Agricoltura. Marras: “La Toscana avrà più risorse che nel 2007-2013. L’accordo Stato-Regioni ha introdotto novità positive. Ora dalla Regione le semplificazioni amministrative”


Questo è motivo di grande soddisfazione anche perché nella trattativa tra Ministero e Regioni sono stati apportati alcuni miglioramenti significativi, sia aggiungendo al regime premiale alcune colture escluse, sia tutelando in modo più stringente la figura dell’imprenditore agricolo.
A questo punto – conclude Marras – rimane da realizzare una sostanziale opera di semplificazione delle procedure e dei controlli di competenza regionale, in modo da velocizzare la definizione dei progetti e la destinazione dei fondi. Lavoro che è già stato avviato e che presto mi auguro possa concludersi».
Il Pd dei record. Il 56,35% dei voti in Toscana alle europee e la riconquista di Prato



E nella stessa giornata per il voto nei 204 comuni chiamati a rieleggere il sindaco, il centrosinistra ha vinto nella stragrande maggioranza con l’importante risultato della riconquista del comune di Prato con Matteo Biffoni.
Rimanendo in attesa del voto di ballottaggio degli 8 comuni andati al secondo turno, se riusciremo a prevalere in tutti e 8 avremo un quadro definitivo che vedrà la totalità dei comuni capoluogo e la totalità dei comuni sopra i 15mila abitanti amministrati dal centrosinistra. Un risultato storico.
TUTTI I RISULTATI: EUROPEE – AMMINISTRATIVE
- Circ. ITALIA CENTRALE 2.652.510 voti 46,58%
- Regione TOSCANA 1.069.179 voti 56,35%
- Provincia di MASSA-CARRARA 43.052 voti 47,29%
- Provincia di LUCCA 90.011 voti 48,98%
- Provincia di PISTOIA 81.796 voti 55,90%
- Provincia di PRATO 70.061 voti 57,43%
- Provincia di FIRENZE 324.962 voti 61,83%
- Provincia di AREZZO 101.676 voti 57,31%
- Provincia di SIENA 87.667 voti 61,04%
- Provincia di GROSSETO 55.436 voti 50,16%
- Provincia di PISA 117.036 voti 54,56%
- Provincia di LIVORNO 97.482 voti 53,38%
Il Pd dei record. Il 56,35% dei voti in Toscana alle europee e la riconquista di Prato



E nella stessa giornata per il voto nei 204 comuni chiamati a rieleggere il sindaco, il centrosinistra ha vinto nella stragrande maggioranza con l’importante risultato della riconquista del comune di Prato con Matteo Biffoni.
Rimanendo in attesa del voto di ballottaggio degli 8 comuni andati al secondo turno, se riusciremo a prevalere in tutti e 8 avremo un quadro definitivo che vedrà la totalità dei comuni capoluogo e la totalità dei comuni sopra i 15mila abitanti amministrati dal centrosinistra. Un risultato storico.
TUTTI I RISULTATI: EUROPEE – AMMINISTRATIVE
- Circ. ITALIA CENTRALE 2.652.510 voti 46,58%
- Regione TOSCANA 1.069.179 voti 56,35%
- Provincia di MASSA-CARRARA 43.052 voti 47,29%
- Provincia di LUCCA 90.011 voti 48,98%
- Provincia di PISTOIA 81.796 voti 55,90%
- Provincia di PRATO 70.061 voti 57,43%
- Provincia di FIRENZE 324.962 voti 61,83%
- Provincia di AREZZO 101.676 voti 57,31%
- Provincia di SIENA 87.667 voti 61,04%
- Provincia di GROSSETO 55.436 voti 50,16%
- Provincia di PISA 117.036 voti 54,56%
- Provincia di LIVORNO 97.482 voti 53,38%
Amministrative. Intervista a Dario Parrini sul Tirreno del 27 maggio
Intervista di Stefano Bartoli al segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini sul Tirreno del 27 maggio 2014
«Abbiamo stabilito dei veri e propri record con tre Comuni in testa alla classifica nazionale: Pontassieve con il 69,8 per cento, Castelfiorentino con il 69,7, Montaione a quota 69. E poi questa Toscana al 56 per cento, una percentuale mai raggiunta neanche dal Pci di Enrico Berlinguer».
