10 Dicembre 2014

Rapporto Ocse 2014 su flussi migratori e politiche di settore nei 34 paesi membri. Intervento di Massimiliano Vrenna e Stefania Magi

logo ocsePochi giorni fa è stato diffuso l’International Migration Outlook 2014, un rapporto attraverso il quale ogni anno l’OCSE  delinea il quadro dei flussi migratori e delle politiche attuate nel settore nei Paesi aderenti all’organizzazione. L’OCSE conta 34 paesi membri. Dallo studio emerge che la Germania è diventata la principale destinazione europea mentre l’ Italia registra una forte flessione degli ingressi.  Il numero di nuovi immigrati permanenti è sceso da 572mila del 2007 a 258mila del 2012.  Tuttavia il dato che deve farci riflettere tutti è che in Italia c’è un grave problema di qualità e non di quantità. L’Italia ha infatti una popolazione immigrata con un  livello di istruzione troppo basso che potrà causare problemi seri in un  futuro molto prossimo.
Già adesso la cronaca  e il tam tam mediatico spesso portano ad associare anche nella nostra regione l’immigrazione alla marginalità sociale e al bisogno. Si tratta di un aspetto che è certamente presente e non si possono negare i molti problemi ancora irrisolti  ma dobbiamo anche far emergere con forza una migrazione che pure esiste e che non trova spazio sui mezzi di comunicazione. Non va dimenticato che  tutte le indagini statistiche puntualmente  fotografano un dinamismo imprenditoriale dei migranti che arricchisce il tessuto imprenditoriale regionale sotto diversi punti di vista,  nonostante la negatività dell’attuale congiuntura economica.  Alcuni di loro già in patria hanno lavorato come artigiani, piccoli imprenditori o liberi professionisti e possono così valorizzare in Toscana  le competenze acquisite, inoltre sebbene siamo in presenza spesso di piccole aziende dove lavora in maniera continuativa solo il titolare  diventano sempre più numerose anche quelle che occupano altre persone, tra le quali gli stessi lavoratori italiani.  I benefici  che gli immigrati imprenditori con il loro lavoro assicurano alla Regione sono di dunque di natura occupazionale, economica e finanziaria.
Fin qui la buona immigrazione che già risiede nel nostro territorio e lo arricchisce. Tuttavia dobbiamo riuscire a guardare oltre, verso un orizzonte temporale più lungo per la nostra regione cercando di capire anche che tipo di immigrazione vogliamo attirare nei prossimi anni. Se pensiamo ai distretti industriali avanzati di molte aree europee o degli Stati Uniti le ricolleghiamo subito al benessere, agli stipendi elevati, all’innovazione, a settori industriali in prorompente sviluppo: la Silicon Valley, Toronto, Londra,  Hannover, Singapore ecc. Si tratta di aree urbane che sono un potente polo di attrazione anche per i nostri migliori talenti. La vera differenza che ha fatto e continua a fare di questi distretti dei luoghi  all’avanguardia è la capacità di attrarre percentuali elevate di migranti altamente qualificati, in primis italiani,  in territori che sono certamente già predisposti.

La sfida della Toscana è proprio questa: diventare una terra di attrazione per un’immigrazione qualificata.  Bisogna essere consapevoli che da molti anni è in atto una vera e propria sfida internazionale tra aree urbane e distretti industriali non solo per attrarre investimenti ma soprattutto per attrarre i migliori talenti. Si tratta di studenti, Phd, ricercatori, imprenditori e altri  innovatori che cercano dei territori in cui proseguire i propri studi, effettuare  ricerche, brevettare invenzioni, fare imprese innovative  e cosi via. Si tratta di fisici, ingegneri, imprenditori, informatici provenienti soprattutto da paesi in forte sviluppo economico e tecnologico. L’economia della conoscenza ha bisogno di giovani talenti così come i settori tecnologicamente più avanzati dell’industria regionale necessitano di ricercatori che provengano da paesi in forte sviluppo industriale.  Il nostro Paese è molto indietro in questo campo.

