26 Luglio 2014

Legge elettorale toscana. Il costituzionalista Clementi dà un giudizio positivo: “Cosa straordinaria, per la prima volta in una regione si introduce ballottaggio”

consiglio_regionale26 luglio 2014 – Francesco Clementi – docente di diritto comparato a Perugia, costituzionalista, già membro della commissione dei 35 saggi nominata dal governo nel giugno 2013 – intervenendo in un dibattito ieri sera a Castelfiorentino con il segretario regionale del Pd, Dario Parrini, ha parlato anche della proposta di riforma elettorale toscana dandone un giudizio positivo al pari di quanto hanno fatto nei giorni scorsi due suoi autorevoli colleghi come Stefano Ceccanti e Salvatore Vassallo. 
“In Toscana – ha detto il professor Clementi – si sta facendo una cosa straordinaria perché per la prima volta in una regione si introduce il ballottaggio. E anche il minilistino bloccato facoltativo, inserito nel testo di legge per allargare il perimetro dell’intesa politica sulla riforma, oltre che ovviamente costituzionale mi pare una soluzione intelligente. Intelligente perché è bello che ci siano partiti che possono rinunciare al listino e dire agli altri: ‘Volete il listino? Bene, fatevelo, noi non lo facciamo’. In questo modo gli elettori sapranno che ci sono partiti che hanno deciso di farne a meno e partiti che hanno deciso di usarlo. Noi dobbiamo essere capaci di spiegare che esercitare questa facoltà nell’una o nell’altra direzione ha un valore”. 
Il segretario regionale Parrini ha dal canto suo ribadito che il Pd ha già ufficialmente deciso, con un voto nella direzione regionale dello scorso 17 marzo, che non userà listino. “Sfidiamo a fare altrettanto tutte le forze che oggi a parole lo osteggiano”, ha detto Parrini, “vedremo chi è coerente e chi no”.

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Legge elettorale toscana. Il costituzionalista Clementi dà un giudizio positivo: “Cosa straordinaria, per la prima volta in una regione si introduce ballottaggio”

consiglio_regionale26 luglio 2014 – Francesco Clementi – docente di diritto comparato a Perugia, costituzionalista, già membro della commissione dei 35 saggi nominata dal governo nel giugno 2013 – intervenendo in un dibattito ieri sera a Castelfiorentino con il segretario regionale del Pd, Dario Parrini, ha parlato anche della proposta di riforma elettorale toscana dandone un giudizio positivo al pari di quanto hanno fatto nei giorni scorsi due suoi autorevoli colleghi come Stefano Ceccanti e Salvatore Vassallo. 
“In Toscana – ha detto il professor Clementi – si sta facendo una cosa straordinaria perché per la prima volta in una regione si introduce il ballottaggio. E anche il minilistino bloccato facoltativo, inserito nel testo di legge per allargare il perimetro dell’intesa politica sulla riforma, oltre che ovviamente costituzionale mi pare una soluzione intelligente. Intelligente perché è bello che ci siano partiti che possono rinunciare al listino e dire agli altri: ‘Volete il listino? Bene, fatevelo, noi non lo facciamo’. In questo modo gli elettori sapranno che ci sono partiti che hanno deciso di farne a meno e partiti che hanno deciso di usarlo. Noi dobbiamo essere capaci di spiegare che esercitare questa facoltà nell’una o nell’altra direzione ha un valore”. 
Il segretario regionale Parrini ha dal canto suo ribadito che il Pd ha già ufficialmente deciso, con un voto nella direzione regionale dello scorso 17 marzo, che non userà listino. “Sfidiamo a fare altrettanto tutte le forze che oggi a parole lo osteggiano”, ha detto Parrini, “vedremo chi è coerente e chi no”.

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24 Luglio 2014

Annullato dibattito questa sera a Festa regionale dell’Unità a San Miniato

24 LUGLIO 2014 – A causa di impegni parlamentari di Lorenzo Guerini (Vice Segretario del Pd) e Paolo Fontanelli (Deputato Questore della Camera) legati al voto sul Bilancio della Camera, l’iniziativa prevista per questa sera alla Festa regionale dell’Unità in corso a San Miniato, insieme a Francesco Nocchi e Antonio Mazzeo, è annullata.