A Livorno invece le cose non sembrano essere andate così bene e ci sarà il ballottaggio con il candidato grillino…
«Beh, nel voto amministrativo ci sono anche ragioni di carattere locale: nei prossimi quindici giorni parleremo con la gente per capire le loro ragioni, e poi anche con le liste civiche a noi vicine».
È quasi incontenibile l’entusiasmo di Dario Parrini, segretario toscano del Partito democratico e renziano della prima ora: i consensi sono arrivati a valanga e il “buco” di Livorno non sembra turbarlo più di tanto. Dunque, come giudica il risultato toscano?
«È un risultato eccezionale, come dicevo mai raggiunto, neanche nelle amministrative del 1975, che fu l’anno del balzo in avanti. Tra l’altro mi piace sottolineare che in otto province su dieci siamo andati oltre il 50 per cento e nelle altre due, cioè Lucca e Massa Carrara, siamo intorno al 48-49».
Veniamo ai due casi locali più eclatanti. Il primo è Prato con Matteo Biffoni che è il simbolo di una riscossa.
«Si tratta di un risultato molto significativo. Avevamo sondaggi che ci dicevano che ce la potevamo fare al primo turno e ce l’abbiamo fatta con quasi il 60 per cento. Ma voglio sottolineare che, in una grande città come quella, non si trattava affatto di un risultato scontato».
Livorno vi ha riservato invece una brutta sorpresa: la città dove è nato il Pci manda al secondo turno il candidato del Pd. Cosa che non è accaduta a Piombino dove anche lì la crisi certamente non ha scherzato.
«A Livorno gli elettori hanno mandato al Pd un segnale che deve essere preso in considerazione. Per quanto riguarda il risultato del ballottaggio io sono fiducioso, soprattutto perché comunque il vantaggio rispetto al candidato arrivato al secondo posto, quello del Movimento 5 Stelle, è di almeno 20 punti. Credo però che si debba parlare con le persone per capire il perché di questa scelta e che si possa aprire un dialogo con le altre forze della sinistra e con le liste civiche che ci hanno mandato al ballottaggio. Da sottolineare però che abbiamo riconquistato Pescia al primo turno, Montale, Montecatini va al ballottaggio, e ottimi risultati sono arrivati anche dalla montagna pistoiese. Purtroppo, abbiamo invece perso Fiesole, certamente per ragioni locali, così come è accaduto a Livorno».
Voi avete parlato sempre di rinnovamento. Crede che il successo sia dovuto ad un effettivo ricambio, oppure il carisma di Renzi ha oscurato anche i problemi del partito?
«Io penso che ci sia stato un grandissimo rinnovamento. Bastava guardare la conferenza stampa di domenica sera dalla sede nazionale del Pd, per vedere quasi tutte facce sconosciute fino a poco tempo fa. C’è veramente una nuova classe dirigente che, insieme a Renzi, sta facendo cose difficili con risultati entusiasmanti. E non è una questione anagrafica perché abbiamo saputo coordinare la gioventù con l’esperienza, un obiettivo raggiunto grazie al metodo delle primarie». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Amministrative. Intervista a Dario Parrini sul Tirreno del 27 maggio
Intervista di Stefano Bartoli al segretario regionale del Pd toscano Dario Parrini sul Tirreno del 27 maggio 2014
«Abbiamo stabilito dei veri e propri record con tre Comuni in testa alla classifica nazionale: Pontassieve con il 69,8 per cento, Castelfiorentino con il 69,7, Montaione a quota 69. E poi questa Toscana al 56 per cento, una percentuale mai raggiunta neanche dal Pci di Enrico Berlinguer».
