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"La crisi c'è, la Toscana risponde"
Campagna di mobilitazione del PD regionale. In ogni territorio nascerà un Osservatorio del PD sulla crisi

"La crisi c'è, la Toscana risponde"Campagna di mobilitazione del PD regionale
In ogni territorio nascerà un Osservatorio del PD sulla crisi


Firenze, 9 marzo 2009 - "La crisi c'è, la Toscana risponde". Il Partito Democratico della Toscana lancia una forte campagna di comunicazione e mobilitazione per mettere al centro dell'attività politica i problemi dell'economia e le ripercussioni sui lavoratori. Migliaia di volantini con i numeri della crisi, le risposte date dalla Regione Toscana e le richieste al governo nazionale saranno distribuiti davanti ai luoghi di lavoro, nel corso di iniziative pubbliche e in volantinaggi nei luoghi più frequentati di tutta al regione nei prossimi tre mesi. Ogni Coordinamento territoriale del Pd darà vita a un Osservatorio sulla crisi, chiamato a monitorare l'evolversi degli scenari del territorio economico e produttivo toscano nelle sue diverse specificità. La mobilitazione straordinaria in Toscana inizia già questa settimana con un'iniziativa in ogni circolo per far conoscere e discutere la mozione parlamentare del Partito Democratico che prevede l'assegno mensile di disoccupazione e l'estensione a tutti i lavoratori delle tutele della cassa integrazione.
A Firenze il 27 e 28 marzo è in programma la conferenza regionale del PD sul welfare con Andrea Manciulli, Enrico Letta e Cesare Damiano.

"La crisi economica è il tema principale della nostra iniziativa politica. Ai lavoratori che perdono il posto ogni giorno, ai cittadini che vedono i loro stipendi sempre meno adeguati a far fronte alle necessità quotidiane, agli imprenditori e agli artigiani costretti a chiudere le attività il PD vuole dire che le risposte alla crisi sono e saranno in questi mesi la priorità della sua azione: in Toscana, dove amministriamo, e all'opposizione in Parlamento - dice il segretario regionale toscano Andrea Manciulli -. A livello nazionale ci troviamo di fronte al governo dei proclami che dice no alle proposte concrete, come la mozione parlamentare del PD per l'assegno di disoccupazione e l'estensione della cassa integrazione a tutti i lavoratori, compresi quelli delle imprese artigianali, misura indispensabile qui da noi, dove costituiscono gran parte del tessuto economico. La Toscana ha invece prodotto fatti che dimostrano l'attenzione al tema della crisi finanziaria: da un lato per rilanciare l'economia, favorendo il credito all'impresa e incentivando quelle che investono sull'innovazione, dall'altro per tamponare la drammaticità della crisi sui lavoratori con i contributi una tantum a chi perde il posto e a chi ha sulle spalle il mutuo da pagare".   

"Il presidente del Consiglio quando dice che la crisi non è 'tragica' dimostra quanto sia lontano dalla realtà e dalla vita delle persone, anche quelle che hanno votato per lui" dice la vicesegretaria regionale del Pd della Toscana Caterina Bini, che continua "Ci sono intere categorie in crisi, famiglie che non sanno più a cosa rinunciare per pagare le bollette, l'affitto o il mutuo, migliaia di lavoratori in cassa integrazione, sulla strada del licenziamento o del non rinnovo del contratto e il Governo sa proporre solo piani per l'ampliamento delle case che non si capisce con quali soldi gli italiani lo potrebbero fare. Bisogna ripartire dalla concretezza - conclude Caterina Bini - come ha fatto la Regione Toscana o con le proposte avanzate in Parlamento dal PD, altrimenti questo Governo farà aggravare ancora di più la crisi nel nostro Paese"

"Costituiremo degli Osservatori di monitoraggio della crisi insieme agli amministratori, ai parlamentari e alle forze sociali dei territori, per seguire da vicino le diverse situazioni di crisi che in Toscana stanno aumentando sempre di più - dice Patrizio Mecacci, responsabile regionale lavoro del Pd -. Vogliamo condividere con i cittadini toscani la preoccupazione per una crisi sempre più drammatica, per la quale il Governo nazionale dovrebbe costruire le vie di uscita, come si sta facendo in Toscana, anziché richiamare la necessità di un ottimismo insufficiente e generico".
 
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