“Sta per piovere” di Haider Rashid, proiezione speciale del film al Teatro Puccini
Il Pd metropolitano dedica una serata ai nuovi italiani, con la presentazione e la proiezione dell’ultimo lavoro del giovane regista italo iracheno, nato e cresciuto a Firenze. Con lui Sergio Staino, Patrizio Mecacci, Khalid Chaouki, Stefano Fusi, Marco Pacciotti, Filippo Fossati, Mauro Fuso, Francesca Chiavacci, Mamadou Sall, Emilio Santoro, Erica Schiavoncini, Lina Callupe, Matias Mesquita, Sara Benedetti, Diana Kapo
Nato in Italia, espulso. Succede a Said Mahran, figlio di genitori algerini, fiorentino a tutti gli effetti ma non sulla carta d’identità, vittima di una legislazione paradossale che lo costringe ad affrontare un futuro incerto. Said è il protagonista di “Sta per piovere”, film del giovane regista italo iracheno, Haider Rashid, nato e cresciuto a Firenze, che verrà presentato martedì 12 febbraio al Teatro Puccini di Firenze ( in via delle Cascine 41) alle 19 dallo stesso regista – suo anche il pluripremiato lungometraggio “Tangled Up in Blue”- insieme a Sergio Staino, Patrizio Mecacci, segretario Pd metropolitano di Firenze e Khalid Chaouki, responsabile nuovi italiani Pd e candidato alla Camera nella circoscrizione Campania 2. Alle 19,30 ci sarà la proiezione del lungometraggio, a seguire, apericena alle 21 e alle 21,30 il dibattito “Per una nuova Italia insieme ai nuovi italiani, le proposte del Partito Democratico” con Stefano Fusi, coordinatore Forum Immigrazione Pd metropolitano di Firenze, Marco Pacciotti, coordinatore Forum Immigrazione Pd nazionale e Filippo Fossati, presidente Uisp e candidato Pd alla Camera, Diana Kapo, segretaria Gd Firenze, Mauro Fuso, segretario generale della Camera del Lavoro di Firenze, Francesca Chiavacci, presidente Arci Firenze, Mamadou Sall, vicepresidente comunità senegalese Firenze, Emilio Santoro, docente di Diritto degli stranieri all’Università di Firenze, Erica Schiavoncini, responsabile diritti Gd Firenze, Lina Callupe, forum immigrazione Pd Firenze, Matias Mesquita e Sara Benedetti, Forum immigrazione Pd. Sarà una serata dedicata ai nuovi italiani, alle problematiche delle seconde generazioni di immigrati e quindi alle proposte messe in campo sul tema dal Partito Democratico. Un occasione anche per dimostrare la solidarietà a Khalid Chaouki, che sta ricevendo da qualche giorno insulti e minacce sul suo profilo Facebook, diventati così pesanti da costringerlo alla denuncia. “Siamo vicini a Khalid e a tutti coloro che si impegnano per la tolleranza e i diritti e riteniamo gravissimo che al giorno d’oggi ci sia ancora chi compie atti così vili: combattere il germe del razzismo è una battaglia in primo luogo culturale che come Partito Democratico vogliamo portare avanti in maniera decisa”, commentano a proposito Patrizio Mecacci e Diana Kapo.
Il film “Sta per piovere”, che ha per interpreti principali Lorenzo Baglioni, Mohamed Hanifi, Amir Ati e Giulia Rupi è stato presentato in anteprima mondiale al Dubai International Film Festival , ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. Uscirà nelle sale italiane il prossimo aprile. Di seguito una sintesi della trama e la biografia di Haider Rashid. In allegato la locandina dell’iniziativa.