A Livorno invece le cose non sembrano essere andate così bene e ci sarà il ballottaggio con il candidato grillino…
«Beh, nel voto amministrativo ci sono anche ragioni di carattere locale: nei prossimi quindici giorni parleremo con la gente per capire le loro ragioni, e poi anche con le liste civiche a noi vicine».
È quasi incontenibile l’entusiasmo di Dario Parrini, segretario toscano del Partito democratico e renziano della prima ora: i consensi sono arrivati a valanga e il “buco” di Livorno non sembra turbarlo più di tanto. Dunque, come giudica il risultato toscano?
«È un risultato eccezionale, come dicevo mai raggiunto, neanche nelle amministrative del 1975, che fu l’anno del balzo in avanti. Tra l’altro mi piace sottolineare che in otto province su dieci siamo andati oltre il 50 per cento e nelle altre due, cioè Lucca e Massa Carrara, siamo intorno al 48-49».
Veniamo ai due casi locali più eclatanti. Il primo è Prato con Matteo Biffoni che è il simbolo di una riscossa.
«Si tratta di un risultato molto significativo. Avevamo sondaggi che ci dicevano che ce la potevamo fare al primo turno e ce l’abbiamo fatta con quasi il 60 per cento. Ma voglio sottolineare che, in una grande città come quella, non si trattava affatto di un risultato scontato».
Livorno vi ha riservato invece una brutta sorpresa: la città dove è nato il Pci manda al secondo turno il candidato del Pd. Cosa che non è accaduta a Piombino dove anche lì la crisi certamente non ha scherzato.
«A Livorno gli elettori hanno mandato al Pd un segnale che deve essere preso in considerazione. Per quanto riguarda il risultato del ballottaggio io sono fiducioso, soprattutto perché comunque il vantaggio rispetto al candidato arrivato al secondo posto, quello del Movimento 5 Stelle, è di almeno 20 punti. Credo però che si debba parlare con le persone per capire il perché di questa scelta e che si possa aprire un dialogo con le altre forze della sinistra e con le liste civiche che ci hanno mandato al ballottaggio. Da sottolineare però che abbiamo riconquistato Pescia al primo turno, Montale, Montecatini va al ballottaggio, e ottimi risultati sono arrivati anche dalla montagna pistoiese. Purtroppo, abbiamo invece perso Fiesole, certamente per ragioni locali, così come è accaduto a Livorno».
Voi avete parlato sempre di rinnovamento. Crede che il successo sia dovuto ad un effettivo ricambio, oppure il carisma di Renzi ha oscurato anche i problemi del partito?
«Io penso che ci sia stato un grandissimo rinnovamento. Bastava guardare la conferenza stampa di domenica sera dalla sede nazionale del Pd, per vedere quasi tutte facce sconosciute fino a poco tempo fa. C’è veramente una nuova classe dirigente che, insieme a Renzi, sta facendo cose difficili con risultati entusiasmanti. E non è una questione anagrafica perché abbiamo saputo coordinare la gioventù con l’esperienza, un obiettivo raggiunto grazie al metodo delle primarie». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Amministrative, analisi del voto di Bruzzesi e Ferrucci
28 maggio 2014 – Dei 204 comuni andati al voto per scegliere il sindaco in questa tornata elettorale di domenica scorsa 158 sono stati vinti dal centrosinistra con l’importante riconquista del comune di Prato. In attesa di sapere il risultato degli 8 comuni andati al ballottaggio, se il centrosinistra prevalesse in tutti e questi otto comuni il Pd in Toscana governerebbe in tutti i capoluoghi e in tutti i comuni sopra i 15 mila abitanti. Queste considerazioni sono state fatte oggi nel corso di una conferenza stampa dal responsabile enti locali del Pd toscano Stefano Bruzzesi e dal capogruppo in consiglio regionale Ivan Ferrucci.
