dem della Toscana Antonio Mazzeo in merito alla legge nazionale approvata ieri secondo cui le Regioni a statuto ordinario sono tenute a disciplinare il sistema elettorale regionale con l’adozione di specifiche misure per la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive.
“Oggi in molti giustamente esultano per questo risultato nazionale, ma in Toscana abbiamo precorso i tempi approvando la nuova legge elettorale regionale nel 2014. Ci preme però ricordare che in quella occasione il nostro intento di arrivare ad una proposta il più condivisa possibile fu attaccato, in maniera pesante, da più di una forza politica. E quel testo, che invece noi volemmo e difendemmo fortemente, oltre alla parità di genere nelle liste, ha restituito agli elettori anche il sistema delle preferenze nella scelta dei consiglieri, ed oggi vediamo con soddisfazione che è diventato un modello a livello nazionale. Quanto approvato dal parlamento, insomma, è la dimostrazione che la buona politica si fa con le buone proposte e, oggi più che mai, possiamo ribadire che quelle che arrivavano alla nostra legge furono solo accuse strumentali di chi sa essere soltanto contro qualcosa e vede ovunque fantasmi che non esistono”.
Pistoia capitale cultura 2017. Pd Toscana: “Mettiamo in rete città d’arte con altre realtà territoriali”. Il 12 febbraio convegno a Lucca



2 febbraio 2016 – “Al di là della soddisfazione, più che legittima, di cittadini e amministratori pistoiesi, tutta la Toscana condivide il risultato raggiunto e, soprattutto, le prospettive in termini di attrazione di flussi turistici che si aprono per il territorio. Questo ennesimo riconoscimento deve costituire uno stimolo per sviluppare politiche culturali e turistiche che mettano in rete le nostre città d’arte, sempre più caratterizzate come principale attrattore, con le altre realtà territoriali, dal Tirreno all’Appennino”.
Così il segretario del Pd della Toscana, Dario Parrini, e il responsabile cultura e turismo, Corrado Besozzi, commentano la designazione di Pistoia a capitale italiana della cultura 2017, dopo che nel 2015, sempre in Toscana, era stata Siena ad ottenere il riconoscimento.
“La Toscana compete sui mercati turistici internazionali e può dimostrarsi ancora una volta all’altezza della sfida, facendo leva proprio sull’integrazione dell’offerta. In questo quadro il Partito democratico continuerà ad accompagnare l’amministrazione regionale e quelle comunali nel percorso di valorizzazione della nostra terra fornendo idee e contributi, a cominciare dal convegno ‘Cultura e turismo tra riforme e innovazione’ in programma a Lucca il 12 febbraio” dicono i due dirigenti dem.
Il convegno si terrà a Lucca a Palazzo Ducale il 12 febbraio alle 15 e vedrà ospite la responsabile cultura e turismo del PD nazionale Lorenza Bonaccorsi, oltre agli assessori regionali competenti e ad altri qualificati ospiti.
Pistoia capitale cultura 2017. Pd Toscana: “Mettiamo in rete città d’arte con altre realtà territoriali”. Il 12 febbraio convegno a Lucca



2 febbraio 2016 – “Al di là della soddisfazione, più che legittima, di cittadini e amministratori pistoiesi, tutta la Toscana condivide il risultato raggiunto e, soprattutto, le prospettive in termini di attrazione di flussi turistici che si aprono per il territorio. Questo ennesimo riconoscimento deve costituire uno stimolo per sviluppare politiche culturali e turistiche che mettano in rete le nostre città d’arte, sempre più caratterizzate come principale attrattore, con le altre realtà territoriali, dal Tirreno all’Appennino”.
Così il segretario del Pd della Toscana, Dario Parrini, e il responsabile cultura e turismo, Corrado Besozzi, commentano la designazione di Pistoia a capitale italiana della cultura 2017, dopo che nel 2015, sempre in Toscana, era stata Siena ad ottenere il riconoscimento.