A questo link il trailer del film: http://www.youtube.com/watch?
Haider Rashid è nato a Firenze nel 1985 da padre iracheno e madre italiana. All’età di 19 anni si trasferisce a Londra per studiare cinema ma decide in seguito di abbandonare gli studi e continuare a lavorare sul campo con il documentario “Between Two Lands” che affronta le storie della seconda generazione di esiliati iracheni di Londra e con il lungometraggio “Tangled Up in Blue” la prima co-produzione italo-irachena, da lui scritto, prodotto e diretto, ancora incentrata sulla storia di un iracheno di seconda generazione. Il film è stato distribuito in sala in Gran Bretagna ed ha partecipato ad oltre quindici festival internazionali, ottenendo i favori del pubblico e della critica e vincendo premi al Gulf Film Festival di Dubai e all’I’ve Seen Films International Film Festival di Milano, la cui giuria era composta da attori del calibro di Rutger Hauer e Miranda Richardson e dal regista Anton Corbjin. Il suo secondo lungometraggio “Silence: All Roads Lead to Music” segue un gruppo di musicisti internazionali durante la creazione del gruppo The Silence Project ed è stato proiettato in numerosi festival internazionali, tra cui Dubai e Seattle. “Sta Per Piovere” è il suo terzo film.
Maurizio Cei: “Proposte credibili e realizzabili indicando un progetto chiaro”
Il consigliere provinciale Maurizio Cei interviene su alcuni temi della campagna elettorale:
«Nel secolo scorso, quando il nostro Paese ha dovuto vivere periodi di crisi economica paragonabili a quello che stiamo vivendo oggi, l’agricoltura era una dei settori più importanti della nostra economia che garantiva la sussistenza di decine di migliaia di famiglie. In quei momenti difficili chi lavorava nei campi ‘tirava la cinghia’ su tutto ma su una cosa non era disposto a mediare: sulla semina. E lo faceva con la consapevolezza che solo un buon raccolto avrebbe potuto migliorare la propria condizione e garantire la sopravvivenza e lo sviluppo.
Gli anni sono trascorsi e tante cose cambiate, e con queste anche la nostra economia.
Abbiamo vissuto gli ultimi anni nei quali chi ci ha governato, il centrodestra soprattutto ma anche il governo tecnico, ha visto nella scuola, nell’istruzione e nella formazione uno dei settori nei quali tagliare di più la spesa nell’ottica suicida dei tagli lineari adottata come se tutti i settori fossero uguali e fare a meno dell’uno o dell’altro fosse ininfluente.
Stiamo vivendo una campagna elettorale nella quale, come ormai succede da vent’anni, c’è chi pensa che sparandola ogni giorno più grossa si possa recuperare il voto di quegli italiani che, duramente colpiti dalla crisi economica, vivono con distacco e diffidenza questa competizione elettorale.
Credo che faccia bene il Partito Democratico a rispondere a questo concorso di castelli campati in aria e di proposte non credibili e irrealizzabili portando avanti il metodo della chiarezza, della serietà e della competenza.
Perché questo metodo sia vincente sono convinto però che alla chiarezza e alla serietà dobbiamo unire anche la capacità di indicare una strada, di mostrare un modello di società nel quale ci riconosciamo e che proveremo a costruire con proposte serie e ragionevoli.
Una società nella quale non ci siano condoni tombali, per esempio, ma nel quale ci sia una lotta vera all’evasione fiscale nella consapevolezza che se tutti paghiamo le tasse è possibile anche pagarne meno.
Una società e un paese nel quale, tornando alla scuola e all’istruzione, si torni ad investire nell’università, con la convinzione non solo che con la cultura si possa mangiare ma che investire in cultura sia l’unica strada per fare in modo che questo Paese abbia ancora qualcosa da dare da mangiare ai propri cittadini.
Un’università pubblica, che metta al centro gli studenti, che crei finalmente un collegamento reale fra la formazione e il mondo del lavoro. Un’università che non passi continuamente da una riforma all’altra, ma che sappia guardare un pochino più in là dell’oggi o del domani mattina ed essere lo strumento fondamentale con il quale costruire quel modello di società che abbiamo in mente.
Al posto delle idee mirabolanti su imposte da rendere in contanti ai cittadini dobbiamo invece proporre prestiti, borse di studio, incentivi a chi vuole iscriversi all’università ma vive in una famiglia che fatica o non può pagare le tasse universitarie.