Guarda le interviste
Amministrative, analisi del voto di Bruzzesi e Ferrucci
28 maggio 2014 – Dei 204 comuni andati al voto per scegliere il sindaco in questa tornata elettorale di domenica scorsa 158 sono stati vinti dal centrosinistra con l’importante riconquista del comune di Prato. In attesa di sapere il risultato degli 8 comuni andati al ballottaggio, se il centrosinistra prevalesse in tutti e questi otto comuni il Pd in Toscana governerebbe in tutti i capoluoghi e in tutti i comuni sopra i 15 mila abitanti. Queste considerazioni sono state fatte oggi nel corso di una conferenza stampa dal responsabile enti locali del Pd toscano Stefano Bruzzesi e dal capogruppo in consiglio regionale Ivan Ferrucci.
Guarda le interviste
Pd Toscana si dissocia dalle azioni di ‘Adesso Massa Carrara’
Firenze, 29 maggio 2014 – “Ci dissociamo dai contenuti della pagina Facebook e dalle iniziative dell’associazione ‘Adesso Massa Carrara’ e del suo presidente Marco Musoni”.
Così il responsabile organizzazione del Pd toscano Antonio Mazzeo, dopo la lettura dei post pubblicati sulla pagina Facebook dell’associazione ‘Adesso Massa Carrara’, di cui risulta presidente Marco Musoni. Dopo diverse segnalazioni arrivate dalla provincia di Massa Carrara, è emerso che i membri dell’associazione e Musoni si autodefiniscono la “classe dirigente renziana” della provincia di Massa Carrara, scagliandosi contro gli organi del partito, i suoi membri e anche alcuni giornalisti.
“Siamo costretti a sottolineare che Marco Musoni risulta un iscritto, ma non un dirigente del Partito Democratico come invece cerca di accreditarsi. Anzi, stigmatizziamo sia i toni dei suoi comunicati, sia il fatto che il nome del presidente del consiglio e segretario nazionale del nostro partito venga usato per spot elettorali personali.
In particolare, siamo indignati per i toni indirizzati al sindaco di Carrara Angelo Zubbani, al quale esprimiamo la nostra affettuosa vicinanza. Le scuse espresse ieri su Facebook non bastano. La politica del nostro partito si basa sul confronto sereno e rispettoso e prendiamo le distanze da coloro che non si attengono alle regole del vivere civile” conclude Mazzeo.
Pd Toscana si dissocia dalle azioni di ‘Adesso Massa Carrara’
Firenze, 29 maggio 2014 – “Ci dissociamo dai contenuti della pagina Facebook e dalle iniziative dell’associazione ‘Adesso Massa Carrara’ e del suo presidente Marco Musoni”.
Così il responsabile organizzazione del Pd toscano Antonio Mazzeo, dopo la lettura dei post pubblicati sulla pagina Facebook dell’associazione ‘Adesso Massa Carrara’, di cui risulta presidente Marco Musoni. Dopo diverse segnalazioni arrivate dalla provincia di Massa Carrara, è emerso che i membri dell’associazione e Musoni si autodefiniscono la “classe dirigente renziana” della provincia di Massa Carrara, scagliandosi contro gli organi del partito, i suoi membri e anche alcuni giornalisti.
“Siamo costretti a sottolineare che Marco Musoni risulta un iscritto, ma non un dirigente del Partito Democratico come invece cerca di accreditarsi. Anzi, stigmatizziamo sia i toni dei suoi comunicati, sia il fatto che il nome del presidente del consiglio e segretario nazionale del nostro partito venga usato per spot elettorali personali.
In particolare, siamo indignati per i toni indirizzati al sindaco di Carrara Angelo Zubbani, al quale esprimiamo la nostra affettuosa vicinanza. Le scuse espresse ieri su Facebook non bastano. La politica del nostro partito si basa sul confronto sereno e rispettoso e prendiamo le distanze da coloro che non si attengono alle regole del vivere civile” conclude Mazzeo.