E’ pur che vero sotto la spinta della  normativa europea negli  ultimi anni sono stati introdotti dei permessi di soggiorno nuovi come quello per ricerca scientifica oppure per lavori altamente qualificati. Da ultimo il piano “Destinazione Italia” ha anche  introdotto una procedura speciale chiamata Italia Startup Visa per gli stranieri che vogliano avviare nel nostro Paese delle start up innovative. Tuttavia i numeri degli stranieri che hanno utilizzato questi permessi sono davvero risicati e talora praticamente inesistenti. Non basta prevedere una tipologia nuova di permesso. Occorre che tutto il sistema territoriale sia attraente. Occorre creare un mix di qualità della vita, attenzione sanitaria, istruzione, facilità di collegamenti, presenza di centri di ricerca, possibilità di finanziamento ecc.  

La Toscana è un territorio davvero speciale perché è una straordinaria combinazione di molti di  questi elementi. Occorre creare un ambiente urbano e produttivo accogliente per questa immigrazione qualificata e governare tale fenomeno con la  collaborazione, le risorse, l’apporto di ciascun livello istituzionale e pensando ad una vera e propria rete regionale di supporto.  Utilizzando alcune ricerche Ocse sappiamo che sono molti i fattori che sono suscettibili di disincentivare i flussi di stranieri altamente qualificati verso i distretti italiani, tra questi: la limitata diffusione della lingua inglese nei servizi, la relativa difficoltà di trovare alloggi, l’assenza di informazione e di orientamento della domanda, l’assenza di politiche di incentivazione di  borse di studio, la scarsa valorizzazione degli studenti stranieri al termine del loro corso di studi,  il loro limitato coinvolgimento nelle iniziative di cooperazione interuniversitaria,  le limitazioni imposte dalla normativa sui permessi di soggiorno ma anche la burocrazia che pervade ogni aspetto della vita quotidiana cosi come la scarsa trasparenza e meritocrazia nei percorsi di carriera.  Certo si tratta di questioni che vanno affrontate con decisione e coraggio a livello nazionale ma il nostro territorio deve essere di esempio e tracciare la strada cosi come è riuscito a fare altre volte.  Pensiamo che la legge regionale sull’immigrazione del 2009 ha previsto, prima in Italia, una previsione specifica per stimolare l’ingresso e il soggiorno in regione dei migranti altamente qualificati che potessero  essere volano di sviluppo sia locale che nei paesi di origine, anticipando,  la legislazione statale. Tuttavia non sono ancora seguite azioni specifiche orientate a configurare la Toscana come una meta territoriale attraente per l’immigrazione altamente qualificata.

Occorre fare molto di più e costruire  in sinergia con i Comuni e le Università una vera e propria rete regionale a sostegno all’ingresso dei ricercatori stranieri e degli stranieri altamente qualificati.  In generale tutte le università toscane  coltivano una forte proiezione internazionale che ha portato negli ultimi anni a numerosi accordi con università straniere tra cui si segnalano alcune della Cina e dell’India. Occorre porre in atto ogni azione volta ad accrescere l’attrattività dei distretti toscani della conoscenza come le città di Pisa, Firenze, Siena  nei confronti dei ricercatori stranieri e renderli competitivi rispetto alla media internazionale. Va utilizzato più a fondo e occorre trasformare in sistema anche il lavoro di rete che pure è stato compiuto negli ultimi anni, si pensi per es. alla Fondazione Toscana Life Sciences.   La Toscana ha molte città con una fortissima vocazione internazionale, rappresenta un ambiente unico per studiare, fare ricerca e lavorare tuttavia dobbiamo lavorare affinché, compatibilmente con le necessarie formalità, il soggiorno legale sul territorio per motivi legati allo studio, alla ricerca, e ai lavori qualificati così come il diritto a ricevere prestazioni da parte delle strutture pubbliche, siano il più possibile alleggeriti da ogni ostacolo burocratico.  

