Costa Concordia, Manciulli: “Giusto coinvolgere
l’economia toscana nelle operazioni di recupero”



Così il segretario regionale del Pd toscano Andrea Manciulli appoggia l’azione del presidente Enrico Rossi che chiede il coinvolgimento di aziende e strutture toscane per i lavori conseguenti allo smantellamento del relitto della Costa Concordia.
“Riteniamo – dice Manciulli – che il territorio legittimamente meriti le ricadute economiche che possono derivare dalle prossime operazioni necessarie sul relitto. A questo fine sta portando avanti un ottimo lavoro il presidente Rossi che ha anche spiegato concretamente dove e in che modo i porti e le aziende toscane possono essere coinvolti per contribuire all’operazione”.
Costa Concordia, Manciulli: “Giusto coinvolgere
l’economia toscana nelle operazioni di recupero”



Così il segretario regionale del Pd toscano Andrea Manciulli appoggia l’azione del presidente Enrico Rossi che chiede il coinvolgimento di aziende e strutture toscane per i lavori conseguenti allo smantellamento del relitto della Costa Concordia.
“Riteniamo – dice Manciulli – che il territorio legittimamente meriti le ricadute economiche che possono derivare dalle prossime operazioni necessarie sul relitto. A questo fine sta portando avanti un ottimo lavoro il presidente Rossi che ha anche spiegato concretamente dove e in che modo i porti e le aziende toscane possono essere coinvolti per contribuire all’operazione”.
Il direttore de l’Unità a Piombino: affissione del giornale sulla bacheca della Lucchini e poi intervista con i giovani
Oggi il Partito Democratico ospita il Direttore de l’Unità a Piombino. Claudio Sardo, accompagnato dalle istituzioni locali e dalle associazioni sindacali, visiterà lo stabilimento Lucchini ed affiggerà il proprio quotidiano, L’Unità, alla bacheca della Fabbrica, prima di distribuirla ai lavoratori.
A questo momento altamente simbolico seguirà un’intervista frizzante e moderna condotta dai giovani sul tema della libertà e del lavoro, in un ottica europeista. L’iniziativa dal titolo “Libertà e lavoro nel futuro dell’Europa” sarà l’opportunità per ripercorrere quei temi tanto cari alla redazione di Sardo quanto al nostro territorio.
Saranno presenti anche il segretario regionale del Partito Democratico Andrea Manciulli, l’Onorevole Silvia Velo ed il segretario Pd della Federazione Val di Cornia–Elba Valerio Fabiani, il quale spiega così il significato di questa giornata: “Per noi questo gesto non ha il sapore della nostalgia, ma rappresenta la continuazione della battaglia per il futuro: nel futuro c’è il lavoro. Una battaglia che deve essere soprattutto politica ed alternativa, in grado di rovesciare il rapporto tra produzione e rendita. Nel nostro territorio abbiamo sperimentato sulla nostra pelle le distorsioni di un modello di mercato finanziario reso fallimentare dalla crisi. Oggi tocca a noi costruire il Mondo nuovo, tocca a quelli che conoscono le radici di questa crisi perché le toccano con mano ogni giorno. L’Italia riparta da lì, il PD riparta da lì, da un’idea moderna di industria capace di coniugare ambiente e produzione per alzare la qualità dei prodotti oltreché la qualità della vita dei cittadini e dei lavoratori”.
In caso di pioggia l’iniziativa sarà spostata all’interno della sala riunioni del Partito Democratico in via Marco Polo 12 a Piombino.
Nomina Mansi vicepresidente nazionale Confindustria, le congratulazioni di Manciulli
“I miei migliori auguri di buon lavoro ad Antonella Mansi”. Così il segretario regionale del Pd Andrea Manciulli invia le sue congratulazioni all’ex presidente di Confindustria Toscana dopo essere stata scelta da Giorgio Squinzi a far parte della sua squadra come vicepresidente nazionale di Confindustria. “Ci fa molto piacere per il valore della persona, che la nostra regione ha avuto modo di conoscere negli anni della sua guida degli industriali toscani. Le sue capacità porteranno certamente un contributo importante nell’affrontare le nuove questioni nazionali cui sarà chiamata a far fronte con il nuovo incarico”, conclude Manciulli.
