Alluvione 2011, Fontanelli nel Comitato dei garanti
La presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, ha nominato il deputato del Partito Democratico Paolo Fontanelli componente del Comitato dei garanti che dovrà soprintendere al corretto uso delle risorse raccolte attraverso le iniziative di solidarietà che seguirono all’alluvione che nell’ottobre 2011 ha colpito le province di Massa Carrara e La Spezia.
La nomina avviene su indicazione della Regione Toscana. In particolare il Comitato, la cui istituzione è prevista dalla legge, dovrà vigilare sull’utilizzo dei fondi raccolti dalla Protezione Civile tramite sms e telefonate di solidarietà da parte di privati. Insieme a Fontanelli, scelto anche in virtù dell’esperienza accumulata in qualità di assessore regionale e di commissario durante l’alluvione del ’96 in Versilia, faranno parte del Comitato anche il prof. Paolo Germani (presidente) e il dott. Francesco Lalla.
Pd Monte San Savino: “L’ufficio postale del centro storico servizio essenziale da mantenere”
Il Partito Democratico di Monte San Savino esprime il suo netto dissenso di fronte alla paventata chiusura dell’Ufficio Postale del Centro Storico, oltre che alla riduzione dell’orario attuata nei mesi di Luglio e Agosto su decisione di Poste Italiane, presa senza alcun tipo di confronto né con le istituzioni, né con l’utenza.
Per il PD il mantenimento dei servizi essenziali, con un costante miglioramento degli standard qualitativi e una necessaria riduzione degli sprechi, è un dovere verso i cittadini mentre le scelte operate da Poste Italiane privano i cittadini di quello che è un servizio fondamentale, sottoponendoli a forti disagi, rendendo più difficile lo svolgimento di tutte le attività quotidiane, creando problemi al tessuto commerciale, agli anziani, ai turisti che si trovano nel nostro territorio.
Questa posizione è comune e diffusa in un ambito territoriale assai più ampio, come ha confermato ad esempio la presa di posizione del nostro Coordinamento Provinciale, e arriva fino alle posizioni espresse dai parlamentari della Toscana con il coinvolgimento della Regione in un confronto con Poste Italiane sul futuro del servizio nelle realtà territoriali più piccole alle quali sono da garantire gli attuali livelli di servizio minimi ed irrinunciabili specialmente in questo momento.
Quanto visto in queste settimane a Monte San Savino, con l’Ufficio Postale chiuso per 9 giorni a Luglio e 10 ad Agosto, ha confermato come superare la discutibile logica dei numeri sia un’assoluta necessità, e che esistano esigenze e peculiarità particolari di cui tenere conto, come ad esempio la sopravvivenza dei servizi essenziali all’interno di un centro storico.
Il mantenimento del servizio postale all’interno del centro storico, ormai da molto tempo, mobilita energie ed ha offerto soluzioni di assoluto vantaggio per Poste Italiane che, negli anni, ha richiesto ed ottenuto locali adeguati e di assoluto prestigio per svolgere il proprio servizio.
Per tutto questo, quindi, ci rivolgiamo alla dirigenza dell’azienda chiedendo che non torni indietro rispetto al livello dei servizi offerti e si disponga ad un ripensamento che vada almeno verso il mantenimento degli standard attuali.
Nel frattempo abbiamo apprezzato i passi compiuti in queste settimane dall’Amministrazione Comunale che si è mossa con decisione nell’interesse della nostra comunità: ad essa offriamo il nostro completo sostegno, così come esprimiamo il nostro appoggio a ogni iniziativa che sarà presa in difesa dell’Ufficio Postale, sia dalle forze politiche che dalla società civile.
Pd Monte San Savino
Pd Monte San Savino: “L’ufficio postale del centro storico servizio essenziale da mantenere”
Il Partito Democratico di Monte San Savino esprime il suo netto dissenso di fronte alla paventata chiusura dell’Ufficio Postale del Centro Storico, oltre che alla riduzione dell’orario attuata nei mesi di Luglio e Agosto su decisione di Poste Italiane, presa senza alcun tipo di confronto né con le istituzioni, né con l’utenza.
Per il PD il mantenimento dei servizi essenziali, con un costante miglioramento degli standard qualitativi e una necessaria riduzione degli sprechi, è un dovere verso i cittadini mentre le scelte operate da Poste Italiane privano i cittadini di quello che è un servizio fondamentale, sottoponendoli a forti disagi, rendendo più difficile lo svolgimento di tutte le attività quotidiane, creando problemi al tessuto commerciale, agli anziani, ai turisti che si trovano nel nostro territorio.