Dunque oltre a stimolare il legislatore nazionale verso un  alleggerimento dei vincoli burocratici imposti dalla normativa statale occorre anche creare dei percorsi chiari e semplici per coloro che vogliano trasferirsi in Toscana con un punto di riferimento istituzionale unico sul modello delle agenzie specializzate. Occorre orientare gli ingressi per formazione professionale dall’estero verso i settori manifatturieri a più alta necessità di innovazione e sostenere un quadro regionale che supporti  gli incubatori nelle procedure legate all’ingresso e al soggiorno dei talenti stranieri.  

Dobbiamo convincerci che non esiste una “immigrazione” unica ma tante immigrazioni diverse a seconda del territorio che le riceve. Allo stesso modo a fianco di flussi migratori che dipendono da tragici fattori geopolitici e che ci chiamano alla solidarietà a alla responsabilità, esistono ingenti flussi migratori legati più propriamente alle aspirazioni professionali, alle innovazioni industriali e tecnologiche che sono un asset  imprescindibile nella competizione globale. Ecco perché dobbiamo continuare a costruire  le condizioni perché l’immigrazione che riceve la nostra regione sia più qualificata,  più produttiva e  innovativa.  Come sottolineato  recentemente  da alcuni economisti, l’afflusso di alcuni tipi di manodopera straniera non ha ripercussioni esclusivamente sul salario ma può anche influenzare le scelte in termini di intensità di capitale umano e fisico, livelli di automazione e specializzazione delle imprese manifatturiere.  Dunque la qualità dei lavoratori e il livello di conoscenza degli stessi è in grado di indirizzare in modo più deciso verso la produzione di beni più  sofisticati con importanti conseguenze in termini di prospettive di crescita di lungo periodo della Toscana.  

Come ha dimostrato agli Stati Uniti recentemente un “nostro” talento che ha trovato fortuna a Berkeley, l’economista Enrico Moretti,  l’economia postindustriale, basata sul sapere e sull’innovazione, sta cambiando profondamente il mercato del lavoro, sia per la tipologia dei beni prodotti sia per le modalità e, soprattutto, le località in cui vengono realizzati, creando enormi disparità geografiche in termini di istruzione, aspettativa di vita e stabilità famigliare ecc. La Toscana sarà investita da questi profondi cambiamenti come tutto il “vecchio continente”. L’economista italiano ha dimostrato, dati alla mano, che  il modo più efficace per creare posti anche per  lavoratori meno qualificati è attrarre imprese hi-tech con dipendenti altamente qualificati e potenziare i distretti della conoscenza. Ogni lavoratore altamente qualificato che decide di restare o di arrivare in Toscana ha un effetto moltiplicatore su tutte le tipologie di impieghi. Quindi solo una gestione attenta, coordinata, di sistema della mobilità internazionale potrà offrire uno degli assi principali di cui necessita il sistema economico e produttivo toscano per vincere le sfide del prossimo futuro.

 

Intervento di

Stefania Magi, responsabile Sanità, Welfare e Immigrazione Pd Toscana e

Massimiliano Vrenna, responsabile Forum Immigrazione Pd Toscana

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9 Dicembre 2014

Scandalo Roma. “Vecchia politica è morta. Pd persegua cambiamento. In Toscana, anche se virtuosa, per Regionali codice etico stringente”

mazzeo-stretta9 dicembre 2014 – “Le ultime vicende relative al sistema organizzato di corruzione scoperto a Roma sembrano riportare indietro l’orologio di 20 anni, all’epoca di tangentopoli. E’ vero, c’è un pezzo di classe politica italiana che su certe questioni sembra non cambiare mai. Ed è altrettanto vero che evidentemente non bastano le stigmatizzazioni a livello di opinione pubblica per sconfiggere la commistione tra affari e politica. Sono fatti che stupiscono e indignano, di fronte ai quali non dovranno essere fatti sconti. E’ necessario che chi ha sbagliato paghi e che il PD sia intransigente su questi atteggiamenti. Lo faremo anche noi in Toscana, anche se qui niente del genere finora è mai accaduto. In vista delle prossime elezioni regionali approveremo, come sempre, un codice etico per i candidati. Ci saranno regole di comportamento molto stringenti e su quelle, anche se la Toscana e’ una regione virtuosa, saremo inflessibili”.