Liberazione Sandra Mariani, Manciulli: “Notizia che rincuora tutti”
“Quella della liberazione di Maria Sandra Mariani è davvero una bella notizia che rincuora tutti. Dopo la lunghissima prigionia e l’apprensione della famiglia finalmente è arrivata la fine di questa angoscia. La Toscana l’aspetta”. Così il segretario del Pd della Toscana Andrea Manciulli esprime la soddisfazione per la liberazione della cooperante Maria Sandra Mariani a 14 mesi dal suo rapimento.
Danneggiamenti sede Pd Pisa,
Manciulli:”Gesto gravissimo”
“Quello che è successo questa notte è gravissimo ed inaccettabile. Nessun atto di vandalismo può essere giustificato e tanto meno si può accettare che partiti politici siano identificati come il nemico da colpire per portare avanti le proprie idee o propositi”.
Questa la dura reazione del segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli alla notizia dei danneggiamenti che questa notte sono stati fatti alla sede della Federazione del Partito Democratico di Pisa, constatati questa mattina unitamente a scritte ‘No Tav’ sui muri dell’edificio.
“La vita democratica di un Paese – continua Manciulli – si fonda sulla dialettica sul merito delle cose, su progetti per il futuro e sull’idea di bene comune; il confronto non deve mai sfociare in atti di violenza o intimidazione. Quello di cui oggi l’Italia non ha bisogno è il surriscaldamento del clima sociale e politico: è quindi un dovere di tutti, rappresentanti di movimenti o gruppi politici, quello di abbassare i toni del dibattito pubblico per non fomentare le intenzioni di violenti e facinorosi che cercano solo lo scontro. Occorre serietà e responsabilità nelle parole e nei comportamenti di chiunque abbia una carica pubblica, questa è una fase storica che chiede unità.
Per questo – conlcude Manciulli – condanniamo nel modo più netto questo vigliacco attacco alla nostra sede, e a tutto il Pd di Pisa esprimo la calorosa vicinanza di tutto il partito regionale. Nessuno si faccia intimidire e proseguiamo serenamente il nostro lavoro nell’interesse delle nostre comunità e nel perseguimento del bene comune”.
Danneggiamenti sede Pd Pisa,
Manciulli:”Gesto gravissimo”
“Quello che è successo questa notte è gravissimo ed inaccettabile. Nessun atto di vandalismo può essere giustificato e tanto meno si può accettare che partiti politici siano identificati come il nemico da colpire per portare avanti le proprie idee o propositi”.
Questa la dura reazione del segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli alla notizia dei danneggiamenti che questa notte sono stati fatti alla sede della Federazione del Partito Democratico di Pisa, constatati questa mattina unitamente a scritte ‘No Tav’ sui muri dell’edificio.
“La vita democratica di un Paese – continua Manciulli – si fonda sulla dialettica sul merito delle cose, su progetti per il futuro e sull’idea di bene comune; il confronto non deve mai sfociare in atti di violenza o intimidazione. Quello di cui oggi l’Italia non ha bisogno è il surriscaldamento del clima sociale e politico: è quindi un dovere di tutti, rappresentanti di movimenti o gruppi politici, quello di abbassare i toni del dibattito pubblico per non fomentare le intenzioni di violenti e facinorosi che cercano solo lo scontro. Occorre serietà e responsabilità nelle parole e nei comportamenti di chiunque abbia una carica pubblica, questa è una fase storica che chiede unità.
Per questo – conlcude Manciulli – condanniamo nel modo più netto questo vigliacco attacco alla nostra sede, e a tutto il Pd di Pisa esprimo la calorosa vicinanza di tutto il partito regionale. Nessuno si faccia intimidire e proseguiamo serenamente il nostro lavoro nell’interesse delle nostre comunità e nel perseguimento del bene comune”.
“Finanziamento pubblico: trasparenza e meno soldi ma senza partiti non c’è democrazia”
Intervista di Vladimiro Frulletti pubblicata da l’Unità il 13 aprile 2012



Il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, ritiene che il finanziamento pubblico della politica vada sì ridotto, ma non abolito. Ricorda che i bilanci del Pd toscano sono consultabili da tutti online e chiede massima trasparenza sui soldi che i privati danno a politici e partiti, invitando i colleghi della sua generazione a non «surfare» sull’onda dell’antipolitica, ma a impegnarsi in una battaglia anche culturale che risollevi il Paese dal degrado prodotto da 15 anni di berlusconismo.