“La Toscana compete sui mercati turistici internazionali e può dimostrarsi ancora una volta all’altezza della sfida, facendo leva proprio sull’integrazione dell’offerta. In questo quadro il Partito democratico continuerà ad accompagnare l’amministrazione regionale e quelle comunali nel percorso di valorizzazione della nostra terra fornendo idee e contributi, a cominciare dal convegno ‘Cultura e turismo tra riforme e innovazione’ in programma a Lucca il 12 febbraio” dicono i due dirigenti dem.
Il convegno si terrà a Lucca a Palazzo Ducale il 12 febbraio alle 15 e vedrà ospite la responsabile cultura e turismo del PD nazionale Lorenza Bonaccorsi, oltre agli assessori regionali competenti e ad altri qualificati ospiti.
“Caro Cuperlo, ecco cosa fa e farà il Pd”. Intervento di Dario Parrini su l’Unità
Su l’Unità del 29 gennaio 2016 un articolo di Dario Parrini, in risposta a Gianni Cuperlo, su cosa fa e cosa farà il PD.
Massa. Mazzeo (Pd Toscana): “Critiche politiche legittime, ma niente insulti. Ora un chiarimento per il bene della città”
“L’immagine del PD che emerge dalle accuse incrociate di questi giorni a Massa è quanto di più lontano dalla nostra idea di Partito Democratico. Un partito plurale, aperto, che si confronta sui temi e si pone come primo obiettivo il rilancio dell’economia e del lavoro e l’uscita dalla pesante crisi economica che ha colpito in particolare proprio quel territorio. Un conto sono le critiche politiche, che comunque sarebbe bene fossero fatte nelle sedi politiche opportune, altra cosa sono gli insulti personali, le insinuazioni e i toni provocatori usati dal segretario Tongiani. Adesso si è superato il limite ed è il momento di un chiarimento vero per il bene della città”.
Così Antonio Mazzeo, vicesegretario del Pd toscano, risponde alle polemiche apparse in questi giorni sulla stampa locale di Massa.
“Vogliamo rassicurare Adriano Tongiani che nessuno nel Pd vuole costruire il Partito della Nazione che lui dipinge – aggiunge Mazzeo -. Proprio sabato scorso, come Tongiani saprà, abbiamo presentato pubblicamente al Pd nazionale il manifesto ‘Per il Partito Democratico che vogliamo’ dopo averlo discusso nei circoli di tutta la Toscana. Un partito in cui è importante il contributo di tutti e dunque un partito inclusivo e non esclusivo che è tutt’altro rispetto a quella somma di comitati elettorali permanenti senza partecipazione democratica che Tongiani prospetta. Invece di continuare a fare polemiche si pensi adesso a far funzionare i circoli, ad aumentare il radicamento sul territorio a partire dal tesseramento e a promuovere occasioni di incontro e di confronto in grado di mantenere vivo il rapporto tra cittadini, iscritti e rappresentanti del partito”.
Fusione comuni Chiusi della Verna, Chitignano, Castel Focognano. La posizione del Pd della Toscana
19 gennaio 2016 – “Lo scorso 28 novembre, a Montecatini, abbiamo espresso, come PD Toscana, un concetto molto chiaro: il nostro obiettivo è promuovere la fusione dei comuni per migliorare i servizi ed offrire risposte sempre migliori ai cittadini. Perché questo processo avvenga nel modo migliore c’è però una precondizione da rispettare: il percorso deve partire dal basso ed essere condiviso con le comunità interessate. Ogni decisione che sembrerà ‘calata dall’alto’ non potrà per questo avere la stessa efficacia e non va nella direzione che, come partito, abbiamo fortemente auspicato e sulla quale massimo sarà il nostro impegno. Su questo, come gruppo PD in consiglio regionale, terremo altissima l’attenzione e non voteremo atti che non siano prima stati pienamente condivisi anche dalla cittadinanza”.
Così Leonardo Marras, capogruppo PD in Consiglio Regionale, Antonio Mazzeo, vicesegretario PD Toscana e Maria Federica Giuliani, responsabilie riforme istituzionali PD Toscana, commentano la delibera approvata dalla giunta regionale che ha recepito le delibere dei consigli comunali relative alla ipotesi di fusione dei Comuni di Chiusi della Verna, Chitignano e Castel Focognano in provincia di Arezzo.