 

Lo dice il responsabile organizzazione del Pd toscano, Antonio Mazzeo. 

 

Ciò premesso, sullo scandalo di Roma si devono però analizzare i fatti con razionalità e senso della realtà, senza incappare in inutile e strumentale demagogia. Dire che sono “tutti uguali”, “tutti responsabili”, “tutti conniventi” è profondamente sbagliato. E’ una argomentazione “da bar” che da tempo è diventata – seppur in una forma più sottile – anche tema di battaglia politica. Utilizzare l’arma dello sdegno generale per far passare un messaggio di “contrapposizione politica” è un metodo che prosegue una tradizione molto gettonata, specie nella sinistra post-1989. Certi interventi di esponenti della minoranza interna del partito vorrebbero insomma far credere che con la segreteria Renzi il partito non esiste più, che la politica è solo marketing e con un uomo solo al comando questi processi degenerativi sono più semplici. E’ un messaggio che vogliamo confutare con forza. Con argomenti e fatti che ci sembrano palesi, non con sterili polemiche.

 

Il sistema Roma scoperchia un mix di criminalità e pessima politica che ha le sue radici in tempi lontanissimi. Non è difesa acritica del governo o della segreteria Renzi, ma semplice realtà, dire che gli eventi venuti fuori in questi giorni a Roma riguardano anni in cui lo stesso Renzi era sindaco di Firenze e il suo legame con il PD romano era quasi inesistente. Non di meno, l’attuale Governo ha messo in campo, sin da subito, l’Autorità anti-corruzione di Raffaele Cantone e il PD di Roma è stato immediatamente commissariato ed ha deciso di verificare tutte le iscrizioni degli ultimi anni. Un segnale duro ed inequivocabile verso chi ha usato il PD e la politica per interessi personali e criminali.

Per questo, quello che arriva con forza da Roma è piuttosto l’invito a Renzi ad andare avanti e accelerare il processo di cambiamento, del partito e del governo, che ha messo in piedi in questi mesi. E’ la richiesta di nuova politica, di un nuovo modo di fare partito con meno strutture “ammalate” e più comunità e energie libere e forti. Quelli che chiedono di tornare indietro, invece, sono evidentemente i nostalgici di vecchi sistemi di potere che non hanno ancora capito che la vecchia politica è definitivamente morta insieme ai suoi troppi cattivi maestri.

E’ evidente che le riforme messe in campo negli ultimi mesi da Renzi hanno come obiettivo quello di costruire un Paese meno ingessato, con leggi più chiare ed Istituzioni più trasparenti, e quindi anche meno soggetto ad essere infettate dal virus della corruzione. Basteranno a trasformare il Paese? Lo vedremo, ma intanto vanno conosciute a fondo per poter essere valutate e capire la loro portata. Prendiamo ad esempio il Jobs Act. E’ una legge che permette di far fare un importante passo avanti al mercato del lavoro, alla semplificazione delle norme, all’allargamento delle tutele e alla produzione di politiche e servizi attivi attirando maggiori investimenti esteri e ripensando il sistema degli ammortizzatori sociali. Fino a pochi mesi fa nel nostro Partito se ne parlava solo in convegni per “pulirsi” la coscienza, oggi quelle idee sono una riforma per il Paese.

Certo, non ci nascondiamo. Ci sono e ci saranno anche aspetti che non convinceranno tutti gli osservatori, noi compresi. Ma è necessario che tutto sia esaminato in buona fede e senza pregiudizi. Perché continuare a stigmatizzare il processo riformatore, magari da parte di chi per 20 anni ha guidato il nostro partito o uno di quelli che in esso sono confluiti, ritenendolo affrontato “sulla base di battute funzionali ai messaggi comunicativi” è davvero sorprendente. Cosa è stato fatto in questi vent’anni sul piano della lotta alla corruzione e delle riforme a parte la nefasta riforma del Titolo V? Come mai molti di coloro che adesso fanno distinzioni, precisazioni e “benaltrismi”, pur avendo passato gli ultimi venti anni nelle istituzioni, non si lasciano andare a un briciolo di autocritica?