Dopo Lusi, la Lega. Che idea s’è fatto di queste vicende?
La vicenda Lega in profondità appare ancora più grave.
Perché?
Perché la Lega in questi anni non è stato un partito qualunque, ma un partito che si è fondato più di altri sulla contestazione alla politica e all’establishment, sulla protesta del nord operoso contro Roma ladrona. E stato cioè il partito che più di altri ha accarezzato l’ondata anti-politica. E proprio in virtù di questo ha acquisito consenso ed è diventata una forza nazionale. Vederli che usavano i soldi pubblici per finalità personali mette a nudo le contraddizioni di questo Paese e rende urgente la necessità di ridefinire la democrazia e la politica.
In che senso?
La Lega era uno dei tentativi più chiari di governare facendo esprimere la “pancia” del Paese. Il loro fallimento morale non può essere considerato solo come l’episodio di due o tre familiari disinvolti. Ma è la prova che la “pancia” non può governare niente.
II fango della Lega però finisce per colpire tutta la politica.
Infatti il vero problema è ridare prestigio e legittimità alle istituzioni e alla politica. In questo senso il governo Monti potrà aiutare. Perché il professore ha sostituito i politici?
No, perché sia il Presidente del Consiglio sia i partiti che lo sostengono stanno cercando di interpretare una nuova stagione di sobrietà e serietà. C’è da tornare a una politica che s’assuma anche il compito di indirizzare il futuro e la vita dei cittadini. Così facevano grandi partiti come Pci e Dc che mai hanno assecondato acriticamente la “pancia” del Paese.
È nostalgico?
No, ma penso che serva un profondo lavoro anche culturale perché il tarlo che s’è diffuso in questi anni non si cancellerà rapidamente. Il berlusconismo l’abbiamo chiuso pochi mesi fa e oggi pare che nessuno si ricordi delle Ruby o delle corna nelle foto o del degrado etico sparso a piene mani fuori e dentro le istituzioni. Ma quella stagione è durata 15 anni e col consenso di tantissimi italiani. S’è diffuso il decadimento della legalità, la tendenza a trovare scorciatoie a far prevalere l’interesse privato sul bene comune. Finché non rilanceremo una diversa idea dello Stato e dell’etica pubblica che superi questo decadimento non usciremo dalla palude.
Sono troppi i soldi che finiscono ai partiti?
Vanno ridotti e equiparati, così come i costi della politica, agli standard europei. Servono regole precise sulla trasparenza, sui controlli. Come mi pare stiano decidendo in Parlamento. Noi come Pd della Toscana del resto i bilanci li abbiamo online sul nostro sito: tutti li possono vedere e controllare. La metà di quel che abbiamo la giriamo ai territori per far vivere i circoli. Ecco, penso la riforma dovrà rendere obbligatorio che gran parte delle risorse siano destinate ai territori, perché politica vera e più sana sta nell’attività quotidiana fatta fra la gente. Ma il problema non è solo il finanziamento pubblico.
E quale sarebbe l’altro?
Il finanziamento privato. Il Consiglio d’Europa ha analizzato le diverse forme di finanziamento ai vari partiti europei. Il nostro sistema è quello meno trasparente. Siamo uno dei pochi Paesi che non prevede l’obbligo di pubblicità sotto i 50mila euro. Invece i finanziatori privati, anche per lottare contro la corruzione e l’invasione dell’interesse privato nella cosa pubblica, devono essere sempre noti e devono essere persone fisiche, non più società. Perché la gente quando elegge qualcuno deve sapere chi lo ha finanziato e per quanto.
È contrario all’abolizione del finanziamento pubblico?
Si, va rivisto e ridotto, ma va mantenuto. E va legato alla democrazia interna dei partiti. Perché i partiti del Capo che non fanno mai congressi, i cui dirigenti sono nominati dall’alto e non scelti dalla base, non sono veri partiti.
Difendere i partiti non è di moda.