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Legge elettorale toscana. Il costituzionalista Ceccanti: “Soluzione equilibrata e innovativa”. Soddisfazione del segretario Parrini

parrini-ceccanti24 luglio 2014 -Dario Parrini commenta le parole del professor Stefano Ceccanti sull’accordo di legge elettorale toscana: “Dall’articolo di Ceccanti risulta evidente come non abbia alcun fondamento il sospetto di incostituzionalità gettato sul testo oggetto dell’intesa”

“Stefano Ceccanti è uno dei maggiori costituzionalisti italiani. Insegna diritto pubblico comparato alla Sapienza di Roma e in quanto costituzionalista ha fatto parte della Commissione dei 35 saggi che nel giugno 2013 fu nominata dal governo Letta per avanzare un progetto complessivo di riforma costituzionale. Ceccanti, nato a Pisa, è anche un toscano. E forse per questo ha sentito il bisogno di dire la sua autorevole opinione sull’accordo per la riforma elettorale regionale ufficializzato ieri in Toscana dalla maggioranza di centrosinistra e da Fi. Dall’articolo di Ceccanti risulta evidente come non abbia alcun fondamento il sospetto di incostituzionalità gettato sul testo oggetto dell’intesa. Spero che da domani si torni a discutere del merito della riforma, senza allarmismi ingiustificati, che somigliano a quelli messi in giro da coloro che senza senso della misura e rispetto della realtà definiscono ‘svolta autoritaria’ la riforma del Senato che si sta votando in queste ore”.

 ceccanti

Così il segretario del PD della Toscana, Dario Parrini, commenta l’articolo pubblicato oggi dal professor Stefano Ceccanti sul proprio blog in merito all’accordo di legge elettorale toscana.  Qui di seguito e a questo link  l’articolo di Stefano Ceccanti:

 

La nuova proposta di legge elettorale toscana: una soluzione innovativa ed equilibrata, senz’altro costituzionale

 

“La Toscana sembra aver trovato la quadra di una nuova legge elettorale regionale che si presenta come equilibrata, ma anche innovativa per alcuni profili significativi.
Anche se le osservazioni della Corte costituzionale nella sentenza 1/2014 per la legge elettorale nazionale non si prestano ad essere trasposte meccanicamente sul piano regionale (le esigenze di equilibrio sono maggiori sul piano del Parlamento nazionale che elegge organi di garanzia e che ha compiti di revisione costituzionale) le soluzioni adottate per la governabilità appaiono particolarmente garantiste. Infatti per la prima volta in una Regione si stabilisce un secondo turno eventuale se nessun candidato al primo turno superi il 40%. Le altre Regioni, sin qui, o hanno privilegiato la logica della governabilità dando comunque la maggioranza garantita al primo turno o, come in Sicilia, hanno ridotto il premio spingendo però il Presidente eletto, in caso di successo limitato, a governare a vista, con maggioranze incerte. Opportuno anche il dosaggio del premio: dal 57,5 al 60% dei seggi a seconda dei consensi ottenuti (60% solo in caso di successo al primo turno con più del 45% dei voti). Appezzabile anche il tetto massimo del 65% dei seggi alla lista o coalizione vincente, cosa che potrebbe persino trasformarsi in una sorta di premio alle minoranze. Ragionevole anche la differenza tra le soglie, che appare in continuità con la legislazione elettorale post 1993: 10 per le coalizioni, 5 per le liste non coalizzate e 3 per le coalizzate. La differenza è discutibile solo quando si allarga eccessivamente la forbice, col rischio di favorire coalizioni eterogenee, come oggi alla Camera dei deputati, dove troppo forte è lo scarto tra il 4 dei non coalizzati e il 2 con addirittura il recupero della prima lista sotto soglia per i coalizzati.
Ragionevole anche la soluzione flessibile adottata nel dilemma liste bloccate/preferenze, che la sentenza 1/2014 ha rinviato per intero alla responsabilità del legislatore, ponendo solo un limite alle liste bloccate eccessivamente lunghe, che spersonalizzano il rapporto tra eletti ed elettori. Il sistema prevede che ogni lista, se lo desidera, preveda un listino regionale fino a un massimo di tre nomi, che sarebbero i primi degli eletti e gli altri su base circoscrizionale provinciale con la possibilità di preferenza doppia di genere e la provincia di Firenze suddivisa in quattro circoscrizioni, in modo da evitare i problemi maggiori che pongono la preferenze quando sono applicate in circoscrizioni molto grandi. Stupisce che l’ufficio legislativo della Regione tacci di incostituzionalità quella che è peraltro una mera facoltà e non un obbligo per le liste regionali, smentendo la lettera della sentenza 1/2014 in cui si spiega che le liste bloccate lunghe erano censurate, ma che si giudica “la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi, né con altri caratterizzati da circoscrizioni elettorali di dimensioni territorialmente ridotte, nelle quali il numero dei candidati da eleggere sia talmente esiguo da garantire l’effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l’effettività della scelta e la libertà del voto (al pari di quanto accade nel caso dei collegi uninominali)”

 

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Legge elettorale toscana. Il costituzionalista Ceccanti: “Soluzione equilibrata e innovativa”. Soddisfazione del segretario Parrini

parrini-ceccanti24 luglio 2014 -Dario Parrini commenta le parole del professor Stefano Ceccanti sull’accordo di legge elettorale toscana: “Dall’articolo di Ceccanti risulta evidente come non abbia alcun fondamento il sospetto di incostituzionalità gettato sul testo oggetto dell’intesa”