Sarebbe, crediamo, un atto dovuto e un segno di consapevolezza, ma la risposta la sappiamo. E’ un gioco politico-tattico di aree organizzate all’interno del PD, come prima lo era nei partiti di provenienza e lo è stato anche nei partiti storici della Prima Repubblica. Ma fortunatamente i tempi sono cambiati e i cittadini chiedono ora al PD di risolvere i problemi in tempi rapidi e certi, non di vivere in un congresso permanente che limita l’azione di governo.

Sia chiaro a tutti. Noi a questo gioco non ci adeguiamo e continueremo ad usare il cervello, in piena onestà intellettuale, perché questo e solo questo e’, da sempre, l’unico modo per aiutare davvero la propria comunità” conclude Mazzeo.

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Scandalo Roma. “Vecchia politica è morta. Pd persegua cambiamento. In Toscana, anche se virtuosa, per Regionali codice etico stringente”

mazzeo-stretta9 dicembre 2014 – “Le ultime vicende relative al sistema organizzato di corruzione scoperto a Roma sembrano riportare indietro l’orologio di 20 anni, all’epoca di tangentopoli. E’ vero, c’è un pezzo di classe politica italiana che su certe questioni sembra non cambiare mai. Ed è altrettanto vero che evidentemente non bastano le stigmatizzazioni a livello di opinione pubblica per sconfiggere la commistione tra affari e politica. Sono fatti che stupiscono e indignano, di fronte ai quali non dovranno essere fatti sconti. E’ necessario che chi ha sbagliato paghi e che il PD sia intransigente su questi atteggiamenti. Lo faremo anche noi in Toscana, anche se qui niente del genere finora è mai accaduto. In vista delle prossime elezioni regionali approveremo, come sempre, un codice etico per i candidati. Ci saranno regole di comportamento molto stringenti e su quelle, anche se la Toscana e’ una regione virtuosa, saremo inflessibili”.

 

Lo dice il responsabile organizzazione del Pd toscano, Antonio Mazzeo. 

 

Ciò premesso, sullo scandalo di Roma si devono però analizzare i fatti con razionalità e senso della realtà, senza incappare in inutile e strumentale demagogia. Dire che sono “tutti uguali”, “tutti responsabili”, “tutti conniventi” è profondamente sbagliato. E’ una argomentazione “da bar” che da tempo è diventata – seppur in una forma più sottile – anche tema di battaglia politica. Utilizzare l’arma dello sdegno generale per far passare un messaggio di “contrapposizione politica” è un metodo che prosegue una tradizione molto gettonata, specie nella sinistra post-1989. Certi interventi di esponenti della minoranza interna del partito vorrebbero insomma far credere che con la segreteria Renzi il partito non esiste più, che la politica è solo marketing e con un uomo solo al comando questi processi degenerativi sono più semplici. E’ un messaggio che vogliamo confutare con forza. Con argomenti e fatti che ci sembrano palesi, non con sterili polemiche.

 

Il sistema Roma scoperchia un mix di criminalità e pessima politica che ha le sue radici in tempi lontanissimi. Non è difesa acritica del governo o della segreteria Renzi, ma semplice realtà, dire che gli eventi venuti fuori in questi giorni a Roma riguardano anni in cui lo stesso Renzi era sindaco di Firenze e il suo legame con il PD romano era quasi inesistente. Non di meno, l’attuale Governo ha messo in campo, sin da subito, l’Autorità anti-corruzione di Raffaele Cantone e il PD di Roma è stato immediatamente commissariato ed ha deciso di verificare tutte le iscrizioni degli ultimi anni. Un segnale duro ed inequivocabile verso chi ha usato il PD e la politica per interessi personali e criminali.