“Prima le riforme e gli aeroporti. Poi si decide il futuro di Rossi”. Intervista al segretario regionale Parrini sulla Nazione del 28 maggio


DARIO PARRINI, cosa si prova ad essere il segretario di un partito che ha battuto tutti i record?
«Eravamo già il Pd più forte nel 2008 e nel 2013, alla pari dell’Emilia. Stavolta il primato è più eclatante e, soprattutto, solitario. Aver conquistato il 56% dei voti in una regione significa aver fatto qualcosa che nessuna forza di centrosinistra era mai riuscita a fare. Sono numeri che aveva la Dc nel Veneto, forse».
Alle amministrative non c’è stato il trionfo delle Europee…
«Le elezioni comunali sono andate benissimo, ci saranno i ballottaggi solo in 8 Comuni su 204. Abbiamo riconquistato Prato, Pescia, Montale. E possiamo vincere in tutti i Comuni al secondo turno, da Certaldo a Follonica, da Montecatini a San Giovanni».
Perché non ha citato Livorno? La batosta storica brucia?
«L’esistenza di liste civiche dell’area di centrosinistra ha generato una frammentazione e ha impedito al Pd di replicare il risultato delle Europee. Interpreto questo voto come una richiesta forte degli elettori di cambiamento e di accelerazione delle riforme. Cosa che Marco Ruggeri è in grado di garantire alla città. Lo dimostrerà in queste due settimane e facendo poi il sindaco».
Non le può sfuggire il fatto che i candidati al ballottaggio sono quasi tutti ‘non renziani’. Renzi ha vinto anche dove avete perso, come a Fiesole…
«E’ innegabile l’effetto Renzi in questo voto, che si è poi trasmesso al partito e in particolare ai candidati che l’hanno sostenuto. Penso a Dario Nardella, a Matteo Biffoni, a Sara Biagiotti, a Brenda Barnini. Ma non si può ragionare in termini di renziani o non renziani. I candidati a sindaco, anche nei Comuni che vanno al ballottaggio e a Fiesole, hanno conquistato la candidatura nelle primarie con competizioni aperte. E chi vince le primarie è il candidato migliore possibile, quello che unisce tutti».
Il Pd toscano è la «falange» del premier. Che conseguenze ci saranno per la candidatura a presidente della Regione?
«Apriremo la discussione sui nomi per la Regione soltanto dopo aver portato a casa cose importanti come la riforma elettorale, la legge urbanistica, il confronto sulle riforme istituzionali e sui servizi pubblici locali, dall’acqua al gas, ai rifiuti. Intanto condivido pienamente la strategia del governatore Rossi sul dossier degli aeroporti toscani. Il voto di domenica consegna al Pd una larghissima maggioranza e ci impone di essere mooperativi sul piano delle riforme. Il dibattito sui nomi è prematuro».
Pensa che le primarie siano un passaggio ineludibile, come ha richiesto lo stesso presidente Rossi, che vorrebbe farle?
«Vedremo al momento opportuno. Nella stragrande maggioranza dei Comuni con il sindaco al primo mandato, la segreteria comunale ha ricandidato l’uscente senza bisogno di primarie. L’assemblea regionale del Pd potrebbe anche chiedere a Enrico Rossi di accettare la riconferma senza passare dalle primarie».
Ma con un Pd al 56% perché gli altri partiti dovrebbero cambiare la legge elettorale? Per consegnarvi tutto il consiglio regionale?
«A tutte le forze politiche presenteremo una proposta equilibrata che tenga conto delle esigenze dei partiti. Nessuno si assumerà la responsabilità di mantenere l’attuale sistema elettorale. Sono convinto che i pilastri della riforma, le preferenze in circoscrizioni piccole, il premio di maggioranza legato alla soglia attorno al 40%, la riduzione a 40 consiglieri, le soglie di sbarramento sia per i partiti non coalizzati che per le coalizioni, registreranno un ampio consenso. Presenteremo la proposta di riforma della legge elettorale subito dopo i ballottaggi».