L’impegno di oggi è fare in modo che le conquiste di ieri non diventino le sconfitte provocate dalla crisi economica e da chi ha creduto che non seminare potesse essere un risparmio».
Maurizio Cei: “Proposte credibili e realizzabili indicando un progetto chiaro”
Il consigliere provinciale Maurizio Cei interviene su alcuni temi della campagna elettorale:
«Nel secolo scorso, quando il nostro Paese ha dovuto vivere periodi di crisi economica paragonabili a quello che stiamo vivendo oggi, l’agricoltura era una dei settori più importanti della nostra economia che garantiva la sussistenza di decine di migliaia di famiglie. In quei momenti difficili chi lavorava nei campi ‘tirava la cinghia’ su tutto ma su una cosa non era disposto a mediare: sulla semina. E lo faceva con la consapevolezza che solo un buon raccolto avrebbe potuto migliorare la propria condizione e garantire la sopravvivenza e lo sviluppo.
Gli anni sono trascorsi e tante cose cambiate, e con queste anche la nostra economia.
Abbiamo vissuto gli ultimi anni nei quali chi ci ha governato, il centrodestra soprattutto ma anche il governo tecnico, ha visto nella scuola, nell’istruzione e nella formazione uno dei settori nei quali tagliare di più la spesa nell’ottica suicida dei tagli lineari adottata come se tutti i settori fossero uguali e fare a meno dell’uno o dell’altro fosse ininfluente.
Stiamo vivendo una campagna elettorale nella quale, come ormai succede da vent’anni, c’è chi pensa che sparandola ogni giorno più grossa si possa recuperare il voto di quegli italiani che, duramente colpiti dalla crisi economica, vivono con distacco e diffidenza questa competizione elettorale.
Credo che faccia bene il Partito Democratico a rispondere a questo concorso di castelli campati in aria e di proposte non credibili e irrealizzabili portando avanti il metodo della chiarezza, della serietà e della competenza.
Perché questo metodo sia vincente sono convinto però che alla chiarezza e alla serietà dobbiamo unire anche la capacità di indicare una strada, di mostrare un modello di società nel quale ci riconosciamo e che proveremo a costruire con proposte serie e ragionevoli.
Una società nella quale non ci siano condoni tombali, per esempio, ma nel quale ci sia una lotta vera all’evasione fiscale nella consapevolezza che se tutti paghiamo le tasse è possibile anche pagarne meno.
Una società e un paese nel quale, tornando alla scuola e all’istruzione, si torni ad investire nell’università, con la convinzione non solo che con la cultura si possa mangiare ma che investire in cultura sia l’unica strada per fare in modo che questo Paese abbia ancora qualcosa da dare da mangiare ai propri cittadini.
Un’università pubblica, che metta al centro gli studenti, che crei finalmente un collegamento reale fra la formazione e il mondo del lavoro. Un’università che non passi continuamente da una riforma all’altra, ma che sappia guardare un pochino più in là dell’oggi o del domani mattina ed essere lo strumento fondamentale con il quale costruire quel modello di società che abbiamo in mente.
Al posto delle idee mirabolanti su imposte da rendere in contanti ai cittadini dobbiamo invece proporre prestiti, borse di studio, incentivi a chi vuole iscriversi all’università ma vive in una famiglia che fatica o non può pagare le tasse universitarie.



L’impegno di oggi è fare in modo che le conquiste di ieri non diventino le sconfitte provocate dalla crisi economica e da chi ha creduto che non seminare potesse essere un risparmio».
Tappa in Versilia per Andrea Manciulli



Alle 10 incontrerà la cooperativa di servizi all’infanzia e alla persona “Primavera” di Viareggio.
Alle 11 sarà all’azienda di produzione di olio “Salov” a Massarosa.
Con Manciulli ci saranno il segretario Pd della Versilia, Alberto Corsetti, e i candidati Manuela Granaiola e Michele Silicani.
Tappa in Versilia per Andrea Manciulli