“Sappiamo che i cittadini di quell’area hanno dato una indicazione diversa sui comuni da fondere – proseguono Marras, Mazzeo e Giuliani – raccogliendo oltre 2mila firme per chiedere che a unirsi siano Chiusi della Verna, Bibbiena e Ortignano. La scelta della delibera di giunta era un atto dovuto ma ora aspettiamo il completamento dell’iter di verifica delle firme raccolte dalla cittadinanza. Una volta che la proposta di legge popolare arriverà in commissione decideremo poi la strada migliore da seguire ma, come detto, per quello che ci riguarda riteniamo che il percorso da privilegiare sia quello che parte dal basso”.
Manifesto “Il Partito Democratico che vogliamo”. La proposta della Toscana al Pd nazionale per una nuova forma partito


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“Intorno al documento c’è stata una partecipazione ampia e approfondita. Il partito che oggi disegniamo è un partito aperto al capitale di idee che risiede nella società, un partito che fa formazione, che prepara la propria classe dirigente” sintetizza il segretario toscano PD Dario Parrini. “A questo proposito promuoveremo da subito tre appuntamenti sul referendum costituzionale con docenti della materia perché i nostri dirigenti e amministratori abbiano tutti gli strumenti per andare a spiegare le ragioni del sì punto per punto”.
Gli appuntamenti si terranno il 19 febbraio a Firenze con Carlo Fusaro, il 26 a Pisa con Stefano Ceccanti, il 5 marzo a Siena con Massimo Rubechi.
Nel documento, sottolineata “la vocazione maggioritaria del PD, dove coincidano leadership politica e premiership”, si propone“un deciso cambio di paradigma: da partito tradizionale basato sulla militanza attiva e di massa, a partito aperto che valorizza iscritti e simpatizzanti, potenziando quel capitale di relazioni rappresentato dall’albo degli elettori delle primarie. Questo non avviene ancora, nonostante le primarie e i tentativi di apertura all’esterno. E’ necessario attivare nuove modalità partecipative”. In questo modello “il ruolo degli iscritti rimane certamente essenziale rispetto alle attività di organizzazione e tesseramento, ma dovranno anche fungere da elementi di sintesi politica rispetto alle idee e proposte affiorate”.
“In un’organizzazione di questo tipo, iscritti ed elettori si integrano. I cittadini che ci votano sono un capitale di competenza. Possono non essere interessati alla militanza attiva, ma sono in grado di apportare un contributo fondamentale con idee e proposte anche innovative” dice il responsabile organizzazione e vicesegretario toscano Antonio Mazzeo.
“Un modello a matrice dinamica, meno autoreferenziale, dove a fianco delle funzioni tradizionali del partito vengono avviati processi di ascolto. Pensiamo a focus group gestiti con metodi partecipativi, dove si discute di un progetto preciso e con un limite temporale definito in particolare sulle scelte dell’amministrazione a livello locale” spiega Riccardo Nocentini, responsabile dell’attuazione del programma per il Pd toscano.
Tra gli altri punti il documento ribadisce la necessità di un’organizzazione territoriale del partito con due nuovi livelli previsti: i coordinamenti di area vasta, dove discutere le politiche di sviluppo di livello regionale, e i livelli sovracomunali per i servizi. “Gli incontri tra i segretari delle federazioni sono già iniziati. Entro la fine di gennaio saremo pronti per dare vita ai tre coordinamenti della Toscana” spiega Mazzeo.
Nel documento viene ribadita la regola “che nessun incarico politico può durare più di due mandati pieni, o tre parziali, senza eccezioni”. Tra le proposte arrivate dai territori, la riduzione dei componenti degli organismi dirigenti affinché “non siano solo deiconsessi di ratifica”, meccanismi di valutazione dei risultati dei circoli, il “crowdfunding”, forma di finanziamento che sfrutta le potenzialità del web per promuovere progetti a cui più persone possono contribuire con somme di varia entità.
Il servizio del TG3 Rai Toscana – Guarda
Le interviste dell’agenzia ToscanaMedia – Guarda

