5 Luglio 2017

Pd Toscana, al via l’iter congressuale

A ottobre l’elezione segretari provinciali, entro fine settembre la verifica di metà mandato sulle politiche regionali e la definizione delle priorità della seconda parte della legislatura. 

Dal 25 agosto al 17 settembre la Festa regionale a Firenze al Parco delle Cascine, insieme a quella provinciale

Commissioni provinciali per il Congresso entro il 4 settembre, regolamento congressuale entro l’11 settembre, candidature a segretario provinciale da depositare entro il 1 ottobre. E, infine, dal 6 al 15 ottobre, i congressi per eleggere Segretario e assemblea provinciale e i segretari di circolo e unioni comunali.

 

Sono queste le tappe congressuali del Partito Democratico. Un percorso che comincerà da subito, con i componenti della segreteria toscana protagonisti di incontri in ognuna delle 13 federazioni per dare vita a un confronto approfondito con i singoli territori sull’attuazione delle politiche regionali a metà legislatura. Al termine, infine, un incontro finale a livello toscano da tenersi prima dell’inizio dei congressi.

 

“Siamo contenti che il partito nazionale abbia raccolto un’istanza che era arrivata in maniera molto forte anche dalla Toscana, quella di aprire l’iter congressuale nei territori per realizzare un confronto vero e aperto nelle federazioni sulle questioni programmatiche e organizzative e per permettere l’entrata in campo di energie nuove, fondamentali per affrontare le prove  elettorali e di governo che ci attendono – spiega Antonio Mazzeo, vicesegretario Pd Toscana e responsabile organizzazione – A precedere la fase congressuale vera e propria sarà un percorso di confronto sui territori sulle politiche regionali, una verifica di metà mandato per fare il punto sul lavoro di questi due anni e mettere a fuoco le questioni da affrontare con maggiore incisività nel proseguo della legislatura. Ciò che ci proponiamo è rafforzare la crescita, la coesione sociale e il dinamismo della Toscana, che si trova in una fase della sua storia caratterizzata da nuove incognite e rischi ma anche da nuove opportunità, per affrontare le quali è sempre più necessario un progetto di governo riformista e coraggioso, lontano da ogni esasperazione ideologica e massimalista. Gli incontri saranno organizzati in ognuna delle 13 federazioni e prevederanno la partecipazione delle direzioni e degli amministratori locali, coloro quindi che conoscono più da vicino le problematiche dei territori. Protagoniste saranno poi le nostre Feste dell’Unità, che saranno prevalentemente dedicate alla discussione di quello che abbiamo fatto e ci proponiamo di fare su Europa, fisco, lavoro, scuola, sociale, sicurezza, infrastrutture: temi cruciali per lo sviluppo della nostra Toscana. Quella di Firenze, al Parco delle Cascine dal 23 agosto al 10 settembre, sarà festa regionale e ospiterà quindi momenti di approfondimento ad hoc nei quali entrare nel dettaglio, tema per tema. Dopo la Festa concluderà questo percorso una tappa finale di respiro regionale a cui inviteremo anche i più importanti stakeholders toscani, per discutere a 360 gradi di sviluppo e di futuro. L’obiettivo che ci prefiggiamo è una rigenerazione del partito e questo non può che partire dai territori: nuove idee e persone per poter spingere l’acceleratore della macchina organizzativa Pd e guidarla verso le sfide che ci aspettano, come chiesto dal segretario nazionale Matteo Renzi anche lo scorso 13 giugno nell’incontro a Vie Nuove. Ascolto, confronto, progetto, rigenerazione. Queste saranno dunque le parole d’ordine del percorso che stiamo per intraprendere”.

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Pd Toscana, al via l’iter congressuale

A ottobre l’elezione segretari provinciali, entro fine settembre la verifica di metà mandato sulle politiche regionali e la definizione delle priorità della seconda parte della legislatura. 