Dove non ci sono partiti non c’è democrazia e questa oramai esplicita volontà di superare la politica sostituendola con l’oligarchia dei salotti non mi piace. Il figlio di un lavoratore delle acciaierie, come me, solo se esistono i partiti e la politica può avere la possibilità di ricoprire incarichi pubblici. La politica non può essere fatta solo da chi è ricco o sostenuto dai ricchi. È così in tutti i paesi democratici. La nostra generazione ha su di se’ la grande responsabilità di ridare nobiltà e legittimità alla politica e non credo che lo possa fare “surfando” sull’onda emotiva anti-politica.
Ma la sfiducia verso la politica è in costante aumento.
E lo sarà finché la politica non tornerà a incidere sul futuro delle persone. Quando sono stato in Usa ho visitato un importante centro di broker dove tre giovani a compravano e vendevano titoli di Stato. Il loro dito che batte sulla tastiera oggi è più influente sul nostro destino di qualsiasi decisione che può prendere un politico. Ecco perché il vero tema non è togliere di mezzo la politica, ma fare in modo che incida sulla vita reale delle persone e sul loro lavoro.
Scarica l’intervista in pdf
“Finanziamento pubblico: trasparenza e meno soldi ma senza partiti non c’è democrazia”
Intervista di Vladimiro Frulletti pubblicata da l’Unità il 13 aprile 2012



Il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, ritiene che il finanziamento pubblico della politica vada sì ridotto, ma non abolito. Ricorda che i bilanci del Pd toscano sono consultabili da tutti online e chiede massima trasparenza sui soldi che i privati danno a politici e partiti, invitando i colleghi della sua generazione a non «surfare» sull’onda dell’antipolitica, ma a impegnarsi in una battaglia anche culturale che risollevi il Paese dal degrado prodotto da 15 anni di berlusconismo.
Dopo Lusi, la Lega. Che idea s’è fatto di queste vicende?
La vicenda Lega in profondità appare ancora più grave.
Perché?
Perché la Lega in questi anni non è stato un partito qualunque, ma un partito che si è fondato più di altri sulla contestazione alla politica e all’establishment, sulla protesta del nord operoso contro Roma ladrona. E stato cioè il partito che più di altri ha accarezzato l’ondata anti-politica. E proprio in virtù di questo ha acquisito consenso ed è diventata una forza nazionale. Vederli che usavano i soldi pubblici per finalità personali mette a nudo le contraddizioni di questo Paese e rende urgente la necessità di ridefinire la democrazia e la politica.
In che senso?
La Lega era uno dei tentativi più chiari di governare facendo esprimere la “pancia” del Paese. Il loro fallimento morale non può essere considerato solo come l’episodio di due o tre familiari disinvolti. Ma è la prova che la “pancia” non può governare niente.
II fango della Lega però finisce per colpire tutta la politica.
Infatti il vero problema è ridare prestigio e legittimità alle istituzioni e alla politica. In questo senso il governo Monti potrà aiutare. Perché il professore ha sostituito i politici?
No, perché sia il Presidente del Consiglio sia i partiti che lo sostengono stanno cercando di interpretare una nuova stagione di sobrietà e serietà. C’è da tornare a una politica che s’assuma anche il compito di indirizzare il futuro e la vita dei cittadini. Così facevano grandi partiti come Pci e Dc che mai hanno assecondato acriticamente la “pancia” del Paese.
È nostalgico?
No, ma penso che serva un profondo lavoro anche culturale perché il tarlo che s’è diffuso in questi anni non si cancellerà rapidamente. Il berlusconismo l’abbiamo chiuso pochi mesi fa e oggi pare che nessuno si ricordi delle Ruby o delle corna nelle foto o del degrado etico sparso a piene mani fuori e dentro le istituzioni. Ma quella stagione è durata 15 anni e col consenso di tantissimi italiani. S’è diffuso il decadimento della legalità, la tendenza a trovare scorciatoie a far prevalere l’interesse privato sul bene comune. Finché non rilanceremo una diversa idea dello Stato e dell’etica pubblica che superi questo decadimento non usciremo dalla palude.
Sono troppi i soldi che finiscono ai partiti?
