Intervista pubblicata il 23 maggio da l’Unità Toscana a firma di Vladimiro Frulletti

 

Felice per i successi «straordinari» di Lucca e Camaiore e per la crescita di consensi al Pd e al centrosinistra. Preoccupato e amareggiato «anche dal punto di vista personale» per Siena così il segretario del Pd della Toscana, Andrea Manciulli, il giorno dopo i ballottaggi e la caduta del sindaco Ceccuzzi. Lei sottolinea i tanti più, altri mettono l’accento sui meno, soprattutto sul calo dei votanti.
«Si continua a parlare dell’astensionismo, anche da parte di esponenti del Pd che mi pare non abbiano più passione per lo studio».
Perché?
«Perché per loro il non voto riguarderebbe tutti in maniera trasversale».
Invece?
«Invece non è vero. Lo dicono i numeri».
Quali?
«Il crollo in valori assoluti dei centrodestra. Al primo turno a Lucca da 21.759 voti del 2007 è sceso a 6mila 63. Oltre 15mila in meno. E non c’era mica Silvan a farli sparire. E evidente che fra quelli che non sono andati a votare c’è un numero macroscopico di elettori del centrodestra».
L’astensione non vi ha colpiti?
«Se si guarda alle elezioni del 2007 il centrosinistra tiene o addirittura cresce in voti assoluti. A Lucca Tambellini ha vinto con oltre 23mila voti. Cioè 2mila in più di quanti ne prese Favilla vincendo 5 anni fa. A Quarrata il centrosinistra 5 anni fa aveva 5540 voti, questa volta ne ha presi 6.296, andando meglio addirittura delle regionali di due anni fa dove era a 4.821».
E il Pd?
«In voti assoluti cresciamo sia sulle amministrative 2007 che sulle regionali. Ad esempio a Camaiore il Pd nel 2007 aveva 3300 voti nel 2007 oggi ne ha 3.600. A Quarrata ne avevamo 4373, alle regionali 3.333 e questa volta siamo a 4.655».
E il fenomeno Grillo? Qui in Toscana sembra alimentato soprattutto dall’Idv.
«In una flessione c’è. Spero che queste elezioni chiudano la stagione della competizione interna al centrosinistra. I nostri elettori ci vogliono veder andare d’accordo e i nostri alleati prendono più voti quando mostrano più spirito unitario. Lo dicono le cifre. Quanto a Grillo la mia ipotesi che il primo bacino da cui ha attinto è la Lega Nord: alle regionali aveva più di 8mila voti, oggi è a 1239».
Insomma cosa dice questo voto?
«Prima di tutto che all’astensionismo che ha colpito massicciamente il centro-destra e che il consueto piagnisteo di sinistra non ci aiuta a capire ciò che è successo veramente. Perché è ovvio che quei tanti elettori di centrodestra che sono rimasti a casa, di fronte a una nuova offerta politica potrebbero tornare alle urne».
Quindi?
«Quindi c’è da continuare a lavorare perché il prossimo anno ci sono le politiche. I cittadini coi voti hanno dato al Pd, e in Toscana questo è più evidente che da altre parti, il ruolo e la responsabilità di ricostruire un progetto per il futuro. Al Pd è stata data anche la responsabilità di costruire lo schieramento di centrosinistra, ma non faremo sconti a nessuno sulla necessità di avere spirito unitario e collaborativo. Del resto i dati dicono che chi pensa di “surfare” sull’antipolitica magari con finalità di competizione interna finisce per essere la platea di altri».
Al suo partito i problemi non mancano, basta guardare a Siena.
«È una vicenda che sto vivendo con grande tormento e amarezza anche personale. Non riesco ancora a capacitarmi di come persone con le quali ho condiviso tanto, come Alberto Monaci, non abbiano capito il danno che potevano arrecare. È chiaro che con quel che successo si pongono fuori dal Pd e come detto Migliavacca è meglio che ci ripensino prima che le dimissioni sindaco siano irreversibili».
Riguarda anche il presidente del Consiglio regionale?
«Riguarda tutti».

 

Scarica l’intervista e lo schema con il confronto tra risultati 2007 e 2012 in formato pdf.