Scuola, Fossi (Pd) e Taddei (Gd): Valditara sfugge al confronto Scuola

"Dal governo solo tagli e repressione

Nelle ultime settimane la Toscana è
stata attraversata da un’importante mobilitazione studentesca,
con occupazioni in oltre trenta istituti tra Firenze e il resto
della regione. I documenti politici approvati parlano chiaro: la
questione della scuola non è scollegata dalle difficoltà
materiali delle famiglie, a partire dal caro vita”. Lo dichiarano
in una nota congiunta Emiliano FOSSI, segretario del Pd Toscana,
e Bernardo Taddei, segretario dei GD Toscana.

“Affrontare l’inizio dell’anno scolastico comporta spese
insostenibili: i libri costano tra i 200 e i 300 euro, e per chi
entra in prima superiore la spesa complessiva tocca i 1.000-1.200
euro. Di fronte a questo disagio reale, che accomuna studenti e
lavoratori, lo Stato si dimostra assente sugli investimenti ma
presente solo con la repressione in piazza, come accaduto a
Bologna. Al Festival delle Regioni il ministro Valditara ha
dichiarato di dialogare con gli organismi rappresentativi e non
con le piazze, sostenendo di aver visto le consulte; eppure le
presidenti e i presidenti delle consulte toscane lo hanno
apertamente smentito. Con chi parla davvero il ministro?
Rinchiuso nella sua torre d’avorio, sceglie di delegittimare sia
il dissenso sia le forme elette di rappresentanza, ricalcando
l’atteggiamento della presidente Meloni contro chi sciopera
rimettendoci parte del salario” spiegano FOSSI e Taddei.

“Le scelte dell’esecutivo certificano una totale assenza di
visione democratica per l’istruzione: sono previsti tagli per
centinaia di milioni alla scuola pubblica nei prossimi anni a
fronte di bonus fino a 1.500 euro destinati alle paritarie. Si
agitano bandiere propagandistiche, come il tetto al 30% per gli
alunni con background migratorio, anziché porre l’unico vero
limite necessario: non più di 20 alunni per classe contro il
sovraffollamento. Ridurre a quattro anni gli istituti tecnici
svilisce l’istruzione a mero avviamento al lavoro, negando la
formazione di cittadini critici e consapevoli” aggiungono i
segretari dem.

“Parlare di ‘merito’ senza garantire a tutti la stessa linea di
partenza è una finzione. Questo dicastero sta diventando il
ministero dell’ordine e della punizione: dalla restaurazione del
voto in condotta alla linea securitaria che abbassa
l’imputabilità per i minori, il Governo considera i giovani una
generazione da reprimere e silenziare, non una risorsa su cui
investire” concludono Fossi e Taddei.