Vanno ridotti e equiparati, così come i costi della politica, agli standard europei. Servono regole precise sulla trasparenza, sui controlli. Come mi pare stiano decidendo in Parlamento. Noi come Pd della Toscana del resto i bilanci li abbiamo online sul nostro sito: tutti li possono vedere e controllare. La metà di quel che abbiamo la giriamo ai territori per far vivere i circoli. Ecco, penso la riforma dovrà rendere obbligatorio che gran parte delle risorse siano destinate ai territori, perché politica vera e più sana sta nell’attività quotidiana fatta fra la gente. Ma il problema non è solo il finanziamento pubblico.
E quale sarebbe l’altro?
Il finanziamento privato. Il Consiglio d’Europa ha analizzato le diverse forme di finanziamento ai vari partiti europei. Il nostro sistema è quello meno trasparente. Siamo uno dei pochi Paesi che non prevede l’obbligo di pubblicità sotto i 50mila euro. Invece i finanziatori privati, anche per lottare contro la corruzione e l’invasione dell’interesse privato nella cosa pubblica, devono essere sempre noti e devono essere persone fisiche, non più società. Perché la gente quando elegge qualcuno deve sapere chi lo ha finanziato e per quanto.
È contrario all’abolizione del finanziamento pubblico?
Si, va rivisto e ridotto, ma va mantenuto. E va legato alla democrazia interna dei partiti. Perché i partiti del Capo che non fanno mai congressi, i cui dirigenti sono nominati dall’alto e non scelti dalla base, non sono veri partiti.
Difendere i partiti non è di moda.
Dove non ci sono partiti non c’è democrazia e questa oramai esplicita volontà di superare la politica sostituendola con l’oligarchia dei salotti non mi piace. Il figlio di un lavoratore delle acciaierie, come me, solo se esistono i partiti e la politica può avere la possibilità di ricoprire incarichi pubblici. La politica non può essere fatta solo da chi è ricco o sostenuto dai ricchi. È così in tutti i paesi democratici. La nostra generazione ha su di se’ la grande responsabilità di ridare nobiltà e legittimità alla politica e non credo che lo possa fare “surfando” sull’onda emotiva anti-politica.
Ma la sfiducia verso la politica è in costante aumento.
E lo sarà finché la politica non tornerà a incidere sul futuro delle persone. Quando sono stato in Usa ho visitato un importante centro di broker dove tre giovani a compravano e vendevano titoli di Stato. Il loro dito che batte sulla tastiera oggi è più influente sul nostro destino di qualsiasi decisione che può prendere un politico. Ecco perché il vero tema non è togliere di mezzo la politica, ma fare in modo che incida sulla vita reale delle persone e sul loro lavoro.
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Pd Pistoia, 139 lasciano partito. Manciulli: “Scelta sbagliata”
“Ritengo sbagliata la scelta di quei 139 nostri iscritti che hanno deciso di lasciare il Partito di Pistoia”. Così il segretario regionale del Pd della Toscana Andrea Manciulli si esprime al riguardo del gruppo di iscritti che oggi hanno annunciato di non voler rinnovare la tessera al Pd di Pistoia polemizzando con i vertici del partito.
“È sbagliato – dice Manciulli – in primo luogo perché avviene nel pieno della campagna elettorale, che dovrebbe vedere tutti, non soltanto gli iscritti ma anche i simpatizzanti, protesi e concentrati a vincere le elezioni del 6 e 7 maggio prossimi. Elezioni che sono importanti non solo per Pistoia ma per tutto il Paese. In secondo luogo perché lasciare un partito è un gesto estremo che non mi pare giustificato in questa circostanza: qualsiasi siano le ragioni che si portano, anche quando ve ne sono, vanno poste nei termini e nei momenti opportuni. È più giusto aprire una discussione all’interno del partito in una fase successiva al voto nelle sedi e negli organismi preposti. Decidere da subito di non affrontare questa discussione interna è sbagliato e invito quindi tutti quegli iscritti a ripensarci e impegnarsi in questa campagna elettorale per riservare le loro riflessioni alla fase che si aprirà in seguito, come si fa in tutti i partiti che si rispettino”.
“Io – conclude Manciulli – sono sempre stato convinto che bisogna ascoltare le ragioni di tutti, ma questo è il momento dell’unità e non della divisione. Adesso c’è la campagna elettorale e occorre ritrovare l’impegno di tutti a partire da domani con la venuta del nostro segretario Bersani proprio a Pistoia”.