Alle 10 incontrerà la cooperativa di servizi all’infanzia e alla persona “Primavera” di Viareggio.
Alle 11 sarà all’azienda di produzione di olio “Salov” a Massarosa.
Con Manciulli ci saranno il segretario Pd della Versilia, Alberto Corsetti, e i candidati Manuela Granaiola e Michele Silicani.
GD Arezzo: “Rompiamo le gabbie della precarietà”



GD Arezzo: “Rompiamo le gabbie della precarietà”



Bindi, Fedeli: “Berlusconi non si smentisce mai”



Questo il commento di Valeria Fedeli, Capolista del Pd al Senato in Toscana e cofondatrice del movimento ‘Se non ora quando’ a livello nazionale, alle parole di Berlusconi di oggi su Rosy Bindi.
Bindi, Fedeli: “Berlusconi non si smentisce mai”



Questo il commento di Valeria Fedeli, Capolista del Pd al Senato in Toscana e cofondatrice del movimento ‘Se non ora quando’ a livello nazionale, alle parole di Berlusconi di oggi su Rosy Bindi.
Sul Tribunale di Empoli polemica strumentale


I comuni di Empoli e Castelfiorentino si sono subito attivati per scongiurare le chiusure delle rispettive sedi. Luciana Cappelli, sindaco di Empoli, e Giovanni Occhipinti, sindaco di Castelfiorentino, insieme all’onorevole Alberto Fluvi, hanno incontrato il sottosegretario al Ministero della Giustizia, Mazzamuto, il Presidente del Tribunale di Firenze, Ognibene, il Presidente della Corte d’Appello, Massimo Drago. I sindaci si sono visti anche, insieme all’avvocato Ciari, con Sergio Paparo, presidente dell’Ordine degli avvocati della Provincia di Firenze.
Il 9/2/2012 il Sindaco di Empoli ha scritto al Ministro della Giustizia, Severino, per proporre, fra le altre cose, anche a nome degli altri Sindaci del Circondario, la costituzione di un unico ufficio del Giudice di pace ad Empoli (inglobando quindi quello di Castelfiorenitno).
Il parlamento sapeva che il Governo ed il Ministro erano intenzionati ad intervenire “pesantemente” sulla riorganizzazione territoriale dei Tribunali con l’obiettivo, dichiarato nella legge che hanno votato Mugnai e Matteoli, di ridurre la spesa pubblica. Il Ministro era però disponibile ad esaminare limitati casi particolari. È stato il PdL, in particolare in Commissione giustizia del Senato, ad impedire l’intesa. L’impossibilità, o la non volontà del PdL di contenere le richieste dei suoi Senatori (quando si dice il localismo) ha di fatto costretto il Governo a adottare la “linea dura”. Sapevamo, però, che a forza di aumentare le richieste per corrispondere le esigenze del territorio, si sarebbe chiuso con un nulla di fatto».
«Non è sostenibile, purtroppo, -continuano i candidati – neppure la proposta degli avvocati empolesi che suggerivano ai comuni del Circondario di accollarsi il pagamento dei salari del personale del tribunale. Non esistono, infatti, lo spazio giuridico per assorbire i dipendenti del tribunale, né tantomeno le risorse, perché i bilanci comunali sono già pesantemente colpiti dai tagli alla spesa pubblica. Resta comunque l’impegno del Pd tutto a fare il possibile per verificare, subito dopo l’insediamento del nuovo esecutivo, la possibilità di modificare la norma. Tant’è che ieri sera durante la seduta del Consiglio dell’Unione dei Comuni è stato approvato una mozione, approvata all’unanimità, a difesa del mantenimento della sede distaccata di Empoli del tribunale, degli uffici del Giudice di Pace di Empoli e Castelfiorentino che impegna i parlamentari del territorio dell’Unione del Comuni che verranno eletti ad adoperarsi per modificare la lista dei presidi di amministrazione della giustizia da sopprimere, portando in Parlamento le istanze di questo territorio, di impegnarsi a rivedere la norma e fare di tutto per salvaguardare il tribunale di Empoli. Ci pare – concludono i candidati – un ulteriore passo avanti rispetto a quello che chiede il Pdl.».