Dal 25 agosto al 17 settembre la Festa regionale a Firenze al Parco delle Cascine, insieme a quella provinciale

Commissioni provinciali per il Congresso entro il 4 settembre, regolamento congressuale entro l’11 settembre, candidature a segretario provinciale da depositare entro il 1 ottobre. E, infine, dal 6 al 15 ottobre, i congressi per eleggere Segretario e assemblea provinciale e i segretari di circolo e unioni comunali.

 

Sono queste le tappe congressuali del Partito Democratico. Un percorso che comincerà da subito, con i componenti della segreteria toscana protagonisti di incontri in ognuna delle 13 federazioni per dare vita a un confronto approfondito con i singoli territori sull’attuazione delle politiche regionali a metà legislatura. Al termine, infine, un incontro finale a livello toscano da tenersi prima dell’inizio dei congressi.

 

“Siamo contenti che il partito nazionale abbia raccolto un’istanza che era arrivata in maniera molto forte anche dalla Toscana, quella di aprire l’iter congressuale nei territori per realizzare un confronto vero e aperto nelle federazioni sulle questioni programmatiche e organizzative e per permettere l’entrata in campo di energie nuove, fondamentali per affrontare le prove  elettorali e di governo che ci attendono – spiega Antonio Mazzeo, vicesegretario Pd Toscana e responsabile organizzazione – A precedere la fase congressuale vera e propria sarà un percorso di confronto sui territori sulle politiche regionali, una verifica di metà mandato per fare il punto sul lavoro di questi due anni e mettere a fuoco le questioni da affrontare con maggiore incisività nel proseguo della legislatura. Ciò che ci proponiamo è rafforzare la crescita, la coesione sociale e il dinamismo della Toscana, che si trova in una fase della sua storia caratterizzata da nuove incognite e rischi ma anche da nuove opportunità, per affrontare le quali è sempre più necessario un progetto di governo riformista e coraggioso, lontano da ogni esasperazione ideologica e massimalista. Gli incontri saranno organizzati in ognuna delle 13 federazioni e prevederanno la partecipazione delle direzioni e degli amministratori locali, coloro quindi che conoscono più da vicino le problematiche dei territori. Protagoniste saranno poi le nostre Feste dell’Unità, che saranno prevalentemente dedicate alla discussione di quello che abbiamo fatto e ci proponiamo di fare su Europa, fisco, lavoro, scuola, sociale, sicurezza, infrastrutture: temi cruciali per lo sviluppo della nostra Toscana. Quella di Firenze, al Parco delle Cascine dal 23 agosto al 10 settembre, sarà festa regionale e ospiterà quindi momenti di approfondimento ad hoc nei quali entrare nel dettaglio, tema per tema. Dopo la Festa concluderà questo percorso una tappa finale di respiro regionale a cui inviteremo anche i più importanti stakeholders toscani, per discutere a 360 gradi di sviluppo e di futuro. L’obiettivo che ci prefiggiamo è una rigenerazione del partito e questo non può che partire dai territori: nuove idee e persone per poter spingere l’acceleratore della macchina organizzativa Pd e guidarla verso le sfide che ci aspettano, come chiesto dal segretario nazionale Matteo Renzi anche lo scorso 13 giugno nell’incontro a Vie Nuove. Ascolto, confronto, progetto, rigenerazione. Queste saranno dunque le parole d’ordine del percorso che stiamo per intraprendere”.

