Gioco d’azzardo, via le slot machine dalle case del popolo

Per il gioco d’azzardo in Toscana nei primi cinque mesi del 2011 spesi già oltre 1,7 miliardi di euro
Se ne è parlato all’incontro “SpennarArci” organizzato ieri alla festa del Pd di Pistoia

 

Pistoia – Il Cral Breda e le case del popolo di Quarrata, Valenzatico e di Bottegaccia in Provincia di Pistoia hanno abbandonato i videopoker e le slot machine. Il primo risultato concreto dell’accordo , siglato per la prima volta in Toscana, tra Arci e consorzio Co&So per la progressiva eliminazione di queste macchine mangiasoldi dalle case del popolo.

E’ stato questo uno dei temi dell’incontro che si è svolto ieri domenica 24 luglio alla Festa comunale del Pd di Pistoia, a Santomato, dal titolo “SpennArci con le slot machine o promuovere le buone pratiche? La svolta dell’Arci fra legalità e dipendenza da gioco d’azzardo”.

Hanno partecipato Federico Gelli, coordinatore Forum legalità e sicurezza Pd Toscana, Maurizio Pascucci, responsabile Legalità Arci Toscana, Federico Tasselli, presidente Arci Pistoia, Giuseppe Iraci Sareri, presidente Gruppo Incontro, Alessandra Pastore, coordinatrice Libera Pistoia, e Filippo Torrigiani, assessore comunale di Empoli e direttore nazionale di Avviso Pubblico.

“In Toscana nel 2010 sono stai spesi 3,4 miliardi di euro per i giochi d’azzardo di Stato e nei primi cinque mesi già oltre 1,7 miliardi – ha detto Federico Gelli – e la corsa a giocare in vista di un montepremi più alto ma anche giochi in cui la vincita è minima, e spesso reinvestita, è accessibile e semplice e quindi più insidiosa sopratutto nei territori dove si sta peggio economicamente, sono presenti crisi aziendali e c’è maggiore disoccupazione, vedi il caso di Massa Carrara. Gioco e criminalità organizzata sono poi un binomio in continua crescita – ha aggiunto – dalle slot machine alle sale bingo, passando per le corse di cavalli dopati e al poker online, la criminalità è infatti sempre più infiltrata nei giochi dello Stato”.

“La dipendenza da gioco è un fenomeno sempre più imponente anche rispetto alle tossicodipendenze – ha sottolineato Giuseppe Iraci Sareri, presidente Gruppo Incontro – e coinvolge l’1,2% della popolazione a livello nazionale. In pratica in provincia di Pistoia ci sono più di 1500 persone che sono dipendenti dal gioco d’azzardo”.

“Le slot machine sono un elemento di dipendenza e alienazione – ha ammonito invece Maurizio Pascucci, responsabile Legalità Arci Toscana – e deve essere chiaro che dobbiamo essere contro queste macchinette all’interno delle case del popolo. L’Arci non può nascondersi dietro alla loro presunta legalità, ma convincere i circoli a toglierle progressivamente”.

Dati sul gioco d’azzardo in Toscana (fonte Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato)

Se nel 2010 in Toscana tra i vari giochi d’azzardo di Stato, i vari gratta e vinci, Win for Life, Superenalotto, schedine ecc, sono stati spesi 3, 4 miliardi di euro, per il 2011 si preannuncia una cifra ancora più alta visto che solo nei primi 5 mesi del 2011 ( gennaio – maggio), sono già spesi dagli toscani 1.784 milioni di euro. Nel 2010 la provincia toscana che ha giocato di più è quella di Massa Carrara con 236 milioni di euro (circa 1.189 euro per ogni cittadino) che la fa balzare anche alla quindicesima posizione della classifica nazionale delle provincie che hanno giocato di più. Seguono Lucca (1.155 la spesa pro capite e 435 milioni il totale), Livorno (1.127 pro capite, oltre 270 milioni totali), Pistoia (1.026 pro capite e 281 milioni totali), Prato (961 euro e 224 milioni totali), Arezzo (945 euro per un totale di 312 milioni), Firenze (888 euro pro capite per un totale di 851 milioni), Grosseto (833 euro pro capite per un totale di 180 milioni), Siena (807 euro per 209 milioni totali) e Pisa (728 euro pro capite e totale 285 milioni).