Piano paesaggistico regionale, Parrini, Marcucci e Mariani rispondono a Asor Rosa e Montanari



Questa la dichiarazione congiunta del segretario del Pd della Toscana Dario Parrini, del senatore Andrea Marcucci e della deputata Raffaella Mariani con la quale rispondono alle affermazioni di Alberto Asor Rosa e Tommaso Montanari sulla legge in discussione in consiglio regionale relativa al paesaggio e capacità estrattiva.
Piano paesaggistico regionale, Parrini, Marcucci e Mariani rispondono a Asor Rosa e Montanari



Questa la dichiarazione congiunta del segretario del Pd della Toscana Dario Parrini, del senatore Andrea Marcucci e della deputata Raffaella Mariani con la quale rispondono alle affermazioni di Alberto Asor Rosa e Tommaso Montanari sulla legge in discussione in consiglio regionale relativa al paesaggio e capacità estrattiva.
Costa Concordia. Parrini: “No a sottovalutazioni sulle implicazioni ambientali. Sotto questo profilo Piombino scelta più sicura”


I timori in relazione a tali rischi, giustamente sottolineati nei giorni scorsi anche dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, sono forti e oggettivi e non possono essere facilmente messi in secondo piano. Sono convinto che da questo punto di vista l’attenzione del governo sarà estrema. Mi pare inoltre evidente che il fattore-tempo è cruciale: se per qualche ragione, laddove l’ipotesi Genova si rivelasse ambientalmente praticabile e venisse perciò privilegiata, dovesse emergere che lo spostamento del relitto non può essere effettuato prima di settembre, anche il percorso di individuazione del luogo definitivo di approdo della nave dovrebbe essere soggetto a nuove valutazioni e ad ulteriori approfondimenti”.
Così il segretario del Pd toscano Dario Parrini, in merito allo spostamento e smaltimento della Costa Concordia.
Costa Concordia. Parrini: “No a sottovalutazioni sulle implicazioni ambientali. Sotto questo profilo Piombino scelta più sicura”



I timori in relazione a tali rischi, giustamente sottolineati nei giorni scorsi anche dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, sono forti e oggettivi e non possono essere facilmente messi in secondo piano. Sono convinto che da questo punto di vista l’attenzione del governo sarà estrema. Mi pare inoltre evidente che il fattore-tempo è cruciale: se per qualche ragione, laddove l’ipotesi Genova si rivelasse ambientalmente praticabile e venisse perciò privilegiata, dovesse emergere che lo spostamento del relitto non può essere effettuato prima di settembre, anche il percorso di individuazione del luogo definitivo di approdo della nave dovrebbe essere soggetto a nuove valutazioni e ad ulteriori approfondimenti”.
Così il segretario del Pd toscano Dario Parrini, in merito allo spostamento e smaltimento della Costa Concordia.
Costa Concordia. Zappacosta: “Ascoltare la voce della Toscana”



Chiediamo al governo che il primo elemento di valutazione sia una reale analisi che contenga i fattori di rischio ambientali e non solo. La Toscana non può solo pagare le conseguenze dell’incidente, dopo che con grande dignità ha sopportato per oltre due anni la presenza del relitto in uno dei luoghi più belli del proprio territorio e dopo aver gestito in maniera ineccepibile l’emergenza. E adesso si pone anche il problema del rischio ambientale. Questo elemento merita la massima attenzione e ai tecnici chiediamo di dirci fino in fondo quali sono i rischi del percorso verso la Liguria.
Per quanto riguarda Piombino, la regione Toscana e le istituzioni locali hanno avviato in tempi record i lavori di adeguamento del porto per accogliere il relitto che potrà così percorrere un tragitto ridotto rispetto a quello verso Genova. Siamo sicuri che il Governo non rimarrà sordo e porrà la massima attenzione sulla scelta più opportuna e più compatibile da un punto di vista ambientale.
Anche alla Costa chiediamo di ascoltare la voce della Toscana, come risarcimento morale per il danno fatto e per la capacità che in primis l’Isola del Giglio ha prodigato nell’accoglienza post emergenza”.
Così Carmine Zappacosta, responsabile infrastrutture del Pd toscano, oggi in occasione della partenza del rimorchiatore con a bordo una delegazione del Pd della Valdicornia alla volta di Genova.
Dario Parrini: “L’idea di riproporre le Feste dell’Unità: cosa significa secondo me”



“L’IDEA DI RIPROPORRE LE FESTE DELL’UNITÀ: COSA SIGNIFICA SECONDO ME
Il cambio di nome delle Feste dell’Unità svolse una funzione agli albori del Pd, nel 2008: il nuovo partito appariva allora come la somma di due vecchi partiti e di due popoli, quello ex comunista/diessino e quello ex democristiano/margheritino. In quel momento la mescolanza tra le due storie fondative del nuovo corso democratico era appena iniziata e incontrava non pochi ostacoli: c’era, lo ricordo bene, un’esigenza di “simbolicamente corretto” che oggi, grazie al cielo, non c’è più. Oggi, come hanno osservato molti, il Pd è nato davvero, specie dopo l’ultimo congresso e dopo le ultime europee. Nessuno si domanda più, nel nostro partito, se uno è ex Ds o ex Margherita. Proprio perché adesso siamo tutti semplicemente e solamente “democratici” ci scopriamo finalmente in grado di riconoscerci tutti in tutte le cose più belle del nostro passato, senza star lì a disquisire se sono “nostre” o degli “altri”: questo steccato è finalmente e definitivamente caduto. Bravo Renzi a capirlo e a dirlo. Oltre ad essere un gesto di attenzione verso un giornale in difficoltà, la sua idea di riproporre le Feste dell’Unità (peraltro rimaste in vita in molti comuni anche in questi anni) ha questo significato: il Pd è finalmente nato. L’amalgama ora può dirsi riuscito. Avanti!”
Dario Parrini: “L’idea di riproporre le Feste dell’Unità: cosa significa secondo me”



“L’IDEA DI RIPROPORRE LE FESTE DELL’UNITÀ: COSA SIGNIFICA SECONDO ME
Il cambio di nome delle Feste dell’Unità svolse una funzione agli albori del Pd, nel 2008: il nuovo partito appariva allora come la somma di due vecchi partiti e di due popoli, quello ex comunista/diessino e quello ex democristiano/margheritino. In quel momento la mescolanza tra le due storie fondative del nuovo corso democratico era appena iniziata e incontrava non pochi ostacoli: c’era, lo ricordo bene, un’esigenza di “simbolicamente corretto” che oggi, grazie al cielo, non c’è più. Oggi, come hanno osservato molti, il Pd è nato davvero, specie dopo l’ultimo congresso e dopo le ultime europee. Nessuno si domanda più, nel nostro partito, se uno è ex Ds o ex Margherita. Proprio perché adesso siamo tutti semplicemente e solamente “democratici” ci scopriamo finalmente in grado di riconoscerci tutti in tutte le cose più belle del nostro passato, senza star lì a disquisire se sono “nostre” o degli “altri”: questo steccato è finalmente e definitivamente caduto. Bravo Renzi a capirlo e a dirlo. Oltre ad essere un gesto di attenzione verso un giornale in difficoltà, la sua idea di riproporre le Feste dell’Unità (peraltro rimaste in vita in molti comuni anche in questi anni) ha questo significato: il Pd è finalmente nato. L’amalgama ora può dirsi riuscito. Avanti!”