Questa posizione è comune e diffusa in un ambito territoriale assai più ampio, come ha confermato ad esempio la presa di posizione del nostro Coordinamento Provinciale, e arriva fino alle posizioni espresse dai parlamentari della Toscana con il coinvolgimento della Regione in un confronto con Poste Italiane sul futuro del servizio nelle realtà territoriali più piccole alle quali sono da garantire gli attuali livelli di servizio minimi ed irrinunciabili specialmente in questo momento.
Quanto visto in queste settimane a Monte San Savino, con l’Ufficio Postale chiuso per 9 giorni a Luglio e 10 ad Agosto, ha confermato come superare la discutibile logica dei numeri sia un’assoluta necessità, e che esistano esigenze e peculiarità particolari di cui tenere conto, come ad esempio la sopravvivenza dei servizi essenziali all’interno di un centro storico.
Il mantenimento del servizio postale all’interno del centro storico, ormai da molto tempo, mobilita energie ed ha offerto soluzioni di assoluto vantaggio per Poste Italiane che, negli anni, ha richiesto ed ottenuto locali adeguati e di assoluto prestigio per svolgere il proprio servizio.
Per tutto questo, quindi, ci rivolgiamo alla dirigenza dell’azienda chiedendo che non torni indietro rispetto al livello dei servizi offerti e si disponga ad un ripensamento che vada almeno verso il mantenimento degli standard attuali.
Nel frattempo abbiamo apprezzato i passi compiuti in queste settimane dall’Amministrazione Comunale che si è mossa con decisione nell’interesse della nostra comunità: ad essa offriamo il nostro completo sostegno, così come esprimiamo il nostro appoggio a ogni iniziativa che sarà presa in difesa dell’Ufficio Postale, sia dalle forze politiche che dalla società civile.
Pd Monte San Savino
Si è chiusa la Festa di Stia, successo di partecipazione
Si è conclusa martedi 7 agosto la Festa Democratica di Stia in Casentino.
Nei cinque giorni della festa si sono alternate varie iniziative culturali, politiche e musicali e anche quest’anno si è registrato un grande successo di partecipazione. Momento topico della Festa è stata la serata di lunedi con un dibattito a tutto campo sui temi dell’attualità politica: le prospettive nazionali ed europee della crisi economica, la situazione dei territori e della nostra regione,il dibattito in vista delle elezioni politiche sui temi del lavoro, dell’economia, dei servizi e dei costi della politica.
Tante centiania di persone venute da tutta il territorio aretino si sono accalcate nella piazza della Festa per assistere ed intervenire al dibattito, durato quasi tre ore, con il Presidente della Regione Enrico Rossi, il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli, il Segretario Provinciale Marco Meacci, la vicepresidente della Provincia Mirella Ricci ed il Sindaco di Stia Luca Santini, e moderato magistralmente dal gionalista del Corriere di Arezzo Gianni Verdi.
Ancora una volta le Feste estive del Pd sono state un bel momento di confronto e di approfondimento politico dimostrando il grande radicamento territoriale del Pd e soprattutto la grande passione per la politica che anima la sua base.
Una serata di bella politica dove non sono mancati segnali chiari da parte dei dirigenti politici e delle figure istituzionali sulla necessità di mantenere e salvaguardare i serivizi sui territori, anche e soprattutto sul tema sanità, e dove è stata rilanciata l’idea di un Pd in prima linea nella lotta contro l’evasione e nella battaglia per i diritti nel mondo del lavoro, rilanciando il modello e lo stile toscano come indirizzo per un programma politico forte ed incisivo per le prossime elezioni politiche.
Pd Arezzo
Si è chiusa la Festa di Stia, successo di partecipazione
Si è conclusa martedi 7 agosto la Festa Democratica di Stia in Casentino.
Nei cinque giorni della festa si sono alternate varie iniziative culturali, politiche e musicali e anche quest’anno si è registrato un grande successo di partecipazione. Momento topico della Festa è stata la serata di lunedi con un dibattito a tutto campo sui temi dell’attualità politica: le prospettive nazionali ed europee della crisi economica, la situazione dei territori e della nostra regione,il dibattito in vista delle elezioni politiche sui temi del lavoro, dell’economia, dei servizi e dei costi della politica.
Tante centiania di persone venute da tutta il territorio aretino si sono accalcate nella piazza della Festa per assistere ed intervenire al dibattito, durato quasi tre ore, con il Presidente della Regione Enrico Rossi, il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli, il Segretario Provinciale Marco Meacci, la vicepresidente della Provincia Mirella Ricci ed il Sindaco di Stia Luca Santini, e moderato magistralmente dal gionalista del Corriere di Arezzo Gianni Verdi.