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4 Luglio 2017

Nasce ‘Democratica’ il nuovo quotidiano digitale del Partito Democratico

https://www.partitodemocratico.it/partito/oggi-nasce-democratica-quotidiano-digitale-del-partito-democratico/

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Nasce ‘Democratica’ il nuovo quotidiano digitale del Partito Democratico

https://www.partitodemocratico.it/partito/oggi-nasce-democratica-quotidiano-digitale-del-partito-democratico/

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26 Giugno 2017

Elezioni amministrative, il commento di Dario Parrini segretario Pd Toscana

“Sul turno di elezioni amministrative di ieri e di due domeniche fa svolgeremo nei prossimi giorni analisi approfondite, meditate e franche, a livello nazionale e nelle singole realtà al voto. Fin d’ora si può dire che abbiamo avuto la conferma che nelle elezioni comunali non c’è ormai niente di scontato in nessun posto. Non ci sono fortezze inespugnabili e tutti i comuni risultano contendibili. Appaiono sempre più decisivi i fattori locali: chi candidi, con che programma, con quale visione della società e con quali metodi ti proponi di governare se non sei tu che hai governato; come hai governato se sei tu che hai governato: che errori hai compiuto, che meriti hai acquisito, che rapporto hai saputo costruire giorno dopo giorno coi cittadini, con il volontariato, con il mondo delle imprese; quanto sei stato inclusivo e disponibile a farti carico dei problemi collettivi; quanta empatia, umiltà e energia hai messo nel tuo lavoro; quanto hai saputo ascoltare le richieste dei singoli e dei corpi intermedi; se il contesto in cui operi è segnato dalla coesione o viceversa dalle lacerazioni. Contano anche, ovviamente, le qualità degli avversari che ti trovi di fronte, che non sono dappertutto uguali. Nelle comunali si vota al novanta per cento su queste cose, altrimenti non si capisce, per fare degli esempi tratti dalla Toscana, come mai si perde a Pistoia che ha tradizioni di sinistra e si vince a Lucca che ha una storia molto diversa; come mai si vince a Camaiore e si perde a Forte dei Marmi che gli sta accanto; come mai si perde a Serravalle Pistoiese e si vince a Quarrata che gli sta accanto; come mai si vince a San Marcello Piteglio e si perde ad Abetone Cutigliano che gli sta accanto. Nelle elezioni comunali non si vota sulle coalizioni, dato che con la stessa coalizione si ottengono risultati opposti (in Toscana, ad esempio, si vince a Lucca e si perde a Pistoia). E non si vota su come si collocano i candidati sindaci nel dibattito nazionale interno al  Pd. In Toscana si è votato in 6 comuni con più di 15 mila abitanti. Abbiamo vinto in quattro (tre al primo turno e uno al ballottaggio) e perso in due. Non nelle vicende nazionali ed extra-comunali si trova la ragione principale e sostanziale delle vittorie che ci danno grande gioia (Tambellini a Lucca, Del Dotto a Camaiore, Mazzanti a Quarrata, Benucci a Reggello). E se Bertinelli ha perso a Pistoia e Zanetti a Carrara, non nelle vicende nazionali ed extra-comunali si trova la ragione principale e sostanziale della loro sconfitta, che ovviamente amareggia non poco. Detto questo, è innegabile che i risultati di ieri e dell’11 giugno presentano anche alcuni tratti omogenei sul piano nazionale (ripresa del centrodestra, difficoltà del centrosinistra, pesante arretramento del M5S), e che hanno avuto un peso, sia sulla dimensione del non voto che sulla distribuzione dei consensi, fattori tipicamente nazionali. Ne indico uno in particolare: il livello eccessivo delle frizioni e dei contrasti a sinistra. La polemica e il conflitto continuo disorientano e spingono una parte di cittadini lontano da noi. La scissione e la incessante opera di demonizzazione del Pd portata avanti da alcuni settori della sinistra che formalmente fanno parte insieme a noi della stessa maggioranza di governo hanno disorientato e creato un disagio che sarà riassorbibile solo dando meno spazio alle questioni astratte  e più spazio alla costruzione di un rapporto di maggiore sintonia coi cittadini e di un forte e credibile progetto concreto di trasformazione moderna dell’economia e della società nel segno dell’equità e della lotta alle disuguaglianze, dello sviluppo, della solidarietà, della legalità, dell’equilibrio permanente tra diritti e doveri di cittadinanza”.