Per questo, quello che arriva con forza da Roma è piuttosto l’invito a Renzi ad andare avanti e accelerare il processo di cambiamento, del partito e del governo, che ha messo in piedi in questi mesi. E’ la richiesta di nuova politica, di un nuovo modo di fare partito con meno strutture “ammalate” e più comunità e energie libere e forti. Quelli che chiedono di tornare indietro, invece, sono evidentemente i nostalgici di vecchi sistemi di potere che non hanno ancora capito che la vecchia politica è definitivamente morta insieme ai suoi troppi cattivi maestri.

E’ evidente che le riforme messe in campo negli ultimi mesi da Renzi hanno come obiettivo quello di costruire un Paese meno ingessato, con leggi più chiare ed Istituzioni più trasparenti, e quindi anche meno soggetto ad essere infettate dal virus della corruzione. Basteranno a trasformare il Paese? Lo vedremo, ma intanto vanno conosciute a fondo per poter essere valutate e capire la loro portata. Prendiamo ad esempio il Jobs Act. E’ una legge che permette di far fare un importante passo avanti al mercato del lavoro, alla semplificazione delle norme, all’allargamento delle tutele e alla produzione di politiche e servizi attivi attirando maggiori investimenti esteri e ripensando il sistema degli ammortizzatori sociali. Fino a pochi mesi fa nel nostro Partito se ne parlava solo in convegni per “pulirsi” la coscienza, oggi quelle idee sono una riforma per il Paese.

Certo, non ci nascondiamo. Ci sono e ci saranno anche aspetti che non convinceranno tutti gli osservatori, noi compresi. Ma è necessario che tutto sia esaminato in buona fede e senza pregiudizi. Perché continuare a stigmatizzare il processo riformatore, magari da parte di chi per 20 anni ha guidato il nostro partito o uno di quelli che in esso sono confluiti, ritenendolo affrontato “sulla base di battute funzionali ai messaggi comunicativi” è davvero sorprendente. Cosa è stato fatto in questi vent’anni sul piano della lotta alla corruzione e delle riforme a parte la nefasta riforma del Titolo V? Come mai molti di coloro che adesso fanno distinzioni, precisazioni e “benaltrismi”, pur avendo passato gli ultimi venti anni nelle istituzioni, non si lasciano andare a un briciolo di autocritica?

Sarebbe, crediamo, un atto dovuto e un segno di consapevolezza, ma la risposta la sappiamo. E’ un gioco politico-tattico di aree organizzate all’interno del PD, come prima lo era nei partiti di provenienza e lo è stato anche nei partiti storici della Prima Repubblica. Ma fortunatamente i tempi sono cambiati e i cittadini chiedono ora al PD di risolvere i problemi in tempi rapidi e certi, non di vivere in un congresso permanente che limita l’azione di governo.

Sia chiaro a tutti. Noi a questo gioco non ci adeguiamo e continueremo ad usare il cervello, in piena onestà intellettuale, perché questo e solo questo e’, da sempre, l’unico modo per aiutare davvero la propria comunità” conclude Mazzeo.

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3 Dicembre 2014

Arance, fumogeni e petardi davanti alla sede del Pd Toscana, Parrini: “Non ci lasciamo intimidire da chi tristemente esprime così il proprio pensiero”

3 dicembre 2014 – “Il Jobs Act aumenta i diritti dei lavoratori ed è un provvedimento giusto che va approvato rapidamente. Ne abbiamo discusso in decine di iniziative in tutta la Toscana, con i nostri elettori, militanti, parti sociali. Ci siamo confrontati democraticamente con chi era d’accordo e con chi non lo era. Porteremo avanti con più energia di prima il nostro impegno su questo fronte,  senza lasciarci intimidire da chi, tristemente, esprime il proprio pensiero con arance, fumogeni e petardi.
Un ringraziamento alle Forze dell’Ordine per la compostezza e la determinazione con cui hanno svolto il loro lavoro”.