“Stefano Ceccanti è uno dei maggiori costituzionalisti italiani. Insegna diritto pubblico comparato alla Sapienza di Roma e in quanto costituzionalista ha fatto parte della Commissione dei 35 saggi che nel giugno 2013 fu nominata dal governo Letta per avanzare un progetto complessivo di riforma costituzionale. Ceccanti, nato a Pisa, è anche un toscano. E forse per questo ha sentito il bisogno di dire la sua autorevole opinione sull’accordo per la riforma elettorale regionale ufficializzato ieri in Toscana dalla maggioranza di centrosinistra e da Fi. Dall’articolo di Ceccanti risulta evidente come non abbia alcun fondamento il sospetto di incostituzionalità gettato sul testo oggetto dell’intesa. Spero che da domani si torni a discutere del merito della riforma, senza allarmismi ingiustificati, che somigliano a quelli messi in giro da coloro che senza senso della misura e rispetto della realtà definiscono ‘svolta autoritaria’ la riforma del Senato che si sta votando in queste ore”.

 ceccanti

Così il segretario del PD della Toscana, Dario Parrini, commenta l’articolo pubblicato oggi dal professor Stefano Ceccanti sul proprio blog in merito all’accordo di legge elettorale toscana.  Qui di seguito e a questo link  l’articolo di Stefano Ceccanti:

 

La nuova proposta di legge elettorale toscana: una soluzione innovativa ed equilibrata, senz’altro costituzionale

 

“La Toscana sembra aver trovato la quadra di una nuova legge elettorale regionale che si presenta come equilibrata, ma anche innovativa per alcuni profili significativi.
Anche se le osservazioni della Corte costituzionale nella sentenza 1/2014 per la legge elettorale nazionale non si prestano ad essere trasposte meccanicamente sul piano regionale (le esigenze di equilibrio sono maggiori sul piano del Parlamento nazionale che elegge organi di garanzia e che ha compiti di revisione costituzionale) le soluzioni adottate per la governabilità appaiono particolarmente garantiste. Infatti per la prima volta in una Regione si stabilisce un secondo turno eventuale se nessun candidato al primo turno superi il 40%. Le altre Regioni, sin qui, o hanno privilegiato la logica della governabilità dando comunque la maggioranza garantita al primo turno o, come in Sicilia, hanno ridotto il premio spingendo però il Presidente eletto, in caso di successo limitato, a governare a vista, con maggioranze incerte. Opportuno anche il dosaggio del premio: dal 57,5 al 60% dei seggi a seconda dei consensi ottenuti (60% solo in caso di successo al primo turno con più del 45% dei voti). Appezzabile anche il tetto massimo del 65% dei seggi alla lista o coalizione vincente, cosa che potrebbe persino trasformarsi in una sorta di premio alle minoranze. Ragionevole anche la differenza tra le soglie, che appare in continuità con la legislazione elettorale post 1993: 10 per le coalizioni, 5 per le liste non coalizzate e 3 per le coalizzate. La differenza è discutibile solo quando si allarga eccessivamente la forbice, col rischio di favorire coalizioni eterogenee, come oggi alla Camera dei deputati, dove troppo forte è lo scarto tra il 4 dei non coalizzati e il 2 con addirittura il recupero della prima lista sotto soglia per i coalizzati.
Ragionevole anche la soluzione flessibile adottata nel dilemma liste bloccate/preferenze, che la sentenza 1/2014 ha rinviato per intero alla responsabilità del legislatore, ponendo solo un limite alle liste bloccate eccessivamente lunghe, che spersonalizzano il rapporto tra eletti ed elettori. Il sistema prevede che ogni lista, se lo desidera, preveda un listino regionale fino a un massimo di tre nomi, che sarebbero i primi degli eletti e gli altri su base circoscrizionale provinciale con la possibilità di preferenza doppia di genere e la provincia di Firenze suddivisa in quattro circoscrizioni, in modo da evitare i problemi maggiori che pongono la preferenze quando sono applicate in circoscrizioni molto grandi. Stupisce che l’ufficio legislativo della Regione tacci di incostituzionalità quella che è peraltro una mera facoltà e non un obbligo per le liste regionali, smentendo la lettera della sentenza 1/2014 in cui si spiega che le liste bloccate lunghe erano censurate, ma che si giudica “la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi, né con altri caratterizzati da circoscrizioni elettorali di dimensioni territorialmente ridotte, nelle quali il numero dei candidati da eleggere sia talmente esiguo da garantire l’effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l’effettività della scelta e la libertà del voto (al pari di quanto accade nel caso dei collegi uninominali)”