Ancora una volta le Feste estive del Pd sono state un bel momento di confronto e di approfondimento politico dimostrando il grande radicamento territoriale del Pd e soprattutto la grande passione per la politica che anima la sua base.
Una serata di bella politica dove non sono mancati segnali chiari da parte dei dirigenti politici e delle figure istituzionali sulla necessità di mantenere e salvaguardare i serivizi sui territori, anche e soprattutto sul tema sanità, e dove è stata rilanciata l’idea di un Pd in prima linea nella lotta contro l’evasione e nella battaglia per i diritti nel mondo del lavoro, rilanciando il modello e lo stile toscano come indirizzo per un programma politico forte ed incisivo per le prossime elezioni politiche.
Pd Arezzo
Province, accolto odg dei deputati Pd su delega alle Regioni, Nocchi: “Positivo, ora lavoriamo sul progetto aree vaste”
Il fatto che il governo abbia accolto l’Ordine del giorno sulla delega alle Regioni per la riorganizzazione del sistema Province è certamente molto positivo.
Grazie all’iniziativa dei deputati del Pd cerchiamo di correggere la rotta su un provvedimento che è nato male: ambiguo, inadeguato e pasticciato, e che non sembra rispondere ad una logica razionale di riordino degli enti locali.
Il presidente della Regione Enrico Rossi ha proposto la creazione di tre enti di Area vasta, ottenendo anche il plauso del ministro Patroni Griffi.
La dimensione di Area vasta è quella che meglio si adatta alla esigenze di programmazione e riorganizzazione dei servizi e fotografa in maniera più veritiera le relazioni socio-economiche già esistenti sul territorio, penso a infrastrutture, poli ospedalieri, università, centri di ricerca.
É una soluzione di buon senso che ha tutto il nostro sostegno politico e su cui auspichiamo si possa costruire un ampio consenso, in modo da tradurre presto le dichiarazioni di intenti in fatti.
Francesco Nocchi
segretario provinciale Pd Pisa
Province, accolto odg dei deputati Pd su delega alle Regioni, Nocchi: “Positivo, ora lavoriamo sul progetto aree vaste”
Il fatto che il governo abbia accolto l’Ordine del giorno sulla delega alle Regioni per la riorganizzazione del sistema Province è certamente molto positivo.
Grazie all’iniziativa dei deputati del Pd cerchiamo di correggere la rotta su un provvedimento che è nato male: ambiguo, inadeguato e pasticciato, e che non sembra rispondere ad una logica razionale di riordino degli enti locali.
Il presidente della Regione Enrico Rossi ha proposto la creazione di tre enti di Area vasta, ottenendo anche il plauso del ministro Patroni Griffi.
La dimensione di Area vasta è quella che meglio si adatta alla esigenze di programmazione e riorganizzazione dei servizi e fotografa in maniera più veritiera le relazioni socio-economiche già esistenti sul territorio, penso a infrastrutture, poli ospedalieri, università, centri di ricerca.
É una soluzione di buon senso che ha tutto il nostro sostegno politico e su cui auspichiamo si possa costruire un ampio consenso, in modo da tradurre presto le dichiarazioni di intenti in fatti.
Francesco Nocchi
segretario provinciale Pd Pisa
Province, Pd Pisa: “Il governo deleghi il riordino alle Regioni”. Presentato odg alla Camera dei deputati Pd
Il governo deleghi alle Regioni il riordino del sistema delle Province.
E’ la richiesta del Pd, che tramite il deputato pisano Ermete Realacci ha presentato oggi alla Camera un ordine del giorno, firmato anche da Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti, che tiene conto della discussione interna al partito e delle proposte avanzate a livello istituzionale, in particolare la suddivisione in aree vaste presentata dal presidente della Regione Enrico Rossi.
Il riordino, premettono i deputati democratici, “non potrà che tener conto delle caratteristiche, delle vocazioni e delle necessità dei territori interessati, in maniera tale da permettere il massimo contributo di tutti al futuro dell’intero Paese” e “sarà necessario garantire, nel rispetto delle decisioni assunte, il pieno coinvolgimento delle istituzioni locali”. Realacci, Fontanelli e Gatti ricordano quindi che “vari presidenti di Regione, come il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, hanno dichiarato la disponibilità di farsi carico del processo di razionalizzazione” e invitano perciò il governo a “considerare l’opportunità di delegare pienamente alle Regioni, nel rispetto delle finalità e dei tempi del riordino, la valutazione delle scelte più opportune da effettuare per riaccorpare gli enti provinciali esistenti”.