Così il segretario del Pd della Toscana Dario Parrini commenta i fatti avvenuti questo pomeriggio davanti la sede regionale del Partito Democratico in Via Forlanini a Firenze
 

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Arance, fumogeni e petardi davanti alla sede del Pd Toscana, Parrini: “Non ci lasciamo intimidire da chi tristemente esprime così il proprio pensiero”

3 dicembre 2014 – “Il Jobs Act aumenta i diritti dei lavoratori ed è un provvedimento giusto che va approvato rapidamente. Ne abbiamo discusso in decine di iniziative in tutta la Toscana, con i nostri elettori, militanti, parti sociali. Ci siamo confrontati democraticamente con chi era d’accordo e con chi non lo era. Porteremo avanti con più energia di prima il nostro impegno su questo fronte,  senza lasciarci intimidire da chi, tristemente, esprime il proprio pensiero con arance, fumogeni e petardi.
Un ringraziamento alle Forze dell’Ordine per la compostezza e la determinazione con cui hanno svolto il loro lavoro”.

Così il segretario del Pd della Toscana Dario Parrini commenta i fatti avvenuti questo pomeriggio davanti la sede regionale del Partito Democratico in Via Forlanini a Firenze
 

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2 Dicembre 2014

Direzione nazionale PD – 1 dicembre 2014. Intervento di Dario Parrini

parrini-direzione-nazionale1 dicembre 2014 – Temi dell’intervento: alto astensionismo, velocità sulle riforme, ascesa della nuova destra e del problema della sicurezza “rispetto al quale – dice il segretario regionale PD – non dobbiamo ricadere negli errori di supponenza e di sottovalutazione compiuti in passato: il Pd dica legalità oltre che solidarietà; rigore oltre che accoglienza. Duri col crimine, più duri ancora con le cause sociali del crimine”.

 

QUI IL VIDEO DELL’INTERVENTO:

http://www.youdem.tv/doc/273979/direzione-pd-intervento-di-dario-parrini.htm

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Direzione nazionale PD – 1 dicembre 2014. Intervento di Dario Parrini

parrini-direzione-nazionale1 dicembre 2014 – Temi dell’intervento: alto astensionismo, velocità sulle riforme, ascesa della nuova destra e del problema della sicurezza “rispetto al quale – dice il segretario regionale PD – non dobbiamo ricadere negli errori di supponenza e di sottovalutazione compiuti in passato: il Pd dica legalità oltre che solidarietà; rigore oltre che accoglienza. Duri col crimine, più duri ancora con le cause sociali del crimine”.

 

QUI IL VIDEO DELL’INTERVENTO:

http://www.youdem.tv/doc/273979/direzione-pd-intervento-di-dario-parrini.htm

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1 Dicembre 2014

Assemblea regionale Pd il 13 dicembre a San Donnino

bandiere manifestazioneL’assemblea regionale del Partito Democratico della Toscana, in programma per il mese di dicembre, dedicata al percorso per le elezioni regionali, si terrà il giorno sabato 13 per l’intera giornata presso la struttura “Spazio Reale” di San Donnino – Campi Bisenzio (Firenze).
Come già anticipato in conferenza stampa, l’assemblea sarà allargata agli 850 segretari di circolo del Pd della Toscana, per definire anche una prima bozza di programma che sarà poi sottoposta alla discussione pubblica aperta ai circa 400mila elettori delle ultime primarie.

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Assemblea regionale Pd il 13 dicembre a San Donnino

bandiere manifestazioneL’assemblea regionale del Partito Democratico della Toscana, in programma per il mese di dicembre, dedicata al percorso per le elezioni regionali, si terrà il giorno sabato 13 per l’intera giornata presso la struttura “Spazio Reale” di San Donnino – Campi Bisenzio (Firenze).
Come già anticipato in conferenza stampa, l’assemblea sarà allargata agli 850 segretari di circolo del Pd della Toscana, per definire anche una prima bozza di programma che sarà poi sottoposta alla discussione pubblica aperta ai circa 400mila elettori delle ultime primarie.

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