 

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Domenica si chiude la Festa dell’Unità di San Miniato. I dibattiti del fine settimana

VOLANTINO-festa2014Ultimi giorni per la Festa regionale dell’Unità organizzata quest’anno a San Miniato Basso (PI), in corso fino a domenica 27 luglio nei giardini della Casa Culturale di via Pizzigoni. Venerdì 25 luglio, alle 21.30, Stefano Fabbri, caporedattore dell’Ansa toscana intervista Debora Serracchiani, vicesegretaria Pd e presidente Regione Friuli Venezia Giulia.
Sabato 26 luglio, alle 21.30, si parla del semestre europeo dell’Italia, con Nicola Danti, europarlamentare Pd-Pse, e Gianni Pittella, presidente Gruppo S&D parlamento europeo intervistati da Gaetano D’Arienzo, giornalista Italia 7.
Domenica 27, alle 21.30, la serata conclusiva, “Una nuova cultura politica per la sinistra in Italia e in Europa”, con Matteo Orfini (deputato e presidente PD) e Dario Parrini (Segretario PD Toscana) intervistati da Elisabetta Matini, direttrice agenzia Toscana Media.

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Un incidente porta via la consigliera PD di Sesto Sara Lapi

“Ho appena saputo che questa notte un incidente ha portato via Sara Lapi, una ragazza giovane e brillante, che a 28 anni era già una professionista nel suo campo lavorativo e al tempo stesso dava il suo contributo in politica alla comunità di Sesto, con il sindaco Sara Biagiotti che l’aveva voluta al suo fianco come consigliera delegata. Alla famiglia, agli amici di Sara Lapi, all’amministrazione di Sesto vorrei esprimere il profondo cordoglio del nostro partito”. Così’ il segretario del PD toscano Dario Parrini, appresa la notizia della morte della consigliera comunale di Sesto Sara Lapi avvenuta questa notte in un incidente stradale.

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23 Luglio 2014

Festa regionale dell’Unità San Miniato. Giovedì 24 luglio Guerini, Fontanelli, Nocchi, Mazzeo

foto-palcoProsegue la Festa regionale dell’Unità organizzata quest’anno a San Miniato Basso (PI), in corso fino al 27 luglio nei giardini della Casa Culturale di via Pizzigoni.

Domani, giovedì 24 luglio, alle 21 il dibattito dal titolo “Un leader forte per un partito non personale”, con Lorenzo Guerini (deputato, vicesegretario nazionale PD), Paolo Fontanelli (deputato, questore Camera), Francesco Nocchi (segretario provinciale Pd Pisa)  e Antonio Mazzeo (responsabile organizzazione Pd Toscana). Modera Massimo Marini, giornalista di Punto Radio e Granducato Tv.

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18 Luglio 2014

Festa regionale dell’Unità. Domani Cuperlo e Castagnetti. Lunedì Lotti e Biffoni

VOLANTINO-festa201418 luglio 2014 – Prosegue la Festa regionale dell’Unità organizzata quest’anno a San Miniato Basso (PI), in corso fino al 27 luglio nei giardini della Casa Culturale di via Pizzigoni. Domani Sabato 19 alle ore 21.30 incontro dal titolo “Enrico Berlinguer, dialogo a trent’anni dalla sua scomparsa: un’eredità politica attuale”. Interverranno Gianni Cuperlo e Pierluigi Castagnetti, introduce Cristian Pardossi della Segreteria regionale del Pd.

Lunedì 21 alle ore 21,30 incontro dal titolo “L’Italia che cambia, dai comuni al Governo”  con Luca Lotti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, e Matteo Biffoni, sindaco di Prato. Introduce Antonio Mazzeo, responsabile Organizzazione Pd della Toscana, modera Vladimiro Frulletti dell’Unità.

 

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Festa regionale dell’Unità. Domani Cuperlo e Castagnetti. Lunedì Lotti e Biffoni

VOLANTINO-festa201418 luglio 2014 – Prosegue la Festa regionale dell’Unità organizzata quest’anno a San Miniato Basso (PI), in corso fino al 27 luglio nei giardini della Casa Culturale di via Pizzigoni. Domani Sabato 19 alle ore 21.30 incontro dal titolo “Enrico Berlinguer, dialogo a trent’anni dalla sua scomparsa: un’eredità politica attuale”. Interverranno Gianni Cuperlo e Pierluigi Castagnetti, introduce Cristian Pardossi della Segreteria regionale del Pd.

Lunedì 21 alle ore 21,30 incontro dal titolo “L’Italia che cambia, dai comuni al Governo”  con Luca Lotti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, e Matteo Biffoni, sindaco di Prato. Introduce Antonio Mazzeo, responsabile Organizzazione Pd della Toscana, modera Vladimiro Frulletti dell’Unità.

 

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