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Elezioni amministrative, il commento di Dario Parrini segretario Pd Toscana

“Sul turno di elezioni amministrative di ieri e di due domeniche fa svolgeremo nei prossimi giorni analisi approfondite, meditate e franche, a livello nazionale e nelle singole realtà al voto. Fin d’ora si può dire che abbiamo avuto la conferma che nelle elezioni comunali non c’è ormai niente di scontato in nessun posto. Non ci sono fortezze inespugnabili e tutti i comuni risultano contendibili. Appaiono sempre più decisivi i fattori locali: chi candidi, con che programma, con quale visione della società e con quali metodi ti proponi di governare se non sei tu che hai governato; come hai governato se sei tu che hai governato: che errori hai compiuto, che meriti hai acquisito, che rapporto hai saputo costruire giorno dopo giorno coi cittadini, con il volontariato, con il mondo delle imprese; quanto sei stato inclusivo e disponibile a farti carico dei problemi collettivi; quanta empatia, umiltà e energia hai messo nel tuo lavoro; quanto hai saputo ascoltare le richieste dei singoli e dei corpi intermedi; se il contesto in cui operi è segnato dalla coesione o viceversa dalle lacerazioni. Contano anche, ovviamente, le qualità degli avversari che ti trovi di fronte, che non sono dappertutto uguali. Nelle comunali si vota al novanta per cento su queste cose, altrimenti non si capisce, per fare degli esempi tratti dalla Toscana, come mai si perde a Pistoia che ha tradizioni di sinistra e si vince a Lucca che ha una storia molto diversa; come mai si vince a Camaiore e si perde a Forte dei Marmi che gli sta accanto; come mai si perde a Serravalle Pistoiese e si vince a Quarrata che gli sta accanto; come mai si vince a San Marcello Piteglio e si perde ad Abetone Cutigliano che gli sta accanto. Nelle elezioni comunali non si vota sulle coalizioni, dato che con la stessa coalizione si ottengono risultati opposti (in Toscana, ad esempio, si vince a Lucca e si perde a Pistoia). E non si vota su come si collocano i candidati sindaci nel dibattito nazionale interno al  Pd. In Toscana si è votato in 6 comuni con più di 15 mila abitanti. Abbiamo vinto in quattro (tre al primo turno e uno al ballottaggio) e perso in due. Non nelle vicende nazionali ed extra-comunali si trova la ragione principale e sostanziale delle vittorie che ci danno grande gioia (Tambellini a Lucca, Del Dotto a Camaiore, Mazzanti a Quarrata, Benucci a Reggello). E se Bertinelli ha perso a Pistoia e Zanetti a Carrara, non nelle vicende nazionali ed extra-comunali si trova la ragione principale e sostanziale della loro sconfitta, che ovviamente amareggia non poco. Detto questo, è innegabile che i risultati di ieri e dell’11 giugno presentano anche alcuni tratti omogenei sul piano nazionale (ripresa del centrodestra, difficoltà del centrosinistra, pesante arretramento del M5S), e che hanno avuto un peso, sia sulla dimensione del non voto che sulla distribuzione dei consensi, fattori tipicamente nazionali. Ne indico uno in particolare: il livello eccessivo delle frizioni e dei contrasti a sinistra. La polemica e il conflitto continuo disorientano e spingono una parte di cittadini lontano da noi. La scissione e la incessante opera di demonizzazione del Pd portata avanti da alcuni settori della sinistra che formalmente fanno parte insieme a noi della stessa maggioranza di governo hanno disorientato e creato un disagio che sarà riassorbibile solo dando meno spazio alle questioni astratte  e più spazio alla costruzione di un rapporto di maggiore sintonia coi cittadini e di un forte e credibile progetto concreto di trasformazione moderna dell’economia e della società nel segno dell’equità e della lotta alle disuguaglianze, dello sviluppo, della solidarietà, della legalità, dell’equilibrio permanente tra diritti e doveri di cittadinanza”.

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