Realacci aveva annunciato l’idea di presentare un Odg sul tema delle Province a margine del dibattito sulla green economy di ieri sera (domenica) alla Festa democratica provinciale di San Piero a Grado.
Province, Pd Pisa: “Il governo deleghi il riordino alle Regioni”. Presentato odg alla Camera dei deputati Pd
Il governo deleghi alle Regioni il riordino del sistema delle Province.
E’ la richiesta del Pd, che tramite il deputato pisano Ermete Realacci ha presentato oggi alla Camera un ordine del giorno, firmato anche da Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti, che tiene conto della discussione interna al partito e delle proposte avanzate a livello istituzionale, in particolare la suddivisione in aree vaste presentata dal presidente della Regione Enrico Rossi.
Il riordino, premettono i deputati democratici, “non potrà che tener conto delle caratteristiche, delle vocazioni e delle necessità dei territori interessati, in maniera tale da permettere il massimo contributo di tutti al futuro dell’intero Paese” e “sarà necessario garantire, nel rispetto delle decisioni assunte, il pieno coinvolgimento delle istituzioni locali”. Realacci, Fontanelli e Gatti ricordano quindi che “vari presidenti di Regione, come il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, hanno dichiarato la disponibilità di farsi carico del processo di razionalizzazione” e invitano perciò il governo a “considerare l’opportunità di delegare pienamente alle Regioni, nel rispetto delle finalità e dei tempi del riordino, la valutazione delle scelte più opportune da effettuare per riaccorpare gli enti provinciali esistenti”.
Realacci aveva annunciato l’idea di presentare un Odg sul tema delle Province a margine del dibattito sulla green economy di ieri sera (domenica) alla Festa democratica provinciale di San Piero a Grado.
Pd Fucecchio contro la chiusura degli uffici postali di Massarella e Querce. La proposta: “Trasformarli in centri multiservizi per le frazioni”
Il Partito democratico di Fucecchio si schiera contro la chiusura degli uffici postali di Massarella e Querce, nel comune di Fucecchio e lanciano una proposta:
«Dobbiamo trasformarli in centri multiservizi per i cittadini delle frazioni-dichiarano Michele Polidori, segretario Pd Fucecchio, Silvia Melani, consigliere provinciale Pd e Silvia Tarabugi, segretaria circolo Pd Cerbaie – L’intento di Poste Italiane (il cui maggiore azionista è il Tesoro) di una razionalizzazione degli uffici postali, definiti anti – economici, è sbagliata e allo stesso tempo iniqua per almeno due aspetti fondamentali: innanzi tutto perché vi è un approccio alla questione che si fonda esclusivamente su aspetti di produttività; la seconda motivazione è legata all’importante funzione che questi Uffici “minori” svolgono all’interno delle rispettive comunità territoriali. Ci rifiutiamo di vivere all’interno di una comunità di persone, che basa le sue scelte fondamentali, come dettate esclusivamente da concetti di produttività. Un territorio non può essere governato esclusivamente con logiche aziendali».
«Non saranno certo la chiusura degli uffici postali periferici (cosiddetti mono – unità), la risoluzione dei problemi dettati dalla spending review– continua Polidori- Siamo convinti che Poste Italiane possa presentare al Governo e al Paese intero, ben altri comparti di spesa dove si annidano sprechi e inefficienze».
«Inoltre non si tiene conto delle ricadute sociali che la chiusura degli uffici comporterebbero; Come al solito a rimetterci maggiormente saranno i cittadini, per lo più pensionati, che per la riscossione della pensione dovranno traslocare presso altri esercizi molto più distanti, poiché inoltre in suddetti territori non esistono sportelli bancari.
Non ci rassegniamo e non restiamo in silenzio di fronte al taglio degli sportelli postali di Querce e Massarella vista l’enormità dei disagi che porterebbero, per primo quello del servizio ai cittadini, che verrà a mancare, proprio in aree del territorio fucecchiese già poco servite e con una parte di popolazione ad esempio quella anziana, impossibilitata a muoversi per i servizi minimi, cioè quelli classici postali, o i servizi nuovi che, nel frattempo, Poste Italiane si è inventata come il conto corrente postale, piccoli investimenti e così via.
Non è da tralasciare l’aspetto del sistema economico locale-concludono i segretari- l’efficienza di un servizio di recapito e invio documenti, la certezza dei tempi di consegna e dei tempi di attesa agli sportelli sono elementi che possono essere utili o, viceversa, che possono deprimere la produttività e l’efficienza delle attività locali. In un momenti di forte crisi, di contrazione di welfare pubblico, Poste Italiane, che è un’azienda in utile, non può abbandonare la propria missione e fingere di essere un’azienda qualsiasi».
Rossella Iallorenzi
